giovedì 8 luglio 2004

piove da giorni,


sulle strade strette e sul lago, sui supermercati, sui lavori in corso, sulle feste di paese, sugli ombrelli colorati dei turisti dell’appenzello interno che attraversano la strada con l’attenzione di un lemming in fase di migrazione


piove a tratti, ma con metodo. quando esci di casa per andare in ufficio, quando esci dall’ufficio per andare a casa, quando sei sul balcone dell’ufficio, quando esci la sera, e tutte le volte che uno pensa “forse adesso ha smesso di piovere”.


piove anche dentro toledo 1991™, che ne approfitta per rinfrancare le 27 nuove specie (animali e  vegetali) che si sono sviluppate al suo interno, un progetto sponsorizzato da biosphere 3, il primo microcosmo chiuso e mobile accessibile al pubblico.


mentre la cittadina si prepara a ospitare (mancherebbe una d eufonica ma sono stato diffidato dall’usarla dal comitato di liberazione delle d eufoniche, che ha un sistema di controllo molto efficace) il terzo campionato del mondo di grigiore, io e il mio cervello stiamo avendo un duro scambio di idee. il fatto è che vince sempre lui, cazzo.


così passo il tempo esercitandomi a scrivere sbattendo la testa sulla tastiera, ma la comunicazione fra me e il mio cervello evidentemente ne risente (obbligandomi tra l’altro a pericolossissime rime interne) come si evince dal seguente dialogo:


 


-hai deciso cosa fare della tua vita, adesso?


-78 hbnyju7u7yuuyjh


 


alcuni colleghi mi guardano e scrollano la testa. mi sa che non hanno capito che finchè non la sbattono sulla tastiera mica ci riescono, a scrivere

mercoledì 7 luglio 2004

per la curiosa rubrica “animale a chi?” una interessante escursione nel mondo degli strigiformi (ossia dei volatili a forma di strigile)


 


il gufo (asio otus) è un gracile oggetto volante non identificato


la civetta (glaucidium passerinum) è una donna esibizionista


l’allocco (strix uralensis) è chi si aspetta che la laurea sia una svolta nella vita


il barbagianni (tyto alba) è un noioso professore universitario


l’assiolo (otus scops) è il fondamento della dottrina dei valori


l’ulula (surnia ulula) è un antifurto per auto

martedì 6 luglio 2004

una delle peculiarità dell’età moderna, che si sostituisce gradatamente al medioevo, è la nascita del cosiddetto metodo scientifico.


ora, tramite un rigoroso metodo razionale e sperimentale, si ha fiducia che la ragione e l’esperienza possando restituire un’immagine fedele della realtà.


il vantaggio del metodo scientifico, specialmente rispetto alla metafisica, è duplice: a) funziona nella realtà e b) mette d’accordo tutti.


(questa fiducia crollerà inesorabilmente nel xx secolo, quando ci si rende conto che, alla luce dei fatti, non è affatto così)


il problema della filosofia moderna cambia prospettiva: inizia un percorso in cui ci si chiede se e come il metodo scientifico possa applicarsi alla filosofia.


a questo punto, vengono sottoposte a “verifica” tutte le conquiste della filosofia alla luce dei nuovi metodi di indagine.


se avete presente la lezione precedente, la domanda che potreste fare è: ma se la filosofia medievale e moderna (e non solo) non fanno altro che rivoltare concetti inventati dai greci, servono a qualcosa?


la risposta è sì. essenzialmente per 2 motivi



  • rielaborando concetti noti, spesso si arriva in territori inesplorati, si raggiungono risultati insperati, si aprono nuovi problemi (i filosofi girano spesso in tondo, ricordate?)

  • i professori di filosofia resterebbero ancora più disoccupati di quello che sono (per le offerte vi lascio le mie coordinate bancarie via mail)

ultim’ora: il danese morten petersen ha chiesto alla sacra rota l’annullamento del matrimonio sostenendo si fosse trattato di un lapsus talami

lunedì 5 luglio 2004

sono al vaglio presso la congregazione per la dottrina della fede, le nuove linee della teologia contemporanea.


secondo il teologo hans brückner, bisognerebbe essere cattivi per essere salvati ed entrare in paradiso.


i buoni, per essere davvero tali, dovrebbero lasciare il posto a chi è rimasto fuori.


(cfr. h. brückner, la teologia dei buoni-sconto, ed. bompiani)

ero alla scrivania e mi stavo osservando da fuori, mentre scuotevo il capo, bustrofedico.


stavo cercando di insegnare il controcanto di “think” nella versione di aretha franklin (che a quanto mi risulta ha inventato il parafulmine per single) a un coro di gnomi laureati in fisica nuclare e con una spiccata predilezione per il fuori tempo.


avevo una teoria, in proposito: se fossero riusciti a seguire il ritmo sincopato dei cappelli a punta avrebbero avuto delle chances.


gli gnomi si stavano innervosendo, oltretutto era giunta notizia che sky tv avrebbe trasmesso il nuovo reality show di mediaset (un uomo ha tre giorni di tempo per convincere cinque donne a cucinare, stirare e rassettare casa per lui. se non ci riesce, come pegno viene intervistato da piccinini. il programma dovrebbe titolarsi “il fesso debole”) invece della finale di wimbledon.


poi roddick e federer sono entrati in campo e tutto è andato per il verso giusto finchè non ha cominciato a piovere.


due turisti con una macchina targata svitto hanno iniziato a girare per il paese urlando hop suisse. gli gnomi si sono guardati perplessi, e hanno rinunciato a cantare.

giovedì 1 luglio 2004

pensa al futuro, mi dicono tutti ultimamente.


così mi sono iscritto ad un corso di divinazione, ma è un casino perché ho pagato per 12 lezioni e alla seconda il maestro aveva già previsto tutto, mi ha dato il diploma e mi ha mandato a casa


sono andato a chiedere spiegazioni


 


-così non diventerò mai un divinatore, resterò disoccupato a vita


-visto? ormai vede perfettamente nel futuro


 


chiaramente non mi hanno rimborsato nulla


 


data l’incertezza nel mercato delle assunzioni, ma forte di una prestigiosa laurea in filosofia, mando curriculum per nuove posizioni lavorative:


 



  • criptico letterario: gli editori pubblicano un libro e io scrivo una recensione incomprensibile (ne ho già pronte alcune)

  • ispettore di pulizia: controllo il lavoro degli addetti alle pulizie aziendali

  • supporto psicologico per meteoropatici immuno depressi: rispondo al numero verde delle previsioni del tempo

mercoledì 30 giugno 2004

verso le 18 mi sono smaterializzato.


mica è difficile, è una cosa che tira in ballo la legge di conservazione della materia, come mi spiegava il mio maestro del corso di dissoluzione molecolare, uno che parla per esperienza, perché ha preso fisica a settembre tutti i 5 anni del liceo (le molecole dissolute sono mal viste al liceo).


