sabato 9 maggio 2020

mi ha nuovamente contattato la congrega dei viaggiatori dell’iperspazio, una religione che afferma che la via per la salvezza passa attraverso il raggiungimento di record nel pinball di windows.
occhei, è una religione un po’ datata, ma rispetto a molte altre è nuovissima.
io invece gioco a scacchi contro il computer (programmato in modalità “bambino di 4 anni con disturbi cognitivi”) e a carte contro piccettino (però devo tenere le carte io, perché mancando di pollice opponibile, lui cerca solo di mordicchiarle oppure di vomitargli sopra).
in tutto questo, a volte vinco, a volte perdo, a volte piove.
poi ogni tanto mi siedo sul pavimento e parlo con la parete.
il più delle volte non mi risponde, ma tanto, anche quando mi risponde, non è che abbia tutte queste idee illuminanti.

lunedì 27 aprile 2020

è un periodo in cui molti si sentono bloccati in casa, e soffrono a non poter uscire.
è comprensibile, ma una possibilità di cui ci dimentichiamo spesso è che possiamo sempre fare dei viaggi astrali.
il viaggio astrale è un’ottima soluzione se volete viaggiare senza mettere in pericolo la vostra salute e non sfidare nessun divieto.
se non l’avete mai fatto, nessun problema: ecco le istruzioni per un corretto uso dei viaggi astrali

prepararsi per il viaggio astrale
la prima cosa a cui pensare è procurarsi un biglietto astrale. io vi suggerisco di evitare le compagnie astrali e fare tutto su internet, sarete più indipendenti e non avrete sorprese su quello che acquistate.
un’altra precauzione è aver cura di preparare una piccola valigia astrale (va bene anche uno zaino), ma non troppo ingombrante: portatevi giusto un ricambio per sicurezza, un passaporto astrale, degli occhiali da sole, un buon libro, e non dimenticate il biglietto.
alcuni sostengono che sia necessario acquistare una assicurazione astrale, io credo che questo non sia tassativamente necessario, dipende da dove avete intenzione di andare e per quanto tempo avete deciso di stare via.

allontanare l’anima dal corpo
usate il potere della mente per procurarvi uno stato ipnagogico ma rimanete consapevoli. la sensazione è simile a quando alle medie vi spiegavano le equazioni di terzo grado. finché rimanete in questo stato l’anima si potrà allontanare senza traumi.
alcuni riportano come una sensazione di vibrazione dell’anima, prima di allontanarsi dal corpo. questo si ottiene nelle impostazioni, spostando la suoneria dell’anima da “attiva” a “solo vibrazione”.
dite al vostro corpo che vi volete prendere un periodo di riflessione. 
se il corpo reagisce male, fate litigare anima e corpo: se insultata sufficientemente, è anche possibile che a un certo punto l’anima si allontanerà da sola, piuttosto irritata.
in caso abbiate ancora problemi, mostrate alla vostra anima un arbitro che estrae un cartellino rosso.

esplorare il piano astrale
quando la vostra anima si sarà allontanata, potrete esplorare l’intero piano astrale in cui vi trovate.
se volete cambiare piano astrale vi basterà prendere le scale astrali o l’ascensore astrale.
su alcuni siti trovate le dieci cose migliori da fare su un piano astrale, io qui ne suggerisco alcune, tipo provare un piatto locale (ma ricordatevi che il vostro corpo avrà comunque fame, dopo), una passeggiata in centro (senza il fastidio di dover per forza camminare), un museo e, perché no, una buona nuotata in relax (se non sapete nuotare va bene lo stesso, tanto l’acqua astrale non è pericolosa).

alcuni consigli
in caso troviate un controllore astrale, niente panico, basta mostrargli la ricevuta dell’acquisto del biglietto astrale (non perdetelo, oppure vi toccherà pagare una multa astrale).
ricordatevi di tornare sempre nel vostro corpo con una buona scusa, sennò poi rischiate che il corpo chiederà il divorzio. una volta che saranno legalmente separati, il corpo potrà prendersi una nuova anima più divertente della vostra, e questo darà luogo ad alcuni problemi di identità che sarebbe meglio evitare.
lasciate sul vostro corpo un biglietto per facilitarvi il rientro, come ad esempio “torno subito” o “anima mia, torna a casa tua”.
non è necessaria alcuna autocertificazione. se qualcuno ve la chiede, con tutta probabilità è un truffatore. non esitate a contattare gli uffici della polizia astrale.

lunedì 20 aprile 2020

il lago in questa stagione è piuttosto placido (in inverno invece è domingo, le mezze stagioni non ci sono più, tranne che sulle pizze), lo guardo dalla finestra e sembra così tranquillo, come l'universo (l'universo è un posto molto tranquillo, se uno evita le zone galattiche abitabili. sono decisamente poche per le forme di vita a base carbonio).
non piove da eoni ma non si vedono ufi in giro. questo non vuol dire che non ci siano, visto che sono maestri di tecniche di camouflage e occultamento.
il comitato centrale per le attività di sorveglianza del pianeta ha programmato una missione di controllo del territorio in cui i compiti principali che mi sono stati assegnati sono:
- osservare e riportare anomalie dei sistemi di propulsione
- segnalare eventuali attività ostili di ufi crudeli
- trovare delle birre
non necessariamente in quest'ordine.
ma è sempre meglio essere prudenti, ecco perché ho installato dentro il mio cervello un centro di controllo missione composto da esperti e personale di supporto che possono intervenire in caso di emergenza, e gestire le sequenze di preparazione al lancio.
ho assegnato il ruolo di capcom a un avatar di il'ja romanovič prigožin che, per risparmiare sul costo della missione, si manifesta sotto le sembianze di un puffin infilato nella libreria.

capcom: vettore
cervello: go.
capcom: rientro.
cervello: go.
capcom: controllo traiettoria.
cervello: per me go, volo.
capcom: telemetria.
cervello: go.
capcom: autoontrollo.
cervello: go, volo.
capcom: guida e navigazione.
cervello: go, volo.
capcom: extraveicolare.
cervello: go.
capcom: medico.
cervello: loal. vabbè, go.
capcom: recupero.
cervello: go.
capcom: gioco da tavolo.
cervello: go.
capcom: tutti i sistemi sono go, siamo autorizzati a lasciare il divano.

