mercoledì 2 aprile 2008

dopo aver questionato con delle forme di vita intelligenti provenienti dal mio frigorifero sull’opportunità di cucinare qualcosa di anche vagamente commestibile, martedì sera sono stato alla riunione del comitato di controllo per la salvaguardia dagli ufi.

la riunione di martedì era incentrata sul libro “come salvare il pianeta in quattro mosse” in cui aldiprando arnesson analizza in alcuni capitoli il problema degli ufi crudeli e i possibili rimedi da adottare (anche se il mio rimedio preferito rimangono sempre gli gnocchi al ragù fatti in casa). altri metodi come il feroce combattimento™, secondo noi andrebbero adottati a distanza, che so, tipo che versi 5 euri al mese a una onlus.

nel suo secondo libro “sì, ma esiste un motivo sensato per farlo?” aldiprando arnesson si concentra più sulle ragioni etiche a cui rimandano i rimedi adottati, anche se a dire la verità molti al comitato cominciano a convergere sulle posizioni che arnesson verrà ad assumere nel suo terzo e definitivo libro intitolato “no”.

ci sarebbe anche un quarto libro intitolato "anche perchè ho lasciato il gatto sulla pentola a pressione e la metropolitana in seconda fila", ma alcuni critici sostengono che in quest'ultima opera la prosa di arnesson sia meno rigorosa dal punto di vista scientifico.

poi siamo usciti di pattuglia per alcuni minuti, almeno finché non ci siamo chiusi in un bar a bere monte di colore (il comitato di controllo per la salvaguardia dagli ufi tiene molto alle forme di politically correctness) da cui ci hanno cacciato quando abbiamo cercato di pagare con la carta di credito di spennacchiotto.


ultim’ora

una catena di supermercati ha annunciato con una conferenza stampa il lancio di una nuova campagna pubblicitaria volta alla sensibilizzazione verso il ruolo della donna nella società contemporanea, che avrà come claim lo slogan no woman no crai


mercoledì 26 marzo 2008

è risotto come aveva detto, alleluia (mt 28,6) part iii


giro per il balcone dell’ufficio con in mano un’antenna portatile (cioè, lo è diventata dopo l’intervento di alcune raffiche di vento molto mirate) mentre, coperto da un lenzuolo, faccio il mio numero della statua della libertà cercando di impressionare il gatto. ad ogni modo, nonostante tutti i miei tentativi, non sono riuscito a prendere la tsi. però forse ho preso il raffreddore, non so se vale.

il mio maestro spirituale sostiene che uno dei segreti per una vita felice sia travestirsi ogni tanto da secret squirrell e mangiare più pannocchie possibili. occorre anche dire che il mio attuale maestro spirituale è un coniglio che vive in una vetrina del centro, quindi forse la cosa delle pannocchie va presa un po’ con le pinze.

la sera arrivo a casa, metto sullo stereo miles gloriosus davis, nella partitura per stendipanni preparato e tramontana, poi lancio una campagna di sensibilizzazione contro il piattume che invade l’universo, ma specialmente il mio lavandino.


alvar aalto gradimento

io: non capisco perché gli architetti si ostinano a progettare delle case con un vano accessorio. cioè, se è vano, perché ce lo metti?

xx: sei un cretino

giovedì 20 marzo 2008

ogni tanto qualcuno mi chiede consigli per i nomi da dare a gatti o animali in genere (io adoro dare i nomi agli animali, ma poi non mi ascolta mai nessuno. neanche gli animali, per dire).

quindi ecco una lista di alcuni nomi possibili per il vostro animale domestico, sennò smettetela di chiedere consigli a me, e cercatevi il nome sulle pagine gialle (io adotterò un animale domestico solo il giorno in cui lui avrà delle idee su come pagarsi il cibo e l’affitto).


socioaci

kamchakta

gregorio settimo milanese

horatio nelson

grande spirito

universo

seatibiza

bolivia (newton john)

allotropo

annunziato

gioitempest

papagiovanni xxiv

valdir peres

metrebus


(alcune possibili frasi da usare in eventi mondani o, a scelta, in rinomati centri di igiene mentale)

- sì, io sono socio aci, e anche il mio gatto

- sono molto religioso, papa giovanni mi appare sul letto tutte le notti

- se non torno a casa presto stasera la bolivia muore di fame

- odio quando l'universo mi sale sul divano

- le pulci hanno dichiarato guerra alla kamchakta

- devo portare seatibiza dal veterinario

- sono disperato, è morto horatio nelson

- gioitempest ha una voce orribile

- stamattina il grande spirito ha vomitato sul tappeto

- valdir peres non teneva una palla neanche per sbaglio

lunedì 17 marzo 2008

verso le cinque e trenta del mattino una pletora di animali cinguettanti fischiettano la melodia de il ponte sul fiume kwai (un film sull’insensatezza della guerra in cui dei militari giapponesi costringono dei prigionieri a costruire un ponte su di un impermeabile da tasca spacciandolo per un fiume).

visto che grazie a trenitalia, dopo aver passato il sabato sera a recitare poesie come la pioggia nel pigneto e a cercare stelle cadenti nella notte di san lorenzo, domenica ho esaurito il bonus di bestemmie per l’intero decennio*, decido di non infierire sui pennuti.

arrivo in ufficio e un controllore di trenitalia travestito da tecnico dell’ascensore mi informa che a causa di un problema tecnico dovrò farmi 5 piani di scale a piedi.

mi faccio aprire la porta dal gatto e vado in cerca del certificato di infermità mentale che tengo nel cassetto della scrivania, insieme al germano reale e al poster di bertoni e derticya.


* se qualcuno avesse notato un insolito sovraffollamento di santi e madonne sulla metro b** intorno alle 20 di domenica sera, ecco, non era una coda folcloristica della domenica delle palme. già che ci siamo: se qualcuno avesse un video di me che prendo a calci delle innocenti porte della metropolitana sotto lo sguardo attonito degli astanti, è pregato di distruggerlo.

** chiamata anche lineare b dagli studiosi per la sovrabbondanza di misteriosi cartelli atti a far percorrere all’utente il percorso più lungo possibile per arrivare all’uscita sbagliata.



ultim’ora

secondo alcuni recenti studi di johnathan materson, docente di psicologia applicata e strategie adattive alla libera università di des moines (iowa) nonché autore del libro “avere il mondo ai tuoi piedi ti invoglia a calpestarlo” pare che la risposta corretta per chi viene sottoposto al test di rorschach sia quella di chiedere uno smacchiatore.


lunedì 10 marzo 2008

il comitato centrale di sicurezza per la salvaguardia del pianeta e per il controllo delle attività degli ufi sta vagliando alcuni messaggi ricevuti da una civiltà aliena che conterrebbero il messaggio finale sul senso della vita sul nostro pianeta.

ovviamente si è subito scatenato un dibattito sull’autenticità del messaggio e sull’opportunità dei divulgarlo (secondo alcune teorie antropologiche, la specie homo sapiens preferisce ignorare alcune cose fondamentali per la sua esistenza, anche se queste cose potrebbero in un futuro portarla all’estinzione. sempre secondo le stesse teorie, non è detto che questa sia una politica sbagliata).

comunque alcuni detrattori sostengono che i messaggi ricevuti non riguardino il senso della vita sul pianeta terra, ma che si tratti in realtà delle istruzioni in svedese per montare un armadio a doppia anta.

pochi sono stati in grado di porsi la domanda corretta dal punto di vista olistico, ossia dove sta scritto che le due cose non possano coincidere.

io resto ore a guardare la pioggia che cade sui balconi e in pausa pranzo provo a catalogare nuove forme di grigio da rivendere alla pantone® in modo da diventare ricco entro il prossimo millennio. nel frattempo cerco di convincere alcune formiche a lasciare libero il soggiorno (non sono cattivo, però, dico, volete usare casa? possiamo parlarne, ma almeno pagate la vostra quota di affitto).

poi ho di nuovo uno stereo, e la sera ascolto sassofonisti in grado di esprimersi liberamente negli stili cool jazz, acid jazz e panta jazz.


martedì 4 marzo 2008

ultim’ora

wayne maloney, milionario del montana, ha annunciato che correrà da indipendente per le presidenziali statunitensi del 2008 con un programma basato interamente sulla drastica riduzione della settimana lavorativa.

i sondaggi lo danno in forte rimonta, soprattutto dopo la presentazione del claim della sua campagna elettorale che sarà: yes, weekend



traslochi

io - cosa c’è lì dietro?

xx - sacchi di juta

io - come sai che sono di juta? c’è il timbro di salt lake city?

xx - sei un cretino

giovedì 28 febbraio 2008

stavo scrivendo la sceneggiatura di un film intitolato ‘i ragazzi della via ntsc’ e contemporaneamente litigando con delle formiche per il possesso di una porzione di soggiorno (peraltro con scarsissimo successo e dimostrando, nel caso ce ne fosse bisogno, la superiorità del phylum arthropoda su quello chordata) quando dal comitato di controllo per le attività degli ufi sul pianeta mi chiedono se posso uscire di pattuglia.

dovrei sostituire un nano da giardino (è uno dei nostri migliori elementi) che a quanto pare si è rinchiuso in garage dopo un incontro ravvicinato con una volpe.

quindi la sera cammino sul lungolago (oltretutto lì si concentrano i bar della zona, ed è sempre possibile che gli ufi si infilino in un bar per non farsi riconoscere mescolandosi agli autoctoni. quello che gli ufi non sanno è che gli autoctoni qui non esistono) disquisendo con le papere sui massimi sistemi (i cavedani hanno altro da fare e l’unica altra forma di vita senziente in giro è un fanatico di jogging che sembra una via di mezzo fra sebastian coe e un malato di corea di huntington: secondo me non è pronto per una disquisizione sui massimi sistemi. ma neanche sui sistemi welters, o sui sistemi gallo).

poi sul tardi mi sistemo sul balcone e aspetto che una stella cadente o, a scelta, della lattoneria cadente mi arrivi in testa (per la legge dei grandi numeri pare sia più probabile la seconda, anche se con effetti leggermente differenti. ma non disperiamo).


disclaimer

ad un lettore attento potrebbe sembrare che qui si stia esagerando con le parentesi. io mi sto ancora chiedendo perché un lettore attento dovrebbe leggere questa roba, ma comunque.

questo scritto concorre al premio per il post con più parentesi inutili per l’anno 2008 (primo premio un soggiorno per due persone di 3 ore a magadino (ch)).

nessuna parentesi è stata maltrattata per scrivere questo post, e, nel caso, sono regolarmente seguite da periodi di debriefing con terapeuti autorizzati.


venerdì 22 febbraio 2008

il professor dieter angst, docente di storia della scienza alla libera università di watford (hertfordshire, uk) nel suo libro “popper è un epistemologo, non una droga sintetica” critica la teoria di hugh everett sugli universi paralleli: secondo il professor angst la teoria è incompleta perché non vengono contemplati gli universi perpendicolari.

dal punto di vista pratico, l’unica variazione che mi riguarda è che invece di un universo da salvare adesso ne ho infiniti.

voglio dire, se non mi vedete, avrò pure i miei motivi (oppure avete di nuovo dimenticato gli occhiali).


poi mercoledì c’è il sole, i parcheggi sono disponibili solo su ordinazione e un’armata di lanzichenecchi invade il paese, e da fonti non ufficiali che monitorizzano la situazione collezionando numeri di targa svizzeri sembra che siano presenti tutto il nidwaldo, l’obwaldo, e l’oswaldo (un pastore di engelberg).

nel frattempo, l’associazione sindacale dei numi tutelari ha indetto uno sciopero di una settimana a partire da oggi.

non che la cosa mi inquieti granché, il mio nume tutelare è in pausa caffè dal 1981, quindi non dovrei notare troppo la differenza (il problema dei numi tutelari è che essendo atemporali (ossia da loro non piove mai, insomma, si tutelano pure loro) hanno un rapporto con il tempo tarato sull’eternità: concettualmente il mio potrebbe stare in pausa caffè fino al 2831 senza che nessuno dica niente).


