mercoledì 20 giugno 2012

il 14 giugno il portogallo si presenta in campo sponsorizzato dalla farmacia di turno (re dei rutuli).
forse per riguardo ai clienti lungodegenti dello sponsor, cristiano ronaldo gioca per il premio di giocatore più sopravvalutato della storia e riesce a vincere facile (no, vabbè, forse fa a gara con stig tøfting aka il boiler di centrocampo).
oggi invece si festeggia il sacro giorno del dio KAM, una festività annuale che va santificata con la pulizia delle scale di kolmogorov.
nell’iconografia tradizionale il dio KAM è un allevatore* che non aveva tori per ingravidare le sue mucche e deve girare tutto l’universo prima di trovarne un paio che però costano troppo. questo episodio è noto anche come “la rottura dei tori di KAM”.
verso le 18.30, esattamente nel momento in cui esco dall’ufficio, si scatena il temporale delle 18 (è in ritardo perché fa parte dell’asse delle forze del male e ha un contratto con trenitalia) e io non ho l’ombrello (in realtà l’ombrello non servirebbe a niente perché piove orizzontale e la pioggia mi entra nelle orecchie: come si dice, la doccia che fa traboccare il naso), quindi mi infilo in un portone e rimango lì, ancorato come un’attinia, ma con un’espressione meno intelligente.
quando arrivo a casa io e martina navratilova lanciamo un paio di messaggi agli ufi con il radiofaro, mi segno sull’agenda che il prossimo telegiornale che dice “caldo record e sole in tutta italia” piombo in redazione con un ak47 (è un periodo di nervositudine, va bene?), poi mi infilo nella lavastoviglie.

* per quanto possa sembrare strano, secondo la dottrina teologica ortodossa il dio KAM è formato da tre ipostasi che dopo alcune stratificazioni nel corso dei secoli un apposito concilio ha cristallizzato in questa immagine

giovedì 7 giugno 2012

io e il mio maestro di riposizionamento strategico (un lemming che vive su un davanzale di fianco al mio ufficio) stavamo disquisendo sull’annosa degli universali e in particolare sugli universali economici (in realtà originariamente stavamo organizzando una partita di calcetto: 4 contro 4 e portiere volante, ma non riuscivamo a staccarlo dall’auto) quando all’improvviso l’universo scompare per riapparire due giorni dopo.
se vi sembra un’incongruenza, non avete mai riflettuto sul concetto di tempo.
secondo alcuni scienziati, il tempo non esiste (so che è un’ipotesi discutibile: in genere chi sostiene questa ipotesi è il tipo di scienziato che non è mai dovuto arrivare in orario al lavoro).
secondo altre scuole di pensiero invece il tempo è circolare (in genere sono le stesse persone che credono che l’assegno sia circolare, e invece è rettangolare, ho controllato. c’è poco rigore scientifico, a mio parere).
la soluzione più accreditata attualmente (in particolar modo da me e da un rivenditore di merendine di riazzino che per contratto indossa un costume di lavoro tipo quello di ralph supermaxieroe, ma azzurro) è che il tempo non sia altro che la misura del cambiamento.
in pratica, se tutto rimanesse sempre immobile e uguale a se stesso, non avremmo il tempo. insomma, il tempo serve a ricordarci che viviamo in un universo incoerente.
però non è del tutto incoerente, infatti piove.
io indosso il mio costume da achab e installo un’antenna sul balcone per la ricezione dei messaggi degli ufi (il mio balcone è uno dei punti del pianeta ove scorrono linee vitali, porte dimensionali e canali di comunicazione con altri mondi unendo tutti questi punti su un planisfero si ottiene uno schema della costellazione di orione, o, a scelta, una moka bialetti) e mi metto lì seduto, a bagnarmi e ad aspettare. nel caso si facciano vivi, avverto.

mercoledì 23 maggio 2012

oggi l’universo mi ignora e nessuno risponde alle mie mail. devo ancora capire se è una punizione o un premio.
nel frattempo diluvia, il che, tutto sommato, era prevedibile.
la scienza ha dimostrato che il clima è governato dal caos, che si esprime attraverso equazioni non lineari fortemente dipendenti dalle condizioni iniziali: un battito d’ali di una farfalla in brasile può provocare un tornado in texas. ecco perché alcuni scienziati di houston stanno studiando alcune soluzioni possibili per limitare gli effetti indesiderati del clima e attualmente la più plausibile sembra essere “sterminare tutte quelle maledette farfalle”.
io ho un’idea diversa.
verso le 14.00 ero in una taverna di asgaard per il sacro rito del k-phee (è un rito di origini aliene che sul pianeta terra si festeggia 365 giorni l’anno a partire dal 29 aprile, giorno noto anche come ricorrenza di poincaré).
nella taverna erano riuniti alcuni semidei per un aperitivo, in attesa che spiovesse. solo che l’aperitivo era iniziato alle 10.00 e ho il forte sospetto che stessero barando.
nel frattempo ho installato un radiofaro e una stazione ricevente per comunicare con gli ufi di passaggio, ma il più delle volte capto il segnale del radiofaro che ha fatto il giro dell’universo e innesco un meccanismo di retroazione positiva (tipo il salvataggio in calcio d’angolo) che fa esplodere la lavastoviglie oppure fa apparire il ritratto di edward norton lorenz sulla porta d’ingresso (forse non tutti sanno che l’universo è a forma di pretzel. non ho idea se la forma dell’universo abbia a che fare con le mie mail, ma credo sia possibile).

