questo blog chiude momentaneamente (direi almeno per 3 giorni) per manutenzione neuronale. il che vuol dire che non ve ne sareste accorti se non l’avessi scritto (lo so, è un pericoloso corto circuito, tipo brands hatch) perché a) da qualche anno non scrivo post così di frequente e b) la manutenzione neuronale qui è pressoché continua.
ho scritto questa cosa solo per avere un primo proemio (che è medaglia d’oro, mentre il secondo proemio è medaglia d’argento e così via) che giustificasse il rimborso di sette mensilità da girare all’ex possessore di un blog inopinatamente giallo (quindi è solo colpa sua), e precisamente, queste:
- san gennaio facci la grazia
- daje, stasera vado a dormì presto, che domani marzo
- fino ad ora hai tenuto le imposte chiuse per il brutto tempo, ma adesso, aprile
- uh, è vero, maggio scordato
- sì, io sono senior, le presento mio figlio giugnor
- per una dieta mediterranea, invece del burro, metti luglio.
- bisogna impedirlo ad ogni agosto
per il resto, mi limiterò ad assumere la conformazione neuronale di una diatomea e fluttuare in giro da qualche parte.
nel caso mi vediate, fate ciao con la manina.
cruciverba
xx: 3 verticale, il protagonista maschile della carmen di bizet
io: non era il carmen di catullo?
xx: no. e comunque è don josè
io: ah è vero, il direttore della filanda
xx: ?
io: josè josè, che fa andare la filanda
xx: sei un cretino
lunedì 22 giugno 2009
mercoledì 17 giugno 2009
arrivo in ufficio con una maglietta con scritto “non sono il trailer di zombie 7” e provo a scaricare un tool di algoritmi cerebrali da www.sanitamentale.it ma mi dà sempre errore di sistema.
nel frattempo ho un paio di problemi da risolvere, e precisamente a) trovare un prodotto per la pulizia del pavimento in cotto (pare non esistano. in una prossima vita voglio il pavimento in pancetta) e b) capire il corretto funzionamento dell’universo, anche se obiettivamente bisogna riconoscere che le spiegazioni dell’universo lasciano il tempo che trovano: tipo, se piove, continua a piovere.
poi volevo dire anche che secondo me contare papere è un passatempo come un altro
esercizi di stile
studio # 327
natura morta con capoluogo di regione a traffico variabile
l’aria si riempie di pollini e un pallido sole si fa strada nell’aria quasi fredda del mattino inoltrato.
un passo dopo l’altro, agile e disteso come ti insegnavano gli alpini da piccolo sulle montagne, cammini per le vie di milano con scott finch nelle orecchie e lo sguardo fisso davanti a te, gli occhi semichiusi, ancora appannati dal sonno e intimamente disturbati dalla luce, cammini fiero come se niente potesse sfiorarti.
e invece ti colpisce ogni singolo particolare, i nomi delle vie, il traffico pigro della domenica mattina che si srotola mentre giochi con i numeri delle targhe, la bambina dai capelli rossi che aspetta il 94 su via olona, ogni singolo graffito di piazza sant’agostino, e le serrande chiuse dei negozi di via genova. li respiri a fondo finché non ti penetrano nelle ossa.
nel frattempo ho un paio di problemi da risolvere, e precisamente a) trovare un prodotto per la pulizia del pavimento in cotto (pare non esistano. in una prossima vita voglio il pavimento in pancetta) e b) capire il corretto funzionamento dell’universo, anche se obiettivamente bisogna riconoscere che le spiegazioni dell’universo lasciano il tempo che trovano: tipo, se piove, continua a piovere.
poi volevo dire anche che secondo me contare papere è un passatempo come un altro
esercizi di stile
studio # 327
natura morta con capoluogo di regione a traffico variabile
l’aria si riempie di pollini e un pallido sole si fa strada nell’aria quasi fredda del mattino inoltrato.
un passo dopo l’altro, agile e disteso come ti insegnavano gli alpini da piccolo sulle montagne, cammini per le vie di milano con scott finch nelle orecchie e lo sguardo fisso davanti a te, gli occhi semichiusi, ancora appannati dal sonno e intimamente disturbati dalla luce, cammini fiero come se niente potesse sfiorarti.
e invece ti colpisce ogni singolo particolare, i nomi delle vie, il traffico pigro della domenica mattina che si srotola mentre giochi con i numeri delle targhe, la bambina dai capelli rossi che aspetta il 94 su via olona, ogni singolo graffito di piazza sant’agostino, e le serrande chiuse dei negozi di via genova. li respiri a fondo finché non ti penetrano nelle ossa.
mercoledì 10 giugno 2009
come al solito passo la pausa pranzo a corte, dove si abusa del vino di bassa qualità e del lesso (ed altri pronomi a caso).
poco dopo mi ritrovo a scansare madrelingua switzerdütch, hoch deutch e rumantsch (che è quanto di più vicino ad un incubo si possa immaginare) mentre cerco un varco temporale (ossia un posto dove ha smesso di piovere) e contemporaneamente chiedo spiegazioni alla segreteria telefonica di alcune divinità minori (i disegni delle divinità sono sempre oscuri. questo essenzialmente perché nei supermarket delle divinità i pastelli chiari finiscono in fretta: ne producono meno per alzarne il prezzo).
sulle scale dell’ufficio incontro un criceto siberiano che ha frequentato una scuola per diventare medium ma per ora è riuscito solo ad avere il diploma di small, e prenoto un rolfing neuronale pagabile in comode rate a tasso variabile secondo le fluttuazioni del mangime per criceti.
alla fine arrivo in ufficio e mi smaterializzo (se c’è una cosa che ho imparato studiando la legge di conservazione della materia è che la materia a volte va messa in frigorifero) per ricomparire qualche ora più tardi in un cassetto della scrivania.
in caso di pericolo, sappiate che il cassetto è occupato.
poco dopo mi ritrovo a scansare madrelingua switzerdütch, hoch deutch e rumantsch (che è quanto di più vicino ad un incubo si possa immaginare) mentre cerco un varco temporale (ossia un posto dove ha smesso di piovere) e contemporaneamente chiedo spiegazioni alla segreteria telefonica di alcune divinità minori (i disegni delle divinità sono sempre oscuri. questo essenzialmente perché nei supermarket delle divinità i pastelli chiari finiscono in fretta: ne producono meno per alzarne il prezzo).
sulle scale dell’ufficio incontro un criceto siberiano che ha frequentato una scuola per diventare medium ma per ora è riuscito solo ad avere il diploma di small, e prenoto un rolfing neuronale pagabile in comode rate a tasso variabile secondo le fluttuazioni del mangime per criceti.
alla fine arrivo in ufficio e mi smaterializzo (se c’è una cosa che ho imparato studiando la legge di conservazione della materia è che la materia a volte va messa in frigorifero) per ricomparire qualche ora più tardi in un cassetto della scrivania.
in caso di pericolo, sappiate che il cassetto è occupato.
mercoledì 3 giugno 2009
pare che il mio maestro di ikebana neurale sia in viaggio verso una località segreta (alcuni dicono di averlo avvistato mentre lui, un suo amico e della carta da forno uscivano dalla vetrina) per trascendere in un piano diverso dell’esistenza (una volta l’ho fatto anch’io, ma sono finito in un piano inclinato ed era scomodo. a parte tutta quella cosa di studiare la velocità dei gravi*, intendo) e ora nella vetrina sotto casa mia vivono alcuni conigli più giovani, forse meno esperti, ma sicuramente più tranquilli, il che non è da sottovalutare sulla via della consapevolezza (come dice il detto, a volte occorre venire a più miti conigli).
io arrivo in ufficio, metto in loop auferstanden aus ruinen nella partitura per motore elettrico per tende e stampante a getto di inchiostro, poi consegno il telefono portatile al gatto e mi trascino sul balcone a versare bottigliette di levissima sui turisti.
* secondo il responsabile della asl lombardia, studiare la velocità dei gravi ha a che fare con il monitoraggio del pronto soccorso
sms
xx: lunedì fai il ponte?
io: volevo fare quello sullo stretto, che mi ci ritrovavo quanto a inutilità, ma pare abbiano già dato l’appalto a un altro
xx: sei un cretino
io arrivo in ufficio, metto in loop auferstanden aus ruinen nella partitura per motore elettrico per tende e stampante a getto di inchiostro, poi consegno il telefono portatile al gatto e mi trascino sul balcone a versare bottigliette di levissima sui turisti.
* secondo il responsabile della asl lombardia, studiare la velocità dei gravi ha a che fare con il monitoraggio del pronto soccorso
sms
xx: lunedì fai il ponte?
io: volevo fare quello sullo stretto, che mi ci ritrovavo quanto a inutilità, ma pare abbiano già dato l’appalto a un altro
xx: sei un cretino
venerdì 22 maggio 2009
verso sera io e un emissario degli niomi del bosco (un nano da giardino che ai tempi della cortina di ferro ha lavorato per la stasi) usciamo sul balcone a sorseggiare monte diversamente bianco e a controllare le attività delle rondini che hanno nidificato nei dintorni (fra le altre cose vorrei precisare che una rondine non fa primavera, una rondine garrisce).
a notte inoltrata, una delegazione diplomatica di alnilak chiede udienza per informarci che vista la crisi è possibile che si decida di fare un nuovo buco nero alla cintura di orione, ma noi siamo preparati e suggeriamo delle bretelle; alla fine rimaniamo sul balcone a raccontarci alcune favole della buonanotte, tipo:
- biancaneve e gli ottomani: una giovane schiava fugge a istanbul alla corte di murad ii dove viene accolta come una principessa
- il pifferaio madido: i bambini di un paese fuggono per vedere un flautista cerca di battere il record di musica senza interruzione ma il musicista fallisce finendo in un bagno di sudore
- la sella e la bestia: una giovane fanciulla cerca di addomesticare un cavallo selvaggio che tutti odiano
- i 4 musicanti di crema pasticcera: un pasticcere sforna dei dolci a forma di animale che prendono vita e girano l’europa del nord guadagnandosi da vivere suonando
- andorra la vella addormentata nel bosco: la storia dell’immobilismo politico di un principato isolato sui pirenei
- il re beone: un bambino riesce a riottenere il trono usurpato a suo padre ma è attanagliato da problemi di alcolismo
- le avventure di finocchio: un burattino prende magicamente vita nella bottega di un falegname ma viene emarginato perché manifesta da subito tendenze omosessuali.
- il patto con gli stivali: un calzolaio scommette con viaggiatore che i suoi stivali permettono di passare indenne 7 leghe (lega lombarda, lega nord, lega anseatica, lega della giustizia, lega calcio, lega rantisco e lega lizzala) senza che si rompano.
a notte inoltrata, una delegazione diplomatica di alnilak chiede udienza per informarci che vista la crisi è possibile che si decida di fare un nuovo buco nero alla cintura di orione, ma noi siamo preparati e suggeriamo delle bretelle; alla fine rimaniamo sul balcone a raccontarci alcune favole della buonanotte, tipo:
- biancaneve e gli ottomani: una giovane schiava fugge a istanbul alla corte di murad ii dove viene accolta come una principessa
- il pifferaio madido: i bambini di un paese fuggono per vedere un flautista cerca di battere il record di musica senza interruzione ma il musicista fallisce finendo in un bagno di sudore
- la sella e la bestia: una giovane fanciulla cerca di addomesticare un cavallo selvaggio che tutti odiano
- i 4 musicanti di crema pasticcera: un pasticcere sforna dei dolci a forma di animale che prendono vita e girano l’europa del nord guadagnandosi da vivere suonando
- andorra la vella addormentata nel bosco: la storia dell’immobilismo politico di un principato isolato sui pirenei
- il re beone: un bambino riesce a riottenere il trono usurpato a suo padre ma è attanagliato da problemi di alcolismo
- le avventure di finocchio: un burattino prende magicamente vita nella bottega di un falegname ma viene emarginato perché manifesta da subito tendenze omosessuali.
- il patto con gli stivali: un calzolaio scommette con viaggiatore che i suoi stivali permettono di passare indenne 7 leghe (lega lombarda, lega nord, lega anseatica, lega della giustizia, lega calcio, lega rantisco e lega lizzala) senza che si rompano.
giovedì 14 maggio 2009
ultimamente il gatto si fa vedere poco ed ha la tendenza ad immedesimarsi in secret squirrel, quindi abbiamo conversazioni molto frammentate.
fra le altre cose, piove, io ho deciso che per non sbagliare passerò al lato oscuro della forza, che pago meno di bolletta e sono ecocompatibile, e non esco di pattuglia con il comitato di controllo sulle attività degli ufi.
e comunque quando piove non ci sono molti ufi crudeli in giro: sono crudeli, mica stupidi.
i non addetti ai lavori pensano che la maggior parte degli ufi sia stupida perché a) pensano erroneamente che siano uguali agli umani e b) sono abituati a guardare i telefilm sugli ufi, tipo galactica, dove i terrestri combattono contro i siloni, un popolo di robot intellettuali che ti costringono a leggere fontamara, o star trek, dove i terrestri combattono contro i borg, un popolo di tennisti cibernetici che non sbagliano mai la prima di servizio, oppure stargate, dove un gruppo di vigili terrestri inseguono astronavi aliene senza targa.
chi invece volesse avere una classificazione completa degli ufi (non ci sono solo ufi crudeli, occorre dirlo. la maggior parte si limita ad ignorare la specie homo sapiens e conversa amabilmente con specie più evolute, tipo i protozoi, o i suricati) potrebbe leggere la guida essenziale agli ufi e alle specie aliene di alexander pernendbrod* autore anche del meno conosciuto “manuale di difesa dagli ufi crudeli” in cui si spiegano alcune tecniche avanzate tipo:
- sfidarli a una gara di mojito (gli ufi di solito si addormentano dopo il quinto. ma se non si addormentano, chissenefrega)
- fargli conoscere dei giornalisti televisivi italiani (gli ufi fuggono terrorizzati dopo meno di due minuti)
- far parlare il pilota dell’astronave con un dirigente movimento delle ferrovie dello stato (gli ufi non ripartiranno mai più e moriranno cercando di ottenere una risposta alle loro mail di protesta inviate dal sito di trenitalia).
* non si sa chi sia in realtà alexander pernenbord anche se ci sono alcune teorie in proposito: alcuni pensano sia un emissario degli ufi grigi (chiamati così perché non hanno ancora inventato il monitor a colori; da non confondere con le eminenze grigie, che invece sono dei cardinali brizzolati), altri credono sia un lama (inteso come camelide) buddhista che ha una percezione dell’universo a noi preclusa, altri ancora credono sia un alcolizzato di boston.
fra le altre cose, piove, io ho deciso che per non sbagliare passerò al lato oscuro della forza, che pago meno di bolletta e sono ecocompatibile, e non esco di pattuglia con il comitato di controllo sulle attività degli ufi.
e comunque quando piove non ci sono molti ufi crudeli in giro: sono crudeli, mica stupidi.
i non addetti ai lavori pensano che la maggior parte degli ufi sia stupida perché a) pensano erroneamente che siano uguali agli umani e b) sono abituati a guardare i telefilm sugli ufi, tipo galactica, dove i terrestri combattono contro i siloni, un popolo di robot intellettuali che ti costringono a leggere fontamara, o star trek, dove i terrestri combattono contro i borg, un popolo di tennisti cibernetici che non sbagliano mai la prima di servizio, oppure stargate, dove un gruppo di vigili terrestri inseguono astronavi aliene senza targa.
chi invece volesse avere una classificazione completa degli ufi (non ci sono solo ufi crudeli, occorre dirlo. la maggior parte si limita ad ignorare la specie homo sapiens e conversa amabilmente con specie più evolute, tipo i protozoi, o i suricati) potrebbe leggere la guida essenziale agli ufi e alle specie aliene di alexander pernendbrod* autore anche del meno conosciuto “manuale di difesa dagli ufi crudeli” in cui si spiegano alcune tecniche avanzate tipo:
- sfidarli a una gara di mojito (gli ufi di solito si addormentano dopo il quinto. ma se non si addormentano, chissenefrega)
- fargli conoscere dei giornalisti televisivi italiani (gli ufi fuggono terrorizzati dopo meno di due minuti)
- far parlare il pilota dell’astronave con un dirigente movimento delle ferrovie dello stato (gli ufi non ripartiranno mai più e moriranno cercando di ottenere una risposta alle loro mail di protesta inviate dal sito di trenitalia).
* non si sa chi sia in realtà alexander pernenbord anche se ci sono alcune teorie in proposito: alcuni pensano sia un emissario degli ufi grigi (chiamati così perché non hanno ancora inventato il monitor a colori; da non confondere con le eminenze grigie, che invece sono dei cardinali brizzolati), altri credono sia un lama (inteso come camelide) buddhista che ha una percezione dell’universo a noi preclusa, altri ancora credono sia un alcolizzato di boston.
martedì 5 maggio 2009
ho scoperto che i conigli che vivono in una vetrina sotto casa sono due. almeno credo.
cioè, c’è sempre la possibilità che il mio maestro di ikebana neurale stia conducendo degli esperimenti sulla bilocazione e sul cromatismo della pelliccia.
io sto conducendo esperimenti sull’infiltrazione della cultura vichinga nella città di roma (vi siete mai chiesti il perché dei toponimi che recano nomi di divinità nordiche come thor lupara, thor pagnotta, thor di quinto, thor di tre teste, thor pignattara, thor vergata, thor bella monaca, thor di valle, thor cervara, thor menta, thor pedine, thor chemada?).
nel frattempo lavoro alla trasformazione di ninna nanne, come ad esempio la ninna nanna alzata di un semitono (ninna nanna ninnaò, questo bimbo a chi lo do diesis), oppure la ninna nanna arrangiata per sassofono tenore (dormi dormi mio ben webster) e sono impegnato in un progetto di filosofia naturale che studia la traiettoria delle graffette lanciate dal quinto piano sui turisti in movimento (per lo meno si mettono in movimento quando vengono colpiti dalle graffette). occhei, probabilmente ho 400 anni di ritardo, ma muovendomi molto lentamente conto di recuperare.
cioè, c’è sempre la possibilità che il mio maestro di ikebana neurale stia conducendo degli esperimenti sulla bilocazione e sul cromatismo della pelliccia.
io sto conducendo esperimenti sull’infiltrazione della cultura vichinga nella città di roma (vi siete mai chiesti il perché dei toponimi che recano nomi di divinità nordiche come thor lupara, thor pagnotta, thor di quinto, thor di tre teste, thor pignattara, thor vergata, thor bella monaca, thor di valle, thor cervara, thor menta, thor pedine, thor chemada?).
nel frattempo lavoro alla trasformazione di ninna nanne, come ad esempio la ninna nanna alzata di un semitono (ninna nanna ninnaò, questo bimbo a chi lo do diesis), oppure la ninna nanna arrangiata per sassofono tenore (dormi dormi mio ben webster) e sono impegnato in un progetto di filosofia naturale che studia la traiettoria delle graffette lanciate dal quinto piano sui turisti in movimento (per lo meno si mettono in movimento quando vengono colpiti dalle graffette). occhei, probabilmente ho 400 anni di ritardo, ma muovendomi molto lentamente conto di recuperare.
venerdì 24 aprile 2009
“…a nulla servono le intercessioni presso la divinità locale della pioggia, una dea antropomorfa chiamata amanda, spesso vilipesa dagli autoctoni con la frase ricorrente ‘piove, che dio, l’amanda non smette più’.”
(c. lévi-strauss, tristi tropi: saggio sull’antropologia lessicale)
stavo in riva al lago a disquisire sul ruolo di stefano tempier nella teologia medievale quando una vibrazione cosmica mi avverte che con tutta probabilità è ora di cena.
visto che in una prospettiva olistica non è sano contraddire le vibrazioni cosmiche, saluto i cavedani e torno verso casa.
il mio maestro di ikebana neurale (un coniglio che vive in una vetrina di fianco a casa mia) dice che non è sano parlare sempre con i cavedani, per la semplice ragione che i cavedani è difficile che rispondano. per via dell’acqua, soprattutto. io invece credo che il fatto che non ti rispondano praticamente mai sia un valore aggiunto.
per esempio, io ho un po' di amici immaginari ma non li vedo spesso perché poi va a finire che ci litigo: questa cosa potrebbe essere considerata una devianza rispetto alla normalità (intesa come adeguamento alle aspettative collettive), ma ci sono anche pareri discordanti: per esempio, la mia radiosveglia sostiene di no.
nel frattempo l’universo ha deciso di vestire un grigio classico che gli anziani del luogo chiamano amichevolmente “asdrubale” impossibile da rendere a schermo e che suscita la feroce invidia del responsabile della pantone italia, l’architetto toni pastello.
io riesco appena a calafatare i serramenti del balcone, prima di trasformarmi in una funzione d’onda e collassare sul divano.
(c. lévi-strauss, tristi tropi: saggio sull’antropologia lessicale)
stavo in riva al lago a disquisire sul ruolo di stefano tempier nella teologia medievale quando una vibrazione cosmica mi avverte che con tutta probabilità è ora di cena.
visto che in una prospettiva olistica non è sano contraddire le vibrazioni cosmiche, saluto i cavedani e torno verso casa.
il mio maestro di ikebana neurale (un coniglio che vive in una vetrina di fianco a casa mia) dice che non è sano parlare sempre con i cavedani, per la semplice ragione che i cavedani è difficile che rispondano. per via dell’acqua, soprattutto. io invece credo che il fatto che non ti rispondano praticamente mai sia un valore aggiunto.
per esempio, io ho un po' di amici immaginari ma non li vedo spesso perché poi va a finire che ci litigo: questa cosa potrebbe essere considerata una devianza rispetto alla normalità (intesa come adeguamento alle aspettative collettive), ma ci sono anche pareri discordanti: per esempio, la mia radiosveglia sostiene di no.
nel frattempo l’universo ha deciso di vestire un grigio classico che gli anziani del luogo chiamano amichevolmente “asdrubale” impossibile da rendere a schermo e che suscita la feroce invidia del responsabile della pantone italia, l’architetto toni pastello.
io riesco appena a calafatare i serramenti del balcone, prima di trasformarmi in una funzione d’onda e collassare sul divano.
mercoledì 15 aprile 2009
sono ancora vivo. è un vantaggio, se hai delle cose da fare.
