“…a nulla servono le intercessioni presso la divinità locale della pioggia, una dea antropomorfa chiamata amanda, spesso vilipesa dagli autoctoni con la frase ricorrente ‘piove, che dio, l’amanda non smette più’.”
(c. lévi-strauss, tristi tropi: saggio sull’antropologia lessicale)
stavo in riva al lago a disquisire sul ruolo di stefano tempier nella teologia medievale quando una vibrazione cosmica mi avverte che con tutta probabilità è ora di cena.
visto che in una prospettiva olistica non è sano contraddire le vibrazioni cosmiche, saluto i cavedani e torno verso casa.
il mio maestro di ikebana neurale (un coniglio che vive in una vetrina di fianco a casa mia) dice che non è sano parlare sempre con i cavedani, per la semplice ragione che i cavedani è difficile che rispondano. per via dell’acqua, soprattutto. io invece credo che il fatto che non ti rispondano praticamente mai sia un valore aggiunto.
per esempio, io ho un po' di amici immaginari ma non li vedo spesso perché poi va a finire che ci litigo: questa cosa potrebbe essere considerata una devianza rispetto alla normalità (intesa come adeguamento alle aspettative collettive), ma ci sono anche pareri discordanti: per esempio, la mia radiosveglia sostiene di no.
nel frattempo l’universo ha deciso di vestire un grigio classico che gli anziani del luogo chiamano amichevolmente “asdrubale” impossibile da rendere a schermo e che suscita la feroce invidia del responsabile della pantone italia, l’architetto toni pastello.
io riesco appena a calafatare i serramenti del balcone, prima di trasformarmi in una funzione d’onda e collassare sul divano.
venerdì 24 aprile 2009
mercoledì 15 aprile 2009
sono ancora vivo. è un vantaggio, se hai delle cose da fare.
(è un vantaggio anche se non hai delle cose da fare ma ti scoccia morire subito)
il motivo per cui è un po’ che non scrivo qui sopra non è che mi hanno rapito gli ufi. al contrario, ero io che volevo rapire degli ufi, poi però ci siamo accordati per un pranzo a base di gnocchi che alla fine è saltato perché ero malato.
nel frattempo ho fatto anche altre cose interessanti tipo:
- ho scritto un grimorio sull’evocazione di ufi e altre figure mitiche come il medico di base, il medico di altezza e il tecnico di telefonia fissa.
- ho combattuto una guerra della durata di 18 secondi contro alcuni acari (come sun tzu insegna, è sempre da evitare il dispendio di forze inutili, molto spesso basta spaventare il nemico)
- ho tenuto una conferenza in cui spiegavo l’importanza dei lemming nell’economia dell’universo (certo, il fatto che il mio pubblico fosse costituito da una famiglia dell’appenzello interno probabilmente ha inficiato leggermente sulla riuscita della conferenza)
- ho ripetuto per alcuni giorni come mantra la frase sopra la panca la capra è stanca, sotto la panca ci sta una crepa.
o forse era: sopra la panca la capra avvampa, sotto la panca la crepa arranca.
no, mi sa che era così:
sopra la banca la uno bianca, sotto la banca il caveau
- ho messo sullo stereo il concerto f 24 (il conciliatore) di klaud krasinskij, allegro con brio (quando ancora non giocava nella juventus) nella partitura per stendipanni elettrico
poi devo aver fatto anche altre cose, ma tutte molto meno intelligenti.
ps. volevo anche informarvi che pare sia uscito questo libro. io mica l’ho letto, però ho letto un’ottima recensione qui
(è un vantaggio anche se non hai delle cose da fare ma ti scoccia morire subito)
il motivo per cui è un po’ che non scrivo qui sopra non è che mi hanno rapito gli ufi. al contrario, ero io che volevo rapire degli ufi, poi però ci siamo accordati per un pranzo a base di gnocchi che alla fine è saltato perché ero malato.
nel frattempo ho fatto anche altre cose interessanti tipo:
- ho scritto un grimorio sull’evocazione di ufi e altre figure mitiche come il medico di base, il medico di altezza e il tecnico di telefonia fissa.
- ho combattuto una guerra della durata di 18 secondi contro alcuni acari (come sun tzu insegna, è sempre da evitare il dispendio di forze inutili, molto spesso basta spaventare il nemico)
- ho tenuto una conferenza in cui spiegavo l’importanza dei lemming nell’economia dell’universo (certo, il fatto che il mio pubblico fosse costituito da una famiglia dell’appenzello interno probabilmente ha inficiato leggermente sulla riuscita della conferenza)
- ho ripetuto per alcuni giorni come mantra la frase sopra la panca la capra è stanca, sotto la panca ci sta una crepa.
o forse era: sopra la panca la capra avvampa, sotto la panca la crepa arranca.
no, mi sa che era così:
sopra la banca la uno bianca, sotto la banca il caveau
- ho messo sullo stereo il concerto f 24 (il conciliatore) di klaud krasinskij, allegro con brio (quando ancora non giocava nella juventus) nella partitura per stendipanni elettrico
poi devo aver fatto anche altre cose, ma tutte molto meno intelligenti.
ps. volevo anche informarvi che pare sia uscito questo libro. io mica l’ho letto, però ho letto un’ottima recensione qui
venerdì 27 marzo 2009
stavo vagando per il bosco alla ricerca di messaggi di ufi sepolti dalla neve e riapparsi con il disgelo quando incontro un folletto che mi spiega a gesti (i folletti, così come le fate, gli niomi e altri abitanti del bosco, tengono molto alla forma. un folletto che si rispetti non parla mai con gli umani, al limite manda il rappresentante) che i messaggi fondamentali degli ufi al pianeta terra sono rivolti alle specie che hanno superato i test di intelligenza*, e che se voglio sapere qualcosa di più devo rivolgermi ai lemming.
il giorno dopo arrivo in ufficio, metto sullo stereo alcuni brani intimisti (gli intimisti sono un gruppo andino, come gli intillimani, solo che ci sono anche donne) e ordino via internet un fax abilitato per le chiamate interurane (non è un errore di stampa, è che alcune compagnie telefoniche hanno degli sconti per chi chiama fuori urano**)
le sere che non ho corsi rimango a casa a questionare con uno scaldabagno convertito al manicheismo.
il fatto è che solo alcuni elettrodomestici eretici sono dichiaratamente manichei, la maggior parte no. per dire, un frullatore ha tre velocità, la lavatrice ha molte opinioni diverse su come trattare i delicati, il termostato è l’apostolo del fuzzy. lo scaldabagno (dio bono) dovrebbe evitare di sparare acqua prelevata direttamente dal circolo polare artico o in alternativa dalla pentola in cui bollono le aragoste del ristorante zio gennaro.
l’unico vantaggio è che conversare con uno scaldabagno è decisamente più stimolante di qualsiasi palinsesto televisivo.
* gli umani sono la specie che ottiene il più alto punteggio nei test di intelligenza solo perché si sottopongono solo ai test di intelligenza inventati da loro. che è un po’ come se i bancomat organizzassero un concorso per vedere quale specie distribuisce meglio soldi attraverso fessure e, guarda caso, vincessero i bancomat.