venerdì 11 maggio 2012

piove e fa freddo. il tipo di freddo che può fare a maggio, evidentemente. per esempio in antartide.
la pioggia (che un team di esperti autoctoni ormai considera una costante cosmologica) sta distruggendo le mie connessioni neuronali e la florida economia del commercio delle tende da sole (ma anche delle tende in compagnia).
in compenso in ufficio hanno portato un nuovo condizionatore, non ho capito se per lungimiranza a causa del riscaldamento globale sul lungo periodo, diciamo nei prossimi 200 anni, oppure se è solo masochismo.
comunque sappiate che un nuovo condizionatore va testato. diciamo per 2 ore (manco fosse un motore bmw sul banco prova) tarato su una temperatura più bassa di quella esterna, quindi a pochi gradi dallo zero assoluto.
io esco dall’ufficio e mi rifugio in un freezer.
in questi giorni sto lavorando per il raggiungimento di una consapevolezza esistenziale (si tratta dello stesso tipo di consapevolezza che potevano avere penzias e wilson sulla radiazione cosmica nei laboratori bell) utilizzando vari strumenti di meditazione (per ora i più apprezzati sono hearts, il gioco del loto e l’irish mist) e sto facendo uno studio approfondito sulla psicologia dei gruppi.
quello che ho capito finora è che normalmente uno che vuole sembrare un maschio alfa in realtà è un maschio fiat.

giovedì 3 maggio 2012

Mail from “xxxxx”
To eddie
Date 25/04/2012 18.47
Subject lavoriamo insieme

Salve,
vorrei cogliere questa occasione per presentarmi.
Il mio nome è Sandra e sono la responsabile di xxx
Lavoro al fianco di numerosi siti internet. Gestisco il loro SEO in base alle particolarità dei maggiori motori di ricerca on line, tra cui Google, Bing e Yahoo.
Lavorando al sito web di uno dei miei partner lavorativi, ho incrociato controkarma.blogspot.com
Sono convinta di poter esserle utile per incrementare il traffico, la visibilità e il Page Rank del suo sito.
Se interessato, sarei più che felice di elaborare meglio i dettagli della mia proposta di assistenza.
Le auguro una buona giornata

Mail from eddie
To “xxxxx”
Date 26/04/2012 10.17
Subject Re:lavoriamo insieme

salve,
vorrei cogliere questa occasione per presentarmi.
il mio nome è eddie e sono il responsabile di quasi nulla, praticamente neanche di me stesso.
lavoro al fianco di numerosi gatti. gestisco il loro nutrimento in base alle particolarità delle maggiori tipologie di ricerca di cibo on line, tra cui google, bing e yahoo.
lavorando al sito web di uno dei miei partner lavorativi, ho incrociato la sua mail.
sono convinto di poter esserle utile per incrementare la sua sanità mentale, l'invio di mail intelligenti, la sua conoscenza dei giorni festivi, un uso più consapevole di internet e il targeting delle sue mail.
se interessata, sarei più che felice di elaborare meglio i dettagli della mia proposta di assistenza.
le auguro una buona giornata

martedì 24 aprile 2012

diluvia (ma forse va bene così: cento metri più in alto nevica), ci sono 3 gradi centigradi ed è una fantastica giornata di fine novembre, nonostante il calendario si ostini a dire 24 aprile.
questo perché l’universo attualmente è governato da frostofjyord una divinità nordica che si manifesta agli umani sotto le sembianze di un orso polare o di una stampante multifunzione ricoh apparentemente fuori uso (cosa che lo rende piuttosto riconoscibile nelle distese artiche) che ha vinto un torneo di tressette fra gli dei del clima e adesso ha il potere di decidere il tempo atmosferico del pianeta, ma soprattutto il mio.
apro il frigorifero per infilarmici, ma dentro trovo il deserto delle salse tartare e decido che mi sentirei troppo solo; quindi vado in ufficio, ma rimango in coda dietro una mercedes targata lindau guidata da dennis hopper a cui per ripicca alcuni terroristi hanno applicato un dispositivo che la fa esplodere se supera i 40 km/h. oppure ha solo paura di accelerare sul permafrost, non mi è chiaro.
il primo che mi ospita in un paese caldo per i prossimi trent’anni vince una penna bic con impressa la scritta santi traslochi e una figurina di bruno pezzey e herbert prohaska con la maglia dell’austria.