essendo attualmente impossibilitato ad esplorazioni a lungo raggio, mi concentro su casa e giardino.
non pensiate sia un’attività inutile, è difficile trovare degli ufi, specie se non vogliono farsi trovare. spesso si nascondono nello spazio (trovate voi un’astronave di pochi angstrom in salotto, se siete capaci. specie se non avete un salotto), ma questo non è niente, in confronto a quando si nascondono nel tempo.
quando invece ho del tempo libero programmo pellegrinaggi in luoghi sacri, tipo l’abbazia di lindisfarne, bletchley park, la spiaggia di saksun, san galgano e frankfurter allee (è la via dedicata a francoforte sul meno, da non confondere con quelle dedicate a francoforte su altre operazioni matematiche).
la sera metto sullo stereo my funny valentine (versione di elvis costello ma nella partitura per tostapane e spazzolino elettrico), mi preparo una tanica di gin tonic e mi nascondo nella dispensa.

venerdì 10 aprile 2020

devo aver sentito da qualche parte che bisogna restare in casa perché altrimenti c’è il rischio di morire e di fare del male agli altri.
è una precauzione con cui mi trovo perfettamente d’accordo.
in realtà trovo che sia valida sempre, ogni giorno della tua vita, fin da quando nasci. ma devo essere uno dei pochi.
da quello che ho capito, in questo particolare periodo storico c’è una possibilità su cinque di essere contagiati da un’influenza, e quelli che verranno contagiati hanno circa tre possibilità su cento di morire (non ho idea di quanto sia la possibilità risultante, per i motivi che vi saranno chiari fra poco).
sta di fatto che la mia probabilità globale di morire, da quando sono nato, si attesta già intorno al 100% (spiace dirlo, ma anche la vostra), e insomma, ci sono abituato, non vedo perché tutto questo clamore adesso.
in ogni caso, se degli esperti mi dicono che devo fare qualcosa, io faccio sempre come dicono loro. perché sennò potevo fare a meno di pagare degli esperti, studiare moltissimo tutte le materie del mondo e diventare esperto io. ma purtroppo non si possono studiare tutte le materie del mondo. e comunque sono pigro.


(intermezzo)
uno dei problemi di questo pianeta è che nessuno (a parte noi pigri, dico) ascolta gli esperti. perché sono noiosi, parlano di cose così complesse che gli stessi esperti ci hanno messo anni a capire, e spesso stanno ancora cercando di capire meglio (sennò non ci farebbero ricerche sopra).
un altro problema è che gli esperti sono ancora arrabbiati perché mentre loro si facevano anni di università per diventare esperti, gli altri andavano al bar a bere e divertirsi, e nonostante quello adesso guadagnano più di loro. e allora se adesso riuscissero a farsi dare qualche soldo in più sperando che non vada a quel collega antipatico, non è che gli farebbe del tutto schifo.
un terzo problema è il fatto che spesso chi riporta le cose che dicono gli esperti non sono gli esperti stessi, che non ci si può neanche fare un bel titolo su un giornale con quello che dicono. quindi lo fanno delle persone che vengono pagate non in base a quanto riescano a spiegare le cose che pensano gli esperti (abbiamo già stabilito che è altamente improbabile e difficilmente quantificabile), ma in base a quanto riescono a vendere spazi pubblicitari mentre vi parlano, e allora uno fa prima a inventare. 
riassumendo, la gran parte dei problemi di questo pianeta è che è popolato da homo sapiens.
(/intermezzo)


comunque occhei, non ho nemmeno un lavoro, quindi non mi costa niente restare a casa, e rinunciare alle attività che adoro fare all’aperto o in condivisione, tipo: uscire di pattuglia a cercare gli ufi, giocare a tennis tavolo, fare una passeggiata nel bosco e guardare il lago dall'alto, travestirsi da duca di brunswick-wolfenbüttel, bere molto con gli amici, mangiare la pizza, prendere degli aerei.
in più, un sacco di cose si possono fare da casa, tipo: leggere libri bellissimi, guardare internet, mangiare, dormire moltissimo, bere molto senza amici, tararsi sul fuso orario di capoverde (gmt-1) e anche fare attività fisica.
l’attività fisica è molto importante. a tale proposito, oggi vi illustrerò un allenamento ideale fatto di nove semplici esercizi, sia per uomini sia per donne, che potete fare tranquillamente da casa. poi fatemi sapere com'è andata.

planck
per eseguire il planck dovrete fare un movimento costante che libera molta energia, in funzione della frequenza con cui lo effettuate. non è fondamentale quali movimenti dobbiate fare, ma piuttosto quanti.

planck laterale
giratevi alla vostra sinistra, chinate il busto, appoggiatevi ad una scala di planck ed arrivate ai limiti delle leggi fisiche. il tempo di esecuzione è abbastanza alto.

planck inverso
sdraiatevi supini, poi calcolate la lunghezza di planck a partire dall’energia di planck. ricordatevi di respirare

allenamento gag
posizionate i piedi ad una larghezza molto maggiore rispetto alle spalle, raccontatevi delle barzellette brevi

squat
strisciate da terra verso il divano tenendo le braccia ben piegate e cercate di scacciare il gatto. durante tutto l’esercizio mantenete la schiena diritta e l’addome ben contratto per proteggere la schiena

abduzione dell’anca
per questo esercizio avrete bisogno di un piccolo aiuto esterno. sdraiatevi su un fianco, chiamate degli ufi e fatevi rapire la parte della regione anatomica che unisce la regione pelvica, alla coscia. dovete anche sapere che se la premessa maggiore è certa, mentre la premessa minore è probabile, anche la conclusione è soltanto probabile

sessioni di crunch
slanciatevi sulle punte e reperite un pacchetto di crackers in fondo alla dispensa. sgranocchiatelo sul tappeto, avendo cura di levare i crackers dall’involucro di plastica

military press
afferrate un microfono e posizionatelo di fronte a voi all’altezza delle vostre spalle. asserite che tutto andrà bene, che portate pace e democrazia e siete lì per proteggere la popolazione. se non vi credono, fategli sparare addosso

jumping jack
piegate i vostri avambracci in direzione della tastiera, selezionate i rolling stones dal vostro menu musica. schiacciate play con una leggera pressione dell’avambraccio e saltate ripetutamente sul tappeto

sabato 28 marzo 2020

io e martinanavratilova giochiamo a un gioco da tavolo che funziona grossomodo così: uno legge un nome da una apposita lista e l’altro deve decidere se è un nome di un medicinale o di un personaggio di tolkien.
il vincitore avrà diritto a un viaggio premio nella terra di metz, e una fornitura di nani da giardino (da non confondere con i nani di tolkien (tolkienani)).


