mi sveglio e ho una mobilità articolare del collo che ricorda da vicino quella di big jim, sepolto in una colata di cemento.
devo essere stato aggredito nel sonno da degli gnomi* al soldo di alcuni semidei in prova ancora molto arrabbiati per una bruciante sconfitta a calcetto** (alcuni semidei sanno essere molto vendicativi, ma nella trance agonistica, uno mica ci fa caso).
ciò comporta anche che al minimo movimento io senta gemere muscoli cervicali di cui fino a ieri ignoravo l'esistenza, e questa, dal punto di vista olistico, è comunque una buona presa di coscienza (non si dovrebbe avere consapevolezza delle cose solo in fase di emergenza, ecco una buona cosa da tenere a mente).
insomma, ho telefonato ad un ghiro pratico di queste cose, e ci siamo accordati per un incontro al limitare del bosco (lui dovrebbe zampettare qua e là, e convincere i muscoli del collo che non è il caso di fare tutto questo casino per avere un po’ di attenzione).
la sera metto sullo stereo la suite di pavel janiseck per violoncello, stendipanni e vento da nord e mi esercito nell’imitazione di thoutmosis iii dopo la tumulazione.
*qualcuno sosterrà che non ho prove del fatto che gli gnomi mi abbiano aggredito durante il sonno, e dirà che credo a molte cose strane. però, voglio dire, milioni di persone credono che vedere delle immagini riprese da differenti telecamere e viste in una scatola mentre si sta seduti sul divano sia sinonimo di vedere la realtà così come accade, e io non posso credere agli gnomi? andiamo, siete ingiusti nei miei confronti.
e comunque gli gnomi in genere sono molto furbi.
**detto anche 'calcio balilla' o 'biliardino', da non confondere con il calcio a cinque
ultim’ora
prossima apertura a milano di una nuova rivoluzionaria catena di abbigliamento outlet: prezzi imbattibili per prodotti di marca, grazie all’importazione dei capi di vestiario dall’estero, e all’acquisto delle targhette del marchio in italia, applicate solo successivamente sui prodotti di abbigliamento. il primo negozio della catena di importazione, l’impo-store di san babila, aprirà a marzo.
martedì 27 febbraio 2007
mercoledì 21 febbraio 2007
- perchè fa quel rumore?
- ci sono dentro dei criceti che azionano i componenti del computer
- sì, ma il comando di stampa è partito 2 minuti fa, perchè non è ancora stato eseguito?
- servono più criceti
mi alzo e ho già la faccia di uno che ha sbagliato candeggio.
il lago ha assunto una tonalità che nella classificazione pantone è definita come 'grigio insostenibile' e viene vivamente consigliata ai grafici come indispensabile nei progetti di packaging per confezioni di antidepressivi.
arrivo in ufficio e per un'ora provo a disquisire di metempsicosi con una stampante che mi sovrasta sul piano dialettico (cioè, io sostengo che sia plausibile che le anime migrino, ma solo verso paesi caldi). poi lascio perdere e decido che il pc nuovo per una mattina può fare a meno di una stampante.
comunque, invece di una partita di criceti, si è deciso per l'acquisto di un pc nuovo, e adesso siamo i felici possessori di un centrino (il primo processore fatto all'uncinetto su cui puoi appoggiare deliziosi cesti di frutta).
fuori, nonostante sia mercoledì, il livello di switzerdutch si mantiene a livelli accettabili, diciamo intorno a defcon 2.
disclaimer: questo post è volutamente sconnesso per riprodurre a livello sintattico lo stato ipnagogico in cui si trova il protagonista. il bello della scrittura è che puoi scrivere cazzate e sostenere che si tratti di un espediente letterario
affinità/divergenze fra il compagno libraio e me, dal conseguimento della maggiore età
io: secondo te perchè molti autori che amo sostengono che il don quijote sia il miglior libro mai scritto?
cl: beh, il don quijote è scritto da dio
io: no, da cervantes. ti confondi con la bibbia
cl: sei un cretino
- ci sono dentro dei criceti che azionano i componenti del computer
- sì, ma il comando di stampa è partito 2 minuti fa, perchè non è ancora stato eseguito?
- servono più criceti
mi alzo e ho già la faccia di uno che ha sbagliato candeggio.
il lago ha assunto una tonalità che nella classificazione pantone è definita come 'grigio insostenibile' e viene vivamente consigliata ai grafici come indispensabile nei progetti di packaging per confezioni di antidepressivi.
arrivo in ufficio e per un'ora provo a disquisire di metempsicosi con una stampante che mi sovrasta sul piano dialettico (cioè, io sostengo che sia plausibile che le anime migrino, ma solo verso paesi caldi). poi lascio perdere e decido che il pc nuovo per una mattina può fare a meno di una stampante.
comunque, invece di una partita di criceti, si è deciso per l'acquisto di un pc nuovo, e adesso siamo i felici possessori di un centrino (il primo processore fatto all'uncinetto su cui puoi appoggiare deliziosi cesti di frutta).
fuori, nonostante sia mercoledì, il livello di switzerdutch si mantiene a livelli accettabili, diciamo intorno a defcon 2.
disclaimer: questo post è volutamente sconnesso per riprodurre a livello sintattico lo stato ipnagogico in cui si trova il protagonista. il bello della scrittura è che puoi scrivere cazzate e sostenere che si tratti di un espediente letterario
affinità/divergenze fra il compagno libraio e me, dal conseguimento della maggiore età
io: secondo te perchè molti autori che amo sostengono che il don quijote sia il miglior libro mai scritto?
cl: beh, il don quijote è scritto da dio
io: no, da cervantes. ti confondi con la bibbia
cl: sei un cretino
giovedì 15 febbraio 2007
provo ad aprire gli occhi ma tutto quello che ottengo è un alert box che mi dice rete neuronale non disponibile. schiaccio il tasto f8 per avviare il cervello in modalità provvisoria.
al corso di smaterializzazione ci avevano spiegato che la riaggregazione delle molecole avrebbe potuto essere problematica, a volte, ma insomma, qui si esagera.
sono da qualche parte fra la sesta dimensione (ribattezzata informalmente “la pastorale” dagli addetti ai lavori) e le molecole stanno facendo la conta (il che è piuttosto imbarazzante, visto che dovrebbero fare le molecole).
nel frattempo io e il plotter discutiamo di alcune implicazioni legate alla concezione tradizionale di bellezza e ai sacrifici da compiere per ottenerla (pagare il canone, come diceva policleto in quella pubblicità della rai).
il problema è che lui riesce nell’impresa ragguardevole di stampare fogli bianchi e contemporaneamente consumare inchiostro: ho chiamato un team di esperti teologi per un summit, perché credo sia uno dei casi in cui si possa parlare di transustanziazione.
insomma, vada per i sacrifici: ho provato a bruciare incensi, ma temo non funzioni. in alternativa potrei decidermi a bruciare il plotter.
poi la sera arrivo a casa e mi metto davanti al computer per un paio d’ore.
