giovedì 31 marzo 2005

da qualche tempo ho un lavoro. uno di quelli veri. insomma, più o meno.
il che vuol dire che per la prima volta in vita mia ho ferie e malattia pagate, e un lavoro idiota per cui devo alzarmi presto tutte le mattine.
una vita grama servita sul piatto d’argento dello stipendio fisso, che mi consentirebbe una vita dignitosa tipo se vivessi in papua nuova guinea.
ogni tanto, mentre sono al lavoro, mi trovo a scrivere su un pc portatile che è un po’ confuso riguardo alla sua identità e ad altre cose ancora. siamo abbastanza in sintonia, se proprio lo devo dire.
il fatto è che su questo pc sono stati installati 2 diversi sistemi operativi. inutile spiegare che non c’è affatto una partizione del disco, i due sistemi operativi sono stati installati uno dentro l’altro, un curioso sistema embedded che credo sia assolutamente originale e innovativo nel panorama informatico italiano. ancora non so come sia successo ma visto chi usava questo computer prima di me, ho qualche idea in proposito.
succede che ogni tanto, senza preavviso, in media due volte al giorno, il computer decide che ne ha un po’ piene le palle e si spegne.  siamo abbastanza in sintonia, se proprio lo devo dire.
insomma, non c’è modo di prevedere quando succederà. semplicemente sai che succederà, prima o poi.
tu sei lì, che stai facendo qualcosa di tutto sommato inutile, e sbreng™, schermo nero.
una cosa che si avvicina di molto alla metafora, per dirla tutta.
salvate dunque, poichè non sapete nè il giorno nè l’ora.

ultim’ora
secondo una recente comunicazione dell’ufficio stampa di un noto partito politico italiano, lo slogan “io c’entro” non sarebbe da intendersi come una precisa ammissione di colpa

martedì 29 marzo 2005

non è che possiamo sempre confondere l’universo con il codice che usiamo per interpretarlo. la realtà non viene mai identificata dal linguaggio, nè dalla logica. questi sono mezzi necessari per permettere la comunicazione, come la zattera è necessaria per attraversare il fiume,ma non dice niente una volta arrivati sull’altra sponda.

venerdì 25 marzo 2005

nei cassetti della mia scrivania esistono buchi neri e porte in grado di comunicare con altre dimensioni.

una volta appoggiata dentro il cassetto una cosa inutile (tipo una polizza di assicurazione auto), può succedere che scompaia per riapparire inspiegabilmente anni dopo in un bar di padova, dove verrà usata come sottobicchiere per uno spritz. in compenso può capitare di trovare forme di vita intelligenti provenienti da sirio o alcuni resti di confezione di tegolino dell’83.

del resto molte scrivanie hanno peculiarità simili, studio scientifici dimostrano come questa proprietà sia da imputarsi alla particolare forma delle scrivanie, detta anche a “cassetto di risonanza” che pare funga da ricettacolo per onde provenienti da altre dimensioni.

nel cassetto della scrivania dell’ufficio ieri ho trovato un gatto iracheno (dài, la persia non esiste più da un pezzo) che ha deciso di stabilirsi sulla mia felpa sostenendo fosse più comoda. a riprova degli strani avvenimenti che succedono all’interno della scrivania, quando finalmente il gatto se n’è andato, con i peli rimasti sulla mia felpa ho riempito due materassi.


ultim’ora

ho avuto la nomination per il premio “cavaliere template xx secolo” per l’utilizzatore di blog che, pur sapendolo fare, non ha mai modificato il template da maggio 2003.

il primo classificato vince una fornitura a vita di penne städtler e un poster gigante di spennacchiotto

mercoledì 23 marzo 2005

oggi, a causa di un banale errore di salvataggio di sistema da parte di alcune divinità minori preposte al funzionamento del clima, l’universo esiste solo in scala di grigio.
il grigio si attacca al lavoro del tuo terapista, diventa il colore dei tuoi pensieri, modifica la percezione del cosmo rendendolo vagamente simile ad una riunione della nomenklatura sovietica degli anni ’70, quando tu non sai una parola di russo.
si avvicina la stagione delle piogge.
per fortuna il mio terapista mi ha spiegato che si tratta solo di un periodo di transizione, per superarlo basta lasciarsi andare e rotolare dolcemente dove ti porta la pendenza, cercando di evitare i canaletti di scolo, che lì ci si bagna sul serio. una questione di equilibrio, in fin dei conti.
una posizione quantomeno chiara, a parte l’allusione ai canaletti che credo dipenda dal fatto che il mio terapista sia una palla da bowling viola, gialla e fucsia. (il mio terapista è molto saggio, non capisco perchè l’associazione nazionale psicologi debba discriminarlo non invitandolo mai alle conferenze. in fondo sono tre colori come tutti gli altri, non c’è niente di cui vergognarsi)