è che stavo leggermente male. una cosa da fenomeno atmosferico, tipo bassa pressione, nebbia in val padana, cose così.


ho bevuto un po’ d’acqua ma non è servito. se avessi avuto acqua e zucchero, allora sì, sarebbe stata una soluzione, invece no, solo acqua.


così mi sono smaterializzato (hai anche il vantaggio che i creditori fanno più fatica a trovarti), non prima di aver personalizzato la mia segreteria telefonica.


benvenuti al servizio di risposta automatica, l’utente da lei selezionato è impegnato in attività extracorporee: se avete lamentele da fare premete uno, se volete una simpatica musichetta mentre aspettate di parlare con l’operatore premete 2, se volete dei soldi avete decisamente sbagliato numero


mi sono rimaterializzato verso le 24, giusto in tempo per cenare nel ristorante più informatizzato della riviera, ti fanno anche entrare in cucina per poter osservare i cuochi artificiali.

martedì 29 giugno 2004

ci eravamo lasciati sul limitare della filosofia antica: quasi tutti i problemi che sono stati elaborati dalla filosofia, sono stati inventati in quegli anni (il che significa che a) erano molto più intelligenti di noi, e b) avevano molto meno da fare).


adesso sarebbe tempo di affrontare la filosofia medievale, che in genere sta un po’ sulle palle perché i profani credono che tutta la filosofia medievale sia in realtà teologia.


effettivamente non hanno tutti i torti, sono profani, mica stupidi.


ma se la metafisica degli antichi ricercava un principio primo, non siamo molto distanti dallo stesso concetto: riflettere sul mondo e sulla cosmologia, in esseri paranoici come i filosofi, tira sempre in ballo qualcos’altro, specialmente in un periodo storico in cui è il cristianesimo il grande orizzonte culturale in cui si sviluppa ogni tipo di pensiero.


cristianesimo che a livello dottrinale ha due grandi radici: l’ebraismo (con il creazionismo e la teologia apofatica) e la filosofia greca, (all’inizio quella  di platone, della rivoluzione metafisica, e dell’uno - e del neoplatonismo poi – e, dal xii secolo, aristotele - il principio di non contraddizione e l’approccio logico alle cose -)


in effetti la filosofia medievale è molto complessa e piena di tecnicismi, e non è il caso di affrontarla in questo corso per quello che ricordo, a parte agostino e tommaso (che siamo abituati a citare insieme, in realtà vivono a 800 anni di distanza, sarebbe come citare insieme federico barbarossa e george bush) non si affrontano neanche alle superiori.

lunedì 28 giugno 2004

questo post si autodistruggerà fra 80 minuti

la marchetta del 2004


poverino's


lo sapete, mai fatto queste cose.


del resto woland (poverino’s) con ricatti e abile ricorso al terrorismo psicologico mi ha costretto a questa cosa, che lui vuole la massima risonanza, dice, per la nuova poverino’s competition fra blogstar.


considerando che a) misconosco il termine blogstar (immagino sia un nuovo prodotto per il mercato alimentare dopo i ringostar e il dado star) e b) l’unica risonanza che conosco è quella magnetica, come la tempesta che mi attraversa il cervello, trasformo questo spazio in un servizio di pubblica utilità e segnalo alcuni link indispensabili per la sopravvivenza dell’umanità (e che danno un segnale di fiducia per il futuro della nostra specie): le nomination dei poverino’s, la pizza conica, il cesso che sgrida i maschi


sabato 26 giugno 2004

cervello momentaneamente impegnato in opera di disboscamento e bonifica mentale. si prega di riprovare più tardi

giovedì 24 giugno 2004

il tempo è circolare. a volte anche il tempio è circolare. l’assegno, invece, è rettangolare, nonostante quello che dicano i bancari che puntano a confondere l’utente.


 



il file ciccio.dll sì è preso una lunga vacanza sull’hindukush e windows rifiuta di farmi accedere come utente fino a che non attivo online la copia di XP (il virus elargitomi all’acquisto del PC). non sarebbe neanche male come procedura di sicurezza, se non succedesse tutte le volte che accendo il computer.


in omaggio al mondo reale, mi è diventato virtualmente impossibile accedere al sistema.


avviso XP che se vuole lottare per il predominio del mio cervello deve mettersi in coda. per rendere più vivido il concetto, gli levo la corrente.


 



qualcuno mi ha spiegato che il mio cervello contiene dei neuroni erranti, ma io non ho mica capito dove sbagliano.


pare che alcuni neuroni abbiano chiesto asilo politico alla corea del nord, asilo negato su pressioni USA che l’avrebbero considerata un’ulteriore violazione del trattato di non proliferazione di armi non convenzionali.


ho subito indetto una riunione con me stesso per evitare altri danni.


onde evitare il collasso economico, ho firmato un contratto con alcuni sponsor. i miei sogni verranno interrotti dai consigli per gli acquisti e un’apposita commissione ne valuterà il contenuto morale.


sempre da contratto, per destabilizzare l’area dei consumatori e seminare panico da sublimare in acquisti, dovrò compiere alcune azioni di rat-fucking: da domani navigo con lynx per incrementare la voce “sistemi sconosciuti” che getta nel panico gli utenti di shinystat.


