stavo disquisendo di strutture dissipative con un parrucchiere che sostiene di essere stato rapito dagli ufi (ora sta bene, a parte la tendenza a disegnare crop circle nei capelli dei clienti) quando un cavallo che ricopre la carica di gran maniscalco nel comitato centrale per il controllo degli attività degli ufi sul pianeta (sì, è un evidente conflitto di interessi) ci propone un giro fra le bancarelle del mercato per sgambettare turisti di lingua tedesca.
non è affatto una cattiveria: è un esperimento scientifico molto serio sulla scia dei lavori di il'ja prigožin, si tratta essenzialmente di un progetto di studio di sistemi complessi lontani dall’equilibrio.
dopo la pausa pranzo torno in ufficio, mi sdraio sulla scrivania di fianco al gatto e guardiamo che programmi danno sul soffitto.
ultim’ora
scoperti in un carteggio ritrovato casualmente alcuni scritti inediti di salvatore quasimodo in cui il poeta riflette sullo sviluppo critico dell’ermetismo. einaudi ne pubblicherà alcuni stralci in un libro dal titolo “ermetici in prima linea” da cui riportiamo alcuni studi: si tratta di brevi componimenti che avrebbero dovuto costituire la raccolta “acqua e serra: variazioni goldberg”
# 1
il baco sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole
ed è subito seta
# 7
l’ape sta sola sul cuor della terra
trafitta da un raggio di sole
ed è subito cera
# 13
la pece sta sola sul cuor della terra
trafitta da un raggio di sole
ed è subito nera
# 21
l'eroinomane sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole
ed è subito pera
# 24
l’imam sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole
ed è subito sura
# 28
frosinone sta sola sul cuor della terra
trafitta da un raggio di sole
ed è subito sora
mercoledì 28 ottobre 2009
mercoledì 21 ottobre 2009
il 21 ottobre è il giorno di klwsky, una divinità nordica che si diverte a ghiacciarti il parabrezza durante la notte e a rubarti la legna del camino, con cui costruisce dei graziosi bastoni da hockey.
qui la popolazione festeggia comprando raschietti per il ghiaccio e lasciando un pezzo di legno fuori dalla porta, non perché stimi particolarmente le divinità nordiche, ma perché klwsky è un dio crudele, ed è pericoloso incorrere nelle sue ire (ma anche nelle altre desinenze). la leggenda vuole che uno dei più terribili effetti delle maledizioni del dio klwsky sia che molti di quelli che ne vengono colpiti diventino professori di filosofia teoretica.
io mi libero di alcuni piccioni che stanno provando il programma di stephan lambiel all’europeo di zagabria direttamente sul cofano della mia auto, e vago alla ricerca di un parcheggio dietro una toyota targata nidvaldo che con tutta probabilità sta cercando di passare il test dell’alce da fermo.
solo che mercoledì è giorno di mercato, e il parcheggio più vicino all’ufficio si trova nei dintorni di betelgeuse.
il sindaco ha promesso di ovviare alla penuria di parcheggi con un incanto patronus (per chi non lo sapesse, è un’asta di beneficienza che si svolgerà il giorno di san pietro e paolo) che permetterà la costruzione di un autosilo verso il 2072; nel frattempo pare ci si debba arrangiare.
alcuni studiosi del centro di controllo ufi sostengono sia un’ottima tecnica di difesa contro eventuali attacchi degli ufi: l’idea è che mica ti possono attaccare se non sanno dove lasciare l’astronave. io credo che una difesa che impedisca gli attacchi solo di mercoledì non sia poi così efficace. oltretutto aumentano le probabilità che noi e gli ufi ci si ritrovi tutti quanti nel parcheggio alla periferia di betelgeuse.
in ufficio, per manifestare il mio dissenso, ogni volta che suona il telefono faccio rispondere al gatto. per ora nessuno si è mai lamentato (non con me, per lo meno. magari con il gatto, ma lui è permaloso e non me lo direbbe mai).
la sera arrivo a casa, metto sullo stereo la quarta sinfonia di brezinskij nella partitura per cornetta, citofono e carrello elevatore linde, poi mi ritiro a studiare le teorie di ramsey sulla matematica discreta (ossia fare matematica in silenzio per non disturbare i vicini di casa)
ultim’ora
dopo la scomparsa dei fatti (un libro sulla misteriosa sorte dei drogati), la scomparsa dei valori (un libro sulle continue rapine sui furgoni), le finestre a scomparsa (un libro sui bachi di windows) il giornalismo d’inchiesta italiano sta indagando sulla mancanza di slittamento di significato nella società moderna. il titolo del libro sarà: una sparizione di tropo.
qui la popolazione festeggia comprando raschietti per il ghiaccio e lasciando un pezzo di legno fuori dalla porta, non perché stimi particolarmente le divinità nordiche, ma perché klwsky è un dio crudele, ed è pericoloso incorrere nelle sue ire (ma anche nelle altre desinenze). la leggenda vuole che uno dei più terribili effetti delle maledizioni del dio klwsky sia che molti di quelli che ne vengono colpiti diventino professori di filosofia teoretica.
io mi libero di alcuni piccioni che stanno provando il programma di stephan lambiel all’europeo di zagabria direttamente sul cofano della mia auto, e vago alla ricerca di un parcheggio dietro una toyota targata nidvaldo che con tutta probabilità sta cercando di passare il test dell’alce da fermo.
solo che mercoledì è giorno di mercato, e il parcheggio più vicino all’ufficio si trova nei dintorni di betelgeuse.
il sindaco ha promesso di ovviare alla penuria di parcheggi con un incanto patronus (per chi non lo sapesse, è un’asta di beneficienza che si svolgerà il giorno di san pietro e paolo) che permetterà la costruzione di un autosilo verso il 2072; nel frattempo pare ci si debba arrangiare.
alcuni studiosi del centro di controllo ufi sostengono sia un’ottima tecnica di difesa contro eventuali attacchi degli ufi: l’idea è che mica ti possono attaccare se non sanno dove lasciare l’astronave. io credo che una difesa che impedisca gli attacchi solo di mercoledì non sia poi così efficace. oltretutto aumentano le probabilità che noi e gli ufi ci si ritrovi tutti quanti nel parcheggio alla periferia di betelgeuse.
in ufficio, per manifestare il mio dissenso, ogni volta che suona il telefono faccio rispondere al gatto. per ora nessuno si è mai lamentato (non con me, per lo meno. magari con il gatto, ma lui è permaloso e non me lo direbbe mai).
la sera arrivo a casa, metto sullo stereo la quarta sinfonia di brezinskij nella partitura per cornetta, citofono e carrello elevatore linde, poi mi ritiro a studiare le teorie di ramsey sulla matematica discreta (ossia fare matematica in silenzio per non disturbare i vicini di casa)
ultim’ora
dopo la scomparsa dei fatti (un libro sulla misteriosa sorte dei drogati), la scomparsa dei valori (un libro sulle continue rapine sui furgoni), le finestre a scomparsa (un libro sui bachi di windows) il giornalismo d’inchiesta italiano sta indagando sulla mancanza di slittamento di significato nella società moderna. il titolo del libro sarà: una sparizione di tropo.
martedì 13 ottobre 2009
stavo parlando di internet con alcune capre di passaggio quando, con mio estremo disappunto, vengo interrotto da un geometra che vuole rifilarmi una versione incompleta e palesemente falsa dell’opera omnia di tommaso d’aquino* rilegata in brossura o, in alternativa, delle stock option per un tavolo alla castagnata sociale della domenica successiva.
se credete che parlare di internet con delle capre sia un atteggiamento trasudante solipsismo, o quanto meno eccentricità, liberi di farlo. a mio modo di vedere, sbagliate.
fra le altre cose, vivere ai confini dell’impero significa vivere in un posto dove non arriva l’adsl, la copertura umts, gprs, spqr ed altre sigle a caso che vi vengono in mente.
arriva giusto il temporale, molto più spesso di quanto uno vorrebbe.
certo, per avere internet si potrebbe mettere sul tetto un ricevitore per antenna bts, ma prima bisognerebbe fare un contratto con il fornitore del servizio, ma prima si dovrebbe verificare la possibilità di mettere il ricevitore sul tetto, ma prima è necessario far passare un cavo dal tetto fino a dentro casa, ma prima bisogna chiamare un elettricista per capire se è possibile farlo, ma prima bisognerebbe sapere come è fatto l’impianto elettrico per sapere che percorso fanno i cavi, altrimenti l’elettricista ci mette due settimane con i sondini e il controllo delle connessioni e poi per pagarlo ci vuole una supplica al sultano del brunei, ma prima bisognerebbe sapere chi ha fatto l’impianto per poterglielo chiedere, ma prima ci vorrebbe la pace nel mondo e uno studio approfondito sui sistemi di retroazione negativa**.
quindi gli esperti consigliano di distribuire pacchetti di dati alle capre per vedere se casualmente ne arrivasse qualcuno a destinazione. ok, la probabilità non è altissima***, ma in caso non arrivino ci si consola con il formaggio.
* si capisce che è falsa perché, nell’indice, uno dei libri è la summa contra zoff et cabrini
** un esempio di retroazione negativa è quando il difensore sbaglia il passaggio indietro al portiere e l’attaccante avversario segna.