mercoledì 18 aprile 2012

lunedì mattina verso le otto e venti c’era un vento gelido che si insinuava nelle valli e nelle giacche a vento, ma almeno la giornata era così limpida che il lago si vedeva in hd.
dopo cinque minuti una divinità ctonia che mi odia da quando l’ho battuta a ping pong dichiarava ufficialmente aperta la stagione delle piogge e ora la fine del maltempo è prevista grossomodo per metà giugno.
quindi va in onda la replica del diluvio universale, io ho una mobilità articolare che ricorda da vicino quella di un paracarro e sto valutando un approccio olistico al problema tramite sedute di massoterapia, ossia una terapia medica basata sulla lapidazione.
accendo la tv e decido di rimanere sul divano per lo meno fino alla morte termica dell’universo.
yupp heynckes schiera schweinsteiger non in buone condizioni al posto di müller, una mossa a sorpresa che secondo i commentatori ha lo scopo di guadagnare potenza, ma ha il difetto di perdere campobasso.
robben si esprime sui suoi soliti livelli (dribbling, dribbling, palla persa) gomez sbaglia ottocento palle gol ma poi segna di ginocchio sinistro dopo aver mancato la palla con il piede destro, mentre l’allenatore del real madrid scuote la testa e fa un’espressione così intelligente da sembrare il ritratto di un coregone smarrito.
nel frattempo alla bern arena, al cinquantanovesimo minuto e 57 secondi, il senatore mccarthy si ritrova il disco dell’anno e fa esplodere zurigo.
io avverto un tremito nella forza (che si manifesta con un’epifania dopo l’inquadratura di un tifoso con un taglio di capelli vokuhila) e inizio a captare una trasmissione proveniente da una galassia lontana che spiegherebbe l’origine dell’universo (le domanda base in senso strettamente filosofico sarebbero: perché c’è qualcosa, invece del nulla? perché si dà l’essere, invece del non essere? perché ho messo le scarpe da tennis, invece degli anfibi?) e invece alla fine si rivela un algoritmo per il montaggio di una cassettiera hemnes in ugrofinnico.

martedì 10 aprile 2012

è risotto come aveva detto, alleluja

stavo studiando le funzioni magiche del dolmen nella cultura proto celtica (secondo il professor kleinberg, della libera facoltà di lorient, l’introduzione del dolmen è posteriore a quella del menhir, e preannuncia un periodo di riflessioni mistiche che segnano l’apertura dell’esoterismo druidico all’uso della tecnologia. provate voi a decidere se è gol quando non c’è una traversa) quando una voce dall’alto mi avverte che una colonia di formiche sta dando l’assalto alla cucina.
secondo alcune sette millenariste l’invasione delle formiche in cucina è uno dei segni dell’imminente apocalisse. gli altri sono la compilazione del 730 online, la foto di mariuccia medici che piange sinalco® e l’epifania televisiva del figlio del gemonio.
mi chiudo in frigorifero per un breve consulto (per una corretta interpretazione delle dottrine esoteriche è necessario essere iniziati, e il posto migliore per trovare molti iniziati tutti insieme ovviamente è il frigorifero) poi decido di rimanere lì per un po’, visto che la temperatura esterna è decisamente inferiore.
il sunto della riunione è che il mondo sta per finire ma è anche possibile che qualcuno ne abbia comprato uno di scorta, e allora quello nuovo potrebbe durare ancora per alcuni eoni (per chi se lo stesse chiedendo, l’eone non è un animale e non va confuso con il beone che invece è un animale, ma contento*).
io esco dal frigorifero giusto in tempo per accorgermi di leon festinger che mi spia dall’oblò della lavatrice. io mi limito a chiudere l’anta dell’armadio (sì, ho la lavatrice dentro un armadio e no, non chiedetemi perché).
poi mi cospargo di baygon e svengo sul tappeto.