alla fine a volte lo accendo anche.
msn
cc scrive:
salute a te
cc scrive:
o signore
eddie scrive:
non ho starnutito, ma grazie, mio seguace
cc scrive:
sei un cretino
al corso di smaterializzazione ci avevano spiegato che la riaggregazione delle molecole avrebbe potuto essere problematica, a volte, ma insomma, qui si esagera.
sono da qualche parte fra la sesta dimensione (ribattezzata informalmente “la pastorale” dagli addetti ai lavori) e le molecole stanno facendo la conta (il che è piuttosto imbarazzante, visto che dovrebbero fare le molecole).
nel frattempo io e il plotter discutiamo di alcune implicazioni legate alla concezione tradizionale di bellezza e ai sacrifici da compiere per ottenerla (pagare il canone, come diceva policleto in quella pubblicità della rai).
il problema è che lui riesce nell’impresa ragguardevole di stampare fogli bianchi e contemporaneamente consumare inchiostro: ho chiamato un team di esperti teologi per un summit, perché credo sia uno dei casi in cui si possa parlare di transustanziazione.
insomma, vada per i sacrifici: ho provato a bruciare incensi, ma temo non funzioni. in alternativa potrei decidermi a bruciare il plotter.
poi la sera arrivo a casa e mi metto davanti al computer per un paio d’ore.
alla fine a volte lo accendo anche.
msn
cc scrive:
salute a te
cc scrive:
o signore
eddie scrive:
non ho starnutito, ma grazie, mio seguace
cc scrive:
sei un cretino
lunedì 12 febbraio 2007
alcuni mistici sostengono che sia possibile estrapolare l’essenza dell’universo da, diciamo, un risotto con fagioli e salsiccia; è una cosa che ha a che fare con l’interconnessione del tutto, e la filosofia olistica. secondo altre scuole di pensiero, invece, ciò è possibile, ma solo a patto di non esagerare con il burro.
io e un team di esperti su questioni spirituali stiamo facendo delle verifiche, vi faremo sapere.
nel frattempo, una riga dell’inutile documento word che sto scrivendo, ha deciso che vuole essere formattata in arial unicode ms corpo 10. nessun tentativo di convincimento ha dato esito positivo, io e il gatto sospettiamo infiltrazioni di ufi sabotatori provenienti direttamente da redmond (wa).
verso sera mi ritiro nelle mie stanze a scrivere sceneggiature per cartoni animati: ho già pronta la prima serie di mototopo e autocad
ultim’ora:
pare che la regione basilicata abbia citato in giudizio alcuni pensatori per una questione di diritti d’autore sul concetto di ‘volontà di potenza’
io e un team di esperti su questioni spirituali stiamo facendo delle verifiche, vi faremo sapere.
nel frattempo, una riga dell’inutile documento word che sto scrivendo, ha deciso che vuole essere formattata in arial unicode ms corpo 10. nessun tentativo di convincimento ha dato esito positivo, io e il gatto sospettiamo infiltrazioni di ufi sabotatori provenienti direttamente da redmond (wa).
verso sera mi ritiro nelle mie stanze a scrivere sceneggiature per cartoni animati: ho già pronta la prima serie di mototopo e autocad
ultim’ora:
pare che la regione basilicata abbia citato in giudizio alcuni pensatori per una questione di diritti d’autore sul concetto di ‘volontà di potenza’
martedì 6 febbraio 2007
-stavi dormendo?
-no, esploravo alcune implicazioni pratiche del wu wei
sulle scale incrocio un ambulante che vuole vendermi un paio di calzini e una glossa al compendio di logica di giovanni buridano. poi inizia a parlare della lettera settima di platone finchè non mi stordisce: dico, va bene il logocentrismo, ma qui si esagera. soprattutto quando uno sta cercando di smaltire la quantità di nero d’avola assunta la sera prima
poi la sera ho il corso di wu wei, in cui il maestro ha qualche difficoltà a farsi accettare da alcuni alunni che hanno da ridire sul suo metodo didattico e sostengono che in realtà non ci stia insegnando nulla. per lo meno nulla che valga i soldi dell’anticipo pagati per il corso.
provo a convincerli che in effetti è il miglior maestro che abbiamo mai avuto, e credo che venga discriminato solo perché è un cavedano, ma non ottengo grossi risultati. oltretutto sembra che il maestro non approvi, così me ne sto tranquillo a meditare. tra le altre cose, visto che anche il maestro è impegnato nella meditazione, credo che i soldi dell’anticipo pagati dagli alunni li terrò io.
nel frattempo dal call center di fastweb fanno sapere che la number portability del fax, che per un errore non imputabile alla compagnia (esistono forse errori imputabili a qualcuno?) non è stata ancora passata, verrà attivata da un tecnico abilitato.
io e il gatto ci mettiamo qui buoni buoni, e attendiamo una parusia
consigli di lettura
perché si vedono sempre meno drogati sulle nostre strade? diminuisce il consumo di droga oppure i consumatori di sostanze stupefacenti preferiscono rimanere in casa a drogarsi? esiste una rete di distribuzione illegale a domicilio?
queste e altre provocanti tesi nel nuovo libro di inchiesta di marco travaglio, “la scomparsa dei fatti”, ed. il saggiatore
-no, esploravo alcune implicazioni pratiche del wu wei
sulle scale incrocio un ambulante che vuole vendermi un paio di calzini e una glossa al compendio di logica di giovanni buridano. poi inizia a parlare della lettera settima di platone finchè non mi stordisce: dico, va bene il logocentrismo, ma qui si esagera. soprattutto quando uno sta cercando di smaltire la quantità di nero d’avola assunta la sera prima
poi la sera ho il corso di wu wei, in cui il maestro ha qualche difficoltà a farsi accettare da alcuni alunni che hanno da ridire sul suo metodo didattico e sostengono che in realtà non ci stia insegnando nulla. per lo meno nulla che valga i soldi dell’anticipo pagati per il corso.
provo a convincerli che in effetti è il miglior maestro che abbiamo mai avuto, e credo che venga discriminato solo perché è un cavedano, ma non ottengo grossi risultati. oltretutto sembra che il maestro non approvi, così me ne sto tranquillo a meditare. tra le altre cose, visto che anche il maestro è impegnato nella meditazione, credo che i soldi dell’anticipo pagati dagli alunni li terrò io.
nel frattempo dal call center di fastweb fanno sapere che la number portability del fax, che per un errore non imputabile alla compagnia (esistono forse errori imputabili a qualcuno?) non è stata ancora passata, verrà attivata da un tecnico abilitato.
io e il gatto ci mettiamo qui buoni buoni, e attendiamo una parusia
consigli di lettura
perché si vedono sempre meno drogati sulle nostre strade? diminuisce il consumo di droga oppure i consumatori di sostanze stupefacenti preferiscono rimanere in casa a drogarsi? esiste una rete di distribuzione illegale a domicilio?