*** tipo quella di trovare un servizio intelligente in un telegiornale. no, vabbè, ho sbagliato esempio: non così bassa.
se credete che parlare di internet con delle capre sia un atteggiamento trasudante solipsismo, o quanto meno eccentricità, liberi di farlo. a mio modo di vedere, sbagliate.
fra le altre cose, vivere ai confini dell’impero significa vivere in un posto dove non arriva l’adsl, la copertura umts, gprs, spqr ed altre sigle a caso che vi vengono in mente.
arriva giusto il temporale, molto più spesso di quanto uno vorrebbe.
certo, per avere internet si potrebbe mettere sul tetto un ricevitore per antenna bts, ma prima bisognerebbe fare un contratto con il fornitore del servizio, ma prima si dovrebbe verificare la possibilità di mettere il ricevitore sul tetto, ma prima è necessario far passare un cavo dal tetto fino a dentro casa, ma prima bisogna chiamare un elettricista per capire se è possibile farlo, ma prima bisognerebbe sapere come è fatto l’impianto elettrico per sapere che percorso fanno i cavi, altrimenti l’elettricista ci mette due settimane con i sondini e il controllo delle connessioni e poi per pagarlo ci vuole una supplica al sultano del brunei, ma prima bisognerebbe sapere chi ha fatto l’impianto per poterglielo chiedere, ma prima ci vorrebbe la pace nel mondo e uno studio approfondito sui sistemi di retroazione negativa**.
quindi gli esperti consigliano di distribuire pacchetti di dati alle capre per vedere se casualmente ne arrivasse qualcuno a destinazione. ok, la probabilità non è altissima***, ma in caso non arrivino ci si consola con il formaggio.
* si capisce che è falsa perché, nell’indice, uno dei libri è la summa contra zoff et cabrini
** un esempio di retroazione negativa è quando il difensore sbaglia il passaggio indietro al portiere e l’attaccante avversario segna.
*** tipo quella di trovare un servizio intelligente in un telegiornale. no, vabbè, ho sbagliato esempio: non così bassa.
lunedì 5 ottobre 2009
io e il gatto stiamo valutando la possibilità di ispezionare accuratamente l’ufficio in cerca di eventuali gnomi del bosco nascosti nei dintorni.
secondo un manuale che ha recuperato il gatto, l’unico modo di sorprendere uno gnomo del bosco è sdraiarsi sul pavimento, appoggiare l’orecchio a terra, chiudere gli occhi, e rimanere in attesa. come insegnano nei call center, per inconvenienti dovuti alla furbizia degli gnomi del bosco, l’attesa potrebbe essere lunga.
io e il gatto siamo comunque convinti che assicurarsi che non ci siano gnomi in ufficio faccia parte dei nostri compiti per a) garantire la privacy delle pratiche di ufficio e b) evitare inconvenienti tipo che gli gnomi del bosco ti rubino i le graffette o le forbici (vi sorprenderebbe sapere la quantità di forbici che spariscono dagli uffici, e la loro destinazione. la maggior parte vengono rivendute direttamente dagli gnomi nei supermercati con un packaging a marchio cinese; ecco perché alcuni ricercatori sono convinti che il numero delle forbici sul pianeta sia costante).
in tutto questo, immagino come premio alla costanza (che non so chi sia, a parte un lago) msn rifiuta di collegarmi al resto del mondo perché sostiene che il pc dell’ufficio da cui sto scrivendo non è connesso ad internet (chi sono io per contraddire le convinzioni altrui?).
il lunedì sera il mio maestro di rabdomanzia applicata alle connessioni neuronali cerca di insegnarmi una nuova tecnica di meditazione che richiede particolari abilità tecniche e spirituali (anche se ad alcuni neofiti potrebbe sembrare che, tecnicamente, non sia nulla di differente dal giacere riverso con gli occhi semichiusi e la bava alla bocca).
nel frattempo coltivo simpatici hobbies, tipo passare con l’auto quattro frontiere in un giorno per collezionare moscerini di diverse nazionalità sul parabrezza, bere quantità smodate di birra e stare seduto a 60 metri di altezza ad osservare le attività di ufi sul neckar (tendenzialmente nessuna) oltre che passanti che ricordano la linea aerodinamica di un bremach.
secondo un manuale che ha recuperato il gatto, l’unico modo di sorprendere uno gnomo del bosco è sdraiarsi sul pavimento, appoggiare l’orecchio a terra, chiudere gli occhi, e rimanere in attesa. come insegnano nei call center, per inconvenienti dovuti alla furbizia degli gnomi del bosco, l’attesa potrebbe essere lunga.
io e il gatto siamo comunque convinti che assicurarsi che non ci siano gnomi in ufficio faccia parte dei nostri compiti per a) garantire la privacy delle pratiche di ufficio e b) evitare inconvenienti tipo che gli gnomi del bosco ti rubino i le graffette o le forbici (vi sorprenderebbe sapere la quantità di forbici che spariscono dagli uffici, e la loro destinazione. la maggior parte vengono rivendute direttamente dagli gnomi nei supermercati con un packaging a marchio cinese; ecco perché alcuni ricercatori sono convinti che il numero delle forbici sul pianeta sia costante).
in tutto questo, immagino come premio alla costanza (che non so chi sia, a parte un lago) msn rifiuta di collegarmi al resto del mondo perché sostiene che il pc dell’ufficio da cui sto scrivendo non è connesso ad internet (chi sono io per contraddire le convinzioni altrui?).
il lunedì sera il mio maestro di rabdomanzia applicata alle connessioni neuronali cerca di insegnarmi una nuova tecnica di meditazione che richiede particolari abilità tecniche e spirituali (anche se ad alcuni neofiti potrebbe sembrare che, tecnicamente, non sia nulla di differente dal giacere riverso con gli occhi semichiusi e la bava alla bocca).
nel frattempo coltivo simpatici hobbies, tipo passare con l’auto quattro frontiere in un giorno per collezionare moscerini di diverse nazionalità sul parabrezza, bere quantità smodate di birra e stare seduto a 60 metri di altezza ad osservare le attività di ufi sul neckar (tendenzialmente nessuna) oltre che passanti che ricordano la linea aerodinamica di un bremach.
lunedì 21 settembre 2009
stavo cercando di studiare i legami atomici della salsa bernese quando un rappresentante del fronte di liberazione dei nani da giardino mi cerca per un’operazione di intermediazione fra un’equipe di ricercatori del cern e un gruppo di fotoni dissidenti.
come sa chiunque abbia frequentato dei laboratori di fisica, i fotoni a volte si comportano da particelle, a volte si comportano da onda, a volte invece si comportano da maleducati e non collaborano per niente. è per quello che poi uno perde la testa e si butta a cercare il bosone di higgs (mentre higgs era sicuro di averlo messo lì la sera prima, nel cassetto della scrivania nera, di fianco alle graffette; il che insegna quantomeno che uno dovrebbe sempre stare attento a dove mette i propri bosoni).
alla fine non se n’è fatto nulla perché non eravamo d’accordo sul compenso: loro mi offrivano una stampa di dürer, le figurine di barbas e pasculli e un astuccio di poochie mentre tutto quello a cui io aspiravo era un bonus per una reincarnazione in un opossum.
verso sera mi immergo nello studio della teoria dei tipi junghiani (gustav jung fu il primo a teorizzare, a proposito di una sua giovane paziente, “ok, magari non è gnocca, ma è un tipo”; ho anche cercato il mio profilo su internet, ma mi sono trovato solo di schiena), prima di uscire per la serata dedicata alle attività ludiche del centro di controllo ufi del 46° parallelo.
volevamo giocare a monopoli, ma poi abbiamo deciso che potevamo farlo anche fuori dalla puglia.
affinità/divergenze fra il compagno blogger e noi, del conseguimento della sanità mentale
io: ho come l'impressione che abbia ragione io
xx: no, il tempo mi darà ragione.
io: sì, certo, e anche l'avvenire, e la repubblica
xx: cretino
come sa chiunque abbia frequentato dei laboratori di fisica, i fotoni a volte si comportano da particelle, a volte si comportano da onda, a volte invece si comportano da maleducati e non collaborano per niente. è per quello che poi uno perde la testa e si butta a cercare il bosone di higgs (mentre higgs era sicuro di averlo messo lì la sera prima, nel cassetto della scrivania nera, di fianco alle graffette; il che insegna quantomeno che uno dovrebbe sempre stare attento a dove mette i propri bosoni).
alla fine non se n’è fatto nulla perché non eravamo d’accordo sul compenso: loro mi offrivano una stampa di dürer, le figurine di barbas e pasculli e un astuccio di poochie mentre tutto quello a cui io aspiravo era un bonus per una reincarnazione in un opossum.
verso sera mi immergo nello studio della teoria dei tipi junghiani (gustav jung fu il primo a teorizzare, a proposito di una sua giovane paziente, “ok, magari non è gnocca, ma è un tipo”; ho anche cercato il mio profilo su internet, ma mi sono trovato solo di schiena), prima di uscire per la serata dedicata alle attività ludiche del centro di controllo ufi del 46° parallelo.
volevamo giocare a monopoli, ma poi abbiamo deciso che potevamo farlo anche fuori dalla puglia.
affinità/divergenze fra il compagno blogger e noi, del conseguimento della sanità mentale
io: ho come l'impressione che abbia ragione io
xx: no, il tempo mi darà ragione.
io: sì, certo, e anche l'avvenire, e la repubblica
xx: cretino
mercoledì 16 settembre 2009
effetti collaterali
mi stavo chiedendo se fosse più sano scrivere sul blog o passare tutto il tempo libero del mese giocando compulsivamente a hearts.
