lunedì 30 luglio 2007

esercizi di stile

studio # 119

stonata a kreutzer: natura morta con lago, due tedeschi e una papera



questione di pochi attimi, il respiro che ti si ferma in gola, il freddo che ti avvolge come una seconda pelle.

poi niente, solo l’acqua scura del lago e le montagne intorno.

il fatto è che nessuno ti spiega come funziona l’universo.

poi va a finire che non sei capace di far succedere le cose, che fare delle scelte normali ti metta ansia, va a finire che preferisci infilarti nei tombini, che c’è meno pericolo che succeda qualcosa.

il lago ha assunto un colore insostenibile, e gli alberi delle barche ancorate suonano ritmici, scossi dal vento.

non è che sia particolarmente utile rimanere su questa terrazza, per riuscire a capire qual è il problema.

non c’è nessun problema, tutto qui.


mail to s.

quella cosa dei finali. il fatto è che la specie homo sapiens ha dei grossi problemi con le cose che finiscono. il che significa che ha dei grossi problemi con la realtà in generale, immagino

martedì 24 luglio 2007

arrivo in ufficio al mattino con un cartello appeso al collo che recita “non sono il trailer di zombie 7”.

apro la posta elettronica e ricevo un messaggio audio di due secondi che contiene solamente del fruscio sommesso.

lo faccio analizzare dai comitati di ricerca di vita intelligente extraplanetaria (detto per inciso: i comitati di ricerca di vita intelligente extraplanetaria sono nati perché la ricerca di vita intelligente sul pianeta terra andava un po’ a rilento) e viene fuori che sembra che ci fosse un messaggio nascosto che dice solamente “martedì”.

secondo il comitato per il controllo ufi crudeli potrebbe essere un messaggio sulla data della prossima fine del mondo, ma anche un messaggio sul giorno da dedicare compulsivamente all’aperitivo; comunque stiamo ancora vagliando alcune piste possibili.

in pausa pranzo cerco un supermercato che non sia stato ancora colonizzato da orde di lanzichenecchi calate per le ferie estive, fischiettando get up standa up, standa up for your rights, e riesco ad aggiudicarmi l’ultima confezione di 3 birre warsteiner in offerta, soffiandole sul filo di lana ad una coppia di heidelberg con il vecchio trucco della smaterializzazione a distanza (ad heidelberg sono razionalisti: troveranno sicuramente una spiegazione plausibile).

la sera, proprio mentre sto per infilarmi il costume per fiondarmi al lago, si scatena il solito temporale estivo delle 18.35, segno che sono autorizzato a passare alla fase avanzata del corso per esperto in predizione del futuro e rapporti con divinità irose.

verso sera mi chiudo in camera a riflettere sulle mie prospettive future e inizio a prendere a testate il muro (non crediate sia una pratica autolesionistica: semplicemente serve ad aprire il chakra della veggenza. funziona davvero. dopo le prime due testate, hai una visione in cui ti viene spiegato cosa succederà alla terza, e smetti).


già che ci siamo.

qualcuno spieghi a trenitalia che il concetto di eterno ritorno non si dovrebbe riferire al tempo di percorrenza di un treno che ti riporta a casa dopo il viaggio di andata in aereo


venerdì 20 luglio 2007

io e il mio maestro di decomposizione artistica stiamo disquisendo di massimi sistemi (ovvero: del perché solo una grossa vincita al totocalcio potrà salvarmi) quando un manipolo di operai nichilisti mette in questione le intere fondamenta del pensiero occidentale, oltre che quelle della casa, urlandoave caesar, muratori te salutant.

speravo fosse un rituale gnostico, (secondo una teoria gnostica, colpendo con adeguata forza un muro portante con una mazza per 32 volte ad intervalli regolari di 2,3 secondi provoca delle crepe nel tessuto spazio temporale e la chiamata di un ascensore astrale che ti deposita sul piano astrale preferito*) invece vanno avanti per ore.

devono aver letto il manuale sbagliato (tipo quello che sostiene che è possibile raggiungere la consapevolezza gnostica autoconvincendosi di essere un tostapane. mica funziona, lo dico per esperienza).

nel frattempo, in alcune zone sensibili del mio sistema endocrino appaiono cartelli di incitamento all’insurrezione a cura di un sedicente comitato per la liberazione dei ravioli di carne al vapore (per la serie ‘ristorante cinese vs. surgelati’, ovvero: la sanità mentale che si fa quattro salti in padella).