(è un vantaggio anche se non hai delle cose da fare ma ti scoccia morire subito)
il motivo per cui è un po’ che non scrivo qui sopra non è che mi hanno rapito gli ufi. al contrario, ero io che volevo rapire degli ufi, poi però ci siamo accordati per un pranzo a base di gnocchi che alla fine è saltato perché ero malato.
nel frattempo ho fatto anche altre cose interessanti tipo:
- ho scritto un grimorio sull’evocazione di ufi e altre figure mitiche come il medico di base, il medico di altezza e il tecnico di telefonia fissa.
- ho combattuto una guerra della durata di 18 secondi contro alcuni acari (come sun tzu insegna, è sempre da evitare il dispendio di forze inutili, molto spesso basta spaventare il nemico)
- ho tenuto una conferenza in cui spiegavo l’importanza dei lemming nell’economia dell’universo (certo, il fatto che il mio pubblico fosse costituito da una famiglia dell’appenzello interno probabilmente ha inficiato leggermente sulla riuscita della conferenza)
- ho ripetuto per alcuni giorni come mantra la frase sopra la panca la capra è stanca, sotto la panca ci sta una crepa.
o forse era: sopra la panca la capra avvampa, sotto la panca la crepa arranca.
no, mi sa che era così:
sopra la banca la uno bianca, sotto la banca il caveau
- ho messo sullo stereo il concerto f 24 (il conciliatore) di klaud krasinskij, allegro con brio (quando ancora non giocava nella juventus) nella partitura per stendipanni elettrico
poi devo aver fatto anche altre cose, ma tutte molto meno intelligenti.
ps. volevo anche informarvi che pare sia uscito questo libro. io mica l’ho letto, però ho letto un’ottima recensione qui
(è un vantaggio anche se non hai delle cose da fare ma ti scoccia morire subito)
il motivo per cui è un po’ che non scrivo qui sopra non è che mi hanno rapito gli ufi. al contrario, ero io che volevo rapire degli ufi, poi però ci siamo accordati per un pranzo a base di gnocchi che alla fine è saltato perché ero malato.
nel frattempo ho fatto anche altre cose interessanti tipo:
- ho scritto un grimorio sull’evocazione di ufi e altre figure mitiche come il medico di base, il medico di altezza e il tecnico di telefonia fissa.
- ho combattuto una guerra della durata di 18 secondi contro alcuni acari (come sun tzu insegna, è sempre da evitare il dispendio di forze inutili, molto spesso basta spaventare il nemico)
- ho tenuto una conferenza in cui spiegavo l’importanza dei lemming nell’economia dell’universo (certo, il fatto che il mio pubblico fosse costituito da una famiglia dell’appenzello interno probabilmente ha inficiato leggermente sulla riuscita della conferenza)
- ho ripetuto per alcuni giorni come mantra la frase sopra la panca la capra è stanca, sotto la panca ci sta una crepa.
o forse era: sopra la panca la capra avvampa, sotto la panca la crepa arranca.
no, mi sa che era così:
sopra la banca la uno bianca, sotto la banca il caveau
- ho messo sullo stereo il concerto f 24 (il conciliatore) di klaud krasinskij, allegro con brio (quando ancora non giocava nella juventus) nella partitura per stendipanni elettrico
poi devo aver fatto anche altre cose, ma tutte molto meno intelligenti.
ps. volevo anche informarvi che pare sia uscito questo libro. io mica l’ho letto, però ho letto un’ottima recensione qui
venerdì 27 marzo 2009
stavo vagando per il bosco alla ricerca di messaggi di ufi sepolti dalla neve e riapparsi con il disgelo quando incontro un folletto che mi spiega a gesti (i folletti, così come le fate, gli niomi e altri abitanti del bosco, tengono molto alla forma. un folletto che si rispetti non parla mai con gli umani, al limite manda il rappresentante) che i messaggi fondamentali degli ufi al pianeta terra sono rivolti alle specie che hanno superato i test di intelligenza*, e che se voglio sapere qualcosa di più devo rivolgermi ai lemming.
il giorno dopo arrivo in ufficio, metto sullo stereo alcuni brani intimisti (gli intimisti sono un gruppo andino, come gli intillimani, solo che ci sono anche donne) e ordino via internet un fax abilitato per le chiamate interurane (non è un errore di stampa, è che alcune compagnie telefoniche hanno degli sconti per chi chiama fuori urano**)
le sere che non ho corsi rimango a casa a questionare con uno scaldabagno convertito al manicheismo.
il fatto è che solo alcuni elettrodomestici eretici sono dichiaratamente manichei, la maggior parte no. per dire, un frullatore ha tre velocità, la lavatrice ha molte opinioni diverse su come trattare i delicati, il termostato è l’apostolo del fuzzy. lo scaldabagno (dio bono) dovrebbe evitare di sparare acqua prelevata direttamente dal circolo polare artico o in alternativa dalla pentola in cui bollono le aragoste del ristorante zio gennaro.
l’unico vantaggio è che conversare con uno scaldabagno è decisamente più stimolante di qualsiasi palinsesto televisivo.
* gli umani sono la specie che ottiene il più alto punteggio nei test di intelligenza solo perché si sottopongono solo ai test di intelligenza inventati da loro. che è un po’ come se i bancomat organizzassero un concorso per vedere quale specie distribuisce meglio soldi attraverso fessure e, guarda caso, vincessero i bancomat.
** il vantaggio di questa tariffa è che paghi un fisso a chiamata. l’offerta all’inizio era dileggiata da chi non credeva alla vita extraterrestre, poi ci hanno ripensato quando hanno capito che l’utente paga la chiamata, cioè, paga ogni volta che chiama, anche se poi non gli risponde nessuno.
il giorno dopo arrivo in ufficio, metto sullo stereo alcuni brani intimisti (gli intimisti sono un gruppo andino, come gli intillimani, solo che ci sono anche donne) e ordino via internet un fax abilitato per le chiamate interurane (non è un errore di stampa, è che alcune compagnie telefoniche hanno degli sconti per chi chiama fuori urano**)
le sere che non ho corsi rimango a casa a questionare con uno scaldabagno convertito al manicheismo.
il fatto è che solo alcuni elettrodomestici eretici sono dichiaratamente manichei, la maggior parte no. per dire, un frullatore ha tre velocità, la lavatrice ha molte opinioni diverse su come trattare i delicati, il termostato è l’apostolo del fuzzy. lo scaldabagno (dio bono) dovrebbe evitare di sparare acqua prelevata direttamente dal circolo polare artico o in alternativa dalla pentola in cui bollono le aragoste del ristorante zio gennaro.
l’unico vantaggio è che conversare con uno scaldabagno è decisamente più stimolante di qualsiasi palinsesto televisivo.
* gli umani sono la specie che ottiene il più alto punteggio nei test di intelligenza solo perché si sottopongono solo ai test di intelligenza inventati da loro. che è un po’ come se i bancomat organizzassero un concorso per vedere quale specie distribuisce meglio soldi attraverso fessure e, guarda caso, vincessero i bancomat.
** il vantaggio di questa tariffa è che paghi un fisso a chiamata. l’offerta all’inizio era dileggiata da chi non credeva alla vita extraterrestre, poi ci hanno ripensato quando hanno capito che l’utente paga la chiamata, cioè, paga ogni volta che chiama, anche se poi non gli risponde nessuno.
venerdì 20 marzo 2009
io e il gatto stiamo valutando di fondare una scuola di arti marziali. per ora abbiamo messo a punto un paio di tecniche innovative: una prevede l’annientamento del nemico combattendo scalzi e senza armi, ma avendo cura di non lavarsi i piedi per più di tre settimane (anche se ci sarebbe un piccolo problema con la convenzione di ginevra* sull’uso dei gas tossici); l’altra invece si inserisce nel solco della tradizione delle discipline orientali e punta a sfruttare la forza del proprio nemico, così più il nemico è forte, più danni subisce; in questo caso basterebbe spiegargli l’illusorietà del reale e l’inutilità intrinseca del combattimento per poi convincerlo a picchiarsi da solo.
verso sera una voce prova a spiegarmi che non è sano ascoltare bernard allison in auto a un volume che produce vibrazioni in grado di interferire con i radar militari dell’argovia (che poi, non capisco si parli di decibel quando l’unità di misura del volume è il metro cubo), solo che con tutto quel casino non riesco a sentire bene le sue argomentazioni quindi alla fine immagino si sia stufato.
comunque sì, a volte sento le voci, come giovanna d’arco e suo fratello donnie, ma nel mio caso le ignoro fino a quando non dicono cose sensate. altre volte invece mi limito a spegnere il telefono.
il mio maestro di geomanzia sostiene che sentire le voci probabilmente dipende dal fatto che passo tutti i giorni attraverso il 46° parallelo per andare in ufficio, ma potrebbe anche essere che sia un disturbo passeggero (come un dirigente movimento di trenitalia) e finisca non appena la signora delle pulizie smette di lasciare l’ammoniaca in ascensore.
* qui si dimostra l’iniquità con cui è stato affrontata la figura maschile nel ciclo bretone: c’è una convenzione di ginevra, ma non una convenzione di artù.
verso sera una voce prova a spiegarmi che non è sano ascoltare bernard allison in auto a un volume che produce vibrazioni in grado di interferire con i radar militari dell’argovia (che poi, non capisco si parli di decibel quando l’unità di misura del volume è il metro cubo), solo che con tutto quel casino non riesco a sentire bene le sue argomentazioni quindi alla fine immagino si sia stufato.
comunque sì, a volte sento le voci, come giovanna d’arco e suo fratello donnie, ma nel mio caso le ignoro fino a quando non dicono cose sensate. altre volte invece mi limito a spegnere il telefono.
il mio maestro di geomanzia sostiene che sentire le voci probabilmente dipende dal fatto che passo tutti i giorni attraverso il 46° parallelo per andare in ufficio, ma potrebbe anche essere che sia un disturbo passeggero (come un dirigente movimento di trenitalia) e finisca non appena la signora delle pulizie smette di lasciare l’ammoniaca in ascensore.
* qui si dimostra l’iniquità con cui è stato affrontata la figura maschile nel ciclo bretone: c’è una convenzione di ginevra, ma non una convenzione di artù.
giovedì 12 marzo 2009
nell’androne del palazzo dell’ufficio incontro la donna delle pulizie travestita da diogene il cinico, solo che invece della lanterna ha in mano un secchio pieno di ammoniaca.
entriamo in ascensore e fino al primo piano parliamo del tempo, dal primo al terzo piano parliamo del tempo come a-priori kantiano, dal terzo al quinto parliamo di relatività speciale e del ruolo dell’ascensore nello sviluppo delle teorie einsteiniane sui campi gravitazionali, poi finalmente usciamo dall’ascensore (ma soprattutto dal raggio di azione dell’ammoniaca).
arrivo in ufficio e trovo il gatto in versione maquis* che con tutta probabilità sta cercando di fotocopiarsi i baffi. quando chiedo spiegazioni sta sul vago, poi comincia un discorso sull’esistenza del reale e della fotocopiatrice passando per l’immaterialismo di berkeley e il principio di indeterminazione di heisenberg; io comincio un discorso sulla necessità che lui esca dall’ufficio passando per il balcone, e lo sbatto fuori.
più che altro, perdere a hearts richiede la mia massima concentrazione e non voglio essere disturbato.
verso sera arrivo a casa e su committenza del padrone di casa comincio a scrivere un collaudo dei cementi armati (è facile, e non serve essere ingegneri. basta sbattere la testa sul muro della cucina, almeno fino a quando non si verifica la stabilità statica dell’edificio)
* nel caso vi stiate chiedendo l’etimologia del nome, deriva dalla resistenza dei partigiani francesi che compivano azioni di sabotaggio durante la seconda guerra mondiale, e fra le truppe tedesche si tenevano conversazioni tipo:
- hanno fatto saltare un ponte sulla loira
- maquis?
- ma che cazzo ne so
entriamo in ascensore e fino al primo piano parliamo del tempo, dal primo al terzo piano parliamo del tempo come a-priori kantiano, dal terzo al quinto parliamo di relatività speciale e del ruolo dell’ascensore nello sviluppo delle teorie einsteiniane sui campi gravitazionali, poi finalmente usciamo dall’ascensore (ma soprattutto dal raggio di azione dell’ammoniaca).
arrivo in ufficio e trovo il gatto in versione maquis* che con tutta probabilità sta cercando di fotocopiarsi i baffi. quando chiedo spiegazioni sta sul vago, poi comincia un discorso sull’esistenza del reale e della fotocopiatrice passando per l’immaterialismo di berkeley e il principio di indeterminazione di heisenberg; io comincio un discorso sulla necessità che lui esca dall’ufficio passando per il balcone, e lo sbatto fuori.
più che altro, perdere a hearts richiede la mia massima concentrazione e non voglio essere disturbato.
verso sera arrivo a casa e su committenza del padrone di casa comincio a scrivere un collaudo dei cementi armati (è facile, e non serve essere ingegneri. basta sbattere la testa sul muro della cucina, almeno fino a quando non si verifica la stabilità statica dell’edificio)
* nel caso vi stiate chiedendo l’etimologia del nome, deriva dalla resistenza dei partigiani francesi che compivano azioni di sabotaggio durante la seconda guerra mondiale, e fra le truppe tedesche si tenevano conversazioni tipo:
- hanno fatto saltare un ponte sulla loira
- maquis?
- ma che cazzo ne so
giovedì 5 marzo 2009
è un periodo un po’ così, senza subordinate.
nel frattempo, a causa di un allineamento planetario sfavorevole agli dei del clima, e che da alcune indiscrezioni pare si risolverà intorno al 2027, piove.
io cerco di recuperare alcune fondamentali comunicazioni degli ufi rivolte al genere umano che si sono perse per un disguido nel sistema di distribuzione di poste italiene telefonando ad alcuni call center a caso: gli ufi a volte trasmettono messaggi molto interessanti sul significato dell’esistenza, sui viaggi interplanetari, sull’utilizzo di gin nella birra e su altre questioni fondamentali riguardanti il cosmo, ma il loro sistema postale non differisce granché dal nostro. studi recenti hanno proposto di considerare il sistema postale una costante universale, al pari della velocità della luce nel vuoto e dell’irrazionalità degli edifici aeroportuali.
nei ritagli di tempo provo a spiegare al gatto la differenza fra il fucile d’assalto, l’ak 47, e il fucile da doccia, l’ak toio, poi infilo il mio costume da betamax ed esco sul balcone cantando auferstanden aus ruinen nella versione degli hayseed dixie in funzione apotropaica, ma temo non funzioni granché.
come dicono gli allevatori di montagna, non c’è limite alpeggio.
affinità/divergenze fra il compagno sbirulino e noi - del conseguimento della maggiore età
io: mi fa malissimo il collo
xx: eh, hai un’età, oramai
io: tecnicamente tutti ce l’hanno, un’età
xx: sì, ma noi siamo vecchi
io: parla per te, che io sono un ragazzino
xx: sì, vabbè. siamo sulla via del declino
io: mannò, siamo sulla via dante
xx: sei un cretino
nel frattempo, a causa di un allineamento planetario sfavorevole agli dei del clima, e che da alcune indiscrezioni pare si risolverà intorno al 2027, piove.
io cerco di recuperare alcune fondamentali comunicazioni degli ufi rivolte al genere umano che si sono perse per un disguido nel sistema di distribuzione di poste italiene telefonando ad alcuni call center a caso: gli ufi a volte trasmettono messaggi molto interessanti sul significato dell’esistenza, sui viaggi interplanetari, sull’utilizzo di gin nella birra e su altre questioni fondamentali riguardanti il cosmo, ma il loro sistema postale non differisce granché dal nostro. studi recenti hanno proposto di considerare il sistema postale una costante universale, al pari della velocità della luce nel vuoto e dell’irrazionalità degli edifici aeroportuali.
nei ritagli di tempo provo a spiegare al gatto la differenza fra il fucile d’assalto, l’ak 47, e il fucile da doccia, l’ak toio, poi infilo il mio costume da betamax ed esco sul balcone cantando auferstanden aus ruinen nella versione degli hayseed dixie in funzione apotropaica, ma temo non funzioni granché.
come dicono gli allevatori di montagna, non c’è limite alpeggio.
affinità/divergenze fra il compagno sbirulino e noi - del conseguimento della maggiore età
io: mi fa malissimo il collo
xx: eh, hai un’età, oramai
io: tecnicamente tutti ce l’hanno, un’età
xx: sì, ma noi siamo vecchi
io: parla per te, che io sono un ragazzino
xx: sì, vabbè. siamo sulla via del declino
io: mannò, siamo sulla via dante
xx: sei un cretino
mercoledì 25 febbraio 2009
dopo aver organizzato i campionati mondiali di corsa su poltroncina ergonomica (categoria “sedia operativa denise”) incredibilmente vinti dal gatto, arrivo a casa, mi fiondo sulla tolda e lancio segnali luminosi ai colleghi del centro di controllo ufi sull’altra sponda del lago, comunicando che da queste parti oggi non ci sono ufi intenti ad occupare abusivamente parcheggi sulle strade.
gli ufi a volte lo fanno, specie quando non hanno di meglio da fare, tipo bere birra, disegnare crop circle sui campi della cornovaglia o entrare nel tuo computer mentre giochi a hearts fingendosi i giocatori automatici del computer e barando spudoratamente.
per mantenere una parvenza di controllo sulla mia vita e sull’universo in genere, mi sono iscritto ad un corso in quattordici lezioni di divinazione tramite l’osservazione del mondo circostante. non crediate sia un atteggiamento poco scientifico: sono gli stessi concetti su cui si basa il determinismo.
i corsi sono tenuti da i maggiori esperti del settore, come rob breznev (teorizza la dottrina della sovranità limitata del futuro), branco law (detto “nel buio” dagli amici per la sua capacità di divinazione a luci spente) e paolo moulder (il cui motto è “la verità è là fuori, nel passato. ma anche nella peperonata, se uno guarda bene).
l’unico neo è che alla prima lezione, non appena hai versato la quota completa di iscrizione, ti bocciano perché leggono il tuo futuro nei fondi della macchinetta del caffè.
gli ufi a volte lo fanno, specie quando non hanno di meglio da fare, tipo bere birra, disegnare crop circle sui campi della cornovaglia o entrare nel tuo computer mentre giochi a hearts fingendosi i giocatori automatici del computer e barando spudoratamente.
per mantenere una parvenza di controllo sulla mia vita e sull’universo in genere, mi sono iscritto ad un corso in quattordici lezioni di divinazione tramite l’osservazione del mondo circostante. non crediate sia un atteggiamento poco scientifico: sono gli stessi concetti su cui si basa il determinismo.
i corsi sono tenuti da i maggiori esperti del settore, come rob breznev (teorizza la dottrina della sovranità limitata del futuro), branco law (detto “nel buio” dagli amici per la sua capacità di divinazione a luci spente) e paolo moulder (il cui motto è “la verità è là fuori, nel passato. ma anche nella peperonata, se uno guarda bene).
l’unico neo è che alla prima lezione, non appena hai versato la quota completa di iscrizione, ti bocciano perché leggono il tuo futuro nei fondi della macchinetta del caffè.
giovedì 19 febbraio 2009
stavo seguendo una daewoo targata appenzello interno (vabbè, io ero a piedi, ma gli autisti dell’appenzello tendono ad essere prudenti fuori dal loro territorio) per un'indagine privata quando una vibrazione cosmica materializza al mio fianco un nano da giardino travestito da imperatore commodo (quel che si dice ‘un travestimento di commodo’) che vuole vendermi l’opera omnia di severino boezio e due accendini (ignoro se le due cose siano collegate), o, in alternativa, chiedere la custodia cautelare del mio cervello.
io fingo di parlare solo pali (ma per vie traverse) e lo ignoro, lui ci rimane male e si rifugia in bagno, il che, fondamentalmente, è un grosso errore (come diceva p.k. dick: se questo mondo vi sembra brutto, dovreste vedere gli altri. ma quanto vi costerebbe di biglietto?).
in pausa pranzo, in una trattoria di asgaard, mentre il quinto alpini cerca di intonare vola colomba a due voci e mezzo (da queste parti, quella sotto il bancone la si considera mezzo) la regina madre finge di dimenticare una damigiana di rosso sul tavolo, il che, fondamentalmente è un grosso errore.
un attimo prima che appaia la fata turchina bisleri torno in ufficio cercando di darmi un tono (la maggiore) poi medito di lanciare acqua a caso sulle bancarelle del mercato, perché il signore fa piovere sui buoni pasto e sui cattivi pensieri, ma mai nelle macchine targate appenzello interno, il che, fondamentalmente è un grosso errore.
ad ogni modo dovevo fingere in maniera eccellente perché il gatto mi ha detto che mi ha trovato bene. però non so se vale, mica mi ero nascosto.
io fingo di parlare solo pali (ma per vie traverse) e lo ignoro, lui ci rimane male e si rifugia in bagno, il che, fondamentalmente, è un grosso errore (come diceva p.k. dick: se questo mondo vi sembra brutto, dovreste vedere gli altri. ma quanto vi costerebbe di biglietto?).
in pausa pranzo, in una trattoria di asgaard, mentre il quinto alpini cerca di intonare vola colomba a due voci e mezzo (da queste parti, quella sotto il bancone la si considera mezzo) la regina madre finge di dimenticare una damigiana di rosso sul tavolo, il che, fondamentalmente è un grosso errore.