queste e altre provocanti tesi nel nuovo libro di inchiesta di marco travaglio, “la scomparsa dei fatti”, ed. il saggiatore
mercoledì 31 gennaio 2007
con il fatto che avevo la febbre, lunedì sera sono rimasto a casa a bere latte e cognac, invece di pattugliare le strade alla ricerca di ufi crudeli (che d’inverno essenzialmente consiste nel perlustrare i bar bevendo latte e cognac; gli ufi crudeli non girano tanto volentieri d’inverno perché saranno pure crudeli ma non sono mica stupidi, e non sopportano il freddo. avete mai sentito di avvistamenti di ufi fra gli eschimesi, o in antartide? appunto. quindi è più facile che d’inverno gli ufi crudeli si nascondano nei bar, il che rende più facile l’applicazione delle teorie esposte dal dott. albert krvynskij nel manuale “le cose migliori da fare quando si incontra un ufo crudele” che essenzialmente prevedono tre strategie principali consistenti in: 1. scappa 2. se non riesci a scappare, ubriacali e 3. se non riesci a ubriacarli, almeno ubriacati tu).
il martedì sera io e un lemming che attualmente vive sopra il mio calorifero teniamo ripetizioni di consapevolezza all’universo (quello lo si può fare anche da casa: all’universo non è che importi granchè dove sei).
il problema è che ogni cosa che esiste, nell’universo, è composta da particelle subatomiche che hanno la caratteristica di essere reali solo da un punto di vista statistico. secondo l’interpretazione di copenhagen, diciamo che l’universo ha la tendenza ad esistere, ma a volte non ne è tanto sicuro.
io e il lemming pensiamo che aiutare l’universo, il martedì sera, sia una cosa utile; e poi, secondo noi, un minimo di autostima fa bene a chiunque (ovviamente non sottovalutiamo affatto l’interpretazione dei molti universi, ma ci pare che, per adesso, occuparci di un solo universo sia già abbastanza)
il martedì sera io e un lemming che attualmente vive sopra il mio calorifero teniamo ripetizioni di consapevolezza all’universo (quello lo si può fare anche da casa: all’universo non è che importi granchè dove sei).
il problema è che ogni cosa che esiste, nell’universo, è composta da particelle subatomiche che hanno la caratteristica di essere reali solo da un punto di vista statistico. secondo l’interpretazione di copenhagen, diciamo che l’universo ha la tendenza ad esistere, ma a volte non ne è tanto sicuro.
io e il lemming pensiamo che aiutare l’universo, il martedì sera, sia una cosa utile; e poi, secondo noi, un minimo di autostima fa bene a chiunque (ovviamente non sottovalutiamo affatto l’interpretazione dei molti universi, ma ci pare che, per adesso, occuparci di un solo universo sia già abbastanza)
lunedì 29 gennaio 2007
basta con tutti questi slittamenti di significato. sono tropi.
la febbre è un disturbo passeggero, un po' come uno che parla al telefono ad alta voce sul treno.
la febbre è un disturbo passeggero, un po' come uno che parla al telefono ad alta voce sul treno.
venerdì 26 gennaio 2007
comunicazione disservizio
per controbilanciare il repentino abbassamento della temperatura esterna di cinque o sei gradi (dovuto in gran parte all’insensibilità di alcune divinità part-time preposte al controllo del clima), il comitato per le attività corporee e scambi con l’esterno, di concerto con il centro di controllo di gestione molecolare (situato all’incirca nell’ipotalamo) ha deciso di aumentare stabilmente di tre o quattro gradi la normale temperatura corporea.
nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo: no, non è una strategia intelligente
per controbilanciare il repentino abbassamento della temperatura esterna di cinque o sei gradi (dovuto in gran parte all’insensibilità di alcune divinità part-time preposte al controllo del clima), il comitato per le attività corporee e scambi con l’esterno, di concerto con il centro di controllo di gestione molecolare (situato all’incirca nell’ipotalamo) ha deciso di aumentare stabilmente di tre o quattro gradi la normale temperatura corporea.
nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo: no, non è una strategia intelligente
lunedì 22 gennaio 2007
il mio ragno per un cavillo
piove. con calma e metodo. non sarebbe una brutta cosa, visto che sono mesi che alcune divinità debitamente prezzolate fanno in modo che non piova, ma non possono forzare troppo la mano. insomma, sarebbe quasi nella natura delle cose, se solo toledo 1991™ prevedesse una dotazione di tergicristalli funzionanti.
-dal 1 ottobre in lombardia non potranno più circolare tutte le auto euro zero. la tua com’è?
-boh, la mia è così vecchia che è ancora in lire
-e come farai?
-…
intermezzo
exit strategies #1: trasferirsi su plutone
vantaggi: su plutone sono gente civile, mi costerebbe meno anche il bollo
svantaggi: strada lunga per arrivare in ufficio (e di conseguenza alzarsi presto al mattino)
exit strategies #2: montare impianto a gas a toledo 1991™
vantaggi: scalda anche cibo e acqua per la doccia
svantaggi: un costo di attivazione che neanche telecom (circa quattro volte il valore dell’auto)
exit strategies #3: comprare macchina nuova
vantaggi: potrebbe essere che parta, la mattina
svantaggi: potrebbe essere che chi me la vende si aspetti che la paghi
exit strategies #4: rivalutare il monopattino*
vantaggi: spendo meno di benzina
svantaggi: scarsa autonomia sui lunghi viaggi, bagagliaio ridotto.
exit strategies #5: teletrasporto
vantaggi: immediatezza negli spostamenti
svantaggi: possibili difficoltà di riaggregazione, danni permanenti in caso di black out. e comunque gli ufi non me lo faranno mai usare
verso sera infilo il mio costume da federico di svevia (una nota di colore, tipo il sol dell’avvenire o il do del corriere della sera) e mi aggiro fra i vicoli canticchiando stand by your man, tastando la densità delle pozzanghere.
poi torno a casa, mi sdraio sul tappeto e vedo cosa danno sul soffitto.
ultim’ora
è scomparso l’abbè pierre. pare che il vaticano stia ancora cercando di capire se l’ortodossia permetta agli abati di lavorare per le discoteche
piove. con calma e metodo. non sarebbe una brutta cosa, visto che sono mesi che alcune divinità debitamente prezzolate fanno in modo che non piova, ma non possono forzare troppo la mano. insomma, sarebbe quasi nella natura delle cose, se solo toledo 1991™ prevedesse una dotazione di tergicristalli funzionanti.
-dal 1 ottobre in lombardia non potranno più circolare tutte le auto euro zero. la tua com’è?
-boh, la mia è così vecchia che è ancora in lire
-e come farai?