dire quasi la stesa cosa
di amedeo w. minghi *

quello che sta accadendo oggi al signore degli anelli, al netto delle polemiche gratuite, non è altro che la continuazione di quel rinnovamento dell’opera di giovanni ronaldo ietro tolkien, in un certo senso detradizionalizzante, che da tempo chiedevamo.

nel nostro libro “perché devi tradurre così, non puoi trovarti un altro hobbit?” (scaricabile gratuitamente da questo sito con un’avvertenza: poiché non amiamo usare merce soffice di proprietà dei dirigenti della valle del silicio, nell'area della baia di san francesco, né fare ulteriori favori a mino cancelli o stefano lavori, non perdiamo l’occasione di raccomandarvi di utilizzare della merce soffice con sorgente aperta), avevamo già evidenziato alcune criticità delle vecchie traduzioni (ben quattro e non una unica come comunemente si crede) e la necessità di svecchiare il linguaggio e ritrovare l'importanza della corretta interpretazione dell'etimologia dei toponimi e dei nomi propri.

del resto, non è una novità che un'opera necessiti di una nuova traduzione, è già successo ad esempio con la serie di enrico vasaio, in cui, nonostante il breve tempo passato dalla pubblicazione si avvertivano istanze di ammodernamento che coinvolgevano tutta la saga della scuola verruchedimaiale, soprattutto legate alla resa dei nomi.

essendo un profondo conoscitore dei lavori di fatica (avendo fatto l’operaio, il barista e lo scaricatore) posso dire con certezza che la professionalità e l’esperienza non hanno fatto che giovare alla nuova traduzione ora in commercio, grazie ad un’attenta e profonda riflessione sull’etimologia, sui registri linguistici, sulla fedeltà all’originale.
non c’è bisogno di scomodare il professor romano di giacomo, che nel suo modello di funzioni del linguaggio sottolineava la funzione fatica, oltre a quella conativa, emotiva, poetica, metalinguistica e referenziale, per capire che il nuovo signore degli anelli risulta immediatamente più fruibile, ancorato al volere dell’autore, ma non per questo slegato dalla sua dimensione epica, etica, etnica e pathos.

questo scostamento dalla vulgata classica, che ha suscitato reazioni anche violente sulle reti sociali (ad esempio cinguettii irritati, pubblicazioni in faccialibro, o in diari e siti telematici) in realtà non fa altro che ridare lo stato di alta letteratura a un’opera che gli stessi suoi sostenitori precedenti avevano relegato alla categoria di opere di fantasia, quasi fosse un sottoprodotto della narrativa e non una pietra miliare della letteratura che meritava una traduzione professionale.
uno dei problemi affrontati, ad esempio, è che in tolkien spesso ci sono versi nascosti nella prosa, proprio come avviene in carlo diavolo (ad esempio quando muore eleonora in oliviero storto), ermanno campo (in moby stronzo), o italo calvino.

ovviamente la scelta più pubblicizzata e contestata è stata la traduzione di forestale, inconsueta, forse arbitraria, ma a mio modo di vedere formalmente corretta, poiché bisognava identificare degli erranti sorveglianti dei boschi, non particolarmente simpatici agli autoctoni, non credo ci fosse scelta migliore, come dimostra, a solo titolo esemplificativo, yoghi, bubu e il forestale fabbri, in cui ritroviamo l’errare (compare e scompare), i compiti di sorveglianza e la dimensione ecologica (la cura dei cestini della merenda), e l’essere inviso alla popolazione autoctona.
in un'altra accezione, seppur mancante della dimensione ecologica, ritroviamo la medesima mobilità, indipendenza e sorveglianza in camminatore, il forestale del texas.

è sicuramente un cambiamento nella visione del mondo (i tedeschi nella loro prosaicità direbbero weltanschauung) ma, per quanto possa suonare strano a chi è abituato da mezzo secolo a leggere traduzioni passate, le scelte, seppur a volte arbitrarie (come sempre avviene nel mestiere del traduttore), risultano quantomeno argomentate, motivate e, in ultima analisi, del tutto convincenti.


* amedeo w. minghi è l’ultima release degli amedeo minghi, un collettivo di scrittori nato dall’esperienza del centro sociale “eric gerets” di tesserete e in seguito alla base dei più effervescenti movimenti culturali del basso ceneri. del collettivo w. minghi ricordiamo ricordiamo il saggio “mary poppins e la destra sociale: un’analisi situazionista sulla decostruzione del mito”, “forma e sostanza stupefacente” di amedeo c. minghi, e “analisi strutturalista da althusser a zio paperone” a firma amedeo f. minghi

mercoledì 18 marzo 2020

avete un buon rapporto con l’architettura? siete appassionati di storia dell’arte e vi infilate in qualsiasi nazione abbia un sito archeologico? vi fermate a guardare philippe daverio in tv, e non solo per capire com’è vestito?
ecco un rapido quiz per testare la vostra conoscenza degli elementi di architettura o, in alternativa, un buono sconto da 2 dinari per il vostro prossimo viaggio in giordania

con ambone si intende:
a. nelle chiese cristiane, la struttura sopraelevata dalla quale vengono proclamate le letture
b. il vescovo che diede inizio alla costruzione della cattedrale di milano
c. una combinazione del lotto per il doppio ambo

il protiro è:
a. una parte del portale di una chiesa
b. un particolare del transetto di una chiesa
c. la cappella votiva ove si recano le squadre di calcio prima di battere i rigori