un attimo prima che appaia la fata turchina bisleri torno in ufficio cercando di darmi un tono (la maggiore) poi medito di lanciare acqua a caso sulle bancarelle del mercato, perché il signore fa piovere sui buoni pasto e sui cattivi pensieri, ma mai nelle macchine targate appenzello interno, il che, fondamentalmente è un grosso errore.
ad ogni modo dovevo fingere in maniera eccellente perché il gatto mi ha detto che mi ha trovato bene. però non so se vale, mica mi ero nascosto.
mercoledì 11 febbraio 2009
secondo il mio maestro di disallineamento karmico (un cavedano che fa lezione tutti i giovedì sera in riva al lago, ma per motivi di coerenza disciplinare si fa trovare solo il martedì) per ovviare al torcicollo incipiente, nonché ottenere una protezione da febbre, raffreddore e mal di gola che mi stanno devastando in questi giorni, dovrei avere delle protezioni superiori.
quindi mi sono iscritto al corso per diventare una divinità nordica (non è male, ti affiancano anche un tuthor, solo che quando sbagli qualcosa ti colpisce con un grosso martello) per ottenere un appuntamento con loki, il dio del ketoprofene.
certo, potrei anche consultare un medico, ma si sa come ragiona certa gente, misconoscono il significato della vita e si ostinano a professare teorie errate. ad esempio, secondo alcuni sedicenti scienziati, contando il numero di atomi presenti in 0,012 kg di di carbonio-12 si ottiene il numero di avogadro, il che è palesemente falso e si può scientificamente dimostrare: è tre anni che provo a chiamare e mi risponde sempre un pensionato di milano.
ultim’ora
l’associazione imprese edili lombarde ha organizzato un convegno per chiedere fondi alla regione lombardia come aiuto all’impresa padana. il convegno si svolgerà a marzo a milano, e avrà come titolo “edilizia lombarda: noi ce l’abbiamo durc”.
da segnalare anche una retrospettiva sulla cartomanzia dell’oltrepo pavese dal titolo "verrà la sorte e avrà i tarocchi" e un'installazione sulle rivoluzioni anarchiche contro la monarchia sabauda intitolata "verrà la corte e avrà i tuoi cocchi".
quindi mi sono iscritto al corso per diventare una divinità nordica (non è male, ti affiancano anche un tuthor, solo che quando sbagli qualcosa ti colpisce con un grosso martello) per ottenere un appuntamento con loki, il dio del ketoprofene.
certo, potrei anche consultare un medico, ma si sa come ragiona certa gente, misconoscono il significato della vita e si ostinano a professare teorie errate. ad esempio, secondo alcuni sedicenti scienziati, contando il numero di atomi presenti in 0,012 kg di di carbonio-12 si ottiene il numero di avogadro, il che è palesemente falso e si può scientificamente dimostrare: è tre anni che provo a chiamare e mi risponde sempre un pensionato di milano.
ultim’ora
l’associazione imprese edili lombarde ha organizzato un convegno per chiedere fondi alla regione lombardia come aiuto all’impresa padana. il convegno si svolgerà a marzo a milano, e avrà come titolo “edilizia lombarda: noi ce l’abbiamo durc”.
da segnalare anche una retrospettiva sulla cartomanzia dell’oltrepo pavese dal titolo "verrà la sorte e avrà i tarocchi" e un'installazione sulle rivoluzioni anarchiche contro la monarchia sabauda intitolata "verrà la corte e avrà i tuoi cocchi".
lunedì 2 febbraio 2009
mentre fluttuavo all’incirca a ottomila metri da terra per controllare eventuali attività malvagie da parte di ufi crudeli (dall’alto si ha una visione migliore. certo, raggiungere quella quota non è esattamente alla portata di chiunque: non fatelo a casa vostra. a meno che non abbiate parcheggiato un airbus 319 dietro il divano, intendo) dopo aver meditato con un mantra sacro (tutto sta nel ripetere con voce atona “ci resto di stucco, è un barbatrucco”) ho ricevuto il dono della glossolalia.
no, dico, mai cose utili, eh, tipo dei beni immobili, un vitalizio mensile, una tessera sconto all’hard discaunt sotto casa. subito dopo mi ha intercettato bruegel il vecchio (ma per motivi di political correctness ora si chiama bruegel l’anziano) che voleva informazioni sul pesce babele. gli ho spiegato che io parlo almeno cinque lingue differenti, ma purtroppo tutte contemporaneamente, il che lascia sempre un po’ perplessi i miei interlocutori (ecco perché porto sempre con me un’edizione dell’opera omnia di maimonide in brossura).
poi arrivo a casa, metto sullo stereo il primo movimento “adagio ma non troppo che devo ancora fare la spesa” della sinfonia n. 3! (la fattoriale) di anton krisenskij, nella partitura per arpa e citofono, poi mi infilo nell’armadio a continuare la meditazione.
disclaimer
ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti non è affatto casuale.
nessuna parentesi è stata molestata per la stesura di questo post. è stato comunque allertato un team di debriefing per parentesi sotto stress, nel caso alcune parentesi si sentissero troppo traumatizzate.
no, dico, mai cose utili, eh, tipo dei beni immobili, un vitalizio mensile, una tessera sconto all’hard discaunt sotto casa. subito dopo mi ha intercettato bruegel il vecchio (ma per motivi di political correctness ora si chiama bruegel l’anziano) che voleva informazioni sul pesce babele. gli ho spiegato che io parlo almeno cinque lingue differenti, ma purtroppo tutte contemporaneamente, il che lascia sempre un po’ perplessi i miei interlocutori (ecco perché porto sempre con me un’edizione dell’opera omnia di maimonide in brossura).
poi arrivo a casa, metto sullo stereo il primo movimento “adagio ma non troppo che devo ancora fare la spesa” della sinfonia n. 3! (la fattoriale) di anton krisenskij, nella partitura per arpa e citofono, poi mi infilo nell’armadio a continuare la meditazione.
disclaimer
ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti non è affatto casuale.
nessuna parentesi è stata molestata per la stesura di questo post. è stato comunque allertato un team di debriefing per parentesi sotto stress, nel caso alcune parentesi si sentissero troppo traumatizzate.
mercoledì 21 gennaio 2009
io e il gatto disquisiamo di controfattuali* e del ruolo dell’ordalia nella cultura medievale (sebbene alcuni ambienti cattolici dell’epoca avessero un concetto tutto loro di ordalia: ti legavano mani e piedi e ti buttavano in mare con una pietra al collo. se sopravvivevi era perché dio aveva deciso che dovevi morire sul rogo) quando una divinità locale appare sul balcone dell’ufficio sotto forma di germano reale (da non confondere con il germano irreale che invece non appare proprio).
il gatto decide che ha un impegno improrogabile che molto probabilmente ha a che fare con delle crocchette al salmone.
rimaniamo io e il germano reale, a guardarci in silenzio, almeno fino a che lui non decide di parlare.
- non hai l’impressione di stare sprecando la tua vita?
- no, ho più l’impressione di stare parlando con un germano reale. a meno che parlare con un germano reale significhi sprecare la propria vita, in tal caso, può essere che tu abbia ragione
- …
- …
- uno dovrebbe cercare di sfruttare i talenti che ha
- ecco. giusto. io sono bravissimo a dormire. del resto, come diceva sempre mio zio, da un grande podere derivano grandi responsabilità contadine.
- …
- eh, non è che si può star sempre a sentire cosa dicono i parenti
alla fine lo blocco con una presa elson e prima che possa riprendersi lo scaravento giù dal balcone.
poi per ripicca resto in ufficio fino a tardi a contare le telefonate intelligenti (voglio dire, per ora nessuna, ma nel caso sono pronto) e a meditare il suicidio tramite hearts
*alcuni probabili esempi di risposte controfattuali dal punto di vista storico
- il dado è tratto
- sì, il brodo dovrebbe venire bene
- quante divisioni ha il papa?
- boh, nella religione cattolica una volta andavano più di moda le moltiplicazioni
- voi suonate le vostre trombe che noi suoneremo le nostre campane
- non so che studi armonici lei abbia fatto, ma se invece delle campane aveste trombone e sax almeno verrebbe fuori una sezione fiati decente
- vile, tu uccidi un uomo morto
- figata, un uomo morto parlante. praticamente uno zombie
- la guardia muore ma non si arrende
- ma chi, fiorello?
il gatto decide che ha un impegno improrogabile che molto probabilmente ha a che fare con delle crocchette al salmone.
rimaniamo io e il germano reale, a guardarci in silenzio, almeno fino a che lui non decide di parlare.
- non hai l’impressione di stare sprecando la tua vita?
- no, ho più l’impressione di stare parlando con un germano reale. a meno che parlare con un germano reale significhi sprecare la propria vita, in tal caso, può essere che tu abbia ragione
- …
- …
- uno dovrebbe cercare di sfruttare i talenti che ha
- ecco. giusto. io sono bravissimo a dormire. del resto, come diceva sempre mio zio, da un grande podere derivano grandi responsabilità contadine.
- …
- eh, non è che si può star sempre a sentire cosa dicono i parenti
alla fine lo blocco con una presa elson e prima che possa riprendersi lo scaravento giù dal balcone.
poi per ripicca resto in ufficio fino a tardi a contare le telefonate intelligenti (voglio dire, per ora nessuna, ma nel caso sono pronto) e a meditare il suicidio tramite hearts
*alcuni probabili esempi di risposte controfattuali dal punto di vista storico
- il dado è tratto
- sì, il brodo dovrebbe venire bene
- quante divisioni ha il papa?
- boh, nella religione cattolica una volta andavano più di moda le moltiplicazioni
- voi suonate le vostre trombe che noi suoneremo le nostre campane
- non so che studi armonici lei abbia fatto, ma se invece delle campane aveste trombone e sax almeno verrebbe fuori una sezione fiati decente
- vile, tu uccidi un uomo morto
- figata, un uomo morto parlante. praticamente uno zombie
- la guardia muore ma non si arrende
- ma chi, fiorello?
martedì 13 gennaio 2009
mi sveglio e il mio collo ha la gioiosa mobilità di un paracarro, e non è il modo migliore per iniziare la giornata, ammettiamolo.
verso sera, dopo un risotto anti-ufi* una magnum di 3 litri di sangiovese, una bottiglia di gutturnio e una di bombay, la mobilità del mio collo non è affatto migliorata, però in effetti sono più felice.
il mattino dopo, mentre cerco di raschiare il ghiaccio dal parabrezza di una macchina ottenuta in prestito**, rovinando la pista di holiday on ice di alcuni gabbiani di lago dal temperamento artistico, rifletto sul rimedio che conviene adottare per ritrovare una mobilità articolare che mi permetta movimenti un po’ più ariosi di quelli di lerch della famiglia addams: il massaggio dei boschi (il ghiro pratico) il rimedio del ristoratore croato (oste a opatjia), il massaggiatore sardo (efisio terapista), una gita a lourdes, o un più economico ricorso alle droghe leggere (tipo un cocktail di nimesulide in funzione miorilassante, riecheggiando il motto: fatti, non parole).
la sera torno a casa, evito di andare al corso di divinazione tramite l’interpretazione delle vibrazioni del frigorifero e mi metto a disegnare crop circle sul tappetino del bagno, almeno fino a quando i muscoli cervicali non decidono che è meglio farmi svenire sul pavimento.
* gli ufi odiano il risotto, è un dato di fatto. potete anche trovarne conferma nel manuale “aglio, amuleti ed altri rimedi contro le specie sgradite come ufi crudeli, arpie e giornalisti televisivi italiani” di alexander pernenbrod edito da theoria.
** la mia, nel caso ve lo foste scordato, è ancora un ammasso di lamiere che un’equipe di psicologi clinici illuminati sta usando come rorschach per meccanici
verso sera, dopo un risotto anti-ufi* una magnum di 3 litri di sangiovese, una bottiglia di gutturnio e una di bombay, la mobilità del mio collo non è affatto migliorata, però in effetti sono più felice.
il mattino dopo, mentre cerco di raschiare il ghiaccio dal parabrezza di una macchina ottenuta in prestito**, rovinando la pista di holiday on ice di alcuni gabbiani di lago dal temperamento artistico, rifletto sul rimedio che conviene adottare per ritrovare una mobilità articolare che mi permetta movimenti un po’ più ariosi di quelli di lerch della famiglia addams: il massaggio dei boschi (il ghiro pratico) il rimedio del ristoratore croato (oste a opatjia), il massaggiatore sardo (efisio terapista), una gita a lourdes, o un più economico ricorso alle droghe leggere (tipo un cocktail di nimesulide in funzione miorilassante, riecheggiando il motto: fatti, non parole).
la sera torno a casa, evito di andare al corso di divinazione tramite l’interpretazione delle vibrazioni del frigorifero e mi metto a disegnare crop circle sul tappetino del bagno, almeno fino a quando i muscoli cervicali non decidono che è meglio farmi svenire sul pavimento.
* gli ufi odiano il risotto, è un dato di fatto. potete anche trovarne conferma nel manuale “aglio, amuleti ed altri rimedi contro le specie sgradite come ufi crudeli, arpie e giornalisti televisivi italiani” di alexander pernenbrod edito da theoria.
** la mia, nel caso ve lo foste scordato, è ancora un ammasso di lamiere che un’equipe di psicologi clinici illuminati sta usando come rorschach per meccanici
lunedì 5 gennaio 2009
chi ha deciso quando finisce un anno? no, voglio dire, perché l’anno finisce alla mezzanotte del 31 dicembre e non, per dire, il pomeriggio del 13 aprile, che ha anche l’indubbio vantaggio che il clima è con tutta probabilità leggermente più caldo e se a qualcuno va di festeggiare in piazza (non ho idea del perché dovrebbe, ma so che qualcuno lo fa) non diventa una statua di ghiaccio? cos’è, un complotto dei paesi dell’emisfero sud?
ad ogni modo io il 2 gennaio mi sono alzato all’alba per andare in ufficio a disegnare delle piante (non so, dei ficus credo, o qualcosa di simile).
esco di casa e mi incammino (io avrei preso la macchina, ma in questo momento, nel caso ve lo siate dimenticato, c’è un signore che con i pezzi di quello che resta della mia macchina ci sta giocando a tetris) verso l’ufficio, mentre intorno a me c’è temperatura che ricorda da vicino quella di una ghiacciaia, o il trailer della marcia dei pinguini. il fatto che io sia vestito come l’omino michelin e tenda a scivolare sul ghiaccio dà un tocco di sobrietà all’intera scena.
arrivo in ufficio e cerco di aprire la porta con le chiavi di casa.
inspiegabilmente non si apre.
quando mi rendo conto che in effetti sto usando l’unico mazzo di chiavi che mi sono portato e che, incidentalmente, non contiene le chiavi dell’ufficio, essendo un esperto di problem solving provo ad adottare alcune soluzioni alternative.
nell’ordine:
a) provo a chiamare il gatto, ma evidentemente è in ferie;
b) provo ad aprire con mezzi di fortuna ma realizzo che sono portato per un sacco di lavori intelligenti tipo il disoccupato, l’uomo semaforo, la scimmia urlatrice, il collaudatore di materassi, la controfigura di un’ameba, il blogger, il dirigente di trenitalia (no, vabbè, il dirigente di trenitalia no: a tutto c’è un limite), ma non ho davanti una brillante carriera come ladro di appartamento;
c) provo ad intimorire la porta giocandomi l’intero bonus di bestemmie del 2010 (quelle del 2009 le ho usate la settimana scorsa per la macchina) ma quella mi ignora;
d) chiamo il soccorso ufi, ma mi risponde una segreteria telefonica che mi informa che visto che la specie homo sapiens può ricevere informazioni dal 3 al 7 gennaio del 2047, o in alternativa rivolgersi ad una specie più intelligente, tipo arvicola amphibius, che pare sia disponibile per delle ripetizioni, ma in ogni caso dopo le festività.
f) aspetto il capo, che forse arriva, ma non è detto che lo faccia prima delle 11;
e) torno a casa a prendere le chiavi.
quando finalmente arrivo in ufficio c’è già il capo che mi guarda come se avessi la faccia di chi ha sbagliato candeggio.
io mi siedo e inizio a disegnare sul computer.
dopo un po’ l’accendo anche.
ad ogni modo io il 2 gennaio mi sono alzato all’alba per andare in ufficio a disegnare delle piante (non so, dei ficus credo, o qualcosa di simile).
esco di casa e mi incammino (io avrei preso la macchina, ma in questo momento, nel caso ve lo siate dimenticato, c’è un signore che con i pezzi di quello che resta della mia macchina ci sta giocando a tetris) verso l’ufficio, mentre intorno a me c’è temperatura che ricorda da vicino quella di una ghiacciaia, o il trailer della marcia dei pinguini. il fatto che io sia vestito come l’omino michelin e tenda a scivolare sul ghiaccio dà un tocco di sobrietà all’intera scena.
arrivo in ufficio e cerco di aprire la porta con le chiavi di casa.
inspiegabilmente non si apre.
quando mi rendo conto che in effetti sto usando l’unico mazzo di chiavi che mi sono portato e che, incidentalmente, non contiene le chiavi dell’ufficio, essendo un esperto di problem solving provo ad adottare alcune soluzioni alternative.
nell’ordine:
a) provo a chiamare il gatto, ma evidentemente è in ferie;
b) provo ad aprire con mezzi di fortuna ma realizzo che sono portato per un sacco di lavori intelligenti tipo il disoccupato, l’uomo semaforo, la scimmia urlatrice, il collaudatore di materassi, la controfigura di un’ameba, il blogger, il dirigente di trenitalia (no, vabbè, il dirigente di trenitalia no: a tutto c’è un limite), ma non ho davanti una brillante carriera come ladro di appartamento;
c) provo ad intimorire la porta giocandomi l’intero bonus di bestemmie del 2010 (quelle del 2009 le ho usate la settimana scorsa per la macchina) ma quella mi ignora;
d) chiamo il soccorso ufi, ma mi risponde una segreteria telefonica che mi informa che visto che la specie homo sapiens può ricevere informazioni dal 3 al 7 gennaio del 2047, o in alternativa rivolgersi ad una specie più intelligente, tipo arvicola amphibius, che pare sia disponibile per delle ripetizioni, ma in ogni caso dopo le festività.
f) aspetto il capo, che forse arriva, ma non è detto che lo faccia prima delle 11;
e) torno a casa a prendere le chiavi.
quando finalmente arrivo in ufficio c’è già il capo che mi guarda come se avessi la faccia di chi ha sbagliato candeggio.
io mi siedo e inizio a disegnare sul computer.
dopo un po’ l’accendo anche.
martedì 30 dicembre 2008
non mi sono smaterializzato.
invece, per un banale errore tecnico, si è completamente smaterializzata la parte anteriore sinistra della mia auto.
certo, il fatto che mentre lei stava parcheggiata a lato strada una subaru impreza le sia finita addosso ad una velocità prossima a mach 1, probabilmente deve avere influito sul processo.
ad ogni modo, ritrovarsi con un auto a cui in generale funziona esclusivamente la parte posteriore, rende abbastanza il concetto di mezzo di trasporto.
non vorrei fare della dietrologia, ma sospetto un complotto di ufi crudeli per procurarmi laringiti fulminanti senza dare troppo nell’occhio mentre cammino in mezzo alla neve.
io arrivo in ufficio e tutto quello che vorrei sarebbe l’innalzamento della temperatura esterna di almeno 18 gradi tramite ukase (no, vabbè, vorrei anche un’auto funzionante).
invece, per un banale errore tecnico, si è completamente smaterializzata la parte anteriore sinistra della mia auto.
certo, il fatto che mentre lei stava parcheggiata a lato strada una subaru impreza le sia finita addosso ad una velocità prossima a mach 1, probabilmente deve avere influito sul processo.
ad ogni modo, ritrovarsi con un auto a cui in generale funziona esclusivamente la parte posteriore, rende abbastanza il concetto di mezzo di trasporto.
non vorrei fare della dietrologia, ma sospetto un complotto di ufi crudeli per procurarmi laringiti fulminanti senza dare troppo nell’occhio mentre cammino in mezzo alla neve.
io arrivo in ufficio e tutto quello che vorrei sarebbe l’innalzamento della temperatura esterna di almeno 18 gradi tramite ukase (no, vabbè, vorrei anche un’auto funzionante).
martedì 23 dicembre 2008
non ho la pressione bassa, è solo che sono cardioapatico
per una festività che non ho nessuna intenzione di nominare (potremmo chiamarla sol invictus, ma visto che c’è crisi e la festività pare si svolgerà sottotono, potremmo chiamarla anche sol minore quasi invictus) pare che starò lontano dall’ufficio (e dal gatto) per qualche giorno.
non che la cosa mi dispiaccia, anche se ci tenevo a finire la partita a scacchi contro il gatto, contro cui ero abbastanza sicuro di vincere (il fatto è che il gatto è più intelligente di me, ma io vincevo facile per il non trascurabile vantaggio di avere il pollice opponibile).
la sera arrivo a casa, metto in cuffia l’adagio e altre indicazioni sulla viabilità stradale di barber nella partitura per archi, balestre e turboreattore messerschmitt me 262, fino a quando il lettore mp3 mi comunica gentilmente che ha la batteria scarica e potrebbe spegnersi da un momento all’altro; io la trovo un’ottima metafora della condizione umana.
se mi vedete in giro, vuol dire che non ho ancora passato il primo livello del corso di smaterializzazione.
nel caso, fate ciao con la manina
per una festività che non ho nessuna intenzione di nominare (potremmo chiamarla sol invictus, ma visto che c’è crisi e la festività pare si svolgerà sottotono, potremmo chiamarla anche sol minore quasi invictus) pare che starò lontano dall’ufficio (e dal gatto) per qualche giorno.
non che la cosa mi dispiaccia, anche se ci tenevo a finire la partita a scacchi contro il gatto, contro cui ero abbastanza sicuro di vincere (il fatto è che il gatto è più intelligente di me, ma io vincevo facile per il non trascurabile vantaggio di avere il pollice opponibile).
la sera arrivo a casa, metto in cuffia l’adagio e altre indicazioni sulla viabilità stradale di barber nella partitura per archi, balestre e turboreattore messerschmitt me 262, fino a quando il lettore mp3 mi comunica gentilmente che ha la batteria scarica e potrebbe spegnersi da un momento all’altro; io la trovo un’ottima metafora della condizione umana.
se mi vedete in giro, vuol dire che non ho ancora passato il primo livello del corso di smaterializzazione.
nel caso, fate ciao con la manina
mercoledì 17 dicembre 2008
alcune frange di insurrezione, localizzate, secondo informazioni del pentagono*, nella laringe e in alcune zone a macchia dell’orecchio, stanno inscenando alcuni fastidiosi focolai di rivolta.
io sto provando quella cosa della disgregazione dei legami atomici (il problema su cui disquisivo con il gatto, ieri in ufficio, era: se l’essere umano è dotato di libero arbitrio, perché gli atomi che lo compongono non dovrebbero averlo? perché il tutto è superiore alla somma delle parti o perché cambiando l’ordine dei fattori le mucche si confondono? io e il gatto non avevamo delle buone risposte in merito. del resto, non le abbiamo quasi mai).
il mio maestro di smaterializzazione sostiene che una buona smaterializzazione dovrebbe essere il frutto di operazioni complesse e non dovrebbe contemplare il fatto di distrarre gli astanti e chiudersi indisturbati nell’armadio. per lo meno, non sempre. del resto il mio maestro di smaterializzazione attualmente è un coniglio che abita in una vetrina di fronte a casa, quindi magari non è così affidabile.
prima di andare a dormire chiedo protezione al semidio toth (ma per non sbagliare anche a nyilasi e fazekas), poi esco sul balcone con un portachiavi luminoso puntato verso il cielo e comunico con gli ufi. sarebbe anche gradevole, se solo non facesse così freddo, e se ogni tanto rispondessero (cioè, non è che non vogliono rispondere, è solo che gli è finita la pila del comunicatore e su alnilak c’è un sacco di coda al supermercato).
