venerdì 25 ottobre 2019

L’oroscopo di Breznev per il 2020 
(pubblicato originariamente su Internazionale ed. Laterza)

Ariete
Vi sentite accerchiati e giudicati ma Tupolev Tu-22M e missili SS20 non sempre sono la risposta giusta alle aggressioni. Se intendete evitare una escalation nucleare, riflettete attentamente su SALT I e SALT II

Toro
Non vedete i risultati dei vostri sforzi, ma è solo un problema di pianificazione. Per aumentare la vostra produttività è il momento di programmare un piano quinquennale della qualità

Gemelli
Siete in un periodo di stagnazione, tutto è congelato come l’inverno russo. Non avete che da aspettare per altri diciotto anni, Andropov e Cernenko in prima dacia vi sono favorevoli

Cancro
È un periodo difficile per i rapporti con partner e colleghi. L'obiettivo principale dell'imperialismo è la divisione dei paesi socialisti, l'indebolimento della vostra unità. Lavorate uniti per i vostri ideali, la voglia di coesione e lo spirito del Komintern sono il punto di inizio per la vostra rivoluzione

Leone
Se il vostro cervello è capace di ascoltare la voce della ragione, esso deve cessare immediatamente i bombardamenti e le altre azioni aggressive contro voi stessi e considerare realisticamente le proposte di trattative con la vostra emotività

Vergine
Così come non è possibile costruire il socialismo, se non si parte dalle leggi generali e se non si tiene conto delle concrete peculiarità storiche di ogni paese, così non riuscirete a costruire la vostra vita se non terrete conto di chi siete e di cosa vi ha portato dove siete adesso. Urge una riflessione complessa sulla vostra identità storica

Bilancia
Non è facile raggiungere gli obiettivi che vi siete posti. La chiave è stringere alleanze nel Politburo e pazientare finché non arriva la situazione adatta. Sul piano lavorativo, aspettate il peggioramento dello stato di salute del vostro capo.

Scorpione
Servono obiettivi più ambiziosi. Puntate in alto, prendete spunto dai cosmonauti e dalle missioni Soyuz

Sagittario
È il momento giusto per un passo deciso verso la Ostpolitik. Comprate un biglietto per Berlino, godetevi un assolato pomeriggio autunnale in Unter den Linden, l’atmosfera rilassata alla porta di Brandeburgo, ma resistete all’impulso di baciare Honecker sulla bocca.

Capricorno
Smettete di pensare a voi stessi e abbracciate l’idea di collaborare per un fine superiore. L’intero è molto di più della somma delle parti, accettate l’idea di avere una sovranità limitata

Acquario
Siete stanchi e svogliati, e cercate di risolvere i vostri problemi in solitudine. Quello che invece vi serve è una organizzazione rigida. Non sottovalutate l’importanza di un apparato burocratico all’altezza e di una nomenklatura fedele. Amici e parenti sono il giusto sostegno nello sviluppo dei vostri progetti

Pesci
Siete intrappolati in una situazione ormai passata, e non potete fare a meno di ripensarci. Ma non c’è più tempo per il revisionismo. Il vostro elemento è il metallo, il ferro e l’acciaio sono i vostri spiriti guida. È ora di plasmare il vostro posto nella società a fianco del mondo operaio.