giovedì 14 febbraio 2008

natura morta con costante di feigenbaum (questo non è un medicinale, potete fare a meno di leggere le avvertenze e il foglietto illustrativo)


quando sei piccolo, nessuno si preoccupa di spiegarti cosa sta succedendo. come se a te non interessasse, come se fossi troppo piccolo per provare a capire. di norma un bambino è piccolo, ma mica è stupido.

invece quando anche i grandi non hanno idea di quello che sta succedendo, allora provano a mentire per spiegarti che è tutto a posto (d’accordo, è una strategia idiota, ma che altro ti aspetti da un adulto?).

io ci sono due cose che non mi piacciono per niente, i croccrodilli e i film di paura. i croccrodilli perché ti mangiano quando meno te lo aspetti, e mica è leale, cioè, almeno avverti. i film di paura perché fanno paura (quella dei film di paura si capiva, mica dovevo spiegarlo, però poi ho pensato che ci sono un sacco di persone che si fanno domande ovvie e allora era gentile rispondere).

poi però bisogna anche dire che le cose sono più complicate di così, tipo che bianca e bernie è un film di paura perché ci sono i croccrodilli (in generale quasi tutti sono film di paura, anche senza croccrodilli; io non so perché le persone guardano i film di paura, non gli basta la vita?)



il mercoledì in pausa pranzo io e un paio di carpe di allevamento ci troviamo a meditare sui testi del professor john krasnich, docente di dottrine zen alla libera università del maine, e autore del libro “se hai raggiunto l’atarassia vuol dire che non correva troppo veloce” (ed. marsilio).

per ora non è che stia ottenendo grossi risultati, ma sto familiarizzando con le carpe, e sono convinto che questo sia lo spirito giusto (come dicono i medium).

in questo periodo ho anche sviluppato una propensione a sdraiarmi sotto i tavoli per dormire e ad alzarmi di scatto nel tentativo di procurarmi una commozione cerebrale, però almeno non sento più le voci come giovanna d’arco e suo fratello donnie (che poi, sentire le voci non sarebbe neanche male, se solo avessero qualcosa di interessante da dire).

la sera invece esco nel freddo di qui, e ogni tanto vorrei che venissero gli ufi a prendermi.


mercoledì 6 febbraio 2008

io e il gatto disquisivamo di saggezza popolare applicata alla vita di tutti i giorni.

il problema nasce sull’ermeneutica dei proverbi che, come tutti possono quotidianamente constatare, lascia molto a desiderare. questo è dovuto al fatto che a volte l’interpretazione è effettivamente errata, oppure perché semplicemente è sbagliato il proverbio, che si è modificato nel tempo dal suo aspetto originario, fino ad assumere l’aspetto comune che noi conosciamo.

espressioni come “non c’è due senza tre” (dovrebbe significare che se ho due euro, ne ho anche tre? o che ontologicamente il due non esiste, ma esiste solo il 23?) oppure “tra moglie e marito non mettere il dito” (è un invito ad evitare pratiche sessuali promiscue? e in che modo?) o anche “mai piangere sul latte versato” (perché lo si allunga e perde la sua genuinità? oppure significa posso piangere solo se lo lascio nel pentolino?) sono ovviamente frasi senza senso alcuno.

ecco come dovrebbero essere alcuni proverbi nella loro forma originaria, con la corretta interpretazione.


1. mai piangere sul latte macchiato

se non lo volevi macchiato non dovevi mettere il caffè. se ce lo metti, poi non devi piangere. quindi prima di fare qualcosa, pensaci.

2. tra moglie e marito non mettere il mito

in un rapporto a due, mai mitizzare qualcuno o qualcosa di reale

3. tanto va la gatta al largo che ci lascia lo zerbino

se lasci andare una gatta al mare, mettendola su uno zerbino, lei cercherà di tornare a riva, ma eviterà di portarsi dietro lo zerbino. funziona anche con i gatti maschi.

4. chi non sa sentire, non sa regnare

il regnante deve ascoltare i sudditi, se vuole sopravvivere a lungo

5. non c'è bue senza re

un animale di allevamento ha sempre bisogno di qualcuno che lo governi

6. can che abbaia, non dorme

se fa tutto quel casino, è evidente che è sveglio

7. chi la fa, l’aspetti

non è che puoi stare in bagno meno di trenta secondi. se vuoi che le cose funzionino, devi prenderti il tuo tempo

8. chi non risika, non rosica

se giochi a risiko, abbi cura di preparare prima degli stuzzichini, in modo da non doverti alzare durante il gioco interrompendolo a più riprese e attirandoti l’odio degli altri partecipanti. se invece non giochi a risiko, puoi anche lasciar perdere.

9. non menare il can per l’aja

rispetta tutte le specie viventi, soprattutto in olanda visto che la protezione animali lì è molto efficiente.

10. chi dorme non piglia pesi

se rischi che qualcuno ti dia troppe cose da fare, resta a dormire, che è la cosa più intelligente da fare.


(questo post è stato scritto con il fondamentale apporto della simo (per almeno una riga, credo). nessuna simo è stata maltrattata per scrivere questo post, nonostante le simo, in genere, sostengano il contrario)


venerdì 1 febbraio 2008

io ed alcune alborelle della zona ci riuniamo il martedì sulle rive del lago per dei cicli di corsi di autocoscienza (il fatto è che le alborelle mi surclassano sempre sul piano dialettico, ma io non demordo).

il mio maestro di insabbiamento emotivo* sostiene che è importante l’autocontrollo come forma di atarassia durante le situazioni emotivamente difficili, tipo, che so, quando non trovi parcheggio, o quando ti finisce la sinalco®.

uno dei metodi migliori, a quanto sostiene lui, è recitare mantra presi in prestito dalla saggezza orientale, come ad esempio: “ci resto di stucco, è un barbatrucco”; (c’è anche da dire che il mio maestro di insabbiamento emotivo è un criceto siberiano, non credo abbia grossi problemi di parcheggio).

il resto della serata lo passo in missione di pattugliamento ufi (le missioni esterne durano poco perché di inverno gli ufi non volano volentieri, perché c’è freddo, e nebbia, e poi vanno a sbattere contro gli altri dischi volanti, e allora preferiscono stare nei bar, come sa chiunque abbia letto la fondamentale opera guida essenziale agli ufi e alle specie aliene di alexander pernenbrod).

poi finito il turno arrivo a casa, metto sullo stereo la sinfonia n. 12 (la chiarificatrice) di jas kowecinskij, nella partitura per cembalo ungherese e turbina brown boveri, e mi chiudo in un cassetto della scrivania.


* l’unico nobile scopo di eliminare le emozioni è poter concorrere al premio ‘macchina di turing 2008’. in palio ci sono

una fornitura di soprammobili polacchi degli anni ’70 e una confezione di bactrim scaduta (d’accordo, non saranno granché come premi, ma se uno elimina le emozioni, poi che gli frega?)

martedì 29 gennaio 2008

del perché trenitalia è il male e di come ho esaurito il bonus bestemmie per l’anno 2008 in una sola domenica di gennaio.


milano - casa eddie, con trenitalia, distano circa 90 km.

io arrivo in stazione a milano, in tempo per salire sul treno delle 11.30 per trista cittadina di provincia G., dove dovrei prendere la coincidenza per casa.

arrivato nella trista cittadina di provincia, scopro che il treno delle 12.13 che dovrei prendere è soppresso per sciopero.

in biglietteria, un individuo con una brillantezza espositiva simile a quella di un protozoo mi spiega che c’è sciopero, ma visto che è domenica non si dice che c’è sciopero. cioè, non c’è sciopero, però in effetti c’è.

sorvolo sulle implicazioni metafisiche della questione e chiedo informazioni sui treni successivi

ora: per arrivare a casa eddie, la domenica, c’è solo un treno ogni due ore. potrebbe sembrare che trenitalia ami creare disagi ai suoi clienti, ma in realtà la motivazione è più fondata e profonda: la religione di trenitalia non permette, nel giorno del signore, che un treno arrivi a destinazione in un orario rappresentato da un numero pari in quanto, essendo divisibili per due, i numeri pari sono il simbolo del demonio (non sto a ricordarvi che “diavolo” etimologicamente deriva da dia-ballein, ossia divisione); essendo la durata del viaggio di poco meno di un’ora, tutti i treni possono partire solo in ore pari, tranne il 19.13 che arriva sì alle 20.09, ma essendo il 19 un numero primo, annulla gli effetti della maledizione.

l’organismo unicellulare parlante che sta in biglietteria mi spiega che lo sciopero (che non esiste) finirà tassativamente alle 17.00 (pur non essendoci), quindi i treni delle 14.13 e delle 16.13 non sono affatto garantiti. cioè potrebbero partire. ma potrebbero anche non partire. oppure potrebbero trasformarsi in un vaso di fiori o in un dinosauro, per quello che ne sa lui e il resto dei dipendenti di trenitalia presenti.

dunque la prospettiva è rimanere dalle due alle sei ore in una ridente cittadina le cui massime attrattive sono comprare eroina a prezzo modici, fornire la possibilità suicidarsi senza dare troppo nell’occhio, e una stazione priva di sala d’attesa.

decido di tornare a milano, mentre sgrano una teoria di madonne da fare invidia alla sala del trecento senese del museo degli uffizi.

mi ripresento in stazione alle 17.30, mezz’ora dopo la fine dello sciopero (che non c’era).

ovviamente il treno delle 17.30 è soppresso per sciopero (me l’aspettavo: lo sciopero, non essendoci, può varcare la soglia spazio-temporale. è un concetto astratto molto difficile da capire per chi non viaggia spesso con trenitalia).

al posto del diretto delle 17.30 c’è un treno metropolitano (significa che per contratto non può fare più di 900 metri senza fermarsi per almeno cinque minuti) che mi porterà a trista cittadina di provincia G. per le 18.20, giusto in tempo per perdere il treno delle 18.13.

io arrivo in stazione alle 20.09, il che significa che ho impiegato otto ore e quaranta minuti per percorrere 90 km.

impostando l’equazione potete farvi un’idea di cosa intendono a trenitalia quando parlano di alta velocità.


mercoledì 23 gennaio 2008

outing

sono un lontano parente di agatha christie. ma appartengo al ramo meno nobile della famiglia, i poveri christie.


stavo cercando di suicidarmi con gli scacchi di vista™ cercando di barare il più possibile (se vinci acquisisci i punti di vista™ e una poster a colori di merleau-ponty) quando un gruppo vacanze di semidei che hanno deciso di svernare da queste parti (ciò la dice lunga sul loro quoziente intellettivo*) irrompe sul balcone cercando di coinvolgermi nell’arrangiamento di alcuni cori di montagna.

gli spiego che io sono solo il segretario del gatto, e che per ogni evenienza dovranno rivolgersi a lui (lo farei anche con quelli che telefonano, se solo il gatto riuscisse a tenere in mano (?) una cornetta). le divinità in vacanza sono sempre ingestibili, lo dico per esperienza.

nel pomeriggio cerco di narcotizzarmi con scarso successo riflettendo sul concetto di pizza ricorsiva, prima di spalmarmi definitivamente sul pavimento dell’ufficio.

la sera arrivo a casa, mi infilo in lavatrice e seleziono il programma per i delicati.