è solo che sono stanco, e il kit con l’almanacco del calcio 1986-87 da scaricarsi direttamente nell’ipofisi non ha dato i risultati sperati.

quindi passo il pomeriggio a disegnare prospetti informativi e a parlare con alcune piante per farle crescere sane e con i muri perpendicolari, poi torno a casa e mi chiudo in un cassetto della scrivania.



* colpire ripetutamente un muro portante con una mazza non è una strategia del tutto priva di rischi, occorre dirlo. io credo sia uno dei motivi per cui non ci sono molti gnostici in giro, per dire. ad ogni modo, sempre secondo la stessa teoria, sarebbe utile pronunciare il mantra esoterico don traìdis étom per proteggersi dagli incidenti


mercoledì 18 luglio 2007

-come ti immagini il male?

-un leviatano a tre teste, ognuna con lo stemma di trenitalia


se c’è una cosa che davvero mi trattiene dall’andare nelle centrali operative di trenitalia e coventrizzarle è sapere che, in termini pratici, nessuno noterebbe la differenza

mercoledì 11 luglio 2007

al gruppo di auto-aiuto (si tratta di un esperimento di terapia di gruppo, ci si può iscrivere se si deve pagare l’assicurazione o il bollo auto) cercavo di spiegare che, se si guardano per un tempo adeguato dei branchi di alborelle, si potrà osservare che tendono a disporsi in modo da formare la scritta scusate, ma enki aveva un impegno.

io lo dico per esperienza personale, ma inspiegabilmente nessuno era disposto a credermi. loro dicono che un fenomeno del genere sarebbe stato già osservato dagli etologi, ma io credo che il problema stia nel fatto che pochi etologi conoscono l’accadico*.

il mercoledì mattina io e il germano reale partiamo per un giro di ricognizione per il mio nuovo hobby (collezionare targhe di uri, appenzell innerhoden e schwyz) e parliamo del più e del meno, ma anche di altre operazioni più complesse.

lui nel frattempo prova a suggerirmi fra le righe che dovrei mettere ordine nella mia vita, ma io non sono capace di leggere fra le righe. tutte le volte che ci ho provato ho visto solo dello spazio bianco. tra l’altro ho promesso che se continua a rompere lo spiumo, così con il freddo che fa da queste parti, il raffreddore è il minimo che si può prendere.

nel pomeriggio ho le prove per il corso di mummificazione. mi riesce abbastanza bene, tranne quando devo rispondere al telefono. ma sto insegnando a rispondere al gatto, così mi evito il problema.

fra le altre cose, ho ricevuto alcune proposte per allenare la nazionale di corsa su sedia ergonomica, ma mi riservo di valutarle quando avrò raggiunto la sanità mentale (dovrebbe succedere intorno al 2045).


*nemmeno io conosco l’accadico, ma adesso non è questo il problema

venerdì 6 luglio 2007

narcolessia, tutte le feste si porta via


secondo alcune teorie quantistiche l’universo è pieno di pieghe spazio-temporali che lo rendono ontologicamente inconoscibile per l’essere umano. ecco perché alcuni sostenitori di queste scuole di pensiero stanno studiando un procedimento euristico che preveda la possibilità di progettare un ferro da stiro astrale.

io valuto l’ipotesi di una pasta al pestonno* quando un pensiero mi trattiene: la sera prima un commando di piatti sporchi ha tentato di soffocarmi nel sonno, ma non sapevano che per precauzione tengo del detersivo sotto il cuscino; quindi organizzo un dibattito sulla banalità del male (al quale partecipano, oltre a me, un filosofo di göttingen, un forno ventilato ed una pizza surgelata) prima di svenire definitivamente sul tappeto.


msn


eddie scrive:

ciao tesoro (dopo cinque anni ho rivisto diego f.**)

[xxx] scrive:

(l'hai visto in sogno?)

eddie scrive:

(no, dal vivo. aveva una cravatta rosa)

[xxx] scrive:

(oddio)

[xxx] scrive:

come è successo?

eddie scrive:

non lo so, l'avrà comprata, suppongo

[xxx] scrive:

pirla


* immagino di non doverlo spiegare, eh.