lunedì 21 marzo 2005

il sole si spalma sulle montagne, prima di scomparire definitivamente in un tramonto color pastello e fumo di londra. si avvicina il momento della giornata in cui puoi solo intuire i confini del paesaggio che si sfalda, prima che tutto diventi una macchia scura e indistinta all’orizzonte.
fermo su una panchina in riva al lago discuto con l’altro allievo del corso di armonia cosmica, lo tiene tutti i martedì un lemming anacoreta (invece di migrare si è chiuso volontariamente in una gabbia) che si nutre solo di fieno e pappa reale.
a dire la verità il lemming mica parla, e noi stiamo lì tutta l’ora di lezione ad osservarlo. del resto non c’è scritto da nessuna parte che l’armonia cosmica contempli la parola.
quando usciamo abbiamo una consapevolezza diversa su tutto l’universo ma è buona regola non darlo a vedere, quindi si parla di banalità.

-i cani sono meglio dei gatti, il cane è il miglior amico dell’uomo
-per la donna meglio il gatto? il binturong? il tarsiospettro? il rinoceronte?
-intendo dire uomini e donne, cretino.
-...
-ma sì, scusa, il cane dà molto più affetto. ad esempio, tipo se sei single, un gatto è un po’ come il tuo coinquilino che non conosci tanto bene; un cane è più tipo il partner, ti riempie la vita. mica per niente si dice che il cane è il miglior amico del single.
-il miglior amico del single è il freezer


ultim’ora
in una ricerca condotta dall’istituto di biologia di des moines (iowa) sulle peculiarità delle aziende di allevamento bovino, che tiene conto di complessi parametri come le condizioni generali dei capi di bestiame e le loro abitudini, il tipo di mangime utilizzato, la disposizione nelle stalle, la regione di provenienza e l’età degli animali, è stato messo in crisi il concetto di proprietà commutativa: cambiando l’ordine dei fattori le mucche si confondono e il prodotto cambia.

mercoledì 16 marzo 2005

 sempre libero degg’io folleggiare di gioia in gioia

- scusi, il fatto è che io ho chiesto un cambiamento del piano tariffario, da free a flat il primo febbraio. siamo a metà marzo, e da ieri non ho più l’accesso a internet perchè il vostro computer remoto non ha voglia di rispondere, mi sa dire che succede?
- ah, sì, le hanno tolto l’account sul free, perchè dovrà essere attivata la tariffazione flat.
- oh, bene. se ci hanno messo un mese e mezzo a toglierla, quanto ci metteranno a riattivarla?
- ah, beh, ci vorrà qualche giorno.
- pure. in pratica mi sta dicendo che non avrò internet per chissà quanto tempo.
- ma si tratta solo di qualche giorno, e comunque quando gliela attivano le arriverà una mail con la conferma.
- la ringrazio per la fiducia nei miei poteri paranormali, ma se io non ho internet come la vedo la mail?
- di solito uno vede internet da un altra parte
- (?) tipo in frigorifero?
- beh, non ha un modem normale?
- si chiama flat perchè è il tipo di encefalogramma dell’operatore, vero?

giovedì 10 marzo 2005

nell’androne del palazzo del mio ufficio incontro lanfranco di bec travestito da donna delle pulizie che sta cercando di transustanziare dell’acqua in cif ammoniacal. poi mi spiega che è impegnato con un calcolo importante per la verifica delle proposizioni della relatività speciale, e che, beh, wow, questa cosa dei sistemi di riferimento cambia un po’ la prospettiva del pensiero medievale. tradotto per noi profani questo significa che occuperà l’ascensore almeno per i prossimi tre giorni, quindi dovrò farmi cinque piani di scale a piedi.

