lunedì 5 dicembre 2005

esercizi di stile

studio # 234

natura morta con interregionale



sono le otto e mezzo del mattino di un sabato che si annuncia pigro e sonnacchioso, dopo che la neve è caduta con insistenza per tutta la notte.

adesso una pioggia lieve, quasi invisibile ma costante, si insinua nel paesaggio innevato, in un silenzio quasi irreale.

di fianco all’edificio principale della stazione riposa sotto le neve un piccolo giardino, con al centro una vasca per i pesci che ha conosciuto tempi migliori; i cristalli ghiacciati coprono la ruggine del tetto dell’enorme vecchia voliera abbandonata, vuota come un chiosco chiuso per lavori di restauro.

sotto la tettoia della stazione, compaiono all’improvviso due guardie di confine, poi qualche operaio della stazione, e tutti restano fermi qualche minuto prima di entrare nuovamente in qualche locale al caldo, quanto basta per vedere il fiato condensarsi e poi disperdersi verso le finestre.

il treno è immobile sul secondo binario, con le porte aperte e i pantografi alzati, le luci all’interno sono accese, anche se dentro non si vede nessuno. se ne sta lì, inerte e silenzioso lungo il binario, come in attesa di un evento. in lontananza, il semaforo che regola la partenza è inequivocabilmente rosso.

l’interno del treno è caldo, ma il vagone è completamente vuoto e si respira l’odore misto di riscaldamento e vecchi sedili in pelle logorati dal tempo.

alzo gli occhi dal libro, e resto immobile sul sedile a fissare il paesaggio con uno sguardo incerto.

a tratti, un cumulo di neve si stacca dal tetto del treno e scivola dolcemente sul marciapiede della stazione.

il bianco della neve sembra dilatare il tempo e lo spazio, ma in realtà è il silenzio che distorce la normale percezione dell’universo.

poi torno al libro, con la consapevolezza che spesso non c’è alcuna differenza fra quello che vedi e quello che leggi.

dopo qualche ora il treno è ancora lì, fermo sul secondo binario, e a me sembra una buona metafora della mia vita in questo momento.




mandare in overclock il cervello non è mai una buona soluzione, anche se sabato sera il coefficiente di dissipazione termica era decisamente aiutato dalla temperatura esterna. pare comunque che mancassero alcuni componenti indispensabili, tipo un sistema di celle di peltier e alcuni litri di birra.

adesso alcuni neuroni stanno organizzando dei sit in di protesta, e degli estremisti mi hanno appeso sulla nuca il cartello out of order.

scusate, è un periodo un po’ del cazzo.

fra le altre cose devo fronteggiare un’invasione di folletti in ufficio che con la scusa di pulire il pavimento approfittano per nascondere documenti in pieghe spazio-temporali che non si sistemano neanche con un ferro da stiro astrale.

9 commenti:

Ubikindred ha detto...

Finchè non vedi omoni tedeschi disperati che si mettono a spalare la neve sui binari, sei al sicuro...

;-)

isolamenti ha detto...

Che libro stai leggendo?

ps. oggi aprendo il cofano della macchina per pulire i canaletti di scolo sotto al parabrezza tra le foglie secche ed altre amenità ho trovato dei documenti che a questo punto credo siano i tuoi!

eddiemac ha detto...

ubik: ecco, appunto. (e adesso vorrei sapere dov'è, che mi stava simpatico)

isolamenti: non è che mi ridaresti i documenti? (allen, e barthelme. diciamo che ho avuto un po' di tempo per leggere)

manuelcalavera ha detto...

forwork folletto.

jaft ha detto...

Questo perchè il ferro non ha il Nebulizzatore del Continuum. Le pieghe s/t non vanno via, senza il nebulizzatore, ma semplicemente si annidano nelle sfasature quantiche, poi appena cambi prospettiva d'esistenza, anche solo per due minuti, quelle si riformano.

cosima ha detto...

l'indirizzo del pusher di quello che si fa non te lo do perche' sono in cura da diversi mesi e i risultati li puoi vedere anche tu. per lo stesso motivo non ho niente di buono da consigliare sul periodo del cazzo. vedi cosa succede ad uscire dall'armadio?!

wishuwell.

Ekatherine ha detto...

:*

Ubikindred ha detto...

No no, mi sbagliavo dài...sei a posto finchè non dormi su un futon con almeno quattro doghe rotte! :-D

eddiemac ha detto...

manuel: mi sono risparmiato il rappresentante, però

jaft: cazzo, potevi mica dirmelo prima? adesso dove lo trovo un supermercato interstellare aperto?

cosima: io ci speravo, nel pusher (sto bene, sto bene. è il periodo che è del cazzo, non io)

eka: un bacio a lei, signorina

ubik: ti confondi. 4 è il numero delle doghe ancora intere ;)