** il vantaggio di questa tariffa è che paghi un fisso a chiamata. l’offerta all’inizio era dileggiata da chi non credeva alla vita extraterrestre, poi ci hanno ripensato quando hanno capito che l’utente paga la chiamata, cioè, paga ogni volta che chiama, anche se poi non gli risponde nessuno.
il giorno dopo arrivo in ufficio, metto sullo stereo alcuni brani intimisti (gli intimisti sono un gruppo andino, come gli intillimani, solo che ci sono anche donne) e ordino via internet un fax abilitato per le chiamate interurane (non è un errore di stampa, è che alcune compagnie telefoniche hanno degli sconti per chi chiama fuori urano**)
le sere che non ho corsi rimango a casa a questionare con uno scaldabagno convertito al manicheismo.
il fatto è che solo alcuni elettrodomestici eretici sono dichiaratamente manichei, la maggior parte no. per dire, un frullatore ha tre velocità, la lavatrice ha molte opinioni diverse su come trattare i delicati, il termostato è l’apostolo del fuzzy. lo scaldabagno (dio bono) dovrebbe evitare di sparare acqua prelevata direttamente dal circolo polare artico o in alternativa dalla pentola in cui bollono le aragoste del ristorante zio gennaro.
l’unico vantaggio è che conversare con uno scaldabagno è decisamente più stimolante di qualsiasi palinsesto televisivo.
* gli umani sono la specie che ottiene il più alto punteggio nei test di intelligenza solo perché si sottopongono solo ai test di intelligenza inventati da loro. che è un po’ come se i bancomat organizzassero un concorso per vedere quale specie distribuisce meglio soldi attraverso fessure e, guarda caso, vincessero i bancomat.
** il vantaggio di questa tariffa è che paghi un fisso a chiamata. l’offerta all’inizio era dileggiata da chi non credeva alla vita extraterrestre, poi ci hanno ripensato quando hanno capito che l’utente paga la chiamata, cioè, paga ogni volta che chiama, anche se poi non gli risponde nessuno.
venerdì 20 marzo 2009
io e il gatto stiamo valutando di fondare una scuola di arti marziali. per ora abbiamo messo a punto un paio di tecniche innovative: una prevede l’annientamento del nemico combattendo scalzi e senza armi, ma avendo cura di non lavarsi i piedi per più di tre settimane (anche se ci sarebbe un piccolo problema con la convenzione di ginevra* sull’uso dei gas tossici); l’altra invece si inserisce nel solco della tradizione delle discipline orientali e punta a sfruttare la forza del proprio nemico, così più il nemico è forte, più danni subisce; in questo caso basterebbe spiegargli l’illusorietà del reale e l’inutilità intrinseca del combattimento per poi convincerlo a picchiarsi da solo.
verso sera una voce prova a spiegarmi che non è sano ascoltare bernard allison in auto a un volume che produce vibrazioni in grado di interferire con i radar militari dell’argovia (che poi, non capisco si parli di decibel quando l’unità di misura del volume è il metro cubo), solo che con tutto quel casino non riesco a sentire bene le sue argomentazioni quindi alla fine immagino si sia stufato.
comunque sì, a volte sento le voci, come giovanna d’arco e suo fratello donnie, ma nel mio caso le ignoro fino a quando non dicono cose sensate. altre volte invece mi limito a spegnere il telefono.
il mio maestro di geomanzia sostiene che sentire le voci probabilmente dipende dal fatto che passo tutti i giorni attraverso il 46° parallelo per andare in ufficio, ma potrebbe anche essere che sia un disturbo passeggero (come un dirigente movimento di trenitalia) e finisca non appena la signora delle pulizie smette di lasciare l’ammoniaca in ascensore.
* qui si dimostra l’iniquità con cui è stato affrontata la figura maschile nel ciclo bretone: c’è una convenzione di ginevra, ma non una convenzione di artù.
verso sera una voce prova a spiegarmi che non è sano ascoltare bernard allison in auto a un volume che produce vibrazioni in grado di interferire con i radar militari dell’argovia (che poi, non capisco si parli di decibel quando l’unità di misura del volume è il metro cubo), solo che con tutto quel casino non riesco a sentire bene le sue argomentazioni quindi alla fine immagino si sia stufato.
comunque sì, a volte sento le voci, come giovanna d’arco e suo fratello donnie, ma nel mio caso le ignoro fino a quando non dicono cose sensate. altre volte invece mi limito a spegnere il telefono.
il mio maestro di geomanzia sostiene che sentire le voci probabilmente dipende dal fatto che passo tutti i giorni attraverso il 46° parallelo per andare in ufficio, ma potrebbe anche essere che sia un disturbo passeggero (come un dirigente movimento di trenitalia) e finisca non appena la signora delle pulizie smette di lasciare l’ammoniaca in ascensore.
* qui si dimostra l’iniquità con cui è stato affrontata la figura maschile nel ciclo bretone: c’è una convenzione di ginevra, ma non una convenzione di artù.
giovedì 12 marzo 2009
nell’androne del palazzo dell’ufficio incontro la donna delle pulizie travestita da diogene il cinico, solo che invece della lanterna ha in mano un secchio pieno di ammoniaca.
entriamo in ascensore e fino al primo piano parliamo del tempo, dal primo al terzo piano parliamo del tempo come a-priori kantiano, dal terzo al quinto parliamo di relatività speciale e del ruolo dell’ascensore nello sviluppo delle teorie einsteiniane sui campi gravitazionali, poi finalmente usciamo dall’ascensore (ma soprattutto dal raggio di azione dell’ammoniaca).
arrivo in ufficio e trovo il gatto in versione maquis* che con tutta probabilità sta cercando di fotocopiarsi i baffi. quando chiedo spiegazioni sta sul vago, poi comincia un discorso sull’esistenza del reale e della fotocopiatrice passando per l’immaterialismo di berkeley e il principio di indeterminazione di heisenberg; io comincio un discorso sulla necessità che lui esca dall’ufficio passando per il balcone, e lo sbatto fuori.
più che altro, perdere a hearts richiede la mia massima concentrazione e non voglio essere disturbato.
verso sera arrivo a casa e su committenza del padrone di casa comincio a scrivere un collaudo dei cementi armati (è facile, e non serve essere ingegneri. basta sbattere la testa sul muro della cucina, almeno fino a quando non si verifica la stabilità statica dell’edificio)
* nel caso vi stiate chiedendo l’etimologia del nome, deriva dalla resistenza dei partigiani francesi che compivano azioni di sabotaggio durante la seconda guerra mondiale, e fra le truppe tedesche si tenevano conversazioni tipo:
- hanno fatto saltare un ponte sulla loira
- maquis?