* contrariamente a quanto crede la maggior parte delle persone, non è necessario essere particolarmente intelligenti per diventare una divinità. questo tende ad essere un problema, in effetti, se lo si guarda da un punto di vista razionale


lunedì 21 gennaio 2008

un frequent flyer non è veramente soddisfatto fino a quando non sente una hostess dire al microfono “è vietato giocare a carte durante il decollo”

lunedì 14 gennaio 2008

mi chiedo come sia possibile che la convenzione di ginevra non abbia previsto degli articoli a proposito del lunedì.

ma anche degli avverbi sarebbero andati bene, eh. il lunedì andrebbe perlomeno inserito nell’elenco delle armi non convenzionali atte alla distruzione del pianeta.


io e il gatto disquisiamo sulle implicazioni di idealismo e realismo nell’approccio alla realtà fenomenica.

cioè, lui vorrebbe entrare per salire sulla scrivania.

io lo ignoro perché sostengo che lui non esiste, in quanto la realtà esterna non esiste in sé, ma solo all’interno della nostra coscienza (argomento idealista).

il gatto sostiene che se lui non esistesse, allora non dovrei preoccuparmi nel caso dovesse salire sulla scrivania, anch’essa inesistente (argomento realista o argomento del gatto).

io sostengo che la mia coscienza preferisce una non-esistenza in cui i fogli sulla scrivania non siano pieni di peli e impronte di zampe (argomento della soggettività della coscienza)

il gatto sostiene che se lui non esiste, allora dovrei concludere che lui è solo un’illusione della mia mente, quindi in realtà io sono il gatto, e sono io che dovrei chiudermi fuori dalla finestra (argomento zen).

io sostengo che se io fossi il gatto, allora sarei già fuori dalla finestra, quindi non capisco con chi stia parlando. e comunque l’argomento zen non ha molta presa se il suo sostenitore è privo di un pollice opponibile con cui reggere un oggetto contundente (argomento conclusivo)


io continuo a guardare fuori dalla finestra fissando un ipotetico punto all’orizzonte (ora: qualcuno potrebbe obiettare che non dovrei passare il mio tempo fissando un punto ipotetico all’orizzonte. a mio favore posso dire che a) i punti non si irritano granché ad essere fissati e b) se il punto è solo ipotetico, probabilmente non lo sto fissando veramente).

lunedì 7 gennaio 2008

ero su un divano a guardare criminal mais (un’avvincente puntata in cui un cereale serial killer minaccia la popolazione di boston) quando il comitato per la salvaguardia del pianeta dagli ufi crudeli mi ha chiamato per un’emergenza. cioè, c’erano dei fusti di birra da finire.

secondo alcune teorie elaborate dai nostri esperti, gli ufi crudeli sono attirati dalla birra, quindi è molto importante che le scorte di birra del pianeta non superino mai una certa soglia critica.

questo però ha anche innescato una disquisizione esistenziale sulle differenze fra noi e gli ufi crudeli, che ci tiene tuttora molto impegnati (secondo le teorie più avanzate, è necessario tenere conto dell’intenzionalità del gesto, cioè, noi lo si fa per spirito di sacrificio).

comunque sia, tutto si è svolto nella più assoluta normalità e pacatezza, alla fine ho anche invitato qualcuno a bere una minestra a casa mia (in fondo siamo persone posate, ma ci mancano i cucchiai).

il giorno dopo arrivo in ufficio con alcuni obiettivi ben chiari: chiamare più volte possibile il servizio ora esatta (ho bisogno di certezze nella vita, mica è un crimine) e rispondere a tutte le telefonate d’ufficio come se fossi violeta parra, millantando anche un vago accento cileno.

la sera arrivo a casa, mi metto sul balcone e ascolto i pearl jam nella partitura per zampogna, archi, travi e grattugia elettrica. poi mi verso del paraflu nelle orecchie e mi infilo a letto.

se c’è una cosa positiva nell’inverno, è che prima o poi finisce.


venerdì 28 dicembre 2007

apatia, tutte le feste si porta via


la notte fra il 27 e il 28 dicembre si festeggia la nascita del sacro calzino, e tutti i bravi calzini si ritrovano al grande tempio per festeggiare con canti, balli e riti esoterici; quindi se stamattina vi siete alzati e non avete trovato i calzini, adesso sapete perché.

io festeggio solidale, ascoltando musica klezmer contaminata da ritmi cubani (dal prestigioso album “il nostro agente all’havana gila”).

passo il mio tempo a cercare di evitare la terribile offensiva del the (il tutto prenderebbe origine da una tradizione vietnamita per la quale, nei periodi vicini a capodanno, in ogni casa in cui entri ti viene offerto del the che non puoi rifiutare. quello che la gente spesso dimentica, tra le altre cose, è che il the, a tutti gli effetti, è una seccatura).

ah, poi ci sarebbe quella faccenda del trasloco e dei non luoghi, la preparazione tecnico-tattica agli olistic game del 2008 e la cena del comitato per la salvaguardia del pianeta dagli ufi crudeli.

stasera, quando esco dall’ufficio vado a comprare un tappetino da bagno con crop circle incorporato, anche se il supermercato, a volte, ti espone a quesiti esistenziali che non sono sicuro di saper gestire.


questo pianeta si autodistruggerà fra 30 secondi (del perché, a volte, non sono sicuro di voler salvare l’universo)

ho comprato un paio di forbici.

erano in una confezione di plastica molto accattivante a chiusura decisamente ermetica, costavano uno sproposito, ma del resto erano l’unico tipo di forbici disponibili nel supermercato, e io ne avevo bisogno perché tagliare tutto a morsi può essere controindicato per una corretta manutenzione delle arcate dentarie.

sono arrivato a casa e ho cercato di estrarre le forbici dalla confezione. poi ho guardato sul retro della confezione e ho trovato scritto che per aprirla ci vogliono delle forbici.

ecco. io volevo dire a quelli del packaging che sono degli imbecilli.

giovedì 20 dicembre 2007

meno sei.

non è un conto alla rovescia (otnoc), è una temperatura, maledizione.

la mattina, prima di arrivare in ufficio, litigo con degli inuit per banali questioni territoriali e per alcuni diritti esclusivi sulla pesca al salmone.

nel frattempo un team di piccioni mette in scena alcune coreografie di pattinaggio artistico su ghiaccio sul mio parabrezza con dei lodevoli tentativi di triplo tolup; poco distante, un paio di donne su una subaru targata solothurm* mettono delle aringhe sotto sale, prelevandolo direttamente dal manto stradale (secondo alcune teorie complottiste non è scientificamente provato che il sale sciolga il ghiaccio, è solo che le lobby delle capre di montagna sono molto potenti).

sulle scale incontro stefano tempier ma non riesco a capire se è assorto in meditazione sull’argomentazione della doppia verità oppure se è solo ghiacciato di fianco all’ascensore. nel dubbio lo saluto con discrezione, poi mi infilo in ufficio.

vorrei essere al mare, al caldo, insieme ai signori che ci abitano, tipo il paguro bernardo, tiberio granchio, la foca monica e il calamario gigante, e invece sono in ufficio, vestito come l’omino michelin con la tosse e con un principio di influenza (infl).

quando esco dall’ufficio vado a investire tutti i miei risparmi in paracetamolo (per essere precisi, i miei risparmi valgono 12 compresse effervescenti) ma mi ci vorrebbe del paraflu sparato direttamente nella ghiandola pineale.


* credo che l’inno del cantone sia “solothurm mi sai dare cose vecchie sempre nuove da sognare”



cena dei trasvolatori, ristorante, interno notte

xxx: “accendo la radio, ascolto le notizie, e penso: ma chi è er franz che se vole comprà l’alitalia? er franz stava in classe mia, alle superiori


io, per un attimo, sono davvero felice. mi basta poco, eh.


mercoledì 12 dicembre 2007

mi hanno rapito gli ufi.

giochiamo a scopa, beviamo birra, pensiamo a dei modi carini per distruggere l’universo, cose così.

nel frattempo, l’accademia dei salati di mente ha stilato il rapporto annuale per il 2007, individuando i cinque studiosi che concorrono al prestigioso premio finale per il concorso “il saggio di fine anno”:


john kroasberg, studioso della teoria del caos, analizzando le condizioni iniziali di un cassetto può prevedere quanti calzini si perderanno nel corso di una settimana. attualmente vive in una galleria del vento a chicago (il).


robin keeswood, dicendente della tribù navajo, esperto di linguaggi naturali, riesce a capire perfettamente cosa dice il vento. il che essenzialmente è una gran rottura, perché il vento è un pessimo conversatore.


herbert kracinzsky, docente di matematica presso l’università di reading (uk) ha enunciato alcuni teoremi di matematica discreta, tra cui “è contraddittorio pubblicizzare con enfasi i propri lavori” e “mentre si studia occorre tenere la musica ad un volume accettabile dalla comunità scientifica”.


franz königsbacher, ricercatore presso il cern di ginevra (ch), ha compiuto studi sulla teoria cinetica delle particelle a partire dalla liquefazione della besciamella.


allie windham, docente di fisica teorica a princeton (nj), esperta di sistemi multidimensionali, gravitazione quantistica e teoria delle superstringhe, prima studiosa in assoluto a postulare la teoria delle superscarpe.


la decisione del comitato verrà comunicata il 31 dicembre nel corso di una serata a tema presso la locanda “il coregone impazzito”. il vincitore avrà in premio una gigantografia di juary e barbadillo, e un tegolino dell’89.



mercoledì 5 dicembre 2007

secondo il mio epistemologo di riferimento, le convinzioni degli scienziati sulla natura della realtà sono spesso frutto della teoria scientifica cui aderiscono, esattamente come le convinzioni dei religiosi sulla natura della realtà metafisica sono frutto della religione che professano.

sempre secondo il mio epistemologo di riferimento, tutto questo dipende essenzialmente da un’errata interpretazione dei rapporti di causa-effetto oltre che da uno spiccato senso della privacy da parte della realtà (questa cosa della privacy è una cosa che apprezzo molto, anche se ignoro la posizione del mio epistemologo di riferimento al riguardo).

per completezza dell’informazione occorre anche dire che il mio epistemologo di riferimento, attualmente, è un frullatore a tre velocità.

nel frattempo io e il gatto stiamo in ufficio a giocare a dsm-iv* e a disegnare cementi armati ma in procinto di passare alla non-violenza. in caso, comunque, ho già pronte alcune risoluzioni onu per risolvere il problema.

la sera faccio cose entusiasmanti tipo guardare zürich - toulouse di coppa uefa, o lugano - ambrì di hockey, anche perché fa troppo freddo per uscire in cerca di ufi.

sul tardi mi chiudo in camera a scrivere sceneggiature per quiz radiofonici, pianificare l’invasione di carabietta e organizzare gare automobilistiche con percorsi disegnati sui geoglifi di nazca (denominate formula nazcar).


* è un gioco semplice: si estrae una definizione a caso e si cerca di convincere l’altro che gli si adatta perfettamente


venerdì 30 novembre 2007

da martedì a mercoledì, in meno di 48 ore, ho viaggiato su sei treni; sommando il ritardo di tutti e sei, si arriva a malapena a venti minuti.

credo sia un evidente segno dell’apocalisse.

martedì 27 novembre 2007

dopo mesi di assidua frequentazione posso affermare con certezza che un treno che arrivi in orario nella stazione ferroviaria principale di roma è una contraddizione in termini.


perché non pesi niente

i brutti sogni non mi piacciono per niente, e allora ti scrivo.

detto così suona un po’ incongruente, ma adesso ti spiego e poi tu capisci. (questa fiducia, credere sempre che quando tu spieghi una cosa poi l’altro capisce, questa cosa ingenua me la porto dietro da quando ero bambino).

non lo so, è che io ai brutti sogni mica ci sono abituato.

che nei sogni succedono delle cose che mi sembrano vere, e non riesco più a distinguere la differenza. forse è per quello che non me li ricordo mai, i sogni, voglio dire, la vita da sveglio basta e avanza.

poi succede che i brutti sogni mi fanno pensare, e pensare è una cosa che a volte fa bene, ma a volte mica tanto, e siccome poi nel sogno c’eri anche tu, e adesso io mica mi ricordo bene cosa succedeva, so solo che stavo male, ero triste ed ero anche arrabbiato, e insomma, non sono bravo a gestire i sogni, che poi mi sveglio in ritardo perchè non suona la sveglia e mi resta addosso quella sensazione di sapere che stai male ma non ricordi perchè, e ti sembra stupido, perchè uno non dovrebbe stare male per le cose che stanno solo nella sua testa, ma poi se ci pensi bene, alla fine quasi tutto sta solo nella tua testa, e allora non dovresti stare male mai.


venerdì 23 novembre 2007

no, dico.

sono due giorni che piove in orizzontale.

quelli del call center clima stanno dando il meglio di se stessi (da un'altra parte, però)



alcuni crimini contro l’umanità per cui qualcuno, spero, prima o poi sarà chiamato a rispondere


- la violenza in genere

- lo sfruttamento

- l’odio razziale

- la privatizzazione delle risorse del pianeta

- mettere tutto pratchett nel reparto “letteratura per ragazzi”

venerdì 16 novembre 2007

le specie intelligenti del pianeta vanno in letargo oppure svernano a sud; homo sapiens ha inventato il cappotto. fate un po’ voi.


