metablog (e metà qualcos’altro)
c’è questa cosa che splinder ha un aggeggio che si chiama counter, che dovrebbe contare le persone che entrano a vedere il blog. solo che questo counter è un po’ distratto, e non si accorge se una persona entra, poi esce, poi entra di nuovo, da dove arriva, quanto si ferma, se entra ed esce vorticosamente, se è confusa e ha dimenticato di attaccarsi sulla schiena il cartello ‘non seguitemi, mi sono perso anch’io’.
insomma, non è che a questo counter interessi proprio quello che succede realmente lì intorno, gli basta avere una vaga idea; diciamo che è un po’ come un dipendente dell’azienda trasporti che sta nei mezzanini delle metropolitane.
ci sarebbero shinystat e affini, certo, ma io ho un’idiosincrasia alle statistiche, oltre il fatto che non trovo significativo sapere che uno è arrivato su questo blog cercando “strategie sessuali: rapoport e la zia di perelman a lovanio”, anche perchè con tutta probabilità sarei io.
il concetto è che non so esattamente quante persone sono passate di qui, effettivamente; però uno un’idea se la fa.
quello che ho capito è che, se ogni volta che qualcuno fosse passato di qui mi avesse lasciato un soldino, adesso sarei ricco e potrei fare a meno di lavorare.
qui ci vuole una parentesi: io li vedo tutti questi imprenditori, uno lavora per diventare ricco, poi quando diventa ricco davvero, si è dimenticato perchè stava lavorando, e va avanti a lavorare per diventare ancora più ricco. non è mica logico; voglio dire, fai imprendere qualcun altro, che magari diventa ricco pure lui. invece no, si ostinano. qui si scambia il fine con il mezzo, che è come scambiare un lord inglese con un autobus (questa la capite solo se avete problemi psichici gravi. lo so che li avete, per quello l’ho scritta).
insomma, quello che intendo dire è che adesso nessuno può dirmi che alla mia età avrei dovuto combinare qualcosa, che solo le persone che si danno da fare possono aspirare a qualcosa di più di uno stipendio da fame: fatevene una ragione, se sono ancora povero, è solo colpa vostra.
(quindi attendo fiducioso donazioni, vitalizi e quant’altro. non so, io pensavo ad una cosa tipo il castello di sutri, ma insomma, fate voi)
ultim’ora
dopo i blog-lit, la nuova frontiera della cultura saranno i wagon-lit, le biblioteche viaggianti su rotaia (almeno avremo una scusa per il ritardo della cultura italiana).
martedì 24 ottobre 2006
venerdì 20 ottobre 2006
e va bene, sono stanco, ma non sono affatto nervoso. non capisco cosa te lo faccia supporre.
il fatto che abbia ripetutamente questionato sulla moralità di una nota popstar statunitense, a mio modo di vedere non prova nulla.
e quegli accostamenti fra divinità e comuni specie animali che tu inspiegabilmente trovi blasfemi non sono altro che il religioso afflato di una convinta adesione al panteismo.
il fatto che abbia ripetutamente questionato sulla moralità di una nota popstar statunitense, a mio modo di vedere non prova nulla.
e quegli accostamenti fra divinità e comuni specie animali che tu inspiegabilmente trovi blasfemi non sono altro che il religioso afflato di una convinta adesione al panteismo.
ecco, sembra niente, ma credo potrebbe essere un vantaggio se avessi un cervello che prendesse in considerazione l’ipotesi di svegliarsi, al mattino.
potrebbe essere un vantaggio anche solo se avessi un cervello, effettivamente.
potrebbe essere un vantaggio anche solo se avessi un cervello, effettivamente.
mercoledì 18 ottobre 2006
too many vectors: not enough memory
allora è vero che i plotter alla lunga prendono la personalità di chi li usa.
allora è vero che i plotter alla lunga prendono la personalità di chi li usa.
lunedì 16 ottobre 2006
esercizi di stile
studio # 214
natura morta con autunno
quello che nessuno ti spiega quando sei bambino, è che gli adulti non sanno un sacco di cose, e che fondamentalmente non hanno idea di cosa stia accadendo.
quello che invece ti spiegano, è che devi imparare ad essere forte, che i bambini grandi capiscono le cose e non piangono.
a quel punto io prendevo il libro che stavo leggendo in quel momento, mi sdraiavo sul primo tappeto consunto disponibile, e facevo del mio meglio per fare il lavoro di tutti i bambini, che è quello di cercare di diventare degli adulti disadattati.
a volte invece mi infilavo in un armadio e tutto quello che riuscivo a pensare era che avevo bisogno di piangere, e di qualcuno che mi tenesse stretto e mi dicesse che tutto sarebbe andato bene. questo probabilmente perchè in quei momenti non avrei dato peso al fatto che quella persona stesse mentendo. e comunque essere tenuto stretto è sempre un buon incentivo.
poi negli armadi ti trovano subito. no, per dire.
ultim’ora
secondo un comunicato della segreteria del partito per la salvaguardia dei diritti del ceto medio (p.s.c.m.) occorre porre rimedio alla dura situazione delle categorie di liberi professionisti che hanno gravi difficoltà di guadagno con la loro attività; è infatti emerso dall’analisi delle dichiarazioni dei redditi che alcune categorie, come ad esempio quella dei gioiellieri, ricavino in un anno meno di quanto guadagna nello stesso periodo un operaio metalmeccanico.
sempre secondo il comunicato è allo studio un disegno di legge che, per aiutare queste persone in evidente difficoltà, preveda che il governo ritiri e chiuda le gioiellerie che non forniscono un adeguato reddito ed assicuri ai loro ex proprietari un lavoro da metalmeccanico.
studio # 214
natura morta con autunno
quello che nessuno ti spiega quando sei bambino, è che gli adulti non sanno un sacco di cose, e che fondamentalmente non hanno idea di cosa stia accadendo.
quello che invece ti spiegano, è che devi imparare ad essere forte, che i bambini grandi capiscono le cose e non piangono.
a quel punto io prendevo il libro che stavo leggendo in quel momento, mi sdraiavo sul primo tappeto consunto disponibile, e facevo del mio meglio per fare il lavoro di tutti i bambini, che è quello di cercare di diventare degli adulti disadattati.
a volte invece mi infilavo in un armadio e tutto quello che riuscivo a pensare era che avevo bisogno di piangere, e di qualcuno che mi tenesse stretto e mi dicesse che tutto sarebbe andato bene. questo probabilmente perchè in quei momenti non avrei dato peso al fatto che quella persona stesse mentendo. e comunque essere tenuto stretto è sempre un buon incentivo.
poi negli armadi ti trovano subito. no, per dire.
ultim’ora
secondo un comunicato della segreteria del partito per la salvaguardia dei diritti del ceto medio (p.s.c.m.) occorre porre rimedio alla dura situazione delle categorie di liberi professionisti che hanno gravi difficoltà di guadagno con la loro attività; è infatti emerso dall’analisi delle dichiarazioni dei redditi che alcune categorie, come ad esempio quella dei gioiellieri, ricavino in un anno meno di quanto guadagna nello stesso periodo un operaio metalmeccanico.
sempre secondo il comunicato è allo studio un disegno di legge che, per aiutare queste persone in evidente difficoltà, preveda che il governo ritiri e chiuda le gioiellerie che non forniscono un adeguato reddito ed assicuri ai loro ex proprietari un lavoro da metalmeccanico.
giovedì 12 ottobre 2006
stavo cercando di sondare la solidità dei legami molecolari di un muro usando l’unica arma a disposizione di noi poveri homo sapiens (la testa), quando il suono ritmico che proveniva dalla parete è entrato in risonanza con l’armonia dell’universo e mi ha trascinato in una dimensione parallela (o ortogonale, o anche leggermente obliqua. non lo so, la verità è che mi sono perso. mica è facile orientarsi fra le dimensioni, provateci voi).
gli esperti non sono molto d’accordo sul numero delle dimensioni esistenti, sebbene johnatan hughes, docente di fisica comparata all’università di leyton (essex), nel suo saggio "le dimensioni non contano" abbia tentato di ridurre l’importanza del problema. attualmente gli esperti del settore riconoscono ufficialmente nove dimensioni: altezza, lunghezza, profondità, tempo, tempo incerto, ferie, tornante, frullatore, grande puffo.
oltre tutto, per quanto riguarda le dimensioni spaziali, non c’è un vero accordo fra chi sostiene l’uso dei punti cardinali e chi invece adotta dei punti laici.
ad ogni modo l’importanza dei varchi dimensionali è stata riconosciuta da una riunione congiunta di terrestri e ufi (a cui io non ho partecipato perchè odio le riunioni di condominio) soprattutto per quanto riguarda la possibilità di risolvere problemi di parcheggio.
quando sono tornato in questa dimensione avevo davanti un suv targato argovia che stava cercando di battere il recordo di immobilità ad una rotonda, e tre minuti per arrivare in ufficio. sarà, ma secondo me le dimensioni contano.
problem solving
-senti, sto organizzando la festa di halloween per i bambini della scuola, come scenografia vorrei avere un pentolone da cui esca del fumo finto, tu hai idea di come si faccia il fumo finto?