il termine acanto sta per:
a. una pianta con delle foglie caratteristiche rappresentate nel capitello corinzio
b. una pianta con delle foglie caratteristiche rappresentate nel capitello ionico
c. l’altro nome della torre campanaria, poiché sta sempre di fianco alla chiesa

con cassettone si intende:
a. un motivo di riquadri geometrici ricavati nei soffitti
b. una struttura dell’architrave
c. la madia ove il sacerdote ripone l’abito sacro

rivellino è il nome che identifica:
a. un tipo di fortificazione indipendente generalmente posto a protezione di una porta di una fortificazione maggiore
b. un piccolo shot di una nota bevanda svizzera
c. un calciatore brasiliano

il doccione è:
a. ciascuno degli elementi di grossi tubi o condotti per lo scarico o il deflusso di acque
b. una parte della navata di una chiesa
c. una fonte battesimale in cui l’acqua santa piove dall’alto

l’edicola è:
a. una piccola costruzione a se stante e a forma di tempietto
b. lo spazio ove inserire un quadro sacro
c. una nicchia in una chiesa dove si possono comprare i giornali

il siq è:
a. è un canyon che costituisce l'ingresso principale all'antica città di petra
b. un’iscrizione latina che compariva sui templi e che stava ad indicare “cazzo guardi, mica cambia, resta sempre uguale”
c. un beduino molto magro di guardia alle tombe reali

con il termine frontone si intende:
a. il coronamento architettonico a forma di triangolo
b. la parte anteriore di una statua
c. una statua votiva di san giuseppe, caratterizzata da una fronte molto ampia

il festone è:
a. un elemento decorativo, per lo più a forma di arco
b. un termine equivalente a metopa
c. nel rito cattolico, il locale adibito alle feste durante il periodo del carnevale

il rosone rappresenta:
a. una finestra circolare che abbellisce la facciata delle chiese
b. una colonna tipica del neoclassicismo
c. un fiore molto grosso

il termine gelosia sta per:
a. un elemento divisore verticale simile a un paravento
b. un serramento
c. un’area lontana dalla navata principale ove venivano nascoste le donne, che non avevano accesso alla funzione

con minbar si intende:
a. il pulpito della moschea
b. la fonte ove è possibile purificarsi prima del rito
c. il locale refrigerato di dimensioni ridotte in cui la religione islamica permette di bere bevande alcoliche

un gopura è:
a. la torre monumentale, solitamente posta all'entrata di ciascun tempio indu
b. un elemento di rafforzo delle mura dei castelli medievali
c. il teatro di marionette della bassa bergamasca ove predominano temi spaventosi o horror

il pinnacolo è:
a. un tipo di guglia
b. un sostegno di architrave
c. un gioco di carte

per ogni risposta a segnate un punto, per ogni risposta b segnate 3 punti, per ogni risposta c segnate 5 punti.

da 0 a 15 siete laureati in storia dell’arte e non avete difficoltà a mangiare su un tecnigrafo
da 16 a 50 potevate essere architetti e invece tutto sommato siete persone normali
da 51 a 75 abbiamo qualcosa in comune (tipo io ho lasciato delle marche da bollo all’ufficio anagrafe)
da 76 a 100 forse siete degli ottimi storici dell’arte, ma dei pessimi matematici

lunedì 24 febbraio 2020

ho passato un pomeriggio intero negli uffici centrali della stasi e ho scoperto che le vite degli altri mi interessano, ma solo se sono raccontate bene.
allora ho provato a scrivere questa cosa, che secondo me è molto lunga, e andrebbe letta a piccole dosi (non siamo più abituati a leggere le cose troppo lunghe, e poi va a finire che uno si annoia), e non so neanche se è raccontata bene, ma anche chissenefrega, non la devo leggere io.
trovate il link anche qui di fianco, ma tanto lo so che non guardate i link qui di fianco, quindi volendo potete cliccare anche qui

sabato 15 febbraio 2020

whatsapp
xx: sono a casa di xy, mi sa che funziona male il boiler, non so se sai come si regola. quando vieni tu puoi guardarlo?
io:  il boiler, non ho idea di come funzioni. però se vuoi posso guardarlo
io: non so se guardarlo lo fa funzionare bene, però posso guardarlo anche molto intensamente
xx: cretino

giovedì 30 gennaio 2020

ieri i ladri mi hanno ripulito casa.
sono entrati, hanno visto il casino, hanno pulito vetri e pavimenti, lavato i piatti, messo a posto la camera, poi mi hanno lasciato sul tavolo della cucina un promemoria per ricomprare il cif.

giovedì 23 gennaio 2020

se c'è una cosa che odio, è comprare dei vestiti.
lo faccio il meno possibile, e solo quando è assolutamente indispensabile (ossia quando qualcuno mi punta una pistola alla tempia e mi dice “è ora che ti compri qualcosa”).
in genere uso magliette, jeans e felpe, e l'unico negozio di abbigliamento che abbia mai frequentato di recente è decathlon.
non è pubblicità occulta, decathlon non mi paga per scrivere questa cosa. peraltro credo che nessuno sano di mente possa pensare che io abbia modo di invogliare altra gente a vestirsi male.
però se qualche dirigente di decathlon vuole darmi dei soldi io li prendo volentieri, sia chiaro. sono sicuro che essere sani di mente non sia una qualità necessaria per fare il dirigente.
in ogni caso, questa scarsa attenzione al vestiario non giova molto nelle prime impressioni con gli sconosciuti, me ne rendo conto.
spesso non giova neanche nelle seconde impressioni, ma le prime sono più importanti, specie se stai cercando lavoro.
allora per una volta ho messo un camicia e un maglione, in modo da fingere di essere una persona seria.
solo che, probabilmente per lo shock, mi è esplosa una emorragia sottocongiuntivale all’occhio sinistro e, visto da fuori, dovevo sembrare un impiegato del catasto posseduto da un demone degli inferi o, molto più probabilmente, un demone degli inferi posseduto da un impiegato del catasto (che se ci pensate è di un’inquietudine molto più strisciante).
ma comunque non avevo nessun colloquio, era solo una prova.
quando ne avrò uno probabilmente mi verrà il cimurro.

