mercoledì 15 settembre 2021

misuro l’estate nel tempo in cui riesco a non usare il phon per asciugarmi i capelli.
qui l’estate dura circa un mese e mezzo, ed è finita settimana scorsa.
dovrei trasferirmi in un posto più caldo, ma non saprei esattamente come mantenermi.
ogni tanto, prima che finisca la bella stagione, mi ritaglio del tempo per passeggiare nei campi a incrementare le mie conoscenze botaniche (le mie conoscenze botaniche si limitano a: “pianta, erba, fiori gialli, fiori viola” quindi si possono incrementare facilmente) oppure andare al lago a fare un bagno (la mia tecnica per entrare in acqua è: entrare deciso fino a livello coscia, restare lì quindici o sedici anni, poi, quando il lago meno se l’aspetta, entrare e cercare di resistere al freddo per almeno venticinque secondi. dopodiché esco, però mi resta un’incredibile voglia di rientrare. ma significherebbe morire di vecchiaia nel frattempo).

mi sono quasi abituato a dormire random e guidare di notte (se si esclude il fatto che svariati animali selvatici mettono alla prova i miei riflessi sui freni, e comunque cerco di non dormire mentre guido) e nessuno ha più cercato seriamente di picchiarmi (per lo meno finora, ogni giorno è un terno al lotto). fra gli altri effetti collaterali segnalerei la perdita delle più elementari facoltà cognitive, il cervello prevalentemente settato in modalità mordi e fuggi, e frequenti allucinazioni olfattive. per ora ho catalogato:
- colla da barattolo
- cioccolato al latte
- lasagne
- vomito di gatto
- concime
- torta paradiso
- vernice
- malto fermentato (stranamente simile al vomito di gatto, comunque)
- legno di pino
- kebab
non so se secret squirrel stia cercando di dirmi qualcosa, ma nel caso dovrebbe rivedere il codice.

ho calcolato che per smettere di lavorare devo mettere via circa dodicimila euro per ogni anno che mi manca alla pensione.
ho anche fatto una ricerca sul sito inps per capire quanti anni mi mancano, per ora dice che forse potrò avere una pensione nel 2086, ma non è detto.
conto comunque di morire prima, quindi ho calcolato un’aspettativa di vita di quindici anni (la vecchiaia è sopravvalutata): viene 180mila euro, e per metterli da parte dovrei lavorare circa 40 anni e smettere di bere alcolici (che contribuiscono in maniera consistente al mio budget mensile).
qualcosa non torna, ma devo ancora capire cosa.

nel frattempo, piove.
il tempo libero lo passo riempiendo moduli per il lavoro (ogni attività va giustificata con un modulo, devi riempire un modulo anche per riempire un modulo, hanno implementato una procedura di moduli ricorsivi per cui devi forzatamente farli nel tuo tempo libero), leggere libri sul declino dell’universo e dormire.
solo che mentre dormo sogno cose di lavoro, quindi non è granché riposante.
è comunque una situazione temporanea, direi massimo quindici anni.

sabato 24 luglio 2021

anche voi (dico voi come se esisteste fuori dalla mia testa: non so se effettivamente esistiate ma, nel dubbio, fate come se) quando preparate il pollo al curry cantate “curry, curry, things they change my friend, whoa oh”?
beh, io lo faccio.
credo lo facciano tutti, anche se non ne sono del tutto sicuro.
nel frattempo piove.
non che faccia meno caldo, c’è un’afa da far invidia alla stagione delle piogge nel mekong, ma insomma, meglio il caldo del freddo.
mi sono aperto una bottiglia di spinelli (il montepulciano, non la sostanza psicotropa: un vino da supermercato che rappresenta un buon compromesso fra qualità e prezzo, tipo il pelagus), in attesa di gustarmi un superalcolico a scelta, prima di svenire da qualche parte (tendenzialmente sul pavimento, o comunque su una qualsiasi superficie quasi orizzontale).
con il caldo, direi che berrò qualcosa con molto ghiaccio, che so, un irish mist, un cuarenta y tres, un san simone e tonica, un rum e cola, un bombay e tonica. ci starebbe anche gelato e whisky, ma se uso il glenmorangie o l’highland park per il gelato temo che la polizia del whisky possa venire ad arrestarmi.
non che abbia bisogno di incentivi per dormire, ormai mi addormento ovunque, tranne che in auto (anche perché guidare da addormentato non è una scelta intelligentissima (non che io sia intelligentissimo, ma fin lì ci arrivo)).
il lavoro procede benissimo.
finora mi hanno tirato una bicicletta, una testata (non nucleare), un paio di manate (ma mi sono sempre tolto in tempo, quindi nessun danno fisico se si esclude lo stomaco chiuso e la voglia di morire, dico. ma quelle forse c’erano già da prima), e insultato in maniera varia ma, devo ammettere con amarezza, non molto creativa.
trovo che la creatività sia parecchio sottovalutata, ultimamente. è un peccato.