il weekend scorso, per le vie di milano, ho incontrato una signora che voleva leggermi la mano. io le ho spiegato che se proprio voleva avrei preferito dei classici, che so, melville, ma lei mi ha guardato male, e io non ho capito perchè.

ma, come dicono quando ti danno indicazioni sulla circonvallazione interna: porta garibaldi, porta genova, e porta pazienza.

in settimana mi sveglio (?) e appendo al collo il cartello “cervello momentaneamente non disponibile”, poi mi infilo il mio costume da roald amundsen e faccio rotta verso l’ufficio. c’è un vento gelido che spazza le nubi e io approfitto delle giornate limpide per cercare un passaggio a nord ovest, poi però entro dal portone.

quanto meno non piove da giorni (io lo so che questa cosa non dovevo dirla, eh. tipo che magari le divinità a progetto del call center clima non se n’erano accorte).

alle 12.55 mi addormento, in qualsiasi posto sia, e mi risveglio verso le 14.20, cercando di capire dove mi trovi. a volte scopro che ho cambiato dimensione (tipo che sono diventato ancora più alto) e allora arrivo tardi in ufficio. evidentemente il mio corpo vuole mandarmi un messaggio, ma non capisco perché non usa la mail, come tutti.

fra le altre cose, passo tutti i pomeriggi a disegnare case sul computer, solo che la sera la donna delle pulizie passa lo straccio umido e mi cancella tutto, e questo è molto irritante.

poi torno a casa e mi chiudo in camera a farmi predire il futuro dalla maglietta che ho appena comprato.

non c’è niente di strano, è una medium.


lunedì 12 novembre 2007

call center ufi

protocollo d’intesa messaggi interplanetari

frammenti di dialogo




-cosa vuole che le dica, ho già visto una cosa simile, esseri che non capivano che tutto deve essere visto nel contesto dell’universo in cui si vive.

-un po’ come la specie homo sapiens, che pensa di essere la più importante del pianeta

ridono (n.d.t.)

- esatto. si comincia passando da un’economia legata alla terra, che si rigenera, ad un’economia estrattiva, che distrugge l’ecosistema. il petrolchimico distrugge il regime naturale, si inquina l’ambiente, si passa ad un livello economico non sostenibile. nascono le corporation, si sfrutta il pianeta pensando che ciò aiuti a migliorare le condizioni di vita di alcuni dei suoi abitanti, questo perché non si è abituati a pensare in prospettiva.

anche un bambino capirebbe che nessuna forma di vita può prosperare se anche le altre forme di vita non prosperano: un sistema secondario non può sopravvivere se il sistema primario è malato.

- e quindi?

- quando capirono questo, iniziarono a capire che avevano una missione da compiere: mettere in discussione tutto l'accumulo delle tradizioni e della visione del mondo e iniziare uno sviluppo che tenesse conto dell’universo, del fatto che si è sempre parte di un tutto interconnesso.

- a livello pratico?

- svilupparono un sistema economico sostenibile, smisero si sfruttare il pianeta per scopi contrari alla sua sopravvivenza, ricominciarono a stare in armonia con il cosmo, sfruttando le energie naturali rinnovabili.

capirono che la tecnologia non può essere fine a se stessa e governare il mondo, se poi lo distrugge, e finalmente, dopo secoli di rivoluzioni e sofferenze, tutto il pianeta cambiò la sua economia; le persone cambiarono il modo di concepire se stessi in relazione all’universo, e dal primo giorno di quell’anno, iniziò una nuova era

- deve essere fantastico vivere su quel pianeta adesso

- beh, non esattamente. è stato distrutto da un enorme meteorite, tre settimane dopo

- …

- eh, sa com’è, succede

mercoledì 7 novembre 2007

scusate, la mia area di wernicke è in sciopero.

volevo assumere un’area di servizio, ma costa troppo.


ultim’ora

fonti interne alla casa editrice einaudi precisano che sarà presto dato alle stampe il nuovo saggio di wu ming dal titolo “credenze popolari e frigoriferi privati: cibo e mitopoiesi nelle differenti classi sociali nell’arco di un millennio”

mercoledì 31 ottobre 2007

scopri l’intruso


mi sveglio, e di fianco al mio letto c’è l’intero coro aleksandrov che canta l’inno nazionale della ddr con qualche anno di ritardo. forse sono abbonati a trenitalia.

oltretutto non capisco come siano potuti entrare in camera mia (mica per niente, il fatto è che c’è un apposito cartello che ne vieta l’ingresso. ma forse avrei dovuto scriverlo in russo. tra l’altro avevo anche espressamente scritto che desideravo che le leggi della fisica continuassero a valere, nella mia stanza, ma se ci sta tutto il coro, evidentemente c’è qualcosa che non va. a questo punto potevo pure evitarmi il cartello).

cerco di capire come alzarmi continuando a dormire ed evitando i libri sparsi sul tappeto (la mia religione mi permette di fare lavori di casa solo durante il giorno della festa di amenotophis iv e suo figlio, giannakopulos, che si festeggiano il 23 marzo, oppure la prima domenica di settembre negli anni bisestili, se giove è in prima casa (e quindi non paga l’ici) e venere in casa base con due eliminati al quarto innings; anche un venerdì 17, ma solo se il grande rinoceronte non ha ancora sorpassato la gazzella sull’immaginario filo di lana che va da alnilak a betelgeuse.

va bene, è una religione complicata, ma quale non lo è?)

dovrei anche capire come trovare una scusa decente per i vicini di casa, una cosa del tipo mi sono svegliato con auferstanden aus ruinen perché è un periodo di stasi.

nel frattempo il lago ha assunto una tonalità di grigio che non esiste in natura e i tecnici della pantone sono al lavoro per cercare di capire come sia possibile. io provo a spiegare che le divinità del call center clima sono un po’ incasinate in questo periodo, ma poi lascio perdere e mi addormento sul gatto.


lunedì 29 ottobre 2007

sul sito internet del governo italiano è disponibile il testo del disclaimer da aggiungere a fondo mail, secondo le recenti normative di legge, per tutelare la privacy del mittente e del destinatario di tutte le comunicazioni via posta elettronica.

il testo, che andrebbe scritto su tutte le mail di carattere aziendale, ma anche privato, è lungo 162 cartelle, ma per brevità ne è stata scritta anche una versione ridotta che vi riportiamo, e che potete aggiungere come firma elettronica sulla vostra mail aziendale


questa e-mail, ed i suoi eventuali allegati, contengono informazioni confidenziali e riservate.

se avete ricevuto questa comunicazione per errore non utilizzatene il contenuto e non portatelo a conoscenza di alcuno, sia esso persona fisica, giuridica o animale domestico.

siete inoltre pregati di eliminarla dalla vostra casella e avvisare il mittente. dovete inoltre svuotare la cache affinchè non rimangano tracce sulla memoria a breve termine del computer, procedere con un defrag del sistema e successivamente formattare il disco fisso con una formattazione di basso livello; successivamente dovete procedere alla rimozione della stessa dal vostro inconscio, per evitare che ne parliate durante il sonno. nel caso, rivolgetevi ad un ipnotista specializzato.

è da rilevare inoltre che l'attuale infrastruttura tecnologica non può garantire l’autenticità del mittente, né tantomeno l'integrità dei contenuti, quindi questa mail potrebbe essere comunque stata inviata per errore o contenere elementi che non dovreste conoscere. siete dunque pregati di dar fuoco a voi o alla vostra postazione nel caso voi o qualcuno di vostra conoscenza possa utilizzare questa mail senza autorizzazione.

opinioni, conclusioni ed altre informazioni contenute nel messaggio possono rappresentare punti di vista personali a meno di diversa esplicita indicazione autorizzata. può inoltre darsi che in questa mail ci sia scritto qualcosa, ma non tenetene conto per nessun motivo. inoltre chi vi ha inviato questa mail potrebbe non esistere.


martedì 23 ottobre 2007

frenitalia è con te


l’eurostar 9442 sarebbe anche in orario (cioè, dieci minuti di ritardo, ma non stiamo lì a guardare il capello, eh, come dicevano alla juventus) se non che, a circa 500 metri dall’ingresso in stazione centrale, il treno si ferma. se uno deve prendere una coincidenza, e quella dopo parte tre ore più tardi, è piuttosto seccante.

alla richiesta di spiegazioni, il capotreno spiega il problema con le testuali parole: “non otteniamo l’autorizzazione ad entrare in stazione perché non ci sono binari disponibili”.


alcune possibili ipotesi esplicative:

1. c’è stato un improvviso sovraffollamento di materiale rotabile introno alla stazione centrale (tipo una reunion di vecchi treni, o una festa di compleanno a sorpresa di una motrice, cose così)

2. i binari hanno deciso proprio in quel momento di prendersi una pausa caffè in un bar di piazzale duca d’aosta

3. i dirigenti movimento hanno dei problemi a contare fino a venti


(non che queste cose siano improbabili: due sabati fa un treno che dovevo prendere non è partito perché, secondo la motivazione ufficiale del capotreno, “il macchinista è stanco”)


ad ogni modo, l’eurostar, in caso di ritardo di più di 25 minuti, dà almeno diritto ad bonus di rimborso pari al 50% del prezzo del biglietto anche se trenitalia ha spesso rifiutato il rimborso con le seguenti motivazioni:


- il ritardo non è attribuibile a trenitalia, ma a delle sfavorevoli congiunzioni astrali

- i 25 minuti di ritardo si calcolano non sull’arrivo effettivo, ma all’ora di arrvo va tolto un coefficiente segreto da applicare in base ai piani di ammortamento dei bilanci di trenitalia

- siamo spiacenti ma nei giorni di neve e nei festivi si concede il rimborso solo se il ritardo supera i 2500 minuti (d’accordo, era venerdì e c’era il sole, ma a novosibirsk nevicava)

- la responsabilità non è della nostra azienda, ma del cattivo karma della motrice

- il bonus non è erogabile perché a piacenza il treno era in orario

- il ritardo è da attribuire alle attività di sabotaggio degli spiriti dell’alta tensione.

- il problema non è stato causato dalla nostra società, ma da “ferrovie dello stato”

- il problema non è stato causato dalla nostra società, ma da “rete ferroviaria italiana”

- si è rotto il treno, mica è colpa nostra

- c’erano dei folletti sui binari, li hanno visti tutti

- no, questa volta è colpa degli ufi

- le cavallette, milioni di cavallette (probabilmente non le ha viste perché erano cavallette invisibili. è il tipo peggiore)

- il bonus è erogabile solo in caso di disastro nucleare direttamente attribuibile ad un dipendente di trenitalia

- ritenta, sarai più fortunato (ah, ah, ah)


questo per dire che se qualcuno coventrizzasse le centrali operative di trenitalia, io non prenderei in considerazione l’ipotesi del terrorismo islamico

giovedì 18 ottobre 2007

natura morta con tostapane


è partita la campagna per la salvaguardia della biodiversità, e l’inserimento dell’italia in una fascia climatica sub tropicale. io e il gatto disquisiamo di logica polacca inversa e cifrario di vernam, ma è solo una pessima scusa per far finta di non essere tristi.

il mio maestro di estasi mistica mi dice che il mio problema è che non riesco a prendere contatto con me stesso. io ho provato a telefonarmi, ma ho sempre trovato la segreteria telefonica; oltretutto qui ho dei problemi a parlare con il telefono cellulare, mi sa che non c’è campo semantico.

quindi l’idea è quella di trovare un ghiro pratico di energia vitale e farmi sbloccare i meridiani, così finalmente posso anche cambiare fuso orario (il problema è che adesso vivo sul fuso orario di baku, e la cosa tende ad essere è un po’ scomoda. se non abiti a baku, intendo).

nel pomeriggio avanzato (quello che va messo in frigorifero per evitare che vada a male) decido di seguire una hyundai trajet targata berna che ha come mission quella di tagliare la strada a più auto possibili nelle rotonde, e invece avrei voglia di una partita di calcio estiva, tipo 4 contro 4, porte piccole e portiere volante (a condizione di riuscire a staccarlo dall’auto).

