venerdì 1 ottobre 2004

il mio ritmo circadiano mi ha mandato una cartolina da tallahassee, florida.

visto che il mio cervello non ne vuole sapere, ho collegato all’orecchio un trasformatore proel® ac-dc adaptor. mica c’è solo la bacchetta magica per trasformare le cose, lo dice sempre il mio maestro di vaporizzazione ambientale (una cosa che riguarda le essenze da bruciare, i passaggi di stato, le guardie di confine e i capelli anni ’70)

questa cosa di studiare le filosofie orientali mi è sempre sembrata un’ottima idea. sto seguendo un corso di yoga, lo tiene un rappresentante di succhi di frutta, mi sembra adeguato. in cambio io gli insegno a fare ikebana con i biglietti del metrò e gli scontrini del bancomat.


consigli di lettura:

-il fischio è il mio mestiere, di giuseppe busacca: il diario di un arbitro di seconda categoria, sacrifici, passioni e pericoli sui campi di calcio di provincia (marsilio)

-l’erba del ticino è sempre più verde, a cura di rölf huggel: un’indagine approfondita sulla legalizzazione dei derivati da canapa indiana nella svizzera italiana (mondadori)

per i più piccoli, consiglio l’antologia di racconti il lupo perde il pelo ma poi lo ritrova, di caterina binda (il battello a vapore)

giovedì 30 settembre 2004

quando soffia il föhn la polvere si alza dai marciapiedi e il lago si increspa coprendosi di venature bianche. si respira un’aria diversa, più laboriosa, elettrica, calda, come se improvvisamente il vento spazzando l’orizzonte dischiudesse nuove possibilità, nuove prospettive.

in effetti oggi non si muove una foglia e fa freddo.

io e un lemming di passaggio (ho sempre ammirato i lemming per via di quella storia dei suicidi di massa, ho sempre pensato che dovessero saperla lunga) discutevamo sulla situazione storica


-c’è qualcosa che ti fa felice?

-camminare

-qualcuno che ti paghi per farlo?

-…

-un’ottima prospettiva.

-del resto non c’è nessuno che mi paghi in ogni caso.

-…


avevo bisogno di una pausa di riflessione, così mi sono infilato nel bosco delle fate, che sta qui a due passi, prima di salire a piedi fino alla canonica, pochi chilometri più sopra.

le fate, nella mitologia nordica, sono entità che vi permettono di fare tutto quello che volete. per questo si accompagnano spesso alle anime dei defunti che hanno trascorso una vita onesta, dette pure.

non è che le fate siano servite a granchè, sia chiaro, a parte avermi predetto che gli insetti un giorno domineranno l’universo.


ultim’ora

john atkins, ricercatore alla facoltà di biologia dell’università di cambridge e roccioso difensore di fascia dell’ipswich town, ha deciso di abbandonare il calcio per dedicarsi completamente allo studio delle implicazioni genetiche del concetto di fallo laterale.

martedì 28 settembre 2004

avevo voglia di scrivere tutte le cifre di π, ma su internet non c’è abbastanza spazio


il mio encefalogramma sembra una tablatura fingerpicking.

ordino una fornitura di 15 quintali di melatonina, da sparare direttamente nella ghiandola pineale.

mi alzo dal letto e metto il coturno, che sta per piovere

lunedì 27 settembre 2004

esco all’aria aperta e sono bianco come bela lugosi dopo essere passato al trucco.

probabilmente avrei dovuto dormire più di 4 ore. oppure ho sbagliato candeggio, chi può dirlo.

il naviglio è verde per l’occasione, le pantegane escono con grazia per un déjeuner sur l’herbe che manet se lo sognava, le bancarelle dell’antiquariato hanno un che di antico, gli acquirenti si adeguano al trend. del resto sono le dieci del mattino.

cerco di riallineare gli assoni e faccio il punto della situazione: insieme ad un team di esperti giovani e ubiqui, sabato sera abbiamo sistematizzato la teoria dei tre stadi della conoscenza:

-stadio zero (non conoscenza)

-stadio uno (conoscenza)

-stadio olimpico


venerdì 24 settembre 2004

provo a verbalizzare un paio di concetti ma tutto quello che ottengo è la scritta remotly queued che lampeggia sull’area di wernicke.

lavori in corpo.

deve esserci di nuovo qualche casino con gli algoritmi, così vado su www.easeyourmind.com per scaricare il kit “priority 2.0” italian version, un eseguibile da lanciare direttamente nell’ipofisi.

poi attacco un post-it sulla porta di casa con scritto “inserire il pilota automatico prima di uscire. va tutto bene”.


alcune cose che ho scoperto oggi:

- la propoli non è granchè come neurolettico, ma in mancanza d’altro, ha un tasso alcolico

- tatarkiewicz mi spia dall’armadietto del bagno (è inutile che mi si dica che nell’armadietto non c’è nessuno: una spia mica si fa prendere così facilmente)

- spruzzarsi lo svitol nelle orecchie non velocizza gli ingranaggi cerebrali

mercoledì 22 settembre 2004

non è che non sto facendo niente, ho in mente un sacco di progetti.
tutti inutili, ad ogni modo.

il sole di alta montagna mi ha regalato una nota di colore. (sarebbe carino dire che è un sol, ma non mi abbasso a tanto). adesso nessuno brandisce dell’aglio ogni volta che mi avvicino troppo.
si fanno ancora il segno della croce, però.
passo il tempo in cucina a torchiare della salsa worcester per ottenere alcune informazioni da passare al mossad.
scrivo qualche parola in codice su un post-it, se mi fermasse il nemico sembrerebbe un’innocua lista della spesa; poi esco e mi dirigo verso il mio contatto, al banco del surgelato della standa.
in macchina mi aspattano frank black e tutti i catholics

alcuni progetti per il prossimo periodo:
· convincere efisio (una specie di telefono cellulare grigio) a prendere in considerazione l’ipotesi di collegarsi a wind invece di insistere su diax swiss
· provare a farmi assumere come giornalista (sempre meglio che lavorare, no?)
· capire come diavolo fa red mitchell in stardust ad ottenere quel suono da un contrabbasso
· cercare di diventare un proteus (vabbè, non faranno una vita interessante, però…)

martedì 21 settembre 2004

restare fermo sul letto, seduto sui talloni a fissare la finestra per 19’33’’ viene considerato dal 67% degli intervistati un comportamento catatonico*

inclinandomi di 6 gradi a dx riuscivo a vedere distintamente un piccione immobile su un filo della luce. curiosamente, nessuno dà del catatonico ad un piccione.

ho passato il resto della giornata immerso nella meditazione orientale, anche se immagino non sia del tutto ortodosso praticare l’i-ching lanciando una figurina di del piero e allineando degli stecchini per ghiaccioli. non sono neanche sicuro del fatto che fissare uno schermo sia da considerarsi una meditazione orientale.


* andrebbe comunque considerato che il 32% di questi non avevano la minima idea di cosa volesse dire la parola “catatonico”

venerdì 17 settembre 2004

l’autunno è alle porte. veramente è anche alle finestre, (non so, che vi hanno fatto le finestre, che non le nominate mai in queste occasioni?) insomma, è un po’ dappertutto.

me ne sto lì a leggere web site story, il periodico più trendy della nuova generazione, pensando che è idiota che nessuno abbia ancora pensato di abbinargli come sottotitolo “buy IT” (giusto per avere qualche royalties da s. king)

il mio cervello ha esposto un cartello con scritto welcome to somewhere, mentre sotto lampeggia il messaggio break only in case of danger.

le tre stanze che occupo abusivamente avrebbero bisogno di una disinfestazione, ma la mia religione mi permette di fare lavori di casa solo durante il giorno della festa di amenotophis iv e suo figlio, giannakopulos, che si festeggia il 23 marzo, oppure la prima domenica di settembre negli anni bisestili, se giove è in prima casa (e quindi non paga l’ici) e venere in casa base; anche un venerdì 17, ma solo se il grande rinoceronte non ha ancora sorpassato la gazzella sull’immaginario filo di lana che va da alnilak a betelgeuse.