-boh, metti l’origano al posto della marijuana
-cretino
gli esperti non sono molto d’accordo sul numero delle dimensioni esistenti, sebbene johnatan hughes, docente di fisica comparata all’università di leyton (essex), nel suo saggio "le dimensioni non contano" abbia tentato di ridurre l’importanza del problema. attualmente gli esperti del settore riconoscono ufficialmente nove dimensioni: altezza, lunghezza, profondità, tempo, tempo incerto, ferie, tornante, frullatore, grande puffo.
oltre tutto, per quanto riguarda le dimensioni spaziali, non c’è un vero accordo fra chi sostiene l’uso dei punti cardinali e chi invece adotta dei punti laici.
ad ogni modo l’importanza dei varchi dimensionali è stata riconosciuta da una riunione congiunta di terrestri e ufi (a cui io non ho partecipato perchè odio le riunioni di condominio) soprattutto per quanto riguarda la possibilità di risolvere problemi di parcheggio.
quando sono tornato in questa dimensione avevo davanti un suv targato argovia che stava cercando di battere il recordo di immobilità ad una rotonda, e tre minuti per arrivare in ufficio. sarà, ma secondo me le dimensioni contano.
problem solving
-senti, sto organizzando la festa di halloween per i bambini della scuola, come scenografia vorrei avere un pentolone da cui esca del fumo finto, tu hai idea di come si faccia il fumo finto?
-boh, metti l’origano al posto della marijuana
-cretino
lunedì 9 ottobre 2006
questo per dire che non è colpa mia. il fatto è che questo individuo sta cercando di compilare un dizionario ragionato del giuoco del calcio, quindi la colpa è soltanto sua.
nel caso parlatene con il mio avvocato. sempre che parlare con criceto siberiano non vi dia fastidio, ovviamente.
fallo da dietro: il fallo da dietro non ha bisogno di commenti. c’è da dire che si può fare, però poi viene punito perchè il calcio è un gioco maschio.
tempo supplementare: branca della fisica che nasce dalla teoria della relatività, per la quale il tempo spazio e tempo non sono assoluti ma relativi all’arbitro.
vincere la coppa: nelle riffe dei bar di paese, possedere il biglietto che ti fa vincere il cesto di salumi (di solito ce l’ha la moglie del barista).
barriera: fila di persone che impedisce al pallone di passare durante l’esecuzione del calcio di punizione. si può aggirare (come il posto di blocco), scavalcare (come il cancello dello stadio), distrarre con boccacce e/o gesti simili (da cui il concetto di ‘distrazione muscolare’) o far saltare (come nelle partite dei militari). non è corretto sostituire ‘barriera’ con ‘casello’, come fanno quelli di ondaverde.
calci di punizione: colui che compie un’azione irregolare, per punizione verrà immediatamente preso a calci
cross: voce di etimo incerta che sta a significare le condizioni non perfettamente regolari del terreno da gioco, che si presenta fangoso come una pista di moto, per cui si può approfittare per mettere il pallone in area nella speranza che qualcuno lo colpisca. probabilmente prende il nome dall’inventore del gesto tecnico, piero cross.
colpo di testa: azione scriteriata che occasionalmente può portare alcuni vantaggi, tipico dei giocatori particolarmente esagitati.
andare a far falle: dicesi di portiere che commette un errore in grado di sabotare la prestazione della propria squadra. etimo derivata dalle azioni dei guastatori della marina inglese che affondarono due navi nel porto di taranto durante la seconda guerra mondiale avvicinandosi di nascosto e aprendo buchi nello scafo.
calcio franco: sinonimo di calcio di punizione, usato particolarmente dai telecronisti elvetici, tipo libano zanolari della tsi2. probabile riferimento al fatto che per avere una punizione a favore è prassi comune pagare l’arbitro.
catenaccio: si dice di una squadra non particolarmente brillante, per associazione con le automobili vecchie che faticano a mettersi in moto (es. ‘ahò, ma quello è un catenaccio’).
lancio della monetina: espressione ambigua riferibile sia all’assegnazione del calcio di inizio da parte dell’arbitro, sia alle manifestazioni di tedio e/o disaccordo con l’arbitro dei tifosi di casa.
presa plastica: gesto atletico del portiere che ne recupera una quando l’inquilina del quinto piano compra un ferro da stiro con la spina tedesca.
scartare l’avversario: frase idiomatica che paragona il giocatore della squadra ad una caramella per significare la relativa facilità del gesto.
mezza rovesciata: dicesi di gesto tecnico dell’attaccante che si spalma per terra nel tentativo di raggiungere il pallone, deve il suo nome alla somiglianza con le movenza degli ubriachi al pub che rovesciano con gesti inconsulti un boccale da mezzo litro di birra sul tavolo.
calcio di rinvio: in casi estremi (ad es. pioggia, o neve) la partita viene sospesa e rinviata a data da destinarsi.
dischetto del rigore: floppy disc contentente le norme della finanziaria utile per rientrare nei parametri di maastricht. viene posto a 11 metri dalla porta e i giocatori ci posano sopra il pallone per calciarlo via, come gesto di estrema ribellione.
corner: generalmente rivolto all’arbitro, epiteto che intende rivelare presunte infedeltà della moglie (ad es. ‘arbitro, i corner che tieni’).
rimessa: deposito per gli autoveicoli particolarmente costosi di proprietà dei calciatori.
centromediano metodista: si contrappone al centro mediano cattolico, con il quale dà vita a dispute sull’ortodossia della fede cristiana applicata al gioco del calcio.
tiro secco: calciare il pallone in un terreno di gioco su cui non piove da giorni e non correttamente irrigato.
modulo di gioco: domanda in carta bollata da presentare in federazione per poter organizzare la partita (var. ‘cambiare modulo’ significa ricorrere in appello contro il tipo di partita che si sta giocando).
stop a seguire: segnala che il giocatore sta per fermare il gioco, il linguaggio è quello tipico dei segnali stradali.
parata in due tempi: sfilata allegorica del portiere che prevede un intervallo per riprendersi dallo stupore
uscire dalla difesa palla al piede: allontanarsi dai compagni del reparto difensivo perchè piuttosto inutili ed eccessivamente rompiscatole.
(l’ho già detto che non è colpa mia?)
nel caso parlatene con il mio avvocato. sempre che parlare con criceto siberiano non vi dia fastidio, ovviamente.
fallo da dietro: il fallo da dietro non ha bisogno di commenti. c’è da dire che si può fare, però poi viene punito perchè il calcio è un gioco maschio.
tempo supplementare: branca della fisica che nasce dalla teoria della relatività, per la quale il tempo spazio e tempo non sono assoluti ma relativi all’arbitro.
vincere la coppa: nelle riffe dei bar di paese, possedere il biglietto che ti fa vincere il cesto di salumi (di solito ce l’ha la moglie del barista).
barriera: fila di persone che impedisce al pallone di passare durante l’esecuzione del calcio di punizione. si può aggirare (come il posto di blocco), scavalcare (come il cancello dello stadio), distrarre con boccacce e/o gesti simili (da cui il concetto di ‘distrazione muscolare’) o far saltare (come nelle partite dei militari). non è corretto sostituire ‘barriera’ con ‘casello’, come fanno quelli di ondaverde.
calci di punizione: colui che compie un’azione irregolare, per punizione verrà immediatamente preso a calci
cross: voce di etimo incerta che sta a significare le condizioni non perfettamente regolari del terreno da gioco, che si presenta fangoso come una pista di moto, per cui si può approfittare per mettere il pallone in area nella speranza che qualcuno lo colpisca. probabilmente prende il nome dall’inventore del gesto tecnico, piero cross.
colpo di testa: azione scriteriata che occasionalmente può portare alcuni vantaggi, tipico dei giocatori particolarmente esagitati.
andare a far falle: dicesi di portiere che commette un errore in grado di sabotare la prestazione della propria squadra. etimo derivata dalle azioni dei guastatori della marina inglese che affondarono due navi nel porto di taranto durante la seconda guerra mondiale avvicinandosi di nascosto e aprendo buchi nello scafo.
calcio franco: sinonimo di calcio di punizione, usato particolarmente dai telecronisti elvetici, tipo libano zanolari della tsi2. probabile riferimento al fatto che per avere una punizione a favore è prassi comune pagare l’arbitro.
catenaccio: si dice di una squadra non particolarmente brillante, per associazione con le automobili vecchie che faticano a mettersi in moto (es. ‘ahò, ma quello è un catenaccio’).