* non quello che gioca nel bayer monaco

martedì 27 marzo 2012

foto di gruppo con frullatore

io e martina navratilova siamo sdraiati sul divano a guardare cosa trasmette il soffitto quando l’universo decide di improvvisare l’overtüre del lohengrin suonato con delle bobine di tesla. non capita spesso, ma quando succede è piuttosto seccante.
non potendo cambiare universo (dopo 7 giorni perdi il diritto di recesso) decido di uscire e andare a un convegno sulle attività ondulatorie e sussultorie connesse con il tennis tavolo organizzato in una taverna di aasgard, dove mangio della pasta insieme a un manipolo di semidei stonati ma decisamente attenti alla qualità del vino.
verso mezzanotte, sulla strada del ritorno, incrocio un daino che mi guarda con riprovazione (credo per motivi di lebensraum) e poi si infila nel bosco. ci rimango un po’ male, perché in altre occasioni saremmo potuti diventare amici per la pelle.
il giorno dopo ho la febbre.
vado in ufficio (so già cosa state per chiedere: “ma vai in ufficio con la febbre?” la risposta è ovviamente no. vado in ufficio con la macchina) ripetendo mantra di guarigione come ohm mani padme ohm (il mantra della resistenza elettrica) o per le saracche delle molucche (non state troppo a sottilizzare: l’unico altro mantra disponibile era “è memole il nome mio, folletto sono io” e uno nella vita deve fare delle scelte).
quando inizio a considerare un’esplosione termonucleare come valida alternativa al paracetamolo è tempo di tornare a casa a collezionare borse di juta da supermercato che, insieme ad uno sguardo attento al cosmo, sono le basi della felicità (non lo dico io, ma la saggezza popolare. cuor contento: il ciel, la juta).
metto sullo stereo la sinfonia ak47 nella partitura per viola, rosso conero e standipanni elettrico e mi infilo sotto coperta cercando di entrare in letargo, ma con scarsi risultati.
non appena finisco di respirare come darth vader ricomincio a monitorare le attività degli ufi.
voi, in caso di invasione improvvisa, seguite la procedura che avete sul manuale.

martedì 13 marzo 2012

nel frattempo sono cominciati gli allenamenti per i campionati mondiali di umidità, che da queste parti culminano con la festa dell’umidità che si tiene a luglio, sotto tendoni (solitamente lasciati a mollo negli acquitrini vicino al lago) dentro cui fioriscono muschi, licheni, salamelle, birre in bicchieri di plastica e, per i nostalgici, una bandiera rossa dietro il bancone del bar.
io ho una mobilità articolare pari a quella di un attaccapanni in ferro battuto (o, in alternativa, rita levi montalcini quando ha mal di schiena) e devo noleggiare un ghiro pratico di stretching (ti zampetta addosso finché non ti ha sistemato, ma solo se non è in letargo) che ovviamente è in contatto con gli spiriti (perché il medium è il massaggio), ma soprattutto quelli che contemplano alcol etilico (un’esemplificazione di quello che si intende con la frase “prendere due piccioni con una fata”)*.
io vado verso l’ufficio cercando di ignorare:
- il fatto che ci sono 4 gradi e si prevede un’escursione termica tipo quella del kalahari
- un inuit che stava cercando parcheggio e che si è perso seguendo una subaru targata appenzello interno
- un ambulante gambiano che si fa chiamare jonathan livingstone e non vuole lasciarmi passare finché non mi ha venduto la naturalis historia di plinio il vecchio (ora per motivi di political correctness si chiama plinio l’anziano) in comodi fascicoli settimanali contornata da un mazzo di mimosa e un braccialetto luminescente.
lo affronto con un jo (il jo è un’arma tipica dell’aikido e consiste nel citare all’avversario un monologo da “piccole donne” finché l’avversario crolla a terra stordito, cosa che di solito accade dopo pochi secondi) e lo metto in fuga.
in ufficio mi limito a contare le telefonate intelligenti (cioè, finora nessuna, ma resto in attesa) e verificare che un coro di nani da giardino non irrompa cantando highway to hell nella versione degli hayseed dixie (non avete idea di quello che può succedere in un ufficio, se ha delle porte su altre dimensioni).
quando esco dall’ufficio mi cimento in attività decisamente più utili, tipo andare in riva al lago a cronometrare le apnee degli svassi.


* mi sa che sto esagerando con le parentesi. nel caso stiate leggendo ad alta voce ed avvertiate senso di vertigine, dispnea, capogiri e perdita dell’equilibrio contattate un logopedista autorizzato; se continuate a leggere, sappiate che peggiorerà e io non sono responsabile di svenimenti o qualsiasi altro danno alla vostra salute mentale (che poi, se state leggendo qui non avete una salute mentale, fatevene una ragione). se invece siete già svenuti, contattate il mio avvocato. conto sul fatto che se siete svenuti non avete letto questa cosa dell’avvocato, ovviamente.