(va bene, è una religione complicata, ma quale non lo è?)

un sottile strato di inedia si deposita sulle cellule cerebrali, una cosa tipo pellicola domopak.

avverto per un breve istante un elettrone che rallenta fino ad andare in stallo, prima di invertire lo spin. poi scompare per ricomparire a quantico (virginia) lasciando un vuoto pneumatico nelle sinapsi cerebrali.

tutto questo deve avere una morale, anche se non ho ancora capito quale.

giovedì 16 settembre 2004

alcuni neuroni hanno noleggiato un fokker e girano in loop da ore, altri hanno deciso di adottare una strategia da maquis.

un’onda radio continua a dirmi che alla mia età devo mettere la testa a posto. me la levo e l’infilo nell’armadio, insieme alla naftalina.

c’è qualcosa che non funziona, ma non capisco esattamente cosa. però ho scoperto che leccare del salnitro non aiuta.

vado a farmi una doccia.

quando sei depresso, tutto quello che ti ci vuole è dell’acqua che ti scorre addosso. lo diceva sempre il mio maestro di motivazione, prima che si ritirasse a vivere a niagara falls.

martedì 14 settembre 2004

mi alzo con la faccia di uno che ha sbagliato pusher

provo ad azionare il teletrasporto, ma si deve essere inceppato qualcosa dalla sala macchine. vatti a fidare della tecnologia.

nel pub è tassativamente vietato qualsiasi discorso che non tratti di discipline sportive. io sono bravissimo, anche se ogni tanto provo a buttarla in letteratura, che so, monsieur ibrahimovic e i fiori del corano. mi guardano male.

temo mi guarderebbero male in ogni caso.

torno verso casa.

per la strada incontro:

  • due cavalli (sponsorizzati citroën)

  • una volpe (ma niente uva, è ancora presto)

  • 4 mucche (mu)

  • alcuni daini (adoro i daini. è una questione di pelle, immagino)

    tutti (tranne la volpe, che è furba) debitamente recintati.

    vado spesso a trovare i daini. a volte mi porto anche la chitarra.

    secondo una ricerca commissionata dal centro di igiene mentale di milano, quando suono io, il tasso di suicidi della zona aumenta del 42%.

    l’empals mi permette di suonare solo due volte all’anno e solo in locali semideserti, la finlandia mi ha già diffidato dal suonare nei suoi confini nazionali.

    una commissione di esperti cinesi sta valutando di assumermi per contrastare l’aumento demografico.

    ambisco al titolo di chitarrista più deprimente della provincia, ma ai daini, grazie a dio (ammesso che esista un dio a cui interessi il mio rapporto con i daini), non interessa granchè.


    arrivo a casa intorno a mezzanotte e ascolto miles gloriosus davis e john rosco p. coltrane
  • lunedì 13 settembre 2004

    continuano le agitazioni cerebrali

    pare che il comitato dei lavoratori abbia rifiutato la proposta del mediatore per una zollverein neuronale.

    inoltre hanno ottenuto che le prossimi riunioni si svolgano presso la spiaggia di rothéneuf, intervallate da sessioni di tiro al gabbiano.

    in compenso posso agiungere una nuova impresa al mio glorioso curriculum: insieme ad un team di esperti siamo riusciti a ricostruire tutti e nove i nomi dei barbapapà.

    barbapapà, barbamamma, barbabella, barbalalla, barbabarba, barbaforte, barbabietola, barbagianni, barbaresco


    ultim’ora

    il professor william kernell, ricercatore di fisica applicata presso il mit di boston, sarebbe riuscito a riprodurre in laboratorio un’anomalia temporale. per la teoria dell’economia globale, le azioni delle compagnie di ombrelli sono alle stelle

    venerdì 10 settembre 2004

    avvertivo un peso alla testa.

    invece di assumere dell’inflazionato paracetamolo, ho tagliato i capelli.

    adesso la mia testa pesa 7 etti in meno.

    mercoledì 8 settembre 2004

    ore 17.30, interno giorno


    -buongiorno, sono xxx, ho per le mani il suo curriculum, mi sembra molto bello.

    -mi dica (bello? la prossima volta glielo faccio recapitare inciso nel bronzo e firmato cattelan)

    -le interesserebbe un lavoro di 4 mesi come redattore?

    -certamente (farei anche il minatore se qualcuno mi pagasse per farlo, mi chiedi se voglio fare il redattore? molto meglio che lavorare)

    -e sarebbe disposto a trasferirsi a 400 km da dove vive?

    -sicuro (cioè, voi mi tirate fuori da qui per portarmi 4 mesi al mare e in più mi pagate anche? grandioso)

    -però è una cosa urgente, lei è libero da subito?

    -sì (è una vita che sono libero)

    -allora la faccio chiamare immediatamente dal mio collega per i dettagli. se vi accordate sul prezzo, lei parte domani.

    -d’accordo.


    ore 21.15, interno notte


    -buonasera, sono il collega di xxx.

    -mi dica (il fatto che doveva chiamarmi circa 4 ore fa un po’ mi insospettisce, lo sa?)

    -volevo dirle che purtroppo le assunzioni sono chiuse, ma terremo conto del suo curriculum per altre occasioni.

    -ah. ok. grazie. (lo sapevo che non dovevo fidarmi di uno che si presenta come xxx)

    martedì 7 settembre 2004

    la natura del buddha contempla tutto l’universo. è uno dei fondamenti dei koan zen.

    ne parlavo ieri con il mio maestro di meditazione orientale, un pechinese trasferitosi qui con la famiglia appena nato, e che è stato illuminato all’età di due anni mentre camminava da solo di notte sul bordo di una statale.

    per adesso sono il suo solo discepolo, ma io credo che la sua fama presto si spargerà a macchia d’olio, anche se alcuni sostengono che l’illuminazione di quella notte sia merito solo del camion della centrale del latte


    -maestro, può dirmi qual è il senso della vita?

    -wu

    -…

    -sono pur sempre un cane

    -…

    lunedì 6 settembre 2004

    esercizi di stile


    un profilo di villette basse, seminate in filari non perfettamente allineati, sarebbe l’unico riferimento panoramico per chi approda dal lago, se non fosse per due alti palazzi, castore e polluce, infissi come due chiodi a pochi metri dalla riva e che restano in primo piano rispetto al campanile della parrocchia, rivale solitario qualche metro più a sud, separato da due case e un torrente iroso solo nel periodo della stagione delle piogge.

    il campanile può vantare una felice sopravvivenza alla cura da fulmine e cinque campane, anonime ma perfettamente funzionanti, numerate semplicemente con dei cardinali (roncalli, borromeo, schüster, martini e mastai-ferretti)

    il visitatore che occasionalmente giungesse la domenica dal lago potrebbe ammirare i due palazzi e il campanile e sullo sfondo le colline che danno la curiosa impressione di trovarsi sul fondo di una buca da golf, accolto dal suono delle campane che annunciano la messa.

    azionare le campane, all’interno del campanile, non è compito da poco: necessita di preparazione fisica e ritmica, per tirare, bloccare e rilasciare a tempo le cinque corde in modo da formare la perfetta sequenza delle sole due melodie consentite nella parrocchia per comuincare l’imminente funzione domenicale.

    provvedere al corretto funzionamento delle campane è quindi compito di un manipolo di manovratori capaci, un triumvirato presieduto dal parroco che, ora in solitudine, ora in collaborazione con fedeli più o meno esperti, (un team di 5 persone, uno per campana) assicurano che il gioioso suono giunga alle orecchie dei fedeli mezz’ora prima e poi cinque minuti prima dell’inizio dell’assemblea, che si svolge tutte le domeniche mattina alle 7.30, alle 9.00, alle 11.00, e annunciare la fine delle messe mattutine al culmine del mezzogiorno con l’ultima suonata a festa che fa da chiosa alle 6 esecuzioni che si succedono dalle sette del mattino.

    il fatto di abitare in uno dei due palazzi di riferimento, per chi avesse voglia di sondare la riva con lo sguardo e possedesse alcuni requisiti fondamentali, come essere su una barca, oppure stare sulla sponda opposta del lago, mi riempie di orgoglio.

    mi permette anche di saper ormai riconoscere la mano di chi sta doverosamente compiendo il gesto del richiamo della comunità nel giorno del signore, perché ognuno possiede un suo ritmo, una personale interpretazione musicale, e potrei anche giudicare, senza tema di smentita, se l’esecuzione è fatta in solitaria oppure ottenuta con la collaborazione di un gruppo di esperti, o di neofiti.

    questo mi è di grande consolazione, perché mi permette anche di sapere sempre, mentre mi giro fra le lenzuola, chi sto mandando affanculo.


    venerdì 3 settembre 2004

    di norma tutte le organizzazioni rivendicano i loro attentati tramite bollettino. al quaeda, i terroristi baschi, perfino telecom.

    qui invece succedono cose strane (cadono vasi per terra ma la terra viene misteriosamente raccolta e infilata nella spazzatura, i ripiani del frigorifero cambiano improvvisamente inclinazione, lo stereo si orienta verso la mecca cinque volte al giorno, cose così) e nessuno se ne assume la responsabilità.

    ho chiesto ai folletti qui in giro, ma hanno tutti una buona scusa, anche se uno si è comportato con fare sospetto:


    -non è che sai qualcosa di quello che succede qui?

