venerdì 28 luglio 2006

mi sveglio con la faccia di uno che ha sognato dracula vs messer coniglio, e non ha capito chi ha vinto.

do un rapido sguardo all’universo, ne valuto approfonditamente l’utilità, poi mi rimetto a dormire.

incidentalmente, dovrei andare a lavorare.

infatti mi risveglio poco dopo e, inspiegabilmente, sono in ritardo.

mi fiondo verso l’ufficio a velocità warp, mentre l’equipaggio di una mercedes targata osnabrück si chiede perplesso a cosa sarà dovuta l’improvvisa lacerazione nello spazio-tempo con conseguente spostamento d’aria.

arrivo in ufficio giusto in tempo per disquisire con il gatto sugli scopi dell’esistenza e sulle motivazioni che spingono una persona ad andare al lavoro.

poi mi siedo e seleziono la partita di freecell 3235.

è di fondamentale importanza avere uno scopo nella vita e delle motivazioni nel lavoro.

solo che uno deve scegliersi degli obiettivi adeguati.

ad esempio, ho calcolato che avendo, mettiamo, l’obiettivo primario di comprare una casa, non prevedendo alcuna spesa aggiuntiva (che significa tagliare cose inutili tipo affitto, gas, cibo, luce, auto), con uno stipendio di 900 euro dovrei lavorare circa 25 anni. prevedendo invece le attuali spese mensili, dovrei farcela in 134. mi sembra un po’ fuori portata.

ora, cambiando l’obiettivo primario in "finire tutte le partite di freecell partendo da 1 fino a 32000" dovrei cavarmela al massimo in qualche anno. con una percentuale di successo decisamente maggiore
.

passo la pausa pranzo a cercare di capire perchè un esercito di lanzichenecchi ha progettato un attacco in grande stile al supermercato, e se questo ha qualcosa a che fare con le centinaia di bambini urlanti e le code chilometriche alle casse.

nel pomeriggio, prima di perdere definitivamente conoscenza, mi sembra che mi abbia avvicinato oddone da cluny per propormi un accordo decisamente vantaggioso.

c’è anche da dire che il genere di accordo che io considero molto vantaggioso è una cosa tipo brest-litovsk per i russi.

martedì 25 luglio 2006

(supplemento)

ho visto la luce (questo significa soprattutto che enel non mi ha ancora tagliato la corrente)


ho visto la luce, ma non vedo più la tsi.

al suo posto, del tenero rumore bianco, che quantomeno è in sincrono con il mio cervello.

per mitigare la depressione sono stato da un’amica che ha sky, e mi sono fatto una cultura.

che io credevo che sky fosse una cosa socialmente utile, tipo un’emittente che prende un servizio potenzialmente gratuito (i mondiali di calcio, le finali di nba) e te lo mette a pagamento, però prima devi chiamare un tecnico, però prima devi avere un decoder, però prima devi avere una parabola, però prima devi avere un balcone dove metterla, però prima devi avere un televisore con 13 prese scart, però prima devi avere un impianto abilitato, però prima devi imparare l’ugro-finnico per le istruzioni, e dopo che hai speso l’equivalente di 15 toledo 1991ä non puoi più uscire di casa per alcuni anni, per recuperare l’investimento.

insomma, pensavo che proponesse ore e ore di cartoni animati con i programmi "sky fermo" e "sky tranquillo" per poterci lasciare i bambini quando non hai tempo di sedarli, tipo la rassegna in loop dei cartoons anni ’80 (sky d. le caprette ti fanno ciao). oppure che facesse programmi inutili e tecnicissimi tipo i corsi di pesca sportiva d’altura (pe sky), o ancora i telegiornali d’assalto nelle città (sky line)

invece ho scoperto che c’è questo canale che si chiama fox crime che nella fascia di maggior ascolto (il crime time, suppongo) trasmette c.s.i. che è un programma che mi piace (l’ho scoperto perchè, quando uscì sulla televisione in chiaro, io mi chiedevo per quale motivo trasmettessero in tv le imprese sportive dei dilettanti. ho scritto a italia 1 per avere lumi. non mi hanno risposto. in compenso qualche anno dopo è uscito "campioni" e io, nell’ipotesi che fosse colpa mia, ho meditato il suicidio).

su fox crime c’è anche un programma con carlo lucarelli che imita fabio de luigi che imita carlo lucarelli.

l’ipotesi è che volessero de luigi ma costasse troppo, quindi hanno ripiegato sull’originale.