lunedì 5 marzo 2012

sabato mattina, verso le nove e trenta, un’inconfondibile vibrazione mi avverte che il vicino ha acceso il martello perforatore multifunzione pbh bosch, confidenzialmente chiamato hieronymus nel sottobosco esoterico (due funghi e alcune foglie di betulla), con grande disappunto degli gnomi e delle fate del bosco (esiste un sottogruppo di fate del bosco che è molto contrariata all’idea che qualcuno usi il trapano la mattina presto; in genere questo gruppo viene indicato dagli studiosi come le fate silenzio).
contestualmente due testimoni di genova (non mi spiego cosa ci facessero a 231 km di distanza dal capoluogo ligure), dotati di una sensibilità profonda almeno quanto quella del generale bava beccaris, suonano il citofono e vengono accolti da quello che a prima vista sembrerebbe un accostamento improprio fra il concetto di divinità monoteista e un mammifero dell'ordine artiodattili suiformi e invece è una chiara invocazione panteista.
mi guardano come se fossi matto (sono i vantaggi di un videocitofono. mi ero sempre chiesto quali fossero, adesso l’ho capito).
ora, io non voglio in alcun modo contestare le credenze di nessuno (infatti entro in tutte le cucine), e rispetto chi crede in qualsiasi religione, dall’animismo allo zoroastrismo, però parliamone.
tu credi che un essere invisibile stia con te ovunque tu vada e controlli tutto quello che fai in ogni momento della tua vita; credi che quest’essere invisibile abbia dettato dei libri a della gente a caso (invece di scriverseli lui, per dire: onnipotente* ma pigro); credi che devi sempre comportarti seguendo questi libri che vanno presi alla lettera, nonostante siano stati scritti migliaia di anni fa e tradotti in molte lingue prima che uno statunitense di dubbia fama le interpretasse di nuovo; credi che sia imminente la fine del mondo e però questa persona invisibile salverà 144mila persone (e visto che tu sei il fedele numero 144mila + n, dove n sta per un numero intero molto maggiore di zero, mi sa che c’è qualcosa che non quadra); credi che esista un altro tizio invisibile che è nemico di quello di prima (e vorrei tanto sapere da cosa li distingui, se sono invisibili) e invece di litigare fra di loro mettono in mezzo te; ma soprattutto credi che se non mi conosci ma suoni il mio citofono al sabato mattina io non possa esserne irritato.
insomma, va tutto benissimo eh, può essere che sia un mio limite, però non ho capito perché quello matto sono io.

* alcuni studiosi sostengono che l’onnipotenza non possa esistere logicamente, come dimostra il seguente esempio: può un essere onnipotente creare un masso così pesante che neanche lui riesce a spostare? il concetto di onnipotenza genera quindi un paradosso (i paradossi sono quelle cose che si mettono sulle strade per evitare che le macchine ci lascino la coppa dell'olio)

mercoledì 15 febbraio 2012

secondo alcune teorie scientifiche, l’uomo è composto di atomi.
esistono altre teorie, tipo quella secondo cui l’uomo è composto da mente e corpo, quella secondo cui l’uomo è composto dall’anima, quella secondo cui l’uomo è composto da bomboloni alla crema (vabbè, è una teoria come un’altra) e quella per cui l’uomo non è mai composto perché si siede sempre a cazzo, ma non sono esattamente teorie scientifiche.
quello che distingue le teorie scientifiche dalle altre teorie è che le teorie scientifiche si possono usare per prevedere come si comporterà l’universo, per fabbricare cose che funzionano, e si possono cambiare in caso non funzionino più tanto bene. tipo si può prevedere cosa farà un sasso lanciato in aria (se non è lanciato abbastanza forte, ricade a terra) mentre prevedere cosa farà un sasso usando l’anima è più complicato. a meno di non convincere il sasso, intendo.
peraltro, prevedere cosa farà un sasso non è molto utile se uno non è in traiettoria, ma esistono anche applicazioni più intelligenti.
nel caso non lo sapeste, secondo le più accreditate teorie scientifiche, gli atomi (e le parti che li compongono) hanno l’abitudine di muoversi molto velocemente, scontrarsi, perdere pezzi e riacquistarli, ed eccitarsi molto facilmente.
quindi se vi sembra che io non stia facendo niente, vi sbagliate di grosso.
una delle proprietà degli atomi è quella di essere fatti per gran parte di vuoto (il che significa che adesso siete seduti nel vuoto, sebbene il vostro corpo non ne sia affatto convinto; questo per dire che il vostro corpo ha opinioni assai personali sull’universo*), e questo comporta che in particolari condizioni, una particolare configurazione atomica potrebbe permettervi di passare attraverso la materia.
quindi c’è un motivo se a volte sbatto ritmicamente la testa contro un muro, sto solo cercando di verificare una teoria scientifica (lo so, la probabilità che accada è assai remota, ma homo sapiens non è tanto portato per la statistica, sennò nessuno giocherebbe al superenalotto).
io avrei anche altro da fare, se solo non avessi una tosse che non mi passa neanche con le bombe a mano e non fossi impegnato a cercare di cacciare un drago dal mio garage.