avevo fatto la mia scelta, ma poi ho scoperto che c’è un limite alle partite di hearts che uno può giocare in un giorno. prima di diventare epilettico, intendo.
il mio maestro di estasi mistica (un folletto senza rappresentante che si aggira per l’ufficio facendo impazzire il gatto; io mi limito ad ignorarlo) sostiene che il blog stimoli le facoltà di pensiero ma alla lunga crei disturbi al sistema nervoso e cardiovascolare. o forse parlava dell’efedrina, adesso non ricordo bene.
quello che so è che alla fine ti ritrovi a scrivere post come questo, in cui chiedi voti per partecipare a concorsi di dubbio gusto, e non sto parlando di miss italia. ma forse lui era così anche prima dell’efedrina.
comunque leggetelo e votatelo. prima di diventare epilettici, intendo (io piuttosto che essere votato in una concorso del genere preferirei il cimurro, ma qui non sono in discussione le mie preferenze sessuali).
fatelo per le anatre, se non altro.
mi stavo chiedendo se fosse più sano scrivere sul blog o passare tutto il tempo libero del mese giocando compulsivamente a hearts.
avevo fatto la mia scelta, ma poi ho scoperto che c’è un limite alle partite di hearts che uno può giocare in un giorno. prima di diventare epilettico, intendo.
il mio maestro di estasi mistica (un folletto senza rappresentante che si aggira per l’ufficio facendo impazzire il gatto; io mi limito ad ignorarlo) sostiene che il blog stimoli le facoltà di pensiero ma alla lunga crei disturbi al sistema nervoso e cardiovascolare. o forse parlava dell’efedrina, adesso non ricordo bene.
quello che so è che alla fine ti ritrovi a scrivere post come questo, in cui chiedi voti per partecipare a concorsi di dubbio gusto, e non sto parlando di miss italia. ma forse lui era così anche prima dell’efedrina.
comunque leggetelo e votatelo. prima di diventare epilettici, intendo (io piuttosto che essere votato in una concorso del genere preferirei il cimurro, ma qui non sono in discussione le mie preferenze sessuali).
fatelo per le anatre, se non altro.
lunedì 7 settembre 2009
stavo di fronte alla finestra a osservare una mosca sbattere ritmicamente contro il vetro quando ho improvvisamente realizzato che con buona probabilità le mosche erediteranno il pianeta.
voglio dire, sono sufficientemente stupide da pensare che se una cosa non funziona, se uno si allontana un attimo e poi riprova esattamente la stessa identica cosa, magari funziona (è inutile che ridete, è lo stesso concetto dei tools per la risoluzione dei problemi ideati da microsoft) ma non sono così stupide da rischiare l’autoannientamento.
comunque, nel caso voleste saperlo, non mi hanno rapito gli ufi. mi hanno semplicemente chiesto se mi andava di fare un giro con loro e io ho risposto di sì.
quindi ho avuto molto da fare per aver fatto da cavia ad alcuni esperimenti degli ufi, tipo testare la resistenza della pelle all’acqua salata, valutare i rapporti di forza fra un umano adulto e una grigliata mista (vince la grigliata), studiare la consistenza della granita al caffè con panna, cose così.
fra le altre cose, ho anche dovuto esprimermi su una diatriba nata fra due studiosi della specie homo sapiens sezione italia (il che dimostra che non ci sono solo ufi intelligenti, ci sono anche quelli che si occupano di cazzate): uno sosteneva che calderoli fosse l’anello di congiunzione fra l’uomo e la scimmia, mentre l’altro, al contrario, sosteneva che la scimmia fosse l’anello di congiunzione fra l’uomo e calderoli (non intendo assumermi la responsabilità delle opinioni degli ufi. quello che vorrei precisare qui è che si trattava di una disquisizione puramente teorica e non aveva niente a che fare con la politica. gli ufi di cui stiamo parlando credono che la politica si debba occupare del bene di tutti, e quindi si sono convinti che sul pianeta terra nessuno si occupi di politica).
ad ogni modo, stavo dando alcune spiegazioni a un passante nella settima dimensione (per chi non avesse dimestichezza, vi ricordo che le prime sette dimensioni sono lunghezza, larghezza, profondità, tempo, tempo supplementare, mohito, frullatore) ma qualcosa non deve aver funzionato, dato che ora sono davanti a un computer.
nel caso avvistiate degli ufi mica troppo crudeli, chiedetegli se mi vengono a riprendere.
voglio dire, sono sufficientemente stupide da pensare che se una cosa non funziona, se uno si allontana un attimo e poi riprova esattamente la stessa identica cosa, magari funziona (è inutile che ridete, è lo stesso concetto dei tools per la risoluzione dei problemi ideati da microsoft) ma non sono così stupide da rischiare l’autoannientamento.
comunque, nel caso voleste saperlo, non mi hanno rapito gli ufi. mi hanno semplicemente chiesto se mi andava di fare un giro con loro e io ho risposto di sì.
quindi ho avuto molto da fare per aver fatto da cavia ad alcuni esperimenti degli ufi, tipo testare la resistenza della pelle all’acqua salata, valutare i rapporti di forza fra un umano adulto e una grigliata mista (vince la grigliata), studiare la consistenza della granita al caffè con panna, cose così.
fra le altre cose, ho anche dovuto esprimermi su una diatriba nata fra due studiosi della specie homo sapiens sezione italia (il che dimostra che non ci sono solo ufi intelligenti, ci sono anche quelli che si occupano di cazzate): uno sosteneva che calderoli fosse l’anello di congiunzione fra l’uomo e la scimmia, mentre l’altro, al contrario, sosteneva che la scimmia fosse l’anello di congiunzione fra l’uomo e calderoli (non intendo assumermi la responsabilità delle opinioni degli ufi. quello che vorrei precisare qui è che si trattava di una disquisizione puramente teorica e non aveva niente a che fare con la politica. gli ufi di cui stiamo parlando credono che la politica si debba occupare del bene di tutti, e quindi si sono convinti che sul pianeta terra nessuno si occupi di politica).
ad ogni modo, stavo dando alcune spiegazioni a un passante nella settima dimensione (per chi non avesse dimestichezza, vi ricordo che le prime sette dimensioni sono lunghezza, larghezza, profondità, tempo, tempo supplementare, mohito, frullatore) ma qualcosa non deve aver funzionato, dato che ora sono davanti a un computer.
nel caso avvistiate degli ufi mica troppo crudeli, chiedetegli se mi vengono a riprendere.
lunedì 10 agosto 2009
del perché adoro il giornalismo italiano
la notizia del giorno è che qualcuno ha cercato di hackerare tuitter e feisbuk. nessun giornalista ha spiegato che praticamente è come se uno mandasse in rete dei virus capaci di bloccare l’accesso a freecell.
universo e altre catastrofi
sto camminando sulle strisce pedonali mentre rifletto sulla densità dell’universo, quando una bmw olandese si materializza dal nulla in una corsia riservata ai pullman (il guidatore sarà stato parente del vascello fantasma dell’olandese al volante, anche se io ho molti dubbi sulle virtù di sua madre) e rischia di farmi seriamente riflettere sulla mia densità corporea.
non è un problema ozioso. (quello della densità dell’universo, intendo. le bmw targate olanda e le subaru targate appenzello andrebbero eliminate dal pianeta).
secondo alcuni scienziati, se l’universo fosse troppo denso attaccherebbe al pentolone cosmico e andrebbe stemperato con dell’acqua a temperatura ambiente. questo forse è il motivo per cui il signore* fa piovere sui buoni e sui cattivi, ma soprattutto su di me.
secondo altri scienziati, invece, il destino stesso dell’universo dipende dalla sua densità media, che ne determina la curvatura (che a sua volta dipende dal tensore di curvatura di ricci**), e per questo motivo hanno ipotizzato tre situazioni alternative:
1. se la densità media superasse la densità critica, l’universo sarebbe chiuso e destinato a collassare (big crunch). in questo caso pare si stia già studiando una soluzione, tipo un defibrillatore cosmico;
2. se la densità media fosse inferiore alla densità critica, l’universo sarebbe aperto e si espanderebbe indefinitamente (big freeze). in questo caso, l’unico problema significativo sarebbe trovare un modo di sfruttare commercialmente un frigorifero cosmico;
3. se la densità media fosse uguale alla densità critica non sapremmo più distinguerle, l’universo sarebbe in ferie ma non si saprebbe fino a quando, e sarebbe un gran casino, quindi forse varrebbe la pena di buttarsi sul buffet***.
nel frattempo ho di nuovo un televisore, collegato ad una parabola (qui, ai confini dell’impero, l’unica cosa che si può prendere orientando un’antenna normale, è un raffreddore) che nonostante i miei sforzi dialettici e un corso accelerato di orienteering per parabole si rifiuta di sintonizzarsi su hotbird (sarà il nome, eh).
io mi sto affezionando ad astra (lo dice anche il motto: per aspera ad astra) e passo le serate estive a guardare prima gli highlights della bundesliga sulla deutsches sportfernseher e poi entusiasmanti match di pelota basca su etb.
* sempre secondo questi scienziati, non è affatto certa l’identità di questo signore. certo, di questi tempi, chiunque ha diritto all’appellativo di signore; d’altra parte, prima di chiamarlo geometra, o dottore, vorrei vedere un titolo di studio.