giovedì 20 luglio 2006

secondo uno studio del professor lloyd korsner, docente di psicologia della comunicazione al m.i.t. di boston, (autore, fra l’altro, del libro "conigli per gli acquisti" in cui analizza le implicazioni della pet terapy nell’incremento dell’attitudine ai consumi dell’utente medio) nonchè creatore di una teoria che rivoluziona tecniche e strategie di advertising, l’estate è la stagione ideale per il lancio di nuove campagne pubblicitarie.

secondo lo studio, avvalorato anche da un sondaggio effettuato dello stesso korsner su un campione di scala mondiale, pare che nei periodi di caldo estremo le persone sono più disposte a farsi condizionare.



per i solutori più abili

un campione di scala mondiale è:

a) il detentore del record di salita sull'empire state building a piedi

b) un uomo in formato a1

c) il vincitore dei campionati mondiali di scala quaranta

d) il modellino della rampa del santiago bernabeu percorsa da zoff l'11.07.82

lunedì 17 luglio 2006

ho ricevuto una visita da un’equipe di climatologi impegnati nello studio dell’area subalpina.

pare che i copiosi temporali che devastano quotidianamente le spiagge fra le 18 e le 21 dal lunedì al venerdì siano dovuti al fatto che ho sempre un costume nello zaino, nel caso riesca ad uscire dall’ufficio alle 18.30.

nonostante questo, uno non dovrebbe dimenticare quello che ti insegnano al corso di interconnessione dell’universo, ossia che eventi apparentemente insignificanti possono comunque essere gravidi di conseguenze.

venerdì sera, all’approssimarsi del solito temporale, coinvolgo nel dibattito intorno al mio disappunto una teoria di santi impegnati in una disputa per questioni di calendario.

puntualmente, lunedì mattina, sulle scale incrocio san bernardo di chiaravalle che mi tormenta con i commenti della finale dei mondiali* tratta dal suo de gratia et libero arbitro fino a quando non gli faccio notare che, secondo l’iconografia tradizionale, dovrebbe avere una piccola botte di ruhm appesa al collo.

mi guarda strano, e io lo spingo sul balcone prima che la discussione prenda una brutta piega spazio temporale, spiegandogli che, nel frattempo, dovrebbe avere la cortesia di tenermi lontano il gatto (a sottolineare l’inettitudine di san bernardo, il gatto arriva poco dopo, lasciando una scia di peli su qualsiasi superficie computabile dell’ufficio, me compreso).

io il lunedì proprio non lo sopporto.

giusto l’altro ieri ho camminato per cinque ore per cercare di scroccare un invito a cena da una marmotta (le marmotte sono un po’ schive, ma non cucinano male) e oggi sono seduto in ufficio. per dire.

quando esco per la pausa pranzo prendo l’ascensore astrale e mi faccio lasciare su un piano astrale qualsiasi.





(mu-mon-kan, la porta senza porta, manuale di feng shui e architettura zen, xii secolo)

il maestro ed il suo discepolo camminavano sul ciglio della strada, dietro una curva.

- maestro, come posso capire se l’essenza della nostra vita è davvero il nulla?

- può il nulla esistere?

- ma se nulla esistesse, come potrei saperlo?

- come puoi aprire una porta, se la porta non esiste?

- una d.i.a. in variante?

e rimasero fermi in quel luogo a meditare, fino a che si fece notte.

improvvisamente, dalla curva spuntò un’automobile con gli abbaglianti accesi, ed entrambi furono illuminati.


mercoledì 12 luglio 2006

verso sera raggiungo un po’ di amici in una succursale di asgaard per guardare la finale.

si beve birra, si officiano riti votivi a odino zoff, si rinsalda il gemellaggio con il thor vergata fan’s club, si stringono nuove alleanze con i sostenitori del dio loki, ma buoni.

a metà primo tempo si esce in terrazza per assistere al festival della bestemmia creativa edizione 2006 (secondo una vecchia tradizione panteista, bestemmiare è impossibile. ad asgaard invece sono tutti convinti del contrario).

verso la fine del secondo supplementare i più nervosi vengono sedati con della birra extra e una tromba da stadio appoggiata direttamente sul timpano.

poi tutto va secondo i piani e cerco di tornare verso casa mentre tra la folla si colgono alcuni frammenti di conversazione


- (cantato) siamo noi, siamo noi, i campioni dell’italia siamo noi

- i più bravi sono materassi e guttuso, anche se dalla faccia si vede che sono furbetti. più guttuso, comunque