* ho provato a chiedere informazioni anche a degli esagoni e anche a qualche triangolo, ma con scarsi risultati. non che il pentagono sia più affidabile, eh, ma almeno parla.
io sto provando quella cosa della disgregazione dei legami atomici (il problema su cui disquisivo con il gatto, ieri in ufficio, era: se l’essere umano è dotato di libero arbitrio, perché gli atomi che lo compongono non dovrebbero averlo? perché il tutto è superiore alla somma delle parti o perché cambiando l’ordine dei fattori le mucche si confondono? io e il gatto non avevamo delle buone risposte in merito. del resto, non le abbiamo quasi mai).
il mio maestro di smaterializzazione sostiene che una buona smaterializzazione dovrebbe essere il frutto di operazioni complesse e non dovrebbe contemplare il fatto di distrarre gli astanti e chiudersi indisturbati nell’armadio. per lo meno, non sempre. del resto il mio maestro di smaterializzazione attualmente è un coniglio che abita in una vetrina di fronte a casa, quindi magari non è così affidabile.
prima di andare a dormire chiedo protezione al semidio toth (ma per non sbagliare anche a nyilasi e fazekas), poi esco sul balcone con un portachiavi luminoso puntato verso il cielo e comunico con gli ufi. sarebbe anche gradevole, se solo non facesse così freddo, e se ogni tanto rispondessero (cioè, non è che non vogliono rispondere, è solo che gli è finita la pila del comunicatore e su alnilak c’è un sacco di coda al supermercato).
* ho provato a chiedere informazioni anche a degli esagoni e anche a qualche triangolo, ma con scarsi risultati. non che il pentagono sia più affidabile, eh, ma almeno parla.
venerdì 12 dicembre 2008
per un banale disguido tecnico, stamattina il mio cervello è in grado di captare esclusivamente il radiofaro di francoforte.
forse dovrei considerarlo un miglioramento.
forse dovrei considerarlo un miglioramento.
venerdì 5 dicembre 2008
qualche tempo fa sono stato contattato da grazia, il settimanale delle donne. poi ho aspettato invano con ansia (ma la maggior parte del tempo da solo) un invito da parte di graziella, il settimanale delle bici, e di grazie al cactus, il settimanale delle piante grasse, ma pare che non mi vogliano (avranno i loro motivi).
invece questa settimana non sono ancora stato contattato dagli ufi, e non so se è un bene. come sosteneva sun tzu (un applicativo di sun microsystems) bisogna conoscere il proprio nemico, e nel caso, farsi offrire da bere.
ieri mattina io e il gatto stavamo disquisendo sulla possibilità di costruire cupole geodetiche di altura come centri di osservazione sulle attività degli ufi (una notte mi è apparso don bucky fuller in sogno, ma l’addetto all’ascensore aveva sbagliato piano astrale) ma sembra che per le opere di edilizia abusiva si debba aspettare il proprio turno, come dicevano i rutuli (da cui il detto: mandare tutto a rutuli).
nel frattempo il pc decide che deve assolutamente trasmettere musica dodecafonica in tutto l’ufficio.
provo a fargli presente che così mi disturba il corso sullo zen e l’uso di hearts come tecnica di raggiungimento della consapevolezza universale, ma non c’è niente da fare.
la sera attraverso la ghiacciaia in cui ho la residenza, arrivo a casa e mi infilo in un forno ventilato modello harmattan
ultim’ora
secondo antoine kildeernoon, ricercatore presso la cattedra di fisica sperimentale presso la libera universià di cadempino (ch) il fenomeno della rarefazione dei post è direttamente collegato al principio entropico.
per chi non avesse dimestichezza con l’entropia, kildernoon spiega che l’entropia è una misura del disordine di un sistema fisico o più in generale dell'universo; quando un sistema passa da uno stato ordinato ad uno disordinato, la sua entropia aumenta, e questo è uno dei motivi delle code alla dogana dalla svizzera all’italia.
invece questa settimana non sono ancora stato contattato dagli ufi, e non so se è un bene. come sosteneva sun tzu (un applicativo di sun microsystems) bisogna conoscere il proprio nemico, e nel caso, farsi offrire da bere.
ieri mattina io e il gatto stavamo disquisendo sulla possibilità di costruire cupole geodetiche di altura come centri di osservazione sulle attività degli ufi (una notte mi è apparso don bucky fuller in sogno, ma l’addetto all’ascensore aveva sbagliato piano astrale) ma sembra che per le opere di edilizia abusiva si debba aspettare il proprio turno, come dicevano i rutuli (da cui il detto: mandare tutto a rutuli).
nel frattempo il pc decide che deve assolutamente trasmettere musica dodecafonica in tutto l’ufficio.
provo a fargli presente che così mi disturba il corso sullo zen e l’uso di hearts come tecnica di raggiungimento della consapevolezza universale, ma non c’è niente da fare.
la sera attraverso la ghiacciaia in cui ho la residenza, arrivo a casa e mi infilo in un forno ventilato modello harmattan
ultim’ora
secondo antoine kildeernoon, ricercatore presso la cattedra di fisica sperimentale presso la libera universià di cadempino (ch) il fenomeno della rarefazione dei post è direttamente collegato al principio entropico.
per chi non avesse dimestichezza con l’entropia, kildernoon spiega che l’entropia è una misura del disordine di un sistema fisico o più in generale dell'universo; quando un sistema passa da uno stato ordinato ad uno disordinato, la sua entropia aumenta, e questo è uno dei motivi delle code alla dogana dalla svizzera all’italia.
martedì 2 dicembre 2008
ultim’ora
il venerabile maestro rimchen lama*, unanimemente riconosciuto come uno degli uomini più saggi del pianeta, in una conferenza stampa tenuta l’altro ieri a mezzovico (ch) nell’ambito di una manifestazione di scambio interculturale intitolata “importare sete dall’oriente, fame dall’occidente”, ha spiegato che l’equilibrio e la serenità spirituale, con il giusto impegno e la giusta disciplina, sono alla portata di tutti gli uomini della terra, a prescindere dalla loro situazione fisica, mentale, economica e sociale, a meno che non siano costretti a viaggiare con trenitalia.
*no, non è parente di luciano lama
il venerabile maestro rimchen lama*, unanimemente riconosciuto come uno degli uomini più saggi del pianeta, in una conferenza stampa tenuta l’altro ieri a mezzovico (ch) nell’ambito di una manifestazione di scambio interculturale intitolata “importare sete dall’oriente, fame dall’occidente”, ha spiegato che l’equilibrio e la serenità spirituale, con il giusto impegno e la giusta disciplina, sono alla portata di tutti gli uomini della terra, a prescindere dalla loro situazione fisica, mentale, economica e sociale, a meno che non siano costretti a viaggiare con trenitalia.
*no, non è parente di luciano lama
mercoledì 26 novembre 2008
sto litigando con alcune divinità locali addette alla gestione del call center clima cercando di comprare dieci gradi di latitudine sud e farmeli mettere in una comoda sportina da passeggio quando un inuit mi ferma per chiedermi alcune indicazioni stradali. io mi limito ad indicargli genericamente il nord ovest, poi mi infilo in un’unità di misura della pressione in cerca di ufi.
non capisco perché non possa migrare verso paesi caldi, oppure restare in letargo fino ad inizio aprile. io sono per la teoria che un individuo libero dovrebbe poter scegliere la specie di appartenenza.
nei weekend guardo l’italia giocare contro i pacifici highlander del clan mcloud, la neve sulle montagne e bevo cioccolata calda in riva al lago.
ci deve essere una morale in tutto questo, ma non riesco a ricordare quale.
sms
io: birretta stasera?
xx: ok. 21.30 solito posto. hasta luego
io: no, hasta sera
xx: sei un cretino
non capisco perché non possa migrare verso paesi caldi, oppure restare in letargo fino ad inizio aprile. io sono per la teoria che un individuo libero dovrebbe poter scegliere la specie di appartenenza.
nei weekend guardo l’italia giocare contro i pacifici highlander del clan mcloud, la neve sulle montagne e bevo cioccolata calda in riva al lago.
ci deve essere una morale in tutto questo, ma non riesco a ricordare quale.
sms
io: birretta stasera?
xx: ok. 21.30 solito posto. hasta luego
io: no, hasta sera
xx: sei un cretino
mercoledì 19 novembre 2008
mentre i posti qui intorno stanno cercando strenuamente di conquistare il titolo di zona più umida dell’universo, io e il gatto disquisiamo sulla riformulazione dei problemi di hilbert, che consiste a tutti gli effetti nel consigliare ad hilbert un buon analista.
nel frattempo il lago ha assunto una tonalità così grigia che le divinità del grigio sono rimaste in contemplazione e si fanno portare dei cocktail al rum da semidei con contratto a progetto, e gli ufi crudeli hanno deciso che per oggi lasciano perdere i tentativi di invasione, che tanto il pianeta se la cava già male da solo, quindi io sono tendenzialmente libero di occuparmi di cose interessanti, tipo giocare compulsivamente a hearts oppure parlare con la fauna ittica del luogo.
le divinità del grigio, comunque, non impediscono il calare di orde di lanzichenecchi in libera uscita che scendono festanti dai pullman urlando in switzerdütch e menando fendenti di ombrelli tenuti come fossero claymore, o viceversa.
io arrivo a casa, mi infilo il mio costume da monciccì idrorepellente poi esco sul balcone a verificare il coefficiente di scioglimento della plastica.
nel frattempo il lago ha assunto una tonalità così grigia che le divinità del grigio sono rimaste in contemplazione e si fanno portare dei cocktail al rum da semidei con contratto a progetto, e gli ufi crudeli hanno deciso che per oggi lasciano perdere i tentativi di invasione, che tanto il pianeta se la cava già male da solo, quindi io sono tendenzialmente libero di occuparmi di cose interessanti, tipo giocare compulsivamente a hearts oppure parlare con la fauna ittica del luogo.
le divinità del grigio, comunque, non impediscono il calare di orde di lanzichenecchi in libera uscita che scendono festanti dai pullman urlando in switzerdütch e menando fendenti di ombrelli tenuti come fossero claymore, o viceversa.
io arrivo a casa, mi infilo il mio costume da monciccì idrorepellente poi esco sul balcone a verificare il coefficiente di scioglimento della plastica.
martedì 11 novembre 2008
dopo una notte passata a disinfestare un appartamento dal fantasma di un pirata cubano e una conseguente brillante prestazione nel campionato di pallastrada (secondo una ricerca effettuata da alcuni studiosi di parapsicologia dell’università occulta di caracas, l’unico modo di costringere il fantasma di un pirata cubano è bersi tutte le bottiglie di rum e tequila disponibili nell’appartamento), mi sveglio e mi ritrovo alla riunione straordinaria del comitato per la salvaguardia della polenta laziale.
al secondo piatto di polenta e salsiccia entro in una dimensione parallela (che gli esperti definiscono anche rosso conero) in cui discuto amabilmente del traffico aereo con alcuni nani da giardino impegnati in un sit in di protesta.
il mattino dopo arrivo in ufficio e l’unica cosa che passa per il mio cervello nelle quattro ore seguenti è il jingle dell’almanacco del giorno dopo.
al secondo piatto di polenta e salsiccia entro in una dimensione parallela (che gli esperti definiscono anche rosso conero) in cui discuto amabilmente del traffico aereo con alcuni nani da giardino impegnati in un sit in di protesta.
il mattino dopo arrivo in ufficio e l’unica cosa che passa per il mio cervello nelle quattro ore seguenti è il jingle dell’almanacco del giorno dopo.
venerdì 31 ottobre 2008
diluvia ininterrottamente da tre giorni, e a tre km da qui, qualche metro più in alto, sta nevicando. ne consegue che il mio umore è garrulo e vivace come doveva essere quello del portiere dell’el salvador dopo la partita con l’ungheria ai mondiali di spagna ’82.
secondo il mio maestro di defibrillazione emotiva (un lemming che vive su un davanzale al quinto piano di un palazzo qui vicino) non è saggio legare il proprio umore agli eventi atmosferici, per lo meno non se vivi alla latitudine sbagliata.
gli spiego che ora non sono dell’umore adatto, ma quando ho tempo da perdere faccio autoanalisi. poi faccio autogeometria, autofisica e sono quasi autoingegnere, con una media del trenta e loden (che va bene adesso che arriva l’inverno).
passo il pomeriggio controllando l’angolazione con cui la pioggia si spalma sull’asfalto (è un passatempo interessante, anche perché la maggior parte del tempo piove in orizzontale, il che mi dà tempo di svagarmi) e nel frattempo controllo la consistenza di alcuni cartoni lasciati a macerare sotto l’acqua (non è che non li ho buttati via, è solo che sto studiando l’allentamento dei legami atomici del cartone in presenza di acqua).
verso sera infilo il mio costume da betamax e mi chiudo nell’armadio mentre fuori il coro dell’armata rossa schierato sul balcone in formazione marziale (ma anche altri poeti latini a caso) intona kalinka de luna, kalinka de sol, in funzione apotropaica.
secondo il mio maestro di defibrillazione emotiva (un lemming che vive su un davanzale al quinto piano di un palazzo qui vicino) non è saggio legare il proprio umore agli eventi atmosferici, per lo meno non se vivi alla latitudine sbagliata.
gli spiego che ora non sono dell’umore adatto, ma quando ho tempo da perdere faccio autoanalisi. poi faccio autogeometria, autofisica e sono quasi autoingegnere, con una media del trenta e loden (che va bene adesso che arriva l’inverno).
passo il pomeriggio controllando l’angolazione con cui la pioggia si spalma sull’asfalto (è un passatempo interessante, anche perché la maggior parte del tempo piove in orizzontale, il che mi dà tempo di svagarmi) e nel frattempo controllo la consistenza di alcuni cartoni lasciati a macerare sotto l’acqua (non è che non li ho buttati via, è solo che sto studiando l’allentamento dei legami atomici del cartone in presenza di acqua).
verso sera infilo il mio costume da betamax e mi chiudo nell’armadio mentre fuori il coro dell’armata rossa schierato sul balcone in formazione marziale (ma anche altri poeti latini a caso) intona kalinka de luna, kalinka de sol, in funzione apotropaica.
mercoledì 22 ottobre 2008
il mio maestro di smaterializzazione neuronale, nonché esperto di metempsicosi intelligente (ossia la trasmigrazione delle anime, ma solo verso paesi caldi) sostiene che uno dei modi di scoprire i segreti dell’universo sia osservare la disposizione dei cavedani lungo le foci dei fiumi: pare infatti che i cavedani siano particolarmente sensibili alle correnti geomantiche e tendano a disporsi nel tempo lungo traiettorie particolarmente rivelatrici; per lo meno, ieri alle 13.47, a mio modo di vedere un branco di cavedani stava formando la scritta “enki è stato qui, ma adesso ha da fare quindi levati dalle palle”.
sempre secondo il mio maestro di smaterializzazione neuronale, anche ripetere svariate volte la parola cavedani (anche scritta, voglio sperare) può essere di aiuto nel processo di raggiungimento della consapevolezza (del resto, cos’ho da perdere?).
per completezza dell’informazione occorre anche dire che attualmente il mio maestro di smaterializzazione neuronale è un essiccatore a gettone che sostiene anche, in accordo con la teoria dei mocassini (una variante unificatrice della teoria delle superstringhe), che nell’interpretazione di everett a molti mondi dell’universo l’unico modo di risolvere un’anomalia temporale è quello di avere un ombrello a portata di mano.
io la sera sorseggio monte di colore (detto anche monte diversamente bianco) poi esco sul balcone a guardare il malcantone canticchiando io me ne andrej gromyko.
sempre secondo il mio maestro di smaterializzazione neuronale, anche ripetere svariate volte la parola cavedani (anche scritta, voglio sperare) può essere di aiuto nel processo di raggiungimento della consapevolezza (del resto, cos’ho da perdere?).
per completezza dell’informazione occorre anche dire che attualmente il mio maestro di smaterializzazione neuronale è un essiccatore a gettone che sostiene anche, in accordo con la teoria dei mocassini (una variante unificatrice della teoria delle superstringhe), che nell’interpretazione di everett a molti mondi dell’universo l’unico modo di risolvere un’anomalia temporale è quello di avere un ombrello a portata di mano.
io la sera sorseggio monte di colore (detto anche monte diversamente bianco) poi esco sul balcone a guardare il malcantone canticchiando io me ne andrej gromyko.
mercoledì 15 ottobre 2008
mi giungono da più parti richieste di informazioni a proposito di un supposto mancato sbarco di ufi nel pomeriggio di ieri, e forse è arrivato il momento di fare chiarezza.
la notizia dello sbarco era assolutamente esatta, tranne per le coordinate precise in cui avrebbe dovuto aver luogo; e infatti lo sbarco c’è stato, ad ovest delle svalbard, per un meeting segreto da tenersi nei dintorni di tranøy, nella norvegia settentrionale.
ciò che ha generato l’equivoco, era che il messaggio che preannunciava lo sbarco era diretto ad un comitato di accoglienza delle specie più evolute del pianeta terra, composto essenzialmente da lemming (il fatto che qualche appartenente a homo sapiens pensa ancora che la propria specie sia la più intelligente del pianeta lascia ben poche speranze alla sopravvivenza di homo sapiens sul lungo periodo).
invece il motivo del clamore mediatico è che era previsto un contatto anche fra un’unica astronave di ufi piuttosto temerari e alcuni umani, che effettivamente non ha avuto luogo per un motivo assolutamente razionale: gli ufi sabato notte hanno lasciato inavvertitamente accese le luci dell’astronave e gli si è scaricata la batteria. provate voi a trovare dei cavi adatti per la batteria di un’astronave quando il soccorso interplanetario più vicino sta a migliaia di anni luce e nei weekend vuole un supplemento per le chiamate festive.
ad ogni modo noi del comitato di controllo per le attività degli ufi sul pianeta stiamo pattugliando alcuni bar alla ricerca di ufi crudeli in agguato (se ultimamente non avete visto ufi crudeli in giro, vuol dire che stiamo lavorando bene. nel caso vogliate sostenere il nostro prezioso lavoro potete scriverci e vi daremo le nostre coordinate bancarie)
la notizia dello sbarco era assolutamente esatta, tranne per le coordinate precise in cui avrebbe dovuto aver luogo; e infatti lo sbarco c’è stato, ad ovest delle svalbard, per un meeting segreto da tenersi nei dintorni di tranøy, nella norvegia settentrionale.
ciò che ha generato l’equivoco, era che il messaggio che preannunciava lo sbarco era diretto ad un comitato di accoglienza delle specie più evolute del pianeta terra, composto essenzialmente da lemming (il fatto che qualche appartenente a homo sapiens pensa ancora che la propria specie sia la più intelligente del pianeta lascia ben poche speranze alla sopravvivenza di homo sapiens sul lungo periodo).
invece il motivo del clamore mediatico è che era previsto un contatto anche fra un’unica astronave di ufi piuttosto temerari e alcuni umani, che effettivamente non ha avuto luogo per un motivo assolutamente razionale: gli ufi sabato notte hanno lasciato inavvertitamente accese le luci dell’astronave e gli si è scaricata la batteria. provate voi a trovare dei cavi adatti per la batteria di un’astronave quando il soccorso interplanetario più vicino sta a migliaia di anni luce e nei weekend vuole un supplemento per le chiamate festive.
ad ogni modo noi del comitato di controllo per le attività degli ufi sul pianeta stiamo pattugliando alcuni bar alla ricerca di ufi crudeli in agguato (se ultimamente non avete visto ufi crudeli in giro, vuol dire che stiamo lavorando bene. nel caso vogliate sostenere il nostro prezioso lavoro potete scriverci e vi daremo le nostre coordinate bancarie)
venerdì 10 ottobre 2008
ultim'ora
nell’ottica della devolution, alcuni esponenti della regione lombardia hanno fatto sapere che dall’anno prossimo, in omaggio agli avi celtici della regione insubre, il modello 730 per la dichiarazione dei redditi del 2009 verrà sostituito dal modello runico.