 



(si avvisa la protezione animali che nessun topo è stato molestato per la stesura di questo post. il correttore di bozze ha inavvertitamente spaventato un cavedano che ora è stato inserito in un corso di sostegno psicologico per i disordini da stress)

martedì 22 giugno 2004

mi sveglio e esco dall’urna cineraria (che poi in realtà è un canopo in bucchero, ma poi mi dicono che parlo complicato) dove mi ero rifugiato la notte prima, dopo aver guardato la metà destra di francia-svizzera sulla TSI2 (mi sa che avevo un divano a coprirmi la visuale, ma è pure probabile che sia affetto da scotoma cerebrale)


mentre arrivo al lavoro il mio cervello trasmette una vecchia pubblicità del saccottino, sulle note di as the years go passing by nella versione degli animals.


al semaforo un arabo cerca di vendermi un trattato sull’unità dell’intelletto agente rilegato in brossura, ma io le brossure mica le sopporto e declino gentilmente. anche lui mi risponde in latino.


cerco di recitare opel mantra di conforto, che il pomeriggio ho in programma una partecipazione ad una conferenza organizzata da una nota casa produttrice di software che, per assicurarsi la perfetta riuscita dell’evento, si è premurata di fornire poltrone comode e avvolgenti ed eliminare la pausa caffè.


in effetti, mentre scivolo sulla poltrona fino ad appoggiare esclusivamente l’ottava vertebra cervicale (nel frattempo la famiglia orfei al completo mi dedica un fragoroso applauso e cerca di mettermi sotto contratto) prende la parola il secondo relatore, e la situazione prende una piega vagamente lacustre


 


alcune cose che ho scoperto alla conferenza:



  • le icone si possono dragare

  • il programma di punta della nota casa di software ha 2 branchie

  • per traccare ci vuole una piattaforma (qui immagino intendesse “attraccare”)

sulla strada del ritorno, per tenermi sveglio, su radio 1 riccardo cucchi recita tutte le formazioni dell’italia agli europei dal 68 ad oggi.


arrivo a casa e mi ritiro in una camera iperbarica per un debriefing post trauma.

lunedì 21 giugno 2004

ho gli assoni disallineati.


contavo di risolvere il problema frequentando un corso di aikido neuronale, ma il maestro shinobu maryuama è stato bloccato all’aeroporto a causa di un’errata trascrizione del cognome da parte del consolato nipponico e per via delle sue qualità stupefacenti di guaritore.


il fatto che l’errore sia del consolato, non è affatto consolante.


per riprendermi dalla delusione decido di rilassarmi nuotando nei cristalli liquidi.


il fatto è che probabilmente dovrei dormire di più (infatti maryuama, che ha stilato una baedeker cerebrale, sostiene che un disallineamento degli assoni non può che renderti assonnato).


è una questione di taratura del ritmo circadiano, immagino, che mica voglio fare la fine di quei cani nervosi e stressati che abbaiano a chiunque si avvicini (come dice il proverbio, can che abbaia non dorme)


 


errata corrige: il libro del professor stefani "il bastone e la garrota" (che contiene anche un compendio sulla ionoforesi applicata ai prigionieri) è pubblicato da marcos y marcos (ferdinando e imelda)

venerdì 18 giugno 2004

nel suo saggio “tempo supplementare: l’invenzione del calcio e le dimensioni parallele”, arthur kingshow, ricercatore di fisica quantistica e docente di antropologia presso l’univerità di lovanio, dimostra una volta per tutte che il gioco del calcio ha avuto origine in inghilterra, quando i druidi si disputavano il diritto di officiare il rito del solstizio cercando, con il solo ausilio dei piedi, di far rotolare una rudimentale palla fatta di stracci attraverso il dolmen avversario.


la tesi è avvalorata anche dalla dispensa di hans groß “altrimenti a che cazzo serivrebbe un dolmen” disponibile presso la biblioteca universitaria di graz

giovedì 17 giugno 2004

MSN europei (gibt es kein becco hier?)


 


Sergio scrive:


ciccio?


eddie (a pranzo) scrive:


ecchime (il pranzo è un barbatrucco)


Sergio scrive:


ti conosco mascherina


eddie (a pranzo) scrive:


no che non mi conosci. altrimenti sapresti che mi chiamo eddie, mica mascherina


Sergio scrive:


sei sicuro? no, perchè avrei giurato...


eddie (a pranzo) scrive:


e invece no, te pensa....


Sergio scrive:


tepè...?


eddie (a pranzo) scrive:


tepee, quello degli indiani


Sergio scrive:


ah, ecco...


eddie (a pranzo) scrive:


forse stavi cercando "adecco"


Sergio scrive:


no, è una vita che cecco, non solo adecco...


eddie (a pranzo) scrive:


“è una vita de cecco”, era la pubblicità della pasta (mentre stam becco è un insulto allo stopper dell'olanda)


Sergio scrive:


quindi batti becco è l'incitamento dell'allenatore avversario?


eddie (a pranzo) scrive:


esattamente. invece princis becco, è una allusione alle sue origini nobiliari


Sergio scrive:


e se non lo schiera dice "non metto becco"...


eddie (a pranzo) scrive:


se invece qualcuno lo fa incazzare dice "se ti becco", ossia “ti trasformo in un energumeno con evidenti limiti intellettivi”

mercoledì 16 giugno 2004

per quello ti accorgi che è estate, perché arriva il momento delle feste di paese.


quelle cose tipo la festa dell’unità e la sagra dell’agone, con tanto di bancarella e friggitrice, e una bandiera cubana che ancora si sta chiedendo dove diavolo è finita.


come dire, se è nuvoloso e non ci si può tuffare nel lago, ci si tuffa nell’agone, che tanto ci sono gli europei di calcio.


più defilato, un socialdemocratico solitario con una bancarella instabile e il cartello “chi cerca trota”.


mi concentro, depisto l’anticiclone delle azzorre e materializzo un devastante temporale estemporaneo sulla pesca di beneficenza e sulle barche dei pescatori, poi vado a dormire tranquillo.


per la legge del contrabbasso (che punisce i musicisti indisciplinati) al mio risveglio ho trovato un crop circle sul tappeto.


 


ultim’ora


nel solco delle scuole di partito, partirà a settembre una nuova trasmissione per lanciare la nuova star della politica italiana


in arrivo dall’accademia mediaset la prima edizione di “saranno fumosi”, un reality show studiato per avvicinare i giovani alla carriera politica.
in palio per i primi tre un sottosegretariato e due poltrone in una commissione ministeriale a scelta.

lunedì 14 giugno 2004

le cinque domande più intelligenti in un seggio elettorale


 



  • ma per votare devo entrare lì dentro?

  • mi ha chiesto la carta di identità perché sono di lamezia terme?

  • *accarezzando la beretta*: posso entrare armato? (vabbè, era il finanziere)

  • io il comune non ci capisco niente. la annullo, eh?

  • io ho votato a matita, va bene lo stesso? cioè, non è che dopo me lo cancellate?

venerdì 11 giugno 2004

a letter from nowhere


 


razionalizzare è un’ottima strategia. l’importante è non prendersi troppo sul serio.


entri in acqua e mentre nuoti immergi la testa, ritmico, e ad ogni immersione nel buio è come se milioni di cellule si svegliassero improvvisamente.


il lago è fatto di correnti, caldo e freddo è questione di pochi metri.


primo bagno della stagione.


quasi nessuno qui a quest’ora, che è il momento migliore della giornata e tutto il resto può aspettare.