- oh io domani non vengo a lavorare, eh



questo per dire che c’è gente che ha il controllo della situazione.


il mattino dopo arrivo in ufficio, mando un curriculum a george romero nel caso voglia girare il sequel della notte dei morti viventi (dopo “l’alba dei morti viventi” dovrebbe avere in programma “la prima colazione dei morti viventi” e “i morti viventi in ufficio”) poi perdo conoscenza.

alle 18.30 eludo il gatto con un dribbling secco ed esco dall’ufficio, giusto in tempo per fiondarmi in spiaggia a dormire. è importante avere continuità, nella vita.

tra l’altro mi tocca litigare con un gabbiano per questioni di territorio (eravamo solo io e lui, era inevitabile) però poi l’ho perdonato quando ho capito che mi aveva scambiato per un tedesco.


supplemento (diventa anche tu giornalista)


la stampa (?) italiana è scatenata sulla passione di domenech per l’astrologia e l’odio per il segno dello scorpione, che lo spingeva a tenere trezeguet in panchina.

cioè, è chiaro a tutti perché trezeguet non giocava.


un ultimo pensiero a domenech, c.t. francese. aveva ragione lui con le sue manie astrologiche spinte fino alla fissazione. detestava gli scorpioni. provate a indovinare: di che segno è trezeguet, l’unico in campo ad aver sbagliato un rigore? (corriere della sera, 10.07.2006)


ecco. secondo tutti i siti specializzati trezeguet è nato il 15.10.1977. bilancia

a questo punto zidane sarà ariete.



giovedì 6 luglio 2006

dove si spiega che la vita, tutto sommato, è una questione di algoritmi


chiamatemi ismaele. ma anche eddie va benissimo.

piove quasi ininterrottamente da ieri sera, e io ho appena finito di presentare le mie rimostranze ad alcune divinità preposte al controllo del clima. voglio dire, se si chiama ‘bella stagione’ dovrà esserci un motivo.

giusto ieri pomeriggio guidavo con i finestrini abbassati e il tettuccio aperto per cercare di far passare più aria possibile negli interstizi di toledo 1991™ che, in caso di esposizione prolungata al sole, sviluppa un mix di calore e umidità riscontrato solo in alcune zone della foresta vergine (alcuni tecnici sono al lavoro nel tentativo di spiegare il fenomeno; per ora l’ipotesi più accreditata è che l’auto sia stata assemblata da uno stregone indio nostalgico).

verso le 23, probabilmente in segno di protesta per la semifinale più noiosa di tutte le semifinali giocate da qualsiasi forma di vita senziente nell’intero universo, si scatena la tempesta.

piove che dio (o qualcuno di molto incazzato) la manda, e la pioggia intasa i tombini, allaga le strade, abbatte rami, mentre una quantità di fulmini pari al debito interno lordo si deposita al suolo allietando il riposo notturno (facile dormire mentre stanno giocando il campionato del mondo di bowling sopra la tua testa).

intorno alle tre il capitano achab bussa alla finestra e mi chiede di entrare, che è troppo anche per lui.

il mattino dopo mi sveglio assonnato con il rumore dei tuoni ancora nelle orecchie, nonostante la pioggia abbia concesso qualche temporaneo minuto di tregua. il che non significa che non faccia freddo.

scendo in strada, arrivo alla macchina, chiudo i finestrini e il tettuccio e chiamo il giornale di annunci gratuiti per mettere un’inserzione in cui offro un posto di lavoro come bagnino part time.

poi indosso la mia cuffietta da piscina e mi avvio verso l’ufficio.

mercoledì 5 luglio 2006

ho sempre sognato di fare il ghost writer
indossare lenzuolo e catene, infestare le stanze degli scrittori, e indulgere con gli schiamazzi fino al mattino, bevendo birra e scarabocchiando nel frattempo qualcosa di insulso su dei logori taccuini.
inspiegabilmente, nessuno mi ha ancora offerto del denaro per farlo.
nel frattempo mi tengo aggiornato

appunti dal manuale del perfetto ghost writer, sezione ‘come superare il blocco dello scrittore’.

prendete il blocco dello scrittore e posatelo sul pavimento, pochi centimetri davanti a voi.
fate qualche passo.
nel caso il blocco si muova più veloce di voi, legàtelo, oppure appoggiateci sopra un armadio.
se lo scrittore se la prende, abbiate cura di avere una confezione di xanax nella borsa, gli scrittori ne vanno matti.
è anche opportuno sapere che, per evitare l’orrore della pagina bianca, alcuni astuti produttori di blocchi hanno cominciato a produrre pagine colorate.