* ciò non toglie che queste opinioni personali, in condizioni normali, funzionino perfettamente. autoreferenzialità e schizofrenia, ecco i principi sufficienti per una buona comprensione dell’universo

martedì 7 febbraio 2012

meno dodici.
non è un conto alla rovescia, è una temperatura, alle 8 del mattino.
visto che le temperature esterne sono scese verso lo zero assoluto, per mantenere l’equilibrio cosmico e salvare l’universo dalla glaciazione sicura, ho dovuto alzare la mia temperatura corporea di tre o quattro gradi.
non so se vi siete accorti ma l’universo, in effetti, non si è ghiacciato.
avrei voluto pubblicizzare in maniera più capillare questa mia impresa ma ero troppo occupato a respirare come darth vader, consumare le riserve nazionali di sciroppo butamirato* e contemporaneamente cercare di evitare di sputare pezzi di polmone con scarsissimi risultati.
ora, io sono contrario al riscaldamento globale indiscriminato. ma se si potesse avere un riscaldamento autonomo molto localizzato ve ne sarei molto grato.
nel frattempo io arrivo in ufficio, evito un inuit che vuole vendermi il de interpretatione di boezio rilegato in brossura, e insieme al fantasma del gatto mi metto a cercare dei fermagli zincati del 4.
secondo la nostra teoria i fermagli zincati del 4 sono praticamente introvabili perché amano nascondersi nelle pieghe spazio temporali dell’universo, che quelle l’unico modo di sistemarle è un ferro da stiro astrale e un nebulizzatore cosmico (e noi adesso dove lo troviamo un supermercato interstellare aperto, con questo freddo?).
secondo il mio maestro di rilassamento emotivo, tutto quello che serve per avere dei risultati nell’esistenza è: tempo e pazienza. ma anche svernare ai caraibi non guasterebbe.
un’altra buona politica sarebbe non farsi mai domande che non contemplino una risposta rassicurante.

* io vorrei sapere a quale chimico sia venuto in mente di produrre questa cosa visto che a) fa schifo, b) non dà dipendenza e c) sulla tosse ha lo stesso effetto terapeutico del thé aromatizzato al bergamotto

giovedì 26 gennaio 2012

invece di cercare la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, guarda in ripostiglio

alla fine gli ufi non hanno invaso il pianeta. quanto meno per ora.
cioè, c’era una pattuglia di ufi che voleva atterrare a murmansk, ma poi sono stati richiamati dall’astronave madre perché faceva freddo ed era ora di cena. le astronavi madri sono sempre così apprensive.
probabilmente ritenteranno quando sul pianeta ci saranno specie più intelligenti di homo sapiens con cui dialogare.
a dire la verità, sul pianeta ci sono già molte specie più intelligenti di homo sapiens (praticamente quasi tutte) ma attualmente nessuna è interessata a dialogare con gli ufi (c’è un motivo se sono più intelligenti di homo sapiens, no?).
nel frattempo, il comitato di liberazione dei miei bronchi (per ora siamo: io, un germano reale e un inglese immaginario) mi ha iscritto a un corso di smaterializzazione del catarro che si basa sul convincere i legami molecolari che impegnarsi in un lungo rapporto è sempre una perdita di tempo. dal punto di vista pratico è una cosa che ha che fare con l’acetilcisteina, la meccanica quantistica e il latte e cognac.
io arrivo a casa, metto sullo stereo la sinfonia me262 di fritz wendel nella partitura per archi, fionde e stendipanni elettrico, rispondo evasivamente a un question time sulla mia sanità mentale e provo a cercare qualcuno che sappia prepararmi un buon rösti (con risultati piuttosto scarsi, devo dire).

mercoledì 18 gennaio 2012

il mio vicino di casa, alle otto della domenica mattina, cerca di aprirsi un varco dimensionale usando ininterrottamente per 4 ore e 21 minuti un trapano bosch con punta per calcestruzzo e muratura.
di norma è un buon metodo, utilizzato con discreto successo, ma quello che probabilmente nessuno gli ha spiegato è che domenica i varchi dimensionali sono chiusi per il turno di riposo settimanale, quindi è costretto a rimanere in questo universo, ed è un peccato per entrambi (e per il muro esterno della sua casa, ma per quello me ne farò una ragione).
non è l’unica stranezza, se si segue il modello a molteplici universi: secondo un corollario della teoria di everett, è teoricamente possibile osservare se stessi in altro universo mentre si osserva se stessi in un altro universo mentre si osserva se stessi in un altro universo (ripetere ad libitum finché non si sviene sul tappeto) in quello che gli scienziati* chiamano effetto droste dell’universo.
io e martina navratilova stiamo riflettendo sulla possibilità di salvare il pianeta terra dall’imminente invasione degli ufi**, (escludendo il vicino di casa e soprattutto il suo trapano) anche se ancora non ci è ancora chiarissimo se a) sia una mossa intelligente salvare il pianeta terra e b) sia possibile salvare l’universo stando chiusi in un armadio.
d’altra parte i segnali dell’imminente invasione si stanno moltiplicando: ieri c’erano dei pinguini che disquisivano di filosofia teoretica sul mio balcone, io non trovo nessuno che mi aiuti a brevettare il grappa e vinci (funziona così: chi finisce la bottiglia ha diritto a una grappa gratis; chi finisce la scorta del barista ha diritto a una bottiglia gratis; chi finisce la scorta del fornitore ha diritto a un vitalizio mensile di 6 bottiglie. non fate quella faccia, ci sono molte più probabilità nel grappa e vinci che negli altri giochi d’azzardo, e male che ti vada ti sei bevuto una grappa) e stamattina ho trovato una papera che faceva ski jumping usando il parabrezza della mia auto come trampolino.
ad ogni modo, per sicurezza, per ora rimaniamo chiusi nell’armadio. nel caso aveste delle comunicazioni urgenti, siete pregati di bussare.