    -non sono stato io. è impossibile

    -ah sì? e perché?

    -perché non esisto

    -mi sa che ci marci un po’ su, con questa storia

    -…



    invece ci sono novità sul fronte cerebrale

    pare che i miei neuroni, dopo le recenti performance olimpiche, vogliano iscriversi ai campionati mondiali di ginnastica artistica, specialità corpo libero. sono determinati nel portare una nuova figura denominata maelström, e si ostinano a provarla più volte al giorno

    giovedì 2 settembre 2004

    vivamo in un mondo pericoloso.

    ieri ho incontrato un tizio che cercava di attirare la mia attenzione per poi aggredirmi con un tomahawk. ovviamente io ho fatto l’indiano. siamo finiti in un locale a bere mezcal, ma poi abbiamo litigato di nuovo perché lui sosteneva che gli avessi dato del verme.

    martedì 31 agosto 2004

    uno se ne sta lì, in vacanza, immerso nel turbitto (secondo alcuni è un’erba diuretica, secondo altri un formaggio che va assai veloce) e all’improvviso scompare.

    questa cosa mi lascia alquanto perplesso, mentre assumo la classica espressione da cernia e balbetto afasico, come un monaco shaolin che cerca di spiegare perché non somiglia affatto a david carradine.

    billie holiday “on ice” mi sussurra qualcosa da dietro una tenda

    piove e fa caldo.

    al posto del condizionatore ho impiantato una gabbia di skinner, che costa meno.

    torno a scomparire.

    venerdì 27 agosto 2004

    xp sostiene di avere un problema. ne ha più di uno, secondo il mio modesto parere. del resto pure io, quindi non me la sento di prendermela.

    assumo la posizione del lotto (è assai semplice, invece delle gambe, incroci le dita) e spero che mi faccia accedere.

    chiaramente xp, in preda a terzana conclamata, mi spiega che se voglio usare il pc devo attivare la mia copia via internet. più o meno, ogni volta che l’accendo.

    nell’inutile tentativo di coventrizzare i files di registro ho fuso un paio di spyware e un disco di ripristino.

    del resto lo sapevo che i files di registro sono duri a morire. in più il valium con xp non funziona.


    explorer ha deciso che internet è troppo impegnativo per un sistema operativo ad agosto, ed è in sciopero fino alla risoluzione di una complessa vertenza sindacale, uno strappo ricucibile, temo, solo con un lungo bastone nodoso (quello che si dice una formattazione a bassissimo livello). solo outlook, crumiro, si ostina a scaricare la posta


    xp si è autoinstallato 4 programmi (tre di scommesse clandestine, uno di ricerca su internet, neanche uno di donne nude, incomincio a preoccuparmi) che scrivono hijackers sui files di registro e aprono applicazioni fantasma ogni dieci secondi. se uno prova a eliminarli dal pannello di installazione applicazioni si apre un alert box con scritto “stai scherzando, vero?”

    chiaramente, la cartella programmi, omertosa e solidale, sostiene di non averli mai visti.

    mcafee se ne lava le mani: “compagni che sbagliano”, commenta, e nulla più.

    ogni tanto qualcuno entra in clandestinità e si prende una lunga vacanza nei mari del sud.


    l’applicazione non risponde.

    è sotto la doccia? è in pausa pranzo? è particolarmente snob?


    alle olimpiadi mentali, specialità sistema operativo, xp è in vantaggio su eddie 3 a 2

    la prossima volta provo a connettermi con una cafettiera, ottengo i medesimi risultati e se ho voglia di un caffè non mi devo neppure alzare.


    terminare il programma adesso?

    chiamatemi terminator. o ismaele, a scelta, che tanto piove.


    per fortuna c’è un draghetto che mi da una mano…

    martedì 24 agosto 2004

    tutto quello che ci vuole è un po’ di sale in zucca.


    almeno questo è quello che ci hanno sempre ripetuto fino alla nausea, nonostante probabilmente nessuno abbia mai chiesto il parere alla zucca.


    tormentato da questo annoso problema, e grazie anche ad una cordiale idiosincrasia ai dessert a fine pasto, ho creato il primo club dei salati di mente.


    secondo il mio terapista è un’ottima idea, e mi ha anche consigliato di iniziare a progettare il merchandising.


    è anche vero che il mio terapista è un cormorano bretone, che credo non abbia granchè dimestichezza con il mondo dell'economia a livello globale.


     

    sabato 21 agosto 2004

    piove. e le nuvole sono così basse sulla collina che sembra di stare a novembre sulle brughiere inglesi.


    le divinità preposte al corretto funzionamento del sole sono ad un importante convegno sul clima a port au prince. la questione atmosferica è dunque momentaneamente gestita da divinità isteriche (a cui sto particolarmente antipatico) che si divertono a scatenare tempeste.


    io e toledo 1991™ abbiamo indetto alcuni sit in di protesta, ma nel frattempo ci stiamo anche attrezzando per diventare anfibi


     



    giro in macchina mentre ascolto la sinfonia n°7 (la quebecoise) di jacques cartier, nella partitura per viola, rosso scuro e lampadario tremulo.


    ogni tanto mi fermo, entro in qualche pub e riprendo contatto con la fauna locale: la radio passa besame mucho per le coppiette, alcune single in canottiera si esibiscono in varianti, tipo besame macho. le più dolci e romantiche ripiegano su besame micio.


    cerco di passare inosservato indossando il mio costume da trovatore e ostento indifferenza mentre mangio una gustosa merendina a forma di trono ludovisi.


    rientro a casa augurando neotenie agli astanti.


    la polvere nella mia stanza ha raggiunto il iv livello della scala kolupchov (da fare, visibile, antico maniero, coperta di lana, colonizzazione ambientale)


    apro un cassetto della scrivania e riesumo il germano reale (in realtà ha ben poco di teutonico. anche sul fatto del reale potremmo stere a parlarne, ma non ho voglia di indulgere in discorsi metafisici)


     



    -finalmente sei tornato. come farei senza di te?


    -potresti starnazzare liberamente, ma sono sicuro che troveresti qualcun altro a cui rompere le palle


    -fra le altre cose, sei di nuovo senza un lavoro.


    -…


    -non avrai più un sacco di cose, tipo internet gratis otto ore al giorno.


    -ne farò a meno.


    -davvero pensi di cavartela così? davvero pensi di poter fare a meno di ogni cosa?


    -farò a meno di pensarci.


    -…


     



    richiudo il cassetto e mi sdraio sul letto sperando di trovare dei crop circle sul soffitto

    martedì 17 agosto 2004

    il mio orecchio sinistro ha deciso che ne ha abbastanza del mondo esterno e si è chiuso in se stesso. adesso trasmette un rumore di ventola ad ogni battito cardiaco. sto pensando di produrmi in un’aritmia improvvisa per spiazzarlo.


     


    la prima notte che dormo sulla nuda terra avverto sempre un vago senso di disagio.


    dopo alcune notti passate a stretto contatto con il terreno, tornare nel mio letto mi provoca un sentimento analogo. ciò dimostra che a) l’uomo è un essere abitudinario e basta assai poco a creare l’abitudine e b) il mio letto non dev’essere sto granchè.


     


    alcune cose che ho imparato in questi giorni:



    • la pietra pomice non è necessaria per pomiciare

    • la cosa bella di guidare nella stessa giornata in 4 nazioni differenti è poter disporre di un parterre internazionale di insetti spiaccicati sul parabrezza.