** lo so che non avete idea di cosa sia un tensore di curvatura di ricci; qui, fortunatamente, trovate una diapositiva esplicativa.
*** le riunioni di scienziati tendono a finire sempre nello stesso modo. alcuni scienziati vedono in questo una giustificazione del concetto di costante universale.
comunicazione disservizio
temo che questo blog chiuda per un po’ per manutenzione neuronale.
fra le altre cose, devo presenziare a un torneo di sedia a dondolo (la mia religione stigmatizza come blasfemo un rifiuto a qualsivoglia progetto idiota) pattugliare strade in cerca di ufi e uscire a cena con un algoritmo di palo alto.
questo significa essenzialmente che il prossimo post sarà in una data random, probabilmente scritto da un software di autocomposizione testuale inventato da un norvegese oppure da un gatto. insomma, tutto come al solito
nel caso vediate uno con lo sguardo perso nel vuoto e l’espressione tipica di una diatomea, fate ciao con la manina.
la notizia del giorno è che qualcuno ha cercato di hackerare tuitter e feisbuk. nessun giornalista ha spiegato che praticamente è come se uno mandasse in rete dei virus capaci di bloccare l’accesso a freecell.
universo e altre catastrofi
sto camminando sulle strisce pedonali mentre rifletto sulla densità dell’universo, quando una bmw olandese si materializza dal nulla in una corsia riservata ai pullman (il guidatore sarà stato parente del vascello fantasma dell’olandese al volante, anche se io ho molti dubbi sulle virtù di sua madre) e rischia di farmi seriamente riflettere sulla mia densità corporea.
non è un problema ozioso. (quello della densità dell’universo, intendo. le bmw targate olanda e le subaru targate appenzello andrebbero eliminate dal pianeta).
secondo alcuni scienziati, se l’universo fosse troppo denso attaccherebbe al pentolone cosmico e andrebbe stemperato con dell’acqua a temperatura ambiente. questo forse è il motivo per cui il signore* fa piovere sui buoni e sui cattivi, ma soprattutto su di me.
secondo altri scienziati, invece, il destino stesso dell’universo dipende dalla sua densità media, che ne determina la curvatura (che a sua volta dipende dal tensore di curvatura di ricci**), e per questo motivo hanno ipotizzato tre situazioni alternative:
1. se la densità media superasse la densità critica, l’universo sarebbe chiuso e destinato a collassare (big crunch). in questo caso pare si stia già studiando una soluzione, tipo un defibrillatore cosmico;
2. se la densità media fosse inferiore alla densità critica, l’universo sarebbe aperto e si espanderebbe indefinitamente (big freeze). in questo caso, l’unico problema significativo sarebbe trovare un modo di sfruttare commercialmente un frigorifero cosmico;
3. se la densità media fosse uguale alla densità critica non sapremmo più distinguerle, l’universo sarebbe in ferie ma non si saprebbe fino a quando, e sarebbe un gran casino, quindi forse varrebbe la pena di buttarsi sul buffet***.
nel frattempo ho di nuovo un televisore, collegato ad una parabola (qui, ai confini dell’impero, l’unica cosa che si può prendere orientando un’antenna normale, è un raffreddore) che nonostante i miei sforzi dialettici e un corso accelerato di orienteering per parabole si rifiuta di sintonizzarsi su hotbird (sarà il nome, eh).
io mi sto affezionando ad astra (lo dice anche il motto: per aspera ad astra) e passo le serate estive a guardare prima gli highlights della bundesliga sulla deutsches sportfernseher e poi entusiasmanti match di pelota basca su etb.
* sempre secondo questi scienziati, non è affatto certa l’identità di questo signore. certo, di questi tempi, chiunque ha diritto all’appellativo di signore; d’altra parte, prima di chiamarlo geometra, o dottore, vorrei vedere un titolo di studio.
** lo so che non avete idea di cosa sia un tensore di curvatura di ricci; qui, fortunatamente, trovate una diapositiva esplicativa.
*** le riunioni di scienziati tendono a finire sempre nello stesso modo. alcuni scienziati vedono in questo una giustificazione del concetto di costante universale.
comunicazione disservizio
temo che questo blog chiuda per un po’ per manutenzione neuronale.
fra le altre cose, devo presenziare a un torneo di sedia a dondolo (la mia religione stigmatizza come blasfemo un rifiuto a qualsivoglia progetto idiota) pattugliare strade in cerca di ufi e uscire a cena con un algoritmo di palo alto.
questo significa essenzialmente che il prossimo post sarà in una data random, probabilmente scritto da un software di autocomposizione testuale inventato da un norvegese oppure da un gatto. insomma, tutto come al solito
nel caso vediate uno con lo sguardo perso nel vuoto e l’espressione tipica di una diatomea, fate ciao con la manina.
lunedì 3 agosto 2009
dopo di me il diluvio.
ma anche durante, eh, che qui non ci si fa mancare nulla.
secondo il calendario del computer e alcuni telegiornali a caso (le notizie più significative per i telegiornali sembrano essere: in estate: “incredibile, fa caldo” in inverno: “ah, la morsa del gelo” il resto dell’anno: “non ci sono più le mezze stagioni”; probabilmente i direttori di telegiornale decidono i servizi negli ascensori. poi la gente mi chiedeva perché non avessi un televisore) dovrebbero essere i primi di agosto, gli svizzeri festeggiano sul prato del grütli, gli italiani festeggiano in coda su qualche autostrada, gli ufi si chiedono cosa abbiano tutti da festeggiare. a parte il fatto che uno nel frattempo beve, intendo.
io mi alzo ed è novembre. il termometro segna 15 gradi, piove come se non ci fosse un domani (e nel caso ci fosse, fa schifo) e io ho chiesto ad un team di suricati una seduta di debriefing che mi viene negata per motivi di politica estera. credo ci sia un complotto internazionale ai miei danni.
affinità/divergenze fra il compagno antennista e noi, del conseguimento di una connessione internet
io: - visto che qui non arriva l’adsl, dovremmo mettere un’antenna che capti un segnale wireless da un ripetitore. o qualcosa di molto simile. insomma, mi hanno spiegato che basta che da qui si vedano le antenne grandi che trasmettono il segnale.
xx: - e si vedono?
io: - sì, qua intorno ci sono tre antenne. la prima la vedi, sta lì, al di là del lago, sopra quella collina. la seconda non so bene dov’è, ma dovrebbe essere giusto di fronte a noi, nei dintorni di quel fabbricato che si vede in cima alla montagna.
xx: - e la terza?
io: - è un editore di bari
xx: - cretino
ma anche durante, eh, che qui non ci si fa mancare nulla.
secondo il calendario del computer e alcuni telegiornali a caso (le notizie più significative per i telegiornali sembrano essere: in estate: “incredibile, fa caldo” in inverno: “ah, la morsa del gelo” il resto dell’anno: “non ci sono più le mezze stagioni”; probabilmente i direttori di telegiornale decidono i servizi negli ascensori. poi la gente mi chiedeva perché non avessi un televisore) dovrebbero essere i primi di agosto, gli svizzeri festeggiano sul prato del grütli, gli italiani festeggiano in coda su qualche autostrada, gli ufi si chiedono cosa abbiano tutti da festeggiare. a parte il fatto che uno nel frattempo beve, intendo.
io mi alzo ed è novembre. il termometro segna 15 gradi, piove come se non ci fosse un domani (e nel caso ci fosse, fa schifo) e io ho chiesto ad un team di suricati una seduta di debriefing che mi viene negata per motivi di politica estera. credo ci sia un complotto internazionale ai miei danni.
affinità/divergenze fra il compagno antennista e noi, del conseguimento di una connessione internet
io: - visto che qui non arriva l’adsl, dovremmo mettere un’antenna che capti un segnale wireless da un ripetitore. o qualcosa di molto simile. insomma, mi hanno spiegato che basta che da qui si vedano le antenne grandi che trasmettono il segnale.
xx: - e si vedono?
io: - sì, qua intorno ci sono tre antenne. la prima la vedi, sta lì, al di là del lago, sopra quella collina. la seconda non so bene dov’è, ma dovrebbe essere giusto di fronte a noi, nei dintorni di quel fabbricato che si vede in cima alla montagna.
xx: - e la terza?
io: - è un editore di bari
xx: - cretino
giovedì 23 luglio 2009
io e il mio maestro* di meditazione extracorporea** stiamo disquisendo sulla teoria della computabilità mentre attraversiamo il mercato giusto verso l’ora di punta: ad un osservatore distratto potrebbe sembrare che stiamo camminando senza meta, urtando passanti a caso; in realtà stiamo solo cercando di riprodurre un esperimento di smoluchowski sui moti browniani.
prima di rientrare in ufficio, un tedesco (si riconosce che è tedesco perché sembra un incrocio fra rudi völler e wolfgang petry) ci chiede indicazioni per un parcheggio e io gli spiego con calma che il più vicino deve essere in un’area di sosta vicino alpha centauri; lui prima sembra non capire, poi quando attacchiamo auferstanden aus ruinen (orchestra compresa) pare se ne faccia una ragione.
verso sera arrivo a casa, metto sullo stereo il concerto f24 di enrique il navigatore nella partitura per cembalo e lavatrice poi svengo amabilmente sul tappeto.
quando mi riprendo alberto contador (chiamato anche amichevolmente per la sua capacità di accelerazione improvvisa “el contador del gas”) mi sta chiedendo di candidarmi alle primarie del pd. prendo in considerazione la proposta per i primi 3 decimi di secondo poi lo allontano a calci urlando vade retro saragat.