domenica 29 dicembre 2019

secondo alcuni fisici teorici, in mezzo al traffico più congestionato conviene andare a caso e ogni scelta razionale non migliorerebbe la situazione.
dopo alcuni mesi di ricerca io ho stabilito che funziona uguale anche quando hai il cervello congestionato, e questo spiega anche come prendo tutte le mie decisioni praticamente da quando sono nato.

sabato 14 dicembre 2019

sto passando il mocio sul pavimento seguendo i dettami del tai chi* (il movimento deve partire dal centro della colonna vertebrale) quando all’improvviso mi appare l’ologramma di gerberto d’aurillac in posizione ieratica che mi chiede cosa faccio a capodanno.
purtroppo non so ancora cosa farò a marzo**, quindi lo ignoro concentrandomi su una macchia di caffè particolarmente ostinata.
secondo la nobile e antica arte della caffeomanzia è possibile predire il futuro leggendo le macchie di caffè sul pavimento a fine serata, e questo è indubbiamente scientifico e provabile, come si evince dalla tavola di interpretazione dei segni sotto riportata


tra le altre cose, è di nuovo quel periodo dell’anno.
io sono d’accordo con i saggi orientali sul fatto che l’essere umano abbia bisogno di un’illuminazione, ma trovo anche che a dicembre si tende ad esagerare.
l’uomo moderno generalmente ha una passione sfrenata per le lucine.
non ho idea del perché, è una cosa che non ho mai capito bene e non so se derivi da un ancestrale bisogno di stimoli visivi oppure è un sintomo di inesorabile demenza che segna la condanna della specie.
ad ogni modo, non credo di essere la persona adatta per giudicare, a me l’unica cosa che può suscitarmi un insieme di lucine che si accendono e spengono random con una velocità elevata è un attacco di epilessia.
quando torno a casa continuo a occuparmi delle mie ricerche, in questo momento mi sto occupando di crittografia e teoria musicale, e passo le mie serate a cercare di isolare i messaggi nascosti dagli alieni nella sigla dell’ispettore barnaby.

* la tradizione orientale vuole che quando qualcuno pronuncia le parole “tai chi” l’interlocutore deve essere cortese e rispondere “salute”.
** questo blog non aderisce alle convenzioni idiote tipo iniziare una cosa quando fa freddo e tutto intorno è morto e ghiacciato. chiunque abbia un briciolo di buon senso sa che le cose si iniziano in primavera.

venerdì 25 ottobre 2019

L’oroscopo di Breznev per il 2020 
(pubblicato originariamente su Internazionale ed. Laterza)

Ariete
Vi sentite accerchiati e giudicati ma Tupolev Tu-22M e missili SS20 non sempre sono la risposta giusta alle aggressioni. Se intendete evitare una escalation nucleare, riflettete attentamente su SALT I e SALT II

Toro
Non vedete i risultati dei vostri sforzi, ma è solo un problema di pianificazione. Per aumentare la vostra produttività è il momento di programmare un piano quinquennale della qualità

Gemelli
Siete in un periodo di stagnazione, tutto è congelato come l’inverno russo. Non avete che da aspettare per altri diciotto anni, Andropov e Cernenko in prima dacia vi sono favorevoli

Cancro
È un periodo difficile per i rapporti con partner e colleghi. L'obiettivo principale dell'imperialismo è la divisione dei paesi socialisti, l'indebolimento della vostra unità. Lavorate uniti per i vostri ideali, la voglia di coesione e lo spirito del Komintern sono il punto di inizio per la vostra rivoluzione

Leone
Se il vostro cervello è capace di ascoltare la voce della ragione, esso deve cessare immediatamente i bombardamenti e le altre azioni aggressive contro voi stessi e considerare realisticamente le proposte di trattative con la vostra emotività

Vergine
Così come non è possibile costruire il socialismo, se non si parte dalle leggi generali e se non si tiene conto delle concrete peculiarità storiche di ogni paese, così non riuscirete a costruire la vostra vita se non terrete conto di chi siete e di cosa vi ha portato dove siete adesso. Urge una riflessione complessa sulla vostra identità storica

Bilancia
Non è facile raggiungere gli obiettivi che vi siete posti. La chiave è stringere alleanze nel Politburo e pazientare finché non arriva la situazione adatta. Sul piano lavorativo, aspettate il peggioramento dello stato di salute del vostro capo.

Scorpione
Servono obiettivi più ambiziosi. Puntate in alto, prendete spunto dai cosmonauti e dalle missioni Soyuz

Sagittario
È il momento giusto per un passo deciso verso la Ostpolitik. Comprate un biglietto per Berlino, godetevi un assolato pomeriggio autunnale in Unter den Linden, l’atmosfera rilassata alla porta di Brandeburgo, ma resistete all’impulso di baciare Honecker sulla bocca.

Capricorno
Smettete di pensare a voi stessi e abbracciate l’idea di collaborare per un fine superiore. L’intero è molto di più della somma delle parti, accettate l’idea di avere una sovranità limitata

Acquario
Siete stanchi e svogliati, e cercate di risolvere i vostri problemi in solitudine. Quello che invece vi serve è una organizzazione rigida. Non sottovalutate l’importanza di un apparato burocratico all’altezza e di una nomenklatura fedele. Amici e parenti sono il giusto sostegno nello sviluppo dei vostri progetti

Pesci
Siete intrappolati in una situazione ormai passata, e non potete fare a meno di ripensarci. Ma non c’è più tempo per il revisionismo. Il vostro elemento è il metallo, il ferro e l’acciaio sono i vostri spiriti guida. È ora di plasmare il vostro posto nella società a fianco del mondo operaio.