lo guardo con sospetto. non capisco perchè tutto questo interesse per la fisica, adesso.

verso le undici suona il postino che mi consegna una raccomandata e mi tiene mezz’ora a parlare di come tutto, in genere, oggi, sia pseudocontesto*. ed è abbastanza drammatico che se uno cerca pseudocontesto da zio google, nemmeno lo trova. no, così, per dire

torno in ufficio che ho la vista annebbiata e gli occhi nella classica posizione del fendinebbia.

in lontananza un fax che pulsa ininterrottamente da dieci minuti, e non capisco se è reale oppure è solo nella mia testa. del resto non saprei indicare la differenza.

apro una finestra a caso, e non mi importa se non ho dormito tutta la notte per la febbre terzana che mi tormenta da settimane. fuori c’è la temperatura di gennaio a vladivostock, i rompighiaccio ormeggiati nel porto, e un sole così bello che non si vedeva da mesi, insieme alla scritta ci scusiamo per il disturbo, stiamo effettuando prove tecniche di primavera.

poi io e il mio amico immaginario ci mettiamo a tirare graffette in testa ai turisti che passeggiano in cerca di una bancarella abbordabile, ogni dieci centri di signora con borsa in premio un berretto da cacciatore del canton obwaldo e una confezione di budini confezionati (gusto crème caramel). il passeggino vale doppio.

vinco solo il premio di consolazione, una calcolatrice a cristalli così liquidi che puoi pucciarci i biscotti, anche se poi sanno di mercurio e non si capisce perchè scomodino divinità antiche per nulla.

alla fine decido che tornerò a casa a passare la mia vita a fingermi un lenzuolo.

l’insegnamento di questa giornata credo sia che a breve bisognerà ricordarsi di ordinare delle graffette.


* dài, facciamo che avete qualche ora di tempo per scrivere qui la definizione


lunedì 7 marzo 2005

filosofia per alcolisti reprise


(è solo perchè mi stressate, mica ho intenzione di iniziare un nuovo corso)

i filosofi non fanno altro che dare giudizi. questo, in effetti, è piuttosto seccante.


un filosofo non dovrebbe dare giudizi, dovrebbe limitarsi alla contemplazione ed evitare giudizi basati su conoscenze giocoforza incomplete.


naturalmente questo è un mio giudizio. ho pur sempre studiato filosofia.


ciò probabilmente significa che un filosofo dovrebbe abituarsi a contemplare la contraddizione

un utile giochino da bar


descrizione


il gioco migliora le abilità mnemoniche, linguistiche e di ragionamento utili per la risposta alle domande, le attitudini al dibattito ed alla dialettica nonchè il lavoro di gruppo (il consulto fra partecipanti dopo una risposta sbagliata è parte fondamentale del gioco), sviluppa la riflessione e il distacco da certezze non guadagnate dialetticamente, insegna un approccio filosofico invece dell’ansia da prestazione tipica del mondo occidentale (ad esempio è sconsigliabile rispondere correttamente ad una domanda al primo tentativo)


occorrente:


1. un bar o una adeguata una scorta di alcolici (personalizzabile sulle esigenze dei singoli, ma non inferiore ai 18°)


2. una garzantina di filosofia (o in alternativa un manuale di storia della filosofia dalle origini ad oggi)


operazioni preliminari


si tira a sorte per chi tiene il banco: la stretegia corretta per questo gioco in genere suggerisce che sia svantaggioso tenere il banco. comunque sia, se siete al bar, il banco vorrà tenerlo il barista.


istruzioni


chi conduce il gioco fa una domanda al primo giocatore, che ha cinque tentativi per rispondere.


alcuni esempi di domande:


-elenca cinque appartenenti alla scuola di chartres ed alcuni dei temi trattati


-chiarisci il concetto di kerygma in bultmann e cita almeno una sua opera


-elenca le 12 categorie kantiane


-l’anno della pubblicazione della “struttura delle rivoluzioni scientifiche” di kuhn e temi principali dell’opera


-il discorso pubblico dalla retorica degli antichi all’era della televisione con riferimenti a perelmann, huxley e postman


se il giocatore di turno sbaglia la prima volta, si intavola una breve discussione con gli altri giocatori sulla risposta da dare; poi il giocatore cui è stata posta la domanda risponde nuovamente, e così via finchè non indovina o non esaurisce i cinque tentativi e il banco fa una nuova domanda al partecipante successivo.


ad ogni risposta sbagliata il giocatore deve bere.


chi indovina al primo tentativo si prende il banco (il barista cercherà di opporsi, ma se lo fate bere adeguatamente cambierà idea)


vale sbagliare apposta.