**è un nome di fantasia, tipo frodo baggins, o antonello cuccureddu

martedì 3 luglio 2007

piove.

fa freddo.

ho provato ad avvertire il call center clima che dovrebbe essere luglio, ma mi risponde una segreteria telefonica in norvegese, il che è abbastanza sospetto.

io passo le serate nell’ombra in camera a cercare di sorprendere gli insidiosi spigoli (devo aver già spiegato da qualche parte che gli insidiosi spigoli sono una specie aliena che ama i posti scuri e tranquilli; hanno la tendenza a materializzarsi in stanze buie, ma, essendo fotofobici, scompaiono non appena uno accende la luce.

se una sera stavate andando a letto a piedi scalzi dopo aver spento la luce e pensate di aver sbattuto il mignolo del piede contro il letto quando invece è ovvio che il letto non poteva essere lì, è molto probabile che abbiate avuto un incontro ravvicinato con un appartenente alla specie degli insidiosi spigoli).

sto anche valutando l’opportunità di aderire ad una setta millenarista che sostiene si stia avvicinando rapidamente la fine dei tempi, ma visto che stiamo pareggiando, sono previsti due tempi supplementari.


ultim’ora

trovate le prove di una contatto fra l'azienda farmaceutica roche e il compositore argentino astor piazzolla. in un archivio di buonos aires è stata reperita una delle ultime registrazioni del maestro che lavorava ad una album che avrebbe dovuto intitolarsi lexotango

martedì 26 giugno 2007

al call center ufi siamo un po’ indietro con il lavoro. sembra strano, ma una delle richieste che riceviamo più spesso è sapere come comportarsi con gli ufi di passaggio (il fatto è che ci sono ufi crudeli, ma a volte capita di incontrare anche ufi ben educati, e non è carino essere scortesi) quando chiedono con quale specie terrestre sia meglio comunicare.

voglio dire, se uno deve rivendicare un pianeta, o lasciare un messaggio fondamentale per il cosmo, dovrà pur sapere a chi dirlo*.

questa richiesta ha innescato una disquisizione su quale sia la specie più evoluta del pianeta**

cioè, gli esseri umani sostengono di essere la specie più intelligente del pianeta.

è comprensibile, dato che hanno deciso loro come si misura l’intelligenza e chi debba farlo (sempre loro, direi).

fonti ben informate, invece, sarebbero pronte a fornire le prove che gli esseri umani si sbagliano (non sarebbe la prima volta, in effetti), se solo ne vedessero la necessità.

per dire tutta la verità, una delle specie più evolute del pianeta sono i lemming.

è facile da dimostrare: i lemming non hanno mai manifestato interesse per la nascita di un mercato azionario, e nessun lemming è mai stato agente di borsa, per dire (ci sono animali che giocano in borsa, in effetti, tipo i canguri, ma smettono non appena diventano grandi).


la sera tardi provo a convincere un computer (nella fattispecie il mio) che sarebbe il caso di sopprimere alcuni virus che impediscono la navigazione in internet, anche se il pc non collabora (temo lo faccia per solidarietà di casta).

quindi mi limito a considerare l’ipotesi di una formattazione a basso livello con un software di alta qualità (un grosso bastone nodoso) e suonare la chitarra nei tempi morti, almeno fino a quando quelli di amnesty international non mi faranno smettere per via di una stupida clausola contenuta nella convenzione di ginevra.