- ma che cazzo ne so
entriamo in ascensore e fino al primo piano parliamo del tempo, dal primo al terzo piano parliamo del tempo come a-priori kantiano, dal terzo al quinto parliamo di relatività speciale e del ruolo dell’ascensore nello sviluppo delle teorie einsteiniane sui campi gravitazionali, poi finalmente usciamo dall’ascensore (ma soprattutto dal raggio di azione dell’ammoniaca).
arrivo in ufficio e trovo il gatto in versione maquis* che con tutta probabilità sta cercando di fotocopiarsi i baffi. quando chiedo spiegazioni sta sul vago, poi comincia un discorso sull’esistenza del reale e della fotocopiatrice passando per l’immaterialismo di berkeley e il principio di indeterminazione di heisenberg; io comincio un discorso sulla necessità che lui esca dall’ufficio passando per il balcone, e lo sbatto fuori.
più che altro, perdere a hearts richiede la mia massima concentrazione e non voglio essere disturbato.
verso sera arrivo a casa e su committenza del padrone di casa comincio a scrivere un collaudo dei cementi armati (è facile, e non serve essere ingegneri. basta sbattere la testa sul muro della cucina, almeno fino a quando non si verifica la stabilità statica dell’edificio)
* nel caso vi stiate chiedendo l’etimologia del nome, deriva dalla resistenza dei partigiani francesi che compivano azioni di sabotaggio durante la seconda guerra mondiale, e fra le truppe tedesche si tenevano conversazioni tipo:
- hanno fatto saltare un ponte sulla loira
- maquis?
- ma che cazzo ne so
giovedì 5 marzo 2009
è un periodo un po’ così, senza subordinate.
nel frattempo, a causa di un allineamento planetario sfavorevole agli dei del clima, e che da alcune indiscrezioni pare si risolverà intorno al 2027, piove.
io cerco di recuperare alcune fondamentali comunicazioni degli ufi rivolte al genere umano che si sono perse per un disguido nel sistema di distribuzione di poste italiene telefonando ad alcuni call center a caso: gli ufi a volte trasmettono messaggi molto interessanti sul significato dell’esistenza, sui viaggi interplanetari, sull’utilizzo di gin nella birra e su altre questioni fondamentali riguardanti il cosmo, ma il loro sistema postale non differisce granché dal nostro. studi recenti hanno proposto di considerare il sistema postale una costante universale, al pari della velocità della luce nel vuoto e dell’irrazionalità degli edifici aeroportuali.
nei ritagli di tempo provo a spiegare al gatto la differenza fra il fucile d’assalto, l’ak 47, e il fucile da doccia, l’ak toio, poi infilo il mio costume da betamax ed esco sul balcone cantando auferstanden aus ruinen nella versione degli hayseed dixie in funzione apotropaica, ma temo non funzioni granché.
come dicono gli allevatori di montagna, non c’è limite alpeggio.
affinità/divergenze fra il compagno sbirulino e noi - del conseguimento della maggiore età
io: mi fa malissimo il collo
xx: eh, hai un’età, oramai
io: tecnicamente tutti ce l’hanno, un’età
xx: sì, ma noi siamo vecchi
io: parla per te, che io sono un ragazzino
xx: sì, vabbè. siamo sulla via del declino
io: mannò, siamo sulla via dante
xx: sei un cretino
nel frattempo, a causa di un allineamento planetario sfavorevole agli dei del clima, e che da alcune indiscrezioni pare si risolverà intorno al 2027, piove.
io cerco di recuperare alcune fondamentali comunicazioni degli ufi rivolte al genere umano che si sono perse per un disguido nel sistema di distribuzione di poste italiene telefonando ad alcuni call center a caso: gli ufi a volte trasmettono messaggi molto interessanti sul significato dell’esistenza, sui viaggi interplanetari, sull’utilizzo di gin nella birra e su altre questioni fondamentali riguardanti il cosmo, ma il loro sistema postale non differisce granché dal nostro. studi recenti hanno proposto di considerare il sistema postale una costante universale, al pari della velocità della luce nel vuoto e dell’irrazionalità degli edifici aeroportuali.
nei ritagli di tempo provo a spiegare al gatto la differenza fra il fucile d’assalto, l’ak 47, e il fucile da doccia, l’ak toio, poi infilo il mio costume da betamax ed esco sul balcone cantando auferstanden aus ruinen nella versione degli hayseed dixie in funzione apotropaica, ma temo non funzioni granché.
come dicono gli allevatori di montagna, non c’è limite alpeggio.
affinità/divergenze fra il compagno sbirulino e noi - del conseguimento della maggiore età
io: mi fa malissimo il collo
xx: eh, hai un’età, oramai
io: tecnicamente tutti ce l’hanno, un’età
xx: sì, ma noi siamo vecchi
io: parla per te, che io sono un ragazzino
xx: sì, vabbè. siamo sulla via del declino
io: mannò, siamo sulla via dante
xx: sei un cretino
mercoledì 25 febbraio 2009
dopo aver organizzato i campionati mondiali di corsa su poltroncina ergonomica (categoria “sedia operativa denise”) incredibilmente vinti dal gatto, arrivo a casa, mi fiondo sulla tolda e lancio segnali luminosi ai colleghi del centro di controllo ufi sull’altra sponda del lago, comunicando che da queste parti oggi non ci sono ufi intenti ad occupare abusivamente parcheggi sulle strade.
gli ufi a volte lo fanno, specie quando non hanno di meglio da fare, tipo bere birra, disegnare crop circle sui campi della cornovaglia o entrare nel tuo computer mentre giochi a hearts fingendosi i giocatori automatici del computer e barando spudoratamente.
per mantenere una parvenza di controllo sulla mia vita e sull’universo in genere, mi sono iscritto ad un corso in quattordici lezioni di divinazione tramite l’osservazione del mondo circostante. non crediate sia un atteggiamento poco scientifico: sono gli stessi concetti su cui si basa il determinismo.
i corsi sono tenuti da i maggiori esperti del settore, come rob breznev (teorizza la dottrina della sovranità limitata del futuro), branco law (detto “nel buio” dagli amici per la sua capacità di divinazione a luci spente) e paolo moulder (il cui motto è “la verità è là fuori, nel passato. ma anche nella peperonata, se uno guarda bene).
l’unico neo è che alla prima lezione, non appena hai versato la quota completa di iscrizione, ti bocciano perché leggono il tuo futuro nei fondi della macchinetta del caffè.
gli ufi a volte lo fanno, specie quando non hanno di meglio da fare, tipo bere birra, disegnare crop circle sui campi della cornovaglia o entrare nel tuo computer mentre giochi a hearts fingendosi i giocatori automatici del computer e barando spudoratamente.
per mantenere una parvenza di controllo sulla mia vita e sull’universo in genere, mi sono iscritto ad un corso in quattordici lezioni di divinazione tramite l’osservazione del mondo circostante. non crediate sia un atteggiamento poco scientifico: sono gli stessi concetti su cui si basa il determinismo.
i corsi sono tenuti da i maggiori esperti del settore, come rob breznev (teorizza la dottrina della sovranità limitata del futuro), branco law (detto “nel buio” dagli amici per la sua capacità di divinazione a luci spente) e paolo moulder (il cui motto è “la verità è là fuori, nel passato. ma anche nella peperonata, se uno guarda bene).