 

giovedì 3 marzo 2005

resto dell’idea che il montenegro dovrebbe rimanere in
serbia, invece di rivoltarsi contro il mio stomaco e contro la mia volontà. non
ho più il fisico per fare certe cose, come diceva l’ex fidanzata di rubbia.
oggi ho passato metà della mia giornata a giocare a carte
con un roditore. ho quasi sempre perso.
a mia discolpa posso dire che avevo messo il cervello in
modalità risparmio energetico.


 


martedì 1 marzo 2005

essere presenti a se stessi non sempre è una soluzione ragionevole. voglio dire, esiste un tempo per tutto, lo dice anche la bibbia. stamattina nevica, qualcosa vorrà dire.

a volte entro in stato catatonico solo per difendermi dal mondo: ieri sono stato 20 minuti immobile a fissare un rubinetto che perdeva.

poi ha pareggiato.

fra le altre cose ho scoperto che l’unico modo per non avere la febbre è non trovare il termometro.

giro con aria da zombie lasciando fazzoletti in offerta agli dei e assumendo zerbinol (si chiama così perchè è un medicinale che ti riduce a uno zerbino) contro gli attacchi influenzali, che la propoli di atene l’ho finita settimana scorsa. mi lacrimano li occhi come una madonna qualsiasi, ho un cerchio alla testa come nelle migliori tradizioni iconografiche, sono praticamente pronto per l'agiografia.

nel pomeriggio esce il sole, ma la temperatura esterna rimane inversamente proporzionale alla mia interna. il cortile di casa mia è stato scelto dal capitan findus in persona come location di uno spot ambientato in un freezer.

stiamo raccogliendo un largo fronte di protesta contro le divinità del clima, la nostra vecchia proposta di spostare l’italia in una fascia climatica sub tropicale sta suscitando consensi da più parti.

abbiamo raccolto l’adesione del sindacato mostri ed affini, - non si capisce se tremano per noi, per il freddo o per la febbre - ha affermato il segretario generale, oltre a quello degli spargisale (qui però c’è da registrare l’opposizione dei cobas delle capre).

venerdì 25 febbraio 2005

trovo alquanto difficoltoso stabilire una comunicazione con me stesso. per dire, lascio sempre spento il cellulare. durante la terapia di auto aiuto* del martedì mi hanno detto che è freudiano. secondo me, invece, è un normale telefono.
visto che non c’è verso di parlarmi direttamente, tento con l’approccio sorpresa via msn

eddie (fischiettando con indifferenza) scrive
ehilà, che si dice di nuovo?
eddie (momentaneamente irraggiungibile) scrive
prendi questa manoooo, zingaraaaaaaa
eddie (fischiettando con indifferenza) scrive
cos’è, il nuovo spot dell’aido?
eddie (momentaneamente irraggiungibile) scrive
laido sarai tu
eddie (fischiettando con indifferenza) scrive
piano con gli insulti, testa di ponte (della malattia mentale)
eddie (momentaneamente irraggiungibile) scrive
per parlare piano alla tastiera cosa devo fare, diminuire il carattere? (sei un tipo caratterialmente difficile, insomma)
eddie (fischiettando con indifferenza) scrive
ti si sono annodati i neuroni, razza di volante? la tastiera mica ti sente, è con me che devi parlare.
eddie (momentaneamente irraggiungibile) scrive
scusa, come hai detto che ti chiami?

mi sono sconnesso. i neuroni hanno gradito assai.