(caressa che sbraita “sale grosso” sembra una massaia ipertesa. ridatemi libàno zanolari)

giovedì 29 giugno 2006

se il sistema operativo non si avvia, boottalo

(manuale per il corretto riciclo dei sistemi operativi)


mi esercito nella pratica meditativa in luoghi che non mi appartengono del tutto, in modo da facilitare il processo di détournement; così, fra carabietta e pianroncate, realizzo che forse avrei bisogno di un reset di sistema (pare che fra carabietta e pianroncate esistano linee energetiche geomantiche che si congiungono in europa con la cattedrale di chartres proseguendo per il complesso di stonehenge, e in america con le rovine di cuzco.

unendo i punti del pianeta in cui sgorgano tutte queste forze energetiche si ottiene un pentacolo, o, a seconda della scuola di pensiero, una caffettiera bialetti).

la sera, cena con visione dell’ultimo quarto dei mondiali con il gruppo per la difesa e salvaguardia del pianeta dagli ufi crudeli (anche gli ufi crudeli guardano i mondiali, quindi non c’era immediato bisogno di noi. esistono anche ufi meno crudeli, va detto, tipo quelli che non ti rapiscono la mattina appena sveglio, o quelli che non fanno esperimenti sul tuo corpo chiedendoti 8 euri per una birra. quelli potrebbero integrarsi con i terrestri, in effetti. d’altra parte, ma chi glielo fa fare?).

considerato che il menu era paella e sangria, decidete per chi tifavamo. però vabbè, mica ce la siamo presi troppo, la sangria aiuta a superare le delusioni. e poi, come dicono i saggi, franza o spagna, purchè se magna.

comunque per smaltire la delusione passo la notte cercando di prenotare un treno in offerta sul sito di trenitalia.

è un passatempo delizioso e consiste nel selezionare un viaggio in 12 comodi step fino all’ultimo in cui esce la schermata con la frase “siamo spiacenti, i biglietti per il viaggio da lei selezionato non sono disponibili, clicca per selezionare una tariffa diversa sullo stesso treno o seleziona un viaggio diverso”, dopo di che si ricomincia a cliccare e via di seguito, fino a quando finalmente arriva il tunnel carpale (che è quel corridoio che usano le carpe per gli spostamenti dimensionali e che rende di fatto inutile prenotare il treno).

quel che resta della notte lo passo a disquisire con un lemming sulle differenze fra logica formale e logica informale, che essenzialmente stanno nel fatto che la seconda non richiede l’uso di giacca e cravatta (qualcuno mi ha scritto che questa cosa dei lemming non è credibile. fidatevi, moltissimi animali potrebbero fare un sacco di cose che facciamo noi umani (tranne quelle che richiedono l’uso di un pollice opponibile, ovviamente) ma essendo ad un livello evolutivo molto più avanzato della specie homo sapiens, non ne vedono il motivo).

il mattino mi sveglio (?) con gli occhi gonfi e iniettati di sangue, una via di mezzo fra un batrace e un personaggio di le fanu.

friederich murnau, in collegamento con il mio salotto 24 ore su 24, chiama il mio agente e gli spiega che stamattina è troppo anche per lui.

alla fine mi iscrivo al concorso per lo sbadiglio più coreografico del 2006 e arrivo fino alle semifinali, dove vengo battuto da un plantigrado di un circo di vladivostock, a cui è stato negato il letargo per esigenze contrattuali.

lunedì 26 giugno 2006

interno giorno, palestra prefabbricata con porte da calcetto. sullo sfondo, otto individui in maglietta e un pallone da calcio.

un giocatore con il pallone fra i piedi osserva insistentemente il portiere avversario, e sembra incerto sul da farsi.

il portere è quasi completamente girato di schiena, e ha lo sguardo perso nel vuoto, in un punto imprecisato fra la copertura in lamiera e il quadro svedese (trattasi probabilmente di arte astratta, che so, un epigono scandinavo di paul klee).



-portiere ...? tutto ok?

-sì, sì, scusa. stavo parlando con un paio di folletti alla base del palo

-...

-no, ma sono andati via, puoi tirare


il giocatore ha un attimo di esitazione e un avversario gli ruba il pallone

mercoledì 21 giugno 2006

- maestro, io mi sforzo molto, ma le cose non vanno come voglio io.