martedì 15 ottobre 2019

il router e il pc non si parlano.
hanno litigato? si sono detti qualcosa di irreparabile? si tengono il muso? ci sono margini di intervento per una mediazione onu? è difficile da capire.
io mi sveglio alle 5.30 (perché devo uscire di casa) con una irrefrenabile voglia di ascoltare flower of scotland nella versione dei corrs.
non chiedetemi perché, a volte il mio cervello segue percorsi tutti suoi e non ha voglia di condividerli con me. è un cervello molto riservato.
fuori piove, fa freddo, è buio.
non vorrei uscire di casa e, sulla soglia, mi fermo a guardare il cielo in cerca di un aiuto (non è che speri in interventi di divinità a caso, pensavo più a un abduction). ma gli ufi non escono con questo tempo, e comunque è già tardi.
gli ufi arrivano sempre di notte, perché hanno un indubbio senso scenografico.
probabilmente si sono accorti che homo sapiens ha un complicato complesso di inferiorità nei confronti delle lucine, e che è l’unico animale che ha deciso che la notte ha un cuore. voglio dire, potevano pensare a un fegato, o ad altre parti del corpo più usate durante la notte, sarebbe stato più logico, e invece niente.
una volta in auto, mentre sto parlando del più e del meno e di altre operazioni matematiche a caso con john moreland, ho una improvvisa rivelazione.
non che io creda alle rivelazioni religiose.
insomma, non credo che le divinità ci appaiano per dirci qualcosa di intelligente.
al massimo ci appaiono perché hanno sbagliato a schiacciare il bottone del piano astrale sull’ascensore astrale, perché gli si è rotto il sistema di occultamento, o perché non vogliono rispondere ai call center delle compagnie telefoniche.
avessero cose intelligenti da dirci potrebbero scrivere dei cartelli grandi quanto la cintura di orione, trasmettere a reti unificate mondiali, hackerare il sistema neurovegetativo di tutti gli esservi viventi, sarebbe molto più comodo per tutti. se non lo fanno è solo che non hanno da dirci niente di intelligente.
quindi forse non era una rivelazione, ma qualcosa di molto simile a un insight.
il fatto è che da gennaio mi servirà un lavoro, ma non ho bene idea di cosa possa fare nella vita, né di chi possa pensare di pagarmi per farlo.
per ora ho selezionato tre lavori plausibili

cartavetratore di guardrail
non avete idea di come sono sporchi, malandati e bisognosi di manutenzione i guardrail.
io lo so perché ogni tanto i sentieri sbucano su una strada asfaltata, e tocca costeggiare i guardrail.
allora, dico io, già che passo, potrei dare una cartavetrata, così, anche un po’ alla buona, e ricevere un sussidio mensile da anas (ma anche aiscat e società autostrade, con la collaborazione dell’agip, voglio dire, non mi formalizzo)

salutatore ufficiale esselunga
chi non ha mai provato la tristezza di uscire da un supermercato? quale occasione migliore per assumere una persona che ti sorride, ti augura buona giornata, ti dà un parere su hegel? e non il solito senegalese, che sarà anche carino, ma vuoi mettere uno con l’uniforme ufficiale del supermercato che ti augura buona giornata?

produttore di birra artigianale
questa è una cosa a cui ho pensato molto, e soprattutto mi permetterebbe di chiamare le birre con i nomi che piacciono a me, tipo pils and love, ich weiss, il gusto in bock, rex stout.
l’unico vero problema è che la berrei tutta io, quindi forse difficilmente potrei rientrare dall’investimento iniziale, ma ehi, il governo non dovrebbe tutelare la libera impresa?

questi sono i lavori che potenzialmente potrei fare senza grossi problemi.
per tutti gli altri, ho già pronta la lettera di presentazione:

"Buongiorno, mi chiamo eddie, ho una laurea in filosofia e penso che la vita non sia tutto sto granché e allora bisogna cercare di migliorarsela in tutti i modi.
Non è che vorrei proprio lavorare (sempre per il fatto che vorrei migliorarmi la vita, non peggiorarmela), ma siccome sono un filosofo, la parte di sopravvivere nei boschi coperto di pelli di animali e nutrirmi di bacche selvatiche non mi viene benissimo e morirei di stenti dopo tre giorni. Quindi mi serve un lavoro.
Sarete stupiti che abbia pensato a voi. Lo sono anche io, visto che non avevo idea che esisteste fino a trenta secondi fa, ma ehi, vi ricordate quella parte che mi serve un lavoro? Ecco.
Del resto, c’è qualcuno che ha mai scritto a un indirizzo di selezione personale per chiedere una pasta alla carbonara, organizzare un torneo di scopa d’assi, avere notizie sulla situazione politica mediorientale? Infatti.
Ora, se abbiamo finito con le domande retoriche, io potrei saltare tutta la parte in cui mi auto elogio, che francamente mi viene male, e voi magari potreste assumermi, mettendo fine a questa farsa.
Cordiali saluti"


venerdì 27 settembre 2019

oggi il cielo è così grigio che la pantone ha creato un team per inserirlo nel catalogo come grigio standard.
più o meno è l’inizio di quello che chiamiamo autunno, che nell’iconografia tradizionale è quella cosa quando il lago si tinge di rosso come le foglie sugli alberi, e il vento soffia da nord e muove le barche nei porti, e invece poi nella vita di tutti i giorni è quella cosa che fa freddo e tutto è grigio come i tuoi pensieri.
a volte vengo accusato di essere troppo legato a una visione materiale dell’universo.
forse è vero. non di sola realtà sensibile vive l'uomo.
però c’è da dire che quella insensibile è molto maleducata.

ed ora, per la rubrica: “i santini comunisti”, ecco un ottimo adesivo per il cruscotto della vostra auto