-…
intermezzo
exit strategies #1: trasferirsi su plutone
vantaggi: su plutone sono gente civile, mi costerebbe meno anche il bollo
svantaggi: strada lunga per arrivare in ufficio (e di conseguenza alzarsi presto al mattino)
exit strategies #2: montare impianto a gas a toledo 1991™
vantaggi: scalda anche cibo e acqua per la doccia
svantaggi: un costo di attivazione che neanche telecom (circa quattro volte il valore dell’auto)
exit strategies #3: comprare macchina nuova
vantaggi: potrebbe essere che parta, la mattina
svantaggi: potrebbe essere che chi me la vende si aspetti che la paghi
exit strategies #4: rivalutare il monopattino*
vantaggi: spendo meno di benzina
svantaggi: scarsa autonomia sui lunghi viaggi, bagagliaio ridotto.
exit strategies #5: teletrasporto
vantaggi: immediatezza negli spostamenti
svantaggi: possibili difficoltà di riaggregazione, danni permanenti in caso di black out. e comunque gli ufi non me lo faranno mai usare
verso sera infilo il mio costume da federico di svevia (una nota di colore, tipo il sol dell’avvenire o il do del corriere della sera) e mi aggiro fra i vicoli canticchiando stand by your man, tastando la densità delle pozzanghere.
poi torno a casa, mi sdraio sul tappeto e vedo cosa danno sul soffitto.
ultim’ora
è scomparso l’abbè pierre. pare che il vaticano stia ancora cercando di capire se l’ortodossia permetta agli abati di lavorare per le discoteche
mercoledì 17 gennaio 2007
passo la mattinata in veste di inquisitore a cercare di ottenere l’abiura di file .pmk affinché si esprimano seguendo la corretta ortodossia del .dwg. questo implica che io sia seduto al computer mentre urlo convertitevi, poiché la fine è vicina vestito da nunzio apostolico.
arrivo a casa in pausa pranzo e svengo ancora prima di poter dire “ci resto di stucco, è un barbatrucco”*.
alle 14.30 mi sveglio e ho i capelli come moira orfei dopo un soggiorno in una galleria del vento, e tutto quello che riesco a pensare è che l’universo avrebbe bisogno di un buon tecnico.
nel frattempo i miei ritmi circadiani mi hanno mandato una cartolina da hartford (connecticut), salutano e spiegano che hanno deciso di fermarsi lì ancora un po’, ma contano di tornare, prima o poi. festeggio con una bottiglia di bordeaux** del ’92 e torno con entusiasmo verso l’ufficio.
fra la altre cose abbiamo finalmente rinegoziato gli accordi contrattuali e ho ottenuto alcune importanti vittorie: adesso come fringe benefit posso usare lo zaino di poochie
* è un mantra molto potente. all’occasione è anche possibile evocare i nove membri della famiglia: barbapapà, barbamamma, barbabella, barbalalla, barbabarba, barbarossa, barbaresco, barbagianni, barbabietola.
** non è la provenienza, è proprio il colore.
haiku nippo-ticinesi
aria di neve
respira la ricola
sugli alpeggi
arrivo a casa in pausa pranzo e svengo ancora prima di poter dire “ci resto di stucco, è un barbatrucco”*.
alle 14.30 mi sveglio e ho i capelli come moira orfei dopo un soggiorno in una galleria del vento, e tutto quello che riesco a pensare è che l’universo avrebbe bisogno di un buon tecnico.
nel frattempo i miei ritmi circadiani mi hanno mandato una cartolina da hartford (connecticut), salutano e spiegano che hanno deciso di fermarsi lì ancora un po’, ma contano di tornare, prima o poi. festeggio con una bottiglia di bordeaux** del ’92 e torno con entusiasmo verso l’ufficio.
fra la altre cose abbiamo finalmente rinegoziato gli accordi contrattuali e ho ottenuto alcune importanti vittorie: adesso come fringe benefit posso usare lo zaino di poochie
* è un mantra molto potente. all’occasione è anche possibile evocare i nove membri della famiglia: barbapapà, barbamamma, barbabella, barbalalla, barbabarba, barbarossa, barbaresco, barbagianni, barbabietola.
** non è la provenienza, è proprio il colore.
haiku nippo-ticinesi
aria di neve
respira la ricola
sugli alpeggi
venerdì 12 gennaio 2007
no, dico.
il föhn che soffia dalle montagne, e 14 gradi sulla colonnina di mercurio.
il primo che si azzarda a dire che il progetto di invitare divinità dimenticate a spese della proloco non è una buona idea dovrà rimangiarsi tutto.
tra le altre cose pare siano state avvistate auto targate glarona con san fridolino in costume da bagno, e alcune guardie di confine originarie della svizzera interna buttarsi nel lago per un bagno fuori stagione, ditemi voi se non è un buon risultato.
io ieri invece ho passato il pomeriggio a fare psicoterapia di gruppo insieme ad un plotter che si ostinava a stampare dei fogli bianchi. la sera abbiamo scoperto che probabilmente aveva aderito allo sciopero dei plotter programmato per ieri, (di cui i giornali inspiegabilmente non hanno dato notizia) a causa di una lieve depressione. lo psicologo sosteneva che per rieducarlo occorreva una adeguata pulizia della testa, così stamattina ho chiamato un paio di parrucchieri trendy, e adesso funziona.
ultim’ora
i comuni della bassa padana ed alcune amministrazioni limitrofe, nell’ambito di un progetto interregionale che ha per finalità lo sfruttamento delle risorse del territorio, hanno lanciato una serie di manifestazioni che hanno come protagonista la nebbia.
cinema, teatri, rassegne musicali, dibattiti, reading, conferenze, incentrati sull’evento atmosferico più comune della zona sono in programma un po’ ovunque, disseminati lungo tutta la durata della stagione invernale che ha come scopo la rivalutazione della nebbia come aggregatore sociale e promotore culturale.
il titolo della manifestazione sarà “nebbia: eventi in val padana”.
il föhn che soffia dalle montagne, e 14 gradi sulla colonnina di mercurio.
il primo che si azzarda a dire che il progetto di invitare divinità dimenticate a spese della proloco non è una buona idea dovrà rimangiarsi tutto.
tra le altre cose pare siano state avvistate auto targate glarona con san fridolino in costume da bagno, e alcune guardie di confine originarie della svizzera interna buttarsi nel lago per un bagno fuori stagione, ditemi voi se non è un buon risultato.
io ieri invece ho passato il pomeriggio a fare psicoterapia di gruppo insieme ad un plotter che si ostinava a stampare dei fogli bianchi. la sera abbiamo scoperto che probabilmente aveva aderito allo sciopero dei plotter programmato per ieri, (di cui i giornali inspiegabilmente non hanno dato notizia) a causa di una lieve depressione. lo psicologo sosteneva che per rieducarlo occorreva una adeguata pulizia della testa, così stamattina ho chiamato un paio di parrucchieri trendy, e adesso funziona.
ultim’ora
i comuni della bassa padana ed alcune amministrazioni limitrofe, nell’ambito di un progetto interregionale che ha per finalità lo sfruttamento delle risorse del territorio, hanno lanciato una serie di manifestazioni che hanno come protagonista la nebbia.