- trovo sia molto maleducato da parte tua dire alle cose come devono andare.

- allora io non conto niente?

- non saprei. potresti provare con le pecore, quando non riesci a dormire

(la maniglia senza maniglia, conversazioni con il maestro, libro iv)




verso le quattro del pomeriggio l’universo implode.

in una visione del mondo a molteplici universi questo non è un gran danno, ammettiamolo.

ma quando implode il tuo di universo, gli elettori di sinistra tendono a frullare vorticosamente con conseguenze nefaste, perchè pare che in questo caso il vortice abbia provocato l’annientamento di una flotta stellare dalle parti di alpha centauri, e adesso gli ufi hanno un motivo in più per odiarmi (è il principio dell’interconnessione, una farfalla batte le ali a pechino e scatena un tifone a new york. questo è uno dei motivi per cui servono leggi speciali contro il terrorismo: una task force di agenti cia deve vigilare perchè gli iracheni cattivi stanno cercando di importare farfalle in cina).

tornando a casa cerco di leggere il futuro studiando la disposizione dei branchi di alborelle (bisogna essere molto esperti e tenere conto di eventuali pescatori che alterano le condizioni ambientali, ma il metodo ‘fondi di caffè’ è sconsigliato dall’associazione internazionale chiromanti onde evitare previsioni esageratamente ottimistiche, tipo leibniz e il migliore dei fondi possibili) ma tutto quello che ottengo è la visione sfuocata di un fritto misto.

provo a consolarmi guardando svezia-inghilterra. il momento più emozionante è quando beckenbauer consegna il premio per il migliore in campo degli inglesi alla traversa.

la mattina dopo, l’unico modo per calmarmi e resistere all’invasione dello switzerdütch è ripetere in loop "ci resto di stucco è un barbacrucco".


(che poi mi chiedevo, se uno che parla in lingua francese è un francofono, uno che parla in una lingua sassone è un sassofono?)

lunedì 19 giugno 2006

i poteri forti aspirano all’ordine (che poi, giusto un seminarista può aspirare all’ordine), il popolo vuole refrigerio (un sovrano longobardo), io vorrei una birra.

il mio spirito guida (un lemming travestito da kaiser guglielmo) mi accompagna per le strade che costeggiano il lago increspato (c’è vento, sì), mentre intavolo un dibattito sulla fenomenologia husserliana in cui l’unica cosa che capisco a fondo è che a volte non sono d’accordo con me stesso.

come in tutte le democrazie avanzate, il dibattito interno è fondamentale, ma qui si tende ad esagerare. allora provo ad eseguire una manovra di heimlich sulla coscienza, ma con scarsi risultati. c’è anche da dire che il mio spirito guida malissimo.

così resto qui, appoggiato alla ringhiera che dà sul lago, a masticare quel che resta del giorno e della pizza più invidiata dai cavedani (la famosa pizza da sporto).

poi arrivo a casa, mi imbatto in una crostata di mele con sopra scritto "non aprite quella torta", ascolto pauli schönwetter sostenere che ‘la corea del zud non ha ciocato male, ha ciocato peccio la francia’ (comunque molto meglio di altafini in versione biblica che urla ‘atensione amisci, noè contento di questo’), insulto chi ha deciso di oscurare la tsi (il mio mantra giornaliero), poi mi ritiro nei miei alloggi a mandare mail a sconosciuti fino a notte fonda.

adesso scusate, avrei delle cose molto importanti da fare, tipo svenire sul tappeto.

mercoledì 14 giugno 2006

ero da qualche parte nella ventitreesima dimensione (uno dei maggiori problemi con la realtà multidimensionale è un corretto orientamento degli assi; ecco perchè alcuni esperti sostengono che uno dei modi migliori per districarsi nelle diverse dimensioni sia una partita a scopa)* quando un inopinato mutidimensional scaling mi catapulta in un punto preciso del mio ufficio, esattamente davanti ad un computer portatile.

non so se l’abbiate mai provato, comunque è oltremodo fastidioso, soprattutto se il pc è evidentemente affetto da turbe comportamentali e disordini bipolari.

prima di cena, mentre torno verso casa, mi fermo a disquisire di anfibi e creazione dell’universo con un’anatra seguita da otto copie in miniatura (anche i germani si accoppiano, a quanto pare) poi vado alla solita riunione del club dei salati di mente, mi verso una weiβ e mi siedo a guardare la partita.

il brasile indossa magliette a scacchi bianchi e rossi e perde clamorosamente uno a zero.