l’unico neo è che alla prima lezione, non appena hai versato la quota completa di iscrizione, ti bocciano perché leggono il tuo futuro nei fondi della macchinetta del caffè.
giovedì 19 febbraio 2009
stavo seguendo una daewoo targata appenzello interno (vabbè, io ero a piedi, ma gli autisti dell’appenzello tendono ad essere prudenti fuori dal loro territorio) per un'indagine privata quando una vibrazione cosmica materializza al mio fianco un nano da giardino travestito da imperatore commodo (quel che si dice ‘un travestimento di commodo’) che vuole vendermi l’opera omnia di severino boezio e due accendini (ignoro se le due cose siano collegate), o, in alternativa, chiedere la custodia cautelare del mio cervello.
io fingo di parlare solo pali (ma per vie traverse) e lo ignoro, lui ci rimane male e si rifugia in bagno, il che, fondamentalmente, è un grosso errore (come diceva p.k. dick: se questo mondo vi sembra brutto, dovreste vedere gli altri. ma quanto vi costerebbe di biglietto?).
in pausa pranzo, in una trattoria di asgaard, mentre il quinto alpini cerca di intonare vola colomba a due voci e mezzo (da queste parti, quella sotto il bancone la si considera mezzo) la regina madre finge di dimenticare una damigiana di rosso sul tavolo, il che, fondamentalmente è un grosso errore.
un attimo prima che appaia la fata turchina bisleri torno in ufficio cercando di darmi un tono (la maggiore) poi medito di lanciare acqua a caso sulle bancarelle del mercato, perché il signore fa piovere sui buoni pasto e sui cattivi pensieri, ma mai nelle macchine targate appenzello interno, il che, fondamentalmente è un grosso errore.
ad ogni modo dovevo fingere in maniera eccellente perché il gatto mi ha detto che mi ha trovato bene. però non so se vale, mica mi ero nascosto.
io fingo di parlare solo pali (ma per vie traverse) e lo ignoro, lui ci rimane male e si rifugia in bagno, il che, fondamentalmente, è un grosso errore (come diceva p.k. dick: se questo mondo vi sembra brutto, dovreste vedere gli altri. ma quanto vi costerebbe di biglietto?).
in pausa pranzo, in una trattoria di asgaard, mentre il quinto alpini cerca di intonare vola colomba a due voci e mezzo (da queste parti, quella sotto il bancone la si considera mezzo) la regina madre finge di dimenticare una damigiana di rosso sul tavolo, il che, fondamentalmente è un grosso errore.
un attimo prima che appaia la fata turchina bisleri torno in ufficio cercando di darmi un tono (la maggiore) poi medito di lanciare acqua a caso sulle bancarelle del mercato, perché il signore fa piovere sui buoni pasto e sui cattivi pensieri, ma mai nelle macchine targate appenzello interno, il che, fondamentalmente è un grosso errore.
ad ogni modo dovevo fingere in maniera eccellente perché il gatto mi ha detto che mi ha trovato bene. però non so se vale, mica mi ero nascosto.
mercoledì 11 febbraio 2009
secondo il mio maestro di disallineamento karmico (un cavedano che fa lezione tutti i giovedì sera in riva al lago, ma per motivi di coerenza disciplinare si fa trovare solo il martedì) per ovviare al torcicollo incipiente, nonché ottenere una protezione da febbre, raffreddore e mal di gola che mi stanno devastando in questi giorni, dovrei avere delle protezioni superiori.
quindi mi sono iscritto al corso per diventare una divinità nordica (non è male, ti affiancano anche un tuthor, solo che quando sbagli qualcosa ti colpisce con un grosso martello) per ottenere un appuntamento con loki, il dio del ketoprofene.
certo, potrei anche consultare un medico, ma si sa come ragiona certa gente, misconoscono il significato della vita e si ostinano a professare teorie errate. ad esempio, secondo alcuni sedicenti scienziati, contando il numero di atomi presenti in 0,012 kg di di carbonio-12 si ottiene il numero di avogadro, il che è palesemente falso e si può scientificamente dimostrare: è tre anni che provo a chiamare e mi risponde sempre un pensionato di milano.
ultim’ora
l’associazione imprese edili lombarde ha organizzato un convegno per chiedere fondi alla regione lombardia come aiuto all’impresa padana. il convegno si svolgerà a marzo a milano, e avrà come titolo “edilizia lombarda: noi ce l’abbiamo durc”.
da segnalare anche una retrospettiva sulla cartomanzia dell’oltrepo pavese dal titolo "verrà la sorte e avrà i tarocchi" e un'installazione sulle rivoluzioni anarchiche contro la monarchia sabauda intitolata "verrà la corte e avrà i tuoi cocchi".
quindi mi sono iscritto al corso per diventare una divinità nordica (non è male, ti affiancano anche un tuthor, solo che quando sbagli qualcosa ti colpisce con un grosso martello) per ottenere un appuntamento con loki, il dio del ketoprofene.
certo, potrei anche consultare un medico, ma si sa come ragiona certa gente, misconoscono il significato della vita e si ostinano a professare teorie errate. ad esempio, secondo alcuni sedicenti scienziati, contando il numero di atomi presenti in 0,012 kg di di carbonio-12 si ottiene il numero di avogadro, il che è palesemente falso e si può scientificamente dimostrare: è tre anni che provo a chiamare e mi risponde sempre un pensionato di milano.
ultim’ora
l’associazione imprese edili lombarde ha organizzato un convegno per chiedere fondi alla regione lombardia come aiuto all’impresa padana. il convegno si svolgerà a marzo a milano, e avrà come titolo “edilizia lombarda: noi ce l’abbiamo durc”.
da segnalare anche una retrospettiva sulla cartomanzia dell’oltrepo pavese dal titolo "verrà la sorte e avrà i tarocchi" e un'installazione sulle rivoluzioni anarchiche contro la monarchia sabauda intitolata "verrà la corte e avrà i tuoi cocchi".
lunedì 2 febbraio 2009
mentre fluttuavo all’incirca a ottomila metri da terra per controllare eventuali attività malvagie da parte di ufi crudeli (dall’alto si ha una visione migliore. certo, raggiungere quella quota non è esattamente alla portata di chiunque: non fatelo a casa vostra. a meno che non abbiate parcheggiato un airbus 319 dietro il divano, intendo) dopo aver meditato con un mantra sacro (tutto sta nel ripetere con voce atona “ci resto di stucco, è un barbatrucco”) ho ricevuto il dono della glossolalia.
no, dico, mai cose utili, eh, tipo dei beni immobili, un vitalizio mensile, una tessera sconto all’hard discaunt sotto casa. subito dopo mi ha intercettato bruegel il vecchio (ma per motivi di political correctness ora si chiama bruegel l’anziano) che voleva informazioni sul pesce babele. gli ho spiegato che io parlo almeno cinque lingue differenti, ma purtroppo tutte contemporaneamente, il che lascia sempre un po’ perplessi i miei interlocutori (ecco perché porto sempre con me un’edizione dell’opera omnia di maimonide in brossura).