cinema, teatri, rassegne musicali, dibattiti, reading, conferenze, incentrati sull’evento atmosferico più comune della zona sono in programma un po’ ovunque, disseminati lungo tutta la durata della stagione invernale che ha come scopo la rivalutazione della nebbia come aggregatore sociale e promotore culturale.
il titolo della manifestazione sarà “nebbia: eventi in val padana”.
mercoledì 10 gennaio 2007
grande è la confusione sotto il cielo. ma anche nel mio cervello, mica si scherza
io e il gatto facciamo esercizi di pensiero laterale (guardiamo lo schermo del computer facendo finta di pensare, poi ci spostiamo un po’ di lato, il tutto ripetuto fino a quando non si vede più lo schermo. secondo alcune scuole di pensiero è uno degli esercizi migliori inventati da de bono, secondo altri è un esercizio apocrifo, nonché inutile. io e il gatto crediamo che sia necessario un progetto di sperimentazione scientifica che duri almeno un paio di anni), mentre nella stanza accanto si sta tenendo una riunione per decidere i destini di alcuni sistemi planetari non meglio definiti.
il cielo ha assunto una tonalità di grigio che gli autoctoni chiamano confidenzialmente ‘guglielmo’ e io ho la solita faccia da controfigura di un film di murnau, oltre che un debito di sonno che restituirò in comode rate fino al 2016.
verso sera prendo toledo 1991™, guido verso il lago e passo la serata a scrivere sceneggiati per concorsi radio e a catalogare i messaggi degli ufi al pianeta terra
alcuni messaggi degli ufi all’umanità
- quel buco lì, dell’ozono, cosa vogliamo fare? (categoria richieste)
- occorre provvedere affinché ogni città abbia il suo nome scritto in grande di fianco all’agglomerato urbano e ben visibile dall’alto. avete presente google earth? ecco. che uno mica può perdere tempo a cercare di capire dove è finito (categoria istruzioni)
- dieci a uno che una civiltà di idioti come la vostra non sopravvive altri settecento anni (categoria scommesse)
- non capiamo esattamente come sia successo, ma temiamo che abbiate scambiato il nostro messaggio sulle finalità dell’universo con le istruzioni di montaggio di una lavastoviglie (categoria istruzioni)
- abbiamo stretto degli accordi commerciali molto interessanti con i lemming, vi siete accorti che voi non contate un cazzo qui? (categoria istruzioni)
- mai preso in considerazione l’autodistruzione? (categoria richieste)
- visto che alcune teorie insistono sull’interconnessione dell’intero universo, il fatto che esistano esseri come voi getta dei dubbi e oscuri presagi sulle nostre civiltà (categoria scommesse)
più tardi torno verso casa e mi smaterializzo, almeno per un po’.
io e il gatto facciamo esercizi di pensiero laterale (guardiamo lo schermo del computer facendo finta di pensare, poi ci spostiamo un po’ di lato, il tutto ripetuto fino a quando non si vede più lo schermo. secondo alcune scuole di pensiero è uno degli esercizi migliori inventati da de bono, secondo altri è un esercizio apocrifo, nonché inutile. io e il gatto crediamo che sia necessario un progetto di sperimentazione scientifica che duri almeno un paio di anni), mentre nella stanza accanto si sta tenendo una riunione per decidere i destini di alcuni sistemi planetari non meglio definiti.
il cielo ha assunto una tonalità di grigio che gli autoctoni chiamano confidenzialmente ‘guglielmo’ e io ho la solita faccia da controfigura di un film di murnau, oltre che un debito di sonno che restituirò in comode rate fino al 2016.
verso sera prendo toledo 1991™, guido verso il lago e passo la serata a scrivere sceneggiati per concorsi radio e a catalogare i messaggi degli ufi al pianeta terra
alcuni messaggi degli ufi all’umanità
- quel buco lì, dell’ozono, cosa vogliamo fare? (categoria richieste)
- occorre provvedere affinché ogni città abbia il suo nome scritto in grande di fianco all’agglomerato urbano e ben visibile dall’alto. avete presente google earth? ecco. che uno mica può perdere tempo a cercare di capire dove è finito (categoria istruzioni)
- dieci a uno che una civiltà di idioti come la vostra non sopravvive altri settecento anni (categoria scommesse)
- non capiamo esattamente come sia successo, ma temiamo che abbiate scambiato il nostro messaggio sulle finalità dell’universo con le istruzioni di montaggio di una lavastoviglie (categoria istruzioni)
- abbiamo stretto degli accordi commerciali molto interessanti con i lemming, vi siete accorti che voi non contate un cazzo qui? (categoria istruzioni)
- mai preso in considerazione l’autodistruzione? (categoria richieste)
- visto che alcune teorie insistono sull’interconnessione dell’intero universo, il fatto che esistano esseri come voi getta dei dubbi e oscuri presagi sulle nostre civiltà (categoria scommesse)
più tardi torno verso casa e mi smaterializzo, almeno per un po’.
venerdì 5 gennaio 2007
un uomo con un’igiene personale nella media, ospita sulla sua pelle all’incirca un trilione* di batteri.
quindi, per favore, la prossima volta che vi sentite soli, provate a considerare le cose nella giusta prospettiva.
con i ragazzi del comitato di accoglienza per divinità fuori moda (l’intento è riuscire a convincere alcune divinità dimenticate a venire a svernare da queste parti, in modo da stabilizzare il clima lacustre su temperature accettabili che non ricordino vagamente le minime di vladivostock a dicembre. siamo in contatto per avere alcuni finanziamenti dalle proloco, ma pare che ci siano difficoltà nelle trattative. lo trovo inspiegabile, soprattutto alla luce del fatto che dopo la nostra iniziativa, questo inverno è il meno rigido degli ultimi quindici anni) per rendere meno amaro il mio rientro dall’aeroporto, abbiamo organizzato la cena sociale a base di pizza con funghi, peperoni, gorgonzola, salsiccia e rucola, resa possibile dal fatto che il gestore del locale non riconosce la validità dalla convenzione di ginevra.
con il nuovo anno ho ripreso anche il corso di ikebana per neuroni anche se ho dovuto abbandonare il corso di ubiquità quando mi è stato fatto notare che, essendo contemporaneamente in più posti, i creditori e i consulenti telecom hanno più possibilità di trovarti.
fra le altre cose, è arrivato in ufficio un tecnico fastweb per sistemare l’impianto, quindi immagino che l’universo stia per esplodere. poi non dite che non vi avevo avvertito.