    • l’acqua purifica, ma la pioggia quotidiana, alla lunga, rompe le palle. non per niente l’acqua è il simbolo della femminilità

    lunedì 2 agosto 2004

    route 66 mental tools ha programmato un tour di 3500 km, al fine di garantire una corretta manutenzione e disintossicazione neuronale, nonché verificare le scommesse sulla tenuta di macchina e tenda.


    questo significa che non sarò online, per qualche tempo (almeno fino a quando non finiscono i soldi)


    se vedete passare toledo 1991™, fate ciao con la manina

    domenica 1 agosto 2004

    mi stavo gustando attimi di mancamento che alternavo a periodi di astenia conclamata, quando alcuni individui in preda ad eccitazione da nightglow mi propongono un’uscita automobilistica notturna.


    non posso far altro che accettare, la mia religione stigmatizza come blasfemo un rifiuto a qualsivoglia progetto idiota.


     



    ricordo stralci di una curiosa conversazione a quattro sui discorsi che si fanno da ragazzini sul petting, fra cui brillavano affermazioni intelligenti come: “petting? tom petting & the heartbreakers?” oppure “lui non conosce il petting, non ha i capelli”, e dove l’inevitabile conclusione che ho tratto è stata, come dice il proverbio, che tutti i nudi vengono al petting.


     



    arrivo a casa barcollando, come un ovino che demontica dagli alpeggi.


    mi infilo il mio costume da demiurgo e mi proietto in multiscreenslideshow prima di smaterializzarmi definitivamente

    venerdì 30 luglio 2004

    torno dall’ufficio per la penultima volta.


    arrivo sulla tolda che sto ancora dormendo, ma il mondo sembra non accorgersene.


    quando mi sveglio il mio subconscio sta tentando di operare una manovra di heimlich al cervello.


    lo ignoro e resto sdraiato sul letto a sentire tupelo honey nella versione di cassandra wilson.


    quando sembra che tutto sia tranquillo, lo sento arrivare da lontano: ormai lo riconosco per via dei piedi palmati. si piazza sul davanzale e mette il becco di traverso, come per riprendere un pensiero interrotto.


    fuori sta per piovere.


     




    -e adesso cosa pensi di fare?


    -ferie


    -e dopo?


    -un germano reale dovrebbe limitarsi a starnazzare, invece di parlare e fare domande idiote


    -…


     




    mi viene fuori un'espressione da orsetto del ciocorì e, mio malgrado, sorrido.


    poi lo caccio, minacciando arrosti e brasati.


    mi chiudo in camera a spulciare la programmazione della tsi, sfogliando distrattamente tv sorrisi e cantoni, il settimanale svizzero dello spettacolo.


    fuori piove, anche se non sembra.

    mercoledì 28 luglio 2004

    ho portato toledo 1991™ dal dottore.


    mi ha chiesto 150 euri.


    per fare il gentile ho provato a pagare con un sorriso.


    non c’è stato verso, vuole proprio i 150 euri.


    ha cambiato le pastiglie (che vi aspettavate da un dottore?) ha cambiato l’olio (ma mica andavano a benzina?) ha cambiato un filtro (ma io l’avrei usata anche senza, se fanno le alfa senza filtro, perché non le seat?)


     


    ultim'ora
    secondo alcune indiscrezioni lasciate filtrare dal dg moggi, dopo l'acquisto di emerson, alla juventus sono iniziate le trattative per far arrivare anche lake e palmer

    martedì 27 luglio 2004

    ho passato un’ora della mia vita a cercare di insegnare la logica fuzzy ad uno scaldabagno. con pessimi risultati, anche se avevo eletto bart kosko a mio temporaneo spirito guida.


    da domani abbandono il metodo montessori e passo alla chiave inglese.

    lunedì 26 luglio 2004

    devo costringere il mio cervello a rimettersi in funzione. per essere sicuro che capisca, gli scrivo le istruzioni in basic.


    alla riga 140 sbaglio un go to e mi va tutto in loop


    la logica stringente agli umani riesce male. (invece viene benissimo ai boa constrictor)


    ho il cervello in multitasking, cerco di organizzare un adeguato sistema di sincronizzazione riflettendo sul problema dei filosofi a cena, che viene formalizzato più o meno così:



    • cinque filosofi sono seduti attorno a un tavolo circolare

    • ogni filosofo ha un piatto di spaghetti tanto scivolosi, che necessitano di 2 forchette per poter essere mangiati

    • sul tavolo vi sono in totale 5 forchette

    dilemma che dijkstra risolse con maestria nel 1965 con il celebre algoritmo che recita “non invitare 5 filosofi a cena se non hai abbastanza forchette”




     


    disclaimer


    se non avessi mal di gola sarei meno intrattabile.


    il tutto potrebbe ridursi alla massima per cui: con i se non si scrive la storia, ma si esplicitano i controfattuali.

    domenica 25 luglio 2004

    uno dei miei metodi di suicidio consapevole preferiti è la partita di calcetto bimestrale


    è molto importante che sia bimestrale, altrimenti non prenderesti coscienza di quella ventina di fasce muscolari che non sapevi neanche di avere.


    e del fatto che una caviglia in buono stato è fondamentale per una corretta deambulazione, e per un adeguato uso della frizione del cambio.


    uno mica può andare avanti nella vita, ignorando certe cose.


    certo che vale la pena, far rifulgere classe cristallina sui campi di cemento, perché noi siamo gli operai del calcetto, gente come zola, ad esempio. uno che scrive un capolavoro come l’assommoir e poi riporta il cagliari in serie a.


    ci incontri una svariata umanità, sui campi da calcetto.


    ieri ho fatto amicizia con due marinai della suburra: uno è grande come un armadio a tre ante, non so esattamente come si chiami, so solo che viene indicato come l’abominevole uomo delle navi.


    l’altro è stato ribattezzato pavlov perché quando vede una ragazza carina sbava più dei cani, e l’unico modo di fermarlo è noleggiare uno stinger

    giovedì 22 luglio 2004

    la notte che bruciammo chrome, dormivo


     


    in ufficio abbiamo installato un condizionatore.


    è una roba che lavora sulla psiche: non c’è lavoro, ma ogni volta che pensi di andare in pausa ti fa sentire in colpa.


    con me non funziona. per qualche strana ragione sono immune ai condizionamenti e ai sensi di colpa.


    sto cercando dei metodi simpatici per convincere le mie tonsille che non hanno nessun bisogno di inscenare dei focolai di rivolta. di solito uso la medicina omeopatica.
    nonostante quello che dicano i suoi detrattori, la medicina omeopatica è fantastica. la volta scorsa, in 15 giorni il mal di gola è completamente scomparso.
    nel frattempo sto seguendo il corso di riorientamento neuronale, lo trovo molto utile. prima ti riallineano gli assoni, poi ti convincono che va tutto bene. davvero, è perfetto. e il maestro è davvero carino.
    per un po' ha fatto l'insegnante in un corso di persuasione occulta, ha smesso quando si è accorto che i suoi studenti quando venivano promossi si facevano dare indietro i soldi.


     


    è qualche giorno che non riesco a svegliarmi.


    passo il mio tempo a muovermi come un automa (non si muovono male, anche se peccano un po’ di personalità) e guidare svagato, (è il massimo dello svago che posso concedermi) evitando i camper zebrati targati san gallo.


    do il via al primo esperimento di scrittura ipnagogica.


    a un certo punto libero la mente e raggiungo uno stato paragonabile al nirvana.


    del resto, testa vuota è un insulto solo per noi occidentali.


    finito il lavoro (?) mi chiudo in una dimensione parallela (da non confondere con quelle perpendicolari, che sono diverse) a leggere rumi (rumino)


    poi esco, arrivo i piazza, e mi metto a suonare auferstanden auf ruinen finche non mi abbattono con dei cubetti di porfido divelti direttamente in loco.

    scusa per il disagio. stiamo lavorando sulla piattaforma per migliorare il sistema. riprova fra qualche minuto..


    (a volte accedere a splinder è una questione riprovevole)

    martedì 20 luglio 2004

    arrivo in ufficio e sto dormendo. o forse sto solo sognando di arrivare in ufficio. del resto anche lo stipendio me lo sogno, quindi non c’è problema.


    forse sono chuang tzu, o una farfalla che sogna di essere chuang tzu, e a quel punto le cose si farebbero un po’ incasinate.


    di sicuro non so il cinese, mi riservo di provare a volare più tardi.


    temo che la differenza fra il tao e il pensiero occidentale sia che per il primo l’uomo passa la sua vita dormendo, per il secondo, invece, l’uomo passa la sua vita dormendo in ufficio.