 


il sole sta scomparendo dietro le montagne e io guido rilassato, mentre cerco di sostituirmi al coro di you can close your eyes di james taylor. sottovoce, che io sono bravissimo, ma si sa come sono i musicisti, capaci che ti fanno causa per niente.


qui la vita si srotola come un tappeto usato e io tutto sommato sopravvivo. l'ho inserito nei miei successi personali, insieme a quella volta che ho vinto un pesce rosso al luna park e a quando all’età di nove anni ho imparato a dire la erre.
poi poco altro.
aspetto un tacito evento, che so, una improvvisa donazione da parte di parenti sconosciuti completa di agnizione, cose così.

giovedì 10 giugno 2004

quando sento vicino il pericolo decido di approfittare di quello che ho imparato al corso di attività extracorporee.
nonostante quello che dicano, il bello delle esperienze extracorporee è che qualsiasi cosa succeda al tuo corpo, tu non sei lì.



ho in programma una serie di concerti per chitarra e spremi agrumi elettrico nel deserto del sonora,


ma non sono sicuro della buona riuscita della manifestazione. quando ho chiesto agli organizzatori se c’era corrente, prima hanno fatto gli indiani, poi mi hanno risposto: ‘solo se si alza il vento’.


intanto preparo locandine e animazioni da proiettare sul maxi schermo. infilo i loghi in .fla dei comuni che patrocinano l'evento in una cartella sul desktop chiamata loghi_comuni, di fianco al file dafare.txt che compare di default su tutti i pc aziendali.
metto in sottofondo ‘lexotango’, il rilassante pezzo che piazzolla ha composto il 5 luglio’92, e mi sottopongo ad un trattamento di dismnesia volontaria (uno dei metodi consiste nel pronunciare la parola ‘dismnesia’ 27 volte di fila e concentrandosi sul suono che emettono le labbra)


alcune cose che ho imparato oggi



  • il concetto di ‘malfunzionamento’ è decisamente variabile

  • trovare appunti universitari risalenti al 1994 è abbastanza inquietante. scoprire che non siamo nel 1997 lo è ancora di più. temo un complotto internazionale.

martedì 8 giugno 2004

su una terrazza di fianco all’ufficio, alcuni muratori dall’accento incomprensibile, cronometro alla mano, azionano un martello pneumatico ad intervalli regolari di 14 secondi. pare sia uno dei 25 modi segreti per aprire falle nello spazio tempo. almeno questo è quello che abbiamo capito, anche se non siamo del tutto sicuri di aver tradotto correttamente.


decido di uscire dall’ufficio per evitare il martellamento, almeno questo me lo ricordo.


nel frattempo il martello pneumatico entra in risonanza con alcune connessioni neuronali e un comitato di cellule cerebrali decide di entrare in clandestinità.


quando mi sveglio sono seduto sulle scale con in mano una copia di donnola moderna, il settimanale gossip più trendy del bosco.


mi rialzo e trovo immanuel kant che ridacchia sul pianerottolo e mi prende in giro.


-sei un fenomeno- mi dice, mentre cammina per non perdere tempo.


vorrei ritirarmi in una capsula criogena, ma non sopporto il freddo.

domenica 6 giugno 2004

henry cornwell, antropologo e docente di biodiversità all’università di pasadena, sostenitore di un approccio regionalizzato alla razionalità, e profondamente contrario alla standardizzazione delle popolazioni in base al modello di pensiero logico scientifico occidentale, ha pubblicato “matematica del cazzo”, il resoconto di un soggiorno di un mese passato con una popolazione della foresta pluviale in cui solo i maschi sono abilitati alla vita pubblica, vivono nudi, e hanno elaborato un sorprendente sistema numerico in base 21.


 



disclaimer: questa frase concorre al premio per il periodo di senso compiuto più lungo e involuto dell’anno: per leggerla correttamente si necessita di un uso adeguato della respirazione.


l'autore declina qualsiasi responsabilità per casi di enfisema, asma, spasmi bronchiali e capogiri causati da un'errata affluenza di ossigeno al cervello.

venerdì 4 giugno 2004

arriva il favonio e diluisce l’aria, muove un’ansia sopita, un fremito che attraversa le cose, ma le attraversa soltanto, senza svegliarle del tutto.


l’aria calda si riversa nelle valli, sul lago, nelle ossa. è un po’ come sentire on the road again di john mayall


per un istante ho un briciolo di consapevolezza, lungo più o meno quanto la vita media di un pione.


poi cerco di far passare il tempo, ma quello si applica già di suo.


da quando ho dismesso l’apparecchio ortodontico per passare a strumenti di tortura più flessibili, mi dedico all’igiene orale e mi ci applico, tipo gli adesivi; che gli scritti li ho passati qualche tempo fa. adesso per combattere gli spostamenti della placca ho ingaggiato mazingazeta tartar control


poi tento di far conversazione con alcune piante che però si dimostrano poco disponibili all’approccio (decisamente ho di che imparare) fino a che il mio cervello non manda la sigla rai di fine delle trasmissioni, con l’antenna che si muove fra le nuvole.


mi procuro un buon neurolettico e mi ritiro nelle mie stanze a comporre madrigali.


 


ultim’ora


dopo supereva, la prima donna che ti guida in rete, è in arrivo porcaeva, la prima donna che ti riempie di spam erotico la casella di posta

giovedì 3 giugno 2004

la nuova frontiera del reality show


dieci ragazzi vengono ospitati in un ospedale dove si trovano alcuni malati.


 i ragazzi, improvvisando tecniche di guaritori orientali dovranno curare i pazienti evitandone la morte.


dovranno sostenere alcune prove di guarigione e verranno giudicati da un'apposita commissione medica, oltre che dal pubblico e dai pazienti stessi.
già pronto il titolo, “amji di maria de filippi”

mercoledì 2 giugno 2004

mi sono svegliato con un peso sullo stomaco. dovrei smetterla di addormentarmi nel centro fitness dietro casa.
la mia testa stava sperimentando il concetto di maelström cerebrale. dev'essere stata la birra di ieri sera. o il gin tonic.


non dovrei mischiare, in effetti. ho un'età ormai (tecnicamente, ce l'hanno tutti, se non sono morti).


ho iniziato un corso di medicina tibetana sotto la supervisione di un lama (non è affatto male, se riesci ad evitare gli sputi).