* un riassunto delle dimensioni possibili lo trovate anche nel saggio della dottoressa alice munroe, docente di fisica teorica al trinity college (connecticut) e autrice del saggio "le dimensioni contano" nel quale passa in rassegna alcune delle principali dimensioni come: lunghezza, larghezza, profondità, tempo, tempo supplementare (ma solo durante i mondiali di calcio), kleenex, vodka (nelle sue infinite manifestazioni), burocrazia, mozzarella di bufala, call center.

venerdì 9 giugno 2006

l’analista junghiano che avevo incaricato per alcune terapie di gruppo sul sistema ‘pc di casa-connessione ad internet’, è riuscito a risolvere gran parte delle crisi di incompatibilità ma non è riuscito a recuperare l’uso del masterizzatore (non chiedetemi perchè, pare che il masterizzatore abbia a che fare con i miti collettivi sulla paura della clonazione, o cose del genere).

ovviamente, per procurarmi uno shock iniziale che mi permettesse di accettare la cosa, non mi ha detto niente prima, ha preferito mettermi davanti al fatto computer.

d’altra parte, anche gran parte del nostro cervello resta inutilizzata (anzi, in alcuni casi la parte utilizzata è praticamente infinitesimale).

secondo alcune scuole di pensiero, lasciare che alcune funzionalità di un sistema restino inutilizzate rispecchia la struttura della realtà, così come prefigurata da alcuni studi che hanno come base il teorema di incompletezza (questo, almeno, stando al saggio teorico di riferimento, il libro del professor paul kratchewsnick, docente di scienze cognitive presso la libera università di des moines (iowa), intitolato "chi si accontenta, gödel". sempre secondo queste scuole di pensero, il fatto che le lezioni del professor kratchewsnick fossero seguite solo da pannocchie non è affatto rilevante; alcuni dei seguaci di queste scuole sono giunti all’elaborazione di un sistema che considera la pannocchia come base della struttura del reale).

la sera passo il mio tempo dietro una subaru targata graubünden che ha installato un dispositivo che attiva una bomba a neutroni quando supera i 30 km/h, augurando morte e distruzione agli stambecchi della lega caddea, a johannes i. pfefferhard, e a chi ha deciso di oscurare definitivamente la tsi

martedì 6 giugno 2006

signore, è bello qui. facciamo tre tende, una per te, una per quo, e una per qua. (mc 9,5)


quando ti rapiscono gli ufi, poi non ricordi più nulla e ti ritrovi su un treno in galleria senza la più pallida idea di come ci sei finito e nessun progetto per il futuro (a parte finire free cell e disegnare crop circle sui tappetini del mouse, intendo).

all’improvviso la galleria finisce ed appare il lago, luccicante e rosa, con grande invidia della pantone®. dura solo un attimo, ma è quanto di più vicino esista alla sensazione di trovarsi a casa (wo darf ich heimisch sein?).

nel frattempo sto cercando di convincere una gengiva anarchica che non è ancora arrivato il momento di esplodere, trattandola con del nimesulide*, con scarsi risultati. giovani gengive rivoluzionarie.

mi fermo qualche minuto sulle scale a disquisire con un lemming sulle tecniche per il raggiungimento dell’atarassia (l’atarassia, in quanto tale, non può essere cercata a meno di non cadere nel paradosso, risolvibile solo apparentemente con la teoria dei tipi di russell, il primo a scrivere ‘beh, non è carina, è un tipo’. del resto, come recita il saggio, l’erba voglio non cresce neanche nel giardino del mi bemolle) poi mi ritiro nei miei alloggi a scrivere dialoghi per i questuanti in metropolitana, (ma chi glieli scrive, adesso? e perchè usano tutti lo stesso format?) e performance teatrali per gli ipermercati.