     


    trivial


     


    eddie: il rappresentante più emblematico della "action painting"


    sergio: pollock


    eddie: sì, ma come?


    sergio: che significa come?


    eddie: frittock, arrostock, al cartocciock


    sergio: …

    lunedì 19 luglio 2004

    ho almeno otto diversi indirizzi di posta. questo mi permette di intrattenere una curiosa corrispondenza con me stesso: invece di usare i post-it mi mando delle mail.
    il problema è che spesso non sono d'accordo con quello che scrivo, a volte le elimino direttamente come spam.

    improvvisamente avverto uno squilibrio nella forza e mi ritrovo in un sit in di protesta contro il monopolio di zuccheri nella sacher torte.


    vado su www.mentaltools.org, il migliore degli psicanalsiti online e scarico pacementale 3.0 nella versione italiana.


    poi prendo toledo 1991™ e mi immergo nella meditazione guidata


    il libro per l’estate



    • sulle difficoltà a raggiungere il nirvana può essere utile consultare l'antologia curata da richard marston "niente è impassibile" (bompiani)

    • per gli scrittori carismatici che, loro malgrado, vengono eletti a maestri di vita dai fans, è invece disponibile il manuale di disimpegno dall’ammiratore invadente “non mi prendere per il guru” di riccardo spinotti (tropea)

    domenica 18 luglio 2004

    salgo sul treno, destination nowhere, mentre ripasso mentalmente la dieta programmata per la giornata: pane, pasta e pizza per festeggiare degnamente la giornata mondiale del carboidrato.
    neil gaiman mi fissa dal finestrino.


    qualcuno sul treno lo confonde con un topo, ma io sono sicuro che è lui. infatti bussa con gentilezza al finestrino e mi chiede se voglio comprare un tofu. lo informo gentilmente che il tofu non corrisponde alle mie attuali esigenze alimentari.
    poi il treno parte e la pianura avanza indomita, ma fa caldo e qualcuno insinua che le cose che avanzano andrebbero conservate in frigorifero.



    torino è un cantiere aperto 24 ore su 24, con le fermate dei pullman take away, e poca gente per le strade. mentre torno verso milano mi rifugio in un bunker per evitare fastidi.


    poi succedono altre cose, ma io rimango a pensare alle cose importanti della vita, come farsi massaggiare da un delfino o scoprire con rassegnazione che rho non è la capitale della rhodesia, anche se sembra.


    nei momenti di noia apro internet e scrivo post insensati su ublog, lo spleender di parigi

    venerdì 16 luglio 2004

    piazza della riforma a lugano, ospiterà una retrospettiva su astor piazzolla, con alcune delle sue composizioni più famose suonate dagli allievi delle bande di paese.


    la manifestazione, intitolata “tango-show” è rivolta ad un pubblico di aspiranti a stati nevrotici

    mercoledì 14 luglio 2004

    -tu non sei un uomo, sei una macchina. sei come un computer, sei freddo, non dici mai niente di te, non riesci ad avere un rapporto vero con una persona


    -sì, hai ragione. devo avere qualche problema con la connessione di rete

    martedì 13 luglio 2004

    -figlio, non c’è più vino


    -che ho da fare con te, donna?


    -dovremo bere acqua- si rivolse ai servi: -fate quello che vi dirà


    -riempite d'acqua le giare- e le riempirono fino all'orlo.


    -e adesso sciacquatele, intanto che vado al supermercato


     


    inizia un’altra gioiosa giornata di fine ottobre. il calendario continua a sostenere che sia luglio, ma evidentemente ci dev’essere un equivoco. gli gnomi a volte lo fanno, ti girano le pagine del calendario senza che tu te ne accorga.


    fa freddo, e le strade sono un enorme cantiere all’aria aperta, gestito da uomini semaforo. si respira aria di coda.


    alzo il finestrino e metto un maglione, valutando l’ipotesi di un letargo anticipato piuttosto che prolungare i giorni di kippur.


    gli gnomi, da una scavatrice, intonano o tannenbaum, o tannenbaum, wie treu sind deine blätter.
    vivo da prigioniero di schemi cerebrali sconnessi, come l’asfalto. e non sopporto il freddo.
    quando apro la porta dell’ufficio trovo anatol rapoport che mi sbarra l’ingresso mentre urla "lei non collabora!". mancava solo quello.


    lo stordisco con la presa vulcaniana e gli lascio un biglietto con scritto “tit for tat”: quel che è giusto è giusto. (affermazione apparentemente tautologica che in realtà ha il profondo significato di “non rompere i coglioni”)


     


    altri posti dove potrei mandare un curriculum



    • l’uomo semaforo (amo il lavoro all’aria aperta, uso la paletta come il capostazione, che volevo farlo da piccolo)

    • il ghost writer (tipo le fanu) per scrittori depressi. che almeno avrebbero un motivo per deprimersi

    lunedì 12 luglio 2004

    avrei un sacco di cose carine da fare, se non fossi svenuto sul divano.


    (questo post è opera di un programma di scrittura automatica che ho implementato tramite attività extracorporee)

    giovedì 8 luglio 2004

    piove da giorni,


    sulle strade strette e sul lago, sui supermercati, sui lavori in corso, sulle feste di paese, sugli ombrelli colorati dei turisti dell’appenzello interno che attraversano la strada con l’attenzione di un lemming in fase di migrazione


    piove a tratti, ma con metodo. quando esci di casa per andare in ufficio, quando esci dall’ufficio per andare a casa, quando sei sul balcone dell’ufficio, quando esci la sera, e tutte le volte che uno pensa “forse adesso ha smesso di piovere”.


    piove anche dentro toledo 1991™, che ne approfitta per rinfrancare le 27 nuove specie (animali e  vegetali) che si sono sviluppate al suo interno, un progetto sponsorizzato da biosphere 3, il primo microcosmo chiuso e mobile accessibile al pubblico.


    mentre la cittadina si prepara a ospitare (mancherebbe una d eufonica ma sono stato diffidato dall’usarla dal comitato di liberazione delle d eufoniche, che ha un sistema di controllo molto efficace) il terzo campionato del mondo di grigiore, io e il mio cervello stiamo avendo un duro scambio di idee. il fatto è che vince sempre lui, cazzo.


    così passo il tempo esercitandomi a scrivere sbattendo la testa sulla tastiera, ma la comunicazione fra me e il mio cervello evidentemente ne risente (obbligandomi tra l’altro a pericolossissime rime interne) come si evince dal seguente dialogo:


     


    -hai deciso cosa fare della tua vita, adesso?


    -78 hbnyju7u7yuuyjh


     


    alcuni colleghi mi guardano e scrollano la testa. mi sa che non hanno capito che finchè non la sbattono sulla tastiera mica ci riescono, a scrivere

    mercoledì 7 luglio 2004

    per la curiosa rubrica “animale a chi?” una interessante escursione nel mondo degli strigiformi (ossia dei volatili a forma di strigile)


     


    il gufo (asio otus) è un gracile oggetto volante non identificato


    la civetta (glaucidium passerinum) è una donna esibizionista


    l’allocco (strix uralensis) è chi si aspetta che la laurea sia una svolta nella vita


    il barbagianni (tyto alba) è un noioso professore universitario


    l’assiolo (otus scops) è il fondamento della dottrina dei valori


    l’ulula (surnia ulula) è un antifurto per auto

    martedì 6 luglio 2004

    una delle peculiarità dell’età moderna, che si sostituisce gradatamente al medioevo, è la nascita del cosiddetto metodo scientifico.


    ora, tramite un rigoroso metodo razionale e sperimentale, si ha fiducia che la ragione e l’esperienza possando restituire un’immagine fedele della realtà.


    il vantaggio del metodo scientifico, specialmente rispetto alla metafisica, è duplice: a) funziona nella realtà e b) mette d’accordo tutti.