solo che mi hanno selezionato per fare il saggio di fine anno.


io non sono abituato alle attenzioni: quando da piccolo mi hanno detto che potevo realizzare un mio desiderio ho intagliato nel das un re longobardo.


comunque dovrei stare lì con una tunica bianca, farmi chiamare maestro e dire cose che sembrino intelligenti, tutto quello che un saggio dovrebbe fare.
sarà decisamente faticoso. anche perché quando tento di annuire mi si mischiano i neuroni ed è possibile tornare alla configurazione iniziale solo con la formula di smoluchowski per il calcolo del moto browniano


ultim’ora
il professor stefani, docente di diritto internazionale alla liberà università di carrara, nonché autore del prestigioso saggio "il bastone e la garrota" (adelphi) sarà chiamato a dirigere una commissione ministeriale per studiare il rapporto fra le torture e le tecniche di persuasione di massa.


il professor stefani attualmente sta lavorando ad un progetto che mira a dimostrare come il suicidio sia un modello di esistenza perfettamente ergonomico.

martedì 1 giugno 2004

MSN (fragt man, bitte)


eddie scrive:


novità?


Sergio scrive:


mi compro un gruppo di continuità, mi trasferisco in campagna


Sergio scrive:


(le due cose sono strettamente collegate, visto che la tensione in campagna ha un andamento gaussiano...)


eddie scrive:


gaussiano? ti riferisci a franco gaussio, vero?


Sergio scrive:


no, al presidente gaussi


eddie scrive:


i gruppi di continuità non sono quelle comunità dove deve restare sempre acceso uno spinello, 24 ore su 24 come la fiamma olimpica?


Sergio scrive:


qualcosa del genere. È un gruppo di persone che riesce a mantenere sempre alta la tensione


eddie scrive:


alta tensione non era un film di un regista holliwoodiano a caso, dove bruce willis faceva l'elettricista?

lunedì 31 maggio 2004

brè - monte boglia in 1h e 15 è il miglior diaforetico che conosca.


non sono svenuto, un punto a mio favore.


 


teorema della zattera


credo che nessuno abbia dimostrato che sia lecito applicare la logica all’essere.


la logica è solo un mezzo per permettere la comunicazione: le regole del gioco.

sabato 29 maggio 2004

esterno giorno


dovrei essere in svizzera a consegnare un pacco.


invece sono in frontiera e un signore simpatico sta cercando di smontarmi toledo 1991™ che se la prende a male, per l’accento più che altro.


succede un po’ spesso, stavo quasi pensando che ad avere un po’ più di soldi potrei chiedere se mi subaffittano la dogana.


contemporaneamente dovrei essere anche a 40 km di distanza, dove un altro signore dovrebbe spiegare ai muscoli del mio collo che non è il caso di fare tutte quelle storie, che ormai sono grandi e dovrebbero comportarsi come si deve (a una certa età, bisogna mettere la testa a posto).


il trucco della bilocazione, al corso di esperienze extracorporee a cui sono iscritto, non ce l’hanno ancora insegnato (il problema è che non capisci mai quando c’è il maestro e quando non c’è. e poi l’ubiquità ha anche i suoi inconvenienti, occorre dirlo. i creditori hanno più posti dove trovarti).


nel frattempo mi chiamano al telefono per sapere se sono libero.


faccio sapere che è estremamente improbabile, a meno che con un colpo di classe non riesca a trilocarmi


 


interno notte
alcune pagine di un libro tentano di forzare il blocco del cervello, ma tutto quello che ottengono è una scritta lampeggiante: eddie non è in linea, potrebbe non rispondere (probabilmente è un modo subdolo per ricordarmi che sono sottopeso).


ho il cervello sconnesso, come il fondo stradale del camel trophy.


metto sullo stereo kind of blue di miles gloriosus davis e provo una stimolazione cerebrale cozzando ripetutamente contro il muro.


serve ad aprire il chakra della veggenza.


funziona.


una volta che lo fai, poi non lo rifai più perché sai già cosa succede.

giovedì 27 maggio 2004

ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo spirito scendere come una colomba e venire su di lui.


ed ecco una voce dal cielo che disse: “esistono forse modi meno scenografici per venire rapiti dagli ufi?” (mt 3,16)


 


sto cercando di investire due svizzeri di aarau per questioni di parcheggio, quando vengo rapito dagli ufi.


lì per lì ci rimango anche male, che ci tenevo a contribuire al controllo demografico dell’argovia.


gli ufi (da non confondere con i gufi che prediligono rapire invertebrati, né con i sufi che hanno sviluppato la tecnica del rapimento tramite estasi mistica) ti costringono a salire sulla loro astronave e ti portano a milano dove ti fanno parlare con gente che per non rischiare di capire qualcosa ha assunto dei tecnici dell’università di yale per farsi blindare il cervello


fa parte di un test redatto dagli ufi: se sei in grado di sopportare le persone più inutili dell’universo (quindi è chiaro perché il test si svolga a milano) non sfigurerai in una conversazione noiosa su alnilak, che è un pianeta dove i copywriter hanno chiamato un rasoio “occasione” solo per poter utilizzare come slogan "ognuno dovrebbe avere un occasione” (scritto proprio così, senza apostrofo, che rasoio è maschile).


a quel punto l’unica difesa possibile è assumere la caratteristica espressione da tamia e  ubriacarsi a negroni.


solo che per avere un negroni a milano devi chiedere un finanziamento ad una società di leasing, che ottieni solo presentando una busta paga (ho già provato con un involucro giallo dall’aria soddisfatta, ma mi hanno riso in faccia così tanto, che neanche a un matrimonio) e dimostrando di frequentare il locale solo durante la cerimonia religiosa dell’eppiauar, quando la sala è sovraffollata per assistere al miracolo della liquefazione dello zucchero di canna.


per protesta mi chiudo in un ipogeo dove rimango in stato catatonico per le seguenti 24 ore, mentre alcuni kouroi di passaggio mi guardano con stupore.


prima di raggiungere la fase di autismo conclamato chiedo agli ufi se, gentilmente, la prossima volta, possono rapire qualcun altro.

martedì 25 maggio 2004

equilibrio instabile, più o meno come stare in piedi con un piede solo su una pulka lanciata sul ghiaccio. (non so se abbiate mai provato, ma in effetti non è facile)
sono intellettualmente impegnato nella ricerca di uno scopo sostenibile nella mia vita. al lavoro cerco su internet un tutorial per il programma vita 1.0, ma lo trovo solo in urdu. babelfish non contempla l'urdu, non so bene perché.