* il problema di base è che il pianeta terra non è tecnologicamente all’avanguardia, e ancora non ha una segreteria telefonica. se dobbiamo trovare una cosa positiva in tutto questo, è che almeno ci evitiamo il telemarketing.

** in realtà alla disquisizione non ha partecipato il gatto, che era più interessato ad una mousse al salmone. al call center ufi crediamo tutti che questo sia un punto a favore della superiorità evolutiva del gatto rispetto agli esseri umani


giovedì 21 giugno 2007

il fatto che il mercoledì mattina io abbia un’espressione adatta per fare la controfigura di max schreck e stia vagando per l’ufficio cercando di non fare troppo rumore, non dovrebbe trarvi in inganno.

secondo alcune tribù del mali, il magnifico mbori, una divinità che potremmo paragonare a un demiurgo, crea l’universo ogni mattina*, diciamo verso le sette; tranne il mercoledì, che dorme fino a tardi.

a dispetto del nome, il magnifico mbori non è così felice di alzarsi tutte le mattine per creare il mondo, quindi bisogna ingraziarselo evitando rumori molesti il mercoledì mattina, onde evitare che si svegli troppo presto e crei il mondo da incazzato. quindi cercate di non fare troppo casino, ok?


verso le 16 mi si presenta in ufficio gerberto d’aurillac travestito da don vito corleone con un estratto mappa del 1952, sostenendo ci sia un errore di trascrizione su alcuni numeri arabi.

non me la sento di contraddirlo, così intavolo una conversazione sull’esistenza degli universali e su quella degli universali economici.

più tardi, il comitato di accoglienza di divinità dedite all’alcolismo** mi invita ad alcune celebrazioni per l’arrivo dell’estate ma mi trovo costretto a declinare l’offerta (offerta, offertae, offertae, ecc.) perché il mercoledì ho già l’impegno per il corso di smaterializzazione consapevole, e soprattutto perché fa caldo, ma piove da due settimane, cazzo.

arrivo a casa, metto sullo stereo la sinfonia n. 3 di josef karnenskij (la caspica) nella partitura per archi, volte e storditore elettrico, e mi infilo sotto il divano.

(nel caso riesca a smaterializzarmi entro breve, vi sono comunque vicino. vi sosterrei anche con il mio vincastro***, se solo ricordassi dove l’ho lasciato)


* da cui il detto “non tutti i mali vengono per nuocere”

** l’alcolismo rituale è più diffuso di quanto immaginiate

*** fonti anonime sostengono che il vincastro sia lo strumento preferito degli ispettori di polizia


ultim’ora

pare che la cittadina di eboli (sa) abbia in progetto un gemellaggio con la divisione amministrativa di ivory, francia (dipartimento del jura). lo slogan dell’operazione sarà “eboli and ivory living in perfect harmony”

martedì 19 giugno 2007

info point


uno si assicura contro il furto dell’auto nuova perché dopo che lo ha derubato la compagnia di assicurazione, statisticamente, c’è meno probabilità che lo derubi qualcun altro

venerdì 15 giugno 2007

going to your funeral part ii (eels)


- la coppa delle coppe

- l’inno della ddr

- boris eltsin

- il passaggio indietro al portiere

- le macchine per scrivere

- il csoa luxemburg

- le 500 lire di carta

- praga in cecoslovacchia

- la tv in bianco e nero

- il telefono a gettoni

- lo zaire

- la tuta da ginnastica blu con le striscie bianche su maniche e pantaloni

- lambrate operaia football club

- lo spectrum 48k

- i buddha di bamiyan

- toledo 1991™



martedì 12 giugno 2007

msn


xx scrive:

sono a pezzi...

eddie scrive:

ufi. prova con la colla vinilica

xx scrive:

sei stupido

eddie scrive:

no. si dice ‘diversamente abile’

xx scrive:

no no sei proprio stupido

eddie scrive:

ufi

xx scrive:

come si chiama lo spruzzino?

eddie scrive:

eh, adesso mi chiedi troppo

eddie scrive:

una roba tipo sanagol, benagol, eurogol

xx scrive:

forse benagol...