martedì 15 ottobre 2019

il router e il pc non si parlano.
hanno litigato? si sono detti qualcosa di irreparabile? si tengono il muso? ci sono margini di intervento per una mediazione onu? è difficile da capire.
io mi sveglio alle 5.30 (perché devo uscire di casa) con una irrefrenabile voglia di ascoltare flower of scotland nella versione dei corrs.
non chiedetemi perché, a volte il mio cervello segue percorsi tutti suoi e non ha voglia di condividerli con me. è un cervello molto riservato.
fuori piove, fa freddo, è buio.
non vorrei uscire di casa e, sulla soglia, mi fermo a guardare il cielo in cerca di un aiuto (non è che speri in interventi di divinità a caso, pensavo più a un abduction). ma gli ufi non escono con questo tempo, e comunque è già tardi.
gli ufi arrivano sempre di notte, perché hanno un indubbio senso scenografico.
probabilmente si sono accorti che homo sapiens ha un complicato complesso di inferiorità nei confronti delle lucine, e che è l’unico animale che ha deciso che la notte ha un cuore. voglio dire, potevano pensare a un fegato, o ad altre parti del corpo più usate durante la notte, sarebbe stato più logico, e invece niente.
una volta in auto, mentre sto parlando del più e del meno e di altre operazioni matematiche a caso con john moreland, ho una improvvisa rivelazione.
non che io creda alle rivelazioni religiose.
insomma, non credo che le divinità ci appaiano per dirci qualcosa di intelligente.
al massimo ci appaiono perché hanno sbagliato a schiacciare il bottone del piano astrale sull’ascensore astrale, perché gli si è rotto il sistema di occultamento, o perché non vogliono rispondere ai call center delle compagnie telefoniche.
avessero cose intelligenti da dirci potrebbero scrivere dei cartelli grandi quanto la cintura di orione, trasmettere a reti unificate mondiali, hackerare il sistema neurovegetativo di tutti gli esservi viventi, sarebbe molto più comodo per tutti. se non lo fanno è solo che non hanno da dirci niente di intelligente.
quindi forse non era una rivelazione, ma qualcosa di molto simile a un insight.
il fatto è che da gennaio mi servirà un lavoro, ma non ho bene idea di cosa possa fare nella vita, né di chi possa pensare di pagarmi per farlo.
per ora ho selezionato tre lavori plausibili

cartavetratore di guardrail
non avete idea di come sono sporchi, malandati e bisognosi di manutenzione i guardrail.
io lo so perché ogni tanto i sentieri sbucano su una strada asfaltata, e tocca costeggiare i guardrail.
allora, dico io, già che passo, potrei dare una cartavetrata, così, anche un po’ alla buona, e ricevere un sussidio mensile da anas (ma anche aiscat e società autostrade, con la collaborazione dell’agip, voglio dire, non mi formalizzo)

salutatore ufficiale esselunga
chi non ha mai provato la tristezza di uscire da un supermercato? quale occasione migliore per assumere una persona che ti sorride, ti augura buona giornata, ti dà un parere su hegel? e non il solito senegalese, che sarà anche carino, ma vuoi mettere uno con l’uniforme ufficiale del supermercato che ti augura buona giornata?

produttore di birra artigianale
questa è una cosa a cui ho pensato molto, e soprattutto mi permetterebbe di chiamare le birre con i nomi che piacciono a me, tipo pils and love, ich weiss, il gusto in bock, rex stout.
l’unico vero problema è che la berrei tutta io, quindi forse difficilmente potrei rientrare dall’investimento iniziale, ma ehi, il governo non dovrebbe tutelare la libera impresa?

questi sono i lavori che potenzialmente potrei fare senza grossi problemi.
per tutti gli altri, ho già pronta la lettera di presentazione:

"Buongiorno, mi chiamo eddie, ho una laurea in filosofia e penso che la vita non sia tutto sto granché e allora bisogna cercare di migliorarsela in tutti i modi.
Non è che vorrei proprio lavorare (sempre per il fatto che vorrei migliorarmi la vita, non peggiorarmela), ma siccome sono un filosofo, la parte di sopravvivere nei boschi coperto di pelli di animali e nutrirmi di bacche selvatiche non mi viene benissimo e morirei di stenti dopo tre giorni. Quindi mi serve un lavoro.
Sarete stupiti che abbia pensato a voi. Lo sono anche io, visto che non avevo idea che esisteste fino a trenta secondi fa, ma ehi, vi ricordate quella parte che mi serve un lavoro? Ecco.
Del resto, c’è qualcuno che ha mai scritto a un indirizzo di selezione personale per chiedere una pasta alla carbonara, organizzare un torneo di scopa d’assi, avere notizie sulla situazione politica mediorientale? Infatti.
Ora, se abbiamo finito con le domande retoriche, io potrei saltare tutta la parte in cui mi auto elogio, che francamente mi viene male, e voi magari potreste assumermi, mettendo fine a questa farsa.
Cordiali saluti"


venerdì 27 settembre 2019

oggi il cielo è così grigio che la pantone ha creato un team per inserirlo nel catalogo come grigio standard.
più o meno è l’inizio di quello che chiamiamo autunno, che nell’iconografia tradizionale è quella cosa quando il lago si tinge di rosso come le foglie sugli alberi, e il vento soffia da nord e muove le barche nei porti, e invece poi nella vita di tutti i giorni è quella cosa che fa freddo e tutto è grigio come i tuoi pensieri.
a volte vengo accusato di essere troppo legato a una visione materiale dell’universo.
forse è vero. non di sola realtà sensibile vive l'uomo.
però c’è da dire che quella insensibile è molto maleducata.