* so quello che state pensando. ma la definizione di “scienziato” non è così univoca come immaginate quando si tratta di gedankenexperiment
** poi non dite che non ve l’avevo detto

lunedì 9 gennaio 2012

il 31 dicembre, insieme al comitato nazionale per la difesa del pianeta siamo usciti a festeggiare il giorno della sacra tartaruga.
pochi sanno infatti che nonostante le successive modificazioni apocrife, originariamente la festa del 31 dicembre è il giorno della tartaruga di sirio* che va in sposa al rinoceronte e gli tocca cambiare stile di vita.
questa credenza, che si tramanda oralmente da millenni**, risale a popolazioni nomadi che vivono a sud est del mali*** sulle rive del fiume niger e adoravano una divinità trinitaria (la forma trinitaria è tipica delle religioni ad uno stadio progredito****: ne ricordiamo alcune tipo brahmā, viṣṇu e śiva, o, in tempi più recenti caricola, favero e marangon) formata da tartaruga, rinoceronte e secret squirrel*****.
per la festa del 31 dicembre erano soliti intrecciare una piccola cesta di giunchi in cui mettevano un tessuto di lana e che costituiva la dote della tartaruga: questo importante rito di passaggio simboleggiava la nascita di una nuova vita che, a tutti gli effetti, era decisamente peggiore della precedente.
la formula rituale “buone ceste e felice panno nuovo” era considerata di malaugurio e di norma si usava rispondere con degli insulti e un fitto lancio di sassi (sostituiti dagli esplosivi, quando divennero disponibili).
questa usanza si ritrova anche in altre culture minori in epoca successiva, anche se a volte viene parzialmente modificata.

* la stella, non il telefono. sirio fa parte della costellazione del cane maggiore anche se una petizione di astronomi dilettanti ha chiesto di promuoverla a costellazione del cane tenente colonnello
** per saperne di più potete consultare il manuale “credenze, mobili in legno e altre religioni minori” di alvin fenderson
*** da cui il detto: non tutti i mali vengono per nuocere
**** alcuni teologi progressisti della baviera hanno proposto di chiamare questo stadio “allianz arena”
***** secondo alcuni antropologi secret squirrel sarebbe in realtà il risultato di stratificazioni successive, paragonabili al fenomeno dei culti del cargo

giovedì 29 dicembre 2011

stavo disquisendo con degli gnomi per problemi di parcheggio (per lo meno fino a quando uno gnomo non ha tirato fuori rum (50%), succo di limone (25%), granatina (25%), mezza fetta di lime e poi ha shakerato il tutto con il ghiaccio del parabrezza) quando un criceto travestito da jean baudrillard mi invita a una gita negli gli universi supplementari (sono quelli che iniziano quando finiscono gli universi regolamentari) con la scusa che sono uno dei suoi tre pensatori di riferimento. il vantaggio è che ne ho altri due a cui dare la colpa.
festeggio con una caratteristica coincidanza (è una danza tipica di quando ti succedono due cose carine contemporaneamente: mi è successo solo un’altra volta, quando andavo alle elementari: ho vinto un pesce rosso al luna park e nessuno voleva picchiarmi).
la sera mi infilo in una taverna di asgaard cercando di evitare di inciampare nel solito gradino all’ingresso (è quella che io chiamo ‘soglia di attenzione’) e provo ad insegnare la briscola chiamata ad alcuni semidei di passaggio, con scarsissimi risultati.
per chi se lo chiedesse, un semidio, tecnicamente, è un'entità cui ti rivolgi quando hai bisogno di una risposta che fatichi ad ottenere. tipo il call center di wind.
invece un semidio di passaggio è uno a cui piace stare a centrocampo.
ad ogni modo è molto complicato giocare più di una mano per sera perché abbiamo solo una matita e un foglietto e, in base a complicate gerarchie da semidei, tutti e quattro pretendono di avere la priorità di segnare i punti.
io ordino una birra, mi faccio crescere i deadlock e mi metto comodo ad aspettare.
praticamente è la storia della mia vita