eddie scrive:

beh, anche eurogol era molto carino. tipo per il mal di gola di coppa

mercoledì 6 giugno 2007

pare che una delle ordalie più comuni, nel medio evo, fosse legata al fatto di trovare parcheggio, qui, nel giorno di mercato. io non sarei mai sopravvissuto.

passo la mattinata in ufficio a meditare possibili cambi di impiego, valutando l’impatto di una laurea in filosofia sul mercato del lavoro, e orientandomi indicativamente verso l’uomo-semaforo, l’allevatore di lombrichi mediterranei o il mediatore cromatico (purtroppo però il mediatore cromatico è una figura che sta perdendo irrimediabilmente potere contrattuale per venire sostituito da "phantom", un tool di analisi per un particolare spettro di mercato; quindi potrei spostare il target verso il comico ambulante, maestro di strada e di battute, come i tennisti del percorso atp, e gli autisti del percorso atm).

nel pomeriggio cerco di convincere un monitor a visualizzare correttamente programmi grafici (risate di schermo in sottofondo) in modo che io possa finire un’interessantissima sezione di travi a vista prima di dedicarmi al recupero di segnali provenienti da società aliene utili alla sopravvivenza del pianeta (per esempio, pare che su pianeti più avanzati adottino stili comportamentali più adatti allo sviluppo. per dire, su alnilak un weekend dura 4 giorni).

verso sera infilo il mio costume da betamax e passeggio in riva al lago declamando egloghe in esametri ai cavedani di passaggio, e organizzando cori alpini con alcuni nani da giardino.



disclaimer

il fatto che io abbia scomodato buona parte di tutte le divinità dell’universo con frasi poco amichevoli quando mi hanno comunicato che l’assicurazione auto costa più del doppio del valore reale dell’auto stessa, non ha a che fare con gli sconvolgimenti climatici a cui stiamo assistendo.

ad esempio, la pioggia di rane azzurre in congo pare sia da ascriversi ad una commissione ricevuta dal beato angelico

mercoledì 30 maggio 2007

tenere le riunioni del call center ufi occupando abusivamente un circolo velico durante la proiezione dell’america’s cup è un’ottima soluzione per passare indisturbati, visto che la metà degli invitati ufficiali ne approfitteranno per parlare della lunghezza delle loro barche (non sono più alle medie, del resto) e l’altra metà starà dormendo dopo aver finito la grappa.


ad ogni modo, ecco un test che vi fornirà il vostro grado di adattabilità ad un circolo velico, o, in alternativa, un buono omaggio per visitare gli studi di la 7 (tra l’altro quelli di la sette devono avere qualche problema di concordanza con gli articoli. voglio dire: avrei capito il sette, o al massimo le sette, tipo per le trasmissioni a sfondo religioso; o anche le sette e mezza, tipo per l’orario dell’inizio delle trasmissioni; ma insomma, dire la sette sembra di sentire parlare uno svizzero tedesco) durante l’america’s cup.


l’orzata è

a. l’avvicinamento della prua della barca alla direzione del vento

b. l’avvicinamento della poppa della barca alla direzione del vento

c. una bevanda dissetante che si concede contemporaneamente tutto l’equipaggio durante la navigazione al segnale del timoniere


issare il genoa significa:

a. alzare una vela

b. appendere ad un albero il testimone di genoa affinchè la smetta di svegliarti la domenica mattina

c. aiutare, con mezzi loschi, la promozione del genoa in serie a


il termine “dritta” sta per:

a. la destra della nave

b. un campo di regata senza curve

c. una donna molto furba che consiglia la conduzione tattica del match


un prodiere è:

a. un addetto alle vele

b.il motivatore dell’equipaggio, uso a gridare “avanti miei prodi”

c. un sostenitore del governo di centrosinistra in carica


la strambata è:

a. la manovra utilizzata per cambiare la direzione della barca rispetto al vento

b. nel gioco del lotto, sostantivo che indica il doppio ambo

c. azione estemporanea, insolita, volta a provocare stupore nell’avversario


il miglio marino corrisponde a:

a. 1853,18 metri

b. 1609,344 metri

c. un cereale che cresce nelle vicinanze delle coste marittime


il termine “tangone” sta per:

a. asta usata nelle barche a vela per manovrare più facilmente le vele di prua

b. donne particolarmente alte portate a bordo per osservare la barca avversaria con più agio

c. ballo di origine argentina, eseguito con un bandoneon particolarmente grande


la scotta è:

a. una corda che consente di manovrare una vela

b. uno strumento che a causa del calore che emana va manovrato con delle presine (almeno così dice e.l.e.n.a.)

c. una pasta lasciata troppo in cottura


risposte:

- maggioranza di risposte c: abbiamo delle cose in comune (io ho lasciato una penna all’ufficio anagrafe, ad esempio)

- maggioranza di risposte b: ah, se solo vi applicaste di più (sareste probabilmente un adesivo)

- maggioranza di risposte a: siete il cugino di bertarelli. il che significa che dovreste pagare da bere, per lo meno.


lunedì 28 maggio 2007

piove, che una divinità particolarmente isterica la manda. la terra aveva bisogno di acqua, dicono. il supermercato è pieno, rispondo, poteva mica prenderla lì?

ad ogni modo oggi il cielo ha assunto una tonalità decisamente insostenibile, il gatto è virtualmente indistinguibile dal tappetino del bagno e io sono in ufficio mentre l’universo intero trasmette la gioia di vivere che ti aspetti di trovare in un film di kaurismaki.

sulle scale incontro la reincarnazione di madame blavatsky travestita da donna delle pulizie che mi sussurra “eh, meno male che piove”. io sorrido e le lancio la maledizione della sacra scuola di okuto*: tu credi di stare bene ma dopo 3 giorni le tue azioni in borsa crollano del 92%, di conseguenza non riesci più a trovare l’accendino o le chiavi della macchina (e comunque è una punizione menu crudele di costringere uno a vedere tutte le partite dell’arminia bielefeld).

torno in ufficio, mi infilo nella fotocopiatrice e passo il pomeriggio meditando di diventare medico, così poi mi prescrivo le ricette da solo, tipo il risotto ai funghi.


*disponibile sul manuale “l’angolo okuto” ed. theoria


affinità/divergenze fra il compagno libraio e me, dal conseguimento della maggiore età


io: non so, i film tratti dai libri non mi convincono

cl: beh, io adoro virginia woolf: hai mai visto orlando?

io: no, mai stato in florida

cl: sei un cretino

martedì 22 maggio 2007

prima di cercare la pagliuzza nell’occhio del tuo vicino, guarda se non l’hai lasciata nel lavandino


il mio oroscopo cinese dice che posso vivere soltanto nel disordine.

credo intenda quello mentale.

fra le altre cose finalmente fa caldo, e io ho un mal di gola da primato mondiale, segno che alcune parti del mio fisico, probabilmente di stampo anarco-insurrezionalista, hanno deciso di ignorare del tutto i normali rapporti logici di causa-effetto.

nel frattempo io e il gatto stiamo litigando sulla questione della sostanza del reale: io sostengo che se non lo guardo, lui non esiste (ipotesi di berkeley) lui sostiene che se io non lo guardo, lui può tranquillamente saltare sulla scrivania (ipotesi del gatto) e non riusciamo a metterci d’accordo, almeno fino a quando non lo scaravento sul balcone.

il fatto è che è arrabbiato con me da quando mi stava battendo a scacchi e io, del tutto inavvertitamente, sia chiaro, ho staccato la corrente al pc.

adesso gioco contro il computer settato al livello “bambino di tre anni con gravi disturbi dell’apprendimento”, e riesco a vincere abbastanza facilmente. il più delle volte barando.

la sera, il mio maestro di mistica universale sostiene che il problema del mal di gola va affrontato da un punto di vista olistico, che consideri l'universo e l'infiammazione della laringe come parte di un unico processo. sostiene anche che la birra calmi l'infiammazione, se è solo per quello.