*secondo una teoria medica innovativa, la quantità di sofferenza ha cause che dipendono dal sistema olistico di riferimento, per cui nel corpo umano deve restare invariata. quindi se bisogna far diminuire un dolore nella cavità orale occorre sistemare una bomba atomica nello stomaco


ultim’ora

dick van antwerp, segretario della protezione animali olandese nonchè attivista della sezione locale di greenpeace, ha stilato un rapporto sulle inefficienze e ritardi delle leggi in favore degli animali nei paesi bassi. il rapporto, intitolato ‘non meniamo il can per l’aja’ sarà pubblicato in italia da isbn edizioni

martedì 30 maggio 2006

nel corso di una riunione interplanetaria, io e alcune altre forme di vita scettiche* abbiamo dato una svolta alla campagna per l’abolizione del lunedì (non credo che occorra spiegare qui perchè il lunedì andrebbe abolito. nel caso, vi invito a leggere il trattato del professor korbin "lunedì e altre catastrofi" e il successivo "altri buoni motivi per odiare il lunedì" editi da theoria).

da un punto di vista del rigore logico, il lunedì non è altro che, nella classica accezione occidentale in voga sul pianeta terra, il primo giorno della settimana. ora, (tralasciando il fatto che stabilire una priorità e individuare come il primo un giorno della settimana sia palesemente discriminatorio nei confronti degli altri giorni) per abolire il primo giorno della settimana, non basterebbe abolire il lunedì, poichè il martedì prenderebbe il suo posto, alle stesse condizioni. ne consegue che la campagna dovrebbe concentrarsi per ottenere un lungo ininterrotto weekend, almeno finchè non si trovi una valida alternativa al lunedì nel corso della prossima riunione, fissata su alnilak nel 2043.


*non siamo molto sicuri di essere forme di vita. a ben vedere non siamo molto sicuri nemmeno di essere scettici. in effetti non siamo molto sicuri di molte cose, per quanto è abbastanza probabile che ci infileremmo dovunque ci sia un buffet gratis.

giovedì 25 maggio 2006

io e il gatto stiamo cantando “quando quando quando” nella versione di steve winwood, ballando sdraiati sulla moquette dell’ufficio.

non si creda che non stiamo producendo, abbiamo appena finito di disquisire sulla struttura del reale (siamo d’accordo sulla non esistenza della realtà, abbiamo posizioni diverse per quanto riguarda l’esistenza dello stipendio) e, alla fine della mattinata, così, per sfizio, abbiamo creato il claim per una nuova pubblicità di biscotti (il mattino ha loro in bocca) e scritto alcune invettive contro i padroni di un cane chiuso in una subaru targata basel land, firmandoci alternativamente alano di lille, molosso di rodi e san bernardo di clairvaux.

torno verso casa con toledo 1991™ che, come un dirigente paranoico dell’mi5, tiene inspiegabilmente accese tutte le spie: ho il cruscotto in versione albero di natale 2006, con un certo anticipo. ma tanto il clima ricorda vagamente novembre, quindi va anche bene.

arrivo a casa e trovo il germano reale che legge martin millar, seduto sul davanzale della finestra.

questo significa che uno non dovrebbe mai lasciare la finestra aperta mentre è fuori.


- stai sprecando il tuo tempo.

- guarda che il tempo è relativo all’osservatore, lo sanno tutti. è per quello che mandano gli stipendiati onu in giro.

- andiamo. cos'hai ottenuto nella tua vita?

- sto parlando con un germano reale. mi sembra un buon risultato.

- qualcosa di più concreto?

- seguo gli insegnamenti del wu wei e del suo profeta, orzo wei.

- ...

- ...

- dovrai fare qualcosa, prima o poi

- se vieni in ufficio, ti lancio contro il gatto

- ...

- ...


chiudo la finestra e metto sullo stereo la sinfonia n. 7 (la poderosa) di wassilij mirzhinsky, nella partitura per geranio, oboe e ventola del processore, poi mi sdraio a guardare che programma danno sul soffitto.

lunedì 22 maggio 2006

(autoreferenzialità e schizofrenia, ecco i principi sufficienti per una corretta comprensione dell’universo)


il mio consulente commerciale (un lama che è passato dal buddhismo al capitalismo rinnegando la sua vita precedente, anche se continua a sputare in giro per la stanza e ruminare dopo i pasti) mi ha consigliato di sfruttare il numero degli accessi in costante aumento, come potete constatare nei report di shinystat a fondo pagina.

in base al principio della segmentazione del mercato, dunque, segnalo l’apertura di alcuni nuovi utilissimi blog:


- controtarma: l’unico blog che vi aggiornerà sull’annoso problema della conservazione di mobili e tappeti, sponsorizzato da alcuni prodotti dei leader nel settore

- controparma: un’invettiva contro le brutture del capoluogo emiliano, con corrispondenti live dalla via emilia

- controdharma: il primo blog che rifiuta l’uscita dal samsara (dal sottotitolo "almeno qui è chiaro come stanno le cose")

- controbarman: è ora di smetterla con i cocktail annacquati, il montenegro versato con il contagocce, la birra gasata, le chiavi del bagno scomparse. finalmente un blog che fa luce sulle ingiustizie e i favoritismi di chi ha la fortuna di trovarsi dalla parte giusta del bancone.