*è simpatico, non c’è un vero terapista, si discute in gruppi di quattro persone in macchina fino a quando non finisce la benzina. essendo in quattro, lo si può fare anche in caso di circolazione a targhe alterne.

mercoledì 23 febbraio 2005

così in un bar di provincia incontro questo semidio che mi spiega che per contratto ho diritto a un nume tutelare che mi assista durante la mia permanenza terrena.

ci penso un po’ su, poi alla fine mi decido: arrivo a casa e chiamo il call center per l’assegnazione delle divinità tutelari. mi spiegano che la mia divinità mi è già stata assegnata, ma è in pausa caffè dal 1977.


ultim’ora

colin hughes, insigne docente di filosofia medievale a oxford, ha pubblicato un volume divulgativo a dispense sulla storia della chiesa in inghilterra.

la novità editoriale sta nel fatto che l’opera è in continua evoluzione, e verrà integrata ogni sei mesi con nuovi scritti. “la versione beda” è già in commercio in tutte le librerie del regno unito, con la prima release c’è in omaggio il beda test per sapere se sei un medievalista provetto

venerdì 18 febbraio 2005

















il metodo epagogico è sostanzialmente un atto di fede.
ne parlavo ieri con un alligatore che infesta il mio zaino
da domenica scorsa.
non che l’alligatore fosse granchè interessato, mi guardava
di traverso, come se trovasse sconveniente che io parli con un alligatore. che
cazzo di snob.
questo freddo mi uccide. affermazione apparentemente slegata
dal contesto, e invece
un vento gelido sibila fra le valli, le montagne sono ancora
venate di bianco, e io mi perdo fra i colori tenui e toni pastello, il mio fornitore
di medicinali scaduti. toni è uno specialista, non deve far altro che
travestirsi da cassonetto e aspettare. certo farebbe molti più soldi se i
cittadini dimostrassero un minimo di senso civico applicandosi nella raccolta
differenziata.
quando arrivo a casa entro in camera di decompressione
mentre sussurro con dolcezza “paracetamolo” ai due pinguini con cui
temporaneamente divido la stanza.
forse è un periodo di stasi, come dicevano nella germania
est.
dopo aver appeso sulla porta il cartello “spegnere il
cervello in caso di pericolo” mi sdraio sul letto per i miei esercizi di
meditazione extracorporea. starò via qualche giorno, non di più.

martedì 15 febbraio 2005

scusate, è che sono impegnato con quella faccenda di salvare l’universo, e tutto il resto.

giovedì 10 febbraio 2005

alla fine mi sono completamente dissociato.
ho rimosso alcuni problemi che mi tormentavano, ma adesso è in corso una dura lotta per il possesso della connessione a internet: nessuno dei due vuole pagare la bolletta. l’altra cosa positiva è che ho smesso di parlare da solo.
ieri mi sono iscritto a un corso di mistica orientale per elettricisti. costa un po’, ma a fine corso garantiscono l’illuminazione. abbiamo passato tutta la prima lezione a fare ohm, che non è una crasi di ohmadonna, come avevo pensato all’inizio, ma un’unità di misura. comunque devo andare altre 12 volt, spero sia meno monotono.
dopo cena sono passato a trovare il mio ex maestro* di détournement, dice che mi ha trovato bene. vabbè, era facile, non mi ero neanche nascosto.

mi ha regalato un portafoglio realizzato in stagno, che è un materiale duttile, infatti visto che non ho soldi, ci faccio nuotare le rane. ci siamo ripromessi di sentirci più spesso, così gli ho lasciato il mio cellulare. solo che adesso non so più come telefonare.
quando sono tornato a casa il microonde stava trasmettendo una retrospettiva di fassbinder. l’ho trovato piuttosto singolare: a parte che non capisco perchè diano fassbinder, che non fa ascolti, ma io prima di uscire mica ce l’avevo, a casa, un microonde.
ho agito seguendo l’esempio degli esploratori quando entrano in contatto con cose che non comprendono: l’ho abbattuto a bastonate. se non altro ha smesso