ed ora, per la rubrica: “i santini comunisti”, ecco un ottimo adesivo per il cruscotto della vostra auto


venerdì 6 settembre 2019

diluvia.
la pioggia ha battuto incessantemente il tetto per tutta la notte, e il mattino ci ha regalato quella irresistibile sensazione di inverno che aleggia sulle nostre teste come un presagio di inevitabile sventura.
ci sono 14 gradi, gli animali stanno per prendere la via del sud (tranne quelli rimasti qui per i soliti overbooking) o del letargo, mentre homo sapiens sta pensando di accendere il camino (e questa è la prova che l’evoluzione si deve essere incasinata da qualche parte).
oggi è anche la giornata mondiale del disagio, giornata a cui noi filosofi partecipiamo sempre con grande entusiasmo (in realtà solo alcuni di noi. diciamo quelli che prendono seriamente il proprio lavoro di filosofi, mentre stanno pulendo i bagni dei locali pubblici dove lavorano).
la giornata mondiale del disagio capita a pennello per le persone che dovrebbero affrontare crescita e cambiamenti, ma non hanno idea di che direzione prendere.
il problema di noi filosofi è che crediamo che non sia importante avere tutte le risposte giuste, crediamo che sia più importante farsi le domande giuste. ma dobbiamo ammettere che abbiamo qualche problema con la definizione di “giusto”.
e siccome i limiti del linguaggio sono i limiti del nostro mondo, spesso ci inventiamo parole, e creiamo il nostro mondo, anche se abbiamo quel piccolo problema che non riusciamo a condividerlo, perché quando ognuno crea il suo mondo, poi è difficile mettersi d’accordo su quale usare.
e se non siamo mai sicuri di quello che vogliamo (no, non lo siamo), forse allora dovremmo vivere concentrati sul presente, sulle cose che accadono, e lasciare che tutto passi mentre noi siamo qui e ora.
questo ha alcune implicazioni filosofiche interessanti, tipo che è possibile scegliere (generalmente delle cose a caso, e del tutto sbagliate, che si capiranno solo dopo svariati anni quando verranno classificate con l’acuta espressione “senno di poi”, ma a quel punto le cose saranno già andate male) oppure non scegliere (le cose andranno male lo stesso, ma almeno non sarà colpa vostra).
alcuni filosofi sosterranno erroneamente che la non-scelta sia comunque una scelta. questa cosa è palesemente assurda per chiunque conosce la grammatica, ma anche come dimostra il già citato paradosso di kanchelwski, che vado brevemente ad illustrare.


bar, interno giorno.
tre uomini entrano e si siedono al tavolo. si avvicina il cameriere per prendere le ordinazioni.
uno prende una birra, uno prende una coca, il terzo dice per me niente, grazie.
il cameriere serve da bere, e porta il conto. 
quattro euro per la birra due euro e cinquanta per la coca, sedici euro per il terzo uomo che non ha preso niente.
ehi, ma io non ho ordinato! – protesta l’uomo.
a quel punto il cameriere (che è laureato in filosofia) fa notare che, tecnicamente, ha ordinato di non portare niente, e quindi è comunque un’ordinazione, e pertanto va pagata.
segue rissa e discesa agli inferi, là dove è pianto e stridore di bottiglie.


giovedì 25 luglio 2019

esercizi di stile
studio # 87
a letter to i.