    (questa fiducia crollerà inesorabilmente nel xx secolo, quando ci si rende conto che, alla luce dei fatti, non è affatto così)


    il problema della filosofia moderna cambia prospettiva: inizia un percorso in cui ci si chiede se e come il metodo scientifico possa applicarsi alla filosofia.


    a questo punto, vengono sottoposte a “verifica” tutte le conquiste della filosofia alla luce dei nuovi metodi di indagine.


    se avete presente la lezione precedente, la domanda che potreste fare è: ma se la filosofia medievale e moderna (e non solo) non fanno altro che rivoltare concetti inventati dai greci, servono a qualcosa?


    la risposta è sì. essenzialmente per 2 motivi



    • rielaborando concetti noti, spesso si arriva in territori inesplorati, si raggiungono risultati insperati, si aprono nuovi problemi (i filosofi girano spesso in tondo, ricordate?)

    • i professori di filosofia resterebbero ancora più disoccupati di quello che sono (per le offerte vi lascio le mie coordinate bancarie via mail)

    ultim’ora: il danese morten petersen ha chiesto alla sacra rota l’annullamento del matrimonio sostenendo si fosse trattato di un lapsus talami

    lunedì 5 luglio 2004

    sono al vaglio presso la congregazione per la dottrina della fede, le nuove linee della teologia contemporanea.


    secondo il teologo hans brückner, bisognerebbe essere cattivi per essere salvati ed entrare in paradiso.


    i buoni, per essere davvero tali, dovrebbero lasciare il posto a chi è rimasto fuori.


    (cfr. h. brückner, la teologia dei buoni-sconto, ed. bompiani)

    ero alla scrivania e mi stavo osservando da fuori, mentre scuotevo il capo, bustrofedico.


    stavo cercando di insegnare il controcanto di “think” nella versione di aretha franklin (che a quanto mi risulta ha inventato il parafulmine per single) a un coro di gnomi laureati in fisica nuclare e con una spiccata predilezione per il fuori tempo.


    avevo una teoria, in proposito: se fossero riusciti a seguire il ritmo sincopato dei cappelli a punta avrebbero avuto delle chances.


    gli gnomi si stavano innervosendo, oltretutto era giunta notizia che sky tv avrebbe trasmesso il nuovo reality show di mediaset (un uomo ha tre giorni di tempo per convincere cinque donne a cucinare, stirare e rassettare casa per lui. se non ci riesce, come pegno viene intervistato da piccinini. il programma dovrebbe titolarsi “il fesso debole”) invece della finale di wimbledon.


    poi roddick e federer sono entrati in campo e tutto è andato per il verso giusto finchè non ha cominciato a piovere.


    due turisti con una macchina targata svitto hanno iniziato a girare per il paese urlando hop suisse. gli gnomi si sono guardati perplessi, e hanno rinunciato a cantare.

    giovedì 1 luglio 2004

    pensa al futuro, mi dicono tutti ultimamente.


    così mi sono iscritto ad un corso di divinazione, ma è un casino perché ho pagato per 12 lezioni e alla seconda il maestro aveva già previsto tutto, mi ha dato il diploma e mi ha mandato a casa


    sono andato a chiedere spiegazioni


     


    -così non diventerò mai un divinatore, resterò disoccupato a vita


    -visto? ormai vede perfettamente nel futuro


     


    chiaramente non mi hanno rimborsato nulla


     


    data l’incertezza nel mercato delle assunzioni, ma forte di una prestigiosa laurea in filosofia, mando curriculum per nuove posizioni lavorative:


     



    • criptico letterario: gli editori pubblicano un libro e io scrivo una recensione incomprensibile (ne ho già pronte alcune)

    • ispettore di pulizia: controllo il lavoro degli addetti alle pulizie aziendali

    • supporto psicologico per meteoropatici immuno depressi: rispondo al numero verde delle previsioni del tempo

    mercoledì 30 giugno 2004

    verso le 18 mi sono smaterializzato.


    mica è difficile, è una cosa che tira in ballo la legge di conservazione della materia, come mi spiegava il mio maestro del corso di dissoluzione molecolare, uno che parla per esperienza, perché ha preso fisica a settembre tutti i 5 anni del liceo (le molecole dissolute sono mal viste al liceo).


    è che stavo leggermente male. una cosa da fenomeno atmosferico, tipo bassa pressione, nebbia in val padana, cose così.


    ho bevuto un po’ d’acqua ma non è servito. se avessi avuto acqua e zucchero, allora sì, sarebbe stata una soluzione, invece no, solo acqua.


    così mi sono smaterializzato (hai anche il vantaggio che i creditori fanno più fatica a trovarti), non prima di aver personalizzato la mia segreteria telefonica.


    benvenuti al servizio di risposta automatica, l’utente da lei selezionato è impegnato in attività extracorporee: se avete lamentele da fare premete uno, se volete una simpatica musichetta mentre aspettate di parlare con l’operatore premete 2, se volete dei soldi avete decisamente sbagliato numero


    mi sono rimaterializzato verso le 24, giusto in tempo per cenare nel ristorante più informatizzato della riviera, ti fanno anche entrare in cucina per poter osservare i cuochi artificiali.

    martedì 29 giugno 2004

    ci eravamo lasciati sul limitare della filosofia antica: quasi tutti i problemi che sono stati elaborati dalla filosofia, sono stati inventati in quegli anni (il che significa che a) erano molto più intelligenti di noi, e b) avevano molto meno da fare).


    adesso sarebbe tempo di affrontare la filosofia medievale, che in genere sta un po’ sulle palle perché i profani credono che tutta la filosofia medievale sia in realtà teologia.


    effettivamente non hanno tutti i torti, sono profani, mica stupidi.


    ma se la metafisica degli antichi ricercava un principio primo, non siamo molto distanti dallo stesso concetto: riflettere sul mondo e sulla cosmologia, in esseri paranoici come i filosofi, tira sempre in ballo qualcos’altro, specialmente in un periodo storico in cui è il cristianesimo il grande orizzonte culturale in cui si sviluppa ogni tipo di pensiero.


    cristianesimo che a livello dottrinale ha due grandi radici: l’ebraismo (con il creazionismo e la teologia apofatica) e la filosofia greca, (all’inizio quella  di platone, della rivoluzione metafisica, e dell’uno - e del neoplatonismo poi – e, dal xii secolo, aristotele - il principio di non contraddizione e l’approccio logico alle cose -)


    in effetti la filosofia medievale è molto complessa e piena di tecnicismi, e non è il caso di affrontarla in questo corso per quello che ricordo, a parte agostino e tommaso (che siamo abituati a citare insieme, in realtà vivono a 800 anni di distanza, sarebbe come citare insieme federico barbarossa e george bush) non si affrontano neanche alle superiori.

    lunedì 28 giugno 2004

    questo post si autodistruggerà fra 80 minuti

    la marchetta del 2004


    poverino's


    lo sapete, mai fatto queste cose.


    del resto woland (poverino’s) con ricatti e abile ricorso al terrorismo psicologico mi ha costretto a questa cosa, che lui vuole la massima risonanza, dice, per la nuova poverino’s competition fra blogstar.


    considerando che a) misconosco il termine blogstar (immagino sia un nuovo prodotto per il mercato alimentare dopo i ringostar e il dado star) e b) l’unica risonanza che conosco è quella magnetica, come la tempesta che mi attraversa il cervello, trasformo questo spazio in un servizio di pubblica utilità e segnalo alcuni link indispensabili per la sopravvivenza dell’umanità (e che danno un segnale di fiducia per il futuro della nostra specie): le nomination dei poverino’s, la pizza conica, il cesso che sgrida i maschi


    sabato 26 giugno 2004

    cervello momentaneamente impegnato in opera di disboscamento e bonifica mentale. si prega di riprovare più tardi

    giovedì 24 giugno 2004

    il tempo è circolare. a volte anche il tempio è circolare. l’assegno, invece, è rettangolare, nonostante quello che dicano i bancari che puntano a confondere l’utente.


     



    il file ciccio.dll sì è preso una lunga vacanza sull’hindukush e windows rifiuta di farmi accedere come utente fino a che non attivo online la copia di XP (il virus elargitomi all’acquisto del PC). non sarebbe neanche male come procedura di sicurezza, se non succedesse tutte le volte che accendo il computer.


    in omaggio al mondo reale, mi è diventato virtualmente impossibile accedere al sistema.


    avviso XP che se vuole lottare per il predominio del mio cervello deve mettersi in coda. per rendere più vivido il concetto, gli levo la corrente.