lancio della monetina: espressione ambigua riferibile sia all’assegnazione del calcio di inizio da parte dell’arbitro, sia alle manifestazioni di tedio e/o disaccordo con l’arbitro dei tifosi di casa.
presa plastica: gesto atletico del portiere che ne recupera una quando l’inquilina del quinto piano compra un ferro da stiro con la spina tedesca.
scartare l’avversario: frase idiomatica che paragona il giocatore della squadra ad una caramella per significare la relativa facilità del gesto.
mezza rovesciata: dicesi di gesto tecnico dell’attaccante che si spalma per terra nel tentativo di raggiungere il pallone, deve il suo nome alla somiglianza con le movenza degli ubriachi al pub che rovesciano con gesti inconsulti un boccale da mezzo litro di birra sul tavolo.
calcio di rinvio: in casi estremi (ad es. pioggia, o neve) la partita viene sospesa e rinviata a data da destinarsi.
dischetto del rigore: floppy disc contentente le norme della finanziaria utile per rientrare nei parametri di maastricht. viene posto a 11 metri dalla porta e i giocatori ci posano sopra il pallone per calciarlo via, come gesto di estrema ribellione.
corner: generalmente rivolto all’arbitro, epiteto che intende rivelare presunte infedeltà della moglie (ad es. ‘arbitro, i corner che tieni’).
rimessa: deposito per gli autoveicoli particolarmente costosi di proprietà dei calciatori.
centromediano metodista: si contrappone al centro mediano cattolico, con il quale dà vita a dispute sull’ortodossia della fede cristiana applicata al gioco del calcio.
tiro secco: calciare il pallone in un terreno di gioco su cui non piove da giorni e non correttamente irrigato.
modulo di gioco: domanda in carta bollata da presentare in federazione per poter organizzare la partita (var. ‘cambiare modulo’ significa ricorrere in appello contro il tipo di partita che si sta giocando).
stop a seguire: segnala che il giocatore sta per fermare il gioco, il linguaggio è quello tipico dei segnali stradali.
parata in due tempi: sfilata allegorica del portiere che prevede un intervallo per riprendersi dallo stupore
uscire dalla difesa palla al piede: allontanarsi dai compagni del reparto difensivo perchè piuttosto inutili ed eccessivamente rompiscatole.
(l’ho già detto che non è colpa mia?)
giovedì 5 ottobre 2006
mail from darrell tobin to eddiemac
subject: be like a normal man
cazzo. si è sparsa la voce.
ultim'ora
pare siano iniziate le riprese della nuova opera di muccino, un film che racconta la crudeltà umana a partire dal punto di vista di un tubetto di burrocacao che passa di tasca in tasca, legando con un filo rosso il destino dei protagonisti. il film si intitolerà labello e la bestia
subject: be like a normal man
cazzo. si è sparsa la voce.
ultim'ora
pare siano iniziate le riprese della nuova opera di muccino, un film che racconta la crudeltà umana a partire dal punto di vista di un tubetto di burrocacao che passa di tasca in tasca, legando con un filo rosso il destino dei protagonisti. il film si intitolerà labello e la bestia
venerdì 29 settembre 2006
diario del capitano: supplemento
data stellare da concordarsi con manifestazioni incoerenti del materiale cosmico
forse tendo a sottovalutare il lavoro che faccio. così, in generale.
ne parlavo ieri con il mio nuovo analista, una presa adsl che segue la teoria psicologica degli incastri, per cui insieme si lavora molto sull’adattarsi alle situazioni e si eliminano a priori quelle dove l’adattamento è impossibile.
il fatto è che alle volte me ne esco con risposte del tipo:
- cosa faceva nel posto dove lavorava prima?
- beh, ho seguito alcuni progetti. senza che se ne accorgessero, ovviamente.
il problema è che non sono pronto per le nuove frontiere della comunicazione.
quindi ho deciso di allenarmi acquisendo le necessarie competenze linguistiche atte alla descrizione del mio lavoro:
questa mattina mi sono occupato di advanced technical consulting project manager (ho cercato di convincere un toner a sputare le ultime gocce di inchiostro), total quality excutive manager (controllando che la fotocopiatrice avesse il carrello pulito e pieno di fogli) con attività di back office security management (cercando di non tagliarmi con la carta presa nel ripostiglio).
poichè i limiti del linguaggio sono i limiti del mondo (l. wittgenstein) ecco una nuova linea di strumenti a basso costo, utili per affrontare una perfetta giornata in ufficio:
fotocopiatroce: macchina per le fotocopie dal cattivo funzionamento (stimola il processo creativo della bestemmia)
filosofax: fax che stampa fogli illeggibili per incoraggiare il processo ermeneutico dell’utente
harry plotter: plotter magico che stampa solo quello che vuole lui (effetto sorpresa garantito)
pensola: mensola su cui si ripongono tutte le cose che non si sa dove mettere (dov’è quella roba che non sapevamo dove mettere? boh, penso là)
disco fesso: hard disk in cui i files vengono archiviati a cazzo (ottimo come capro espiatorio)
stancante: stampante che si ostina a dare messaggi di errore (per riempire la giornata dell’utente)
scotch: whisky scozzese in confezione mignon per le pause creative
data stellare da concordarsi con manifestazioni incoerenti del materiale cosmico
forse tendo a sottovalutare il lavoro che faccio. così, in generale.
ne parlavo ieri con il mio nuovo analista, una presa adsl che segue la teoria psicologica degli incastri, per cui insieme si lavora molto sull’adattarsi alle situazioni e si eliminano a priori quelle dove l’adattamento è impossibile.
il fatto è che alle volte me ne esco con risposte del tipo:
- cosa faceva nel posto dove lavorava prima?
- beh, ho seguito alcuni progetti. senza che se ne accorgessero, ovviamente.
il problema è che non sono pronto per le nuove frontiere della comunicazione.
quindi ho deciso di allenarmi acquisendo le necessarie competenze linguistiche atte alla descrizione del mio lavoro:
questa mattina mi sono occupato di advanced technical consulting project manager (ho cercato di convincere un toner a sputare le ultime gocce di inchiostro), total quality excutive manager (controllando che la fotocopiatrice avesse il carrello pulito e pieno di fogli) con attività di back office security management (cercando di non tagliarmi con la carta presa nel ripostiglio).
poichè i limiti del linguaggio sono i limiti del mondo (l. wittgenstein) ecco una nuova linea di strumenti a basso costo, utili per affrontare una perfetta giornata in ufficio:
fotocopiatroce: macchina per le fotocopie dal cattivo funzionamento (stimola il processo creativo della bestemmia)
filosofax: fax che stampa fogli illeggibili per incoraggiare il processo ermeneutico dell’utente
harry plotter: plotter magico che stampa solo quello che vuole lui (effetto sorpresa garantito)
pensola: mensola su cui si ripongono tutte le cose che non si sa dove mettere (dov’è quella roba che non sapevamo dove mettere? boh, penso là)
disco fesso: hard disk in cui i files vengono archiviati a cazzo (ottimo come capro espiatorio)
stancante: stampante che si ostina a dare messaggi di errore (per riempire la giornata dell’utente)
scotch: whisky scozzese in confezione mignon per le pause creative
martedì 26 settembre 2006
piove ininterrottamente da 24 ore.
il che essenzialmente significa a) che le divinità climatiche mi odiano e b) che ho sbagliato latitudine.
per evitare l’incipiente depressione autunnale io e il gatto ce ne stiamo lì a fare i simpatici, scambiandoci battute da architetti, tipo:
-perchè dovrei progettare gli interni, se sono vani?
-il manto di copertura è un indumento dei servizi segreti?
-se questa è una pianta, perchè non è colorata di verde?
-hai visto che ho consegnato il prospetto informativo?
-qual’è il colmo per un tetto?
-se preparo una tavola, tecnicamente si può dire che apparecchio?
-per progettare il cappotto esterno non era meglio un sarto?
ma tutto quello che otteniamo sono delle occhiate di rimprovero, e la minaccia di spedirci sul balcone.
alla fine organizziamo un sit-in di protesta di fianco alla fotocopiatrice, e litighiamo per chi deve tenere il cartello “attenzione: ufi in manovra”
dai microfoni di radio ulna international è stata lanciata l’edizione 2006 di sonora, il festival messicano dei nuovi suoni del deserto (detto anche deserto bufo).
qui ci si difende come si può*
il che essenzialmente significa a) che le divinità climatiche mi odiano e b) che ho sbagliato latitudine.
per evitare l’incipiente depressione autunnale io e il gatto ce ne stiamo lì a fare i simpatici, scambiandoci battute da architetti, tipo:
-perchè dovrei progettare gli interni, se sono vani?
-il manto di copertura è un indumento dei servizi segreti?
-se questa è una pianta, perchè non è colorata di verde?
-hai visto che ho consegnato il prospetto informativo?
-qual’è il colmo per un tetto?
-se preparo una tavola, tecnicamente si può dire che apparecchio?