poi volevo dire anche che non sono stupido, sono biodiverso

lunedì 15 ottobre 2007

del perché le persone ogni tanto si chiedono cose sul mio conto

(e la mia banca rifiuta di fornire informazioni)



xx - ecco, adesso ci sarebbe giusto una firma da mettere in calce

io - va bene lo stesso se lo faccio a penna?

xx - …



ultim’ora

il sindaco di roma ha annunciato una svolta nella gestione del trasporto pubblico, lanciando una serie di iniziative volte ad avvicinare i cittadini all’uso del taxi e a migliorare l’apporto dei tassisti al tessuto cittadino.

nascono così, sovvenzionati dal comune, i taxi di sconto, con riduzioni per chi viaggia in più persone sullo stesso automezzo, i taxi agevolati con agevolazioni per portatori di handicap e i taxi di interesse che prevedono riduzioni di tariffe se il luogo di destinazione o di partenza è di notevole interesse storico, artistico o culturale.

l’ulteriore novità per i tassisti è che potranno usare l’auto di servizio per scopi personali avendo diritto a cospicui sgravi fiscali se l’auto verrà correttamente immatricolata nella categoria dei taxi variabili.

mercoledì 10 ottobre 2007

rosso 13

vy pbqvpr r frzcer han pbairamvbar, vy zrffnttvb ab.

fbab ragenzov arprffnev, zn sreznefv ny pbqvpr, r qryrgrevb.

mercoledì 3 ottobre 2007

del resto fra gli sbocchi professionali di filosofia c’è soprattutto la fame

(estate-indiana)



stavo cercando di eseguire i miei esercizi di smaterializzazione quando un pullman a due piani della janssen reisen mi ha completamente distratto (no, dico: i pullman fauves no, vi prego).

nel frattempo ho fatto un provino per un posto da imperatore della galassia, ma pare che il lavoro sia già stato assegnato. allora ho provato come divinità minore, però mi offrivano solo un nazireato di due mesi e io in questo periodo ho bisogno di sicurezze, mica di un contratto a termine.

ogni tanto nel weekend mi vesto pesante, mi infilo in un aereo (non so perché, ma negli aerei delle compagnie low cost, la temperatura interna ricorda gli inverni di murmansk. voglio dire, va bene i prezzi bassi, ma le temperature lasciatele come sono, eh) e cerco gli ufi guardando direttamente fuori dal finestrino senza che nessuno mi disturbi: tra l’altro, per usare apparecchiature elettroniche in volo, serve l’autorizzazione di un’insignificante assistente di volo (nulla hostess) che vigila sul tuo operato (da cui il detto popolare “fare i conti senza l’hostess”), quindi se ne stanno tutti tranquilli.

poi, questa cosa che arriva il freddo, a me non mi è mai piaciuta.


ultim’ora

john kranpulchinsky, docente di prospettiva e geometrie non euclidee alla libera università dell’arte di portsmouth, ha incontrovertibilmente dimostrato che il punto di fuga è tendenzialmente un punto di non ritorno

mercoledì 26 settembre 2007

sul lago è cominciata la festa dell’umidità, che dovrebbe concludersi entro maggio 2013.

quest’anno, ospiti a sorpresa alcuni sciamani dell’oberland bernese che officiano riti propiziatori (come il taglio del formaggio secondo le tradizionali linee di forza geomantiche) e insegnano metodi alternativi, tipo lavarsi con allume di potassio e allume di candela.

questo non ha impedito che oggi ci sia vento freddo da nord est, pioggia forte e tendenzialmente orizzontale, nonché una temperatura che non supera i nove gradi centigradi; l’unica cosa positiva della giornata è che i cestini sono cimiteri di ombrelli e i turisti in fuga, ostentando k-way multicolori, lasciano posti auto liberi come se piovesse (e infatti piove. tra l’altro lo sapevano che sarebbe piovuto e sono venuti lo stesso: io e il gatto lo troviamo inspiegabile).

arrivo in ufficio fradicio di pioggia (io, non l’ufficio), urlando chiamatemi ismaele mentre in preda ad afflato mistico (accentuato dall’iperemia che mi perseguita) cerco di convertire lo scanner in fotocopiatrice.

in questi giorni gli ufi hanno intensificato le loro attività. secondo alcune interpretazioni affidabili, sarebbero alla ricerca del posto ideale per uno sbarco di massa (scartata la normandia (francia), che c’è già il precedente, e massa (toscana) che sarebbe pleonastico, si starebbero concentrando per trovare un luogo dove non darebbero nell’occhio, tipo le centrali operative di trenitalia, le aule parlamentari o i consigli di amministrazione delle banche. secondo un’altra corrente di pensiero, invece, potrebbero sbarcare ovunque si trovi del tiramisù decente).

la sera dovrei uscire di pattuglia, ma a) gli ufi sono furbi e si nascondono dietro le nuvole e b) gli ufi sono furbi e mica volano con questo tempo, e allora resto a casa a guardare zurigo-basilea sulla tsi2, così evito che mi cresca il muschio sui piedi.


martedì 25 settembre 2007

giovedì 20 settembre 2007

mi sveglio e ho l’occhio sinistro così rosso che mentre vado in ufficio, le macchine che incrocio si fermano per aspettare il verde.

dopo un colloquio riservato con il mio cervello (io vorrei interdirlo definitivamente perché dimentica le cose oppure le rimanda ad libitum, ma lui minaccia di mandarmi gli ispettori di amnesy international) rispondo ad alcune istanze del comitato di liberazione della peperonata al sugo prima di svenire definitivamente sulla scrivania dell’ufficio.

dopo pranzo io e il gatto abbiamo uno scambio di vedute sui problemi del vino barricato (di cosa ha paura? perché non vuole farsi prendere? io e il gatto abbiamo teorie diverse in proposito).

verso sera indosso il mio costume da guglielmo il conquistatore e scendo in strada canticchiando ein prosit ein prosit, der gemütlichkeit, così, per non dare nell’occhio.



ultim’ora

kenny skødrupp, docente di sociologia presso l’università di eureka (west virginia), ha appena dato alle stampe il saggio dieci, cento milgram: praticamente un dosaggio in cui analizza i metodi di ricomposizione di una disputa, a partire dall’invenzione del dolmen (la sistemazione della traversa limitò le discussioni degenerative sulla palla dentro o fuori; però i celti si divisero subito in due fazioni, quella di scuola meridionale che pensava che il pallone dovesse passare all’interno dei pali ma sotto la traversa, e quella nordica che sosteneva invece che il pallone dovesse passare sopra. ciò è anche noto come il teorema di anderson, ossia: introdotti degli strumenti atti a ridurre una contesa, essi sono a loro volta potenzialmente forieri di scontro).

giovedì 13 settembre 2007

-dopo l’11 settembre il mondo è cambiato.

-sì, certo. è diventato il 12 settembre.



secondo alvin krankensson, docente di fisica quantistica nella midwest university (iowa) nonché autore dei saggi "non chiedete cosa può fare il vostro universo per voi, chiedetevi cosa potete fare voi per il vostro universo" e "ok, probabilmente niente, ma l’universo vi ringrazia uguale", in accordo con le più recenti teorie scientifiche, la struttura temporale dell’universo in cui viviamo è circolare: dopo una fase di espansione, in un lasso di tempo più o meno lungo, l’universo inevitabilmente dovrà collassare.

il professor krankensson sostiene anche che, comunque, tutto quello che occorrerà fare sarà mettere l’universo in posizione antishock e disporre di un buon defibrillatore.

io passo metà della pausa pranzo in coda dietro a una mercedes station wagon di namur (belgio) in missione di ricognizione asfalto (ricercano le imperfezioni dell’asfalto e trasmettono i dati ad un satellite europeo impegnato nella costruzione di un database sulla manutenzione stradale. per avere una situazione accurata, i ricognitori non possono sostenere una velocità superiore ai 12 km/h).

prima di entrare in ufficio incrocio una comitiva di bovari dell’obwaldo e un senegalese che vuole vendermi, a scelta, dei calzini spaiati, un accendino a forma di quipu, oppure degli estratti da ‘l’incoerenza dei filosofi’ di al-ghazālī, rilegati in brossura. sono le gioie del mercoledì di mercato.

arrivo in ufficio, mi affaccio al balcone, considero per un attimo la situazione storica, poi mi chiudo in un cassetto della scrivania (nel caso aveste bisogno di me, chiedete al gatto. oppure a un bravo psichiatra).

lunedì 10 settembre 2007

settembre è il mese più crudele (t.s. eliot non ha mai avuto ferie ad agosto)

lunedì 3 settembre 2007

al corso di armonia cosmica (quest’anno lo tiene un’alborella che mi costringe ad estenuanti sedute in riva al lago) disquisivamo di cose fondamentali per l’essere umano, tipo del senso della vita, e del perché ogni volta che esco dall’ufficio per fare qualcosa, piove.

l’alborella (che quando piove non è che si bagni più del solito) sosteneva che il senso della vita potrebbe essere significativo solo se fosse un senso unico, e invece spesso è un doppio senso (fra le altre cose, come dicevo parlando a delle colture tipicamente olandesi, se il senso della vita non è il tatto, si può anche essere sgarbati, quando occorre).

io invece stavo cercando di mettermi in contatto con alcuni numi tutelari, tipo una via di mezzo fra dei lares familiae e un produttore di ombrelli (tra l’altro, quando mi piove addosso, i miei capelli passano da una riproduzione quasi fedele della capigliatura di monciccì ad una scadente imitazione dell’acconciatura del protagonista di jesus christ superstar quando esce dalla doccia. no, per dire).

comunque, su dieci telefonate, ho sempre parlato con la segreteria telefonica (che è maleducata, diciamolo, specie quando fai delle domande e lei non ti risponde), il che vuol dire che tutti i miei contatti nel pantheon di semidei et similia non sono ancora tornati dalle vacanze. oppure hanno installato il servizio ‘chi è’ di telecom.

la sera invece ho passato del tempo a cercare di aprire il portone di casa con il telecomando per l’auto. poi finalmente ho capito e ho usato la chiave. dell’auto.

inspiegabilmente non si è aperto finchè non ho usato la chiave del portone. io questi portoni che si formalizzano non li ho mai capiti

martedì 28 agosto 2007

alcune citazioni che danno un’idea dell’attuale situazione storica


sono tornato (douglas macarthur, leyte, filippine, 1944)

sono stornato (maglione in offerta, oviesse, 2004)

sono tonnato (vitello, milano, natale 2005)

sono tornado (tri-state, ellington, missouri, 1925)

sono torquato (tasso, roma, 1584)

sono torbato (talisker, scozia, 1830)


essere di nuovo in ufficio non mi rende affatto nervoso, vi sbagliate.