     



    qualcuno mi ha spiegato che il mio cervello contiene dei neuroni erranti, ma io non ho mica capito dove sbagliano.


    pare che alcuni neuroni abbiano chiesto asilo politico alla corea del nord, asilo negato su pressioni USA che l’avrebbero considerata un’ulteriore violazione del trattato di non proliferazione di armi non convenzionali.


    ho subito indetto una riunione con me stesso per evitare altri danni.


    onde evitare il collasso economico, ho firmato un contratto con alcuni sponsor. i miei sogni verranno interrotti dai consigli per gli acquisti e un’apposita commissione ne valuterà il contenuto morale.


    sempre da contratto, per destabilizzare l’area dei consumatori e seminare panico da sublimare in acquisti, dovrò compiere alcune azioni di rat-fucking: da domani navigo con lynx per incrementare la voce “sistemi sconosciuti” che getta nel panico gli utenti di shinystat.


     



    (si avvisa la protezione animali che nessun topo è stato molestato per la stesura di questo post. il correttore di bozze ha inavvertitamente spaventato un cavedano che ora è stato inserito in un corso di sostegno psicologico per i disordini da stress)

    martedì 22 giugno 2004

    mi sveglio e esco dall’urna cineraria (che poi in realtà è un canopo in bucchero, ma poi mi dicono che parlo complicato) dove mi ero rifugiato la notte prima, dopo aver guardato la metà destra di francia-svizzera sulla TSI2 (mi sa che avevo un divano a coprirmi la visuale, ma è pure probabile che sia affetto da scotoma cerebrale)


    mentre arrivo al lavoro il mio cervello trasmette una vecchia pubblicità del saccottino, sulle note di as the years go passing by nella versione degli animals.


    al semaforo un arabo cerca di vendermi un trattato sull’unità dell’intelletto agente rilegato in brossura, ma io le brossure mica le sopporto e declino gentilmente. anche lui mi risponde in latino.


    cerco di recitare opel mantra di conforto, che il pomeriggio ho in programma una partecipazione ad una conferenza organizzata da una nota casa produttrice di software che, per assicurarsi la perfetta riuscita dell’evento, si è premurata di fornire poltrone comode e avvolgenti ed eliminare la pausa caffè.


    in effetti, mentre scivolo sulla poltrona fino ad appoggiare esclusivamente l’ottava vertebra cervicale (nel frattempo la famiglia orfei al completo mi dedica un fragoroso applauso e cerca di mettermi sotto contratto) prende la parola il secondo relatore, e la situazione prende una piega vagamente lacustre


     


    alcune cose che ho scoperto alla conferenza:



    • le icone si possono dragare

    • il programma di punta della nota casa di software ha 2 branchie

    • per traccare ci vuole una piattaforma (qui immagino intendesse “attraccare”)

    sulla strada del ritorno, per tenermi sveglio, su radio 1 riccardo cucchi recita tutte le formazioni dell’italia agli europei dal 68 ad oggi.


    arrivo a casa e mi ritiro in una camera iperbarica per un debriefing post trauma.

    lunedì 21 giugno 2004

    ho gli assoni disallineati.


    contavo di risolvere il problema frequentando un corso di aikido neuronale, ma il maestro shinobu maryuama è stato bloccato all’aeroporto a causa di un’errata trascrizione del cognome da parte del consolato nipponico e per via delle sue qualità stupefacenti di guaritore.


    il fatto che l’errore sia del consolato, non è affatto consolante.


    per riprendermi dalla delusione decido di rilassarmi nuotando nei cristalli liquidi.


    il fatto è che probabilmente dovrei dormire di più (infatti maryuama, che ha stilato una baedeker cerebrale, sostiene che un disallineamento degli assoni non può che renderti assonnato).


    è una questione di taratura del ritmo circadiano, immagino, che mica voglio fare la fine di quei cani nervosi e stressati che abbaiano a chiunque si avvicini (come dice il proverbio, can che abbaia non dorme)


     


    errata corrige: il libro del professor stefani "il bastone e la garrota" (che contiene anche un compendio sulla ionoforesi applicata ai prigionieri) è pubblicato da marcos y marcos (ferdinando e imelda)

    venerdì 18 giugno 2004

    nel suo saggio “tempo supplementare: l’invenzione del calcio e le dimensioni parallele”, arthur kingshow, ricercatore di fisica quantistica e docente di antropologia presso l’univerità di lovanio, dimostra una volta per tutte che il gioco del calcio ha avuto origine in inghilterra, quando i druidi si disputavano il diritto di officiare il rito del solstizio cercando, con il solo ausilio dei piedi, di far rotolare una rudimentale palla fatta di stracci attraverso il dolmen avversario.


    la tesi è avvalorata anche dalla dispensa di hans groß “altrimenti a che cazzo serivrebbe un dolmen” disponibile presso la biblioteca universitaria di graz

    giovedì 17 giugno 2004

    MSN europei (gibt es kein becco hier?)


     


    Sergio scrive:


    ciccio?


    eddie (a pranzo) scrive:


    ecchime (il pranzo è un barbatrucco)


    Sergio scrive:


    ti conosco mascherina


    eddie (a pranzo) scrive:


    no che non mi conosci. altrimenti sapresti che mi chiamo eddie, mica mascherina


    Sergio scrive:


    sei sicuro? no, perchè avrei giurato...


    eddie (a pranzo) scrive:


    e invece no, te pensa....


    Sergio scrive:


    tepè...?


    eddie (a pranzo) scrive:


    tepee, quello degli indiani


    Sergio scrive:


    ah, ecco...


    eddie (a pranzo) scrive:


    forse stavi cercando "adecco"


    Sergio scrive:


    no, è una vita che cecco, non solo adecco...


    eddie (a pranzo) scrive:


    “è una vita de cecco”, era la pubblicità della pasta (mentre stam becco è un insulto allo stopper dell'olanda)


    Sergio scrive:


    quindi batti becco è l'incitamento dell'allenatore avversario?


    eddie (a pranzo) scrive:


    esattamente. invece princis becco, è una allusione alle sue origini nobiliari


    Sergio scrive:


    e se non lo schiera dice "non metto becco"...


    eddie (a pranzo) scrive:


    se invece qualcuno lo fa incazzare dice "se ti becco", ossia “ti trasformo in un energumeno con evidenti limiti intellettivi”

    mercoledì 16 giugno 2004

    per quello ti accorgi che è estate, perché arriva il momento delle feste di paese.


    quelle cose tipo la festa dell’unità e la sagra dell’agone, con tanto di bancarella e friggitrice, e una bandiera cubana che ancora si sta chiedendo dove diavolo è finita.


    come dire, se è nuvoloso e non ci si può tuffare nel lago, ci si tuffa nell’agone, che tanto ci sono gli europei di calcio.


    più defilato, un socialdemocratico solitario con una bancarella instabile e il cartello “chi cerca trota”.


    mi concentro, depisto l’anticiclone delle azzorre e materializzo un devastante temporale estemporaneo sulla pesca di beneficenza e sulle barche dei pescatori, poi vado a dormire tranquillo.


    per la legge del contrabbasso (che punisce i musicisti indisciplinati) al mio risveglio ho trovato un crop circle sul tappeto.


     


    ultim’ora


    nel solco delle scuole di partito, partirà a settembre una nuova trasmissione per lanciare la nuova star della politica italiana


    in arrivo dall’accademia mediaset la prima edizione di “saranno fumosi”, un reality show studiato per avvicinare i giovani alla carriera politica.
    in palio per i primi tre un sottosegretariato e due poltrone in una commissione ministeriale a scelta.

    lunedì 14 giugno 2004

    le cinque domande più intelligenti in un seggio elettorale


     



    • ma per votare devo entrare lì dentro?

    • mi ha chiesto la carta di identità perché sono di lamezia terme?

    • *accarezzando la beretta*: posso entrare armato? (vabbè, era il finanziere)

    • io il comune non ci capisco niente. la annullo, eh?

    • io ho votato a matita, va bene lo stesso? cioè, non è che dopo me lo cancellate?

    venerdì 11 giugno 2004

    a letter from nowhere


     


    razionalizzare è un’ottima strategia. l’importante è non prendersi troppo sul serio.


    entri in acqua e mentre nuoti immergi la testa, ritmico, e ad ogni immersione nel buio è come se milioni di cellule si svegliassero improvvisamente.


    il lago è fatto di correnti, caldo e freddo è questione di pochi metri.


    primo bagno della stagione.


    quasi nessuno qui a quest’ora, che è il momento migliore della giornata e tutto il resto può aspettare.