-per progettare il cappotto esterno non era meglio un sarto?
ma tutto quello che otteniamo sono delle occhiate di rimprovero, e la minaccia di spedirci sul balcone.
alla fine organizziamo un sit-in di protesta di fianco alla fotocopiatrice, e litighiamo per chi deve tenere il cartello “attenzione: ufi in manovra”
dai microfoni di radio ulna international è stata lanciata l’edizione 2006 di sonora, il festival messicano dei nuovi suoni del deserto (detto anche deserto bufo).
qui ci si difende come si può*
venerdì 22 settembre 2006
ho passato la pausa pranzo a cercare di convincere uno scaldabagno con manie di persecuzione ad aprirsi al mondo e all’universo in generale.
questo mi ha dato la possibilità di imparare alcune cose, tipo che cercare di convincere uno scaldabagno con manie di persecuzione è piuttosto inutile, anche se uno lo incoraggia con frasi dolci e gentili.
nel frattempo io ed alcuni niomi del nord est, in alternativa all’immanentizzazione dell’eschaton, stiamo lavorando ad un aggiustamento della settimana lavorativa con un calendario che distribuirebbe i sette giorni in: martedì, venerdì, sabato, sabato, sabato, domenica, jolly.
questo perchè troviamo inaccettabile che sul pianeta si sia sviluppata una forma di vita che dedica alle ferie una misera percentuale di tempo vissuto (il che sarebbe anche legittimo, se solo non si ostinassero a chiamarsi ‘forma di vita intelligente’)*.
la nostra proposta ha creato un po’ di scompiglio nel direttivo di rappresentanza terrestre, perchè inspiegabilmente i datori di lavoro, su richiesta di alcuni ufi crudeli, si sono schierati contro la risoluzione, e citano il caso di krapfoonbern come esempio di produttività esemplare nella galassia.
voglio dire, è vero che che su krapfoonbern sono previsti solo 10 giorni di ferie all’anno, solo che non bisognerebbe omettere di spiegare che il periodo di rivoluzione su krapfoonbern dura 21 giorni.
poi arrivo a casa, infilo il mio costume da betamax e mi fiondo in una festa a tema oktoberfest, giusto in tempo per mangiare schweinshaxe e bere birra in caduta.
*adam kernison, nel saggio ‘dodecafonia e dissonanza cognitiva’ prova a dare una spiegazione di questo fenomeno.
il saggio, pur essendo brillante ed estremamente rigoroso, purtroppo non incontrò il favore della comunità accademica, e spinse john fenderson-bendit docente di strategie di marketing all’università di des moines (iowa) ad effettuare uno studio sul perchè il libro di kernison non avesse incontrato il favore degli accademici.
dopo qualche anno di ricerca, fenderson-bendit concluse che il motivo era da ricercarsi nel fatto che alle presentazioni del libro non era previsto il buffet.
questo mi ha dato la possibilità di imparare alcune cose, tipo che cercare di convincere uno scaldabagno con manie di persecuzione è piuttosto inutile, anche se uno lo incoraggia con frasi dolci e gentili.
nel frattempo io ed alcuni niomi del nord est, in alternativa all’immanentizzazione dell’eschaton, stiamo lavorando ad un aggiustamento della settimana lavorativa con un calendario che distribuirebbe i sette giorni in: martedì, venerdì, sabato, sabato, sabato, domenica, jolly.
questo perchè troviamo inaccettabile che sul pianeta si sia sviluppata una forma di vita che dedica alle ferie una misera percentuale di tempo vissuto (il che sarebbe anche legittimo, se solo non si ostinassero a chiamarsi ‘forma di vita intelligente’)*.
la nostra proposta ha creato un po’ di scompiglio nel direttivo di rappresentanza terrestre, perchè inspiegabilmente i datori di lavoro, su richiesta di alcuni ufi crudeli, si sono schierati contro la risoluzione, e citano il caso di krapfoonbern come esempio di produttività esemplare nella galassia.
voglio dire, è vero che che su krapfoonbern sono previsti solo 10 giorni di ferie all’anno, solo che non bisognerebbe omettere di spiegare che il periodo di rivoluzione su krapfoonbern dura 21 giorni.
poi arrivo a casa, infilo il mio costume da betamax e mi fiondo in una festa a tema oktoberfest, giusto in tempo per mangiare schweinshaxe e bere birra in caduta.
*adam kernison, nel saggio ‘dodecafonia e dissonanza cognitiva’ prova a dare una spiegazione di questo fenomeno.
il saggio, pur essendo brillante ed estremamente rigoroso, purtroppo non incontrò il favore della comunità accademica, e spinse john fenderson-bendit docente di strategie di marketing all’università di des moines (iowa) ad effettuare uno studio sul perchè il libro di kernison non avesse incontrato il favore degli accademici.
dopo qualche anno di ricerca, fenderson-bendit concluse che il motivo era da ricercarsi nel fatto che alle presentazioni del libro non era previsto il buffet.
lunedì 18 settembre 2006
arrivo in ufficio in un clamoroso stato ipnagogico, palesando l’entusiasmo di un celenterato ad una festa di matrimonio.
il gatto mi guarda, poi per mostrare tutto il suo disprezzo si infila nel cestino della plastica e non esce più per un paio d’ore (qui siamo gente civile e abbiamo la raccolta differenziata, quindi c’è un cestino per la plastica, uno per l’umido, uno per la carta, uno per il secco e uno per il gatto).
nel frattempo è ufficialmente iniziata la stagione delle piogge di cui tutti sentivano il bisogno, e il tasso di umidità di toledo 1991™ è in continua ascesa, peggio del debito pubblico.
passo la pausa pranzo disquisendo con il mio analista (uno scoiattolo junghiano con problemi di tabagismo*) sulla prova ontologica applicata alla quiche lorraine e la svolta del comunismo italiano dopo i fatti di ungheria*, poi svengo sul divano.
avrei bisogno di dormire.
del resto le opzioni per la serata sono guardare miss italia, sbattere la testa contro mobili di un certo spessore o immanentizzare l'eschaton
alla fine metto sullo stereo miles gloriosus davis e mi sdraio sul letto ad aspettare l’ecpirosi.
il gatto mi guarda, poi per mostrare tutto il suo disprezzo si infila nel cestino della plastica e non esce più per un paio d’ore (qui siamo gente civile e abbiamo la raccolta differenziata, quindi c’è un cestino per la plastica, uno per l’umido, uno per la carta, uno per il secco e uno per il gatto).
nel frattempo è ufficialmente iniziata la stagione delle piogge di cui tutti sentivano il bisogno, e il tasso di umidità di toledo 1991™ è in continua ascesa, peggio del debito pubblico.
passo la pausa pranzo disquisendo con il mio analista (uno scoiattolo junghiano con problemi di tabagismo*) sulla prova ontologica applicata alla quiche lorraine e la svolta del comunismo italiano dopo i fatti di ungheria*, poi svengo sul divano.
avrei bisogno di dormire.
del resto le opzioni per la serata sono guardare miss italia, sbattere la testa contro mobili di un certo spessore o immanentizzare l'eschaton
alla fine metto sullo stereo miles gloriosus davis e mi sdraio sul letto ad aspettare l’ecpirosi.
martedì 12 settembre 2006
poi sono stato in una città del centro italia (di cui non dirò il nome per generare mistero nel lettore) e ho visto la notte bianca (per la notte bernie il sindaco aspetta l’ok dalla disney).
in questa città hanno qualche problema con i nomi, quindi potete trovare vie come: via ardeatina, piazzale ardeatino, via di porta ardeatina, via di fosse ardeatine, via circonvallazione ardeatina, via di porta ardeatina bis (altrimenti detta ‘ardeatina supplementare’), via ardeatina antica, via ardeatina quasi nuova, le mura ardeatine, il caffè ardeatino, il parcheggio ardeatino, la fontana ardeatina, il marciapiede ardeatino. per la stazione ardeatina si stanno attrezzando.
per facilitare le persone non autoctone, tutte queste cose possono trovarsi anche a svariati chilometri di distanza, per cui se intervistate alcuni pedoni vi giureranno di aver visto anche la madonna ardeatina.
però, per far vedere che nonostante tutto la fantasia non manca, esiste via tata giovanni, detto anche il tata buono.
comunque c’erano un sacco di persone ed anche alcuni ufi non troppo pericolosi, fra cui uno che aveva un trasmettitore camuffato da telefono cellulare e mentre parlava con l’astronave madre davanti al monumento chiamato anche ‘altare della patria’, esattamente sotto la targa viaria, ha fermato un vigile e gli ha chiesto "scusi, in che piazza siamo?" e io ho pensato che a lui si addiceva di più un altro titolo di dostoevskij, ma non vi dirò quale.