è che di tanto in tanto mi esercito per il concorso per la bestemmia più lunga del 2007.

cioè, ero da qualche parte nella dodicesima dimensione (le prime undici dimensioni sono: lunghezza, larghezza, profondità, tempo, brutto tempo, burocrazia, ferie, rothéneuf, edmund husserl, arancia rossa, frullatore) quando all’improvviso mi sono materializzato in ufficio, cercate di capire.

questo per dire che nel caso doveste programmare un giro nella dodicesima dimensione, lasciate perdere. nonostante quello che vi dicono, le dimensioni contano.

l’ufficio non è cambiato granchè, a parte l’installazione di una nuova no-cat zone da parte di forze militari straniere che devo far rispettare nonostante il gatto mi guardi con disprezzo.

sono anche preoccupato per la mia salute. vedo cose che non esistono: oggetti inanimati che all’improvviso si muovono, zebre in riva al lago, treni delle ferrovie dello stato in orario.

avrei bisogno di alcune settimane di ferie, in effetti.

giovedì 2 agosto 2007

il primo agosto è la festa nazionale svizzera. per festeggiare degnamente l’avvenimento, ogni svizzero che si rispetti può scegliere se andare in pellegrinaggio al praticello del grütli o cercare parcheggio qui. indovinate cos’hanno scelto tutti.

io arrivo in ufficio e trovo il gatto impegnato su una biografia di schönberg. dice che si trova molto a suo agio con il miagolio in modalità panatonale.

quindi passo la mattinata a consolare una stampante in fase depressiva (una vita sotto toner) e ad iscrivermi ad un corso di ikebana per peli di gatto, in modo da affrontare la disposizione dei peli di gatto su maglietta nera come rigenerante espressione artistica.

il pomeriggio lo passo sul balcone tirando elastici a chiunque parli switzerdütch in strada, dando la colpa al gatto in caso di rimostranze, almeno fino a quando non finisco gli elastici.

verso sera si materializza sul balcone oddone da cluny travestito da donna delle pulizie che insiste per proporre una notazione anglosassone per la pulizia delle scale maggiori.

prima che mi trascini in una discussione infinita lo colpisco con un mestolo da brodo che conservavo per l’occasione; poi me ne vado al lago a fare il bagno, e a disegnare crop circle sugli asciugamani dei turisti.



comunicazione disservizio

questo blog chiude qualche giorno* per manutenzione neuronale.

il fatto è che non ho una tenda wireless, e insomma.

sarò un po’ qui (mica posso fare sempre paperino) e un po’ lì (bruce, lì).

mi raccomando, voi nel frattempo, non cambiate universo


*mi rendo conto che il concetto di qualche giorno è estremamente aleatorio. del resto, tutto ciò che è estremamente aleatorio è una buona metafora della vita, credo.


dimenticavo. nel caso vedeste degli ufi, state calmi e non fateli arrabbiare (il call center ufi è chiuso, abbiate pazienza: c’è la segreteria telefonica, ma non è il massimo nel dare consigli). poi non dite che non vi avevo avvertito.

invece nel caso vedeste uno alto, magro e con i capelli tipo medusa, che sta cercando di smaterializzarsi simulando indifferenza, fate ciao con la manina

lunedì 30 luglio 2007

esercizi di stile

studio # 119

stonata a kreutzer: natura morta con lago, due tedeschi e una papera



questione di pochi attimi, il respiro che ti si ferma in gola, il freddo che ti avvolge come una seconda pelle.

poi niente, solo l’acqua scura del lago e le montagne intorno.

il fatto è che nessuno ti spiega come funziona l’universo.

poi va a finire che non sei capace di far succedere le cose, che fare delle scelte normali ti metta ansia, va a finire che preferisci infilarti nei tombini, che c’è meno pericolo che succeda qualcosa.

il lago ha assunto un colore insostenibile, e gli alberi delle barche ancorate suonano ritmici, scossi dal vento.

non è che sia particolarmente utile rimanere su questa terrazza, per riuscire a capire qual è il problema.

non c’è nessun problema, tutto qui.


mail to s.

quella cosa dei finali. il fatto è che la specie homo sapiens ha dei grossi problemi con le cose che finiscono. il che significa che ha dei grossi problemi con la realtà in generale, immagino

martedì 24 luglio 2007

arrivo in ufficio al mattino con un cartello appeso al collo che recita “non sono il trailer di zombie 7”.

apro la posta elettronica e ricevo un messaggio audio di due secondi che contiene solamente del fruscio sommesso.

lo faccio analizzare dai comitati di ricerca di vita intelligente extraplanetaria (detto per inciso: i comitati di ricerca di vita intelligente extraplanetaria sono nati perché la ricerca di vita intelligente sul pianeta terra andava un po’ a rilento) e viene fuori che sembra che ci fosse un messaggio nascosto che dice solamente “martedì”.

secondo il comitato per il controllo ufi crudeli potrebbe essere un messaggio sulla data della prossima fine del mondo, ma anche un messaggio sul giorno da dedicare compulsivamente all’aperitivo; comunque stiamo ancora vagliando alcune piste possibili.

in pausa pranzo cerco un supermercato che non sia stato ancora colonizzato da orde di lanzichenecchi calate per le ferie estive, fischiettando get up standa up, standa up for your rights, e riesco ad aggiudicarmi l’ultima confezione di 3 birre warsteiner in offerta, soffiandole sul filo di lana ad una coppia di heidelberg con il vecchio trucco della smaterializzazione a distanza (ad heidelberg sono razionalisti: troveranno sicuramente una spiegazione plausibile).

la sera, proprio mentre sto per infilarmi il costume per fiondarmi al lago, si scatena il solito temporale estivo delle 18.35, segno che sono autorizzato a passare alla fase avanzata del corso per esperto in predizione del futuro e rapporti con divinità irose.

verso sera mi chiudo in camera a riflettere sulle mie prospettive future e inizio a prendere a testate il muro (non crediate sia una pratica autolesionistica: semplicemente serve ad aprire il chakra della veggenza. funziona davvero. dopo le prime due testate, hai una visione in cui ti viene spiegato cosa succederà alla terza, e smetti).


già che ci siamo.

qualcuno spieghi a trenitalia che il concetto di eterno ritorno non si dovrebbe riferire al tempo di percorrenza di un treno che ti riporta a casa dopo il viaggio di andata in aereo


venerdì 20 luglio 2007

io e il mio maestro di decomposizione artistica stiamo disquisendo di massimi sistemi (ovvero: del perché solo una grossa vincita al totocalcio potrà salvarmi) quando un manipolo di operai nichilisti mette in questione le intere fondamenta del pensiero occidentale, oltre che quelle della casa, urlandoave caesar, muratori te salutant.

speravo fosse un rituale gnostico, (secondo una teoria gnostica, colpendo con adeguata forza un muro portante con una mazza per 32 volte ad intervalli regolari di 2,3 secondi provoca delle crepe nel tessuto spazio temporale e la chiamata di un ascensore astrale che ti deposita sul piano astrale preferito*) invece vanno avanti per ore.

devono aver letto il manuale sbagliato (tipo quello che sostiene che è possibile raggiungere la consapevolezza gnostica autoconvincendosi di essere un tostapane. mica funziona, lo dico per esperienza).

nel frattempo, in alcune zone sensibili del mio sistema endocrino appaiono cartelli di incitamento all’insurrezione a cura di un sedicente comitato per la liberazione dei ravioli di carne al vapore (per la serie ‘ristorante cinese vs. surgelati’, ovvero: la sanità mentale che si fa quattro salti in padella).

è solo che sono stanco, e il kit con l’almanacco del calcio 1986-87 da scaricarsi direttamente nell’ipofisi non ha dato i risultati sperati.

quindi passo il pomeriggio a disegnare prospetti informativi e a parlare con alcune piante per farle crescere sane e con i muri perpendicolari, poi torno a casa e mi chiudo in un cassetto della scrivania.



* colpire ripetutamente un muro portante con una mazza non è una strategia del tutto priva di rischi, occorre dirlo. io credo sia uno dei motivi per cui non ci sono molti gnostici in giro, per dire. ad ogni modo, sempre secondo la stessa teoria, sarebbe utile pronunciare il mantra esoterico don traìdis étom per proteggersi dagli incidenti


mercoledì 18 luglio 2007

-come ti immagini il male?

-un leviatano a tre teste, ognuna con lo stemma di trenitalia


se c’è una cosa che davvero mi trattiene dall’andare nelle centrali operative di trenitalia e coventrizzarle è sapere che, in termini pratici, nessuno noterebbe la differenza

mercoledì 11 luglio 2007

al gruppo di auto-aiuto (si tratta di un esperimento di terapia di gruppo, ci si può iscrivere se si deve pagare l’assicurazione o il bollo auto) cercavo di spiegare che, se si guardano per un tempo adeguato dei branchi di alborelle, si potrà osservare che tendono a disporsi in modo da formare la scritta scusate, ma enki aveva un impegno.

io lo dico per esperienza personale, ma inspiegabilmente nessuno era disposto a credermi. loro dicono che un fenomeno del genere sarebbe stato già osservato dagli etologi, ma io credo che il problema stia nel fatto che pochi etologi conoscono l’accadico*.

il mercoledì mattina io e il germano reale partiamo per un giro di ricognizione per il mio nuovo hobby (collezionare targhe di uri, appenzell innerhoden e schwyz) e parliamo del più e del meno, ma anche di altre operazioni più complesse.

lui nel frattempo prova a suggerirmi fra le righe che dovrei mettere ordine nella mia vita, ma io non sono capace di leggere fra le righe. tutte le volte che ci ho provato ho visto solo dello spazio bianco. tra l’altro ho promesso che se continua a rompere lo spiumo, così con il freddo che fa da queste parti, il raffreddore è il minimo che si può prendere.

nel pomeriggio ho le prove per il corso di mummificazione. mi riesce abbastanza bene, tranne quando devo rispondere al telefono. ma sto insegnando a rispondere al gatto, così mi evito il problema.

fra le altre cose, ho ricevuto alcune proposte per allenare la nazionale di corsa su sedia ergonomica, ma mi riservo di valutarle quando avrò raggiunto la sanità mentale (dovrebbe succedere intorno al 2045).


*nemmeno io conosco l’accadico, ma adesso non è questo il problema

venerdì 6 luglio 2007

narcolessia, tutte le feste si porta via


secondo alcune teorie quantistiche l’universo è pieno di pieghe spazio-temporali che lo rendono ontologicamente inconoscibile per l’essere umano. ecco perché alcuni sostenitori di queste scuole di pensiero stanno studiando un procedimento euristico che preveda la possibilità di progettare un ferro da stiro astrale.

io valuto l’ipotesi di una pasta al pestonno* quando un pensiero mi trattiene: la sera prima un commando di piatti sporchi ha tentato di soffocarmi nel sonno, ma non sapevano che per precauzione tengo del detersivo sotto il cuscino; quindi organizzo un dibattito sulla banalità del male (al quale partecipano, oltre a me, un filosofo di göttingen, un forno ventilato ed una pizza surgelata) prima di svenire definitivamente sul tappeto.


msn


eddie scrive:

ciao tesoro (dopo cinque anni ho rivisto diego f.**)

[xxx] scrive:

(l'hai visto in sogno?)

eddie scrive:

(no, dal vivo. aveva una cravatta rosa)

[xxx] scrive:

(oddio)

[xxx] scrive:

come è successo?

eddie scrive:

non lo so, l'avrà comprata, suppongo

[xxx] scrive:

pirla


* immagino di non doverlo spiegare, eh.

**è un nome di fantasia, tipo frodo baggins, o antonello cuccureddu

martedì 3 luglio 2007

piove.

fa freddo.

ho provato ad avvertire il call center clima che dovrebbe essere luglio, ma mi risponde una segreteria telefonica in norvegese, il che è abbastanza sospetto.

io passo le serate nell’ombra in camera a cercare di sorprendere gli insidiosi spigoli (devo aver già spiegato da qualche parte che gli insidiosi spigoli sono una specie aliena che ama i posti scuri e tranquilli; hanno la tendenza a materializzarsi in stanze buie, ma, essendo fotofobici, scompaiono non appena uno accende la luce.

se una sera stavate andando a letto a piedi scalzi dopo aver spento la luce e pensate di aver sbattuto il mignolo del piede contro il letto quando invece è ovvio che il letto non poteva essere lì, è molto probabile che abbiate avuto un incontro ravvicinato con un appartenente alla specie degli insidiosi spigoli).

sto anche valutando l’opportunità di aderire ad una setta millenarista che sostiene si stia avvicinando rapidamente la fine dei tempi, ma visto che stiamo pareggiando, sono previsti due tempi supplementari.


ultim’ora

trovate le prove di una contatto fra l'azienda farmaceutica roche e il compositore argentino astor piazzolla. in un archivio di buonos aires è stata reperita una delle ultime registrazioni del maestro che lavorava ad una album che avrebbe dovuto intitolarsi lexotango

martedì 26 giugno 2007

al call center ufi siamo un po’ indietro con il lavoro. sembra strano, ma una delle richieste che riceviamo più spesso è sapere come comportarsi con gli ufi di passaggio (il fatto è che ci sono ufi crudeli, ma a volte capita di incontrare anche ufi ben educati, e non è carino essere scortesi) quando chiedono con quale specie terrestre sia meglio comunicare.

voglio dire, se uno deve rivendicare un pianeta, o lasciare un messaggio fondamentale per il cosmo, dovrà pur sapere a chi dirlo*.

questa richiesta ha innescato una disquisizione su quale sia la specie più evoluta del pianeta**

cioè, gli esseri umani sostengono di essere la specie più intelligente del pianeta.