poi arrivo a casa, metto sullo stereo il primo movimento “adagio ma non troppo che devo ancora fare la spesa” della sinfonia n. 3! (la fattoriale) di anton krisenskij, nella partitura per arpa e citofono, poi mi infilo nell’armadio a continuare la meditazione.
disclaimer
ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti non è affatto casuale.
nessuna parentesi è stata molestata per la stesura di questo post. è stato comunque allertato un team di debriefing per parentesi sotto stress, nel caso alcune parentesi si sentissero troppo traumatizzate.
no, dico, mai cose utili, eh, tipo dei beni immobili, un vitalizio mensile, una tessera sconto all’hard discaunt sotto casa. subito dopo mi ha intercettato bruegel il vecchio (ma per motivi di political correctness ora si chiama bruegel l’anziano) che voleva informazioni sul pesce babele. gli ho spiegato che io parlo almeno cinque lingue differenti, ma purtroppo tutte contemporaneamente, il che lascia sempre un po’ perplessi i miei interlocutori (ecco perché porto sempre con me un’edizione dell’opera omnia di maimonide in brossura).
poi arrivo a casa, metto sullo stereo il primo movimento “adagio ma non troppo che devo ancora fare la spesa” della sinfonia n. 3! (la fattoriale) di anton krisenskij, nella partitura per arpa e citofono, poi mi infilo nell’armadio a continuare la meditazione.
disclaimer
ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti non è affatto casuale.
nessuna parentesi è stata molestata per la stesura di questo post. è stato comunque allertato un team di debriefing per parentesi sotto stress, nel caso alcune parentesi si sentissero troppo traumatizzate.
mercoledì 21 gennaio 2009
io e il gatto disquisiamo di controfattuali* e del ruolo dell’ordalia nella cultura medievale (sebbene alcuni ambienti cattolici dell’epoca avessero un concetto tutto loro di ordalia: ti legavano mani e piedi e ti buttavano in mare con una pietra al collo. se sopravvivevi era perché dio aveva deciso che dovevi morire sul rogo) quando una divinità locale appare sul balcone dell’ufficio sotto forma di germano reale (da non confondere con il germano irreale che invece non appare proprio).
il gatto decide che ha un impegno improrogabile che molto probabilmente ha a che fare con delle crocchette al salmone.
rimaniamo io e il germano reale, a guardarci in silenzio, almeno fino a che lui non decide di parlare.
- non hai l’impressione di stare sprecando la tua vita?
- no, ho più l’impressione di stare parlando con un germano reale. a meno che parlare con un germano reale significhi sprecare la propria vita, in tal caso, può essere che tu abbia ragione
- …
- …
- uno dovrebbe cercare di sfruttare i talenti che ha
- ecco. giusto. io sono bravissimo a dormire. del resto, come diceva sempre mio zio, da un grande podere derivano grandi responsabilità contadine.
- …
- eh, non è che si può star sempre a sentire cosa dicono i parenti
alla fine lo blocco con una presa elson e prima che possa riprendersi lo scaravento giù dal balcone.
poi per ripicca resto in ufficio fino a tardi a contare le telefonate intelligenti (voglio dire, per ora nessuna, ma nel caso sono pronto) e a meditare il suicidio tramite hearts
*alcuni probabili esempi di risposte controfattuali dal punto di vista storico
- il dado è tratto
- sì, il brodo dovrebbe venire bene
- quante divisioni ha il papa?
- boh, nella religione cattolica una volta andavano più di moda le moltiplicazioni
- voi suonate le vostre trombe che noi suoneremo le nostre campane
- non so che studi armonici lei abbia fatto, ma se invece delle campane aveste trombone e sax almeno verrebbe fuori una sezione fiati decente
- vile, tu uccidi un uomo morto
- figata, un uomo morto parlante. praticamente uno zombie
- la guardia muore ma non si arrende
- ma chi, fiorello?
il gatto decide che ha un impegno improrogabile che molto probabilmente ha a che fare con delle crocchette al salmone.
rimaniamo io e il germano reale, a guardarci in silenzio, almeno fino a che lui non decide di parlare.
- non hai l’impressione di stare sprecando la tua vita?
- no, ho più l’impressione di stare parlando con un germano reale. a meno che parlare con un germano reale significhi sprecare la propria vita, in tal caso, può essere che tu abbia ragione
- …
- …
- uno dovrebbe cercare di sfruttare i talenti che ha
- ecco. giusto. io sono bravissimo a dormire. del resto, come diceva sempre mio zio, da un grande podere derivano grandi responsabilità contadine.
- …
- eh, non è che si può star sempre a sentire cosa dicono i parenti
alla fine lo blocco con una presa elson e prima che possa riprendersi lo scaravento giù dal balcone.
poi per ripicca resto in ufficio fino a tardi a contare le telefonate intelligenti (voglio dire, per ora nessuna, ma nel caso sono pronto) e a meditare il suicidio tramite hearts
*alcuni probabili esempi di risposte controfattuali dal punto di vista storico
- il dado è tratto
- sì, il brodo dovrebbe venire bene
- quante divisioni ha il papa?
- boh, nella religione cattolica una volta andavano più di moda le moltiplicazioni
- voi suonate le vostre trombe che noi suoneremo le nostre campane
- non so che studi armonici lei abbia fatto, ma se invece delle campane aveste trombone e sax almeno verrebbe fuori una sezione fiati decente
- vile, tu uccidi un uomo morto
- figata, un uomo morto parlante. praticamente uno zombie
- la guardia muore ma non si arrende
- ma chi, fiorello?
martedì 13 gennaio 2009
mi sveglio e il mio collo ha la gioiosa mobilità di un paracarro, e non è il modo migliore per iniziare la giornata, ammettiamolo.
verso sera, dopo un risotto anti-ufi* una magnum di 3 litri di sangiovese, una bottiglia di gutturnio e una di bombay, la mobilità del mio collo non è affatto migliorata, però in effetti sono più felice.
il mattino dopo, mentre cerco di raschiare il ghiaccio dal parabrezza di una macchina ottenuta in prestito**, rovinando la pista di holiday on ice di alcuni gabbiani di lago dal temperamento artistico, rifletto sul rimedio che conviene adottare per ritrovare una mobilità articolare che mi permetta movimenti un po’ più ariosi di quelli di lerch della famiglia addams: il massaggio dei boschi (il ghiro pratico) il rimedio del ristoratore croato (oste a opatjia), il massaggiatore sardo (efisio terapista), una gita a lourdes, o un più economico ricorso alle droghe leggere (tipo un cocktail di nimesulide in funzione miorilassante, riecheggiando il motto: fatti, non parole).
la sera torno a casa, evito di andare al corso di divinazione tramite l’interpretazione delle vibrazioni del frigorifero e mi metto a disegnare crop circle sul tappetino del bagno, almeno fino a quando i muscoli cervicali non decidono che è meglio farmi svenire sul pavimento.
* gli ufi odiano il risotto, è un dato di fatto. potete anche trovarne conferma nel manuale “aglio, amuleti ed altri rimedi contro le specie sgradite come ufi crudeli, arpie e giornalisti televisivi italiani” di alexander pernenbrod edito da theoria.