sicuramente c’è una morale in tutto questo, anche se non ho ben presente quale.
incassata la delusione mi dedico a cose più serie: la scienza, per esempio.


tirando 300 volte una moneta da 5 franchi viene fuori 152 volte testa e 148 croce. chi dice che le probabilità sono il 50% non ha mai verificato (fra le altre cose, per fare testa o croce è assolutamente necessario avere una moneta da 5 franchi. con i due euri si fa testa o europa, oppure aquila o europa, cose così. mica è la stessa cosa)


sulla strada del ritorno verso casa carico un cormorano autostoppista. parliamo del più e del meno fino a che non mi rendo conto che mi sta massacrando sul piano dialettico. quindi faccio finta di niente e lo scarico millantando una crisi di tetania (che mi viene particolarmente bene)
arrivo e casa e metto sullo stereo “all that you have is your soul” di tracy chapman, che mi ricorda l'anno della seconda superiore e la mia attuale condizione economica.



 


alcune cose che ho imparato sabato (e che sfrutterò probabilmente come conoscenze aggiunte nel mio curriculum)


 



· il tempo piovoso non impedisce le regate.


· devo avere nei geni tracce di un antenato xerofilo che mi tormenta.


· nel bosco vicino a casa vive un folletto che ha avuto il buon senso di fuggire dal suo rappresentante.

lunedì 24 maggio 2004

dovrei smetterla con tutti questi slittamenti di significato: sono tropi.

domenica 23 maggio 2004

intermezzo


 



un cielo così azzurro di questi tempi è da considerarsi un evento eccezionale, come il trasporto.


si parte la mattina, nello zaino pochi viveri, una coperta, una borraccia, una maglietta


del resto lo dice anche il proverbio: se la montagna non va a maometto, avrà di meglio da fare.


forse non era esattamente così.


il tamaro e il limidario osservano placidi, ancora striati di bianco stanno di guardia sulle sponde.


verso il pomeriggio si trova un prato che guarda il lago, dalle isole fino a brissago, e si resta a dormire disturbati solo dai discorsi dei grilli (che poi i grilli fanno discorsi molto banali, cose del tipo ‘non ci sono più i prati di una volta’ e ‘di questo passo dove andremo a frinire’, e uno si addormenta subito). quando ci si sveglia si torna a valle.


a volte non è male vivere ai confini dell'impero.

sabato 22 maggio 2004

il manifesto dello scettico (reprise)


 



uno scettico non è mai molto sicuro di esserlo (p. tusset)


non siate sicuri di nulla, poiché nulla è certo.


a cominciare da questa affermazione

venerdì 21 maggio 2004

mi sono ritirato dal corso di divinazione. quando il maestro mi ha chiesto perché mi ritiravo ho risposto che ero sicuro che non ce l’avrei mai fatta.


mi ha fatto pagare la tariffa intera, però mi ha promosso.


adesso mi mi sono iscritto a un corso di ipnosi, o almeno, così mi hanno fatto credere.



 


i miei neuroni mi hanno di nuovo fatto causa.


il mio avvocato mi dice di non preoccuparmi. al processo sosterremo che un giorno sarebbero invecchiati e mi avrebbero danneggiato, quindi si è trattato di legittima difesa preventiva.


mi ha anche spiegato che per rassicurare la corte sul mio prezioso apporto all’economia dovrei fare un po’ di debiti, il problema è che io non ho abbastanza soldi per potermi permettere di fare debiti.


vedendomi sotto pressione come una pentola, il mio maestro di armonia spirituale mi ha regalato una fornitura di thè tibetano rilassante, venduto sul mercato col marchio namas thè.


arrivo a casa e per distrarmi infilo nello stereo la terza sinfonia di gaspare corbini, detta “la poderosa”, nella partitura per mestolo e flicorno

giovedì 20 maggio 2004

ufficio, interno giorno.


il mio cervello trasmette la finale dei giochi senza frontiere del 1981, facendo registrare uno share del 60%. due neuroni tengono il fischietto in mano come dennis pettiaux e ripetono come mantra “prêtes: trois, deux, un” e fischiano.


in sottofondo alcuni colleghi intonano inni a greyskill, padrone della bacchetta magica (strumento di fatashop), signore della scala di grigio e cavaliere template.


per ingannare il tempo (che il tempo mica è furbo) studio nuovi metodi per guadagnare soldi. per adesso do lezioni di dialettica ad uno schizofrenico, viene un’ora alla settimana ma me ne paga 4. però ha il vantaggio di poter esercitarsi a casa da solo.
i soldi delle lezioni li ho investiti in un corso di meditazione e yoga.


con un paio di sedute ho scoperto perchè non ci sono certezze nella mia vita: il mio spirito guida non ha mai preso la patente.

mercoledì 19 maggio 2004

esco dall’ufficio con un’acconciatura degna di paperoga.


arrivo sulla tolda fischiettando eleanor rigby inframmezzato da versi del tantum ergo (di cui esiste anche la versione non inquinante, il tantum verde). provateci, mica è facile.


apro la porta della cabina e me lo trovo lì, senza un perché. del resto, non è che i perché siano necessari, a questo mondo.


raimondo lullo in tutto il suo splendore di predicatore (da cui l’aggettivo “lullone”) che mi guarda torvo e recita passi in latino, probabilmente della summa contra gentiles et cabrinis.


quando hai bisogno di uno smaterializzatore non ne trovi mai uno a portata di mano.


-non dovresti essere morto e sepolto dalle parti della penisola iberica?


-mi hanno dimesso per buona condotta


-…


lo abbatto a randellate e chiamo un agenzia di vigilanza per farmi mandare un suricato come sentinella.


poi mi infilo in bagno e mi lavo i capelli con il mercuro cromo

martedì 18 maggio 2004

campagna elettorale.


un uomo ben vestito mi guarda ammiccante da un cartellone.


un simbolo in evidenza, e un pay off a chiosa.