* un suricato docente di riorientamento gestaltico applicato alla dichiarazione dei redditi, nonché autore del libro “il mio amico immaginario si chiama gesù” finora mai dato alle stampe (pare che gesù non sia un nome accettabile per un amico immaginario) e del best seller “cosa me ne faccio di una macchina di turing se non ha neanche il volante?” edito da theoria, e di cui a breve è previsto il sequel “ma se la macchina è sua, almeno l’assicurazione la paga turing?”.
** è un ottimo modo di meditare: tecnicamente, quando succede, tu sei da un’altra parte a bere birra
prima di rientrare in ufficio, un tedesco (si riconosce che è tedesco perché sembra un incrocio fra rudi völler e wolfgang petry) ci chiede indicazioni per un parcheggio e io gli spiego con calma che il più vicino deve essere in un’area di sosta vicino alpha centauri; lui prima sembra non capire, poi quando attacchiamo auferstanden aus ruinen (orchestra compresa) pare se ne faccia una ragione.
verso sera arrivo a casa, metto sullo stereo il concerto f24 di enrique il navigatore nella partitura per cembalo e lavatrice poi svengo amabilmente sul tappeto.
quando mi riprendo alberto contador (chiamato anche amichevolmente per la sua capacità di accelerazione improvvisa “el contador del gas”) mi sta chiedendo di candidarmi alle primarie del pd. prendo in considerazione la proposta per i primi 3 decimi di secondo poi lo allontano a calci urlando vade retro saragat.
* un suricato docente di riorientamento gestaltico applicato alla dichiarazione dei redditi, nonché autore del libro “il mio amico immaginario si chiama gesù” finora mai dato alle stampe (pare che gesù non sia un nome accettabile per un amico immaginario) e del best seller “cosa me ne faccio di una macchina di turing se non ha neanche il volante?” edito da theoria, e di cui a breve è previsto il sequel “ma se la macchina è sua, almeno l’assicurazione la paga turing?”.
** è un ottimo modo di meditare: tecnicamente, quando succede, tu sei da un’altra parte a bere birra
giovedì 16 luglio 2009
il mercoledì maledico mercedes di lingua tedesca o similari che si infilano nei pochi parcheggi disponibili che siano per lo meno dalla parte giusta della cintura di orione (non riporto la frase precisa anche se potete farvene un’idea. per correttezza vi informo che la frase che meglio esprime i miei sentimenti quando un barbuto impiegato di hannover si infila qualche secondo prima di te nell’unico parcheggio disponibile non somiglia affatto a “ci resto di stucco, è un barba crucco”).
nei weekend mi dedico alla rappresentazione sacra del trasloco, in cui si può assistere al miracolo della moltiplicazione del polistirolo, al miracolo della transustanziazione della carta in piombo non appena si mettono dei libri in uno scatolone, al miracolo della maledizione dello spigolo, al miracolo della cacciata dei ragni dal bagno, al miracolo dell’ascensione al sottotetto.
nel tempo libero passeggio sulla tolda disquisendo sulla programmazione di deutsches sportfernsehen con un criceto conosciuto a un corso di orienteering per parabole satellitari a cui siamo stati bocciati entrambi; io comunque resto dell’idea che viviamo alla latitudine sbagliata.
per questa settimana il mio motto sarà mutuato del centro di igiene mentale di aarau e recita “se son rosenhan fioriranno” (prima di lamentarvi, dovreste sentire quello di settimana scorsa, che era “motto un papa se ne fa un altro”).
affinità/divergenze fra il compagno bragagna e noi: del perché erano tutti contenti quando non avevo un televisore
io: - cosa stai guardando?
xx: - meeting di lucerna, 1500 donne
io: - perché devi sempre esagerare tutto?
xx: - ???
io: - saranno al massimo una ventina
xx: - sei un cretino
nei weekend mi dedico alla rappresentazione sacra del trasloco, in cui si può assistere al miracolo della moltiplicazione del polistirolo, al miracolo della transustanziazione della carta in piombo non appena si mettono dei libri in uno scatolone, al miracolo della maledizione dello spigolo, al miracolo della cacciata dei ragni dal bagno, al miracolo dell’ascensione al sottotetto.
nel tempo libero passeggio sulla tolda disquisendo sulla programmazione di deutsches sportfernsehen con un criceto conosciuto a un corso di orienteering per parabole satellitari a cui siamo stati bocciati entrambi; io comunque resto dell’idea che viviamo alla latitudine sbagliata.
per questa settimana il mio motto sarà mutuato del centro di igiene mentale di aarau e recita “se son rosenhan fioriranno” (prima di lamentarvi, dovreste sentire quello di settimana scorsa, che era “motto un papa se ne fa un altro”).
affinità/divergenze fra il compagno bragagna e noi: del perché erano tutti contenti quando non avevo un televisore
io: - cosa stai guardando?
xx: - meeting di lucerna, 1500 donne
io: - perché devi sempre esagerare tutto?
xx: - ???
io: - saranno al massimo una ventina
xx: - sei un cretino
mercoledì 8 luglio 2009
incontri ravvicinati del quarto tipo (mai che gli ufi ti offrano da bere)
visto che spesso si parla di ufi a sproposito, ed è tutto un fiorire di miti e leggende, sulla scia dei lavori di alexander pernenbrod, docente di fisica teorica alla libera università di des moines* ed autore del best seller “tutto quello che avreste voluto sapere sugli ufi, ma gli ufi non vi dicono perché sono molto attenti alla privacy”, vorrei giusto spiegare alcune cose.
prima fra tutte che gli ufi esistono, allo stesso modo dei folletti**, delle divinità*** e di altre entità minori che gli esseri umani non vedono perché a) non possono vederle, b) sono troppo impegnati a guardare qualcos’altro e c) si fanno i fatti loro e campano cent’anni.
certo, mica tutto è imputabile agli ufi: voglio dire, elvis non l’hanno rapito gli ufi. se n’è andato da solo; il fatto che da 4 giorni il computer rifiuta di collegarmi a msn non è certo colpa degli ufi, ma del fatto che i criceti che fanno funzionare il computer hanno il loro libero arbitrio e tendenzialmente mi odiano.
comunque non vorrei entrare in questioni metafisiche (come dice il proverbio, scherza con i fanti, ma se sei di mazzo lascia stare il sette singolo), ad ogni modo, spesso gli ufi intervengono nella vita terrestre, mica per cattiveria, di solito solo per cercare di capire come funziona; ovviamente per farlo devono rapire le specie più intelligenti ed evolute del pianeta, ma a volte non disdegnano gli esseri umani.
karla ramershof, casalinga di bremen con gravi problemi di digestione, viene rapita dagli ufi mentre sta facendo la spesa in un mövenpick della svizzera interna e viene ritrovata due giorni dopo nello stadio dell’altdorf, travestita da centrocampista ma perfettamente sana. da allora nelle commedie su alnitak viene ricordata anche come la dispeptica domata
ivo stepanek, impiegato di malmoe ha un’esperienza extracorporea durante un trasloco mentre trasporta una lavatrice. contemporaneamente gli ufi smaterializzano l’asse centrale di un letto aspelund per rimaterializzarla alcuni giorni dopo sul furgone da dove stepanek l’aveva scaricata, dopo che il furgone era già stato riportato al legittimo proprietario
anton alvin arnesson, pescatore nel mare del nord, ha trovato un ufo sul divano tornando dal bar di fianco casa sua ma l’ha erroneamente scambiato per il grande puffo. chiarito l’equivoco ha mandato l’ufo a prendere una vodka in un market aperto 24h ma pare che l’ufo non sia più tornato
john dewey bradley, pilota di aerei della us air force ha perso la pressurizzazione in cabina mentre sorvolava il pacifico. quando dopo due minuti di silenzio radio ha ripreso conoscenza, funzionava di nuovo tutto alla perfezione. ovviamente è stato salvato dagli ufi che l’hanno portato a bordo della loro astronave, gli hanno riparato la cabina e l’hanno riportato indietro sano e salvo. da allora ha smesso di fumare e la notte non prova più l’insopprimibile desiderio di bombardare l’afghanistan
questo solo per dire che lo studio degli esseri umani da parte degli ufi è assai variegato ed è sempre sbagliato generalizzare. pare chiaro però ad alexander pernenbrod e agli altri studiosi terresti che gli ufi non abbiano capito granché della civiltà umana e pensano che gli esseri umani agiscano senza mai avere un criterio o una programmazione, o delle motivazioni sensate. sappiate che comunque non sono i soli a pensarlo.
* nonostante le sue numerose pubblicazioni è piuttosto sottovalutato perché è solito tenere le sue lezioni in un pub di londra, e mica tutti gli studenti hanno i soldi per il biglietto. le sue lezioni sono però seguitissime dal barista (del resto il barista è anche pagato per stare lì).
** la caratteristica principale dei folletti è quella di non poter farsi vedere dagli esseri umani. ne consegue che se non avete mai visto un folletto, vuol dire che esistono. se invece ne avete visto uno, vabbè, allora lo sapete già che esistono.