lunedì 12 luglio 2021

mi sveglio e sono le quattro e venti del mattino.
cerco confusamente di capire per quale buffo motivo la mia sveglia ha deciso di suonare a quell’ora, poi provo a rimettermi a dormire.
a quel punto mi ricordo il motivo per cui ho messo la sveglia alle quattro e venti, ed il motivo è che effettivamente mi devo alzare per andare al lavoro.
contemplo le gioie di avere uno stipendio mentre una parte del mio cervello continua a riflettere sulle peculiarità del governo di teodorico il grande, ma senza dimenticare i suoi due successori, teoionico e teocorinzio.
mi verso del succo di mirtillo e spalmo della marmellata sulle fette integrali, mentre martinanavratilova mi guarda con aria interrogativa. poi passo casualmente davanti a uno specchio e mi guardo con aria interrogativa pure io.
per stare sveglio ripasso la formazione dell’italia della finale del 1982 (eh, oh, quella del 2021 non la conosco), saluto il fantasma di rosa luxemburg installato nel terzo ripiano del frigorifero (non mi ricordo mai se i ripiani si contano dall'alto o dal basso) e mi preparo mentalmente per il lavoro, che essenzialmente consiste nell’essere insultato dalle persone.
non è un cattivo lavoro, almeno finché nessuno cerca fisicamente di picchiarti. 
al corso di difesa personale il maestro ci ha tenuto a dirci che l’obiettivo è rimanere vivi, anche se non ci ha spiegato esattamente come (il corso dura due ore, non è che può proprio spiegarti tutto), ma io trovo che rimanere vivi non solo sia sopravvalutato, ma sia anche, soprattutto sul lungo periodo, una scelta irrazionale.
forse dovrei trasferirmi in un universo con un sistema evolutivo basato sulla sopravvivenza del meno adatto, ma sarebbe obiettivamente una scelta troppo intelligente per le mie possibilità.
ho anche molto meno tempo per scrivere, essenzialmente perché svengo non appena arrivo a casa, ma ci tengo a sottolineare che questo lavoro non mi ha cambiato.
continuo ad essere empatico al limite dell’autolesionismo (per facilitare il compito del mio interlocutore potrei iniziare a picchiarmi io: questo effettivamente dissuade la maggior parte dei potenziali aggressori), avere la mente confusa e a indulgere nell’uso smodato di parentesi e di avverbi di modo, quando scrivo.

giovedì 24 giugno 2021

"If you suspect that you suck, you will probably suck. This is called the self-fulfilling prophecy. 
If you suspect you are great, you will probably suck. This is called the Dunning-Kruger effect. 
There’s an obvious deduction to be made here, but you probably missed it"
(Zach Weinersmith)

in una regione dello spazio molto vicina a una grande massa, il tempo scorre più lentamente.
ve ne state lì, un paio di secondi, a riposare vicino a un buco nero, e quando venite via, sul pianeta terra sono passati anni.
la stessa cosa succede quando vi muovete molto velocemente.
viaggiate alla velocità della luce per un paio di mesi, tornate a casa, e tutti sono invecchiati di anni tranne voi.
quindi se volete restare giovani, non vi resta che correre ad infilarvi in un buco nero, potete anche scegliere da che parte dell’orizzonte degli eventi stare.
il mio rapporto con il tempo è complicato, come quello di tutti.
sono vivo, ma non ho molto tempo per rendermene conto, e un debito di sonno che è pari al prodotto interno lordo di un medio stato asiatico.
la mia vita ha preso una piega ancora più smaccatamente surreale: sono stato assunto per un lavoro che si può fare solo in presenza di un grave disturbo dissociativo dell’identità, e prevede esposizioni croniche a situazioni di doppio legame.
però pagano, quindi occhei, servono solo improvvisazione e spirito di adattamento, qualità che non mi mancano.
bisogna solo avere cura di evitare il debriefing.
ho anche ricevuto il vaccino, anche se devo ammettere che ha avuto degli effetti collaterali: appena sono tornato a casa il gatto ha vomitato sul copriletto.