     


    il sole sta scomparendo dietro le montagne e io guido rilassato, mentre cerco di sostituirmi al coro di you can close your eyes di james taylor. sottovoce, che io sono bravissimo, ma si sa come sono i musicisti, capaci che ti fanno causa per niente.


    qui la vita si srotola come un tappeto usato e io tutto sommato sopravvivo. l'ho inserito nei miei successi personali, insieme a quella volta che ho vinto un pesce rosso al luna park e a quando all’età di nove anni ho imparato a dire la erre.
    poi poco altro.
    aspetto un tacito evento, che so, una improvvisa donazione da parte di parenti sconosciuti completa di agnizione, cose così.

    giovedì 10 giugno 2004

    quando sento vicino il pericolo decido di approfittare di quello che ho imparato al corso di attività extracorporee.
    nonostante quello che dicano, il bello delle esperienze extracorporee è che qualsiasi cosa succeda al tuo corpo, tu non sei lì.



    ho in programma una serie di concerti per chitarra e spremi agrumi elettrico nel deserto del sonora,


    ma non sono sicuro della buona riuscita della manifestazione. quando ho chiesto agli organizzatori se c’era corrente, prima hanno fatto gli indiani, poi mi hanno risposto: ‘solo se si alza il vento’.


    intanto preparo locandine e animazioni da proiettare sul maxi schermo. infilo i loghi in .fla dei comuni che patrocinano l'evento in una cartella sul desktop chiamata loghi_comuni, di fianco al file dafare.txt che compare di default su tutti i pc aziendali.
    metto in sottofondo ‘lexotango’, il rilassante pezzo che piazzolla ha composto il 5 luglio’92, e mi sottopongo ad un trattamento di dismnesia volontaria (uno dei metodi consiste nel pronunciare la parola ‘dismnesia’ 27 volte di fila e concentrandosi sul suono che emettono le labbra)


    alcune cose che ho imparato oggi



    • il concetto di ‘malfunzionamento’ è decisamente variabile

    • trovare appunti universitari risalenti al 1994 è abbastanza inquietante. scoprire che non siamo nel 1997 lo è ancora di più. temo un complotto internazionale.

    martedì 8 giugno 2004

    su una terrazza di fianco all’ufficio, alcuni muratori dall’accento incomprensibile, cronometro alla mano, azionano un martello pneumatico ad intervalli regolari di 14 secondi. pare sia uno dei 25 modi segreti per aprire falle nello spazio tempo. almeno questo è quello che abbiamo capito, anche se non siamo del tutto sicuri di aver tradotto correttamente.


    decido di uscire dall’ufficio per evitare il martellamento, almeno questo me lo ricordo.


    nel frattempo il martello pneumatico entra in risonanza con alcune connessioni neuronali e un comitato di cellule cerebrali decide di entrare in clandestinità.


    quando mi sveglio sono seduto sulle scale con in mano una copia di donnola moderna, il settimanale gossip più trendy del bosco.


    mi rialzo e trovo immanuel kant che ridacchia sul pianerottolo e mi prende in giro.


    -sei un fenomeno- mi dice, mentre cammina per non perdere tempo.


    vorrei ritirarmi in una capsula criogena, ma non sopporto il freddo.

    domenica 6 giugno 2004

    henry cornwell, antropologo e docente di biodiversità all’università di pasadena, sostenitore di un approccio regionalizzato alla razionalità, e profondamente contrario alla standardizzazione delle popolazioni in base al modello di pensiero logico scientifico occidentale, ha pubblicato “matematica del cazzo”, il resoconto di un soggiorno di un mese passato con una popolazione della foresta pluviale in cui solo i maschi sono abilitati alla vita pubblica, vivono nudi, e hanno elaborato un sorprendente sistema numerico in base 21.


     



    disclaimer: questa frase concorre al premio per il periodo di senso compiuto più lungo e involuto dell’anno: per leggerla correttamente si necessita di un uso adeguato della respirazione.


    l'autore declina qualsiasi responsabilità per casi di enfisema, asma, spasmi bronchiali e capogiri causati da un'errata affluenza di ossigeno al cervello.

    venerdì 4 giugno 2004

    arriva il favonio e diluisce l’aria, muove un’ansia sopita, un fremito che attraversa le cose, ma le attraversa soltanto, senza svegliarle del tutto.


    l’aria calda si riversa nelle valli, sul lago, nelle ossa. è un po’ come sentire on the road again di john mayall


    per un istante ho un briciolo di consapevolezza, lungo più o meno quanto la vita media di un pione.


    poi cerco di far passare il tempo, ma quello si applica già di suo.


    da quando ho dismesso l’apparecchio ortodontico per passare a strumenti di tortura più flessibili, mi dedico all’igiene orale e mi ci applico, tipo gli adesivi; che gli scritti li ho passati qualche tempo fa. adesso per combattere gli spostamenti della placca ho ingaggiato mazingazeta tartar control


    poi tento di far conversazione con alcune piante che però si dimostrano poco disponibili all’approccio (decisamente ho di che imparare) fino a che il mio cervello non manda la sigla rai di fine delle trasmissioni, con l’antenna che si muove fra le nuvole.


    mi procuro un buon neurolettico e mi ritiro nelle mie stanze a comporre madrigali.


     


    ultim’ora


    dopo supereva, la prima donna che ti guida in rete, è in arrivo porcaeva, la prima donna che ti riempie di spam erotico la casella di posta

    giovedì 3 giugno 2004

    la nuova frontiera del reality show


    dieci ragazzi vengono ospitati in un ospedale dove si trovano alcuni malati.


     i ragazzi, improvvisando tecniche di guaritori orientali dovranno curare i pazienti evitandone la morte.


    dovranno sostenere alcune prove di guarigione e verranno giudicati da un'apposita commissione medica, oltre che dal pubblico e dai pazienti stessi.
    già pronto il titolo, “amji di maria de filippi”

    mercoledì 2 giugno 2004

    mi sono svegliato con un peso sullo stomaco. dovrei smetterla di addormentarmi nel centro fitness dietro casa.
    la mia testa stava sperimentando il concetto di maelström cerebrale. dev'essere stata la birra di ieri sera. o il gin tonic.


    non dovrei mischiare, in effetti. ho un'età ormai (tecnicamente, ce l'hanno tutti, se non sono morti).


    ho iniziato un corso di medicina tibetana sotto la supervisione di un lama (non è affatto male, se riesci ad evitare gli sputi).


    solo che mi hanno selezionato per fare il saggio di fine anno.


    io non sono abituato alle attenzioni: quando da piccolo mi hanno detto che potevo realizzare un mio desiderio ho intagliato nel das un re longobardo.


    comunque dovrei stare lì con una tunica bianca, farmi chiamare maestro e dire cose che sembrino intelligenti, tutto quello che un saggio dovrebbe fare.
    sarà decisamente faticoso. anche perché quando tento di annuire mi si mischiano i neuroni ed è possibile tornare alla configurazione iniziale solo con la formula di smoluchowski per il calcolo del moto browniano


    ultim’ora
    il professor stefani, docente di diritto internazionale alla liberà università di carrara, nonché autore del prestigioso saggio "il bastone e la garrota" (adelphi) sarà chiamato a dirigere una commissione ministeriale per studiare il rapporto fra le torture e le tecniche di persuasione di massa.


    il professor stefani attualmente sta lavorando ad un progetto che mira a dimostrare come il suicidio sia un modello di esistenza perfettamente ergonomico.

    martedì 1 giugno 2004

    MSN (fragt man, bitte)


    eddie scrive:


    novità?


    Sergio scrive:


    mi compro un gruppo di continuità, mi trasferisco in campagna


    Sergio scrive:


    (le due cose sono strettamente collegate, visto che la tensione in campagna ha un andamento gaussiano...)


    eddie scrive:


    gaussiano? ti riferisci a franco gaussio, vero?


    Sergio scrive:


    no, al presidente gaussi


    eddie scrive:


    i gruppi di continuità non sono quelle comunità dove deve restare sempre acceso uno spinello, 24 ore su 24 come la fiamma olimpica?


    Sergio scrive:


    qualcosa del genere. È un gruppo di persone che riesce a mantenere sempre alta la tensione


    eddie scrive:


    alta tensione non era un film di un regista holliwoodiano a caso, dove bruce willis faceva l'elettricista?