“fatti, non parole”.


allora istigano. poi dicono che uno si droga

domenica 16 maggio 2004

stavo sul divano a guardarmi una puntata registrata di george & mildred, quando mi sono ricordato che ero in ritardo per il mio corso di ikebana per neuroni (se avete voglia di criticare george & mildred lasciate perdere, che io li adoro)


che ho anche compilato un compendio sull’arte di disporre audiocassette negli appostiti raccoglitori, e ci tenevo a fare bella figura con i ragazzi del corso.


l’insegnante ha una motricità fine da fare invidia al campione del mondo di rollaggio di cartine anche se non ha mai gareggiato perché un malvagio editto non permette ai polipi di iscriversi al torneo, se non in qualità di antipasto misto al buffet della premiazione.


ad ogni modo sono arrivato puntuale, qualsiasi cosa questo voglia dire in un universo governato da particelle subatomiche che hanno un’idea della continuità temporale rappresentabile con un’apertura di una partita di shangai
finita la lezione ci siamo tuffati in nel nostro pub preferito per l’esercitazione di fine corso, che prevedeva una composizione artistica di boccali vuoti.


sono rientrato a notte fonda mentre cercavo invano di ricordarmi le parole di “the piano has been drinking” (not me), sforzo completamente inutile, anche perché non le ho mai sapute a memoria.


prima di entrare in casa, per ripicca, ho intagliato un crop circle su tutti gli zerbini del condominio

venerdì 14 maggio 2004

ho la mobilità neurale di un’attinia. attendo un evento illuminante, una cosa tipo l’allacciamento all’enel  dell’ipofisi.


uno dovrebbe svagarsi nella vita, fare cose interessanti, tipo programmare una gita in karelia, o starsene sul divano a guardare il telegiornale rumantsch sulla TSI2, che, peraltro, riesco a vedere solo il venerdì.
toledo 1991™ sente la primavera (ma mi sa che è l’unica che qui fa ancora freddo) e si è trasformata in un giardino. io vorrei levare la terra da dentro ma i tecnici di biosphere 2 che stanno studiando il microclima me l’hanno impedito. non riescono a spiegarsi come mai la carrozzeria fiorisca in primavera.


devo smetterla di parcheggiare sotto il glicine.
incontro marc augè sulle scale, nel parcheggio del supermercato, in aereoporto, in banca, finchè non mi decido a fargli sapere che deve smetterla di seguirmi, e per rendere più chiaro il concetto gli rigo la macchina.


arrivo al riparo sulla mia nave, mi siedo sul ponte di comando e osservo la situazione storica: mi chiedo come sia possibile che abbia interiorizzato la reotassi dei miei discendenti acquatici. poi mi ricordo che il primo comandamento della mia religione recita “non farti domande che non contemplino una risposta rassicurante”.


mi metto comodo e ordino un rolfing cerebrale.


la sera passo il tempo a raccontarmi fiabe; la mia preferita inizia con “c’era una volta, celeste”.

giovedì 13 maggio 2004

immagino che tu non capisca.


vorrei spiegarti un po' di cose ma temo possa essere considerato accanimento terapeutico

mercoledì 12 maggio 2004

ho cercato di insegnare il corax* al mio pc, che però non si è dimostrato molto disponibile. adesso si


è fissato che all’avvio vuole eseguire a tutti costi c.exe e caricare image.dll, anche se non esistono.


del resto XP è stato progettato per cambiare i files di registro a seconda delle diverse congiunzioni astrali.


installare XP risponde ad una precisa esigenza di adottare un antivirus omeopatico…


mi hanno detto che mi farebbero bene i fiori di bach. ho girato un po’ di negozi, ma non ho trovato il CD


infilo nick cave nello stereo e vado su www.mentichefunzionano.com per l’aggiornamento al pacchetto metacomunicazione 2.0


 


 




*altrimenti detto l’argomento del calcio di rigore. funziona più o meno così:


1- il portiere sa che l’attaccante di solito tira a destra. dovrebbe tuffarsi a destra


2- ma il portiere sa che l’attaccante sa che il portiere sa, quindi cambierà angolo e il portiere dovrebbe tuffarsi a sinistra.


3- ma il portiere sa che l’attaccante sa che il portiere sa che l’attaccante sa, quindi si tufferà a destra.


4- ma il portiere sa che l’attaccante sa che il portiere sa che l’attaccante sa che il portiere sa, quindi si tuffa a sinistra


5- ripetete l’operazione per un numero di volte pari alle cifre che compongono pi greco


6- l’attaccante farà il cucchiaio


7- si ignora la posizione dell'arcivescovo di costantinopoli e dei 33 trentini

lunedì 10 maggio 2004

gli spazzolini appaiono e scompaiono senza alcun motivo apparente. questo perché seguono logiche dimensionali a noi sconosciute.


ero assorto in questa indubitabile certezza mentre osservavo i topini della stazione centrale di milano (binario 14) che procedevano in sommarie esplorazioni e fuggivano da piccioni e mixomatosi fulminanti.


secondo un recente sondaggio l’80% della popolazione umana sostiene che i topi siano stupidi. curiosamente, secondo lo stesso sondaggio, il 65% dei topi pensa la stessa cosa della popolazione umana.


questo dimostra una volta per tutte che i topi sono decisamente più possibilisti.


nel frattempo un mio vicino di posto si lamentava perchè aveva piantato dei tulipani in un giardino zen e adesso i tulipani non crescevano.


io volevo spiegargli che il giardino zen ha altre funzioni, tipo essere usato per il rilassamento emotivo, o in alternativa come cassetta del gatto (sempre che uno abbia un gatto) però ho immaginato che non avrebbe gradito


qualche ora dopo, custodivo sulle ginocchia un libro di john “burger” king e guardavo la campagna veneta dal finestrino, anche se trovavo la cosa piuttosto difficoltosa, visto che la campagna continuava a muoversi.


in tutto questo ho avuto l’ennesima conferma che i ferrovieri mi guardano male fino a che non smetto di seguire spazzolini in vortici dimensionali ed eseguo il vecchio trucco della materializzazione del biglietto

time out


è stato ampiamente dimostrato, che il tempo sia in realtà relativo all’osservatore.


ciò significa che se non avete tempo, c’è una buona possibilità (diciamo intorno al 75%) che siate morti.

venerdì 7 maggio 2004

arrivo a casa che sto quasi correndo, e non so bene perché.


sulle scale, teodorico di chartres mi coinvolge in una dotta quanto noiosa disquisizione sulla comparazione di mondo prima della creazione e aperitivo


per levarmelo di torno gli appioppo un trattato di gnomologia (la scienza che studia gli aforismi degli gnomi, e spiega perché quando si citano a memoria i nomi di tutti i sette nani ne manca sempre uno) e gli dico che voglio una relazione entro 3 giorni.


chiudo la porta per lasciarmi dietro tutto il casino. non avevo considerato la finestra


il palmipede mi osserva muovendo appena le zampe piantate sul davanzale


 



-non dovresti perdere tempo così.