** la mia, nel caso ve lo foste scordato, è ancora un ammasso di lamiere che un’equipe di psicologi clinici illuminati sta usando come rorschach per meccanici
verso sera, dopo un risotto anti-ufi* una magnum di 3 litri di sangiovese, una bottiglia di gutturnio e una di bombay, la mobilità del mio collo non è affatto migliorata, però in effetti sono più felice.
il mattino dopo, mentre cerco di raschiare il ghiaccio dal parabrezza di una macchina ottenuta in prestito**, rovinando la pista di holiday on ice di alcuni gabbiani di lago dal temperamento artistico, rifletto sul rimedio che conviene adottare per ritrovare una mobilità articolare che mi permetta movimenti un po’ più ariosi di quelli di lerch della famiglia addams: il massaggio dei boschi (il ghiro pratico) il rimedio del ristoratore croato (oste a opatjia), il massaggiatore sardo (efisio terapista), una gita a lourdes, o un più economico ricorso alle droghe leggere (tipo un cocktail di nimesulide in funzione miorilassante, riecheggiando il motto: fatti, non parole).
la sera torno a casa, evito di andare al corso di divinazione tramite l’interpretazione delle vibrazioni del frigorifero e mi metto a disegnare crop circle sul tappetino del bagno, almeno fino a quando i muscoli cervicali non decidono che è meglio farmi svenire sul pavimento.
* gli ufi odiano il risotto, è un dato di fatto. potete anche trovarne conferma nel manuale “aglio, amuleti ed altri rimedi contro le specie sgradite come ufi crudeli, arpie e giornalisti televisivi italiani” di alexander pernenbrod edito da theoria.
** la mia, nel caso ve lo foste scordato, è ancora un ammasso di lamiere che un’equipe di psicologi clinici illuminati sta usando come rorschach per meccanici
lunedì 5 gennaio 2009
chi ha deciso quando finisce un anno? no, voglio dire, perché l’anno finisce alla mezzanotte del 31 dicembre e non, per dire, il pomeriggio del 13 aprile, che ha anche l’indubbio vantaggio che il clima è con tutta probabilità leggermente più caldo e se a qualcuno va di festeggiare in piazza (non ho idea del perché dovrebbe, ma so che qualcuno lo fa) non diventa una statua di ghiaccio? cos’è, un complotto dei paesi dell’emisfero sud?
ad ogni modo io il 2 gennaio mi sono alzato all’alba per andare in ufficio a disegnare delle piante (non so, dei ficus credo, o qualcosa di simile).
esco di casa e mi incammino (io avrei preso la macchina, ma in questo momento, nel caso ve lo siate dimenticato, c’è un signore che con i pezzi di quello che resta della mia macchina ci sta giocando a tetris) verso l’ufficio, mentre intorno a me c’è temperatura che ricorda da vicino quella di una ghiacciaia, o il trailer della marcia dei pinguini. il fatto che io sia vestito come l’omino michelin e tenda a scivolare sul ghiaccio dà un tocco di sobrietà all’intera scena.
arrivo in ufficio e cerco di aprire la porta con le chiavi di casa.
inspiegabilmente non si apre.
quando mi rendo conto che in effetti sto usando l’unico mazzo di chiavi che mi sono portato e che, incidentalmente, non contiene le chiavi dell’ufficio, essendo un esperto di problem solving provo ad adottare alcune soluzioni alternative.
nell’ordine:
a) provo a chiamare il gatto, ma evidentemente è in ferie;
b) provo ad aprire con mezzi di fortuna ma realizzo che sono portato per un sacco di lavori intelligenti tipo il disoccupato, l’uomo semaforo, la scimmia urlatrice, il collaudatore di materassi, la controfigura di un’ameba, il blogger, il dirigente di trenitalia (no, vabbè, il dirigente di trenitalia no: a tutto c’è un limite), ma non ho davanti una brillante carriera come ladro di appartamento;
c) provo ad intimorire la porta giocandomi l’intero bonus di bestemmie del 2010 (quelle del 2009 le ho usate la settimana scorsa per la macchina) ma quella mi ignora;
d) chiamo il soccorso ufi, ma mi risponde una segreteria telefonica che mi informa che visto che la specie homo sapiens può ricevere informazioni dal 3 al 7 gennaio del 2047, o in alternativa rivolgersi ad una specie più intelligente, tipo arvicola amphibius, che pare sia disponibile per delle ripetizioni, ma in ogni caso dopo le festività.
f) aspetto il capo, che forse arriva, ma non è detto che lo faccia prima delle 11;
e) torno a casa a prendere le chiavi.
quando finalmente arrivo in ufficio c’è già il capo che mi guarda come se avessi la faccia di chi ha sbagliato candeggio.
io mi siedo e inizio a disegnare sul computer.
dopo un po’ l’accendo anche.
ad ogni modo io il 2 gennaio mi sono alzato all’alba per andare in ufficio a disegnare delle piante (non so, dei ficus credo, o qualcosa di simile).
esco di casa e mi incammino (io avrei preso la macchina, ma in questo momento, nel caso ve lo siate dimenticato, c’è un signore che con i pezzi di quello che resta della mia macchina ci sta giocando a tetris) verso l’ufficio, mentre intorno a me c’è temperatura che ricorda da vicino quella di una ghiacciaia, o il trailer della marcia dei pinguini. il fatto che io sia vestito come l’omino michelin e tenda a scivolare sul ghiaccio dà un tocco di sobrietà all’intera scena.
arrivo in ufficio e cerco di aprire la porta con le chiavi di casa.
inspiegabilmente non si apre.
quando mi rendo conto che in effetti sto usando l’unico mazzo di chiavi che mi sono portato e che, incidentalmente, non contiene le chiavi dell’ufficio, essendo un esperto di problem solving provo ad adottare alcune soluzioni alternative.
nell’ordine:
a) provo a chiamare il gatto, ma evidentemente è in ferie;
b) provo ad aprire con mezzi di fortuna ma realizzo che sono portato per un sacco di lavori intelligenti tipo il disoccupato, l’uomo semaforo, la scimmia urlatrice, il collaudatore di materassi, la controfigura di un’ameba, il blogger, il dirigente di trenitalia (no, vabbè, il dirigente di trenitalia no: a tutto c’è un limite), ma non ho davanti una brillante carriera come ladro di appartamento;
c) provo ad intimorire la porta giocandomi l’intero bonus di bestemmie del 2010 (quelle del 2009 le ho usate la settimana scorsa per la macchina) ma quella mi ignora;
d) chiamo il soccorso ufi, ma mi risponde una segreteria telefonica che mi informa che visto che la specie homo sapiens può ricevere informazioni dal 3 al 7 gennaio del 2047, o in alternativa rivolgersi ad una specie più intelligente, tipo arvicola amphibius, che pare sia disponibile per delle ripetizioni, ma in ogni caso dopo le festività.
f) aspetto il capo, che forse arriva, ma non è detto che lo faccia prima delle 11;
e) torno a casa a prendere le chiavi.