la mia prima volta da solo fuori casa avevo sette anni, ho passato un mese nelle valli bergamasche, a casa di sconosciuti.
di quel periodo ricordo una tazza di legno, alcune immagini specifiche, e che una domenica ero in montagna con una decina di persone che non conoscevo, non stavo tanto bene, e tutti pensavano che facessi i capricci perché non volevo camminare. 
in realtà a me camminare piaceva già moltissimo, era proprio che stavo male, ma non c’era verso di convincerli, perché non avevo proprio idea di cosa avessi. allora un ragazzo gentile mi ha preso in spalla (tanto già all’epoca pesavo trenta chili con i sassi in tasca) ma dopo qualche metro gli ho chiesto se mi faceva scendere. mi sono messo a bordo sentiero e ho vomitato l’anima. dopo un minuto mi sentivo incredibilmente benissimo e ho ripreso a camminare felice, però tutti mi guardavano un po’ strano, e non ho mai capito se fossero sensi di colpa perché adesso era piuttosto evidente che prima stavo male, oppure erano stupiti che mi fosse passato così in fretta.
l’anno dopo ho passato due mesi vicino a genova, a casa di sconosciuti.
di quel periodo ricordo che nel doposcuola ho imparato a giocare a pallamano, che a volte prendevo l’autobus per tornare da scuola, e che c’erano le gang di ragazzetti che invadevano la piazza e si dividevano in chi tifava la juve e chi tifava la samp. nessuno tifava genoa, suppongo perché fosse da vecchi.
il mio primo lavoro estivo avevo quindici anni, ho passato un mese in toscana, vitto e alloggio compresi. quando alla fine mi hanno anche pagato ero molto sorpreso, a me tutto sommato bastava avere un posto in cui stare.
quindi da quando ho sette anni ho sempre pensato che infilarsi a dormire in casa di sconosciuti sia perfettamente normale, specie se questi non protestano.
del resto, non è che avessi bisogno di molto: un letto dove dormire, del cibo, di tanto in tanto (possibilmente non troppo di frequente) e dei libri da leggere.
quello che succede è che poi una volta che sei lì gli sconosciuti li puoi conoscere, anche se una volta andato via non li rivedrai mai più.
poi crescendo l’ho fatto moltissime altre volte, molto più consapevolmente; ho smesso quando ho iniziato ad avere una casa mia, un posto da chiamare casa (intendo proprio un luogo fisico, non solo geografico), e però ogni tanto mi manca quella sensazione, di infilarsi a casa di sconosciuti e scavarsi una nicchia ambientale senza dare troppo nell’occhio.
da bambino ogni tanto mi succedeva anche di dormire a casa di persone che conoscevo, ma non era del tutto uguale, perché mancava quella diffidenza iniziale con cui ti guardano le persone.
e anche nelle camerate con molti altri bambini, funziona in maniera diversa, perché ti stai inserendo in uno spazio che è comune, e devi contrattarlo con un sacco di gente, e quella è dinamica dei gruppi: più facile da capire, ma anche più fastidiosa da gestire.
invece infilarsi a casa di sconosciuti è qualcosa di molto più privato, e imprevedibile.
lo farei anche adesso, se non dovessi lavorare. cioè, lo farei anche per non dover lavorare, probabilmente.
quello che voglio dire è che diventare indipendenti è una cosa molto diversa da diventare adulti, anche se a prima vista le due cose si assomigliano molto.
e che per me è molto più facile capire cosa sta succedendo nella testa e nel fisico di un estraneo che capire quello che sta succedendo dentro di me, ma non è così destabilizzante come sembra.

martedì 2 luglio 2019

xx: buongiorno
io: buongiorno a lei
xx: il tempo assoluto non esiste, il tempo rallenta a seconda della velocità in cui si muove l’osservatore e in presenza di grandi masse.
io: sì, ovviamente possiamo misurare una durata, ma quella durata è relativa solo ad un punto di vista, quello che viene meno è il concetto di simultaneità: non esiste uno schema generale assoluto in cui si può stabilire se un fenomeno accade prima o dopo di un altro, in sistemi differenti
xx: infatti le equazioni fondamentali dell’universo non hanno bisogno della variabile tempo, funzionano benissimo senza.
io: in pratica il tempo è un fenomeno che emerge localmente solo in presenza di scambi di energia (il che appare intuitivo, uno scambio richiede tempo).
xx: uno scambio di energia produce calore, possiamo quindi dire che è il calore che causa l’irreversibilità di un fenomeno e fa emergere il tempo.
io: un altro fenomeno emergente in presenza di scambi di energia è quello che chiamiamo vita, un fenomeno che si sviluppa in sistemi caotici auto organizzantisi e lontani dall’equilibrio (cioè un fenomeno temporaneamente a entropia negativa), ed è il motivo per cui gli esseri viventi sono indissolubilmente legati al tempo.
xx: quindi non siamo altro che narrazione.
io: esattamente. se le cose accadono in sequenza, possiamo costruire una narrazione. ma questo non accade ad esempio con i fenomeni subatomici.
xx: è bizzarro.
io: decisamente.
xx: beh, buona giornata.
io: altrettanto a lei.