- contropharma: le multinazionali del farmaco stanno distruggendo il pianeta. un blog che report al confronto è una puntata di porta a porta.

- controcarpa: finalmente un blog dalla parte delle alborelle.

- controcaria: sponsorizzato dall’associazione medici dentisti, il primo blog che vi ricorderà gli accorgimenti per una corretta igiene orale e il numero di telefono del vostro dentista di fiducia (ovviamente il sottotitolo sarà "l’igiene orale per iscritto")

- controcarla: vi ricordate il mitico cheers? la scorbutica cameriera di sam malone (nel telefilm interpretata da rhea perlman) offre lo spunto per una serie di esilaranti avventure ambientate nei pub italiani.

- controcarta: un blog nello spericolato mondo del black jack e della telesina

mercoledì 17 maggio 2006

esco di casa con la rassicurante espressione di anthony perkins dipinta in volto: ovviamente significa che ho dormito bene e sono in pace con il mondo.

sulle scale incrocio due cartomanti che mi trattengono per discutere su alcuni riferimenti esoterici del libro di toth. provo a stenderle con un doppio mawashi tsuki, ma sono più forti di me (non è che ci voglia poi molto, ma vabbè) e se ne vanno solo quando le interrompo e chiedo se oltre al libro di toth non abbiano qualche citazione anche dal libro di puskas e hideguti.

nel frattempo il mio cervello trasmette l’edizione dell’84 dei giochi senza frontiere, il mio stomaco ha preparato una bozza di accordo per un prossimo divorzio e io realizzo che, da un punto di vista olistico, io e i miei organi interni abbiamo qualche problema di comprensione.

per migliorarmi la giornata, un ambulante cerca di vendermi un kit-suicidio con annesso l’accendino che jan palach avrebbe voluto avere ma non ha mai osato chiedere, è mercoledì e quindi il parcheggio più vicino all’ufficio è di fianco ai bastioni di orione, ma in divieto di sosta, e il pc dell’ufficio decide che ha problemi di linea credo per l’imminenza della prova costume.

chiamo il call center ufi per chiedere se mi possono rapire, ma risponde sempre la segreteria telefonica con la voce di un turista dell’oberland bernese che dice "gioco il jolly".



teoria e tecnica della spiritualità occidentale


- maestro, ho capito che i menhir, così come gli obelischi e i totem, sono un simbolo dell’innalzamento dell’anima che, ancorata alla divinità madre, si protende verso un’altra divinità identificata, grazie agli studi astronomici dei sacerdoti, con il cielo; un collegamento, per così dire. quello che mi sfugge è la funzione del dolmen.

- ah, beh. mettere due menihr vicini aveva un preciso significato rituale. ma per mettere fine alle liti dottrinali, qualcuno doveva pur inventare la traversa, prima o poi

lunedì 15 maggio 2006

scusate, sono impegnato a sedare alcune fastidiose rivolte interne ad opera di minoranze insurrezionaliste.

probabilmente il mio corpo sta cercando di dirmi qualcosa, però, cazzo, potrebbe mandarmi una mail.


(tra le altre cose, ogni volta che splinder aggiorna la piattaforma, i browser vecchi smettono di visualizzare alcune funzionalità accessorie e particolarmente inutili, tipo il bottone "pubblica post")

martedì 9 maggio 2006

arrivo in ufficio mentre il gatto manifesta l’irrinuniciabile desiderio di fotocopiarsi; lo attiro fuori con la scusa di una conferenza sul de trinitate di boezio organizzata sul balcone, e richiudo la porta finestra. questo mi permette di avere un po’ di pace, almeno fino a quando il moderatore della conferenza non la interromperà per la pausa pranzo e si riverseranno tutti qui in cerca del buffet.
poi io e il lago maggiore steve austin (texas) ci immergiamo in una fitta conversazione su performativo e teoria del complotto (il problema è che dissentiamo profondamente da aristotele sull’origine del pensiero filosofico; a nostro modo di vedere, la filosofia non nasce dallo stupore, la filosofia nasce, molto più semplicemente, dalla paranoia).
tra le altre cose, stavo constatando che con l’avvento della telefonia mobile, sono ormai del tutto scomparse le cabine telefoniche.
no, dico, ma clark kent adesso come cazzo fa?