quando finalmente arrivo in ufficio c’è già il capo che mi guarda come se avessi la faccia di chi ha sbagliato candeggio.
io mi siedo e inizio a disegnare sul computer.
dopo un po’ l’accendo anche.
martedì 30 dicembre 2008
non mi sono smaterializzato.
invece, per un banale errore tecnico, si è completamente smaterializzata la parte anteriore sinistra della mia auto.
certo, il fatto che mentre lei stava parcheggiata a lato strada una subaru impreza le sia finita addosso ad una velocità prossima a mach 1, probabilmente deve avere influito sul processo.
ad ogni modo, ritrovarsi con un auto a cui in generale funziona esclusivamente la parte posteriore, rende abbastanza il concetto di mezzo di trasporto.
non vorrei fare della dietrologia, ma sospetto un complotto di ufi crudeli per procurarmi laringiti fulminanti senza dare troppo nell’occhio mentre cammino in mezzo alla neve.
io arrivo in ufficio e tutto quello che vorrei sarebbe l’innalzamento della temperatura esterna di almeno 18 gradi tramite ukase (no, vabbè, vorrei anche un’auto funzionante).
invece, per un banale errore tecnico, si è completamente smaterializzata la parte anteriore sinistra della mia auto.
certo, il fatto che mentre lei stava parcheggiata a lato strada una subaru impreza le sia finita addosso ad una velocità prossima a mach 1, probabilmente deve avere influito sul processo.
ad ogni modo, ritrovarsi con un auto a cui in generale funziona esclusivamente la parte posteriore, rende abbastanza il concetto di mezzo di trasporto.
non vorrei fare della dietrologia, ma sospetto un complotto di ufi crudeli per procurarmi laringiti fulminanti senza dare troppo nell’occhio mentre cammino in mezzo alla neve.
io arrivo in ufficio e tutto quello che vorrei sarebbe l’innalzamento della temperatura esterna di almeno 18 gradi tramite ukase (no, vabbè, vorrei anche un’auto funzionante).
martedì 23 dicembre 2008
non ho la pressione bassa, è solo che sono cardioapatico
per una festività che non ho nessuna intenzione di nominare (potremmo chiamarla sol invictus, ma visto che c’è crisi e la festività pare si svolgerà sottotono, potremmo chiamarla anche sol minore quasi invictus) pare che starò lontano dall’ufficio (e dal gatto) per qualche giorno.
non che la cosa mi dispiaccia, anche se ci tenevo a finire la partita a scacchi contro il gatto, contro cui ero abbastanza sicuro di vincere (il fatto è che il gatto è più intelligente di me, ma io vincevo facile per il non trascurabile vantaggio di avere il pollice opponibile).
la sera arrivo a casa, metto in cuffia l’adagio e altre indicazioni sulla viabilità stradale di barber nella partitura per archi, balestre e turboreattore messerschmitt me 262, fino a quando il lettore mp3 mi comunica gentilmente che ha la batteria scarica e potrebbe spegnersi da un momento all’altro; io la trovo un’ottima metafora della condizione umana.
se mi vedete in giro, vuol dire che non ho ancora passato il primo livello del corso di smaterializzazione.
nel caso, fate ciao con la manina
per una festività che non ho nessuna intenzione di nominare (potremmo chiamarla sol invictus, ma visto che c’è crisi e la festività pare si svolgerà sottotono, potremmo chiamarla anche sol minore quasi invictus) pare che starò lontano dall’ufficio (e dal gatto) per qualche giorno.
non che la cosa mi dispiaccia, anche se ci tenevo a finire la partita a scacchi contro il gatto, contro cui ero abbastanza sicuro di vincere (il fatto è che il gatto è più intelligente di me, ma io vincevo facile per il non trascurabile vantaggio di avere il pollice opponibile).
la sera arrivo a casa, metto in cuffia l’adagio e altre indicazioni sulla viabilità stradale di barber nella partitura per archi, balestre e turboreattore messerschmitt me 262, fino a quando il lettore mp3 mi comunica gentilmente che ha la batteria scarica e potrebbe spegnersi da un momento all’altro; io la trovo un’ottima metafora della condizione umana.
se mi vedete in giro, vuol dire che non ho ancora passato il primo livello del corso di smaterializzazione.
nel caso, fate ciao con la manina
mercoledì 17 dicembre 2008
alcune frange di insurrezione, localizzate, secondo informazioni del pentagono*, nella laringe e in alcune zone a macchia dell’orecchio, stanno inscenando alcuni fastidiosi focolai di rivolta.
io sto provando quella cosa della disgregazione dei legami atomici (il problema su cui disquisivo con il gatto, ieri in ufficio, era: se l’essere umano è dotato di libero arbitrio, perché gli atomi che lo compongono non dovrebbero averlo? perché il tutto è superiore alla somma delle parti o perché cambiando l’ordine dei fattori le mucche si confondono? io e il gatto non avevamo delle buone risposte in merito. del resto, non le abbiamo quasi mai).
il mio maestro di smaterializzazione sostiene che una buona smaterializzazione dovrebbe essere il frutto di operazioni complesse e non dovrebbe contemplare il fatto di distrarre gli astanti e chiudersi indisturbati nell’armadio. per lo meno, non sempre. del resto il mio maestro di smaterializzazione attualmente è un coniglio che abita in una vetrina di fronte a casa, quindi magari non è così affidabile.
prima di andare a dormire chiedo protezione al semidio toth (ma per non sbagliare anche a nyilasi e fazekas), poi esco sul balcone con un portachiavi luminoso puntato verso il cielo e comunico con gli ufi. sarebbe anche gradevole, se solo non facesse così freddo, e se ogni tanto rispondessero (cioè, non è che non vogliono rispondere, è solo che gli è finita la pila del comunicatore e su alnilak c’è un sacco di coda al supermercato).
* ho provato a chiedere informazioni anche a degli esagoni e anche a qualche triangolo, ma con scarsi risultati. non che il pentagono sia più affidabile, eh, ma almeno parla.
io sto provando quella cosa della disgregazione dei legami atomici (il problema su cui disquisivo con il gatto, ieri in ufficio, era: se l’essere umano è dotato di libero arbitrio, perché gli atomi che lo compongono non dovrebbero averlo? perché il tutto è superiore alla somma delle parti o perché cambiando l’ordine dei fattori le mucche si confondono? io e il gatto non avevamo delle buone risposte in merito. del resto, non le abbiamo quasi mai).
il mio maestro di smaterializzazione sostiene che una buona smaterializzazione dovrebbe essere il frutto di operazioni complesse e non dovrebbe contemplare il fatto di distrarre gli astanti e chiudersi indisturbati nell’armadio. per lo meno, non sempre. del resto il mio maestro di smaterializzazione attualmente è un coniglio che abita in una vetrina di fronte a casa, quindi magari non è così affidabile.
prima di andare a dormire chiedo protezione al semidio toth (ma per non sbagliare anche a nyilasi e fazekas), poi esco sul balcone con un portachiavi luminoso puntato verso il cielo e comunico con gli ufi. sarebbe anche gradevole, se solo non facesse così freddo, e se ogni tanto rispondessero (cioè, non è che non vogliono rispondere, è solo che gli è finita la pila del comunicatore e su alnilak c’è un sacco di coda al supermercato).