nell’ottica della devolution, alcuni esponenti della regione lombardia hanno fatto sapere che dall’anno prossimo, in omaggio agli avi celtici della regione insubre, il modello 730 per la dichiarazione dei redditi del 2009 verrà sostituito dal modello runico.
venerdì 3 ottobre 2008
stavo studiando il mio intervento al simposio su “coregone e origine dell’universo” (io vorrei che durasse il meno possibile: meno uno parla, più probabilità ci sono di ottenere un buon posto al buffet), quando un team di gnomi travestiti da ibraimovich irrompe sul balcone dell’ufficio per organizzare una partita tre contro tre e portiere volante (che se uno cade dal balcone in effetti è molto utile).
il gatto, invece, esegue il vecchio trucco della smaterializzazione e scompare in una dimensione parallela più consona.
sarebbe disonesto non ammettere che la partita in corso (no, vabbè, in balcone) incide non poco sulla mia già inesistente voglia di lavorare.
non è colpa mia, io credo che l’uomo non sia ontologicamente fatto per lavorare, e dovrebbe vivere in pace nutrendosi del lavoro di qualcun altro. un po’ come fanno le banche.
comunque la tesi che intendo sostenere è che la teoria del brodo primordiale è un concetto scientifico poco attendibile, perché non prende in considerazione l'esistenza del dado primordiale. invece l'argomento principale contro il creazionismo credo sia il genere umano. cioè, una qualsiasi entità che si prende la briga di creare un universo e poi ci mette il genere umano non può essere intelligente, sarebbe contraddittorio.
verso sera decido che la mia mission per il prossimo mese sarà entrare in un ristorante giapponese e chiedere se servono l’alga seltzer a fine pasto, poi vado in riva al lago a parlare con i germani reali (quello finti non hanno grandi capacità di conversazione).
il gatto, invece, esegue il vecchio trucco della smaterializzazione e scompare in una dimensione parallela più consona.
sarebbe disonesto non ammettere che la partita in corso (no, vabbè, in balcone) incide non poco sulla mia già inesistente voglia di lavorare.
non è colpa mia, io credo che l’uomo non sia ontologicamente fatto per lavorare, e dovrebbe vivere in pace nutrendosi del lavoro di qualcun altro. un po’ come fanno le banche.
comunque la tesi che intendo sostenere è che la teoria del brodo primordiale è un concetto scientifico poco attendibile, perché non prende in considerazione l'esistenza del dado primordiale. invece l'argomento principale contro il creazionismo credo sia il genere umano. cioè, una qualsiasi entità che si prende la briga di creare un universo e poi ci mette il genere umano non può essere intelligente, sarebbe contraddittorio.
verso sera decido che la mia mission per il prossimo mese sarà entrare in un ristorante giapponese e chiedere se servono l’alga seltzer a fine pasto, poi vado in riva al lago a parlare con i germani reali (quello finti non hanno grandi capacità di conversazione).
venerdì 26 settembre 2008
praticamente quasi tutti i pianeti della nostra galassia, tranne quelli del sistema solare, fanno parte di un sistema binario (ma senza trenitalia, il che li rende molto più stabili).
secondo alcuni scienziati questo fatto è dovuto essenzialmente al sistema di classificazione detto anche “guida michelin intergalattica” che assegna solo una stella ai pianeti in cui la qualità di vita è pessima.
sempre secondo gli stessi scienziati, le dispense per il corretto uso del pianeta, lasciateci da una civiltà aliena proveniente da un buco nero nella cintura di orione (che successivamente è stato chiuso perché orione è ingrassato), sono state erroneamente scambiate per le istruzioni di montaggio di un leksvik e sarebbero reperibili all’interno del catalogo ikea di lingua ungherese.
cruciverba
io: 12 orizzontale: la lescaut di puccini
xx: manon
io: brava. quella che fa i coperchi
xx: scusa?
io: eh. il diavolo fa le pentole, manon i coperchi
xx: …
io: …
xx: sei un cretino
secondo alcuni scienziati questo fatto è dovuto essenzialmente al sistema di classificazione detto anche “guida michelin intergalattica” che assegna solo una stella ai pianeti in cui la qualità di vita è pessima.
sempre secondo gli stessi scienziati, le dispense per il corretto uso del pianeta, lasciateci da una civiltà aliena proveniente da un buco nero nella cintura di orione (che successivamente è stato chiuso perché orione è ingrassato), sono state erroneamente scambiate per le istruzioni di montaggio di un leksvik e sarebbero reperibili all’interno del catalogo ikea di lingua ungherese.
cruciverba
io: 12 orizzontale: la lescaut di puccini
xx: manon
io: brava. quella che fa i coperchi
xx: scusa?
io: eh. il diavolo fa le pentole, manon i coperchi
xx: …
io: …
xx: sei un cretino
lunedì 22 settembre 2008
così lontano, così ticino
adesso c’è tutta questa cosa di quanto costa la benzina, e occhei, la benzina è molto cara*. però trovo molto più immorale che sabato, al bar magenta** di milano, mi abbiano fatto pagare una pinta di guinness 7 euri. no, dico, vuol dire circa 14 euri al litro. praticamente costa dieci volte di più della benzina, e con un litro ci faccio anche meno chilometri.
arrivo in ufficio con un abissale debito di sonno che mi garantisce l’espressione tipica del cugino brutto di friedrich murnau, installo il service pack di windows svista™, il sistema operativo più inutile dell’universo dopo il mio cervello, e tutto quello che ottengo è una schermata nera che campeggia sul monitor per un paio d’ore, il che significa che ho fatto tutto correttamente (altrimenti il pc sarebbe imploso lanciando contemporaneamente me e il gatto nella stratosfera).
fuori fa freddo, ma dopo alcuni assegni passati sottobanco agli dei del controllo clima, per lo meno ha smesso di piovere: i turisti tornano ad intasare le strade e da un balcone di fianco al mio ufficio sventola una bandiera della confederazione e una del canton uri. ignoro le implicazioni sociologiche di tutto ciò.
io e il gatto valutiamo sia l’ipotesi di lavorare sia l’ipotesi del suicidio tramite ascolto del radio rumantsch per otto ore di fila, poi decidiamo di svenire sulla tastiera del computer.
*ma in svizzera meno, infatti venerdì ho passato metà pausa pranzo dietro a una skoda targata svitto che teneva una velocità di crociera prossima allo stallo.
**non so, forse avrei dovuto provare un bar di un altro colore.
le mont saint-michel, esterno giorno
xx: guarda che carini quei cani
io: sì, piacciono molto
xx: sono setter?
io: mannò, sono due
xx: sei un cretino
adesso c’è tutta questa cosa di quanto costa la benzina, e occhei, la benzina è molto cara*. però trovo molto più immorale che sabato, al bar magenta** di milano, mi abbiano fatto pagare una pinta di guinness 7 euri. no, dico, vuol dire circa 14 euri al litro. praticamente costa dieci volte di più della benzina, e con un litro ci faccio anche meno chilometri.
arrivo in ufficio con un abissale debito di sonno che mi garantisce l’espressione tipica del cugino brutto di friedrich murnau, installo il service pack di windows svista™, il sistema operativo più inutile dell’universo dopo il mio cervello, e tutto quello che ottengo è una schermata nera che campeggia sul monitor per un paio d’ore, il che significa che ho fatto tutto correttamente (altrimenti il pc sarebbe imploso lanciando contemporaneamente me e il gatto nella stratosfera).
fuori fa freddo, ma dopo alcuni assegni passati sottobanco agli dei del controllo clima, per lo meno ha smesso di piovere: i turisti tornano ad intasare le strade e da un balcone di fianco al mio ufficio sventola una bandiera della confederazione e una del canton uri. ignoro le implicazioni sociologiche di tutto ciò.
io e il gatto valutiamo sia l’ipotesi di lavorare sia l’ipotesi del suicidio tramite ascolto del radio rumantsch per otto ore di fila, poi decidiamo di svenire sulla tastiera del computer.
*ma in svizzera meno, infatti venerdì ho passato metà pausa pranzo dietro a una skoda targata svitto che teneva una velocità di crociera prossima allo stallo.
**non so, forse avrei dovuto provare un bar di un altro colore.
le mont saint-michel, esterno giorno
xx: guarda che carini quei cani
io: sì, piacciono molto
xx: sono setter?
io: mannò, sono due
xx: sei un cretino
venerdì 12 settembre 2008
ieri pomeriggio io e il gatto disquisivamo con un criceto siberiano dei principi della realtà in generale e in particolare sui fondamenti della matematica.
il fatto è che, a livello subatomico, il principio di indeterminazione di heisenberg stabilisce che, data una quantità di moto, non è possibile stabilire dove si trovi un elettrone perché esce sempre senza lasciare neanche un biglietto e poi tiene spento il cellulare.
come dire, probabilmente l’universo si adegua al nostro modo di percepirlo.
in risposta ai problemi di hilbert, il teorema di incompletezza di gödel dimostra che se un sistema assiomatico formale è coerente deve essere per forza incompleto, mentre qualche anno dopo alan turing dimostra il teorema della fermata, ossia il fatto che non esiste una procedura che permetta di stabilire in anticipo se un treno delle ferrovie di stato passerà di lì prima o poi, o se invece conviene prendere la macchina di turing.
dal punto di vista teorico, sembra la sconfitta del determinismo, l’impossibilità di trovare una sola e semplice equazione che governa l’universo e che dia conto dell’apparente casualità che vi soggiace.
del resto, chi sostiene che la realtà sia razionale non ha mai visto un telegiornale italiano.
il criceto siberiano non aveva una posizione ben precisa, probabilmente per solidarizzare con l’elettrone.
il gatto invece era sdraiato davanti alla porta del balcone decisamente intento a vomitare palle di pelo, e anche questa è una posizione.
ultim’ora
le proloco dei comuni con territorio interessato dai laghi alpini hanno lanciato una campagna di protezione e ripopolazione delle specie ittiche a cominciare dalle tinche. l’iniziativa avrà come titolo “tinche c’è vita, c’è speranza”.
il fatto è che, a livello subatomico, il principio di indeterminazione di heisenberg stabilisce che, data una quantità di moto, non è possibile stabilire dove si trovi un elettrone perché esce sempre senza lasciare neanche un biglietto e poi tiene spento il cellulare.
come dire, probabilmente l’universo si adegua al nostro modo di percepirlo.
in risposta ai problemi di hilbert, il teorema di incompletezza di gödel dimostra che se un sistema assiomatico formale è coerente deve essere per forza incompleto, mentre qualche anno dopo alan turing dimostra il teorema della fermata, ossia il fatto che non esiste una procedura che permetta di stabilire in anticipo se un treno delle ferrovie di stato passerà di lì prima o poi, o se invece conviene prendere la macchina di turing.
dal punto di vista teorico, sembra la sconfitta del determinismo, l’impossibilità di trovare una sola e semplice equazione che governa l’universo e che dia conto dell’apparente casualità che vi soggiace.
del resto, chi sostiene che la realtà sia razionale non ha mai visto un telegiornale italiano.
il criceto siberiano non aveva una posizione ben precisa, probabilmente per solidarizzare con l’elettrone.
il gatto invece era sdraiato davanti alla porta del balcone decisamente intento a vomitare palle di pelo, e anche questa è una posizione.
ultim’ora
le proloco dei comuni con territorio interessato dai laghi alpini hanno lanciato una campagna di protezione e ripopolazione delle specie ittiche a cominciare dalle tinche. l’iniziativa avrà come titolo “tinche c’è vita, c’è speranza”.
lunedì 8 settembre 2008
diario del capitano, supplemento.
data stellare: vedere sul tappo della confezione
da alcune indagini esperite da alcuni tecnici cartografi, pare sia emerso che ieri sera l’imperatore galattico huang* abbia eliminato per sempre metà universo a tutt’oggi sconosciuto.
il fatto che fosse sconosciuto ha fatto sì che, tecnicamente, nessuno se ne sia potuto accorgere. in effetti, nel caso abbiate avvertito un fremito nella forza, beh, quelle erano le cozze marinate del pranzo di ieri.
ad ogni modo, pare che il comitato per il controllo dell’universo** abbia imposto all’imperatore huang una serie di sedute per il controllo della rabbia.
io ho realizzato di stare viaggiando verso casa solo quando, a 25 km dal capolinea, il treno delle ferrovie dello stato ha deciso che per proseguire avrebbe avuto bisogno di motivazioni più consistenti. dopo una trattativa intensiva di mezz’ora l’ho convinto a ripartire offrendogli dei buoni sconto del supermercato e metà del cartellino di recoba (non è che trenitalia debba sempre fregare me, eh. voglio dire, devo prendermi delle rivincite, ogni tanto).
invece ho realizzato di essere a casa solo quando, sceso dal treno, mi sono reso conto che la temperatura si avvicinava alla minima delle isole sakhalin, e ovviamente stava piovendo.
io ascolto in loop 14 versioni differenti di as the years go passing by, poi mi chiudo nel frigorifero, che ha una temperatura più accogliente di quella del mio balcone.
*l’imperatore galattico huang ha un carattere un po’ impulsivo, occorre dirlo. ma mica è il solo
** adesso non crederete davvero che un imperatore galattico possa fare tutto quello che gli pare, no?
ultim’ora
secondo alcune scuole di pensiero sostenute da scienziati dissidenti, l’inaugurazione di un nuovo acceleratore di particelle al cern di ginevra potrebbe portare alla creazione di un buco nero in svizzera. secondo altre scuole di pensiero più ortodosse, in ogni caso nessuno noterebbe la differenza dalla svizzera.
data stellare: vedere sul tappo della confezione
da alcune indagini esperite da alcuni tecnici cartografi, pare sia emerso che ieri sera l’imperatore galattico huang* abbia eliminato per sempre metà universo a tutt’oggi sconosciuto.
il fatto che fosse sconosciuto ha fatto sì che, tecnicamente, nessuno se ne sia potuto accorgere. in effetti, nel caso abbiate avvertito un fremito nella forza, beh, quelle erano le cozze marinate del pranzo di ieri.
ad ogni modo, pare che il comitato per il controllo dell’universo** abbia imposto all’imperatore huang una serie di sedute per il controllo della rabbia.
io ho realizzato di stare viaggiando verso casa solo quando, a 25 km dal capolinea, il treno delle ferrovie dello stato ha deciso che per proseguire avrebbe avuto bisogno di motivazioni più consistenti. dopo una trattativa intensiva di mezz’ora l’ho convinto a ripartire offrendogli dei buoni sconto del supermercato e metà del cartellino di recoba (non è che trenitalia debba sempre fregare me, eh. voglio dire, devo prendermi delle rivincite, ogni tanto).
invece ho realizzato di essere a casa solo quando, sceso dal treno, mi sono reso conto che la temperatura si avvicinava alla minima delle isole sakhalin, e ovviamente stava piovendo.
io ascolto in loop 14 versioni differenti di as the years go passing by, poi mi chiudo nel frigorifero, che ha una temperatura più accogliente di quella del mio balcone.
*l’imperatore galattico huang ha un carattere un po’ impulsivo, occorre dirlo. ma mica è il solo
** adesso non crederete davvero che un imperatore galattico possa fare tutto quello che gli pare, no?
ultim’ora
secondo alcune scuole di pensiero sostenute da scienziati dissidenti, l’inaugurazione di un nuovo acceleratore di particelle al cern di ginevra potrebbe portare alla creazione di un buco nero in svizzera. secondo altre scuole di pensiero più ortodosse, in ogni caso nessuno noterebbe la differenza dalla svizzera.
venerdì 29 agosto 2008
mi hanno rapito gli ufi.
cioè, non proprio rapito. siamo riusciti ad arrivare ad un accordo (sol maggiore) che mi tengono in una dimensione parallela all'ufficio per qualche giorno ancora.
insomma, le dimensioni contano (ma solo fino a 9, poi usano le calcolatrici)
cioè, non proprio rapito. siamo riusciti ad arrivare ad un accordo (sol maggiore) che mi tengono in una dimensione parallela all'ufficio per qualche giorno ancora.
insomma, le dimensioni contano (ma solo fino a 9, poi usano le calcolatrici)
giovedì 31 luglio 2008
verso le dieci una vibrazione della muratura indotta dallo squillare insistente del telefono dell’ufficio (precisamente al settimo squillo) provoca una lacerazione spazio-temporale che, seguendo l’interpretazione della realtà a molti mondi di everett, consente l’accesso a una regione remota del multiverso che gli esperti chiamano anche “zubizarreta”.
contemporaneamente io mi sveglio ma, avendo raggiunto la consapevolezza, faccio rispondere al gatto.
secondo il mio maestro di ikebana per peli di gatto (un forno ventilato modello harmattan) bisognerebbe evitare di passare in un altro universo di prima mattina.
secondo altre scuole di pensiero, invece, bisognerebbe evitare di parlare con un forno ventilato.
io resto in stato ipnagogico fino a quando esco dall’ufficio, poi mi piacerebbe andare al lago, se solo quest’inverno avessi avuto cura di non battere a calcio balilla una divinità della pioggia particolarmente permalosa, che ora per ripicca scatena temporali esclusivamente dalle 18.30 in avanti.
la sera arrivo a casa, metto sullo stereo la sinfonia n. 3 di hector bresinskij (l’elegiaca breve) nella partitura per archi, faretre e bollitore elettrico, poi mi sdraio sul letto a guardare cosa danno sul soffitto.
trailer
vi mancano i piani del colonnello hannibal smith, o la verve di p.e. baracus? dopo l’estate arriverà sugli schermi televisivi il sequel della fortunata serie che ha segnato gli anni ’80, riadattata per gli anni 2000: un gruppo di reduci della prima guerra del golfo insegnano tecniche motivazionali ad aspiranti manager. il titolo del nuovo telefilm, in onda su sky da settembre, sarà “a-team building”
comunicazione disservizio
questo blog si prende un po’ di tempo di pausa per lavori di manutenzione neuronale e per l’organizzazione delle solite riunioni estive del comitato per la salvaguardia ufi - sezione europa (ci saranno sempre tutti i più alti rappresentati del comitato: il capitan lindus, in rappresentanza delle imprese di pulizie galattiche*; il capitano jean luc viacard, per il controllo del traffico ufi; il capitan farlock, dell’ufficio alieni, mindfucking e travestimenti, e il capitano tuttammè dell’ufficio alienati con manie di persecuzione).
non siamo del tutto sicuri di sapere quando questo blog ritornerà attivo, secondo una teoria sull’interconnessione potrebbe succedere in concomitanza con un allineamento planetario, oppure contemporaneamente alla messa in onda di “a-team building”, o anche non appena finiscono i soldi delle ferie (quindi molto presto. per la verità, visto la quantità di soldi che mi avanza, per agosto ho organizzato solo alcune gite fuori porta. così, per vedere come si sta sul pianerottolo).
voi, nel frattempo, non cambiate universo (tanto non ve lo fanno cambiare se non avete lo scontrino).
* è una new entry. come dimostrano i fatti di napoli (ossia uno studio condotto da alcuni universitari tossicodipendenti partenopei), le imprese di pulizie hanno di fatto il controllo del pianeta e conviene invitarle a tutte le riunioni operative.
contemporaneamente io mi sveglio ma, avendo raggiunto la consapevolezza, faccio rispondere al gatto.
secondo il mio maestro di ikebana per peli di gatto (un forno ventilato modello harmattan) bisognerebbe evitare di passare in un altro universo di prima mattina.
secondo altre scuole di pensiero, invece, bisognerebbe evitare di parlare con un forno ventilato.
io resto in stato ipnagogico fino a quando esco dall’ufficio, poi mi piacerebbe andare al lago, se solo quest’inverno avessi avuto cura di non battere a calcio balilla una divinità della pioggia particolarmente permalosa, che ora per ripicca scatena temporali esclusivamente dalle 18.30 in avanti.
la sera arrivo a casa, metto sullo stereo la sinfonia n. 3 di hector bresinskij (l’elegiaca breve) nella partitura per archi, faretre e bollitore elettrico, poi mi sdraio sul letto a guardare cosa danno sul soffitto.
trailer
vi mancano i piani del colonnello hannibal smith, o la verve di p.e. baracus? dopo l’estate arriverà sugli schermi televisivi il sequel della fortunata serie che ha segnato gli anni ’80, riadattata per gli anni 2000: un gruppo di reduci della prima guerra del golfo insegnano tecniche motivazionali ad aspiranti manager. il titolo del nuovo telefilm, in onda su sky da settembre, sarà “a-team building”
comunicazione disservizio
questo blog si prende un po’ di tempo di pausa per lavori di manutenzione neuronale e per l’organizzazione delle solite riunioni estive del comitato per la salvaguardia ufi - sezione europa (ci saranno sempre tutti i più alti rappresentati del comitato: il capitan lindus, in rappresentanza delle imprese di pulizie galattiche*; il capitano jean luc viacard, per il controllo del traffico ufi; il capitan farlock, dell’ufficio alieni, mindfucking e travestimenti, e il capitano tuttammè dell’ufficio alienati con manie di persecuzione).
non siamo del tutto sicuri di sapere quando questo blog ritornerà attivo, secondo una teoria sull’interconnessione potrebbe succedere in concomitanza con un allineamento planetario, oppure contemporaneamente alla messa in onda di “a-team building”, o anche non appena finiscono i soldi delle ferie (quindi molto presto. per la verità, visto la quantità di soldi che mi avanza, per agosto ho organizzato solo alcune gite fuori porta. così, per vedere come si sta sul pianerottolo).
voi, nel frattempo, non cambiate universo (tanto non ve lo fanno cambiare se non avete lo scontrino).