* il concetto di ‘trilione’ è assai poco intuitivo, tanto che gli scienziati divulgativi lo indicano talvolta come ‘un numero molto grosso seguito da parecchi zeri’ e talvolta come ‘una triglia maschio molto grossa seguita da parecchie triglie femmine’
quindi, per favore, la prossima volta che vi sentite soli, provate a considerare le cose nella giusta prospettiva.
con i ragazzi del comitato di accoglienza per divinità fuori moda (l’intento è riuscire a convincere alcune divinità dimenticate a venire a svernare da queste parti, in modo da stabilizzare il clima lacustre su temperature accettabili che non ricordino vagamente le minime di vladivostock a dicembre. siamo in contatto per avere alcuni finanziamenti dalle proloco, ma pare che ci siano difficoltà nelle trattative. lo trovo inspiegabile, soprattutto alla luce del fatto che dopo la nostra iniziativa, questo inverno è il meno rigido degli ultimi quindici anni) per rendere meno amaro il mio rientro dall’aeroporto, abbiamo organizzato la cena sociale a base di pizza con funghi, peperoni, gorgonzola, salsiccia e rucola, resa possibile dal fatto che il gestore del locale non riconosce la validità dalla convenzione di ginevra.
con il nuovo anno ho ripreso anche il corso di ikebana per neuroni anche se ho dovuto abbandonare il corso di ubiquità quando mi è stato fatto notare che, essendo contemporaneamente in più posti, i creditori e i consulenti telecom hanno più possibilità di trovarti.
fra le altre cose, è arrivato in ufficio un tecnico fastweb per sistemare l’impianto, quindi immagino che l’universo stia per esplodere. poi non dite che non vi avevo avvertito.
* il concetto di ‘trilione’ è assai poco intuitivo, tanto che gli scienziati divulgativi lo indicano talvolta come ‘un numero molto grosso seguito da parecchi zeri’ e talvolta come ‘una triglia maschio molto grossa seguita da parecchie triglie femmine’
mercoledì 3 gennaio 2007
allora, pare proprio che non si possa evitare, che me l’hanno chiesto in tanti e rifiutare pare brutto.
il giochino lo conoscete, se non lo conoscete non vi siete persi niente.
per una panoramica sulla prossemica occorre convenientemente spiegare perché è considerato scortese pestare i piedi ad uno sconosciuto e come mai in macchina andiamo a sbattere malvolentieri.
questa tematica è intimamente connessa a quella dello spazio vitale, ossia la sede di allocamento delle viti di costruzione rivolte ad est, e il tempo vitale, soleggiato, tendente al bello; occorre quindi interpretare la prossemica come una variante della dottrina estetica o meglio, come una disposizione dell’animo che si riflette sulla vita corporea.
invece di cercare la pagliuzza nell’occhio del tuo vicino, guarda in ripostiglio (manuale di prossemica)
étienne rouet
(ed. apogeo, € 16,00)
chiunque voglia può rifare il giochino, ma ricordatevi che le catene di sant’antonio non servono in caso di neve.
il giochino lo conoscete, se non lo conoscete non vi siete persi niente.
per una panoramica sulla prossemica occorre convenientemente spiegare perché è considerato scortese pestare i piedi ad uno sconosciuto e come mai in macchina andiamo a sbattere malvolentieri.
questa tematica è intimamente connessa a quella dello spazio vitale, ossia la sede di allocamento delle viti di costruzione rivolte ad est, e il tempo vitale, soleggiato, tendente al bello; occorre quindi interpretare la prossemica come una variante della dottrina estetica o meglio, come una disposizione dell’animo che si riflette sulla vita corporea.
invece di cercare la pagliuzza nell’occhio del tuo vicino, guarda in ripostiglio (manuale di prossemica)
étienne rouet
(ed. apogeo, € 16,00)
chiunque voglia può rifare il giochino, ma ricordatevi che le catene di sant’antonio non servono in caso di neve.
venerdì 29 dicembre 2006
non è vero che parlo da solo.
semplicemente parlo con delle cose che poi non mi rispondono.
questa cosa di usare gli anni come misura di riferimento, in un mondo che non appartiene più a tribù di raccoglitori, mi lascia perplesso. a questo punto tanto varrebbe usare le fasi lunari, o il ciclo di vita del moscerino della frutta. oltretutto ci sarebbero molti più giorni festivi.
disquisivo di questa e di molte altre incongruenze dell’universo alla riunione del comitato per le attività economiche interplanetarie, tenutasi in una località svizzera sconosciuta ai più ma molto in voga fra gli altri operatori matematici.
il tema della riunione era la possibilità di far colpire la terra da un grosso asteroide entro il 2020 in modo da abbassare i tassi di interesse sugli investimenti nel lungo periodo e contemporaneamente alzare vertiginosamente i premi per le assicurazioni sulla vita. d’accordo, il tema sull’estinzione volontaria dell’universo era decisamente più interessante ma tanto io vado alle riunioni solo per le tartine al salmone.
verso sera torno a casa, metto sullo stereo il primo concerto di jakob welsjinkij nella partitura per flauto dolce, violino salato e motofalciatrice, e mi smaterializzo per migrare verso latitudini più intelligenti, almeno per qualche giorno.
se mi vedete passare, fate ciao con la manina.
ultim’ora
sarà inaugurata dal cardinale di milano, questo weekend a malpensa, la nuova chiesa intitolata a san giovanni decollato, patrono del servizio aereo.
semplicemente parlo con delle cose che poi non mi rispondono.
questa cosa di usare gli anni come misura di riferimento, in un mondo che non appartiene più a tribù di raccoglitori, mi lascia perplesso. a questo punto tanto varrebbe usare le fasi lunari, o il ciclo di vita del moscerino della frutta. oltretutto ci sarebbero molti più giorni festivi.
disquisivo di questa e di molte altre incongruenze dell’universo alla riunione del comitato per le attività economiche interplanetarie, tenutasi in una località svizzera sconosciuta ai più ma molto in voga fra gli altri operatori matematici.
il tema della riunione era la possibilità di far colpire la terra da un grosso asteroide entro il 2020 in modo da abbassare i tassi di interesse sugli investimenti nel lungo periodo e contemporaneamente alzare vertiginosamente i premi per le assicurazioni sulla vita. d’accordo, il tema sull’estinzione volontaria dell’universo era decisamente più interessante ma tanto io vado alle riunioni solo per le tartine al salmone.
verso sera torno a casa, metto sullo stereo il primo concerto di jakob welsjinkij nella partitura per flauto dolce, violino salato e motofalciatrice, e mi smaterializzo per migrare verso latitudini più intelligenti, almeno per qualche giorno.
se mi vedete passare, fate ciao con la manina.
ultim’ora
sarà inaugurata dal cardinale di milano, questo weekend a malpensa, la nuova chiesa intitolata a san giovanni decollato, patrono del servizio aereo.
mercoledì 27 dicembre 2006
si chiama nebbiolo perché il mattino dopo un vago alone di nebbia ti galleggia nel cervello
mi sveglio e mi ritrovo sul set della pubblicità del permafrost. nessuno mi aveva avvertito.
voglio dire, l’amministratore dell’universo almeno un cartello poteva metterlo (una cosa del tipo: si avvisano i signori condomini che l’universo sarà ghiacciato dalle 22 di domani sera fino a mattina inoltrata a causa di un film pubblicitario. siete pregati di rimanere a letto per non rovinare le riprese). non mi sarei preso il disturbo di andare in ufficio.