* ho provato a chiedere informazioni anche a degli esagoni e anche a qualche triangolo, ma con scarsi risultati. non che il pentagono sia più affidabile, eh, ma almeno parla.
venerdì 12 dicembre 2008
per un banale disguido tecnico, stamattina il mio cervello è in grado di captare esclusivamente il radiofaro di francoforte.
forse dovrei considerarlo un miglioramento.
forse dovrei considerarlo un miglioramento.
venerdì 5 dicembre 2008
qualche tempo fa sono stato contattato da grazia, il settimanale delle donne. poi ho aspettato invano con ansia (ma la maggior parte del tempo da solo) un invito da parte di graziella, il settimanale delle bici, e di grazie al cactus, il settimanale delle piante grasse, ma pare che non mi vogliano (avranno i loro motivi).
invece questa settimana non sono ancora stato contattato dagli ufi, e non so se è un bene. come sosteneva sun tzu (un applicativo di sun microsystems) bisogna conoscere il proprio nemico, e nel caso, farsi offrire da bere.
ieri mattina io e il gatto stavamo disquisendo sulla possibilità di costruire cupole geodetiche di altura come centri di osservazione sulle attività degli ufi (una notte mi è apparso don bucky fuller in sogno, ma l’addetto all’ascensore aveva sbagliato piano astrale) ma sembra che per le opere di edilizia abusiva si debba aspettare il proprio turno, come dicevano i rutuli (da cui il detto: mandare tutto a rutuli).
nel frattempo il pc decide che deve assolutamente trasmettere musica dodecafonica in tutto l’ufficio.
provo a fargli presente che così mi disturba il corso sullo zen e l’uso di hearts come tecnica di raggiungimento della consapevolezza universale, ma non c’è niente da fare.
la sera attraverso la ghiacciaia in cui ho la residenza, arrivo a casa e mi infilo in un forno ventilato modello harmattan
ultim’ora
secondo antoine kildeernoon, ricercatore presso la cattedra di fisica sperimentale presso la libera universià di cadempino (ch) il fenomeno della rarefazione dei post è direttamente collegato al principio entropico.
per chi non avesse dimestichezza con l’entropia, kildernoon spiega che l’entropia è una misura del disordine di un sistema fisico o più in generale dell'universo; quando un sistema passa da uno stato ordinato ad uno disordinato, la sua entropia aumenta, e questo è uno dei motivi delle code alla dogana dalla svizzera all’italia.
invece questa settimana non sono ancora stato contattato dagli ufi, e non so se è un bene. come sosteneva sun tzu (un applicativo di sun microsystems) bisogna conoscere il proprio nemico, e nel caso, farsi offrire da bere.
ieri mattina io e il gatto stavamo disquisendo sulla possibilità di costruire cupole geodetiche di altura come centri di osservazione sulle attività degli ufi (una notte mi è apparso don bucky fuller in sogno, ma l’addetto all’ascensore aveva sbagliato piano astrale) ma sembra che per le opere di edilizia abusiva si debba aspettare il proprio turno, come dicevano i rutuli (da cui il detto: mandare tutto a rutuli).
nel frattempo il pc decide che deve assolutamente trasmettere musica dodecafonica in tutto l’ufficio.
provo a fargli presente che così mi disturba il corso sullo zen e l’uso di hearts come tecnica di raggiungimento della consapevolezza universale, ma non c’è niente da fare.
la sera attraverso la ghiacciaia in cui ho la residenza, arrivo a casa e mi infilo in un forno ventilato modello harmattan
ultim’ora
secondo antoine kildeernoon, ricercatore presso la cattedra di fisica sperimentale presso la libera universià di cadempino (ch) il fenomeno della rarefazione dei post è direttamente collegato al principio entropico.
per chi non avesse dimestichezza con l’entropia, kildernoon spiega che l’entropia è una misura del disordine di un sistema fisico o più in generale dell'universo; quando un sistema passa da uno stato ordinato ad uno disordinato, la sua entropia aumenta, e questo è uno dei motivi delle code alla dogana dalla svizzera all’italia.
martedì 2 dicembre 2008
ultim’ora
il venerabile maestro rimchen lama*, unanimemente riconosciuto come uno degli uomini più saggi del pianeta, in una conferenza stampa tenuta l’altro ieri a mezzovico (ch) nell’ambito di una manifestazione di scambio interculturale intitolata “importare sete dall’oriente, fame dall’occidente”, ha spiegato che l’equilibrio e la serenità spirituale, con il giusto impegno e la giusta disciplina, sono alla portata di tutti gli uomini della terra, a prescindere dalla loro situazione fisica, mentale, economica e sociale, a meno che non siano costretti a viaggiare con trenitalia.
*no, non è parente di luciano lama
il venerabile maestro rimchen lama*, unanimemente riconosciuto come uno degli uomini più saggi del pianeta, in una conferenza stampa tenuta l’altro ieri a mezzovico (ch) nell’ambito di una manifestazione di scambio interculturale intitolata “importare sete dall’oriente, fame dall’occidente”, ha spiegato che l’equilibrio e la serenità spirituale, con il giusto impegno e la giusta disciplina, sono alla portata di tutti gli uomini della terra, a prescindere dalla loro situazione fisica, mentale, economica e sociale, a meno che non siano costretti a viaggiare con trenitalia.
*no, non è parente di luciano lama
mercoledì 26 novembre 2008
sto litigando con alcune divinità locali addette alla gestione del call center clima cercando di comprare dieci gradi di latitudine sud e farmeli mettere in una comoda sportina da passeggio quando un inuit mi ferma per chiedermi alcune indicazioni stradali. io mi limito ad indicargli genericamente il nord ovest, poi mi infilo in un’unità di misura della pressione in cerca di ufi.
non capisco perché non possa migrare verso paesi caldi, oppure restare in letargo fino ad inizio aprile. io sono per la teoria che un individuo libero dovrebbe poter scegliere la specie di appartenenza.
nei weekend guardo l’italia giocare contro i pacifici highlander del clan mcloud, la neve sulle montagne e bevo cioccolata calda in riva al lago.
ci deve essere una morale in tutto questo, ma non riesco a ricordare quale.
sms
io: birretta stasera?
xx: ok. 21.30 solito posto. hasta luego
io: no, hasta sera
xx: sei un cretino
non capisco perché non possa migrare verso paesi caldi, oppure restare in letargo fino ad inizio aprile. io sono per la teoria che un individuo libero dovrebbe poter scegliere la specie di appartenenza.
nei weekend guardo l’italia giocare contro i pacifici highlander del clan mcloud, la neve sulle montagne e bevo cioccolata calda in riva al lago.
ci deve essere una morale in tutto questo, ma non riesco a ricordare quale.
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io: birretta stasera?
xx: ok. 21.30 solito posto. hasta luego
io: no, hasta sera
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