*** il fatto che non li vediate spesso in giro, o che non rispondano ad alcune normali invocazioni dipende dal fatto che degli esseri perfetti sono troppo occupati a starsene per i fatti loro (del resto, sono perfetti) e quindi tendono ad assumere degli stagisti per i call center, limitando il loro interesse alle cose essenziali, tipo creazione, ecpirosi e mondiali di calcio.
visto che spesso si parla di ufi a sproposito, ed è tutto un fiorire di miti e leggende, sulla scia dei lavori di alexander pernenbrod, docente di fisica teorica alla libera università di des moines* ed autore del best seller “tutto quello che avreste voluto sapere sugli ufi, ma gli ufi non vi dicono perché sono molto attenti alla privacy”, vorrei giusto spiegare alcune cose.
prima fra tutte che gli ufi esistono, allo stesso modo dei folletti**, delle divinità*** e di altre entità minori che gli esseri umani non vedono perché a) non possono vederle, b) sono troppo impegnati a guardare qualcos’altro e c) si fanno i fatti loro e campano cent’anni.
certo, mica tutto è imputabile agli ufi: voglio dire, elvis non l’hanno rapito gli ufi. se n’è andato da solo; il fatto che da 4 giorni il computer rifiuta di collegarmi a msn non è certo colpa degli ufi, ma del fatto che i criceti che fanno funzionare il computer hanno il loro libero arbitrio e tendenzialmente mi odiano.
comunque non vorrei entrare in questioni metafisiche (come dice il proverbio, scherza con i fanti, ma se sei di mazzo lascia stare il sette singolo), ad ogni modo, spesso gli ufi intervengono nella vita terrestre, mica per cattiveria, di solito solo per cercare di capire come funziona; ovviamente per farlo devono rapire le specie più intelligenti ed evolute del pianeta, ma a volte non disdegnano gli esseri umani.
karla ramershof, casalinga di bremen con gravi problemi di digestione, viene rapita dagli ufi mentre sta facendo la spesa in un mövenpick della svizzera interna e viene ritrovata due giorni dopo nello stadio dell’altdorf, travestita da centrocampista ma perfettamente sana. da allora nelle commedie su alnitak viene ricordata anche come la dispeptica domata
ivo stepanek, impiegato di malmoe ha un’esperienza extracorporea durante un trasloco mentre trasporta una lavatrice. contemporaneamente gli ufi smaterializzano l’asse centrale di un letto aspelund per rimaterializzarla alcuni giorni dopo sul furgone da dove stepanek l’aveva scaricata, dopo che il furgone era già stato riportato al legittimo proprietario
anton alvin arnesson, pescatore nel mare del nord, ha trovato un ufo sul divano tornando dal bar di fianco casa sua ma l’ha erroneamente scambiato per il grande puffo. chiarito l’equivoco ha mandato l’ufo a prendere una vodka in un market aperto 24h ma pare che l’ufo non sia più tornato
john dewey bradley, pilota di aerei della us air force ha perso la pressurizzazione in cabina mentre sorvolava il pacifico. quando dopo due minuti di silenzio radio ha ripreso conoscenza, funzionava di nuovo tutto alla perfezione. ovviamente è stato salvato dagli ufi che l’hanno portato a bordo della loro astronave, gli hanno riparato la cabina e l’hanno riportato indietro sano e salvo. da allora ha smesso di fumare e la notte non prova più l’insopprimibile desiderio di bombardare l’afghanistan
questo solo per dire che lo studio degli esseri umani da parte degli ufi è assai variegato ed è sempre sbagliato generalizzare. pare chiaro però ad alexander pernenbrod e agli altri studiosi terresti che gli ufi non abbiano capito granché della civiltà umana e pensano che gli esseri umani agiscano senza mai avere un criterio o una programmazione, o delle motivazioni sensate. sappiate che comunque non sono i soli a pensarlo.
* nonostante le sue numerose pubblicazioni è piuttosto sottovalutato perché è solito tenere le sue lezioni in un pub di londra, e mica tutti gli studenti hanno i soldi per il biglietto. le sue lezioni sono però seguitissime dal barista (del resto il barista è anche pagato per stare lì).
** la caratteristica principale dei folletti è quella di non poter farsi vedere dagli esseri umani. ne consegue che se non avete mai visto un folletto, vuol dire che esistono. se invece ne avete visto uno, vabbè, allora lo sapete già che esistono.
*** il fatto che non li vediate spesso in giro, o che non rispondano ad alcune normali invocazioni dipende dal fatto che degli esseri perfetti sono troppo occupati a starsene per i fatti loro (del resto, sono perfetti) e quindi tendono ad assumere degli stagisti per i call center, limitando il loro interesse alle cose essenziali, tipo creazione, ecpirosi e mondiali di calcio.
mercoledì 1 luglio 2009
chiamatemi ismaele.
che non si trova mai quando serve.
ma anche un esorcista per elettrodomestici va benissimo.
arrivo sulla tolda giusto in tempo per litigare con un ricevitore satellitare che capta solo messaggi degli ufi criptati sotto forma di rumore bianco, programmi in lingua tedesca e programmi in lisp.
nel frattempo provo senza molto successo a ricondurre alla ragione una lavatrice che muore dalla voglia di scaricare l’acqua sul tappeto e il cui attacco al tubo di scarico ha un piccolissimo problema di compatibilità a proposito del quale un’equipe di scienziati della nasa ha deciso che era meno difficile far attraccare lo shuttle alla mir.
come se non bastasse, un gruppo di gnomi in vacanza sul lago ha deciso di rubare il cavo della macchina fotografica per usarlo come corda per saltare e fonti diplomatiche assicurano che non verrà liberato prima della fine del weekend.
come dicono i dipendenti da ketoprofene, non abbiamo neanche gli oki per piangere; forse dovrei imbarcarmi sul pequod (erat dimostrandum).
in compenso oggi la situazione ufi crudeli è assolutamente sotto controllo, anche perché mercoledì c’è mercato e non si trova parcheggio per le astronavi; ad ogni modo, in caso di pericolo potete rivolgervi al call center ufi (è inutile che dite che non serve a nulla: un team di ricercatori di uppsala ha dimostrato che una persona rapita messa in comunicazione con un call center tende a dimenticare la sua condizione per concentrarsi ad insultare l’operatore).
che non si trova mai quando serve.
ma anche un esorcista per elettrodomestici va benissimo.
arrivo sulla tolda giusto in tempo per litigare con un ricevitore satellitare che capta solo messaggi degli ufi criptati sotto forma di rumore bianco, programmi in lingua tedesca e programmi in lisp.
nel frattempo provo senza molto successo a ricondurre alla ragione una lavatrice che muore dalla voglia di scaricare l’acqua sul tappeto e il cui attacco al tubo di scarico ha un piccolissimo problema di compatibilità a proposito del quale un’equipe di scienziati della nasa ha deciso che era meno difficile far attraccare lo shuttle alla mir.
come se non bastasse, un gruppo di gnomi in vacanza sul lago ha deciso di rubare il cavo della macchina fotografica per usarlo come corda per saltare e fonti diplomatiche assicurano che non verrà liberato prima della fine del weekend.
come dicono i dipendenti da ketoprofene, non abbiamo neanche gli oki per piangere; forse dovrei imbarcarmi sul pequod (erat dimostrandum).
in compenso oggi la situazione ufi crudeli è assolutamente sotto controllo, anche perché mercoledì c’è mercato e non si trova parcheggio per le astronavi; ad ogni modo, in caso di pericolo potete rivolgervi al call center ufi (è inutile che dite che non serve a nulla: un team di ricercatori di uppsala ha dimostrato che una persona rapita messa in comunicazione con un call center tende a dimenticare la sua condizione per concentrarsi ad insultare l’operatore).
lunedì 22 giugno 2009
questo blog chiude momentaneamente (direi almeno per 3 giorni) per manutenzione neuronale. il che vuol dire che non ve ne sareste accorti se non l’avessi scritto (lo so, è un pericoloso corto circuito, tipo brands hatch) perché a) da qualche anno non scrivo post così di frequente e b) la manutenzione neuronale qui è pressoché continua.
ho scritto questa cosa solo per avere un primo proemio (che è medaglia d’oro, mentre il secondo proemio è medaglia d’argento e così via) che giustificasse il rimborso di sette mensilità da girare all’ex possessore di un blog inopinatamente giallo (quindi è solo colpa sua), e precisamente, queste:
- san gennaio facci la grazia
- daje, stasera vado a dormì presto, che domani marzo
- fino ad ora hai tenuto le imposte chiuse per il brutto tempo, ma adesso, aprile
- uh, è vero, maggio scordato
- sì, io sono senior, le presento mio figlio giugnor
- per una dieta mediterranea, invece del burro, metti luglio.
- bisogna impedirlo ad ogni agosto
per il resto, mi limiterò ad assumere la conformazione neuronale di una diatomea e fluttuare in giro da qualche parte.
nel caso mi vediate, fate ciao con la manina.
cruciverba
xx: 3 verticale, il protagonista maschile della carmen di bizet
io: non era il carmen di catullo?
xx: no. e comunque è don josè
io: ah è vero, il direttore della filanda
xx: ?
io: josè josè, che fa andare la filanda
xx: sei un cretino
ho scritto questa cosa solo per avere un primo proemio (che è medaglia d’oro, mentre il secondo proemio è medaglia d’argento e così via) che giustificasse il rimborso di sette mensilità da girare all’ex possessore di un blog inopinatamente giallo (quindi è solo colpa sua), e precisamente, queste:
- san gennaio facci la grazia
- daje, stasera vado a dormì presto, che domani marzo
- fino ad ora hai tenuto le imposte chiuse per il brutto tempo, ma adesso, aprile
- uh, è vero, maggio scordato
- sì, io sono senior, le presento mio figlio giugnor
- per una dieta mediterranea, invece del burro, metti luglio.