sabato 8 maggio 2021

entro in auto e vengo accolto da un profumo di pizza speck e zola, che è il profumo classico che accompagna la visita spirituale di secret squirrel, quando viene invocata la sua intercessione per motivi di salute.
altri odori con cui secret squirrel manifesta la sua protezione e manda messaggi spirituali:
- amaro montenegro: non stare in ansia
- hamburger: vittoria sul peccato e sulle tentazione
- guinness: non perdere il contatto con le tue radici
- lavanda: ti si è di nuovo aperto l’ammorbidente nel bagagliaio
- logliarello: starnutirai per i prossimi due mesi
nel frattempo sto perfezionando pratiche di riprogrammazione neuronale, smaterializzazione, morte apparente.
so che è brutto dirlo, ma non sempre secret squirrel è attento.

martedì 27 aprile 2021

se c’è una cosa che ho capito di homo sapiens, è che non sa valutare correttamente le probabilità e le statistiche.
ha senso.
abbiamo passato gran parte della nostra vita sul pianeta cercando di evitare di essere mangiati dai predatori, quindi ha più senso che scappiamo davanti a un pericolo in carne ed ossa. se il rischio è statistico, andiamo in confusione.
prendiamo continuamente decisioni irrazionali, anche a nostro discapito, ignorando i dati che abbiamo riguardo a quelle decisioni da prendere, e facendoci convincere da gente che non ha idea di cosa sia la statistica (nessuno studia mai la statistica, purtroppo).
ad esempio io non ho mai studiato né la probabilità né la statistica, ma ho studiato un po’ di retorica, che è l’arte di convincere la gente a fare quello che vuoi tu sulla base di argomentazioni ragionevoli (che è diverso da razionale, infatti in genere sono ragionevoli ma sbagliate. ma tanto nessuno mi dà mai retta).
ora, succede che io abbia a che fare con delle persone (parecchie persone; laddove “parecchie” è da intendersi in senso lato, essendo che da quando c’è coprifuoco e zona rossa non posso vedere praticamente nessuno dato che vivo in un posto in cui non vive nessuno) che non abbiano nessuna intenzione di vaccinarsi perché loro sono furbi, e chissà cosa c’è dentro, loro sì che non si fanno fregare.
allora siccome a voce non gli direi mai niente (in genere non direi mai niente a nessuno, io mi limito ad annuire e sorridere, e in ogni caso nessuno mi darebbe mai retta) ho scritto una lista di motivi più o meno sensati per cui vaccinarsi e una lista di motivi più o meno sensati per cui non vaccinarsi.
una lista che non ha nessun valore scientifico, ma è solo, per l’appunto, ragionevole.
non che voglia leggergliela, questo mai. né che voglia discuterne qui. è solo che a volte mi scrivo discorsi direttamente nella mia testa, e poi conviene che li scrivo anche da qualche parte, sennò rimangono nella mia testa, e già c’è poco spazio.
poi magari serve a voi, nel caso vogliate discutere con qualcuno (io non lo farei, però oh, la vita è la vostra).

motivi per cui vaccinarsi
1. lo dicono gli esperti.
non sono un esperto di vaccini, non ho tempo di diventare esperto di tutto (no, non si diventa esperti di una cosa con una ricerca di 15 minuti su internet), attualmente sono esperto solo di come si raccoglie il vomito di gatto. una volta ero esperto anche di filosofia della scienza, ma conoscere la filosofia della scienza ora mi serve molto meno che sapere come si raccoglie il vomito di gatto, quindi ho dimenticato quasi tutto.
se una comunità di esperti ti dice di fare una cosa, è sensato farla (vi sembrerà strano, ma lo dice anche la filosofia della scienza: se non siete esperti di filosofia della scienza, dovrete fidarvi di me. poi sì, c’è un problema epistemologico per cui gli esperti sono comunque esseri umani, quindi alcuni sono cretini, altri meno, a volte litigano per cose che non capisce nessuno tranne loro, è complicato. ma in genere basta fidarsi della maggioranza della comunità scientifica).
del resto vi fidate anche quando comprate il cellulare, non andate a vedere come funziona ogni suo singolo componente o scassate le balle per parlare con chi ha saldato i componenti, vi accontentate che funzioni e che non vi esploda in tasca mentre siete sul divano (sì, potrebbe farlo, e succede abbastanza spesso. però il cellulare lo comprate lo stesso) e questo introduce il secondo punto.