sulle scale di casa incrocio due inuit che mi sussurrano qualcosa a proposito della pesca in acque gelate e un paio di pinguini che servono cocktail analcolici: la produzione non deve aver badato alle spese.
fuori, due nonnine si esibiscono in un triplo toe-loop mentre un coro di nani da giardino canta il jingle pubblicitario bells
accompagnato dal ritmo dei raschietti che puliscono i parabrezza.
nella confusione, il cruscotto di toledo 1991™ si adegua al clima della festa di fine dicembre (è inutile, quella parola proprio non riesco a scriverla) ed è tutto un fiorire di lucine rosse fisse e lampeggianti, una specie di remake di ‘la spia che venne dal freddo’. ma almeno ha il buon gusto di partire.
arrivo in ufficio, attacco la segreteria telefonica (il messaggio registrato dice più o meno: il mondo sta per finire, quindi è il caso di inquadrare la vostra richiesta in una prospettiva corretta: se avete qualche necessità urgente, dovevate pensarci prima; per tutto il resto, prendetevela comoda) e mi rimetto a dormire.
mi sveglio e mi ritrovo sul set della pubblicità del permafrost. nessuno mi aveva avvertito.
voglio dire, l’amministratore dell’universo almeno un cartello poteva metterlo (una cosa del tipo: si avvisano i signori condomini che l’universo sarà ghiacciato dalle 22 di domani sera fino a mattina inoltrata a causa di un film pubblicitario. siete pregati di rimanere a letto per non rovinare le riprese). non mi sarei preso il disturbo di andare in ufficio.
sulle scale di casa incrocio due inuit che mi sussurrano qualcosa a proposito della pesca in acque gelate e un paio di pinguini che servono cocktail analcolici: la produzione non deve aver badato alle spese.
fuori, due nonnine si esibiscono in un triplo toe-loop mentre un coro di nani da giardino canta il jingle pubblicitario bells
accompagnato dal ritmo dei raschietti che puliscono i parabrezza.
nella confusione, il cruscotto di toledo 1991™ si adegua al clima della festa di fine dicembre (è inutile, quella parola proprio non riesco a scriverla) ed è tutto un fiorire di lucine rosse fisse e lampeggianti, una specie di remake di ‘la spia che venne dal freddo’. ma almeno ha il buon gusto di partire.
arrivo in ufficio, attacco la segreteria telefonica (il messaggio registrato dice più o meno: il mondo sta per finire, quindi è il caso di inquadrare la vostra richiesta in una prospettiva corretta: se avete qualche necessità urgente, dovevate pensarci prima; per tutto il resto, prendetevela comoda) e mi rimetto a dormire.
giovedì 21 dicembre 2006
stavo litigando con un margravio per questioni di parcheggio (o quantomeno sull’interpretazione del concetto di parcheggio) quando all’improvviso vengo trasportato in una dimensione alternativa (la si riconosce perché ha i capelli rasta e l’eskimo stazzonato) dove tutto è tranquillo e scorrono fiumi di miele ma non c’è nessun problema con le api quando vuoi fare dei picnic (avevo prenotato in agenzia un viaggio astrale per il pomeriggio, ma i pullman di linea astrali non rispettano quasi mai gli orari).
d’altra parte occorre dire che da queste parti trovare un parcheggio libero il mercoledì è decisamente utopico, un po’ come volere svuotare l’oceano, o riuscire a parlare con il servizio tecnico di fastweb, quindi prenotare un viaggio astrale per mercoledì è una strategia intelligente.
il fatto è che fa decisamente troppo freddo (per esempio quando gratti il ghiaccio dal parabrezza per cinque minuti, poi sali in macchina e scopri che la macchina non parte (perché fa freddo, no?), e tu rimani lì, fermo, con il tuo parabrezza pulito, a guardare una splendida porzione di muro).
e poi il mercoledì mi mette ansia (secondo una teoria nata molti secoli fa, presso alcuni yogi sulle montagne dell’himalaya, l’intero universo viene creato ogni giovedì. vale a dire che il mercoledì è l’ultimo giorno della nostra esistenza, e questo immagino possa creare alcuni scompensi. almeno, a me li crea).
poi però il pullman ha un problema con il filtro dell’olio e per l’ora di pranzo mi ritrovo di nuovo al freddo, in compagnia di una comitiva di bavaresi che cantano ‘heilige nacht’ con la maglia di sepp maier.
prima di fare una pazzia (tipo abbonarmi a una rivista di uncinetto o bere una rivella*) mi infilo in ufficio e mi rifiuto di fare qualsiasi cosa che non sia stordirmi con freecell. credo di essere troppo sensibile per certe cose.
tutto quello di cui avrei bisogno è un cervello minergie©.
probabilmente tutto quello di cui avrei bisogno è un cervello.
*rivella, ein gesundes stück schweiz!
(disclaimer: questo post è in nomination per il premio ‘kiwi 2006’ per l’uso più gratuito di parentesi in uno scritto inutile e involuto. nessuna parentesi è stata maltrattata durante la scrittura)
d’altra parte occorre dire che da queste parti trovare un parcheggio libero il mercoledì è decisamente utopico, un po’ come volere svuotare l’oceano, o riuscire a parlare con il servizio tecnico di fastweb, quindi prenotare un viaggio astrale per mercoledì è una strategia intelligente.
il fatto è che fa decisamente troppo freddo (per esempio quando gratti il ghiaccio dal parabrezza per cinque minuti, poi sali in macchina e scopri che la macchina non parte (perché fa freddo, no?), e tu rimani lì, fermo, con il tuo parabrezza pulito, a guardare una splendida porzione di muro).
e poi il mercoledì mi mette ansia (secondo una teoria nata molti secoli fa, presso alcuni yogi sulle montagne dell’himalaya, l’intero universo viene creato ogni giovedì. vale a dire che il mercoledì è l’ultimo giorno della nostra esistenza, e questo immagino possa creare alcuni scompensi. almeno, a me li crea).
poi però il pullman ha un problema con il filtro dell’olio e per l’ora di pranzo mi ritrovo di nuovo al freddo, in compagnia di una comitiva di bavaresi che cantano ‘heilige nacht’ con la maglia di sepp maier.
prima di fare una pazzia (tipo abbonarmi a una rivista di uncinetto o bere una rivella*) mi infilo in ufficio e mi rifiuto di fare qualsiasi cosa che non sia stordirmi con freecell. credo di essere troppo sensibile per certe cose.
tutto quello di cui avrei bisogno è un cervello minergie©.
probabilmente tutto quello di cui avrei bisogno è un cervello.
*rivella, ein gesundes stück schweiz!