- bisogna impedirlo ad ogni agosto
per il resto, mi limiterò ad assumere la conformazione neuronale di una diatomea e fluttuare in giro da qualche parte.
nel caso mi vediate, fate ciao con la manina.
cruciverba
xx: 3 verticale, il protagonista maschile della carmen di bizet
io: non era il carmen di catullo?
xx: no. e comunque è don josè
io: ah è vero, il direttore della filanda
xx: ?
io: josè josè, che fa andare la filanda
xx: sei un cretino
mercoledì 17 giugno 2009
arrivo in ufficio con una maglietta con scritto “non sono il trailer di zombie 7” e provo a scaricare un tool di algoritmi cerebrali da www.sanitamentale.it ma mi dà sempre errore di sistema.
nel frattempo ho un paio di problemi da risolvere, e precisamente a) trovare un prodotto per la pulizia del pavimento in cotto (pare non esistano. in una prossima vita voglio il pavimento in pancetta) e b) capire il corretto funzionamento dell’universo, anche se obiettivamente bisogna riconoscere che le spiegazioni dell’universo lasciano il tempo che trovano: tipo, se piove, continua a piovere.
poi volevo dire anche che secondo me contare papere è un passatempo come un altro
esercizi di stile
studio # 327
natura morta con capoluogo di regione a traffico variabile
l’aria si riempie di pollini e un pallido sole si fa strada nell’aria quasi fredda del mattino inoltrato.
un passo dopo l’altro, agile e disteso come ti insegnavano gli alpini da piccolo sulle montagne, cammini per le vie di milano con scott finch nelle orecchie e lo sguardo fisso davanti a te, gli occhi semichiusi, ancora appannati dal sonno e intimamente disturbati dalla luce, cammini fiero come se niente potesse sfiorarti.
e invece ti colpisce ogni singolo particolare, i nomi delle vie, il traffico pigro della domenica mattina che si srotola mentre giochi con i numeri delle targhe, la bambina dai capelli rossi che aspetta il 94 su via olona, ogni singolo graffito di piazza sant’agostino, e le serrande chiuse dei negozi di via genova. li respiri a fondo finché non ti penetrano nelle ossa.
nel frattempo ho un paio di problemi da risolvere, e precisamente a) trovare un prodotto per la pulizia del pavimento in cotto (pare non esistano. in una prossima vita voglio il pavimento in pancetta) e b) capire il corretto funzionamento dell’universo, anche se obiettivamente bisogna riconoscere che le spiegazioni dell’universo lasciano il tempo che trovano: tipo, se piove, continua a piovere.
poi volevo dire anche che secondo me contare papere è un passatempo come un altro
esercizi di stile
studio # 327
natura morta con capoluogo di regione a traffico variabile
l’aria si riempie di pollini e un pallido sole si fa strada nell’aria quasi fredda del mattino inoltrato.
un passo dopo l’altro, agile e disteso come ti insegnavano gli alpini da piccolo sulle montagne, cammini per le vie di milano con scott finch nelle orecchie e lo sguardo fisso davanti a te, gli occhi semichiusi, ancora appannati dal sonno e intimamente disturbati dalla luce, cammini fiero come se niente potesse sfiorarti.
e invece ti colpisce ogni singolo particolare, i nomi delle vie, il traffico pigro della domenica mattina che si srotola mentre giochi con i numeri delle targhe, la bambina dai capelli rossi che aspetta il 94 su via olona, ogni singolo graffito di piazza sant’agostino, e le serrande chiuse dei negozi di via genova. li respiri a fondo finché non ti penetrano nelle ossa.
mercoledì 10 giugno 2009
come al solito passo la pausa pranzo a corte, dove si abusa del vino di bassa qualità e del lesso (ed altri pronomi a caso).
poco dopo mi ritrovo a scansare madrelingua switzerdütch, hoch deutch e rumantsch (che è quanto di più vicino ad un incubo si possa immaginare) mentre cerco un varco temporale (ossia un posto dove ha smesso di piovere) e contemporaneamente chiedo spiegazioni alla segreteria telefonica di alcune divinità minori (i disegni delle divinità sono sempre oscuri. questo essenzialmente perché nei supermarket delle divinità i pastelli chiari finiscono in fretta: ne producono meno per alzarne il prezzo).
sulle scale dell’ufficio incontro un criceto siberiano che ha frequentato una scuola per diventare medium ma per ora è riuscito solo ad avere il diploma di small, e prenoto un rolfing neuronale pagabile in comode rate a tasso variabile secondo le fluttuazioni del mangime per criceti.
alla fine arrivo in ufficio e mi smaterializzo (se c’è una cosa che ho imparato studiando la legge di conservazione della materia è che la materia a volte va messa in frigorifero) per ricomparire qualche ora più tardi in un cassetto della scrivania.
in caso di pericolo, sappiate che il cassetto è occupato.
poco dopo mi ritrovo a scansare madrelingua switzerdütch, hoch deutch e rumantsch (che è quanto di più vicino ad un incubo si possa immaginare) mentre cerco un varco temporale (ossia un posto dove ha smesso di piovere) e contemporaneamente chiedo spiegazioni alla segreteria telefonica di alcune divinità minori (i disegni delle divinità sono sempre oscuri. questo essenzialmente perché nei supermarket delle divinità i pastelli chiari finiscono in fretta: ne producono meno per alzarne il prezzo).
sulle scale dell’ufficio incontro un criceto siberiano che ha frequentato una scuola per diventare medium ma per ora è riuscito solo ad avere il diploma di small, e prenoto un rolfing neuronale pagabile in comode rate a tasso variabile secondo le fluttuazioni del mangime per criceti.
alla fine arrivo in ufficio e mi smaterializzo (se c’è una cosa che ho imparato studiando la legge di conservazione della materia è che la materia a volte va messa in frigorifero) per ricomparire qualche ora più tardi in un cassetto della scrivania.
in caso di pericolo, sappiate che il cassetto è occupato.
mercoledì 3 giugno 2009
pare che il mio maestro di ikebana neurale sia in viaggio verso una località segreta (alcuni dicono di averlo avvistato mentre lui, un suo amico e della carta da forno uscivano dalla vetrina) per trascendere in un piano diverso dell’esistenza (una volta l’ho fatto anch’io, ma sono finito in un piano inclinato ed era scomodo. a parte tutta quella cosa di studiare la velocità dei gravi*, intendo) e ora nella vetrina sotto casa mia vivono alcuni conigli più giovani, forse meno esperti, ma sicuramente più tranquilli, il che non è da sottovalutare sulla via della consapevolezza (come dice il detto, a volte occorre venire a più miti conigli).
io arrivo in ufficio, metto in loop auferstanden aus ruinen nella partitura per motore elettrico per tende e stampante a getto di inchiostro, poi consegno il telefono portatile al gatto e mi trascino sul balcone a versare bottigliette di levissima sui turisti.
* secondo il responsabile della asl lombardia, studiare la velocità dei gravi ha a che fare con il monitoraggio del pronto soccorso
sms
xx: lunedì fai il ponte?
io: volevo fare quello sullo stretto, che mi ci ritrovavo quanto a inutilità, ma pare abbiano già dato l’appalto a un altro
xx: sei un cretino
io arrivo in ufficio, metto in loop auferstanden aus ruinen nella partitura per motore elettrico per tende e stampante a getto di inchiostro, poi consegno il telefono portatile al gatto e mi trascino sul balcone a versare bottigliette di levissima sui turisti.
* secondo il responsabile della asl lombardia, studiare la velocità dei gravi ha a che fare con il monitoraggio del pronto soccorso
sms
xx: lunedì fai il ponte?
io: volevo fare quello sullo stretto, che mi ci ritrovavo quanto a inutilità, ma pare abbiano già dato l’appalto a un altro
xx: sei un cretino
venerdì 22 maggio 2009
verso sera io e un emissario degli niomi del bosco (un nano da giardino che ai tempi della cortina di ferro ha lavorato per la stasi) usciamo sul balcone a sorseggiare monte diversamente bianco e a controllare le attività delle rondini che hanno nidificato nei dintorni (fra le altre cose vorrei precisare che una rondine non fa primavera, una rondine garrisce).
a notte inoltrata, una delegazione diplomatica di alnilak chiede udienza per informarci che vista la crisi è possibile che si decida di fare un nuovo buco nero alla cintura di orione, ma noi siamo preparati e suggeriamo delle bretelle; alla fine rimaniamo sul balcone a raccontarci alcune favole della buonanotte, tipo:
- biancaneve e gli ottomani: una giovane schiava fugge a istanbul alla corte di murad ii dove viene accolta come una principessa
- il pifferaio madido: i bambini di un paese fuggono per vedere un flautista cerca di battere il record di musica senza interruzione ma il musicista fallisce finendo in un bagno di sudore
- la sella e la bestia: una giovane fanciulla cerca di addomesticare un cavallo selvaggio che tutti odiano
- i 4 musicanti di crema pasticcera: un pasticcere sforna dei dolci a forma di animale che prendono vita e girano l’europa del nord guadagnandosi da vivere suonando
- andorra la vella addormentata nel bosco: la storia dell’immobilismo politico di un principato isolato sui pirenei
- il re beone: un bambino riesce a riottenere il trono usurpato a suo padre ma è attanagliato da problemi di alcolismo
- le avventure di finocchio: un burattino prende magicamente vita nella bottega di un falegname ma viene emarginato perché manifesta da subito tendenze omosessuali.