-sì, ma poi cerco bene e lo ritrovo.


-dovresti mettere la testa a posto


-ho provato, ma non si stacca dal collo. e tu hai esaurito il bonus di “dovresti” consentito dalla convenzione di ginevra


-…


-non hai niente di meglio da fare? (del resto neanch’io…)


-quack


-…


-sono pur sempre un germano reale



ultim’ora


da siti specializzati è possibile scaricare una patch (adams) che protegge explorer dagli attacchi dei virus che girano in rete. pare che si chiami opera

mercoledì 5 maggio 2004

MSN Sergio scrive:...

MSN


Sergio scrive:


ei fu siccome immobile, dato il mortal sospiro...


eddie scrive:


stette alla spiaggia immemore, orma di tanto spiro (gyra)


eddie scrive:


piove


e io no...


Sergio scrive:


steps (ahead)? Tu no cosa?


eddie scrive:


io non piovo


Sergio scrive:


beh, sarebbe inquietante il contrario...


eddie scrive:


sì, ma così non mi sento attivo


Sergio scrive:


prova ad essere nuvoloso, dicono che rilassi...


eddie scrive:


naaaa. non ci riesco. mi sto esercitando ad essere ombroso, ma è un casino. fossi nato quaoche secolo prima avrei potuto essere lombroso, invece. (nasco sempre nei momenti sbagliati, io)


Sergio scrive:


non è colpa tua, è colpa di pfizhul, il dio del tabellone della sala parto


eddie scrive:


cazzo, lo sapevo. pfizhul non mi è mai stato simpatico. neanche io a lui, evidentemente


eddie scrive:


lì com'è?


Sergio scrive:


lascia perdere...


eddie scrive:


se lascio perdere te vuol dire che vinco io?


Sergio scrive:


dipende


Sergio scrive:


dovresti chiederlo a pfizhul, il dio degli arbitrati relativi al linguaggio comune


eddie scrive:


'sto pfizhul ha un po' rotto. c'è mica un rito per ingraziarselo? che so, dar fuoco all'ufficio, immolare un turista dell'appenzello su un banchetto del mercato,  mettere una bomba nel tendone della fiera (così magari smette anche di piovere)


Sergio scrive:


in realtà ci sarebbe l'antico rito della glassatura della papera parlante. Non è che ti ritrovi, così, per caso, una papera parlante, vero?


eddie scrive:


ma dimmelo prima!!! l'ultima l'ho salutata 5 minuti fa, mi ha detto che migrava verso paesi caldi e secchi. mi ci sarebbe voluto un attimo a glassarla...


eddie scrive:


glassare un camaleonte strabico non è la stessa cosa, vero?


Sergio scrive:


assolutamente no! pfizhul è il dio protettore dei camaleonti strabici e delle marmotte dislessiche! ma devo dirti tutto io?!


eddie scrive:


(detto fra noi... 'sto pfizhul.... è immortale?)


Sergio scrive:


immortale... di 'sti tempi... col rito dell'obliterazione della bagnacauda fumante fugge alle caiman per una trentina d'anni e può essere richiamato soltanto da uno sciamano birmano accompagnato da un alano afghano in vena di burle (lo sciamano, non l'alano)


eddie scrive:


ok, quello che mi sfugge è *dove* devo obliterare la bagnacauda fumante. poi mi dedico allo sterminio degli sciamani birmani dotati di senso dell'umorismo


Sergio scrive:


alcuni autobus della linea Zurigo - Bergamo - Pontremoli sono dotati dell'apposita obliteratrice, ma viaggiano solo col plenilunio e una temperatura esterna tra i 18 e i 22 gradi.


eddie scrive:


cazzo, mi tocca aspettare luglio....

i sedili sanno di um...

i sedili sanno di umido. se è per quello anch’io.


la pioggia cade di traverso ma non arriva a lambire il finestrino, si limita a riempire le pozzanghere sul marciapiede della banchina.


fuori, milano si perde nella pioggia.


dentro il treno rumori indistinti, pendolari al rientro, qualche sospetto studente, fruscìo di giornali, una coppia di ignari turisti stranieri…


-plink


-questo treno è diretto a *inserire qui località sperduta e probabilmente dimenticata da gran parte delle divinità presenti sul globo, tranne quelle particolarmente spiritose*


i due stranieri si guardano straniti (vabbè…). poi si alzano in cerca del capotreno.


immagino che avrebbero gradito l’informazione prima che il treno partisse...


arrivo a casa qualche ora dopo. metto sullo stereo la versione di chet “boris” baker di autumn in new york, che è di stagione…

lunedì 3 maggio 2004

piove. pare che ciò...

piove.


pare che ciò sia indispensabile per la buona riuscita della festa di zafirullah, il dio che si manifesta sotto forma di castoro ed è protettore delle dighe e delle innondazioni (e in ciò si rivela un non indifferente conflitto di interessi)


zafirullah è il terzo figlio del dio moki, un dio che appare solo in sogno, e dà ai suoi fedeli i numeri del lotto: peccato che moki sia una divinità un po’ burlona, e si diverta a darli sbagliati. quindi nelle zone dove moki è venerato, il giro di affari del lotto è molto scarso.


io invece attendo la festa di airmu, il dio della pigrizia (da non confondere con pime che è quello della nigrizia) che appare ai viandanti sotto forma di bradipo; o meglio, apparirebbe sotto forma di bradipo se solo ne avesse voglia. di norma si limita a non apparire.


questo risolve una volta per tutte la questione della sua esistenza: visto che la sua essenza consiste nel non aver voglia di apparire, se non appare esiste sicuramente.


immagino che molti di voi non ne abbiano mai sentito parlare.


in effetti le origini del culto si perdono nella notte dei tempi. in alcune zone si festeggia il 12 maggio, in altre il 13, in altre zone ancora (tendenzialmente più ortodosse) da gennaio a dicembre.


il problema è che i suoi fedeli erano decisamente troppo intelligenti per costruire templi, officiare riti, affannarsi nel proselitismo, e così via. in suo onore si limitavano a passare la giornata in meditazione sul divano.


in effetti i più osservanti non avevano un cazzo di voglia di omaggiare il dio, che quindi tendeva a venire dimenticato; nonostante ciò, il culto di airmu sopravvive tuttora nel rito cattolico della domenica.

non ho visto kill bi...

non ho visto kill bill, però ho visto il trailer.


non ho ben capito perchè kwai chang caine, invecchiando, è diventato cattivo.