* è una new entry. come dimostrano i fatti di napoli (ossia uno studio condotto da alcuni universitari tossicodipendenti partenopei), le imprese di pulizie hanno di fatto il controllo del pianeta e conviene invitarle a tutte le riunioni operative.
mercoledì 23 luglio 2008
- sì? è venuto per la siepe? senta, sono davvero spiacente...
- io sono il tristo mietitore.
- chi?
- il tristo mietitore.
- sì, capisco.
- io sono la morte.
- sì, beh, il fatto è che abbiamo degli ospiti americani a cena, stasera, e non…
- chi è, caro?
- pare sia un certo signor la morte, venuto per la mietitura.
(il senso della vita, monty python)
arrivo in ufficio con la faccia di uno che ha sbagliato candeggio, apro la posta elettronica e trovo la mail di un tale che, in preda all’entusiasmo, mi chiede se non mi piacerebbe vivere per 120 anni, o addirittura diventare immortale. certo, poi ci sarebbe quella faccenda che gli dovrei dare dei soldi (non è così esoso, però, vorrebbe 70 euri subito per farmi partecipare a un convegno a milano. ma dico: tu sei immortale, io lo diventerò, te li darò poi con calma, no? abbiamo tutto il tempo. boh).
comunque questa cosa che lui vuole dei soldi da me mi fa intuire che il tizio ha decisamente sbagliato indirizzo. cioè, sono io quello che ha bisogno di soldi, e insomma.
del resto (a parte la noia, voglio dire) l’unico vantaggio che avrei a diventare immortale, o a vivere diciamo intorno ai 250 anni, sarebbe quello di poter aver accesso a un mutuo prima casa.
quindi no, ecco, magari in un’altra vita.
allora pensavo, visto che diventare immortale non rientra nei miei progetti a breve termine (e in ogni caso, non ho progetti a breve termine. neanche a lungo termine, a pensarci bene), potrebbe essere una buona idea fare un elenco delle cose che vorrei qualcuno scrivesse sulla mia lapide.
1. io credo, risorgerò. al solo scopo di rompervi di nuovo le palle.
2. non siate maleducati, è decisamente scortese dire che sono morto. diciamo che sono diversamente vivo.
3. i can’t always get what i want.
4. adesso non rompete con quella cosa del silenzio assenso.
5. beh, potrebbe essere peggio. potrebbe piovere.
6. torno subito.
7. se è per quell’invito a cena, temo che farò tardi.
8. pensavo che una risata mi avrebbe seppellito. invece ci voleva proprio la cassa.
9. fate pure con comodo, mica ho fretta.
10. non siate tristi, su. è comunque sicuramente meglio che lavorare nel marketing.
disclaimer: questo post viene pubblicato in questa forma a causa di uno sciopero degli editors (un gatto, una simo e quattro musicisti spostati inglesi). se i temi di questo post vi disturbano, parlatene con la maestra, o al massimo con il mio avvocato (il mio avvocato attualmente è un picchio esperto di bricolage, non per niente lo chiamano il principe del foro. quindi prima di contattarlo assicuratevi di avere uno spirito ornitologico).
d’accordo, probabilmente questo disclaimer andava messo all’inizio, ma nella pratica non ho mai avuto molta dimestichezza con gli algoritmi. consideratelo un hysteron proteron
mercoledì 16 luglio 2008
ufficio comitato centrale di controllo ufi (uficio), interno notte
xx: quando c’è stato il g8 a genova?
io: boh, io so che è stato a firenze, seconda metà del 1200, a bottega dal cimabue
xx: …
io: …
xx: sei un cretino integrale
io: no, sono un cretino ai cinque cereali
xx: quando c’è stato il g8 a genova?
io: boh, io so che è stato a firenze, seconda metà del 1200, a bottega dal cimabue
xx: …
io: …
xx: sei un cretino integrale
io: no, sono un cretino ai cinque cereali
lunedì 14 luglio 2008
verranno a chiedermi del nostro amore. ma con tutta probabilità sarò in doccia.
no, dico. anche se piove ininterrottamente da settimane, è due giorni che ci sono almeno 15 gradi.
per essere novembre fa decisamente caldo.
in una concezione olistica la si potrebbe considerare una metafora dell'universo. più che altro è che non reggo il lunedì mattina. ho inoltrato protesta formale agli dei del calendario per sostituirlo con un più consono sabato pomeriggio
io giro per stanze di ospedale, accompagno persone in stazione e ogni tanto guardo il lago incazzato.
per tranquillizzarlo pensavo di regalargli l’astuccio di poochie.
in tutto questo, sono dell’idea che un’altra pressione sanguigna è possibile
ultim’ora
arrestata una gang di rapinatori musicisti che derubavano banche la mattina dopo i loro concerti nelle feste di paese.
per tutti l’accusa è di banda armata
no, dico. anche se piove ininterrottamente da settimane, è due giorni che ci sono almeno 15 gradi.
per essere novembre fa decisamente caldo.
in una concezione olistica la si potrebbe considerare una metafora dell'universo. più che altro è che non reggo il lunedì mattina. ho inoltrato protesta formale agli dei del calendario per sostituirlo con un più consono sabato pomeriggio
io giro per stanze di ospedale, accompagno persone in stazione e ogni tanto guardo il lago incazzato.
per tranquillizzarlo pensavo di regalargli l’astuccio di poochie.
in tutto questo, sono dell’idea che un’altra pressione sanguigna è possibile
ultim’ora
arrestata una gang di rapinatori musicisti che derubavano banche la mattina dopo i loro concerti nelle feste di paese.
per tutti l’accusa è di banda armata
mercoledì 9 luglio 2008
il professor klinksberg, docente di meditazione orientale alla libera università di riazzino (ti) nel suo libro sulla ricerca del nirvana intitolato “missione impassibile” (ed. theoria) sostiene che l’illuminazione è soprattutto una questione di tempo. infatti piove.
altre scuole di pensiero sostengono invece che la ricerca del nirvana è di per sé utopica, perché è inutile ricercare il nirvana se non lo si è perso.
questo ha dato da riflettere al professor klinksberg che in seguito pare abbia lasciato l’insegnamento per provare a convincere delle tende da sole a socializzare.
qui, ora, il dato positivo è che per essere novembre fa decisamente caldo.
in riva al lago una famiglia di germani reali (due genitori e tre piccoli, ribattezzati ‘qui, quo e cuius’, da non confondere con i tre gatti che vivono sui tetti davanti a casa mia, il cui nome è ispirato alla favola dei tre porcellini blues e che si chiamano ‘gimmi, sam e lovin’) mi guarda perplessa, come se la pioggia dipendesse da me e non dal fatto che la divinità climatica addetta alla gestione territoriale della zona in questo periodo sta provando a battere il record di temporali quotidiani dal pleistocene ad oggi, con il solo scopo di vantarsi al bar con gli amici.
altre scuole di pensiero sostengono invece che la ricerca del nirvana è di per sé utopica, perché è inutile ricercare il nirvana se non lo si è perso.
questo ha dato da riflettere al professor klinksberg che in seguito pare abbia lasciato l’insegnamento per provare a convincere delle tende da sole a socializzare.
qui, ora, il dato positivo è che per essere novembre fa decisamente caldo.
in riva al lago una famiglia di germani reali (due genitori e tre piccoli, ribattezzati ‘qui, quo e cuius’, da non confondere con i tre gatti che vivono sui tetti davanti a casa mia, il cui nome è ispirato alla favola dei tre porcellini blues e che si chiamano ‘gimmi, sam e lovin’) mi guarda perplessa, come se la pioggia dipendesse da me e non dal fatto che la divinità climatica addetta alla gestione territoriale della zona in questo periodo sta provando a battere il record di temporali quotidiani dal pleistocene ad oggi, con il solo scopo di vantarsi al bar con gli amici.
giovedì 3 luglio 2008
chiamatemi ismaele. ma anche eddie, va bene uguale.
un’equipe di esperti sta cercando di capire perché nella mia macchina c’è un tasso di umidità pari a quello del golfo del tonchino prima della stagione delle piogge.
dopo qualche ora di consulto arrivano alla conclusione che il microclima del golfo del tonchino ha semplicemente deciso di prendersi una vacanza da queste parti (adesso i microclimi sono molto più indipendenti di una volta, e disponendo di tempo libero girano amabilmente per il pianeta con dei pantaloni corti a righe e una macchina fotografica al collo).
per rendere meglio il concetto dopo qualche ora va in scena il diluvio universale parte seconda, con la sola differenza dal primo che, per questioni di bilancio, invece di una grande arca si è preferito organizzare dei corsi di nuoto.
io arrivo a casa, metto sullo stereo la sinfonia n. 5 di alexander morbinskij (detta la stocastica, perché non è altro che la messa in musica del test di kolmogorov-smirnov) nella partitura per archi, fionde e balestre, e mi ritiro nelle mie stanze a lucidare l’arpione.
il giorno dopo io e il gatto decidiamo che il pomeriggio va passato essenzialmente sotto il divano (sbaglierebbe chi vedesse in tutto ciò uno spirito di indolenza o inedia. il mio maestro spirituale sostiene che il contatto con la terra è essenziale per una vita equilibrata anche se, effettivamente, da sotto il divano è più difficile rispondere al telefono), oppure sul balcone a tirare graffette a chiunque parli in schwitzerdütch.
verso sera l’universo si assenta per qualche minuto, ma almeno ha la cortesia di lasciare un biglietto sulla scrivania per avvertire.
quando torna, mi infilo in una unità di misura della pressione e ci rimango fino a notte fonda.
un’equipe di esperti sta cercando di capire perché nella mia macchina c’è un tasso di umidità pari a quello del golfo del tonchino prima della stagione delle piogge.
dopo qualche ora di consulto arrivano alla conclusione che il microclima del golfo del tonchino ha semplicemente deciso di prendersi una vacanza da queste parti (adesso i microclimi sono molto più indipendenti di una volta, e disponendo di tempo libero girano amabilmente per il pianeta con dei pantaloni corti a righe e una macchina fotografica al collo).
per rendere meglio il concetto dopo qualche ora va in scena il diluvio universale parte seconda, con la sola differenza dal primo che, per questioni di bilancio, invece di una grande arca si è preferito organizzare dei corsi di nuoto.
io arrivo a casa, metto sullo stereo la sinfonia n. 5 di alexander morbinskij (detta la stocastica, perché non è altro che la messa in musica del test di kolmogorov-smirnov) nella partitura per archi, fionde e balestre, e mi ritiro nelle mie stanze a lucidare l’arpione.
il giorno dopo io e il gatto decidiamo che il pomeriggio va passato essenzialmente sotto il divano (sbaglierebbe chi vedesse in tutto ciò uno spirito di indolenza o inedia. il mio maestro spirituale sostiene che il contatto con la terra è essenziale per una vita equilibrata anche se, effettivamente, da sotto il divano è più difficile rispondere al telefono), oppure sul balcone a tirare graffette a chiunque parli in schwitzerdütch.
verso sera l’universo si assenta per qualche minuto, ma almeno ha la cortesia di lasciare un biglietto sulla scrivania per avvertire.
quando torna, mi infilo in una unità di misura della pressione e ci rimango fino a notte fonda.
mercoledì 25 giugno 2008
secondo una convenzione intergalattica sottoscritta dalla maggior parte delle specie aliene, gli ufi non possono invadere in massa un pianeta per non interferire con le specie di vita intelligenti che lo abitano.
quindi non capisco cosa stiano aspettando, ma probabilmente deve avere a che fare con i lemmings.
invece qualche giorno fa è iniziata la settimana internazionale del carboidrato: ho passato il mio tempo libero a monoalimentarmi con della pizza e a disegnare crop circle sul tappetino del bagno.
dopo l’ufficio invece uscivo di pattuglia sperando che gli ufi mi rapissero, ma visto che erano settimane che continuava a piovere come se ci fosse un domani ma fosse previsto cattivo tempo, non ho avuto molte speranze.
ho provato a contattare il call center clima ma rispondeva sempre la segreteria telefonica, in compenso al supermercato ho vinto un buono per calafatarmi i vestiti.
poi la stagione delle piogge ha subito una breve pausa, ma pare sia merito di un temporaneo allineamento planetario e del fatto che il dio della pioggia dovesse andare in bagno.
quindi domenica io e il mio maestro di riposizionamento strategico ci siamo trovati sui monti di legué per provare a ubriacarci di feldschlösschen (non funziona, lasciate perdere) pattugliare l’alto malcantone in elicottero (questo invece funziona, altrimenti è un casino) e a riflettere sull’opportunità di scrivere l’inno nazionale dell’abkhazia, o del nagorno karabakh, almeno fino a quando le divinità preposte al controllo del clima saranno distratte (ossia fino a quando non infilerò un costume per andare al lago).
la sera arrivo a casa, metto sullo stereo auferstanden aus ruinen nella partitura per grattugia inox e stendipanni, poi mi infilo nell’armadio.
la notte esco sul balcone e con la luce del telefono cellulare mando dei segnali luminosi agli ufi.
quindi non capisco cosa stiano aspettando, ma probabilmente deve avere a che fare con i lemmings.
invece qualche giorno fa è iniziata la settimana internazionale del carboidrato: ho passato il mio tempo libero a monoalimentarmi con della pizza e a disegnare crop circle sul tappetino del bagno.
dopo l’ufficio invece uscivo di pattuglia sperando che gli ufi mi rapissero, ma visto che erano settimane che continuava a piovere come se ci fosse un domani ma fosse previsto cattivo tempo, non ho avuto molte speranze.
ho provato a contattare il call center clima ma rispondeva sempre la segreteria telefonica, in compenso al supermercato ho vinto un buono per calafatarmi i vestiti.
poi la stagione delle piogge ha subito una breve pausa, ma pare sia merito di un temporaneo allineamento planetario e del fatto che il dio della pioggia dovesse andare in bagno.
quindi domenica io e il mio maestro di riposizionamento strategico ci siamo trovati sui monti di legué per provare a ubriacarci di feldschlösschen (non funziona, lasciate perdere) pattugliare l’alto malcantone in elicottero (questo invece funziona, altrimenti è un casino) e a riflettere sull’opportunità di scrivere l’inno nazionale dell’abkhazia, o del nagorno karabakh, almeno fino a quando le divinità preposte al controllo del clima saranno distratte (ossia fino a quando non infilerò un costume per andare al lago).
la sera arrivo a casa, metto sullo stereo auferstanden aus ruinen nella partitura per grattugia inox e stendipanni, poi mi infilo nell’armadio.
la notte esco sul balcone e con la luce del telefono cellulare mando dei segnali luminosi agli ufi.
mercoledì 18 giugno 2008
odio quando sopprimono i treni.
ma forse lo fanno per non farli soffrire.
ma forse lo fanno per non farli soffrire.
martedì 10 giugno 2008
scusate, ma ultimamente sono molto occupato con il comitato di salvaguardia contro gli ufi crudeli, visto che tocca uscire di pattuglia tutte le sere.
il fatto è che gli ufi approfittano delle partite di calcio per cercare di invadere i bar della zona, e allora dobbiamo essere molto attenti in modo da non correre rischi.
per chi non fosse molto esperto del gioco del calcio, noi del comitato abbiamo preparato un glossario pubblicato presso tutti i call center ufi e riportato qui, a cui vanno aggiunte le seguenti integrazioni, giusto per aiutarvi a capire cosa avviene durante le fasi di gioco.
prendere la traversa: metodo utilizzato da molti giocatori per evitare il traffico di centrocampo.
massima punizione: l’arbitro costringe i difensori ad ascoltare gigi d’alessio a tutto volume.
area di rigore: base di rigore per altezza di rigore
fuori gioco: la partita si sposta al di fuori del campo regolamentare
fuori gioco passivo: la partita si sposta al di fuori del campo regolamentare, ma i giocatori sono molto svogliati.
vertice dell’area: riunione dei più importanti giocatori delle due squadre.
cartellino: nelle varianti giallo e rosso, lemma derivato da ‘cardellino’ pennuto scelto come simbolo della lega internazionale arbitri.
uscita del portiere: il portiere viene espulso e va al bar a bere con gli amici.
uscita a vuoto del portiere: il portiere viene espulso e va al bar ma non trova nessuno.
intervallo: i calciatori smettono di giocare e vanno a studiare per 15 minuti.
respinta del portiere: ex fidanzata del portiere lasciata per una più giovane.
trattenuta: tassa sullo stipendio dei giocatori in caso di sconfitta.
libero: giocatore non fidanzato.
sfiorare la rete: dicesi di calciatori che hanno seguito lezioni di informatizzazione di base.
melina: piccolo frutto che i giocatori si passano ripetutamente.
parata spettacolare: sfilata dei giocatori vittoriosi dopo la partita.
tiro al volo: colpire la palla con un fucile di precisione.
tiro di esterno: la palla viene calciata da un giocatore di una terza squadra non in gioco.
palo: giocatore che avverte gli altri in caso di pericolo (da cui ‘colpire il ‘palo’ ossia metterlo in condizione di non nuocere).
cambiare fascia: in caso di infortunio, sostituire il bendaggio del giocatore sanguinante.
squadra allungata: attrezzo geometrico dagli angoli particolarmente acuti, utile per una diagonale più lunga.
mezz’ala: spuntino proteico da consumarsi durante l’intervallo.
cercare i tre punti: operazione indispensabile per trovare il cerchio di centrocampo.
tenere la difesa alta: eliminare i giocatori difensivi al di sotto dell’1 e 80.
recuperare il pallone: aiutare un giocatore famoso a perdere il peso in eccesso.
spazzare l’area: raccogliere le suppellettili che i tifosi buttano in campo durante la partita.
subire una rete: guardare passivamente italia uno.
colpo sotto: rapina a mano armata volta a violare un caveau (vedi anche: gol di rapina).
simulazione: partita giocata alla playstation.
vincere un contrasto: trovare una soluzione ottimale ai settaggi del monitor.
deviazione: distrarre gli avversari esponendo cartelli di lavori in corso davanti alla porta.
giocare in casa: vedere ‘simulazione’.
il fatto è che gli ufi approfittano delle partite di calcio per cercare di invadere i bar della zona, e allora dobbiamo essere molto attenti in modo da non correre rischi.
per chi non fosse molto esperto del gioco del calcio, noi del comitato abbiamo preparato un glossario pubblicato presso tutti i call center ufi e riportato qui, a cui vanno aggiunte le seguenti integrazioni, giusto per aiutarvi a capire cosa avviene durante le fasi di gioco.
prendere la traversa: metodo utilizzato da molti giocatori per evitare il traffico di centrocampo.
massima punizione: l’arbitro costringe i difensori ad ascoltare gigi d’alessio a tutto volume.
area di rigore: base di rigore per altezza di rigore
fuori gioco: la partita si sposta al di fuori del campo regolamentare
fuori gioco passivo: la partita si sposta al di fuori del campo regolamentare, ma i giocatori sono molto svogliati.
vertice dell’area: riunione dei più importanti giocatori delle due squadre.
cartellino: nelle varianti giallo e rosso, lemma derivato da ‘cardellino’ pennuto scelto come simbolo della lega internazionale arbitri.
uscita del portiere: il portiere viene espulso e va al bar a bere con gli amici.
uscita a vuoto del portiere: il portiere viene espulso e va al bar ma non trova nessuno.
intervallo: i calciatori smettono di giocare e vanno a studiare per 15 minuti.
respinta del portiere: ex fidanzata del portiere lasciata per una più giovane.
trattenuta: tassa sullo stipendio dei giocatori in caso di sconfitta.
libero: giocatore non fidanzato.
sfiorare la rete: dicesi di calciatori che hanno seguito lezioni di informatizzazione di base.
melina: piccolo frutto che i giocatori si passano ripetutamente.
parata spettacolare: sfilata dei giocatori vittoriosi dopo la partita.
tiro al volo: colpire la palla con un fucile di precisione.
tiro di esterno: la palla viene calciata da un giocatore di una terza squadra non in gioco.
palo: giocatore che avverte gli altri in caso di pericolo (da cui ‘colpire il ‘palo’ ossia metterlo in condizione di non nuocere).
cambiare fascia: in caso di infortunio, sostituire il bendaggio del giocatore sanguinante.
squadra allungata: attrezzo geometrico dagli angoli particolarmente acuti, utile per una diagonale più lunga.
mezz’ala: spuntino proteico da consumarsi durante l’intervallo.
cercare i tre punti: operazione indispensabile per trovare il cerchio di centrocampo.
tenere la difesa alta: eliminare i giocatori difensivi al di sotto dell’1 e 80.
recuperare il pallone: aiutare un giocatore famoso a perdere il peso in eccesso.
spazzare l’area: raccogliere le suppellettili che i tifosi buttano in campo durante la partita.
subire una rete: guardare passivamente italia uno.
colpo sotto: rapina a mano armata volta a violare un caveau (vedi anche: gol di rapina).
simulazione: partita giocata alla playstation.
vincere un contrasto: trovare una soluzione ottimale ai settaggi del monitor.
deviazione: distrarre gli avversari esponendo cartelli di lavori in corso davanti alla porta.
giocare in casa: vedere ‘simulazione’.
martedì 3 giugno 2008
da alcune indagini esperite presso un team di esperti in materia è appena emerso che per sistemare la schiena devo vendere un rene.
forse devo rivedere la mia strategia curativa.
lo zen e l’arte della manutenzione neuronale
desideroso di apprendere la natura del buddha, chen li (a causa di una differente traslitterazione dalla lingua originale, il nome si trova talvolta indicato come “cento lire”) si recò nella dimora di un grande saggio, maestro nella disciplina dell’inazione (wu wei) e nella derivata disciplina dell’azione entusiasta (orzo wei), famoso in tutta la nazione per i progressi spirituali dei suoi allievi.
il maestro lo fece meditare nel buio di casa sua per molte settimane, per stimolare la ricerca del buddha nello staccarsi dalle ingannevoli percezioni dei sensi.