adesso ho la soglia di attenzione di una carpa con grossi problemi di apprendimento, un debito di sonno che quello del burkina faso con la banca mondiale è una cosa da pochi spiccioli, e un’estrema difficoltà nel raggiungere degli obiettivi intelligenti.
praticamente è tutto come al solito.
in questa città hanno qualche problema con i nomi, quindi potete trovare vie come: via ardeatina, piazzale ardeatino, via di porta ardeatina, via di fosse ardeatine, via circonvallazione ardeatina, via di porta ardeatina bis (altrimenti detta ‘ardeatina supplementare’), via ardeatina antica, via ardeatina quasi nuova, le mura ardeatine, il caffè ardeatino, il parcheggio ardeatino, la fontana ardeatina, il marciapiede ardeatino. per la stazione ardeatina si stanno attrezzando.
per facilitare le persone non autoctone, tutte queste cose possono trovarsi anche a svariati chilometri di distanza, per cui se intervistate alcuni pedoni vi giureranno di aver visto anche la madonna ardeatina.
però, per far vedere che nonostante tutto la fantasia non manca, esiste via tata giovanni, detto anche il tata buono.
comunque c’erano un sacco di persone ed anche alcuni ufi non troppo pericolosi, fra cui uno che aveva un trasmettitore camuffato da telefono cellulare e mentre parlava con l’astronave madre davanti al monumento chiamato anche ‘altare della patria’, esattamente sotto la targa viaria, ha fermato un vigile e gli ha chiesto "scusi, in che piazza siamo?" e io ho pensato che a lui si addiceva di più un altro titolo di dostoevskij, ma non vi dirò quale.
adesso ho la soglia di attenzione di una carpa con grossi problemi di apprendimento, un debito di sonno che quello del burkina faso con la banca mondiale è una cosa da pochi spiccioli, e un’estrema difficoltà nel raggiungere degli obiettivi intelligenti.
praticamente è tutto come al solito.
venerdì 8 settembre 2006
a un certo punto rimango a fissare il pavimento in attesa di un’illuminazione.
fissare il pavimento non è un’attività del tutto oziosa, come vi saprebbe dire con certezza un piastrellista.
ad ogni modo, l’illuminazione richiede tempo. soprattutto perchè non sai mai quando arriveranno i tecnici enel.
e se non hai l’illuminazione fissare il pavimento è difficile, perchè mica lo vedi.
insomma, non tutto è semplice come sembra in apparenza e molte volte tutto è riconducibile ad un’argomentazione circolare, come vi saprebbe dire un vigile urbano. ma anche un assonnato maleducato, credo.
comunque giusto ieri riflettevo anche sulla possibilità di assumere ufficialmente il lemming come animale guida (un sacco di persone famose avevano l’animale guida, che so, l’asino di buridano, i cani di pavlov, le mucche di hegel, il gatto di schrödinger, la papera di arconada. l’unica domanda a cui ancora non so rispondere è se un animale guida deve avere la patente).
al mattino, invece, il mio cervello trasmette alcuni jingle pubblicitari fino a che non eseguo una manovra di heimlich sui neuroni e li richiamo all’ordine. non è una cosa complicata, ma mi permette di riflettere su alcuni eventi che caratterizzano la mia vita in questo periodo.
per dire, il martedì ho la riunione del corso di rilassamento creativo: il mio maestro sostiene che io abbia un atteggiamento troppo conflittuale con alcune manifestazioni emotive. comunque sostiene anche che managua sia in venezuela, che farsi fotografare sottragga energia vitale, e che gli eventi significativi per la vita nell’universo possano avvenire solo di martedì. insomma, non è sempre affidabile, managua in venezuela proprio non si può sentire. però il corso si tiene in una piscina all’aperto, quindi fino a metà settembre è abbastanza frequentato.
il mercoledì in pausa pranzo vado a contare i cavedani e le macchine targate argovia (mica è facile: provate voi a dire a un cavedano di stare fermo; con un svizzero viene meglio), oltre che disquisire con un germano sull’essenza del reale.
alla fine mi sono reso conto che è il tempo lavorativo che scandisce i tempi della vita di un uomo (anche di un castoro, immagino, se un castoro andasse in ufficio. suppongo che questo sia uno dei motivi per cui i castori non vanno in ufficio. questo è un punto a favore dei castori su homo sapiens, in effetti), il che non è saggio.
voglio dire, lunedì sarò di nuovo qui a costruire percorsi creativi per fotocopiatrici e ad insegnare ikebana alle giovani murature.
una società civile che si rispetti dovrebbe prevedere undici mesi di ferie all’anno, non viceversa.
fissare il pavimento non è un’attività del tutto oziosa, come vi saprebbe dire con certezza un piastrellista.
ad ogni modo, l’illuminazione richiede tempo. soprattutto perchè non sai mai quando arriveranno i tecnici enel.
e se non hai l’illuminazione fissare il pavimento è difficile, perchè mica lo vedi.
insomma, non tutto è semplice come sembra in apparenza e molte volte tutto è riconducibile ad un’argomentazione circolare, come vi saprebbe dire un vigile urbano. ma anche un assonnato maleducato, credo.
comunque giusto ieri riflettevo anche sulla possibilità di assumere ufficialmente il lemming come animale guida (un sacco di persone famose avevano l’animale guida, che so, l’asino di buridano, i cani di pavlov, le mucche di hegel, il gatto di schrödinger, la papera di arconada. l’unica domanda a cui ancora non so rispondere è se un animale guida deve avere la patente).
al mattino, invece, il mio cervello trasmette alcuni jingle pubblicitari fino a che non eseguo una manovra di heimlich sui neuroni e li richiamo all’ordine. non è una cosa complicata, ma mi permette di riflettere su alcuni eventi che caratterizzano la mia vita in questo periodo.
per dire, il martedì ho la riunione del corso di rilassamento creativo: il mio maestro sostiene che io abbia un atteggiamento troppo conflittuale con alcune manifestazioni emotive. comunque sostiene anche che managua sia in venezuela, che farsi fotografare sottragga energia vitale, e che gli eventi significativi per la vita nell’universo possano avvenire solo di martedì. insomma, non è sempre affidabile, managua in venezuela proprio non si può sentire. però il corso si tiene in una piscina all’aperto, quindi fino a metà settembre è abbastanza frequentato.
il mercoledì in pausa pranzo vado a contare i cavedani e le macchine targate argovia (mica è facile: provate voi a dire a un cavedano di stare fermo; con un svizzero viene meglio), oltre che disquisire con un germano sull’essenza del reale.
alla fine mi sono reso conto che è il tempo lavorativo che scandisce i tempi della vita di un uomo (anche di un castoro, immagino, se un castoro andasse in ufficio. suppongo che questo sia uno dei motivi per cui i castori non vanno in ufficio. questo è un punto a favore dei castori su homo sapiens, in effetti), il che non è saggio.
voglio dire, lunedì sarò di nuovo qui a costruire percorsi creativi per fotocopiatrici e ad insegnare ikebana alle giovani murature.
una società civile che si rispetti dovrebbe prevedere undici mesi di ferie all’anno, non viceversa.
giovedì 7 settembre 2006
siamo tutti qui
e tutti insieme vogliamo vedere
quo e qua.
avverto un fremito nella forza.
come se milioni di voci che chiedevano aiuto da un pianeta lontano all’improvviso si fossero zittite.
o forse è la pasta al sugo con salsiccia e ceci di ieri sera.
nel frattempo le divinità preposte alla gestione clima hanno deciso di regalarci alcune meravigliose giornate estive; naturalmente:
1. io lavoro esattamente fino al tramonto
2. le meravigliose giornate estive vengono sospese per manutenzione nel weekend
3. la temperatura del lago nelle sere di settembre assomiglia alla minima di vladivostock in gennaio
deve esserci una morale in tutto questo, ma non ho capito esattamente quale.
visto che avevo per le mani il prefisso di asgaard ho provato a chiedere spiegazioni a frigga, dea del destino e della cottura in olio di semi, ma c’era la segreteria telefonica.
e tutti insieme vogliamo vedere
quo e qua.
avverto un fremito nella forza.
come se milioni di voci che chiedevano aiuto da un pianeta lontano all’improvviso si fossero zittite.
o forse è la pasta al sugo con salsiccia e ceci di ieri sera.
nel frattempo le divinità preposte alla gestione clima hanno deciso di regalarci alcune meravigliose giornate estive; naturalmente:
1. io lavoro esattamente fino al tramonto
2. le meravigliose giornate estive vengono sospese per manutenzione nel weekend
3. la temperatura del lago nelle sere di settembre assomiglia alla minima di vladivostock in gennaio
deve esserci una morale in tutto questo, ma non ho capito esattamente quale.
visto che avevo per le mani il prefisso di asgaard ho provato a chiedere spiegazioni a frigga, dea del destino e della cottura in olio di semi, ma c’era la segreteria telefonica.