è comprensibile, dato che hanno deciso loro come si misura l’intelligenza e chi debba farlo (sempre loro, direi).

fonti ben informate, invece, sarebbero pronte a fornire le prove che gli esseri umani si sbagliano (non sarebbe la prima volta, in effetti), se solo ne vedessero la necessità.

per dire tutta la verità, una delle specie più evolute del pianeta sono i lemming.

è facile da dimostrare: i lemming non hanno mai manifestato interesse per la nascita di un mercato azionario, e nessun lemming è mai stato agente di borsa, per dire (ci sono animali che giocano in borsa, in effetti, tipo i canguri, ma smettono non appena diventano grandi).


la sera tardi provo a convincere un computer (nella fattispecie il mio) che sarebbe il caso di sopprimere alcuni virus che impediscono la navigazione in internet, anche se il pc non collabora (temo lo faccia per solidarietà di casta).

quindi mi limito a considerare l’ipotesi di una formattazione a basso livello con un software di alta qualità (un grosso bastone nodoso) e suonare la chitarra nei tempi morti, almeno fino a quando quelli di amnesty international non mi faranno smettere per via di una stupida clausola contenuta nella convenzione di ginevra.



* il problema di base è che il pianeta terra non è tecnologicamente all’avanguardia, e ancora non ha una segreteria telefonica. se dobbiamo trovare una cosa positiva in tutto questo, è che almeno ci evitiamo il telemarketing.

** in realtà alla disquisizione non ha partecipato il gatto, che era più interessato ad una mousse al salmone. al call center ufi crediamo tutti che questo sia un punto a favore della superiorità evolutiva del gatto rispetto agli esseri umani


giovedì 21 giugno 2007

il fatto che il mercoledì mattina io abbia un’espressione adatta per fare la controfigura di max schreck e stia vagando per l’ufficio cercando di non fare troppo rumore, non dovrebbe trarvi in inganno.

secondo alcune tribù del mali, il magnifico mbori, una divinità che potremmo paragonare a un demiurgo, crea l’universo ogni mattina*, diciamo verso le sette; tranne il mercoledì, che dorme fino a tardi.

a dispetto del nome, il magnifico mbori non è così felice di alzarsi tutte le mattine per creare il mondo, quindi bisogna ingraziarselo evitando rumori molesti il mercoledì mattina, onde evitare che si svegli troppo presto e crei il mondo da incazzato. quindi cercate di non fare troppo casino, ok?


verso le 16 mi si presenta in ufficio gerberto d’aurillac travestito da don vito corleone con un estratto mappa del 1952, sostenendo ci sia un errore di trascrizione su alcuni numeri arabi.

non me la sento di contraddirlo, così intavolo una conversazione sull’esistenza degli universali e su quella degli universali economici.

più tardi, il comitato di accoglienza di divinità dedite all’alcolismo** mi invita ad alcune celebrazioni per l’arrivo dell’estate ma mi trovo costretto a declinare l’offerta (offerta, offertae, offertae, ecc.) perché il mercoledì ho già l’impegno per il corso di smaterializzazione consapevole, e soprattutto perché fa caldo, ma piove da due settimane, cazzo.

arrivo a casa, metto sullo stereo la sinfonia n. 3 di josef karnenskij (la caspica) nella partitura per archi, volte e storditore elettrico, e mi infilo sotto il divano.

(nel caso riesca a smaterializzarmi entro breve, vi sono comunque vicino. vi sosterrei anche con il mio vincastro***, se solo ricordassi dove l’ho lasciato)


* da cui il detto “non tutti i mali vengono per nuocere”

** l’alcolismo rituale è più diffuso di quanto immaginiate

*** fonti anonime sostengono che il vincastro sia lo strumento preferito degli ispettori di polizia


ultim’ora

pare che la cittadina di eboli (sa) abbia in progetto un gemellaggio con la divisione amministrativa di ivory, francia (dipartimento del jura). lo slogan dell’operazione sarà “eboli and ivory living in perfect harmony”

martedì 19 giugno 2007

info point


uno si assicura contro il furto dell’auto nuova perché dopo che lo ha derubato la compagnia di assicurazione, statisticamente, c’è meno probabilità che lo derubi qualcun altro

venerdì 15 giugno 2007

going to your funeral part ii (eels)


- la coppa delle coppe

- l’inno della ddr

- boris eltsin

- il passaggio indietro al portiere

- le macchine per scrivere

- il csoa luxemburg

- le 500 lire di carta

- praga in cecoslovacchia

- la tv in bianco e nero

- il telefono a gettoni

- lo zaire

- la tuta da ginnastica blu con le striscie bianche su maniche e pantaloni

- lambrate operaia football club

- lo spectrum 48k

- i buddha di bamiyan

- toledo 1991™



martedì 12 giugno 2007

msn


xx scrive:

sono a pezzi...

eddie scrive:

ufi. prova con la colla vinilica

xx scrive:

sei stupido

eddie scrive:

no. si dice ‘diversamente abile’

xx scrive:

no no sei proprio stupido

eddie scrive:

ufi

xx scrive:

come si chiama lo spruzzino?

eddie scrive:

eh, adesso mi chiedi troppo

eddie scrive:

una roba tipo sanagol, benagol, eurogol

xx scrive:

forse benagol...

eddie scrive:

beh, anche eurogol era molto carino. tipo per il mal di gola di coppa

mercoledì 6 giugno 2007

pare che una delle ordalie più comuni, nel medio evo, fosse legata al fatto di trovare parcheggio, qui, nel giorno di mercato. io non sarei mai sopravvissuto.

passo la mattinata in ufficio a meditare possibili cambi di impiego, valutando l’impatto di una laurea in filosofia sul mercato del lavoro, e orientandomi indicativamente verso l’uomo-semaforo, l’allevatore di lombrichi mediterranei o il mediatore cromatico (purtroppo però il mediatore cromatico è una figura che sta perdendo irrimediabilmente potere contrattuale per venire sostituito da "phantom", un tool di analisi per un particolare spettro di mercato; quindi potrei spostare il target verso il comico ambulante, maestro di strada e di battute, come i tennisti del percorso atp, e gli autisti del percorso atm).

nel pomeriggio cerco di convincere un monitor a visualizzare correttamente programmi grafici (risate di schermo in sottofondo) in modo che io possa finire un’interessantissima sezione di travi a vista prima di dedicarmi al recupero di segnali provenienti da società aliene utili alla sopravvivenza del pianeta (per esempio, pare che su pianeti più avanzati adottino stili comportamentali più adatti allo sviluppo. per dire, su alnilak un weekend dura 4 giorni).

verso sera infilo il mio costume da betamax e passeggio in riva al lago declamando egloghe in esametri ai cavedani di passaggio, e organizzando cori alpini con alcuni nani da giardino.



disclaimer

il fatto che io abbia scomodato buona parte di tutte le divinità dell’universo con frasi poco amichevoli quando mi hanno comunicato che l’assicurazione auto costa più del doppio del valore reale dell’auto stessa, non ha a che fare con gli sconvolgimenti climatici a cui stiamo assistendo.

ad esempio, la pioggia di rane azzurre in congo pare sia da ascriversi ad una commissione ricevuta dal beato angelico

mercoledì 30 maggio 2007

tenere le riunioni del call center ufi occupando abusivamente un circolo velico durante la proiezione dell’america’s cup è un’ottima soluzione per passare indisturbati, visto che la metà degli invitati ufficiali ne approfitteranno per parlare della lunghezza delle loro barche (non sono più alle medie, del resto) e l’altra metà starà dormendo dopo aver finito la grappa.


ad ogni modo, ecco un test che vi fornirà il vostro grado di adattabilità ad un circolo velico, o, in alternativa, un buono omaggio per visitare gli studi di la 7 (tra l’altro quelli di la sette devono avere qualche problema di concordanza con gli articoli. voglio dire: avrei capito il sette, o al massimo le sette, tipo per le trasmissioni a sfondo religioso; o anche le sette e mezza, tipo per l’orario dell’inizio delle trasmissioni; ma insomma, dire la sette sembra di sentire parlare uno svizzero tedesco) durante l’america’s cup.


l’orzata è

a. l’avvicinamento della prua della barca alla direzione del vento

b. l’avvicinamento della poppa della barca alla direzione del vento

c. una bevanda dissetante che si concede contemporaneamente tutto l’equipaggio durante la navigazione al segnale del timoniere


issare il genoa significa:

a. alzare una vela

b. appendere ad un albero il testimone di genoa affinchè la smetta di svegliarti la domenica mattina

c. aiutare, con mezzi loschi, la promozione del genoa in serie a


il termine “dritta” sta per:

a. la destra della nave

b. un campo di regata senza curve

c. una donna molto furba che consiglia la conduzione tattica del match


un prodiere è:

a. un addetto alle vele

b.il motivatore dell’equipaggio, uso a gridare “avanti miei prodi”

c. un sostenitore del governo di centrosinistra in carica


la strambata è:

a. la manovra utilizzata per cambiare la direzione della barca rispetto al vento

b. nel gioco del lotto, sostantivo che indica il doppio ambo

c. azione estemporanea, insolita, volta a provocare stupore nell’avversario


il miglio marino corrisponde a:

a. 1853,18 metri

b. 1609,344 metri

c. un cereale che cresce nelle vicinanze delle coste marittime


il termine “tangone” sta per:

a. asta usata nelle barche a vela per manovrare più facilmente le vele di prua

b. donne particolarmente alte portate a bordo per osservare la barca avversaria con più agio

c. ballo di origine argentina, eseguito con un bandoneon particolarmente grande


la scotta è:

a. una corda che consente di manovrare una vela

b. uno strumento che a causa del calore che emana va manovrato con delle presine (almeno così dice e.l.e.n.a.)

c. una pasta lasciata troppo in cottura


risposte:

- maggioranza di risposte c: abbiamo delle cose in comune (io ho lasciato una penna all’ufficio anagrafe, ad esempio)

- maggioranza di risposte b: ah, se solo vi applicaste di più (sareste probabilmente un adesivo)

- maggioranza di risposte a: siete il cugino di bertarelli. il che significa che dovreste pagare da bere, per lo meno.


lunedì 28 maggio 2007

piove, che una divinità particolarmente isterica la manda. la terra aveva bisogno di acqua, dicono. il supermercato è pieno, rispondo, poteva mica prenderla lì?

ad ogni modo oggi il cielo ha assunto una tonalità decisamente insostenibile, il gatto è virtualmente indistinguibile dal tappetino del bagno e io sono in ufficio mentre l’universo intero trasmette la gioia di vivere che ti aspetti di trovare in un film di kaurismaki.

sulle scale incontro la reincarnazione di madame blavatsky travestita da donna delle pulizie che mi sussurra “eh, meno male che piove”. io sorrido e le lancio la maledizione della sacra scuola di okuto*: tu credi di stare bene ma dopo 3 giorni le tue azioni in borsa crollano del 92%, di conseguenza non riesci più a trovare l’accendino o le chiavi della macchina (e comunque è una punizione menu crudele di costringere uno a vedere tutte le partite dell’arminia bielefeld).

torno in ufficio, mi infilo nella fotocopiatrice e passo il pomeriggio meditando di diventare medico, così poi mi prescrivo le ricette da solo, tipo il risotto ai funghi.