(disclaimer: questo post è in nomination per il premio ‘kiwi 2006’ per l’uso più gratuito di parentesi in uno scritto inutile e involuto. nessuna parentesi è stata maltrattata durante la scrittura)
lunedì 18 dicembre 2006
-con questo clima questo posto mette tristezza
-questo clima, qui c’è sette mesi l’anno
-…
-beh, ci sono anche dei lati positivi. adesso non mi vengono in mente, ma ci sono
oggi è la festa della sacra forbice. tutte le forbici osservanti si riuniscono a rovaniemi per un happening di feste e incontri spirituali per tre giorni. se non trovate la vostra forbice, in ufficio, adesso sapete perché.
io stavo cercando di costruire un rifugio per lemming a forma di cupola geodesica, ma le mie capacità manuali sono molto simili a quelli delle specie che mancano di pollice opponibile.
fuori, alcuni gabbiani provano delle figure molto tecniche per i campionati olimpici di grigiore sui parabrezza ghiacciati delle macchine posteggiate sul lungolago, e il sole è più sfuggente del servizio tecnico di fastweb.
sono nato alla latitudine sbagliata.
sul portone dell’ufficio incrocio l’abbè pierre, che mi vuole vendere a tutti i costi un paio di calendari disegnati con parti del corpo non ortodosse, dei quali apparentemente vuole disfarsi perché invisi al patriarca di costantinopoli.
io lo guardo come se fossi un numero primo e non mi scompongo.
poi gli spiego che non amo gli uomini di chiesa che lavorano per le discoteche e che ho qualche problema con il calendario gregoriano. alla fine lo stendo con una presa elson e chiudo il portone.
verso sera arrivo a casa, metto sullo stereo l’hexachordum apollinis nella partitura per archi, volte, e cardiofrequenzimetro, poi mi chiudo nella lavatrice e seleziono il programma per i delicati.
(però poi so di questo e sono felice)
-questo clima, qui c’è sette mesi l’anno
-…
-beh, ci sono anche dei lati positivi. adesso non mi vengono in mente, ma ci sono
oggi è la festa della sacra forbice. tutte le forbici osservanti si riuniscono a rovaniemi per un happening di feste e incontri spirituali per tre giorni. se non trovate la vostra forbice, in ufficio, adesso sapete perché.
io stavo cercando di costruire un rifugio per lemming a forma di cupola geodesica, ma le mie capacità manuali sono molto simili a quelli delle specie che mancano di pollice opponibile.
fuori, alcuni gabbiani provano delle figure molto tecniche per i campionati olimpici di grigiore sui parabrezza ghiacciati delle macchine posteggiate sul lungolago, e il sole è più sfuggente del servizio tecnico di fastweb.
sono nato alla latitudine sbagliata.
sul portone dell’ufficio incrocio l’abbè pierre, che mi vuole vendere a tutti i costi un paio di calendari disegnati con parti del corpo non ortodosse, dei quali apparentemente vuole disfarsi perché invisi al patriarca di costantinopoli.
io lo guardo come se fossi un numero primo e non mi scompongo.
poi gli spiego che non amo gli uomini di chiesa che lavorano per le discoteche e che ho qualche problema con il calendario gregoriano. alla fine lo stendo con una presa elson e chiudo il portone.
verso sera arrivo a casa, metto sullo stereo l’hexachordum apollinis nella partitura per archi, volte, e cardiofrequenzimetro, poi mi chiudo nella lavatrice e seleziono il programma per i delicati.
(però poi so di questo e sono felice)
giovedì 14 dicembre 2006
affinità/divergenze fra il paramecio e me, dal conseguimento della laurea in filosofia
ero da qualche parte nella quattordicesima dimensione (trovarsi in questa dimensione produce una totale immobilità corporea nella dimensione base, per cui a volte viene inopinatamente scambiata da non addetti ai lavori per una banale assenza di veglia) quando il mio animale guida prende male una curva e mi ritrovo in ufficio in orario di lavoro.
non sembra, ma trovarsi in un posto dove non si voleva andare è una cosa estremamente seccante (che è uno dei motivi per cui le piante non amano viaggiare).
l’aspetto positivo è che nonostante in questi giorni abbia una quantità di lavoro pari all’intero debito del continente africano, essendo da solo in ufficio, posso gestirmi autonomamente. quindi decido di passare la mattinata cercando di insegnare al gatto a dire grützi, nel caso debba cercare di interloquire con uno svizzero tedesco.
a fine mattinata non ha ancora imparato, in compenso adesso mi guarda come se fossi una manifestazione dell’armageddon e cerca di rifugiarsi all’interno della fotocopiatrice. dovrò ricordarmene quando mi batte giocando a scacchi.
invece la cena di fine anno del comitato per la difesa del pianeta dagli ufi crudeli è andata benissimo, anche se il discorso sulle attività svolte è stato piuttosto problematico, e in futuro bisognerà ricordarsi di farlo prima dell’aperitivo a base di negroni (e comunque smettetela di dire che non facciamo nulla oltre ad ubriacarci alle cene del comitato. se non avete visto ufi crudeli di recente, vuol dire che stiamo facendo un ottimo lavoro).
bisogna anche dire che non ho più il fisico per fare certe cose (come diceva sempre l’ex moglie di enrico fermi) e sono rimasto rincoglionito per due giorni di fila (ma tanto non si nota la differenza).
ero da qualche parte nella quattordicesima dimensione (trovarsi in questa dimensione produce una totale immobilità corporea nella dimensione base, per cui a volte viene inopinatamente scambiata da non addetti ai lavori per una banale assenza di veglia) quando il mio animale guida prende male una curva e mi ritrovo in ufficio in orario di lavoro.
non sembra, ma trovarsi in un posto dove non si voleva andare è una cosa estremamente seccante (che è uno dei motivi per cui le piante non amano viaggiare).
l’aspetto positivo è che nonostante in questi giorni abbia una quantità di lavoro pari all’intero debito del continente africano, essendo da solo in ufficio, posso gestirmi autonomamente. quindi decido di passare la mattinata cercando di insegnare al gatto a dire grützi, nel caso debba cercare di interloquire con uno svizzero tedesco.
a fine mattinata non ha ancora imparato, in compenso adesso mi guarda come se fossi una manifestazione dell’armageddon e cerca di rifugiarsi all’interno della fotocopiatrice. dovrò ricordarmene quando mi batte giocando a scacchi.
invece la cena di fine anno del comitato per la difesa del pianeta dagli ufi crudeli è andata benissimo, anche se il discorso sulle attività svolte è stato piuttosto problematico, e in futuro bisognerà ricordarsi di farlo prima dell’aperitivo a base di negroni (e comunque smettetela di dire che non facciamo nulla oltre ad ubriacarci alle cene del comitato. se non avete visto ufi crudeli di recente, vuol dire che stiamo facendo un ottimo lavoro).
bisogna anche dire che non ho più il fisico per fare certe cose (come diceva sempre l’ex moglie di enrico fermi) e sono rimasto rincoglionito per due giorni di fila (ma tanto non si nota la differenza).
martedì 12 dicembre 2006
d'accordo, può essere che sia colpa mia.
ma davvero non riesco a credere che un universo che ha generato "lucignolo" possa avere avuto alcunchè di razionale nel suo sviluppo.
ma davvero non riesco a credere che un universo che ha generato "lucignolo" possa avere avuto alcunchè di razionale nel suo sviluppo.
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