lunedì 4 settembre 2006
no, guarda, preferirei evitare di spiegartelo ancora: sono contrario all’accanimento terapeutico
giovedì 31 agosto 2006
diario del capitano, data astrale da concordarsi con alcune manifestazioni dissonanti dell’universo
eravamo riuniti, tutti i capitani del quadrante beta (è un quadrante ancora in prova), alla locanda "il coregone impazzito", per capire se anche questa volta riusciamo a salvare il mondo dagli ufi (e smettetela di dire che non facciamo niente: gli ufi non ci hanno ancora invaso del tutto, vuol dire che stiamo facendo un buon lavoro, no?).
in realtà la riunione era finita e ce ne stavamo lì a mangiare la famosa pasta del capitano, quando si è scatenata la furia degli elementi (opere di euclide che distruggevano l’ecosistema, scoperchiando tetti e sradicando alberi secolari, il che è piuttosto seccante, immagino, almeno dal punto di vista dell’albero).
siccome siamo capitani coraggiosi, io, il capitano nemo (con un nutrito seguito di compatrioti adoranti, perchè è un profeta in patria), e il capitano tuttammè (della compagnia degli alienati mentali con manie di persecuzione), siamo rimasti al chiuso a veder volare via una tapparella che approfittava dell’occasione per fuggire verso la libertà, e siamo usciti solo quando siamo stati sicuri che la grandine non ci avrebbe tumefatto.
siamo capitani coraggiosi, mica scemi.
nel frattempo l’universo continuava ad andare per conto suo, e questa individualità dell’universo è una cosa che mi dà da pensare.
comunque al telegiornale non hanno detto quasi niente del tornado (che prima non c’era, quindi non so con esattezza perchè si chiami tornado): non che fossero intimamente connessi con l’universo, infatti parlavano di attualità (avrete notato che non si parla spesso di attualità da queste parti, l’attualità mica esiste, è un invenzione dei telegiornali).
ad ogni modo volevo giusto far notare che le notizie erano del tipo che ad oggi è sfuggita ai commentatori politici il ruolo svolto dalla moglie del primo ministro libanese (sin ora s’ignora l’influenza della signora di siniora) e che dopo una settimana si sarebbe aperta la mostra del cinema di venezia, che è un po’ come un parente giovane del più famoso festival di cannes (tant’è che nei bar della serenissima capita spesso di sentire i critici cinematografici usare come intercalare "zio cannes" davanti a un pinot bianco), mentre non dicevano niente della tapparella nè degli alberi secolari crollati sulle macchine e sulle case.
questo per dire che i giornalisti sanno sempre distinguere le notizie importanti, e inventano un’attualità davvero utile, tanto che a volte credo che i giornalisti siano in realtà degli ufi travestiti (d’accordo, sono paranoico. ma sono abbastanza paranoico? (op. cit.))
poi però, dopo un paio di giorni di vento, adesso ci sono delle giornate bellissime, solo molto fredde, che la sera devi mettere i maglioni e ti viene da dire che l’estate è finita, ma poi pensi che non è vero che è finita, perchè da queste parti neanche è cominciata, solo che non è una gran consolazione.
e ieri il cielo, appena dopo il tramonto, sul lago, era così bello che faceva venire i lucciconi (cioè, io credo che sia il contrasto, il trucco: quando il sole si nasconde dietro le montagne, dopo un po’ quelle diventano nere e perdono qualsiasi spessore, tanto che sembrano fatte di compensato (che è un legno piuttosto ricco, immagino) mentre il cielo è di un blu luminosissimo, che quando la pantone lo vede muore di invidia. se vi fate teletrasportare qui capite cosa intendo
disclaimer: nessuna grammatica è stata realmente maltrattata per scrivere questo post. effettivamente qualche parentesi è stata molestata, ma sembrava consenziente
eravamo riuniti, tutti i capitani del quadrante beta (è un quadrante ancora in prova), alla locanda "il coregone impazzito", per capire se anche questa volta riusciamo a salvare il mondo dagli ufi (e smettetela di dire che non facciamo niente: gli ufi non ci hanno ancora invaso del tutto, vuol dire che stiamo facendo un buon lavoro, no?).
in realtà la riunione era finita e ce ne stavamo lì a mangiare la famosa pasta del capitano, quando si è scatenata la furia degli elementi (opere di euclide che distruggevano l’ecosistema, scoperchiando tetti e sradicando alberi secolari, il che è piuttosto seccante, immagino, almeno dal punto di vista dell’albero).
siccome siamo capitani coraggiosi, io, il capitano nemo (con un nutrito seguito di compatrioti adoranti, perchè è un profeta in patria), e il capitano tuttammè (della compagnia degli alienati mentali con manie di persecuzione), siamo rimasti al chiuso a veder volare via una tapparella che approfittava dell’occasione per fuggire verso la libertà, e siamo usciti solo quando siamo stati sicuri che la grandine non ci avrebbe tumefatto.
siamo capitani coraggiosi, mica scemi.
nel frattempo l’universo continuava ad andare per conto suo, e questa individualità dell’universo è una cosa che mi dà da pensare.
comunque al telegiornale non hanno detto quasi niente del tornado (che prima non c’era, quindi non so con esattezza perchè si chiami tornado): non che fossero intimamente connessi con l’universo, infatti parlavano di attualità (avrete notato che non si parla spesso di attualità da queste parti, l’attualità mica esiste, è un invenzione dei telegiornali).
ad ogni modo volevo giusto far notare che le notizie erano del tipo che ad oggi è sfuggita ai commentatori politici il ruolo svolto dalla moglie del primo ministro libanese (sin ora s’ignora l’influenza della signora di siniora) e che dopo una settimana si sarebbe aperta la mostra del cinema di venezia, che è un po’ come un parente giovane del più famoso festival di cannes (tant’è che nei bar della serenissima capita spesso di sentire i critici cinematografici usare come intercalare "zio cannes" davanti a un pinot bianco), mentre non dicevano niente della tapparella nè degli alberi secolari crollati sulle macchine e sulle case.
questo per dire che i giornalisti sanno sempre distinguere le notizie importanti, e inventano un’attualità davvero utile, tanto che a volte credo che i giornalisti siano in realtà degli ufi travestiti (d’accordo, sono paranoico. ma sono abbastanza paranoico? (op. cit.))
poi però, dopo un paio di giorni di vento, adesso ci sono delle giornate bellissime, solo molto fredde, che la sera devi mettere i maglioni e ti viene da dire che l’estate è finita, ma poi pensi che non è vero che è finita, perchè da queste parti neanche è cominciata, solo che non è una gran consolazione.
e ieri il cielo, appena dopo il tramonto, sul lago, era così bello che faceva venire i lucciconi (cioè, io credo che sia il contrasto, il trucco: quando il sole si nasconde dietro le montagne, dopo un po’ quelle diventano nere e perdono qualsiasi spessore, tanto che sembrano fatte di compensato (che è un legno piuttosto ricco, immagino) mentre il cielo è di un blu luminosissimo, che quando la pantone lo vede muore di invidia. se vi fate teletrasportare qui capite cosa intendo
disclaimer: nessuna grammatica è stata realmente maltrattata per scrivere questo post. effettivamente qualche parentesi è stata molestata, ma sembrava consenziente
lunedì 28 agosto 2006
(scrivo i post fuori sincrono, come ghezzi su blob. il problema è che io lavoro, mica sono qui a far ballar la scimmia. c’è anche da dire che far ballar la scimmia sarebbe decisamente più interessante).