se c’è una cosa che amo, sono i discorsi da ascensore.
dopo il primo momento di imbarazzo, si finisce sempre a parlare del tempo

giovedì 20 giugno 2019

se c’è una cosa che ho sempre amato, sono i mondiali di calcio.
il primo vero ricordo che riesco a datare è una partita di calcio, e riesco a datarlo proprio perché era la finale dei mondiali.
la mia autocoscienza praticamente nasce con i mondiali, e da allora, riesco a datare molto meglio un avvenimento se cade in un anno dei mondiali.
non è che tifassi per l’italia (occhei, ero un bambino strano), mi piaceva proprio il calcio come scenario generale, il fatto che un pianeta intero fosse impegnato a fare qualcosa insieme, e che ci fossero un sacco di nazioni esotiche di cui potevo imparare la capitale (occhei, abbiamo già stabilito che ero strano, passiamo ad altro, cortesemente) e che da grande avrei potuto visitare, avendo già imparato usi, costumi, e nomi dei giocatori più bravi.
in retrospettiva, direi che mi piacesse il fatto che homo sapiens comprendesse di essere un semplice ospite del pianeta, e che ci si potesse impegnare a livello globale (ero anche molto ingenuo, oltre che strano).
con il tempo ho capito che le decisioni non si devono prendere a livello globale ma decidono sempre i più ricchi, che in quanto povero non avrei mai potuto visitare tutti quei paesi esotici, e che devi tifare sempre la tua nazione sperando che muoiano tutte le altre, sennò sei strano (ma ormai mi ci ero abituato, ad essere strano, quindi occhei).
il fatto è che dopo un po’ ho imparato che anche le decisioni a maggioranza, sono comunque problematiche.
per questo non mi ha stupito l’assegnazione dei mondiali 2022 al qatar (capitale: doha).
se provate a immaginare un luogo adatto per giocare a calcio d'estate, il qatar, nella classifica dei posti migliori, viene subito dopo il circolo polare artico e l'isola di plastica al largo dell'oceano indiano, e appena prima del mare della tranquillità.
questo ha suscitato alcune perplessità ed anche alcune critiche, a cui i vertici fifa hanno dapprima risposto con cose tipo: "solo io ci vedo dell'invidia?", e successivamente "ma cosa dite, si può giocare senza problemi, basta bere molta acqua e non uscire nelle ore più calde" per poi dire "mah, magari fa caldo ma abbiamo già stabilito che mettiamo l'aria condizionata negli stadi" e finire un anno dopo con "vabbè, dai, facciamo che giochiamo a dicembre".
e da qui al 2022 potrebbero dire ancora qualsiasi altra cosa, compreso il fatto che non si giochi in qatar, a dicembre, ma a usuhaia nel gennaio 2021. alla fifa sono tutti molto creativi, specie quando si parla di soldi.
se decidessimo a maggioranza per popolazione, i mondiali si terrebbero sempre in cina o al massimo in india, senza contare che corrompere pochi ricchi è più facile, ma la maggioranza può sempre essere manipolata mettendole paura e facendogli prendere decisioni insensate (passate un anno a spiegare ai cinesi che i mondiali vengono lì a rubargli il lavoro, si comportano male e indeboliscono la cultura cinese, e un miliardo e mezzo di cinesi voteranno compatti per tenere i mondiali in libia).
ma anche votare per nazione (a parte il fatto che bisognerebbe invitare penrose a trovare dei coefficienti aggiustativi, sennò poi il liechtenstein conta come il brasile) non risolve i problemi intrinseci del voto di maggioranza, evidentemente.
tutto questo in realtà è un trucco per spiegarvi perché platone diceva che le decisioni devono prenderle i più saggi.
non è una cattiva pensata (tranne per quelli che pensano che deve sempre decidere il popolo, anche se non sa una mazza di quello di cui si sta decidendo, perché suicidarsi collettivamente è sempre più divertente che imparare cose), però introduce due o tre problemini, tipo: come si decide chi è il più saggio? (domanda a cui platone tendeva a rispondere “sono io, mi pare ovvio”) e anche se per assurdo riuscissimo a decidere che uno è più saggio avremmo soltanto aperto la strada alla dittatura.
perché se sei saggio davvero non vorrai aver mai a che fare con una roba del genere in cui sicuramente scontenterai tutti (è il comma 22 della saggezza, mi spiace), e la dittatura presenta alcuni problemi tecnici tipo quello di sterminare tutti quelli che sono strani (fra cui io, tipo) e hanno un’idea diversa di saggezza.
è il motivo per cui adesso preferisco la fisica, in cui non c’è niente da decidere, fa tutto lei, e uno si adegua (è difficile discutere con la materia e convincerla a comportarsi diversamente), mentre le decisioni mi mettono ansia.