giovedì 17 maggio 2007

arrivo in ufficio mentre un coro di nani da giardino sta cantando vamos a la playa dei righeira, e l’universo intero sembra essersi dimenticato che è mercoledì.

secondo alcune culture amerinde, il mercoledì è un errore nel tessuto razionale dell’universo, creato per errore da un demiurgo poco esperto (il solito problema delle divinità assunte a progetto).

infatti all’improvviso fastweb esplode.

il tecnico (?) spiega che c’è un disservizio nella nostra zona (ma davvero?) dovuto a un sovraffollamento di banda (troppi ottoni, credo) e che il tempo di ripristino potrebbe essere variabile, con possibili piovaschi nel pomeriggio.

fortunatamente in pausa pranzo ho la possibilità di installare la scheda video sul redivivo pc di casa. solo che ogni volta che tento di aprire una pagina di explorer o installare la scheda video si aprono alternativamente due alert box che dicono:


- 0xad000130 ha fatto riferimento a 0x1fad31000. la memoria non poteva essere “written” fare click per terminare l’applicazione;

- 0xas1100120 ha fatto riferimento a 0x3sa11010. la memoria non poteva essere “read” fare click per terminare l’applicazione.


deve essere la giornata della memoria. io pensavo fosse a gennaio.


torno in ufficio e fastweb non dà segni di vita per tutto il pomeriggio. il call center nemmeno. le divinità chiamate in causa fanno sapere che sono fuori per il ponte dell’ascensione (una festività svizzera che commemora la prima scalata del monte brè) e non torneranno prima del weekend.

io arrivo a casa e mi infilo nel primo tombino utile.


giovedì 10 maggio 2007

alcuni messaggi lasciati dal pc di casa mentre stavo installando il sistema operativo ed altri programmi inutili (tipo i driver del modem adsl, o avg free), dopo che un’anima pia l’aveva formattato.


- questa cosa non la puoi fare

- neppure questa

- decido io cosa puoi e cosa non puoi fare. ci sono problemi?

- errore fatale. il computer verrà riavviato entro 60 secondi perché il sistema nt ti odia

- rpc (remote procedure call) non si è presentato al lavoro per motivi di famiglia. segue giustifica

- gli spiriti elettronici sono molto arrabbiati con te (con musica ancestrale di sottofondo)

- errore fatale. il computer verrà riavviato entro 60 secondi perché deve andare urgentemente al bagno

- fai clic per la risoluzione dei problemi (ad libitum)

- tu non puoi passare (emettendo un fascio di luce accecante)

- la periferica di archiviazione di massa potrebbe andare molto più veloce di così. quindi la blocco del tutto

- errore fatale. hai cercato di installare xp

- la periferica non viene riconosciuta perché ha dei baffi finti

- fai una cortesia, lascia perdere


ci voleva un esorcista, mica un tecnico.

lunedì 7 maggio 2007

ma la notizia più interessante del panorama sportivo di domenica è sicuramente:


stupido computer batte eddie 3-0


voglio dire, fatevi i vostri calcoli*.


* disclaimer: è un invito all’uso del pensiero deduttivo, non un augurio di passare alcuni giorni in urologia.

nel caso voleste un ulteriore indizio di come ho passato questo rilassante weekend, sappiate che non ho affatto esaurito il bonus di bestemmie fino al 2008, mi sono limitato a questionare sulla vita sessuale di una nota popstar americana

venerdì 4 maggio 2007

ultim’ora

giacomo capogna, dapprima creativo per alcune agenzie di pubblicità italiane (è stato, tra le altre cose, ideatore delle campagne balla con l’upim, insert coin e tu menti sapendo di mentine), poi docente di marketing virale alla libera università di tesserete (ch), ha recentemente dato alle stampe il suo primo libro, dal suggestivo titolo “non copy, per favore” (ed. lupetti) in cui sostiene una teoria hegeliana applicata all’advertising composta da tesi (analizzare il prodotto), antitesi (trovarne i principali difetti) e sintesi (asserire il contrario).