gli inglesi chiamano il tanga "g-string". (io sarò ingenuo, ma mi sfuggono le implicazioni con il sol. probabilmente sarà il sol dell’avvenire)
ad ogni modo, ecco un test che vi fornirà il vostro grado di adattabilità ad un paese anglosassone, o, in alternativa, una tessera sconto in tutti i pub del commonwealth
la pinta è:
a. 0,568 litri
b. 0,437 litri
c. una delle caravelle di colombo
3.000 piedi significa:
a. 914,4 metri
b. 719,3 metri
c. circa 1.500 persone
uno scellino è:
a. 1/20 di sterlina
b. 1/25 di sterlina
c. un piccolo indumento che ci si mette sulle spalle nelle fresche sere primaverili in puglia
il miglio corrisponde a:
a. 1,6093 chilometri
b. 0,9761 chilometri
c. un cereale
12 pence fanno:
a. uno scellino
b. una sterlina
c. un vestito piuttosto eccentrico
yard sta per:
a. 0,9144 metri
b. 1,2312 metri
c. la sigla di un programma tv sui medici in prima linea
il gallone è:
a. 4,546 litri
b. la mostrina che si guadagnano i militari
c. un animale da cortile particolarmente grosso
due once sono:
a. 56,699046 grammi
b. 12,346 cablo grammi
c. due ciclisti spagnoli
il pollice è:
a. 2,54 centimetri
b. uno dei dioscuri
c. lo strumento preferito dagli autostoppisti
due acri sono:
a. 0,8092 ettari
b. due parassiti che si annidano nella polvere
c. due individui che emanano un afrore piuttosto pungente
risposte:
maggioranza di risposte c: abbiamo delle cose in comune (io ho lasciato un ombrello all’anagrafe, ad esempio)
maggioranza di risposte b: ah, se solo vi applicaste di più (sareste probabilmente un adesivo)
maggioranza di risposte a: siete un parente della regina elisabetta. il che non depone esattamente a vostro favore, immagino
gli inglesi chiamano il tanga "g-string". (io sarò ingenuo, ma mi sfuggono le implicazioni con il sol. probabilmente sarà il sol dell’avvenire)
ad ogni modo, ecco un test che vi fornirà il vostro grado di adattabilità ad un paese anglosassone, o, in alternativa, una tessera sconto in tutti i pub del commonwealth
la pinta è:
a. 0,568 litri
b. 0,437 litri
c. una delle caravelle di colombo
3.000 piedi significa:
a. 914,4 metri
b. 719,3 metri
c. circa 1.500 persone
uno scellino è:
a. 1/20 di sterlina
b. 1/25 di sterlina
c. un piccolo indumento che ci si mette sulle spalle nelle fresche sere primaverili in puglia
il miglio corrisponde a:
a. 1,6093 chilometri
b. 0,9761 chilometri
c. un cereale
12 pence fanno:
a. uno scellino
b. una sterlina
c. un vestito piuttosto eccentrico
yard sta per:
a. 0,9144 metri
b. 1,2312 metri
c. la sigla di un programma tv sui medici in prima linea
il gallone è:
a. 4,546 litri
b. la mostrina che si guadagnano i militari
c. un animale da cortile particolarmente grosso
due once sono:
a. 56,699046 grammi
b. 12,346 cablo grammi
c. due ciclisti spagnoli
il pollice è:
a. 2,54 centimetri
b. uno dei dioscuri
c. lo strumento preferito dagli autostoppisti
due acri sono:
a. 0,8092 ettari
b. due parassiti che si annidano nella polvere
c. due individui che emanano un afrore piuttosto pungente
risposte:
maggioranza di risposte c: abbiamo delle cose in comune (io ho lasciato un ombrello all’anagrafe, ad esempio)
maggioranza di risposte b: ah, se solo vi applicaste di più (sareste probabilmente un adesivo)
maggioranza di risposte a: siete un parente della regina elisabetta. il che non depone esattamente a vostro favore, immagino
lunedì 21 agosto 2006
sono tornato.
ancora mi sto chiedendo il perché.
il fatto che mi siano finite le ferie mi sembra comunque una buona ragione.
stupida quanto si vuole (una società che prevede due settimane di ferie su 52 è indegna. in qualsiasi posto civile dovrebbe essere l’opposto) ma insomma.
un’altra ragione potrebbe essere che, avendo avuto a che fare con gli aeroporti, posso aiutarvi a non avere gli stessi problemi diffondendo il manuale per le procedure di sicurezza recentemente approvato dagli stati uniti.
sebbene la situazione negli aeroporti stia lentamente migliorando, il livello di allerta terrorismo resta ovviamente molto alto. le agenzie di gestione e gli addetti alla sicurezza degli aeroporti statunitensi hanno diramato un comunicato per agevolare l’utente nelle procedure di controllo, che qui pubblichiamo per intero.
i consigli dell’amministrazione usa per un corretto utilizzo dei voli e del bagaglio a mano, al fine di salvaguardare la sicurezza degli aeroporti
1. vi preghiamo di non lasciare incustoditi i vostri bagagli all’interno dell’aerostazione. tutti i bagagli incustoditi verranno rimossi e distrutti.
2. vi preghiamo di non lasciare incustoditi i vostri bambini all’interno dell’aerostazione. tutti i bambini incustoditi verranno rimossi e distrutti.
3. evitate comportamenti sospetti, come controllare insistentemente il vostro biglietto o presentarvi al banco del check-in sbagliato. chi verrà sorpreso in questi atteggiamenti all’interno dell’aerostazione sarà immediatamente bloccato dalle forze dell’ordine e passato per le armi.
4. non è consentito trasportare i propri effetti personali in borse, valigie o zaini che potrebbero essere usati per soffocare i piloti in caso di dirottamento. orologi, telefoni cellulari e dispositivi elettronici, in quanto potenziali detonatori, verranno fatti esplodere prima dell’imbarco.
5. i vestiti sintetici potrebbero essere fonte di un incendio a bordo; per questo motivo, chiunque indossi vestiti sintetici sarà imbarcato nudo.
6. i lacci delle scarpe, invece, costituiscono una seria minaccia alla sicurezza dell’aereo, perchè potrebbero essere usati per garrotare l’equipaggio. fino a nuova comunicazione saranno ammessi solo passeggeri che indossano mocassini o moon boot.
7. prima dell’ingresso nell’aeromobile saranno allestite delle docce in cui dovranno lavarsi tutti i passeggeri per evitare che odori sgradevoli compromettano la sicurezza dell’equipaggio e dei piloti con pericolose reazioni chimiche. ci scusiamo per i ritardi che eventualmente ne potrebbero derivare.
8. per lo stesso motivo un’equipe medica valuterà le condizioni di salute dei passeggeri prima dell’ingresso a bordo. i passeggeri che dovessero presentare disturbi intestinali saranno imbarcati nella stiva, onde evitare esplosioni a bordo dell’aeromobile.
9. i capelli sono materiale altamente infiammabile e rappresentano una minaccia all’integrità dell’aeromobile. per questo motivo saranno imbarcati solo passeggeri calvi o rasati. un servizio di barbiere sarà allestito in tutti gli aeroporti nazionali ed internazionali. sono allo studio misure di sicurezza per contenere passeggeri affetti da ipertricosi.
10. gli occhiali, se usati come specchio o per provocare riflessi e/o abbagliamenti, oppure rotti per ottenere dei vetri taglienti, sono un potenziale pericolo per i piloti. devono essere deposti in speciali contenitori in cui verranno sbriciolati alla partenza e consegnati all’arrivo ai passeggeri.
11. i bastoni da passeggio per anziani non sono ovviamente considerati supporti vitali. verranno bruciati alla partenza. le ceneri saranno restituite all’arrivo a chi ne farà richiesta.
12. l’acqua, se svuotata sui comandi, può mandare in corto circuito il sistema di pilotaggio dell’aereo. su tutti i voli nazionali ed internazionali è proibito bere o portare liquidi. abbiate cura di salire idratati sull’aeromobile.
13. per evitare che passeggeri sospetti si appartino a bordo dell’aereomobile, i bagni verranno chiusi. eventuali bisogni fisiologici dovranno essere espletati in speciali servizi igienici trasparenti sistemati al centro del velivolo.
14. controllate i vostri vicini. se vi appaiono sospetti, agitati, se ingeriscono sostanze sospette (i.e. travelgum, benzodiazepine o similari) non esitate a strozzarli con la cintura di sicurezza e ad avvertire l’equipaggio una volta che siano stati messi in condizione di non nuocere. nel caso si agitino o tentino di opporre resistenza avrete la sicurezza che si tratta di pericolosi terroristi.
ancora mi sto chiedendo il perché.
il fatto che mi siano finite le ferie mi sembra comunque una buona ragione.
stupida quanto si vuole (una società che prevede due settimane di ferie su 52 è indegna. in qualsiasi posto civile dovrebbe essere l’opposto) ma insomma.
un’altra ragione potrebbe essere che, avendo avuto a che fare con gli aeroporti, posso aiutarvi a non avere gli stessi problemi diffondendo il manuale per le procedure di sicurezza recentemente approvato dagli stati uniti.
sebbene la situazione negli aeroporti stia lentamente migliorando, il livello di allerta terrorismo resta ovviamente molto alto. le agenzie di gestione e gli addetti alla sicurezza degli aeroporti statunitensi hanno diramato un comunicato per agevolare l’utente nelle procedure di controllo, che qui pubblichiamo per intero.
i consigli dell’amministrazione usa per un corretto utilizzo dei voli e del bagaglio a mano, al fine di salvaguardare la sicurezza degli aeroporti
1. vi preghiamo di non lasciare incustoditi i vostri bagagli all’interno dell’aerostazione. tutti i bagagli incustoditi verranno rimossi e distrutti.
2. vi preghiamo di non lasciare incustoditi i vostri bambini all’interno dell’aerostazione. tutti i bambini incustoditi verranno rimossi e distrutti.
3. evitate comportamenti sospetti, come controllare insistentemente il vostro biglietto o presentarvi al banco del check-in sbagliato. chi verrà sorpreso in questi atteggiamenti all’interno dell’aerostazione sarà immediatamente bloccato dalle forze dell’ordine e passato per le armi.