2. i vaccini non sono pericolosi.
una martellata in testa è pericolosa. una tigre molto affamata di fronte a voi è pericolosa. i vaccini *possono* essere pericolosi (come quasi tutto nell’universo), perché raramente danno effetti collaterali. ma statisticamente sono molto meno pericolosi dei virus.
se cercate la sicurezza al 100%, beh, non esiste.
non c’è niente di così sicuro, l’auto, la caldaia, la vasca da bagno, le scale, il telefono cellulare, hanno tutte una componente di insicurezza molto alta, in genere anche più dei vaccini.
per essere sicurissimi non potete nemmeno rimanere fermi bloccati a letto, visto che la gran parte delle persone che muoiono, lo fanno in un letto. fossi in voi, da domani dormirei sul tappeto.

3. il vaccino ti mette ragionevolmente al riparo dal morire di quella malattia.
al contrario delle altre malattie per cui abbiamo un vaccino da molto tempo, nel caso del covid non sappiamo gli effetti a lungo termine. vero. ma sappiamo che con grande probabilità ti farà sopravvivere ora (che già non è male), e oltre a farti sopravvivere, contribuisce a far diminuire la circolazione del virus, che di conseguenza avrà meno possibilità di mutare e avremo meno probabilità di trovarci fra sei mesi con la variante ascari (una variante incurabile perché il vaccino frena troppo tardi).
peraltro, la probabilità che gli effetti a lungo termine del vaccino siano più dannosi degli effetti a lungo termine del covid è praticamente nulla. e se il covid continua a girare, prima o poi ve lo prendete.
e uno obietta, eh, ma i farmaci da banco ritirati che si è scoperto facevano più male che bene. occhei: i farmaci da banco più usati nell'universo sono il voltaren (che raramente può causare edema facciale, incubi, compromissione della memoria, infarto del miocardio, polmonite, epatite fulminante) e la tachipirina, (che raramente può causare trombocitopenia, shock anafilattico, epatite, insufficienza renale acuta). è tutto scritto sul bugiardino (l’ho copiato da lì).
ma quando abbiamo un dolorino siamo analfabeti e ci prendiamo la qualsiasi purché passi, mentre quando si parla di vaccini siamo tutti albert sabin.

4. vi sarete accorti che la probabilità è il concetto chiave di tutto.
eh, ma valla a dire a roy sullivan, quella cosa della probabilità.
per chi non lo conoscesse, roy sullivan fu colpito sette volte da un fulmine. non lo stesso fulmine, direi, sette fulmini diversi in sette momenti diversi della sua vita. ma è proprio questo il punto, esiste un solo roy sullivan su miliardi di individui (a parte il fatto che lavorare in mezzo agli alberi mentre piove aumenta le tue probabilità di rimanere fulminato in maniera esponenziale), e la vostra probabilità di essere roy sullivan è decisamente più bassa di quella che vi ammaliate.

motivi per non vaccinarsi
1. volete aumentare le vostre probabilità di morire
il che è più che legittimo, ma ci sono molti modi creativi che non coinvolgono altre persone

2. vi sta sulle balle il genere umano e sperate che il virus faccia la sua parte.
posizione che condivido in pieno, per lo meno finché non mi ricordo che sono classificabile come homo sapiens pure io.

domenica 18 aprile 2021

mi scrive la gente che non riesce a vedere gli ufi, e quindi conclude che gli ufi non esistono.
mi spiace, ma il fatto che uno non li veda non significa che non esistano (alcuni concetti tipo quello di “esistenza” o quello di “realtà” sono in apparenza banali, ma possono diventare molto complicati).
ad esempio io non vedo gli autostereogrammi (cioè, non vedo le immagini nascoste), ma non mi sognerei mai di sostenere che non esistono.
e ci ho provato in tutti i modi: avvicinandomi e allontanandomi lentamente, guardandoli di sbieco, con gli occhiali 3d, con gli occhiali da sole (eh, oh, hai visto mai), a testa in giù, con l’aiuto del pubblico, guardando un punto più lontano, convocando un team di esperti nella generazione di immagini, appiccicando il naso all’immagine, diventando strabico, bruciandomi la retina con del laser, ma niente.
ho il sospetto che gli autostereogrammi non vogliano che io li veda.
però c’è un lato positivo: dopo alcune ore di tentativi i miei occhi implodono, io entro in uno stato catatonico assimilabile all’intossicazione da bactrim e smetto di percepire l’universo.
lo considero comunque un ottimo risultato.