*disponibile sul manuale “l’angolo okuto” ed. theoria


affinità/divergenze fra il compagno libraio e me, dal conseguimento della maggiore età


io: non so, i film tratti dai libri non mi convincono

cl: beh, io adoro virginia woolf: hai mai visto orlando?

io: no, mai stato in florida

cl: sei un cretino

martedì 22 maggio 2007

prima di cercare la pagliuzza nell’occhio del tuo vicino, guarda se non l’hai lasciata nel lavandino


il mio oroscopo cinese dice che posso vivere soltanto nel disordine.

credo intenda quello mentale.

fra le altre cose finalmente fa caldo, e io ho un mal di gola da primato mondiale, segno che alcune parti del mio fisico, probabilmente di stampo anarco-insurrezionalista, hanno deciso di ignorare del tutto i normali rapporti logici di causa-effetto.

nel frattempo io e il gatto stiamo litigando sulla questione della sostanza del reale: io sostengo che se non lo guardo, lui non esiste (ipotesi di berkeley) lui sostiene che se io non lo guardo, lui può tranquillamente saltare sulla scrivania (ipotesi del gatto) e non riusciamo a metterci d’accordo, almeno fino a quando non lo scaravento sul balcone.

il fatto è che è arrabbiato con me da quando mi stava battendo a scacchi e io, del tutto inavvertitamente, sia chiaro, ho staccato la corrente al pc.

adesso gioco contro il computer settato al livello “bambino di tre anni con gravi disturbi dell’apprendimento”, e riesco a vincere abbastanza facilmente. il più delle volte barando.

la sera, il mio maestro di mistica universale sostiene che il problema del mal di gola va affrontato da un punto di vista olistico, che consideri l'universo e l'infiammazione della laringe come parte di un unico processo. sostiene anche che la birra calmi l'infiammazione, se è solo per quello.

giovedì 17 maggio 2007

arrivo in ufficio mentre un coro di nani da giardino sta cantando vamos a la playa dei righeira, e l’universo intero sembra essersi dimenticato che è mercoledì.

secondo alcune culture amerinde, il mercoledì è un errore nel tessuto razionale dell’universo, creato per errore da un demiurgo poco esperto (il solito problema delle divinità assunte a progetto).

infatti all’improvviso fastweb esplode.

il tecnico (?) spiega che c’è un disservizio nella nostra zona (ma davvero?) dovuto a un sovraffollamento di banda (troppi ottoni, credo) e che il tempo di ripristino potrebbe essere variabile, con possibili piovaschi nel pomeriggio.

fortunatamente in pausa pranzo ho la possibilità di installare la scheda video sul redivivo pc di casa. solo che ogni volta che tento di aprire una pagina di explorer o installare la scheda video si aprono alternativamente due alert box che dicono:


- 0xad000130 ha fatto riferimento a 0x1fad31000. la memoria non poteva essere “written” fare click per terminare l’applicazione;

- 0xas1100120 ha fatto riferimento a 0x3sa11010. la memoria non poteva essere “read” fare click per terminare l’applicazione.


deve essere la giornata della memoria. io pensavo fosse a gennaio.


torno in ufficio e fastweb non dà segni di vita per tutto il pomeriggio. il call center nemmeno. le divinità chiamate in causa fanno sapere che sono fuori per il ponte dell’ascensione (una festività svizzera che commemora la prima scalata del monte brè) e non torneranno prima del weekend.

io arrivo a casa e mi infilo nel primo tombino utile.


giovedì 10 maggio 2007

alcuni messaggi lasciati dal pc di casa mentre stavo installando il sistema operativo ed altri programmi inutili (tipo i driver del modem adsl, o avg free), dopo che un’anima pia l’aveva formattato.


- questa cosa non la puoi fare

- neppure questa

- decido io cosa puoi e cosa non puoi fare. ci sono problemi?

- errore fatale. il computer verrà riavviato entro 60 secondi perché il sistema nt ti odia

- rpc (remote procedure call) non si è presentato al lavoro per motivi di famiglia. segue giustifica

- gli spiriti elettronici sono molto arrabbiati con te (con musica ancestrale di sottofondo)

- errore fatale. il computer verrà riavviato entro 60 secondi perché deve andare urgentemente al bagno

- fai clic per la risoluzione dei problemi (ad libitum)

- tu non puoi passare (emettendo un fascio di luce accecante)

- la periferica di archiviazione di massa potrebbe andare molto più veloce di così. quindi la blocco del tutto

- errore fatale. hai cercato di installare xp

- la periferica non viene riconosciuta perché ha dei baffi finti

- fai una cortesia, lascia perdere


ci voleva un esorcista, mica un tecnico.

lunedì 7 maggio 2007

ma la notizia più interessante del panorama sportivo di domenica è sicuramente:


stupido computer batte eddie 3-0


voglio dire, fatevi i vostri calcoli*.


* disclaimer: è un invito all’uso del pensiero deduttivo, non un augurio di passare alcuni giorni in urologia.

nel caso voleste un ulteriore indizio di come ho passato questo rilassante weekend, sappiate che non ho affatto esaurito il bonus di bestemmie fino al 2008, mi sono limitato a questionare sulla vita sessuale di una nota popstar americana

venerdì 4 maggio 2007

ultim’ora

giacomo capogna, dapprima creativo per alcune agenzie di pubblicità italiane (è stato, tra le altre cose, ideatore delle campagne balla con l’upim, insert coin e tu menti sapendo di mentine), poi docente di marketing virale alla libera università di tesserete (ch), ha recentemente dato alle stampe il suo primo libro, dal suggestivo titolo “non copy, per favore” (ed. lupetti) in cui sostiene una teoria hegeliana applicata all’advertising composta da tesi (analizzare il prodotto), antitesi (trovarne i principali difetti) e sintesi (asserire il contrario).

venerdì 27 aprile 2007

sono tornato. il che non depone a mio favore, suppongo.

da quando sono rientrato in ufficio succedono cose strane: il plotter si orienta 5 volte al giorno verso la mecca (il complotter islamico), il router presenta alcune difficoltà in attacco, manifesta velleità artistiche situazioniste e nomi multipli di accesso (router blissett), la composizione molecolare della scrivania si modifica fino ad inglobare elementi che prima stavano in superficie.

ho ingaggiato un team di indio mapuche esperti in brevi pratiche sciamaniche (nei periodi invernali, con il freddo, occorrono pratiche sciamaniche lunghe, mentre per le collezioni primavera-estate possono andare anche le pratiche sciamaniche corte) e il responso è che pare che gli spiriti del sonno siano dei miei fans.

questo provoca alcuni inconvenienti tipo narcolessia, interferenze all’area di wernicke, frequenti stati ipnagogici, tendenza al pensiero circolare (tipico del sonno vigile) e improvvise voglie di tegolino dell’87.

il fatto che due giorni fa io stessi a 1.583 km da qui, non aiuta granchè.

il fatto che domani sarò a 1.091 km da qui, invece, un po’ aiuta.

ma poi torno. il che non depone a mio favore, suppongo.

venerdì 20 aprile 2007

diario del capitano, data stellare: vedere sul tappo della confezione


stavo disquisendo con una pianta a proposito del processo ermeneutico in bultmann, ma il mio interlocutore mi surclassava sul piano dialettico (non per niente l'ideale di un certo tipo di filosofia antica era il raggiungimento dell'atarassia, praticamente uno stile di vita uguale a quello delle piante, ma con meno clorofilla).

il problema è nato quando con il gatto si parlava di organizzare il campionato mondiale di bestemmia creativa, anche se, secondo una scuola di pensiero rigorosamente panteista, la bestemmia è tecnicamente impossibile (eppure il mio maestro di mistica sostiene che se esistesse una divinità onnipotente, dovrebbe poter bestemmiare, se vuole. questo getterebbe nuova luce su alcune dispute nate in ambiente accademico, purtroppo il mio maestro di mistica è un cavedano, ed ha alcune difficoltà logistiche nel trasmettere il risultato dei suoi studi).

io passo il pomeriggio in ufficio a cercare di convincere la fotocopiatrice ad aiutarmi nella mia nuova mission aziendale (deforestare l’austria, o, in alternativa, una qualunque regione boschiva di lingua germanica) e tirare graffette ai turisti dal balcone, poi arrivo a casa e mi chiudo nell’armadio a riflettere sul senso della vita, e di altre parti del corpo.


sms

xx: stavo pensando di organizzare un giro in macchina

io: io sono disponibile. a meno che non ci sia gente altolocata o una tenda rossa, allora sarei disponobile

xx: cretino

lunedì 16 aprile 2007

che fosse una splendida giornata lo si intuiva già al mattino presto, quando il mio cervello si era attivato in versione moviola e tutto il mondo sembrava un brano di successo di alvin and the chipmunks.

al mattino io e il gatto cerchiamo di organizzare i campionati mondiali di velocità per sedia ergonomica da ufficio ma abbiamo qualche difficoltà nel reperire impianti con piste in marmo, e un problemino con gli sponsor contattati telefonicamente.

tutto procede senza grossi traumi fino alle 14.32 il router fastweb decide di impazzire (voglio dire, mettetevi voi, nei panni di un router fastweb, poi ne parliamo).

il servizio tecnico di fastweb è organizzato secondo precisi standard di mercato: un call center con una voce registrata che dice “attendere prego” per gli autoctoni e “hold on please” per gli stranieri. a quel punto gli esperti del commerciale devono aver deciso che poteva bastare.

verso sera riesco a parlare con una cugina di uno che una volta faceva servizio tecnico per fastweb, che mi spiega che il guasto è dovuto a un nefasto allineamento di pianeti ma è temporaneo. interrogata sulla quantità del temporaneo comincia con un’introduzione sulle ere geologiche.

provo a farle capire che la risposta è decisamente sbagliata, ma lei prima chiede la verifica del notaio (che era anche una delle le armi segrete di daitarn ii, prima dell’upgrade) e poi interrompe la comunicazione.

verso sera vengo contattato da un’equipe di ricercatori che sta cercando di scoprire come comunicare con gli ufi per scambiare informazioni vitali: il significato segreto dell’universo in cambio della ricetta di un buon pesto alla genovese. io dovevo venire ascoltato come persona informata sui fatti (praticamente, un operatore del sert), ma avevo il corso di ikebana per neuroni e non sono potuto andare.



ultim’ora

dopo l’ultimo gran premio di formula 1 pare che gli stati uniti vogliano invadere il bahrain perché secondo i servizi segreti sono state rinvenute prove certe della presenza di armi di distruzione di massa

martedì 10 aprile 2007

è risotto, come aveva detto, alleluia

sto seguendo un pullman ungherese che per non rischiare di farsi intercettare dai poliziotti svizzeri procede a circa 15 km/h sulla cantonale, per un tempo di percorrenza record tipo magliaso-fornasette in 54 minuti netti.

mi metto tranquillo e infilo nello stereo miles gloriosus davis.

appena passata la dogana toledo 1991™ decide che ne ha avuto abbastanza e comincia a dare segni di impazienza ed emana un odore tipico da arrosto della nonna accompagnato da deliziosi movimenti sussultori ondulatori, ma fuori sincrono con miles davis. però poi alla fine non esplode, ed è già un risultato positivo.

a casa, un team di esperti del cicap sta cercando di capire come è potuta avvenire la sparizione del telecomando: alcuni sostengono sia finito in alcune pieghe spazio-temporali generate dal tappeto, altri propendono per la resurrezione della plastica. arrivo a casa con addosso un odore di incenso (fragranza olio fuso pirelli del ’95) e metto fine alla disputa facendo riapparire il telecomando in un cassettino del frigo.

il mattino dopo arrivo in ufficio, accendo archicad e a fine mattinata ho già esaurito bonus di bestemmie per il 2007.


alcune cose che ho scoperto solo oggi

- i concessionari di auto hanno degli orari di chiusura

- esistono agriturismi che ti portano a fare trekking con i lama (inteso come animale e non come sindacalista)

- è iniziata la nuova stagione di o.c. (oh, no)

giovedì 5 aprile 2007

c‘è un tempo per ogni cosa (ecclesiaste 3,1): quando piove bisognerebbe dormire; del resto, con il sole non bisognerebbe andare in ufficio, ne consegue che il tempo per l’ufficio dovrebbe essere variabile. diciamo dalle due alle tre ore a settimana.

al mattino vengo contattato da un’equipe di scienziati che vorrebbe studiare la teoria del caos a partire dalla mia stanza, poi però al pomeriggio, dopo un sopralluogo, mi spiegano che devono rinunciare perché volevano cominciare con qualcosa di meno complesso.

per il principio di sincronicità*, in pausa pranzo incontro bernardo silvestre al supermercato, che mi tiene ore a lamentarsi sul concetto del caos della materia, fino a quando non lo investo con il carrello della spesa (bernardo silvestre è autore di un’opera allegorica di stampo neoplatonico in due libri dedicata al fratello pino, inventore del bagnoschiuma).

nel pomeriggio stacco il cavo di connessione neuronale e mi metto a contare le telefonate intelligenti che ricevo in ufficio (voglio dire, finora nessuna, ma nel caso sono pronto).


*è un termine coniato da c.g. jung per indicare coincidenze significative, un concetto mai del tutto recepito da trenitalia.