*se n’è andato dopo tre delle ventidue lezioni programmate; ovviamente hanno dovuto pagarlo per intero, ha sostenuto che l’abbandono fosse parte integrante del corso

mercoledì 9 febbraio 2005

  time out

8 febbraio, ore 9.07
la stanza è immersa nel silenzio mentre il grigio entra piano dalla finestra, come un ladro attento a non lasciare tracce troppo evidenti.
mi sorprendo a fissare il monitor in stato ipnagogico, mentre i due emisferi del cervello tentano di arrivare ad un compromesso accettabile. pare abbiano assunto come mediatore un allievo di kissinger, i media prevedono guerra aperta entro 24 ore.
gli orologi della stanza, nel frattempo, hanno stipulato una convenzione di immobilità con alcune divinità temporali (quelle che lanciano tuoni e fulmini per default) e sembrano fermi sulle 9.07 da alcune ore.
fuori, l'universo si adegua.
(è una variante del paradosso di berkeley: in mancanza di una mente comune garante della realtà, le cose esistono solo per chi le guarda. inoltre gli studenti prima fumano marijuana nel campus poi fanno i consiglieri del presidente)
dopo quattro ore si materializza una presenza incombente al centro della stanza. rimango al computer e di tanto in tanto sfoglio il manuale utente di archicad 8, che uso al posto del cilicio come strumento di tortura autoinflitta.
alcune ore dopo, quando rimango di nuovo da solo, chiamo il mio medico per sapere se è possibile mandare malattia per intossicazione da solitario di microsoft.
dopo tre giorni sono ancora le 17.05 dell’8 febbraio

alcune cose che ho imparato da archicad

- l'azimuth non è il pane non lievitato
- hotspot non è un sito di pubblicità porno
- la pianta non è solo un vegetale
- la sezione non è una sede di partito e neppure una classe delle medie
- le librerie non contengono libri (vabbè, questo già lo sapevo)
- una volta realizzato un piano, è sconveniente accendere un sigaro mormorando "mi piacciono i piani ben riusciti"
- le proiezioni non si fanno solo al cinema

insomma, ho acquisito nuove consapevolezze, e una preoccupante propensione all’abuso di litoti
schiaccio ctrl+s per imprimere tutto nella memoria, ma mi esce un alert box che mi informa che non ho abbastanza disco fisso.

lunedì 7 febbraio 2005

il fatto che io abbia un lavoro per il quale, forse, verrò pagato, non significa che mi sia sistemato.
per dire, potete tranquillamente continuare a mandare offerte sul mio conto corrente.
ad ogni modo, sto vagliando alcune possibilità lavorative che mi offrirebbero la possibilità di ottenere maggiori soddisfazioni rispetto a quello che sto avendo ora:


-quadro d’azienda: mi appendo ad un muro nell’ufficio di un dirigente e ci resto ad libitum
-divulgatore: mi cimento in un’impresa epica, tipo la traduzione del corpus aeropagiticum in cingalese
-guida spirituale: giro in macchina recitando mantra (opel) per l’elevazione mistica e il basso consumo di benzina
-insegnante: cerco di ottenere una cattedra da libero docente di inutilità applicata all’universo
-portaborse: mi apposto alla standa e chiedo un euro alle vecchiette per portargli i sacchetti della spesa. in caso di rifiuto potrei direttamente rubare i sacchetti (che immagino diventerebbero sacchetti della spazzatura)


ultim’ora
jacques arnoud ha vinto il premio per il pubblicitario dell’anno 2004 dopo aver creato lo slogan rivoluzionario “la fantasia nel podere” per propagandare gli innovativi metodi agricoli dei prodotti geneticamente modificati e il jingle pacifista “mettete tabacco nei vostri cannoni” per la campagna di impegno sociale contro la droga promossa da philip morris.

giovedì 3 febbraio 2005

foto di gruppo con frullatore

al mattino presto indosso la panoplia e mi inoltro per le lande buie, con temperature ben al di sotto di un modello di aereo giapponese della seconda guerra mondiale.
il mio lavoro oggi consiste nel visitare palazzi nel centro di milano, dove il mio preciso compito è portare una borsa, una macchina fotografica, ed emulare l’uomo invisibile. il famoso lavoro di concetto. (per antonomasia, da concetto imposimato, detentore del record registrato dal guinness dei primati per la serie di lavori più inutili dell’universo).
indosso il mio costume da pianta  ornamentale per passare inosservato all’ingresso, anche se la portinaia riesce diabolicamente ad innaffiarmi due volte, fissandomi con uno sguardo da zebù (neppure troppo bello).
mentre guido in autostrada si stampano sul parabrezza alcuni insetti che misteriosamente formano la scritta “vivere nuoce gravemente alla salute. art. 46 L.29/10/1990 n.428” in haettenschweiler 36. mi ero sempre chiesto chi mai usasse quel carattere
arrivo a casa e comincio a riflettere sulla mia attuale situazione storica, cercando di convincere i neuroni a collaborare, ma mi fermo sempre allo step 2 del manuale della meditazione consapevole.
poi cerco sulla guida muhammad ibn mūsa 'l-khwārizmī e telefono, ma suona occupato, allora mi sdraio sul divano ad aspettare un’ecpirosi.