non appena il maestro usò i soldi della retta per pagare le bollette arretrate dell’enel, chen li fu illuminato.
forse devo rivedere la mia strategia curativa.
lo zen e l’arte della manutenzione neuronale
desideroso di apprendere la natura del buddha, chen li (a causa di una differente traslitterazione dalla lingua originale, il nome si trova talvolta indicato come “cento lire”) si recò nella dimora di un grande saggio, maestro nella disciplina dell’inazione (wu wei) e nella derivata disciplina dell’azione entusiasta (orzo wei), famoso in tutta la nazione per i progressi spirituali dei suoi allievi.
il maestro lo fece meditare nel buio di casa sua per molte settimane, per stimolare la ricerca del buddha nello staccarsi dalle ingannevoli percezioni dei sensi.
non appena il maestro usò i soldi della retta per pagare le bollette arretrate dell’enel, chen li fu illuminato.
martedì 27 maggio 2008
italia, emergenza caldo. almeno è quello che sostengono alcuni giornalisti che hanno palesemente sbagliato pusher.
al di là del fatto che evidentemente ci deve essere un’anomalia gravissima se a fine maggio al sud fa discretamente caldo, vorrei anche far notare che questa mattina qui ci sono 16 gradi, piove da una settimana e i miei muscoli cervicali hanno deciso di prendersi una vacanza non retribuita su qualche isola del pacifico.
tutto questo tende a non agevolare la mia mobilità articolare, donandomi un’agilità pari ad una via di mezzo fra un cadavere mummificato e un bradipo con l’artrosi.
nel frattempo disquisisco con il gatto sul ruolo determinante di paulo isidoro in italia - brasile del mondiale 1982 e imposto un’esegesi sull’uso della parola ‘trasversale’ nelle telecronache di libano zanolari, cercando di raggiungere uno stato catatonico in cui muovo il collo il meno possibile (questa in effetti è la parte che mi viene meglio).
la sera, dopo aver constatato il fallimento del nimesulide come droga psicotropa, mi procuro copiose infiltrazioni di raìm del 2004 come miorilassante mentre prendo appuntamento con un ghiro pratico di massaggi on demand e furto aggravato che riceve al limitare del bosco qui di fianco (il concetto è che ti zampetta sulle scapole finché non riprendi a muovere il collo. oppure svieni, ma anche quella è una soluzione).
al di là del fatto che evidentemente ci deve essere un’anomalia gravissima se a fine maggio al sud fa discretamente caldo, vorrei anche far notare che questa mattina qui ci sono 16 gradi, piove da una settimana e i miei muscoli cervicali hanno deciso di prendersi una vacanza non retribuita su qualche isola del pacifico.
tutto questo tende a non agevolare la mia mobilità articolare, donandomi un’agilità pari ad una via di mezzo fra un cadavere mummificato e un bradipo con l’artrosi.
nel frattempo disquisisco con il gatto sul ruolo determinante di paulo isidoro in italia - brasile del mondiale 1982 e imposto un’esegesi sull’uso della parola ‘trasversale’ nelle telecronache di libano zanolari, cercando di raggiungere uno stato catatonico in cui muovo il collo il meno possibile (questa in effetti è la parte che mi viene meglio).
la sera, dopo aver constatato il fallimento del nimesulide come droga psicotropa, mi procuro copiose infiltrazioni di raìm del 2004 come miorilassante mentre prendo appuntamento con un ghiro pratico di massaggi on demand e furto aggravato che riceve al limitare del bosco qui di fianco (il concetto è che ti zampetta sulle scapole finché non riprendi a muovere il collo. oppure svieni, ma anche quella è una soluzione).
mercoledì 21 maggio 2008
ogni problema ha una risposta semplice, che di solito è sbagliata (f. cardini)
non sono morto (per lo meno, non credo. quantomeno sarebbe stupido che io continui ad alzarmi tutte le mattine per andare in ufficio. ma del resto, non è che io abbia mai fatto cose particolarmente intelligenti).
da qualche mese io, alcuni ufi non particolarmente crudeli e un paio di dolopi di passaggio di ritorno da alcune scorrerie* stiamo riflettendo sulla teoria della complessità e della sensibilità dei sistemi non lineari alle condizioni iniziali, per le quali, ad esempio, l’attuale politica estera italiana è intimamente legata alla penuria di spinacine negli scaffali dei supermercati (lo so, vi sembra incredibile. eppure se vi fermate a pensarci mi sembra sia evidente).
il problema è che occorre considerare le cose nel loro complesso; l’esempio classico è il problema dell’orologio di königsberg**:
si narra che immanuel kant uscisse di casa tutte le mattine alle cinque, e gli abitanti di königsberg regolassero l’ora sulle uscite del filosofo.
ora: questo è un tipico approccio semplicistico ad un problema complesso.
gli abitanti di königsberg non regolavano gli orologi sulla passeggiata di kant, ma erano parte attiva in un sistema complesso. questo perché gli abitanti di königsberg in origine non avevano orologi, così hanno dovuto costruire un sistema formato da strada, casa, carrozza a cavalli con filosofo incorporato perché segnasse il tempo.
il che significa che kant non era propriamente umano, bensì un ingranaggio dell'enorme orologio progettato da alois blumberg, borgomastro di königsberg affinché i suoi concittadini potessero sapere l'ora.
se ci fate caso, kant viene rottamato dopo la costruzione del campanile di königsberg, nel 1804.
la complessità dunque, significa un approccio sistemico ai problemi, tenendo conto di tutte le variabili e dei parametri implicati nel sistema, con particolare attenzione ai momenti di biforcazione (il sistema sceglie, in modo apparentemente casuale, uno stato piuttosto che un altro. la scelta, pure se non prevedibile, in realtà non è mai del tutto casuale, dipendendo da fattori comunque indagabili scientificamente. ad esempio, se in quello stato si sono appena tenute le elezioni, ecco che la scelta può apparire ovvia).
intorno alla teoria della complessità si sviluppano dispute accese fra coloro che sono a favore o contro il determinismo, e intorno alla natura continua della realtà.
nella dispensa “la realtà continua: nel prossimo capitolo” il professor sandor pamelo kraninsteen, docente di fisica applicata alla libera università di des moines (iowa), si domanda se la realtà debba essere considerata continua, come implicitamente considerato nella fisica classica e dal senso comune, oppure discreta, come sembra suggerire la meccanica quantistica e la teoria delle stringhe.
secondo le ricerche del professor kraninsteen, non solo la realtà non sarebbe affatto discreta, ma spesso meriterebbe una bella insufficienza.
sempre secondo kraninsteen, la teoria delle stringhe potrebbe essere presto superata da una teoria di campo unificata assai meno complicata, che viene studiata in molti laboratori di ricerca e che passerebbe sotto il nome di teoria del velcro.
* in realtà i dolopi non sono così interessati al problema, è che i treni per sciro sono piuttosto rari. anche quelli per ken, in realtà. quelli per le barbie, non saprei.
** se ci trovate un’assonanza con il problema dei ponti di königsberg, ci sarà un motivo (non ho idea di quale, ma insomma).
non sono morto (per lo meno, non credo. quantomeno sarebbe stupido che io continui ad alzarmi tutte le mattine per andare in ufficio. ma del resto, non è che io abbia mai fatto cose particolarmente intelligenti).
da qualche mese io, alcuni ufi non particolarmente crudeli e un paio di dolopi di passaggio di ritorno da alcune scorrerie* stiamo riflettendo sulla teoria della complessità e della sensibilità dei sistemi non lineari alle condizioni iniziali, per le quali, ad esempio, l’attuale politica estera italiana è intimamente legata alla penuria di spinacine negli scaffali dei supermercati (lo so, vi sembra incredibile. eppure se vi fermate a pensarci mi sembra sia evidente).
il problema è che occorre considerare le cose nel loro complesso; l’esempio classico è il problema dell’orologio di königsberg**:
si narra che immanuel kant uscisse di casa tutte le mattine alle cinque, e gli abitanti di königsberg regolassero l’ora sulle uscite del filosofo.
ora: questo è un tipico approccio semplicistico ad un problema complesso.
gli abitanti di königsberg non regolavano gli orologi sulla passeggiata di kant, ma erano parte attiva in un sistema complesso. questo perché gli abitanti di königsberg in origine non avevano orologi, così hanno dovuto costruire un sistema formato da strada, casa, carrozza a cavalli con filosofo incorporato perché segnasse il tempo.
il che significa che kant non era propriamente umano, bensì un ingranaggio dell'enorme orologio progettato da alois blumberg, borgomastro di königsberg affinché i suoi concittadini potessero sapere l'ora.
se ci fate caso, kant viene rottamato dopo la costruzione del campanile di königsberg, nel 1804.
la complessità dunque, significa un approccio sistemico ai problemi, tenendo conto di tutte le variabili e dei parametri implicati nel sistema, con particolare attenzione ai momenti di biforcazione (il sistema sceglie, in modo apparentemente casuale, uno stato piuttosto che un altro. la scelta, pure se non prevedibile, in realtà non è mai del tutto casuale, dipendendo da fattori comunque indagabili scientificamente. ad esempio, se in quello stato si sono appena tenute le elezioni, ecco che la scelta può apparire ovvia).
intorno alla teoria della complessità si sviluppano dispute accese fra coloro che sono a favore o contro il determinismo, e intorno alla natura continua della realtà.
nella dispensa “la realtà continua: nel prossimo capitolo” il professor sandor pamelo kraninsteen, docente di fisica applicata alla libera università di des moines (iowa), si domanda se la realtà debba essere considerata continua, come implicitamente considerato nella fisica classica e dal senso comune, oppure discreta, come sembra suggerire la meccanica quantistica e la teoria delle stringhe.
secondo le ricerche del professor kraninsteen, non solo la realtà non sarebbe affatto discreta, ma spesso meriterebbe una bella insufficienza.
sempre secondo kraninsteen, la teoria delle stringhe potrebbe essere presto superata da una teoria di campo unificata assai meno complicata, che viene studiata in molti laboratori di ricerca e che passerebbe sotto il nome di teoria del velcro.
* in realtà i dolopi non sono così interessati al problema, è che i treni per sciro sono piuttosto rari. anche quelli per ken, in realtà. quelli per le barbie, non saprei.
** se ci trovate un’assonanza con il problema dei ponti di königsberg, ci sarà un motivo (non ho idea di quale, ma insomma).
martedì 13 maggio 2008
la notte che bruciammo chrome, avevo altro da fare
ci hanno cresciuto spiegandoci che con molto impegno e tanti sacrifici avremmo potuto ottenere qualcosa nella vita. i nostri genitori erano fieri che con molti sforzi e partendo più o meno dal nulla, fossero riusciti a farci andare all’università.
adesso abbiamo superato i 30 anni, abbiamo le nostre lauree con lode, esperienze di lavoro da call center e siamo troppo vecchi o troppo qualificati perché ci possano assumere per qualsiasi lavoro remunerativo, tipo l’idraulico o il dentista; e non abbiamo nemmeno un padre notaio o industriale da cui ereditare l’attività.
siamo precari oppure abbiamo uno stipendio da fame, molto più spesso entrambe le cose: non riusciamo a mantenere noi stessi, figuriamoci un figlio.
le altre generazioni avevano delle speranze che noi, ad essere obiettivi, non possiamo neanche permetterci.
siamo la prima generazione a non avere neanche dei sogni da poterci distruggere da soli. (op. cit)*
io e il gatto giochiamo a dsm-iv per far passare il tempo (il mio maestro di ikebana neuronale sostiene che l’unico metodo efficace per far passare il tempo sia spostarsi, ma questo richiederebbe un’esperienza nel campo delle smaterializzazioni che ancora mi manca) e ogni tanto lanciamo delle graffette sui turisti dal balcone del quinto piano, tranne che su quelli che portano la maglia di tranquillo barnetta (il mio maestro di ikeabana neuronale sostiene che ogni tanto è utile assecondare le proprie perversioni, tipo vedere il telegiornale in romancio, o ascoltare l’anthology di lyle lovett)**.
nel frattempo gioco a mischiare le disposizioni dei tavolati interni*** di un appartamento (niente di grave, è di un ingegnere informatico: con tutta probabilità il suo architetto di riferimento è von neumann).
uscito dall’ufficio, passo la serata a guardare il lago canticchiando piano tomorrow pinball in loop. a volte, invece, faccio cose senza senso.
* questa cosa sembra scritta dagli sceneggiatori di muccino, e invece no. si capisce che non l’hanno scritta gli sceneggiatori di muccino dal fatto che a) non ha inflessioni romanesche e b) tutto sommato ha un senso.
** attualmente il mio maestro di ikebana neuronale è un frullatore a cinque velocità, ma sostenere che questo infici le sue teorie mi sembra un’argomentazione troppo ad personam.
*** la domanda che potrebbe nascere in alcune menti ingenue è perché un epistemologo dovrebbe occuparsi di tavolati interni. beh, è ovvio. il fatto è che il gatto dopo un po’ si stufa, e qualcuno lo deve sostituire.
ci hanno cresciuto spiegandoci che con molto impegno e tanti sacrifici avremmo potuto ottenere qualcosa nella vita. i nostri genitori erano fieri che con molti sforzi e partendo più o meno dal nulla, fossero riusciti a farci andare all’università.
adesso abbiamo superato i 30 anni, abbiamo le nostre lauree con lode, esperienze di lavoro da call center e siamo troppo vecchi o troppo qualificati perché ci possano assumere per qualsiasi lavoro remunerativo, tipo l’idraulico o il dentista; e non abbiamo nemmeno un padre notaio o industriale da cui ereditare l’attività.
siamo precari oppure abbiamo uno stipendio da fame, molto più spesso entrambe le cose: non riusciamo a mantenere noi stessi, figuriamoci un figlio.
le altre generazioni avevano delle speranze che noi, ad essere obiettivi, non possiamo neanche permetterci.
siamo la prima generazione a non avere neanche dei sogni da poterci distruggere da soli. (op. cit)*
io e il gatto giochiamo a dsm-iv per far passare il tempo (il mio maestro di ikebana neuronale sostiene che l’unico metodo efficace per far passare il tempo sia spostarsi, ma questo richiederebbe un’esperienza nel campo delle smaterializzazioni che ancora mi manca) e ogni tanto lanciamo delle graffette sui turisti dal balcone del quinto piano, tranne che su quelli che portano la maglia di tranquillo barnetta (il mio maestro di ikeabana neuronale sostiene che ogni tanto è utile assecondare le proprie perversioni, tipo vedere il telegiornale in romancio, o ascoltare l’anthology di lyle lovett)**.
nel frattempo gioco a mischiare le disposizioni dei tavolati interni*** di un appartamento (niente di grave, è di un ingegnere informatico: con tutta probabilità il suo architetto di riferimento è von neumann).
uscito dall’ufficio, passo la serata a guardare il lago canticchiando piano tomorrow pinball in loop. a volte, invece, faccio cose senza senso.
* questa cosa sembra scritta dagli sceneggiatori di muccino, e invece no. si capisce che non l’hanno scritta gli sceneggiatori di muccino dal fatto che a) non ha inflessioni romanesche e b) tutto sommato ha un senso.
** attualmente il mio maestro di ikebana neuronale è un frullatore a cinque velocità, ma sostenere che questo infici le sue teorie mi sembra un’argomentazione troppo ad personam.
*** la domanda che potrebbe nascere in alcune menti ingenue è perché un epistemologo dovrebbe occuparsi di tavolati interni. beh, è ovvio. il fatto è che il gatto dopo un po’ si stufa, e qualcuno lo deve sostituire.
martedì 6 maggio 2008
affinità/divergenze fra il compagno fratel coniglietto e noi, dal conseguimento della maggiore età (o del non dare confidenza al primo approccio)
io: e così saresti un terapeuta
xx: una specie. in realtà qualcosa di più
io: petapeuta? exapeuta?
xx: …
nel frattempo ho litigato con alcune divinità a tempo determinato (la nuova legge prevede la precarizzazione di alcune divinità per favorire la ripresa dell’economia di asgaard) e mi hanno mandato l’invasione di formiche (per problemi di bilancio avevano finito le cavallette) e la tramutazione dell’acqua in corvo rosso (non avrai il mio scalpo).
poi ha smesso di piovere, e in fondo, è già qualcosa.
io: e così saresti un terapeuta
xx: una specie. in realtà qualcosa di più
io: petapeuta? exapeuta?
xx: …
nel frattempo ho litigato con alcune divinità a tempo determinato (la nuova legge prevede la precarizzazione di alcune divinità per favorire la ripresa dell’economia di asgaard) e mi hanno mandato l’invasione di formiche (per problemi di bilancio avevano finito le cavallette) e la tramutazione dell’acqua in corvo rosso (non avrai il mio scalpo).
poi ha smesso di piovere, e in fondo, è già qualcosa.
giovedì 24 aprile 2008
è un periodo che ho l’agilità mentale di un diplodoco in via d’estinzione*.
il mio maestro spirituale è in crisi mistica e tende a nascondersi verso il fondo della vetrina, quindi non mi resta che chiedere preziosi consigli alle pannocchie, che però tendono a non rispondere.
secondo un oracolo di mia fiducia che legge il futuro nei fondi neri di parmalat(ma non disdegna la letteratura contemporanea, comunque), pare che tutto questo sia dovuto ad alcune negative congiunzioni planetarie, oltre all’influenza di marte in prima casa (marte, se leggi qui, prendi almeno del paracetamolo che magari passa tutto) e di giove in ufficio.
io non so, per non sbagliare metto sullo stereo la sonata in sol minore (ossia tendente al nuvoloso) di kaspar bresinskij, nella partitura per viola, altri colori freddi a caso e tostapane elettrico, poi mi chiudo nell’armadio.
*occhei, occhei. è un periodo piuttosto lungo.
causa manutenzione neuronale, questo blog si trasferisce temporaneamente su un altro piano astrale (tipo il quinto, che ci hanno detto che dal terrazzo c’è una vista migliore)
ci troviamo dopo il ponte (nel bar all’angolo. io sono quello con la birra. un giro lo pagate voi, sia chiaro. ma anche una birra. se invece non volete entrare, almeno fate ciao con la manina).
il mio maestro spirituale è in crisi mistica e tende a nascondersi verso il fondo della vetrina, quindi non mi resta che chiedere preziosi consigli alle pannocchie, che però tendono a non rispondere.
secondo un oracolo di mia fiducia che legge il futuro nei fondi neri di parmalat(ma non disdegna la letteratura contemporanea, comunque), pare che tutto questo sia dovuto ad alcune negative congiunzioni planetarie, oltre all’influenza di marte in prima casa (marte, se leggi qui, prendi almeno del paracetamolo che magari passa tutto) e di giove in ufficio.
io non so, per non sbagliare metto sullo stereo la sonata in sol minore (ossia tendente al nuvoloso) di kaspar bresinskij, nella partitura per viola, altri colori freddi a caso e tostapane elettrico, poi mi chiudo nell’armadio.
*occhei, occhei. è un periodo piuttosto lungo.
causa manutenzione neuronale, questo blog si trasferisce temporaneamente su un altro piano astrale (tipo il quinto, che ci hanno detto che dal terrazzo c’è una vista migliore)
ci troviamo dopo il ponte (nel bar all’angolo. io sono quello con la birra. un giro lo pagate voi, sia chiaro. ma anche una birra. se invece non volete entrare, almeno fate ciao con la manina).
lunedì 21 aprile 2008
il mio cervello stava cercando di addormentarsi con delle scuse implausibili, tipo un debito di sonno pari all’attuale prodotto interno lordo della cina, quando all’improvviso il mio universo collassa.
in una realtà a molteplici universi, nel caso in cui non si disponga di un buon defibrillatore per universi, è buona norma spostarsi in un universo più consono, o quanto meno un po’ più in salute.
il che significa che quando una visione del mondo collassa, il più delle volte si può semplicemente limitarsi ad ignorare il problema, o almeno così sostengono alcuni gnomi* che partecipano al corso di atarassia della domenica sera.
in realtà il mio attuale maestro di atarassia (una betulla che vive in un bosco qui vicino) sostiene che non sia una strategia intelligente dare ascolto agli gnomi. del resto io non ho idea di cosa sia una strategia intelligente (tra l’altro un’equipe di esperti ha dimostrato che non sono in grado di passare un test di turing, e di conseguenza mi viene anche negata la possibilità di iscrivermi al turing club italiano, che fornisce una tessera con sconti e agevolazioni su viaggi e alberghi in prossimità delle maggiori facoltà di cibernetica in tutta europa).
il mattino dopo piove in tutti gli universi possibili, e questa mi sembra una presa di posizione abbastanza precisa.
provo a chiamare il call center clima ma mi risponde un geometra delle svalbard, e allora lascio perdere e cerco di addormentarmi sulla scrivania.