4. non è consentito trasportare i propri effetti personali in borse, valigie o zaini che potrebbero essere usati per soffocare i piloti in caso di dirottamento. orologi, telefoni cellulari e dispositivi elettronici, in quanto potenziali detonatori, verranno fatti esplodere prima dell’imbarco.
5. i vestiti sintetici potrebbero essere fonte di un incendio a bordo; per questo motivo, chiunque indossi vestiti sintetici sarà imbarcato nudo.
6. i lacci delle scarpe, invece, costituiscono una seria minaccia alla sicurezza dell’aereo, perchè potrebbero essere usati per garrotare l’equipaggio. fino a nuova comunicazione saranno ammessi solo passeggeri che indossano mocassini o moon boot.
7. prima dell’ingresso nell’aeromobile saranno allestite delle docce in cui dovranno lavarsi tutti i passeggeri per evitare che odori sgradevoli compromettano la sicurezza dell’equipaggio e dei piloti con pericolose reazioni chimiche. ci scusiamo per i ritardi che eventualmente ne potrebbero derivare.
8. per lo stesso motivo un’equipe medica valuterà le condizioni di salute dei passeggeri prima dell’ingresso a bordo. i passeggeri che dovessero presentare disturbi intestinali saranno imbarcati nella stiva, onde evitare esplosioni a bordo dell’aeromobile.
9. i capelli sono materiale altamente infiammabile e rappresentano una minaccia all’integrità dell’aeromobile. per questo motivo saranno imbarcati solo passeggeri calvi o rasati. un servizio di barbiere sarà allestito in tutti gli aeroporti nazionali ed internazionali. sono allo studio misure di sicurezza per contenere passeggeri affetti da ipertricosi.
10. gli occhiali, se usati come specchio o per provocare riflessi e/o abbagliamenti, oppure rotti per ottenere dei vetri taglienti, sono un potenziale pericolo per i piloti. devono essere deposti in speciali contenitori in cui verranno sbriciolati alla partenza e consegnati all’arrivo ai passeggeri.
11. i bastoni da passeggio per anziani non sono ovviamente considerati supporti vitali. verranno bruciati alla partenza. le ceneri saranno restituite all’arrivo a chi ne farà richiesta.
12. l’acqua, se svuotata sui comandi, può mandare in corto circuito il sistema di pilotaggio dell’aereo. su tutti i voli nazionali ed internazionali è proibito bere o portare liquidi. abbiate cura di salire idratati sull’aeromobile.
13. per evitare che passeggeri sospetti si appartino a bordo dell’aereomobile, i bagni verranno chiusi. eventuali bisogni fisiologici dovranno essere espletati in speciali servizi igienici trasparenti sistemati al centro del velivolo.
14. controllate i vostri vicini. se vi appaiono sospetti, agitati, se ingeriscono sostanze sospette (i.e. travelgum, benzodiazepine o similari) non esitate a strozzarli con la cintura di sicurezza e ad avvertire l’equipaggio una volta che siano stati messi in condizione di non nuocere. nel caso si agitino o tentino di opporre resistenza avrete la sicurezza che si tratta di pericolosi terroristi.
mercoledì 2 agosto 2006
“in un mondo perfetto, nelle riunioni direttive delle più grandi ditte mondiali si sentirebbe spesso la frase ‘l'idea di fondo va bene, ma servono più gatti’”
evaristo.blogspot.com, via babsi
mi sveglio al solito orario e un orribile sospetto si fa strada nelle connessioni neuronali congestionate: è agosto; è mercoledi; il parcheggio libero più vicino all’ufficio dovrebbe essere nei dintorni di alnilak.
il livello di allerta passa direttamente a defcon 5 senza passare dal via.
rinuncio all’auto e mi dedico al mezzofondo: arrivo in ufficio che sembro la controfigura di dorando petri. non è che non sia sportivo, è solo che di solito faccio esercizi diversi, di prima mattina.
infatti nel pomeriggio io e il gatto ci piazziamo sul pavimento dell’ufficio e ci alleniamo per il prossimo campionato di bob a due con equipaggio misto. non funzionerebbe male se lui non si ostinasse a voler pilotare a tutti i costi.
poi ci spostiamo sul balcone e giochiamo a tirare graffette sui turisti.
la sera arrivo in spiaggia, nuoto quanto basta, mi sdraio sull’asciugamano, metto le cuffiette e ascolto la sinfonia n. 7 (ode al pericardio) di herman glichting, nella partitura per stendipanni e rasoio elettrico, live in cadempino 1997.
o almeno è quello che farei se il cielo non scatenasse pioggia e tempesta ogni volta che alle 18.30 apro la porta dell’ufficio con un costume addosso (quelli del call center clima mi sentiranno, altrochè).
nel frattempo la tv continua a trasmettere rumore bianco, che è peggio della tsi, ma meglio di quello che danno di solito sugli altri canali.
il primo agosto era la festa nazionale svizzera.
per festeggiare l’evento ho appeso un cartello sulla porta che dice "guglielmo tel. ore pasti"
sms
io: quando arrivi?
xx: ho appena scoperto di avere la batteria a terra
io: io ho la chitarra sul letto ma non ne faccio una tragedia
xx: cretino
comunicazione disservizio
secondo i miei piani, dovrei riuscire a fuggire in una realtà alternativa entro fine settimana.
come diceva il colonnello smith, mi piacciono i piani ben riusciti (o era il colonnello steinway, adesso non ricordo).
questo significa che con molta probabilità questo blog resterà chiuso per alcuni giorni per manutenzione neuronale.
nel frattempo siete pregati di vigilare e non permettere agli ufi di conquistare l’universo mentre sono via.
in caso di emergenza potete:
a) proiettare un lemming luminoso nei cieli della vostra città (e farmi una telefonata, perchè difficilmente sarò nella vostra città, e quindi non lo vedo)
b) chiamare il call center divinità varie ed eventuali (dove però un semidio in stage vi dirà che sono tutti in vacanza)
c) inalare del freon in piccole dosi (così, per rinfrescarvi le idee)
se non è strettamente necessario, non fatevi prendere dal panico.
vi sosterrei con il mio vincastro, se ne avessi uno.
evaristo.blogspot.com, via babsi
mi sveglio al solito orario e un orribile sospetto si fa strada nelle connessioni neuronali congestionate: è agosto; è mercoledi; il parcheggio libero più vicino all’ufficio dovrebbe essere nei dintorni di alnilak.
il livello di allerta passa direttamente a defcon 5 senza passare dal via.
rinuncio all’auto e mi dedico al mezzofondo: arrivo in ufficio che sembro la controfigura di dorando petri. non è che non sia sportivo, è solo che di solito faccio esercizi diversi, di prima mattina.
infatti nel pomeriggio io e il gatto ci piazziamo sul pavimento dell’ufficio e ci alleniamo per il prossimo campionato di bob a due con equipaggio misto. non funzionerebbe male se lui non si ostinasse a voler pilotare a tutti i costi.
poi ci spostiamo sul balcone e giochiamo a tirare graffette sui turisti.
la sera arrivo in spiaggia, nuoto quanto basta, mi sdraio sull’asciugamano, metto le cuffiette e ascolto la sinfonia n. 7 (ode al pericardio) di herman glichting, nella partitura per stendipanni e rasoio elettrico, live in cadempino 1997.
o almeno è quello che farei se il cielo non scatenasse pioggia e tempesta ogni volta che alle 18.30 apro la porta dell’ufficio con un costume addosso (quelli del call center clima mi sentiranno, altrochè).
nel frattempo la tv continua a trasmettere rumore bianco, che è peggio della tsi, ma meglio di quello che danno di solito sugli altri canali.
il primo agosto era la festa nazionale svizzera.
per festeggiare l’evento ho appeso un cartello sulla porta che dice "guglielmo tel. ore pasti"
sms
io: quando arrivi?
xx: ho appena scoperto di avere la batteria a terra
io: io ho la chitarra sul letto ma non ne faccio una tragedia
xx: cretino
comunicazione disservizio
secondo i miei piani, dovrei riuscire a fuggire in una realtà alternativa entro fine settimana.
come diceva il colonnello smith, mi piacciono i piani ben riusciti (o era il colonnello steinway, adesso non ricordo).
questo significa che con molta probabilità questo blog resterà chiuso per alcuni giorni per manutenzione neuronale.
nel frattempo siete pregati di vigilare e non permettere agli ufi di conquistare l’universo mentre sono via.
in caso di emergenza potete:
a) proiettare un lemming luminoso nei cieli della vostra città (e farmi una telefonata, perchè difficilmente sarò nella vostra città, e quindi non lo vedo)
b) chiamare il call center divinità varie ed eventuali (dove però un semidio in stage vi dirà che sono tutti in vacanza)
c) inalare del freon in piccole dosi (così, per rinfrescarvi le idee)
se non è strettamente necessario, non fatevi prendere dal panico.
vi sosterrei con il mio vincastro, se ne avessi uno.
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