venerdì 6 settembre 2019

diluvia.
la pioggia ha battuto incessantemente il tetto per tutta la notte, e il mattino ci ha regalato quella irresistibile sensazione di inverno che aleggia sulle nostre teste come un presagio di inevitabile sventura.
ci sono 14 gradi, gli animali stanno per prendere la via del sud (tranne quelli rimasti qui per i soliti overbooking) o del letargo, mentre homo sapiens sta pensando di accendere il camino (e questa è la prova che l’evoluzione si deve essere incasinata da qualche parte).
oggi è anche la giornata mondiale del disagio, giornata a cui noi filosofi partecipiamo sempre con grande entusiasmo (in realtà solo alcuni di noi. diciamo quelli che prendono seriamente il proprio lavoro di filosofi, mentre stanno pulendo i bagni dei locali pubblici dove lavorano).
la giornata mondiale del disagio capita a pennello per le persone che dovrebbero affrontare crescita e cambiamenti, ma non hanno idea di che direzione prendere.
il problema di noi filosofi è che crediamo che non sia importante avere tutte le risposte giuste, crediamo che sia più importante farsi le domande giuste. ma dobbiamo ammettere che abbiamo qualche problema con la definizione di “giusto”.
e siccome i limiti del linguaggio sono i limiti del nostro mondo, spesso ci inventiamo parole, e creiamo il nostro mondo, anche se abbiamo quel piccolo problema che non riusciamo a condividerlo, perché quando ognuno crea il suo mondo, poi è difficile mettersi d’accordo su quale usare.
e se non siamo mai sicuri di quello che vogliamo (no, non lo siamo), forse allora dovremmo vivere concentrati sul presente, sulle cose che accadono, e lasciare che tutto passi mentre noi siamo qui e ora.
questo ha alcune implicazioni filosofiche interessanti, tipo che è possibile scegliere (generalmente delle cose a caso, e del tutto sbagliate, che si capiranno solo dopo svariati anni quando verranno classificate con l’acuta espressione “senno di poi”, ma a quel punto le cose saranno già andate male) oppure non scegliere (le cose andranno male lo stesso, ma almeno non sarà colpa vostra).
alcuni filosofi sosterranno erroneamente che la non-scelta sia comunque una scelta. questa cosa è palesemente assurda per chiunque conosce la grammatica, ma anche come dimostra il già citato paradosso di kanchelwski, che vado brevemente ad illustrare.


bar, interno giorno.
tre uomini entrano e si siedono al tavolo. si avvicina il cameriere per prendere le ordinazioni.
uno prende una birra, uno prende una coca, il terzo dice per me niente, grazie.
il cameriere serve da bere, e porta il conto. 
quattro euro per la birra due euro e cinquanta per la coca, sedici euro per il terzo uomo che non ha preso niente.
ehi, ma io non ho ordinato! – protesta l’uomo.
a quel punto il cameriere (che è laureato in filosofia) fa notare che, tecnicamente, ha ordinato di non portare niente, e quindi è comunque un’ordinazione, e pertanto va pagata.
segue rissa e discesa agli inferi, là dove è pianto e stridore di bottiglie.


giovedì 25 luglio 2019

esercizi di stile
studio # 87
a letter to i.



la mia prima volta da solo fuori casa avevo sette anni, ho passato un mese nelle valli bergamasche, a casa di sconosciuti.
di quel periodo ricordo una tazza di legno, alcune immagini specifiche, e che una domenica ero in montagna con una decina di persone che non conoscevo, non stavo tanto bene, e tutti pensavano che facessi i capricci perché non volevo camminare. 
in realtà a me camminare piaceva già moltissimo, era proprio che stavo male, ma non c’era verso di convincerli, perché non avevo proprio idea di cosa avessi. allora un ragazzo gentile mi ha preso in spalla (tanto già all’epoca pesavo trenta chili con i sassi in tasca) ma dopo qualche metro gli ho chiesto se mi faceva scendere. mi sono messo a bordo sentiero e ho vomitato l’anima. dopo un minuto mi sentivo incredibilmente benissimo e ho ripreso a camminare felice, però tutti mi guardavano un po’ strano, e non ho mai capito se fossero sensi di colpa perché adesso era piuttosto evidente che prima stavo male, oppure erano stupiti che mi fosse passato così in fretta.
l’anno dopo ho passato due mesi vicino a genova, a casa di sconosciuti.
di quel periodo ricordo che nel doposcuola ho imparato a giocare a pallamano, che a volte prendevo l’autobus per tornare da scuola, e che c’erano le gang di ragazzetti che invadevano la piazza e si dividevano in chi tifava la juve e chi tifava la samp. nessuno tifava genoa, suppongo perché fosse da vecchi.
il mio primo lavoro estivo avevo quindici anni, ho passato un mese in toscana, vitto e alloggio compresi. quando alla fine mi hanno anche pagato ero molto sorpreso, a me tutto sommato bastava avere un posto in cui stare.
quindi da quando ho sette anni ho sempre pensato che infilarsi a dormire in casa di sconosciuti sia perfettamente normale, specie se questi non protestano.
del resto, non è che avessi bisogno di molto: un letto dove dormire, del cibo, di tanto in tanto (possibilmente non troppo di frequente) e dei libri da leggere.
quello che succede è che poi una volta che sei lì gli sconosciuti li puoi conoscere, anche se una volta andato via non li rivedrai mai più.
poi crescendo l’ho fatto moltissime altre volte, molto più consapevolmente; ho smesso quando ho iniziato ad avere una casa mia, un posto da chiamare casa (intendo proprio un luogo fisico, non solo geografico), e però ogni tanto mi manca quella sensazione, di infilarsi a casa di sconosciuti e scavarsi una nicchia ambientale senza dare troppo nell’occhio.
da bambino ogni tanto mi succedeva anche di dormire a casa di persone che conoscevo, ma non era del tutto uguale, perché mancava quella diffidenza iniziale con cui ti guardano le persone.
e anche nelle camerate con molti altri bambini, funziona in maniera diversa, perché ti stai inserendo in uno spazio che è comune, e devi contrattarlo con un sacco di gente, e quella è dinamica dei gruppi: più facile da capire, ma anche più fastidiosa da gestire.
invece infilarsi a casa di sconosciuti è qualcosa di molto più privato, e imprevedibile.
lo farei anche adesso, se non dovessi lavorare. cioè, lo farei anche per non dover lavorare, probabilmente.
quello che voglio dire è che diventare indipendenti è una cosa molto diversa da diventare adulti, anche se a prima vista le due cose si assomigliano molto.
e che per me è molto più facile capire cosa sta succedendo nella testa e nel fisico di un estraneo che capire quello che sta succedendo dentro di me, ma non è così destabilizzante come sembra.