*qualcuno in passato ha avanzato dei dubbi sull’esistenza degli gnomi. ora, la dimostrazione dell’esistenza degli gnomi è cosa ovvia, ma posso riportarla qui per brevità: gli gnomi hanno la caratteristica intrinseca di non farsi vedere dagli esseri umani. se ne deduce che se gli gnomi esistono, non si devono far vedere dagli umani. poiché nessun umano ha mai potuto dimostrare di aver visto uno gnomo, ne consegue che gli gnomi esistono necessariamente. tra le altre cose questo li differenzia dagli ufi che non solo si fanno vedere dagli esseri umani, ma a volte gli fregano anche la birra quando si distraggono.
a portrait of the artist as a young idiot
io: guarda che qui i gruppi che suonano nei locali li pagano una miseria
xx: lo so, noi siamo in sei e ci hanno proposto una serata a 250 euro. il nostro batterista è di crema, per venire qui ci mette quasi due ore, figurati se si muove per così poco.
io: perché non provate con uno di cioccolato, che magari ci mette meno?
xx: sei un cretino
in una realtà a molteplici universi, nel caso in cui non si disponga di un buon defibrillatore per universi, è buona norma spostarsi in un universo più consono, o quanto meno un po’ più in salute.
il che significa che quando una visione del mondo collassa, il più delle volte si può semplicemente limitarsi ad ignorare il problema, o almeno così sostengono alcuni gnomi* che partecipano al corso di atarassia della domenica sera.
in realtà il mio attuale maestro di atarassia (una betulla che vive in un bosco qui vicino) sostiene che non sia una strategia intelligente dare ascolto agli gnomi. del resto io non ho idea di cosa sia una strategia intelligente (tra l’altro un’equipe di esperti ha dimostrato che non sono in grado di passare un test di turing, e di conseguenza mi viene anche negata la possibilità di iscrivermi al turing club italiano, che fornisce una tessera con sconti e agevolazioni su viaggi e alberghi in prossimità delle maggiori facoltà di cibernetica in tutta europa).
il mattino dopo piove in tutti gli universi possibili, e questa mi sembra una presa di posizione abbastanza precisa.
provo a chiamare il call center clima ma mi risponde un geometra delle svalbard, e allora lascio perdere e cerco di addormentarmi sulla scrivania.
*qualcuno in passato ha avanzato dei dubbi sull’esistenza degli gnomi. ora, la dimostrazione dell’esistenza degli gnomi è cosa ovvia, ma posso riportarla qui per brevità: gli gnomi hanno la caratteristica intrinseca di non farsi vedere dagli esseri umani. se ne deduce che se gli gnomi esistono, non si devono far vedere dagli umani. poiché nessun umano ha mai potuto dimostrare di aver visto uno gnomo, ne consegue che gli gnomi esistono necessariamente. tra le altre cose questo li differenzia dagli ufi che non solo si fanno vedere dagli esseri umani, ma a volte gli fregano anche la birra quando si distraggono.
a portrait of the artist as a young idiot
io: guarda che qui i gruppi che suonano nei locali li pagano una miseria
xx: lo so, noi siamo in sei e ci hanno proposto una serata a 250 euro. il nostro batterista è di crema, per venire qui ci mette quasi due ore, figurati se si muove per così poco.
io: perché non provate con uno di cioccolato, che magari ci mette meno?
xx: sei un cretino
mercoledì 16 aprile 2008
una volta qui era tutta campagna acquisti
(è bello perché i farmacisti non ti dicono ‘cretino’ (cioè, si limitano a pensarlo))
io - non ho la febbre, però ho la tosse, mi brucia la gola, mi fanno male le orecchie, insomma, un po’ tutto.
farmacista - probabilmente sei solo un po’ intasato, ti posso dare un fluidificante.
io - non ha un mediano di spinta o un terzino dai piedi buoni?
farmacista - …
io - vabbè, allora va bene il fluidificante.
(è bello perché i farmacisti non ti dicono ‘cretino’ (cioè, si limitano a pensarlo))
io - non ho la febbre, però ho la tosse, mi brucia la gola, mi fanno male le orecchie, insomma, un po’ tutto.
farmacista - probabilmente sei solo un po’ intasato, ti posso dare un fluidificante.
io - non ha un mediano di spinta o un terzino dai piedi buoni?
farmacista - …
io - vabbè, allora va bene il fluidificante.
giovedì 10 aprile 2008
stavo cercando di montare una scrivania porta computer con il cacciavite di barbie (esistono anche occupazioni peggiori, eh, tipo fondere del nescafe nel forno a microonde*) quando all’improvviso mi è apparso il coro dell’armata rossa che cantava the tide is high dei paragons, con alcuni imbarazzanti difetti di pronuncia**.
due giorni dopo il foreign office fa sapere che ci sono focolai di rivolta nella mia gola e l’unico modo per venirne a capo è ingurgitare un barile di paracetamolo in polvere, oppure boicottare le olimpiadi.
io credo che le due cose siano legate.
stamattina arrivo in ufficio e trovo un paio di inuit che probabilmente hanno corrotto il gatto con del pesce crudo e vorrebbero indicazioni per la penisola di seward (sostengono che visto il clima non può essere tanto lontana. almeno credo, non è che abbia tutta questa dimestichezza con il qawiaraq).
mi invento un paio di scuse lì per lì (lì quadro) e li lascio con il gatto mentre io ordino una confezione da due chili di borocillina e mi chiudo in un cassetto della scrivania.
no, dico, datemi una buona ragione per salvare l’universo.
* per quanto possa sembrare strano, io non l'ho mai fatto. ma solo perchè non ho mai avuto un microonde.
** ovviamente era un segno divino per dirmi di smettere immediatamente. la scrivania poi l'ha montata una persona seria. il che mi esclude a priori, credo.
ultim’ora
da alcune indiscrezioni provenienti da ambienti vicini alla federcalcio, pare che il successore designato al posto di roberto donadoni sulla panchina della nazionale italiana dopo gli europei sia l’ex allenatore dell’under 21 claudio gentile, oppure suo fratello ace.
due giorni dopo il foreign office fa sapere che ci sono focolai di rivolta nella mia gola e l’unico modo per venirne a capo è ingurgitare un barile di paracetamolo in polvere, oppure boicottare le olimpiadi.
io credo che le due cose siano legate.
stamattina arrivo in ufficio e trovo un paio di inuit che probabilmente hanno corrotto il gatto con del pesce crudo e vorrebbero indicazioni per la penisola di seward (sostengono che visto il clima non può essere tanto lontana. almeno credo, non è che abbia tutta questa dimestichezza con il qawiaraq).
mi invento un paio di scuse lì per lì (lì quadro) e li lascio con il gatto mentre io ordino una confezione da due chili di borocillina e mi chiudo in un cassetto della scrivania.
no, dico, datemi una buona ragione per salvare l’universo.
* per quanto possa sembrare strano, io non l'ho mai fatto. ma solo perchè non ho mai avuto un microonde.
** ovviamente era un segno divino per dirmi di smettere immediatamente. la scrivania poi l'ha montata una persona seria. il che mi esclude a priori, credo.
ultim’ora
da alcune indiscrezioni provenienti da ambienti vicini alla federcalcio, pare che il successore designato al posto di roberto donadoni sulla panchina della nazionale italiana dopo gli europei sia l’ex allenatore dell’under 21 claudio gentile, oppure suo fratello ace.
mercoledì 2 aprile 2008
dopo aver questionato con delle forme di vita intelligenti provenienti dal mio frigorifero sull’opportunità di cucinare qualcosa di anche vagamente commestibile, martedì sera sono stato alla riunione del comitato di controllo per la salvaguardia dagli ufi.
la riunione di martedì era incentrata sul libro “come salvare il pianeta in quattro mosse” in cui aldiprando arnesson analizza in alcuni capitoli il problema degli ufi crudeli e i possibili rimedi da adottare (anche se il mio rimedio preferito rimangono sempre gli gnocchi al ragù fatti in casa). altri metodi come il feroce combattimento™, secondo noi andrebbero adottati a distanza, che so, tipo che versi 5 euri al mese a una onlus.
nel suo secondo libro “sì, ma esiste un motivo sensato per farlo?” aldiprando arnesson si concentra più sulle ragioni etiche a cui rimandano i rimedi adottati, anche se a dire la verità molti al comitato cominciano a convergere sulle posizioni che arnesson verrà ad assumere nel suo terzo e definitivo libro intitolato “no”.
ci sarebbe anche un quarto libro intitolato "anche perchè ho lasciato il gatto sulla pentola a pressione e la metropolitana in seconda fila", ma alcuni critici sostengono che in quest'ultima opera la prosa di arnesson sia meno rigorosa dal punto di vista scientifico.
poi siamo usciti di pattuglia per alcuni minuti, almeno finché non ci siamo chiusi in un bar a bere monte di colore (il comitato di controllo per la salvaguardia dagli ufi tiene molto alle forme di politically correctness) da cui ci hanno cacciato quando abbiamo cercato di pagare con la carta di credito di spennacchiotto.
ultim’ora
una catena di supermercati ha annunciato con una conferenza stampa il lancio di una nuova campagna pubblicitaria volta alla sensibilizzazione verso il ruolo della donna nella società contemporanea, che avrà come claim lo slogan no woman no crai
la riunione di martedì era incentrata sul libro “come salvare il pianeta in quattro mosse” in cui aldiprando arnesson analizza in alcuni capitoli il problema degli ufi crudeli e i possibili rimedi da adottare (anche se il mio rimedio preferito rimangono sempre gli gnocchi al ragù fatti in casa). altri metodi come il feroce combattimento™, secondo noi andrebbero adottati a distanza, che so, tipo che versi 5 euri al mese a una onlus.
nel suo secondo libro “sì, ma esiste un motivo sensato per farlo?” aldiprando arnesson si concentra più sulle ragioni etiche a cui rimandano i rimedi adottati, anche se a dire la verità molti al comitato cominciano a convergere sulle posizioni che arnesson verrà ad assumere nel suo terzo e definitivo libro intitolato “no”.
ci sarebbe anche un quarto libro intitolato "anche perchè ho lasciato il gatto sulla pentola a pressione e la metropolitana in seconda fila", ma alcuni critici sostengono che in quest'ultima opera la prosa di arnesson sia meno rigorosa dal punto di vista scientifico.
poi siamo usciti di pattuglia per alcuni minuti, almeno finché non ci siamo chiusi in un bar a bere monte di colore (il comitato di controllo per la salvaguardia dagli ufi tiene molto alle forme di politically correctness) da cui ci hanno cacciato quando abbiamo cercato di pagare con la carta di credito di spennacchiotto.
ultim’ora
una catena di supermercati ha annunciato con una conferenza stampa il lancio di una nuova campagna pubblicitaria volta alla sensibilizzazione verso il ruolo della donna nella società contemporanea, che avrà come claim lo slogan no woman no crai
mercoledì 26 marzo 2008
è risotto come aveva detto, alleluia (mt 28,6) part iii
giro per il balcone dell’ufficio con in mano un’antenna portatile (cioè, lo è diventata dopo l’intervento di alcune raffiche di vento molto mirate) mentre, coperto da un lenzuolo, faccio il mio numero della statua della libertà cercando di impressionare il gatto. ad ogni modo, nonostante tutti i miei tentativi, non sono riuscito a prendere la tsi. però forse ho preso il raffreddore, non so se vale.
il mio maestro spirituale sostiene che uno dei segreti per una vita felice sia travestirsi ogni tanto da secret squirrell e mangiare più pannocchie possibili. occorre anche dire che il mio attuale maestro spirituale è un coniglio che vive in una vetrina del centro, quindi forse la cosa delle pannocchie va presa un po’ con le pinze.
la sera arrivo a casa, metto sullo stereo miles gloriosus davis, nella partitura per stendipanni preparato e tramontana, poi lancio una campagna di sensibilizzazione contro il piattume che invade l’universo, ma specialmente il mio lavandino.
alvar aalto gradimento
io: non capisco perché gli architetti si ostinano a progettare delle case con un vano accessorio. cioè, se è vano, perché ce lo metti?
xx: sei un cretino
giro per il balcone dell’ufficio con in mano un’antenna portatile (cioè, lo è diventata dopo l’intervento di alcune raffiche di vento molto mirate) mentre, coperto da un lenzuolo, faccio il mio numero della statua della libertà cercando di impressionare il gatto. ad ogni modo, nonostante tutti i miei tentativi, non sono riuscito a prendere la tsi. però forse ho preso il raffreddore, non so se vale.
il mio maestro spirituale sostiene che uno dei segreti per una vita felice sia travestirsi ogni tanto da secret squirrell e mangiare più pannocchie possibili. occorre anche dire che il mio attuale maestro spirituale è un coniglio che vive in una vetrina del centro, quindi forse la cosa delle pannocchie va presa un po’ con le pinze.
la sera arrivo a casa, metto sullo stereo miles gloriosus davis, nella partitura per stendipanni preparato e tramontana, poi lancio una campagna di sensibilizzazione contro il piattume che invade l’universo, ma specialmente il mio lavandino.
alvar aalto gradimento
io: non capisco perché gli architetti si ostinano a progettare delle case con un vano accessorio. cioè, se è vano, perché ce lo metti?
xx: sei un cretino
giovedì 20 marzo 2008
ogni tanto qualcuno mi chiede consigli per i nomi da dare a gatti o animali in genere (io adoro dare i nomi agli animali, ma poi non mi ascolta mai nessuno. neanche gli animali, per dire).
quindi ecco una lista di alcuni nomi possibili per il vostro animale domestico, sennò smettetela di chiedere consigli a me, e cercatevi il nome sulle pagine gialle (io adotterò un animale domestico solo il giorno in cui lui avrà delle idee su come pagarsi il cibo e l’affitto).
socioaci
kamchakta
gregorio settimo milanese
horatio nelson
grande spirito
universo
seatibiza
bolivia (newton john)
allotropo
annunziato
gioitempest
papagiovanni xxiv
valdir peres
metrebus
(alcune possibili frasi da usare in eventi mondani o, a scelta, in rinomati centri di igiene mentale)
- sì, io sono socio aci, e anche il mio gatto
- sono molto religioso, papa giovanni mi appare sul letto tutte le notti
- se non torno a casa presto stasera la bolivia muore di fame
- odio quando l'universo mi sale sul divano
- le pulci hanno dichiarato guerra alla kamchakta
- devo portare seatibiza dal veterinario
- sono disperato, è morto horatio nelson
- gioitempest ha una voce orribile
- stamattina il grande spirito ha vomitato sul tappeto
- valdir peres non teneva una palla neanche per sbaglio
quindi ecco una lista di alcuni nomi possibili per il vostro animale domestico, sennò smettetela di chiedere consigli a me, e cercatevi il nome sulle pagine gialle (io adotterò un animale domestico solo il giorno in cui lui avrà delle idee su come pagarsi il cibo e l’affitto).
socioaci
kamchakta
gregorio settimo milanese
horatio nelson
grande spirito
universo
seatibiza
bolivia (newton john)
allotropo
annunziato
gioitempest
papagiovanni xxiv
valdir peres
metrebus
(alcune possibili frasi da usare in eventi mondani o, a scelta, in rinomati centri di igiene mentale)
- sì, io sono socio aci, e anche il mio gatto
- sono molto religioso, papa giovanni mi appare sul letto tutte le notti
- se non torno a casa presto stasera la bolivia muore di fame
- odio quando l'universo mi sale sul divano
- le pulci hanno dichiarato guerra alla kamchakta
- devo portare seatibiza dal veterinario
- sono disperato, è morto horatio nelson
- gioitempest ha una voce orribile
- stamattina il grande spirito ha vomitato sul tappeto
- valdir peres non teneva una palla neanche per sbaglio
lunedì 17 marzo 2008
verso le cinque e trenta del mattino una pletora di animali cinguettanti fischiettano la melodia de il ponte sul fiume kwai (un film sull’insensatezza della guerra in cui dei militari giapponesi costringono dei prigionieri a costruire un ponte su di un impermeabile da tasca spacciandolo per un fiume).
visto che grazie a trenitalia, dopo aver passato il sabato sera a recitare poesie come la pioggia nel pigneto e a cercare stelle cadenti nella notte di san lorenzo, domenica ho esaurito il bonus di bestemmie per l’intero decennio*, decido di non infierire sui pennuti.
arrivo in ufficio e un controllore di trenitalia travestito da tecnico dell’ascensore mi informa che a causa di un problema tecnico dovrò farmi 5 piani di scale a piedi.
mi faccio aprire la porta dal gatto e vado in cerca del certificato di infermità mentale che tengo nel cassetto della scrivania, insieme al germano reale e al poster di bertoni e derticya.
* se qualcuno avesse notato un insolito sovraffollamento di santi e madonne sulla metro b** intorno alle 20 di domenica sera, ecco, non era una coda folcloristica della domenica delle palme. già che ci siamo: se qualcuno avesse un video di me che prendo a calci delle innocenti porte della metropolitana sotto lo sguardo attonito degli astanti, è pregato di distruggerlo.
** chiamata anche lineare b dagli studiosi per la sovrabbondanza di misteriosi cartelli atti a far percorrere all’utente il percorso più lungo possibile per arrivare all’uscita sbagliata.
ultim’ora
secondo alcuni recenti studi di johnathan materson, docente di psicologia applicata e strategie adattive alla libera università di des moines (iowa) nonché autore del libro “avere il mondo ai tuoi piedi ti invoglia a calpestarlo” pare che la risposta corretta per chi viene sottoposto al test di rorschach sia quella di chiedere uno smacchiatore.
visto che grazie a trenitalia, dopo aver passato il sabato sera a recitare poesie come la pioggia nel pigneto e a cercare stelle cadenti nella notte di san lorenzo, domenica ho esaurito il bonus di bestemmie per l’intero decennio*, decido di non infierire sui pennuti.
arrivo in ufficio e un controllore di trenitalia travestito da tecnico dell’ascensore mi informa che a causa di un problema tecnico dovrò farmi 5 piani di scale a piedi.
mi faccio aprire la porta dal gatto e vado in cerca del certificato di infermità mentale che tengo nel cassetto della scrivania, insieme al germano reale e al poster di bertoni e derticya.
* se qualcuno avesse notato un insolito sovraffollamento di santi e madonne sulla metro b** intorno alle 20 di domenica sera, ecco, non era una coda folcloristica della domenica delle palme. già che ci siamo: se qualcuno avesse un video di me che prendo a calci delle innocenti porte della metropolitana sotto lo sguardo attonito degli astanti, è pregato di distruggerlo.
** chiamata anche lineare b dagli studiosi per la sovrabbondanza di misteriosi cartelli atti a far percorrere all’utente il percorso più lungo possibile per arrivare all’uscita sbagliata.
ultim’ora
secondo alcuni recenti studi di johnathan materson, docente di psicologia applicata e strategie adattive alla libera università di des moines (iowa) nonché autore del libro “avere il mondo ai tuoi piedi ti invoglia a calpestarlo” pare che la risposta corretta per chi viene sottoposto al test di rorschach sia quella di chiedere uno smacchiatore.
lunedì 10 marzo 2008
il comitato centrale di sicurezza per la salvaguardia del pianeta e per il controllo delle attività degli ufi sta vagliando alcuni messaggi ricevuti da una civiltà aliena che conterrebbero il messaggio finale sul senso della vita sul nostro pianeta.
ovviamente si è subito scatenato un dibattito sull’autenticità del messaggio e sull’opportunità dei divulgarlo (secondo alcune teorie antropologiche, la specie homo sapiens preferisce ignorare alcune cose fondamentali per la sua esistenza, anche se queste cose potrebbero in un futuro portarla all’estinzione. sempre secondo le stesse teorie, non è detto che questa sia una politica sbagliata).
comunque alcuni detrattori sostengono che i messaggi ricevuti non riguardino il senso della vita sul pianeta terra, ma che si tratti in realtà delle istruzioni in svedese per montare un armadio a doppia anta.
pochi sono stati in grado di porsi la domanda corretta dal punto di vista olistico, ossia dove sta scritto che le due cose non possano coincidere.
io resto ore a guardare la pioggia che cade sui balconi e in pausa pranzo provo a catalogare nuove forme di grigio da rivendere alla pantone® in modo da diventare ricco entro il prossimo millennio. nel frattempo cerco di convincere alcune formiche a lasciare libero il soggiorno (non sono cattivo, però, dico, volete usare casa? possiamo parlarne, ma almeno pagate la vostra quota di affitto).
poi ho di nuovo uno stereo, e la sera ascolto sassofonisti in grado di esprimersi liberamente negli stili cool jazz, acid jazz e panta jazz.
ovviamente si è subito scatenato un dibattito sull’autenticità del messaggio e sull’opportunità dei divulgarlo (secondo alcune teorie antropologiche, la specie homo sapiens preferisce ignorare alcune cose fondamentali per la sua esistenza, anche se queste cose potrebbero in un futuro portarla all’estinzione. sempre secondo le stesse teorie, non è detto che questa sia una politica sbagliata).
comunque alcuni detrattori sostengono che i messaggi ricevuti non riguardino il senso della vita sul pianeta terra, ma che si tratti in realtà delle istruzioni in svedese per montare un armadio a doppia anta.
pochi sono stati in grado di porsi la domanda corretta dal punto di vista olistico, ossia dove sta scritto che le due cose non possano coincidere.
io resto ore a guardare la pioggia che cade sui balconi e in pausa pranzo provo a catalogare nuove forme di grigio da rivendere alla pantone® in modo da diventare ricco entro il prossimo millennio. nel frattempo cerco di convincere alcune formiche a lasciare libero il soggiorno (non sono cattivo, però, dico, volete usare casa? possiamo parlarne, ma almeno pagate la vostra quota di affitto).
poi ho di nuovo uno stereo, e la sera ascolto sassofonisti in grado di esprimersi liberamente negli stili cool jazz, acid jazz e panta jazz.
martedì 4 marzo 2008
ultim’ora
wayne maloney, milionario del montana, ha annunciato che correrà da indipendente per le presidenziali statunitensi del 2008 con un programma basato interamente sulla drastica riduzione della settimana lavorativa.
i sondaggi lo danno in forte rimonta, soprattutto dopo la presentazione del claim della sua campagna elettorale che sarà: yes, weekend
traslochi
io - cosa c’è lì dietro?
xx - sacchi di juta
io - come sai che sono di juta? c’è il timbro di salt lake city?
xx - sei un cretino
wayne maloney, milionario del montana, ha annunciato che correrà da indipendente per le presidenziali statunitensi del 2008 con un programma basato interamente sulla drastica riduzione della settimana lavorativa.
i sondaggi lo danno in forte rimonta, soprattutto dopo la presentazione del claim della sua campagna elettorale che sarà: yes, weekend
traslochi
io - cosa c’è lì dietro?
xx - sacchi di juta
io - come sai che sono di juta? c’è il timbro di salt lake city?
xx - sei un cretino
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