giovedì 22 dicembre 2011

si sta avvicinando la festività della nascita del sole (credo dica molto sull’attitudine degli esseri umani: quando viene buio alle tre del pomeriggio e intorno a te tutto sta ghiacciando, tu festeggi il sole e la vittoria della luce sulle tenebre perché fra quattro mesi può essere che arrivi il caldo; una logica ineccepibile).
da quanto ho capito io il sole è un palestinese biondo nato una notte di dicembre mentre fuori c’era: la neve, i pini con sopra le bacche rosse, un vichingo del polo nord che cavalca una slitta volante trainata da renne, tre re dell’africa che pedinavano una cometa e alcuni pastori che credo si chiedessero cosa fosse tutto quel casino (probabilmente il casino in palestina è endemico).
comunque boh, a volte ho come l’impressione di fare un po’ di confusione con le religioni.
nel frattempo io sto inalando del paraflu nel tentativo di mettermi in comunicazione con la mia ghiandola pineale (nel caso ve lo stiate chiedendo, secondo alcune teorie sciamaniche, mettersi in comunicazione con la propria ghiandola pineale è un po’ come prendere dell’ayahuasca: si acquisisce consapevolezza, ma niente che possa davvero aprirvi le porte della percezione di uno stipendio).
in ogni caso, ha risposto la segreteria telefonica; la mia ghiandola pineale potrebbe essere irraggiungibile o avere le terminazioni nervose spente.
il mio maestro di ikebana neuronale dice che nel mio cervello c’è un cattivo feng shui. tutto quello che mi servirebbe è un riorientamento gestaltico, tipo, che so, diventare intelligente.

mercoledì 14 dicembre 2011

nel weekend io e il mio maestro di metempsicosi* (un cavedano travestito da teodorico di vriberg) partecipiamo un simposio sulla precognizione**.
nonostante sia poco noto, esistono molti studi sull’argomento e tutti sembrano inequivocabilmente riconoscere che la precognizione esiste***.
w.e. cox, studiando un numero particolarmente alto di dati, stabilì che il numero dei viaggiatori su una data linea tende a diminuire con l'approssimarsi di un disastro ferroviario su quella linea stessa, come se i viaggiatori avessero avuto un presentimento dell’incidente.
nello stesso solco di studi si inserisce la ricerca di h.p. devermann, anch’essa corroborata da moltissimi dati, che ha rilevato come le aggressioni statisticamente tendono ad avvenire nei luoghi isolati, come se la maggior parte delle persone inconsciamente avesse preventivamente saputo di non passare da quelle parti.
analogamente, c.j. wilson, analizzando i dati di un distretto scolastico, concluse che il numero degli studenti di una classe tende a diminuire con l’approssimarsi di un’interrogazione in quella classe, come se gli studenti potessero prevederla.
molti altri studi hanno confermato inoltre come molte persone facciano testamento prima di morire (come se avessero misteriosamente previsto la loro morte) e che i destinati al plotone di esecuzione tendano ad essere un po’ nervosi.
famosa resta anche la diatriba fra w.e. cox e alfred lyman.
alfred lyman era uno scaricatore di porto di boston che nel 1958 si iscrisse a un corso a pagamento di propedeutica alla precognizione tenuto da w.e. cox. dopo la prima lezione alfred lyman decise di ritirarsi dal corso perché intuì che sarebbe stata una perdita di tempo e soldi. w.e. cox gli fece causa per avere l’intero importo sostenendo che il corso aveva comunque funzionato, e vinse la causa.
le capacità precognitive di w.e. cox divennero manifeste a tutti nel momento in cui evitò di farsi trovare in casa quando alfred lyman bussò alla sua porta nascondendo una mazza da baseball dietro la giacca.


* per chi non lo sapesse, è la dottrina della trasmigrazione delle anime. funziona, ma in genere è utile solo quella verso paesi caldi
** per chi non lo sapesse, è la capacità di prevedere gli eventi prima che accadano. se lo sapevate già, forse siete precognitivi.
*** occorre segnalare che rimane comunque un esiguo numero di negazionisti che sostiene che se la precognizione esistesse, l’avremmo già saputo prima degli studi.

lunedì 12 dicembre 2011

io e il gatto di arnold (sì, lo so, voi sapevate che arnold aveva un pesce di nome abramo, ma insomma, aveva anche un gatto di nome vladimir) stavamo esaminando i risvolti della teoria del caos applicata ai sistemi viventi*.
il mio maestro di ikebana per neuroni sostiene che siamo circondati da sistemi instabili (tipo splinder, o il mio cervello) e questo dovrebbe insegnarci a non essere severi con noi stessi quando buttiamo via tempo e capacità e viviamo nel disordine: non bisognerebbe mai sottovalutare l’importanza di essere una struttura dissipativa, perché è la base della vita.
ad ogni modo, io già ho un master in “buttare via tempo e capacità” e presto avrò un colloquio per ottenere una cattedra presso un pub di dublino, quindi credo di essere a posto.
certo, non bisognerebbe neanche sottovalutare il fatto che il mio maestro di ikebana neuronale attualmente è un capibara che odia il mainstream e ascolta solo musica hindi.

*il gatto si ostina a scrivere v20. sappiate che io sono contrario