consigli di lettura
étienne rouet, docente di prossemica (la materia che spiega perché è considerato scortese pestare i piedi ad uno sconosciuto e come mai in macchina andiamo a sbattere malvolentieri) all’università di lovanio ha dato alle stampe il suo nuovo libro “prima di cercare la pagliuzza nell’occhio del tuo vicino, guarda in ripostiglio” (ed. apogeo) 

martedì 1 febbraio 2005

il freddo mi ha nuovamente bloccato le connessioni
neuronali. per rimediare ho provato a inalare dell’antigelo, per la verità con
pessimi risultati.
così nel tentativo di sbloccare gli ingranaggi delle sinapsi
mi sono versato dello svitol direttamente nelle orecchie. non provateci, non
funziona.











 piccola bacheca on line
-neurolettico in grado di agire direttamente sull’ipotalamo
cercasi, permutabile con collezione postalmarket 1986/88 o in alternativa un’edizione
critica della metafisica di aristotele in tre volumi, copertina in azzurro
allucinogeno
-vendo cavedano da compagnia, selezione da allevamento,
disponibile nelle versioni blu metilene o rosa antico
-cercasi traduttore in grado di spiegare ad un operatore di
call center che flat dovrebbe essere un tipo di tariffa e non il diagramma dell’encefalo
dell’operatore  


 

venerdì 28 gennaio 2005

il semidio krulm mi ha telefonato per commissionarmi una
breve biografia celebrativa.
krulm non è un cliente facile, è uno di quelli che tende ad
arrabbiarsi facilmente, visto che è il segretario incaricato, e a tutti gli
effetti sostituto, di tutte le divinità della guerra (sez. europa).
così ho deciso di scrivere una cosa del tipo:
“il potente krulm fu il primo ad affrontare una battaglia
con creta, ribattezzò i fenici (che prima venivano chiamati annegri perché
erano amabili e sorridenti ma avevano la pelle scura), allitterò gli hittiti,
assoggettò i persiani, le cui mogli vennero usate per permettere evitare che i
nobili subissero l’onta del sole che entra dalla finestra al mattino; e il mondo
conobbe un’epoca di pace finchè krulm non intraprese un’azione decisa contro i
medi (mostrare il medio, già allora era considerato offensivo) e i parti (un
intervento illuminato per contenere l’incremento demografico) e la sua forza si
abbattè non solo su celti, ma su tutti i popoli del pianeta allora conosciuto.
tagliò la gola agli albani e debellò i galli (per la
disperazione delle galline), spiumò i germani e per riportare la pace fece
tacere i pannoni.
ricacciò i sassoni nelle cave, arrestò i vandali, e
sconfisse gli unni e gli altri; cacciò i turpi turchi (le cui mogli venero
confinate nei bagni), accumulò franchi ed altre ricchezze rubando il grano ai
saraceni.
in epoche a noi più vicine si dedicò ad opere di civiltà,
marciò in danimarca e mise la museruola ai danesi, ripulì le strade dai
borboni, fu l’ideatore della campagna politica sforza-milano.”
quando gli ho consegnato la biografia ero abbastanza
soddisfatto, ma lui mi ha spiegato queneau, faceva schifo, e non mi ha neanche
pagato.



disclaimer: se questo fosse un weblog serio e curato (anche
se di campagna) avrebbe delle sezioni o categorie in cui inserire i post.
questo andrebbe nella sezione “cose di cui mi vergogno e che espierò in una
vita futura reincarnandomi in un assicuratore”. la sezione “cose di cui mi
vergogno e che espierò in una vita futura reincarnandomi in un assicuratore”
sarebbe piena di post, e forse sarebbe il caso di darle un nome più corto onde
evitare di intasare la rete, vergognarsene, e creare un pericoloso corto circuito
(tipo brands hatch).