martedì 2 luglio 2019

xx: buongiorno
io: buongiorno a lei
xx: il tempo assoluto non esiste, il tempo rallenta a seconda della velocità in cui si muove l’osservatore e in presenza di grandi masse.
io: sì, ovviamente possiamo misurare una durata, ma quella durata è relativa solo ad un punto di vista, quello che viene meno è il concetto di simultaneità: non esiste uno schema generale assoluto in cui si può stabilire se un fenomeno accade prima o dopo di un altro, in sistemi differenti
xx: infatti le equazioni fondamentali dell’universo non hanno bisogno della variabile tempo, funzionano benissimo senza.
io: in pratica il tempo è un fenomeno che emerge localmente solo in presenza di scambi di energia (il che appare intuitivo, uno scambio richiede tempo).
xx: uno scambio di energia produce calore, possiamo quindi dire che è il calore che causa l’irreversibilità di un fenomeno e fa emergere il tempo.
io: un altro fenomeno emergente in presenza di scambi di energia è quello che chiamiamo vita, un fenomeno che si sviluppa in sistemi caotici auto organizzantisi e lontani dall’equilibrio (cioè un fenomeno temporaneamente a entropia negativa), ed è il motivo per cui gli esseri viventi sono indissolubilmente legati al tempo.
xx: quindi non siamo altro che narrazione.
io: esattamente. se le cose accadono in sequenza, possiamo costruire una narrazione. ma questo non accade ad esempio con i fenomeni subatomici.
xx: è bizzarro.
io: decisamente.
xx: beh, buona giornata.
io: altrettanto a lei.

se c’è una cosa che amo, sono i discorsi da ascensore.
dopo il primo momento di imbarazzo, si finisce sempre a parlare del tempo

giovedì 20 giugno 2019

se c’è una cosa che ho sempre amato, sono i mondiali di calcio.
il primo vero ricordo che riesco a datare è una partita di calcio, e riesco a datarlo proprio perché era la finale dei mondiali.
la mia autocoscienza praticamente nasce con i mondiali, e da allora, riesco a datare molto meglio un avvenimento se cade in un anno dei mondiali.
non è che tifassi per l’italia (occhei, ero un bambino strano), mi piaceva proprio il calcio come scenario generale, il fatto che un pianeta intero fosse impegnato a fare qualcosa insieme, e che ci fossero un sacco di nazioni esotiche di cui potevo imparare la capitale (occhei, abbiamo già stabilito che ero strano, passiamo ad altro, cortesemente) e che da grande avrei potuto visitare, avendo già imparato usi, costumi, e nomi dei giocatori più bravi.
in retrospettiva, direi che mi piacesse il fatto che homo sapiens comprendesse di essere un semplice ospite del pianeta, e che ci si potesse impegnare a livello globale (ero anche molto ingenuo, oltre che strano).
con il tempo ho capito che le decisioni non si devono prendere a livello globale ma decidono sempre i più ricchi, che in quanto povero non avrei mai potuto visitare tutti quei paesi esotici, e che devi tifare sempre la tua nazione sperando che muoiano tutte le altre, sennò sei strano (ma ormai mi ci ero abituato, ad essere strano, quindi occhei).
il fatto è che dopo un po’ ho imparato che anche le decisioni a maggioranza, sono comunque problematiche.
per questo non mi ha stupito l’assegnazione dei mondiali 2022 al qatar (capitale: doha).
se provate a immaginare un luogo adatto per giocare a calcio d'estate, il qatar, nella classifica dei posti migliori, viene subito dopo il circolo polare artico e l'isola di plastica al largo dell'oceano indiano, e appena prima del mare della tranquillità.
questo ha suscitato alcune perplessità ed anche alcune critiche, a cui i vertici fifa hanno dapprima risposto con cose tipo: "solo io ci vedo dell'invidia?", e successivamente "ma cosa dite, si può giocare senza problemi, basta bere molta acqua e non uscire nelle ore più calde" per poi dire "mah, magari fa caldo ma abbiamo già stabilito che mettiamo l'aria condizionata negli stadi" e finire un anno dopo con "vabbè, dai, facciamo che giochiamo a dicembre".
e da qui al 2022 potrebbero dire ancora qualsiasi altra cosa, compreso il fatto che non si giochi in qatar, a dicembre, ma a usuhaia nel gennaio 2021. alla fifa sono tutti molto creativi, specie quando si parla di soldi.
se decidessimo a maggioranza per popolazione, i mondiali si terrebbero sempre in cina o al massimo in india, senza contare che corrompere pochi ricchi è più facile, ma la maggioranza può sempre essere manipolata mettendole paura e facendogli prendere decisioni insensate (passate un anno a spiegare ai cinesi che i mondiali vengono lì a rubargli il lavoro, si comportano male e indeboliscono la cultura cinese, e un miliardo e mezzo di cinesi voteranno compatti per tenere i mondiali in libia).
ma anche votare per nazione (a parte il fatto che bisognerebbe invitare penrose a trovare dei coefficienti aggiustativi, sennò poi il liechtenstein conta come il brasile) non risolve i problemi intrinseci del voto di maggioranza, evidentemente.
tutto questo in realtà è un trucco per spiegarvi perché platone diceva che le decisioni devono prenderle i più saggi.
non è una cattiva pensata (tranne per quelli che pensano che deve sempre decidere il popolo, anche se non sa una mazza di quello di cui si sta decidendo, perché suicidarsi collettivamente è sempre più divertente che imparare cose), però introduce due o tre problemini, tipo: come si decide chi è il più saggio? (domanda a cui platone tendeva a rispondere “sono io, mi pare ovvio”) e anche se per assurdo riuscissimo a decidere che uno è più saggio avremmo soltanto aperto la strada alla dittatura.
perché se sei saggio davvero non vorrai aver mai a che fare con una roba del genere in cui sicuramente scontenterai tutti (è il comma 22 della saggezza, mi spiace), e la dittatura presenta alcuni problemi tecnici tipo quello di sterminare tutti quelli che sono strani (fra cui io, tipo) e hanno un’idea diversa di saggezza.
è il motivo per cui adesso preferisco la fisica, in cui non c’è niente da decidere, fa tutto lei, e uno si adegua (è difficile discutere con la materia e convincerla a comportarsi diversamente), mentre le decisioni mi mettono ansia.

sabato 1 giugno 2019

mail

xx: ehi, ho guardato il blog, ma perché non hai pubblicato niente a maggio?
io: eh, beh, maggio scordato
xx: ...