venerdì 13 ottobre 2017

rispetto al passato, la mia capacità di concentrazione si è trasformata, proporzionalmente, da "maestro yogi che ha ricevuto l'illuminazione" a "jack russel con difficoltà cognitive"

mercoledì 6 settembre 2017

io volevo dire che i complottisti un po’ li capisco.
in fondo sono persone normali a cui è sfuggito di mano il gioco del “non sarebbe bellissimo”. a chi non succede, prima o poi?
non so se voi ci abbiate mai giocato, ma è una cosa che normalmente uno inizia a fare da piccolo, quando la vita comincia a fare un po’ schifo.
io ci giocavo tantissimo, e in genere funziona che uno immagina cose tipo:

- non sarebbe bellissimo se venisse fuori che io in realtà non sono povero, ma sono una persona molto importante e conosco il presidente degli stati uniti?
- non sarebbe bellissimo se venisse fuori che mio padre non è morto e mi insegnasse le cose che ti insegnano i padri?
- non sarebbe bellissimo se venisse fuori che domani non c’è il compito in classe di storia e invece ci portano in gita premio in montagna?

poi però le cose bellissime non succedono mai, e allora uno magari se ne fa una ragione e inizia a studiare storia.
oppure magari non ha tutta questa voglia di studiare storia, e allora continua a giocare, e a quel punto può anche iniziare a trovare dei colpevoli, tipo:

- non sarebbe bellissimo se venisse fuori che non serve studiare e faticare per imparare le cose, e tutta la campagna per l’insegnamento scolastico è stata orchestrata dai poteri forti, tipo le maestre?

da lì in poi, se la cosa ti prende la mano, viene tutto molto facile, tipo:

- non sarebbe bellissimo se venisse fuori che homo sapiens è una specie sensibile, gentile e collaborativa, e tutti i mali del mondo non dipendono da noi, ma dai poteri forti, tipo bilderberg?
- non sarebbe bellissimo se venisse fuori che le malattie non esistono, nessuno è mai morto di malattia, e tutta la campagna per la ricerca, i vaccini e le medicine è stata orchestrata dai poteri forti, tipo le università e big pharma?
- non sarebbe bellissimo se venisse fuori che la terra è piatta, per cui non serve fare quei calcoli complicatissimi per lanciare satelliti da una sfera in movimento e tutta la campagna contro il terrapiattismo è stata orchestrata dai poteri forti, tipo eratostene?
- non sarebbe bellissimo se venisse fuori che il montenegro fa bene alla salute, e tutta la campagna contro l'alcool è stata orchestrata dai poteri forti, tipo la serbia?
- non sarebbe bellissimo se venisse fuori che io sono intelligentissimo, e tutta la campagna per dipingermi come un idiota è stata orchestrata dai poteri forti, tipo la realtà?

voglio dire, non sarebbe bellissimo?
secondo me sì

giovedì 3 agosto 2017

grazie ad alcune tecniche di meditazione ho sviluppato dei meccanismi di bioluminescenza e mando segnali luminosi allo spazio profondo. ma anche a quello superficiale, non è il caso di sottilizzare.
nel frattempo, sto cercando di risolvere i 23 problemi di hilbert (si risolvono quasi tutti con "cammina più che puoi, socializza di più, rilassati, beviti un bicchiere ogni tanto"), e provando a concepire quell’incredibile sensazione di quando un essere vivente a base carbonio, dopo milioni di anni di evoluzione a partire da un organismo unicellulare, all’improvviso inizia a pensare come un essere intelligente.
occhei, nella storia di homo sapiens non è mai successo, però potenzialmente è plausibile.
nel frattempo interrogo gogghel, signore degli algoritmi, a proposito di alcuni libri per le vacanze.
sono abbastanza esigente sui libri, e se c'è una cosa che mi fastidia dei libri, è la trama.
cioè, no, una bella trama è occhei, mi piacciono molto le storie, ma devono essere del tutto accessorie.
in realtà la cosa che in realtà mi fastidia è quella cosa che "non vedi l'ora di sapere come va a finire".
so che mi piace un libro non perché non vedo l'ora di sapere come finisce, ma perché vorrei che non finisse mai.
voglio dire, se non vedo l'ora di sapere come va a finire, mi leggo le ultime due pagine e basta, mica sono costretto a leggerlo tutto.
comunque, sono lì a prendere appunti, sapendo che forse non riuscirò mai a leggere tutto quello che mi sono segnato, e la cosa alla fine mi fastidia uguale.
insomma, le solite chiose.

mercoledì 26 luglio 2017

sto leggendo “il pasto noodle” (un classico della letteratura statunitense, il racconto allucinato dell’inferno di una dipendenza dal cibo orientale, in cui il protagonista è lacerato tra la necessità impellente della “pasta” e il richiamo molesto della carne dei baozi, braccato da polizia e ristoratori), quando il mio cervello va in stasi, come fosse un qualsiasi informatore della ddr.
di per sé non è un grosso problema, visto da fuori è praticamente indistinguibile da quando è in movimento, ma sul lungo periodo potrebbe presentare qualche inconveniente, tipo l’inibizione delle connessioni neuronali e un’improvvisa voglia di ascoltare il reggaeton.
provo a scuotermi con delle razioni di alcol e con dei vaghi gesti di autolesionismo, tipo leggere gli articoli di consigli delle vacanze nei post consigliati* di facebook (livello di autolesionismo medio alto, ma un gradino sotto il reaggeton), annotando delle gravi mancanze a livello teorico (oltre che logico-sintattico).
eccovi allora una lista di cose che non dovrete dimenticare di mettere in valigia, se volete passare una super vacanza, restando preparati per qualsiasi evenienza:

- un theremin
- una confezione di autan
- un rilevatore di tachioni
- un i-ching
- un cacciavite sonico
- un coltellino svizzero
- un coltellino di altra nazionalità per politically correctness
- una chiavetta usb a forma di zbigniew boniek
- una cintura di orione
- un'elettrosaldatrice elektra 500 aquatherm
- un bottone per immanentizzare l'eschaton
- un vaso canopo
- un supereroe a scelta
- una cupola geodetica
- un gatto di schroedinger
- i croccantini per il gatto di schroedinger
- preferibilmente i sensible, che dopo la scatola può essere che sia un po' agitato
- una razione k
- una razione l, m, n
- una luce di wood
- la felpa di red & toby nemiciamici
- una camelbak
- una stampa di hieronymus bosch
- un tesseratto
- un asciugamano (ovviamente)
- un triplano fokker
- uno stendipanni elettrico
- un levriero afghano
- due piccoli serpenti
- un'aquila reale
- un'aquila immaginaria
- due liocorni


* caro facebook, chi diavolo ti ha detto che voglio dei consigli? puoi cortesemente farti i fatti tuoi? nel caso tu non possa, almeno puoi chiamarli “pubblicità” come fanno tutti? grazie.

mercoledì 12 luglio 2017

Fiume d’Italia
(per quelli che contano, 32)*

Gli emotivi li riconosci subito, fanno cose idiote, come quando scrivi a degli sconosciuti e vuoi mostrarti per come sei realmente, come se il foglio fosse la tua confessione.
Ecco una storia mai raccontata, la storia di come conobbi Dora di Rhêmes nella sua doppia veste di nobildonna e dama di compagnia, e di come fosse incredibilmente bella: media taglia, mento all’insù, il viso scarno, la pelle liscia come seta, i capelli raccolti, gli occhi di brace che brillavano nel buio, e quella bocca, colma di gemiti dolci e appassionati come quando le dee sorseggiano l’ambrosia; non era come tutte le altre, e lo sapeva.
Agognavo solo di avere un posticino nel suo cuore, ma dentro di me stimavo di non avere alcuna possibilità: non che fossi brutto, o sporco (tuttalpiù un po’ trasandato come il matto nei tarocchi), ma mi mancava quel portamento, quell’incedere sicuro, il ceto sociale adatto, non avevo neanche dei magri risparmi, e non c’era verso che trovassi metodo di avvicinarla senza che il mio cuore smettesse di battere, come se fossi stato investito da un treno, o fatto a pezzi da una mietitrebbia.
E il suo sguardo, era come una secchiata d’acqua a calmare i miei bollenti spiriti
Ero timido? Comincio a crederci.
Un eterno celare i propri sentimenti senza ammetterli neanche nella notte più nera, prima che gli occhi si velino di lacrime.
Alcuni invece direbbero savio, ché nessuno sa se sia più corretto prendersi sul serio, osare e perdersi, oppure rinchiudersi in una tana romita, uno scolo nascosto, mentre la vita passa oltre, eppure placida e serena.
Se le cose stiano in un modo o in un altro, io davvero non saprei dire.


* se siete qui per caso e non ci avete capito nulla, non avete di che preoccuparvi. questa è una cosa che faccio ogni tanto con i lettori affezionati di questo blog (tre), e quindi niente.
se poi avete capito di cosa si tratta e non avete niente di meglio da fare, volevo dirvi che questa volta è davvero fattibile, anche se non siete malati di mente come quelli che di solito fanno queste cose.
se invece trovate errori non dovete dirlo a me, contattate direttamente il mio avvocato (attualmente è un cormorano con sede legale a rothéneuf, per contattarlo potete scrivere al camping-cars des ilots).
come premio potete scegliere fra una birra al bar sotto casa (mia), una figurina di hubert pircher con la maglia dell’ascoli o un tso.
la soluzione completa starà nei commenti, fra qualche giorno

martedì 13 giugno 2017

diluvia.
io sto guidando dietro un suv di un milanese.
si capisce che è milanese perché nei rettilinei va a 90 km/h, però, appena c’è una parvenza di curva, rallenta fin sotto i 30 km/h; quando vede un tornante inchioda, mette in prima (sempre che tu nel frattempo non l’abbia tamponato), poi riparte circospetto fino al prossimo rettilineo, dove potrà accelerare fino a velocità warp fino alla curva successiva (circa 50 metri dopo).
si capisce anche dalla targa, a dire la verità, ma sappiamo tutti benissimo che le targhe possono mentire.
insomma, sto guidando dietro un’auto epilettica, quando una flotta di astronavi si materializza sopra di noi.
apro i miei manuali di primo contatto (“ufi: istruzioni per l’uso” e “dieci cose da non dire a un alieno” di alexander pernembrod) poi scendo dalla macchina e mi metto in piedi sotto la pioggia a urlare “abduction! abduction!” prima molto forte, poi, quando non ottengo risultati apprezzabili (se si esclude il fatto di bere della pioggia), sempre più piano, finché non risalgo in macchina e torno verso casa.

mercoledì 31 maggio 2017

nessun uomo è un’isola.
in effetti, però, nessun uomo è un continente, una montagna, un lago alpino, o un frullatore a tre velocità.
ci sono delle regole.