- il patto con gli stivali: un calzolaio scommette con viaggiatore che i suoi stivali permettono di passare indenne 7 leghe (lega lombarda, lega nord, lega anseatica, lega della giustizia, lega calcio, lega rantisco e lega lizzala) senza che si rompano.
a notte inoltrata, una delegazione diplomatica di alnilak chiede udienza per informarci che vista la crisi è possibile che si decida di fare un nuovo buco nero alla cintura di orione, ma noi siamo preparati e suggeriamo delle bretelle; alla fine rimaniamo sul balcone a raccontarci alcune favole della buonanotte, tipo:
- biancaneve e gli ottomani: una giovane schiava fugge a istanbul alla corte di murad ii dove viene accolta come una principessa
- il pifferaio madido: i bambini di un paese fuggono per vedere un flautista cerca di battere il record di musica senza interruzione ma il musicista fallisce finendo in un bagno di sudore
- la sella e la bestia: una giovane fanciulla cerca di addomesticare un cavallo selvaggio che tutti odiano
- i 4 musicanti di crema pasticcera: un pasticcere sforna dei dolci a forma di animale che prendono vita e girano l’europa del nord guadagnandosi da vivere suonando
- andorra la vella addormentata nel bosco: la storia dell’immobilismo politico di un principato isolato sui pirenei
- il re beone: un bambino riesce a riottenere il trono usurpato a suo padre ma è attanagliato da problemi di alcolismo
- le avventure di finocchio: un burattino prende magicamente vita nella bottega di un falegname ma viene emarginato perché manifesta da subito tendenze omosessuali.
- il patto con gli stivali: un calzolaio scommette con viaggiatore che i suoi stivali permettono di passare indenne 7 leghe (lega lombarda, lega nord, lega anseatica, lega della giustizia, lega calcio, lega rantisco e lega lizzala) senza che si rompano.
giovedì 14 maggio 2009
ultimamente il gatto si fa vedere poco ed ha la tendenza ad immedesimarsi in secret squirrel, quindi abbiamo conversazioni molto frammentate.
fra le altre cose, piove, io ho deciso che per non sbagliare passerò al lato oscuro della forza, che pago meno di bolletta e sono ecocompatibile, e non esco di pattuglia con il comitato di controllo sulle attività degli ufi.
e comunque quando piove non ci sono molti ufi crudeli in giro: sono crudeli, mica stupidi.
i non addetti ai lavori pensano che la maggior parte degli ufi sia stupida perché a) pensano erroneamente che siano uguali agli umani e b) sono abituati a guardare i telefilm sugli ufi, tipo galactica, dove i terrestri combattono contro i siloni, un popolo di robot intellettuali che ti costringono a leggere fontamara, o star trek, dove i terrestri combattono contro i borg, un popolo di tennisti cibernetici che non sbagliano mai la prima di servizio, oppure stargate, dove un gruppo di vigili terrestri inseguono astronavi aliene senza targa.
chi invece volesse avere una classificazione completa degli ufi (non ci sono solo ufi crudeli, occorre dirlo. la maggior parte si limita ad ignorare la specie homo sapiens e conversa amabilmente con specie più evolute, tipo i protozoi, o i suricati) potrebbe leggere la guida essenziale agli ufi e alle specie aliene di alexander pernendbrod* autore anche del meno conosciuto “manuale di difesa dagli ufi crudeli” in cui si spiegano alcune tecniche avanzate tipo:
- sfidarli a una gara di mojito (gli ufi di solito si addormentano dopo il quinto. ma se non si addormentano, chissenefrega)
- fargli conoscere dei giornalisti televisivi italiani (gli ufi fuggono terrorizzati dopo meno di due minuti)
- far parlare il pilota dell’astronave con un dirigente movimento delle ferrovie dello stato (gli ufi non ripartiranno mai più e moriranno cercando di ottenere una risposta alle loro mail di protesta inviate dal sito di trenitalia).
* non si sa chi sia in realtà alexander pernenbord anche se ci sono alcune teorie in proposito: alcuni pensano sia un emissario degli ufi grigi (chiamati così perché non hanno ancora inventato il monitor a colori; da non confondere con le eminenze grigie, che invece sono dei cardinali brizzolati), altri credono sia un lama (inteso come camelide) buddhista che ha una percezione dell’universo a noi preclusa, altri ancora credono sia un alcolizzato di boston.
fra le altre cose, piove, io ho deciso che per non sbagliare passerò al lato oscuro della forza, che pago meno di bolletta e sono ecocompatibile, e non esco di pattuglia con il comitato di controllo sulle attività degli ufi.
e comunque quando piove non ci sono molti ufi crudeli in giro: sono crudeli, mica stupidi.
i non addetti ai lavori pensano che la maggior parte degli ufi sia stupida perché a) pensano erroneamente che siano uguali agli umani e b) sono abituati a guardare i telefilm sugli ufi, tipo galactica, dove i terrestri combattono contro i siloni, un popolo di robot intellettuali che ti costringono a leggere fontamara, o star trek, dove i terrestri combattono contro i borg, un popolo di tennisti cibernetici che non sbagliano mai la prima di servizio, oppure stargate, dove un gruppo di vigili terrestri inseguono astronavi aliene senza targa.
chi invece volesse avere una classificazione completa degli ufi (non ci sono solo ufi crudeli, occorre dirlo. la maggior parte si limita ad ignorare la specie homo sapiens e conversa amabilmente con specie più evolute, tipo i protozoi, o i suricati) potrebbe leggere la guida essenziale agli ufi e alle specie aliene di alexander pernendbrod* autore anche del meno conosciuto “manuale di difesa dagli ufi crudeli” in cui si spiegano alcune tecniche avanzate tipo:
- sfidarli a una gara di mojito (gli ufi di solito si addormentano dopo il quinto. ma se non si addormentano, chissenefrega)
- fargli conoscere dei giornalisti televisivi italiani (gli ufi fuggono terrorizzati dopo meno di due minuti)
- far parlare il pilota dell’astronave con un dirigente movimento delle ferrovie dello stato (gli ufi non ripartiranno mai più e moriranno cercando di ottenere una risposta alle loro mail di protesta inviate dal sito di trenitalia).
* non si sa chi sia in realtà alexander pernenbord anche se ci sono alcune teorie in proposito: alcuni pensano sia un emissario degli ufi grigi (chiamati così perché non hanno ancora inventato il monitor a colori; da non confondere con le eminenze grigie, che invece sono dei cardinali brizzolati), altri credono sia un lama (inteso come camelide) buddhista che ha una percezione dell’universo a noi preclusa, altri ancora credono sia un alcolizzato di boston.
martedì 5 maggio 2009
ho scoperto che i conigli che vivono in una vetrina sotto casa sono due. almeno credo.
cioè, c’è sempre la possibilità che il mio maestro di ikebana neurale stia conducendo degli esperimenti sulla bilocazione e sul cromatismo della pelliccia.
io sto conducendo esperimenti sull’infiltrazione della cultura vichinga nella città di roma (vi siete mai chiesti il perché dei toponimi che recano nomi di divinità nordiche come thor lupara, thor pagnotta, thor di quinto, thor di tre teste, thor pignattara, thor vergata, thor bella monaca, thor di valle, thor cervara, thor menta, thor pedine, thor chemada?).
nel frattempo lavoro alla trasformazione di ninna nanne, come ad esempio la ninna nanna alzata di un semitono (ninna nanna ninnaò, questo bimbo a chi lo do diesis), oppure la ninna nanna arrangiata per sassofono tenore (dormi dormi mio ben webster) e sono impegnato in un progetto di filosofia naturale che studia la traiettoria delle graffette lanciate dal quinto piano sui turisti in movimento (per lo meno si mettono in movimento quando vengono colpiti dalle graffette). occhei, probabilmente ho 400 anni di ritardo, ma muovendomi molto lentamente conto di recuperare.
cioè, c’è sempre la possibilità che il mio maestro di ikebana neurale stia conducendo degli esperimenti sulla bilocazione e sul cromatismo della pelliccia.
io sto conducendo esperimenti sull’infiltrazione della cultura vichinga nella città di roma (vi siete mai chiesti il perché dei toponimi che recano nomi di divinità nordiche come thor lupara, thor pagnotta, thor di quinto, thor di tre teste, thor pignattara, thor vergata, thor bella monaca, thor di valle, thor cervara, thor menta, thor pedine, thor chemada?).
nel frattempo lavoro alla trasformazione di ninna nanne, come ad esempio la ninna nanna alzata di un semitono (ninna nanna ninnaò, questo bimbo a chi lo do diesis), oppure la ninna nanna arrangiata per sassofono tenore (dormi dormi mio ben webster) e sono impegnato in un progetto di filosofia naturale che studia la traiettoria delle graffette lanciate dal quinto piano sui turisti in movimento (per lo meno si mettono in movimento quando vengono colpiti dalle graffette). occhei, probabilmente ho 400 anni di ritardo, ma muovendomi molto lentamente conto di recuperare.
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